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Coste della Sardegna, no ai distruttori dell’ambiente e del futuro!


Pula, Torre del Cortellazzo

La proposta di legge regionale n. 153 del 28 maggio 2020, con la quale la maggioranza consiliare di centro-destra vorrebbe “interpretare autenticamente” il piano paesaggistico regionale (P.P.R.)…e addomesticarlo ai propri voleri mattonari, è stata divisa in due: il primo articolo, che prevede la semplice proroga del vigente c.d. piano casa al 31 dicembre 2020 è in aula il 23 giugno.

Tutte le forze politiche sono d’accordo e la proroga è attesa.

Il secondo articolo, quello che prevede di fatto lo svuotamento della disciplina di salvaguardia delle coste sarde sarà esaminato dall’Assemblea elettiva il 30 giugno prossimo.

Gli illustri componenti del Consiglio regionale vorrebbero – a ben quattordici anni di distanza – non già interpretare ciò che non sanno minimamente, visto che non facevano parte del Consiglio regionale  né della Giunta regionale in carica nel 2006 (anno di adozione e approvazione definitiva del P.P.R.), ma inventare quel significato delle norme del P.P.R. che più fa comodo ai loro attuali interessi politici.

Alghero, i tracciati della S.S. n. 127 bis e della S.P. dei Due Mari (esistenti) e quello della S.S. n. 291 (in progetto)

Altro che dar via libera al primo lotto della nuova strada Sassari – Alghero (il 2°, il 3° e il 4° sono già stati realizzati), quello è un banale specchietto per le Allodole. Il vero obiettivo è un altro.

Un’operazione ai danni della salvaguardia delle coste e delle zone agricole della Sardegna, visto che vorrebbero cambiare le carte in tavola riguardo

a) la fascia costiera di cui all’articolo 17, comma 3, lettera a) delle NTA al PPR, come definita dall’articolo 19, disciplinata dall’articolo 20;

b) i beni identitari di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), delle NTA al PPR, come definiti dall’articolo 6, comma 5, disciplinati dall’articolo 9;

c) le zone agricole, l’edificato in zona agricola come definito dall’articolo 79 delle NTA al PPR e l’edificato urbano diffuso come definito dall’articolo 76 delle NTA al PPR”.

Carloforte, La Caletta, eco-mostro in costruzione

L’obiettivo è quello di far materializzare betoniere e mattoni a due passi dal mare e nelle campagne, da trasformare in periferie a buon mercato.

E’ bene che tutti lo sappiano ed è bene che si sappia che anche tali proposte normative esulano dalla competenza statutaria della Regione autonoma della Sardegna.

Esulano, però, innanzitutto dalla realtà e dal buon senso.

Gli aumenti volumetrici e la ripresa dell’edificazione in fascia costiera non favoriscono certo il turismo, tutt’altro: degradano proprio quelle attrattive naturali e paesaggistiche che richiamano i turisti.

In ogni caso, la spudorata operazione di svuotamento di contenuto della disciplina di salvaguardia costiera, in primo luogo del piano paesaggistico regionale (P.P.R. – I stralcio costiero) non può essere compiuta attraverso la pretesa interpretazione autentica con effetti retroattivi.

piano paesaggistico regionale (P.P.R.), Baratz e Porto Ferro

Lo afferma chiaramente la giurisprudenza costituzionale: una legge di interpretazione autentica dovrebbe avere lo scopo di chiarire “situazioni di oggettiva incertezza del dato normativo”, a causa di “un dibattito giurisprudenziale irrisolto”, ovvero di “ristabilire un’interpretazione più aderente alla originaria volontà del legislatore … a tutela della certezza del diritto e dell’eguaglianza dei cittadini, cioè di principi di preminente interesse costituzionale” (Corte cost. n. 78/2012).

Inoltre, “la giurisprudenza costituzionale ha più volte affermato che, posto che «il legislatore può […] approvare sia disposizioni di interpretazione autentica, che chiariscono la portata precettiva della norma interpretata fissandola in un contenuto plausibilmente già espresso dalla stessa, sia norme innovative con efficacia retroattiva» (sentenza n. 41 del 2011), «quello che rileva è, in entrambi i casi, che la retroattività trovi adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza, in una prospettiva di stretto controllo, da parte della Corte, di tale requisito, e non contrasti con valori ed interessi costituzionalmente protetti» (sentenza n. 41 del 2011).” (Corte cost. n. 308/2013 relativa proprio a disposizioni del P.P.R.).

Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo (C.E.D.U.) è sulla medesima linea interpretativa: giustificate da “motivi imperativi di interesse generale” tali da legittimare interventi retroattivi del legislatore, quali la sussistenza di “ragioni storiche epocali” o la necessità di porre rimedio a una imperfezione tecnica della legge interpretata, ristabilendo un’interpretazione più aderente all’originaria volontà del legislatore (sentenza 23 ottobre 1997, National & Provincial Building Society e altri contro Regno Unito) ovvero dall’esigenza di “riaffermare l’intento originale del Parlamento” (sentenza 27 maggio 2004, Ogis-Institu Stanislas e altri contro Francia).

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (marzo 2013)

Nessuna di queste ipotesi può essere riferibile alla pretesa di cambiare il contenuto del P.P.R. (perché di questo si tratta) con l’alibi dell’interpretazione autentica.

E tale penoso tentativo non passa e non passerà sotto silenzio.

Ormai siamo più di 27 mila ad aver sottoscritto la petizione promossa dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (GrIG) e rivolta al Ministro per i beni e attività culturali e turismo, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e al Presidente del Consiglio regionale sardo, che chiede il mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Nei prossimi giorni, oltre ai destinatari, sarà inviata anche a ogni consigliere regionale che il 30 giugno dovrà votare in aula.   Sarà comunque possibile continuare a sottoscriverla, perché prossimamente sarà il turno del disegno di legge della Giunta Solinas (deliberazione Giunta regionale n. 52/40 del 23 dicembre 2019relazione illustrativatesto della proposta) per consentire aumenti volumetrici anche a due passi dal mare.

Se la sciagurata proposta di legge sulla pretesa interpretazione autentica sarà approvata, seguiranno le opportune azioni per sollecitare il Governo nazionale all’impugnazione davanti alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzione (art. 127 cost.).

Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra Terra, millimetro per millimetro.

Ne stiano certi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

La petizione per la salvaguardia delle coste sarde si firma qui http://chng.it/M4Kmxy7LtJ

Teulada, Hotel Rocce Rosse (residence + residenze stagionali)

da La Repubblica, 19 giugno 2020

Sardegna a rischio le coste. Il Centro destra punta a far saltare il Piano paesaggistico.
I consiglieri di opposizione: “Useremo ogni mezzo per tutelare l’ambiente”. (Monia Melis)

Un attacco alle coste della Sardegna e al Piano paesaggistico regionale del 2006 che tutela in particolare la fascia dei 300 metri dal mare. Attorno alla proroga del Piano casa dell’isola in questi giorni si combatte una battaglia non del tutto inedita proprio su questo fronte. La scadenza del Piano (nato sotto l’ex giunta di centrosinistra) è imminente: 30 giugno.

Piano casa in scadenza
Entro questa data è necessaria l’approvazione, ma all’interno del disegno di legge di modifica presentato a fine maggio dalla maggioranza di centrodestra (Lega, Partito sardo d’azione, Forza Italia, Fratelli di Italia) c’è un passaggio-trabocchetto. Secondo ambientalisti e opposizione, ha la funzione di scardinare il quadro normativo che protegge i litorali dal cemento. Ma il centro-destra offre un’altra lettura. Si tratta, spiegano, della “interpretazione autentica del Ppr”, espressione inserita già nel titolo e giustificata nelle intenzioni dei proponenti come indispensabile per l’avvio e lo sblocco di grandi opere stradali, come la Sassari-Alghero, da completare.

Ma c’è chi non ci sta e non accetta questa spiegazione. “E’ un modo per stravolgere il Ppr senza, però, avviare la procedura di una legge nuova – spiega Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti in consiglio regionale -. In particolare si stralcia la copianificazione tra Regione-Governo prevista dal Ppr, a caduta sia sulle coste, sia sui beni identitari e le zone agricole”. Una sorta di liberi tutti, con la totale autonomia. Il risultato, secondo l’intera opposizione di centrosinistra (incluso il M5s), che ha indetto una conferenza stampa, sarebbe: “Il caos, perché ogni comune potrebbe fare da sé, grazie appunto alla norma interpretativa – continua Agus – . Ma la cosa più grave è che all’origine dell’inserimento c’è la volontà di tutelare degli interessi privati circoscritti, anche su singoli conteziosi. Il via libera sulle strade si poteva ottenere in altri modi. Di certo, se mai passasse, è destinata ad essere impugnato”.
Un iter complicato
L’iter comunque, con circa dieci giorni a disposizione, non si rivela semplice. Da un lato i consiglieri regionali d’opposizione hanno presentato emendamenti su emendamenti per far saltare la data. Dall’altro, nella stessa maggioranza ci sono frizioni legate a bilanciamenti interni che hanno fatto saltare la commissione urbanistica, poi riconvocata d’urgenza per oggi.

La protesta degli ambientalisti
Sul fronte ambientalista Italia Nostra e Wwf avevano già denunciato con forza il trabochetto, contestazioni sul Piano casa anche da Legambiente. E lo stesso fa Stefano Deliperi, presidente dell’associazione ambientalista Grig (Gruppo di intervento giuridico): “È un escamotage, nessun dubbio: è un modo per svuotare di contenuto il Piano paesaggistico”. E aggiunge: “L’uso dell’interpretazione autentica in questo contesto è strumentale. Proprio perché, di solito, si inserisce quando c’è davvero un consolidato e ripetuto dubbio interpretativo. Ma qui non c’è”. Lo scenario delineato da Deliperi è il ricorso fino alla Corte costituzionale: “Credo andranno avanti”. Da mesi è online la petizione popolare “Salviamo le coste della Sardegna”, che è proseguita anche durante l’emergenza sanitaria e nel frattempo ha raggiunto quota 26 mila. Le rassicurazioni del presidente della Regione Christian Solinas (sardista-leghista) e della giunta sull’attenzione ad ambiente e coste finora non sono bastate.

ginepro, mare, cielo

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. Gavino Meloni
    giugno 23, 2020 alle 7:17 am

    Col ricatto della creazione di nuovi posti di lavoro (peraltro fittizzi….) vogliono aprire la strada alla speculazione più becera e inutile. Non riusciamo a riempire i posti letto che ci sono e ne vogliono realizzade degli altri anche con soldi pubblici. Gli stessi costruttori se dovessero impegnare i propri soldi e non quelli pubblici farebbero le stesse scelte? Sappiamo bene che dopo pochi anni sarebbero fallimentari, di esempi in Sardegna ce ne sono troppi. Perchè i nostri amministratori non vogliono allungare la stagione turistica? Il 01 novembre solitamente vengono sospesi i voli. E quest’anno dopo il covid19 potrebbe essere una buona possibilità di recupero per molti operatori. Perchè le Baleari sono collegate tutto l’anno con la Germania e il resto d’Europa noi con un clima identico non facciamo niente? Un tour operator inglese tempo fa in occasione di un educational organizzato per la Borsa del Turismo Ambientale della Sardegna mi disse chiaramente che loro non avrebbero scelto la Sardegna a causa dei pochi servizi esistenti. E’ ancora così. Si vuol continuare a costruire il tetto della casa senza aver costruito prima le fondamenta….
    Ma cosa ci vuole a capire che quello che la Sardegna ha di diverso dagli altri paesi del Mondo ed è l’attrattiva principale è l’ambiente naturale?
    Basta con questa politica becera, ottusa e corrotta!
    Salviamo il patrimonio naturalistico del nostro “piccolo continente” per lasciarlo intatto alle generazioni future.

    • giugno 23, 2020 alle 11:23 am

      ..non si può che essere d’accordo!

    • Srdn
      giugno 23, 2020 alle 1:39 pm

      L’ecomomostro della caletta non é piú in costruzione da anni.Penso che i 4ooposti di lavoro(ah ah ah ah ah) siano ibernati e secondo me grig dovresti gettare una lenza in mare. Non penso che siano a posto ma attaccabili per i casini che hanno lasciato in giro.

      • giugno 23, 2020 alle 2:36 pm

        …forse pacchi 📦📦 e buffi 💸💸💸 in giro, ma è sempre per il “bene” dell’isola, è turismo 🏖️
        La “colpa” è sempre degli ambientalisti, no?
        ..che il diavolo se li porti…..

        Stefano Deliperi

      • Srdn
        giugno 23, 2020 alle 3:31 pm

        Non solo pacchi e buffi ma tonnellate di pietrame, che come ho già detto é ancora nei luoghi dove lo avevano scaricato. Piú che il diavolo vorrei se li portasse la giustizia, sarebbe piú realistico, ma quelli non li tocca nessuno…..

      • giugno 23, 2020 alle 3:35 pm

        ..e allora sono necessarie un paio di foto, una buona volta, e poi vediamo.

  2. giugno 23, 2020 alle 8:58 am

    Non d’è neppure la spinta del mercato del turismo nella direzione di accrescere le strutture ricettive. Tranne che a ferragosto, le presenze non saturano mai le disponibilità (mi riferisco agli anni normali, non al 2020 del covid). Vogliamo cementare le coste solo per quella decina di giorni l’anno?).
    Giovanni Duni

  3. donatella
    giugno 23, 2020 alle 11:09 am

    La proposta di legge regionale n. 153 del 28 maggio 2020, con la quale la maggioranza consiliare vorrebbe “interpretare autenticamente” il piano paesaggistico regionale (P.P.R.)…e addomesticarlo ai propri voleri mattonari…..
    Grazie GrIG delle tue lotte per scardinare questi “marchingegnosi legislatori ” fasulli che vendono il Suolo e il Mare per cemento e mattoni.

  4. Gavino Meloni
    giugno 23, 2020 alle 11:28 am

    Non potremmo scendere in piazza per manifestare la nostra rabbia?
    Grazie di esistere GRIG.

  5. Porico
    giugno 23, 2020 alle 12:58 pm

    Il GRIG ha efficacemente stigmatizzato l’escamotage di bassa lega della “interpretazione autentica”. Oggi è il turno della CONFAPI che, da un lato difende il PPR e dell’altro propone un’intelligente superamento dei divieti indiscriminati e spesso irrazionali. Dice infatti il Presidente ,con dichiarazione perlomeno contradditoria , “non possiamo permetterci in un quadro economico disastroso come quello attuale , di non VALORIZZARE il territorio che è l’unica risorsa della nostra Isola” Ma poi siamo sicuri che il cemento a go gò ,sulle coste e sull’agro ,la parcellizzazione dei terreni, la fine dell’unicità paesaggistica che oggi distingue il paesaggio Sardo, non comportino poi veramente la fine delle speranze -agricole e turistiche- di una ripresa economica anche per le future generazioni?

  6. Srdn
    giugno 23, 2020 alle 3:50 pm

    Se il presidente della, confapi volesse valorizzare il territorio unica risorsa della nostra isola, dovrebbe accantonare il cemento e rendere visibili e fruibili(scusate il gioco di parole) i nostri tesori archeologici e naturalistici.Attirerebbero turismo tutto l’anno e siccome la sardegna é un museo all’aria aperta,e il tempo per gran parte dell’anno sarebbe complice, favorirebbe l’occupazione di un’intera regione e non dei soliti gruppetti di potere, sempre gli stessi, in tutti i campi da decenni.

  7. giugno 23, 2020 alle 10:37 pm

    come previsto.

    da L’Unione Sarda, 23 giugno 2020
    CONSIGLIO REGIONALE. Piano casa, c’è la proroga: via libera all’unanimità.
    Fino al 31 dicembre, sarà possibile migliorare il patrimonio edilizio esistente anche aumentando le volumetrie: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/06/23/piano-casa-c-e-la-proroga-via-libera-all-unanimita-136-1032328.html

  8. giugno 24, 2020 alle 9:06 am

    Ma che peccati dobbiamo espiare per avere una giunta del genere?

    • Mara machtub
      giugno 24, 2020 alle 5:09 pm

      Bisognerebbe chiederlo agli imbecilli che li hanno votati

  9. Srdn
    giugno 24, 2020 alle 6:44 pm

    Quando abbiamo votato gli altri cosa hanno fatto? Mi sbaglio? Oggi mi é piaciuto quello che hanno detto al TG. Asinara e conservatoria delle coste e internalizzazione dei nostri tesori. Niente male……

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