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Perché questo lassismo nella gestione di beni ambientali così importanti?


mare

La Valle della Luna, sulla costa di S. Teresa di Gallura (SS), è una piccola valle ricca di macchia mediterranea e graniti nel promontorio di Capo Testa.

Sito di importanza comunitaria/zona speciale di conservazione (codice ITB010007) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora, tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), è un ambiente delicatissimo, che da troppi anni viene trasformata durante la stagione estiva in una tendopoli (ovviamente non autorizzata), con il consueto contorno di rifiuti, scarichi, degrado.

Al di là delle migliori intenzioni e della filosofia di vita di tanti, l’assenza di servizi igienici e delle elementari cautele ambientali e sanitarie non rende possibile il campeggio libero di centinaia di persone.

Comune e Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale dovrebbero intervenire, non è così che si gestisce un gioiello ambientale.

A Caprera, in questi giorni, i Carabinieri Forestale hanno proceduto a sanzionare e allo sgombero di numerosi campeggiatori abusivi.

E a Capo Testa?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Gabbiano reale (Larus michahellis, foto Cristiana Verazza)

da La Nuova Sardegna, 13 agosto 2020

Il Grig a Comune e Forestale «Sgomberate Capo Testa». (Walkiria Bandinelli)

SANTA TERESA . Gli ambientalisti contro le centinaia di bagnanti che hanno piazzato tende abusive nel “paradiso lunare” di Cala Grande. L’area, meglio nota come valle della luna, è super tutelata. È un sito di interesse comunitario ed è inserita nell’Area marina protetta Capo Testa-Punto Falcone. L’accampamento improvvisato dei villeggianti con tende dai colori vivaci spicca in mezzo allo scenario naturale, modellato dal tempo e dal vento, fatto di massi granitici e macchia mediterranea. «È evidente – afferma il presidente del Gruppo di intervento giuridico, Stefano Deliperi – che il Comune e il Corpo forestale di vigilanza ambientale dovrebbero intervenire per far sgombrare senza indugi un accampamento abusivo, che provoca solo danni ambientali e, potenzialmente, sanitari». Il Grig fa proprie le segnalazioni di un gruppo di residenti in località Capo Testa, che hanno denunciato questi abusi agli enti e alle autorità preposte. Il fascino del luogo da sempre è meta di bagnanti e visitatori. «Vivere queste bellezze naturali – dice Deliperi – significa rispettare tutto ciò che è presente nell’area Sic. Le specie endemiche rendono unico questo lembo di costa che lambisce Santa Teresa e si affaccia sulle Bocche di Bonifacio. Occorre un intervento immediato di ripristino dei luoghi, che ripetiamo vanno salvaguardati».

Un gruppo di residenti a Capo Testa, tra questi anche l’ex consigliere comunale Angelo Murineddu, ha segnalato questo assalto a Cala Grande anche al prefetto. «C’è anche una questione di sicurezza – ribadiscono – , i villeggianti trascorrono qui anche la notte. Hanno trasformato l’area nel loro luogo di ferie. Non rispettano le regole più elementari di sicurezza. Accendono fuochi sul terreno per i barbecue, un pericolo tra l’altro sul fronte incendi». Tra le segnalazioni anche quello delle vie d’accesso al promontorio di Capo Testa: «Sono occupate da settimane – dice Murineddu –, con le auto in divieto di sosta su entrambi i lati. Per non parlare dei chioschi improvvisati per la distribuzione di bevande e cibi». 

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

da La Nuova Sardegna, 11 agosto 2020

Santa Teresa, tendopoli selvaggia nella Valle della Luna.

Centinaia di persone accampate a Capo Testa. L’allarme di un ex consigliere comunale e dei residenti. (Walkiria Bandinelli)

SANTA TERESA. Centinaia di campeggiatori abusivi hanno preso d’assalto Cala Grande (Valle della luna), a Capo Testa. In barba alle prescrizioni anticontagio da Covid19 e ai divieti mirati per salvaguardare questa zona supertutelata. Non solo è un’area Sic, cioè un sito di interesse comunitario, è anche inserita nell’Amp (Area marina protetta) Capo Testa-Punta Falcone.

Svoltato il sentiero che si affaccia sulla cala, una sorta di paradiso lunare, i piccoli agglomerati di tende arancioni, azzurre, a spicchi rosa, bianchi e rossi risaltano in mezzo alla distesa di granito e di macchia mediterranea. Non sono solo ricoveri piazzati per ripararsi nelle ore più calde, tra un tuffo e l’altro nelle acque cristalline che lambiscono la punta estrema del paese gallurese e si affacciano sulle Bocche di Bonifacio. «I bagnanti – dice Angelo Murineddu, residente a Capo Testa ed ex consigliere comunale – trascorrono qui anche la notte. Con alcuni abitanti della località turistica solo ieri ne abbiamo contato 200. Siamo preoccupati per questa situazione di degrado, soprattutto perché stiamo vivendo un’emergenza sanitaria. Campeggiare in questo posto, unico al mondo per le sue bellezze naturali, favorisce senza dubbio danni ambientali, ma anche un pericolo per visitatori e residenti. Questi vacanzieri trascorrono le ferie qui senza alcun controllo, né rispettando le regole più elementari del vivere in sicurezza».

Esasperati e preoccupati diversi abitanti di Capo Testa hanno segnalato la situazione agli enti preposti, compreso il prefetto. «Oltre ai campeggiatori abusivi – afferma Murineddu –, c’è anche l’annoso problema delle strade che conducono al promontorio: sono occupate da settimane, con le auto in divieto di sosta su entrambe le carreggiate. Per non parlare dei rifiuti di tutti i tipi, disseminati ovunque. I camper sono lasciati liberi di stazionare a piacimento, alberi e arbusti vengono tagliati indiscriminatamente per alimentare barbecue improvvisati sul terreno. Ci sono anche chioschi improvvisati, senza le necessarie autorizzazioni, per la distribuzione di bevande e cibi. Insomma, ci troviamo di fronte a una tendopoli indegna e inaccettabile per un comune turistico, come quello di Santa Teresa».

I residenti a Capo Testa oltre al mancato distanziamento sociale evidenziano problemi sanitari. «In quest’area super tutelata – dice Murineddu –, è consentito soltanto l’accesso a piedi o via mare. È uno dei luoghi più suggestivi del territorio e merita di essere visitato. È possibile prendere la tintarella e tuffarsi, ma va rispettato, non è un campeggio. Siamo preoccupati anche per questioni igienico-sanitarie, perché ovviamente non ci sono servizi. I barbecue, inoltre, rappresentano un grande pericolo sul fronte degli incendi. Per tutti questi motivi abbiamo chiesto alle autorità e alle istituzioni competenti di riportare la situazione alla normalità e di poter vigilare nella stagione estiva su questo territorio. È un patrimonio naturale inestimabile, fruibile secondo le regole».

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

(foto Cristiana Verazza, M.F., S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    agosto 14, 2020 alle 3:24 pm

    Vale anche per l’abbazia di Triulzi, requisita senza alcuna valida autorizzazione da personaggi stranieri , il cui fine non e’ chiaro. Lo sconcerto e’ che nessuno interviene per chiarire lo status di costoro e le motivazioni che hanno portato a questa situazione. Il ministro dei beni culturali tace !! Le inchieste di Report non hanno dato il risultato sperato.

  2. Mara machtub
    agosto 14, 2020 alle 5:15 pm

    INCREDIBILE! Improvvisamente gli abitanti di Capo Testa (perfino un consigliere comunale…) si accorgono che DA OLTRE TRENT’ANNI una delle cale più belle della costa è abusivamente occupata in permanenza.
    Valle della Luna è famosa in tutta Italia e anche oltre, per la presenza stanziale di un gruppo di Hippies con relativi cani.
    Evidentemente questi ultimi (non i cani..) si sono arricchiti, ora posseggono tende al posto delle assi appoggiate alle grotticelle, e chissà se fanno ancora barriera alla fine del piccolo sentiero che si apre sulla valle, per chiedere (urbanamente devo riconoscere) un contributo per la sopravvivenza del gruppo!
    Ricordo negli anni ’80 una lite furibonda con un amico che si era rifiutato di fare il bagno “Che schifo, è anche pieno di cani che nuotano nello stesso posto”. All’epoca si andava “apposta” a Valle della Luna, curiosi della variopinta umanità che vi stanziava . L’amico mio è rimasto amico, nonostante odiose tendenze leghiste che cerco saggiamente di ignorare.
    Ma non posso credere che questo antico, incancrenito problema venga improvvisamente risolto da qualche Biancaneve di buona volontà.
    Ci saranno sempre gruppuscoli di persone che cercano “libertà” e tutto sommato li capisco. Mentre comprendo molto meno gli abitanti locali: ma prima dove vivevano? Sulla Luna direttamente?

    • agosto 14, 2020 alle 5:30 pm

      cara Mara, un conto è qualche decina di figli dei fiori che vanno e vengono, altro è l’accampamento permanente di oltre duecento persone che pensano di farsi una vacanza gratis, chioschetti improvvisati, camper e chi più ne ha, più ne metta 😉
      Buon ferragosto!

      Stefano Deliperi

  3. donatella
    agosto 14, 2020 alle 10:54 pm

    Insomma basta , possibile che si voglia chiamare offensivamente “Libertà” quello che ognuno ha il diritto di fare come gli pare? Perché le autorità non intervengono per fare rispettare i divieti ?

  4. Mara machtub
    agosto 15, 2020 alle 8:14 am

    Hai ragione, Caro Stefano, come sempre :)! Non ricordo mai che i tempi sono cambiati…
    Buon Ferragosto anche a te!

  5. settembre 3, 2020 alle 9:18 am

    ..ora chiamano l’O.N.U. per sgombrare un campeggio abusivo..incapaci fino al midollo…

    da La Nuova Sardegna, 3 settembre 2020
    Assalto a Cala Grande La Lega: «Stop al camping». Santa Teresa, mozione al presidente Solinas per chiedere di fermare gli abusivi Giagoni: «Giusto avviare l’iter per riconoscere la zona patrimonio dell’Unesco». (Walkiria Bandinelli): https://www.lanuovasardegna.it/olbia/cronaca/2020/09/02/news/assalto-a-cala-grande-la-lega-stop-al-camping-1.39261873

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