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Australia, autolesionismo umano nei rapporti con gli “altri” animali. Impariamo qualcosa.


L’Australia è uno Stato decisamente esteso (ben 7.688.287 chilometri quadrati, il sesto per estensione sulla Terra) e, in proporzione, poco popolato (poco più di 28 milioni di abitanti, concentrati lungo le coste).

Eppure, la società australiana, nata dalla colonizzazione britannica, spesso e volentieri ha ritenuto il proprio spazio vitale a disposizione troppo esiguo rispetto alla presenza di popolazioni originarie (gli Aborigeni) e della fauna selvatica.

Australia, Canguro in fuga dall’incendio (da Internazionale)

Da un lato poca voglia e scarsa efficienza delle autorità pubbliche nel contrasto ai grandi disastri ambientali, come i devastanti e frequenti incendi, dall’altro vere e proprie guerre contro questa o quella specie di fauna selvatica ritenuta nociva.

E’ il caso della surreale guerra contro gli Emù, combattuta e persa con disonore dall’Esercito Australiano nel 1932.

L’Emù (Dromaius novaehollandiae) è un grande uccello corridore endemico dell’Australia, talvolta compie migrazioni consistenti alla ricerca di acqua e cibo.

Australia, esemplare ucciso durante la “guerra contro gli Emù” (1932)

Nel 1932 si verificò una migrazione di circa 20 mila esemplari nel distretto di Campion, nell’Australia Occidentale: gli agricoltori locali chiesero l’intervento del Governo federale per evitare danni alle coltivazioni, in un momento di crisi economica generale e di scarso sostegno economico pubblico.

Il Ministro laburista della difesa Sir George Pearce accolse la richiesta e mise a disposizione un contingente militare per far la guerra agli Emù.

il maggiore G.P.W. Meredith

Il 2 novembre 1932 il maggiore Gwynydd Purves Wynne-Aubrey Meredith mosse, quindi, le truppe della Seventh Heavy Battery della Royal Australian Artillery con due mitragliatrici e 10 mila proiettili.

Dopo alcuni scontri – e qualche decina di esemplari morti – gli Emù adottarono scaltre tattiche di guerriglia: “I sogni dei mitraglieri di sparare raffiche su fitte masse di emù furono presto dissolti. Il comando emù ha evidentemente ordinato l’uso di tecniche di guerriglia, e il suo ampio e disorganizzato esercito si è immediatamente diviso in un innumerevole numero di piccole unità rendendo l’uso dell’equipaggiamento militare inefficace. Un esercito umiliato viene costretto quindi a ritirarsi dal campo di battaglia dopo quasi un mese”, commentò l’ornitologo Dominic Serventy.

Tuttavia, il maggiore Meredith in un rapporto ufficiale dichiarò che il suo reparto “non aveva subito perdite”.  Infatti, gli Emù si dileguavano, ma non rispondevano al fuoco.

Emù (Dromaius novaehollandiae)

Una seconda spedizione militare, sempre sotto il comando del maggiore Meredith, non ebbe miglior sorte e il 2 dicembre 1932 le truppe australiane sospesero unilateralmente le ostilità.

Secondo i rapporti finali, erano stati uccisi 986 esemplari con l’utilizzo di 9.860 proiettili. Ben 10 per ogni esemplare ucciso. 

Altre centinaia morirono per le ferite in seguito.

Dato il penoso esito della spedizione bellica, nuove richieste di utilizzo delle forze armate da parte degli agricoltori (1934, 1943, 1948) rimasero inascoltate.

Gli Emù, fortunatamente, non furono vendicativi e tuttora prosperano in Australia.

Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus)

Ma non finisce qui.

Alcune persone sono passate alla storiapiccola o grande che sia, per realizzazioni geniali che poi si son fatte notare, anche parecchio.

Una di queste è Thomas Austin, proprietario terriero e imprenditore di Barwon ParkVittoria, nell’allora colonia britannica dell’Australia.

Nell’ottobre 1859 pensò bene di introdurre ventiquattro Conigli selvatici (Oryctolagus cuniculus) provenienti dall’amata Inghilterra per rallegrare le battute di caccia.

I Conigli selvatici trovarono in Australia l’ambiente ideale: nessun predatore, cibo in abbondanza, nessun parassita.   Così si moltiplicarono all’inverosimile, provocando danni agli ambienti naturali e all’agricoltura. 

A partire dal 1926 vennero realizzate recinzioni di contenimento, tanto lunghe quanto inutili.

Negli anni ’80 del secolo scorso le autorità australiane tentarono di eliminarli attraverso la diffusione della  mixomatosi, ma pur in un primo tempo diminuita, la popolazione di Conigli riprese a crescere. In seguito vennero introdotti virus (RHD – Rabbit Haemorrhagic Disease e  RHDV del genere Calicivirus), ma senza esiti risolutivi. Anzi.

La ricerca scientifica Una singola introduzione di conigli selvatici ha innescato l’invasione biologica dell’Australia condotta da un gruppo di studio coordinato da Joel M. Alves  (PNAS, agosto 2022) ha accertato che tutti i Conigli selvatici che hanno invaso l’Australia discendono proprio dalla geniale liberazione venatoria di Thomas Austin.

Cinghiali (Sus scrofa)

Stessa finalità venatoria, stesse modalità, stessa genialità sono ben presenti, per esempio, nelle ripetute immissioni (e foraggiamenti) di Cinghiali (Sus scrofa) in buona parte d’Italia (Sardegna compresa), soprattutto a partire dagli anni ’50 del secolo scorso.  

Oggi si lamentano i danni in agricoltura derivanti dall’espansione del Cinghiale, il quale trova nella caccia non selettiva uno dei fattori di aumento della popolazione e della distribuzione e nel Lupo (Canis lupus) il fondamentale  fattore di contenimento, visto che ne costituisce circa la metà della dieta.

Tranquilli e sereni tutti, queste demenziali idiozie umane continueranno e la colpa sarà sempre di Emù, Conigli, Cinghiali, Lupi e pure dei Draghi e dei Burropardi, se necessario.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

(foto da Internazionale, foto d’epoca, S.D., archivio GrIG)

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