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Bandiere blù orgogliose sventolano su scempi ambientali, mentre il coronavirus COVID 19 vorrebbe esser l’alibi per la privatizzazione strisciante delle spiagge.


Teulada, Tuerredda, “bandiera blu” (agosto 2018)

anche su Il Manifesto Sardo (“Coronavirus e privatizzazione delle spiagge“), n. 306, 16 maggio 2020

Stintino, l’Approdo, chiosco sul Ginepro

Patine di ambientalismo e desideri di privatizzazione strisciante delle spiagge non solo non sono venute meno con la drammatica pandemia di coronavirus COVID 19, ma ne risultano rinfrancate, con buona pace dei tanti virtuosi propositi manifestati di maggiore solidarietà collettiva e di un migliore rapporto con la nostra Terra, l’unica che abbiamo.

Puntuali e consueti come presepi patinati, anche quest’anno sono state assegnate le bandiere blù dalla Fondazione per l’Educazione Ambientale (F.E.E.), ben 195 Comuni italiani se ne possono fregiare. 

Nell’immaginario collettivo, grazie anche a un’informazione superficiale, sono sinonimo di qualità ambientale, in realtà i criteri di assegnazione sono molto di manica larga e spesso e volentieri rappresentano un grossolano maquillage d’immagine per veri e propri scempi ambientali[1].

Per esempio in Sardegna nel 2020 sono state assegnate bandiere blù in quattordici Comuni (Santa Teresa di Gallura, La Maddalena, Palau, Castelsardo, Sorso, Sassari, Oristano, Tortolì, Bari Sardo, Teulada, Badesi,  Quartu S. Elena, S. Antioco).

Teulada, spiaggia di Tuerredda “satura” (agosto 2018)

Fra le “perle” litoranee dove sventolano le bandiere blù troviamo anche la spiaggia di Tuerredda, a Teulada (CA), nei mesi estivi letteralmente sempre più soffocata da chioschi, ombrelloni, parcheggi, feste come una qualsiasi spiaggia della Riviera Romagnola, mentre dovrebbe esser  salvata da un rigido numero chiuso di auto e bagnanti, e quella di Pirrotto Li Frati-Baia delle Mimose, a Badesi (SS), invece soffocata dal cemento del complesso Baia delle Mimose, ormai colato fin sulle dune, nonostante numerose azioni legali ecologiste e di procedimenti penali per abusivismo edilizio.

Badesi, dune, pubblicità immobiliare

Bandiere blù anche come foglie di fico su scempi ambientali, quindi. 

Forse il carico antropico diminuirà spintaneamente solo grazie alle distanze dovute per evitare i contagi della nuova peste. Altro che qualità ambientale.

Ma non finisce qui.

Villasimius, Punta Molentis, recinzione nel mare (7 luglio 2019)

Se da un lato – giustamente – la  legge regionale Sardegna n. 3 del 21 febbraio 2020, che consente, a semplice domanda, la permanenza per tutto l’anno di chioschi e installazioni sulle spiagge munite di semplice concessione demaniale stagionale, violando tutte le normative di salvaguardia ambientale e paesaggistica, è stata impugnata dal Governo davanti alla Corte costituzionale per palese violazione delle competenze statali in materia, d’altro canto sono sempre più insistenti le richieste di allargare le concessioni demaniali ai danni delle spiagge libere per compensare dai danni del coronavirus quei concessionari che generalmente pagano poche migliaia di euro all’anno di canone .

Oppure, perché non regalare ai concessionari o ad altri non meglio identificati soggetti la gestione – non gratuita – della spiaggia libera per garantire il rispetto delle disposizioni anticontagio sulla base dei protocolli INAIL e ISS?

Cagliari, Poetto, bunker

L’improvvida proposta avanzata per la spiaggia del Poetto, per esempio, è stata prontamente ritirata a furor di popolo.

Certo, le distanze anticontagio in spiaggia vanno mantenute e verificate, ma non c’è bisogno di plastica inquinante e svolazzante al primo maestrale o di balzelli nelle solite tasche, c’è bisogno di responsabilità dei bagnanti, vigilanza e di multe per chi sgarra.

Oltre 25 mila cittadini hanno già sottoscritto la  petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde per chiedere la fascia costiera dei 300 metri dalla battigia libera da cemento e da occupazioni arbitrarie.

La petizione, promossa dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, è stata finora sottoscritta da cittadini di ogni estrazione sociale, sia sardi che turisti del resto d’Italia e stranieri.

Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra Terra, millimetro per millimetro.

Ne stiano certi.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

La petizione per la salvaguardia delle coste sarde si firma qui http://chng.it/M4Kmxy7LtJ


[1]I parametri? Di ogni genere. Dalle “eccellenti” acque di balneazione ai regolari campionamenti effettuati nel corso della stagione estiva dalle agenzie regionali nell’ambito del Programma nazionale di monitoraggio passando per la depurazione delle acque reflue o la copertura fognaria, almeno all’80%. Ma sono considerate nella valutazione anche la raccolta differenziata, le aree pedonali e le piste ciclabili, le caratteristiche delle spiagge (personale, accessibilità, servizi), l’educazione ambientale nelle scuole del posto. Così come la qualità delle strutture alberghiere e la certificazione ambientale e delle procedure delle attività istituzionali e delle strutture turistiche presenti sul territorio” (La Repubblica, “Bandiere Blu. L’eccellenza in 293 spiagge”, 11 maggio 2016).

(foto)

  1. G.Maiuscolo
    maggio 17, 2020 alle 7:50 am

    (…)” Puntuali e consueti come presepi patinati, anche quest’anno sono state assegnate le bandiere blù dalla Fondazione per l’Educazione Ambientale (F.E.E.), ben 195 Comuni italiani se ne possono fregiare.
    Nell’immaginario collettivo, grazie anche a un’informazione superficiale, sono sinonimo di qualità ambientale, in realtà i criteri di assegnazione sono molto di manica larga e spesso e volentieri rappresentano un grossolano maquillage d’immagine per veri e propri scempi ambientali[1].”

    Sull’assegnazione delle bandiere blu, in qualche post dell’anno scorso abbiamo espresso la nostra opinione e la nostra perplessità specie sulla “graziosa e disinteressata” concessione ai vari comuni che le hanno ricevute e dunque non ci ripetiamo. Vale però la pena aggiungere che di “perle” ce ne sarebbero a iosa nel nostro Paese e nella nostra Isola, ma trascurate.
    Oppure…l’assegnazione avviene sulla base di altri criteri?
    Ma non è il caso di polemizzare. Del resto nel post dei Dottori, le cose che devono essere dette, sono dette con estrema CHIAREZZA. Il loro punto di vista, come è noto, è AUTOREVOLE.

    Solo qualche giorno fa su “la Repubblica” (14.05.2020) il “riconoscimento” a determinati comuni, veniva considerato una sorta di risarcimento e di “investimento”, per il futuro che, certamente, non è roseo. Questo è comprensibile, specie per realtà che vivono di turismo.

    Ma il problema vero di certe realtà territoriali e di certe bellezze ambientali è l’esagerata presenza umana, specie durante la stagione estiva, e per evitare questo, basterebbe disciplinare gli ingressi.

    Almeno nell’Isola, cind’è de logu po tottusu …Fintze troppu ( ce n’è di spazio per tutti …anche troppo!)

    Ai DOTTORI, per la loro testarda e affettuosa difesa del nostro “prezioso” territorio.
    Con gratitudine😀

  2. M
    maggio 17, 2020 alle 11:33 am

    Purtroppo basta fare una passeggiata al Poetto di Quartu, bandiera blu da tanti anni, per vedete quanta plastica ci restituisce il mare ad ogni mareggiata. Ovviamente il discorso vale per tutte le coste del mediterraneo. Di blu sta restando poco. Ecco, un riconoscimento che si ispira al blu del mare dovrebbe premiare chi si ostina a tenere pulite le spiagge, mi sembra l’unico criterio coerente

    • Claudio
      maggio 17, 2020 alle 1:06 pm

      E quest’anno un genio nostrano ha pure brevettato un sistema di nastri e picchetti in plastica per delimitare gli spazi nelle spiagge. E in tanti ne hanno pure lodato l’inventiva. Come siamo messi male.

  3. Claudio
    maggio 17, 2020 alle 1:04 pm

    Alcune di quelle località citate nell’articolo meriterebbero la bandiera non blu, ma marrone.

    Comunque altri si stanno mettendo d’impegno per privatizzare e inquinare, cito tra gli ultimi esempi Capoterra, con un progetto che definire folle è dir poco

    https://www.castedduonline.it/capoterra-un-litorale-tutto-nuovo-chioschi-500-parcheggi-fronte-mare-a-maddalena-spiaggia-alberghi-e-giardini/

    E anche Pula, dove la Medau sembra voler assecondare l’ampliamento delle zone in concessione a privati.

    https://www.castedduonline.it/spiagge-a-numero-chiuso-a-pula-prenotazioni-con-lapp-a-nora-solo-180-posti/

    La sindaca pare pure rammaricata, ma il senso è che tanto i residenti che frequentano la spiaggia libera non portano denaro, quindi va benissimo tutelare i profitti dei privati.

    Mi rincresce constatare che questi speculatori sono prevedibili assai, appena scoppiata l’emergenza COVID già avevo pensato che i mangiatori di litorale avrebbero colto l’occasione ottenere quello che , a torto, pensano che gli spetti, e cioè soldi e porzioni di costa.

    Quella foto di Badesi, zona a me cara, è una coltellata al cuore e ben più di una mortificazione ecologica; a questo punto possiamo parlare di stupro ambientale.

    Questo virus poteva essere l’occasione per ridurre almeno per un anno il carico antropico sulla Sardegna, ma le pretese degli speculatori hanno avuto la meglio. E con la giunta che ci ritroviamo, era prevedibilissimo.

    Altro aspetto negativo e del quale leggevo qualche giorno fa, riguarda il fatto che la sanificazione continua sulle spiagge provocherà danni enormi per l’ecosistema; invito chiunque lo vorrà, a leggere anche questo articoletto.

    https://theworldnews.net/it-news/ambientalisti-contro-la-sanificazione-delle-spiagge-inutile-e-danno-enorme-per-l-ecosistema

    • Srdn
      maggio 17, 2020 alle 3:05 pm

      La sanificazione sarà il colpo di grazia, dopo il passaggio delle ruspe ci vuole…

      • Claudio
        maggio 18, 2020 alle 1:39 pm

        Per ora si accontentano di farti pagare la spiaggia libera.

        Comune di Domus de Maria presente all’appello, e chi ne dubitava

        https://www.castedduonline.it/estate-a-chia-ai-tempi-del-covid-litorale-a-numero-chiuso-si-paghera-anche-per-la-spiaggia-libera/

        Chissa’ se gli addetti “Stuart”, come li definisce l’articolo, saranno selezionati in base a bando pubblico, se saranno scelti a chiamata diretta tra gli amici degli amici, o se saranno quei baldi imprenditori che piazzano il chiosco nell’acqua a Su Giudeu.

        6 persone per ognuno dei dieci varchi alla spiaggia. Con la scusa del coronavirus la mangiatoia aumenta, vai che si preparano altre fette di torta da spartire per tutti…ovviamente tutti loro..

  4. Mara machtub
    maggio 18, 2020 alle 4:28 pm

    Pagare anche per la spiaggia libera? Io non riconosco più i sardi… in altri tempi avrebbero catturato il demente che lo propone, lo avrebbero sepolto fino al collo in spiaggia e poi bersagliato a volontà con pomodori marci.
    AIO’ AMICI SARDI… SVEGLIA!

  5. G.Maiuscolo
    maggio 18, 2020 alle 9:45 pm

    Per le spiagge libere NON si pagherà ( per CLAUDIO), si dongu eu, pagai po sa spiaggia; chi provinti: e i Sardi, quelli veraci e fieri e ricchi di sano orgoglio, sapranno ben comportarsi, come sempre fanno e come sempre hanno fatto.

    Anche catturare i dementi e seppellirli e bersagliarli con pomodori marci è pratica non proprio nota ai Sardi, quelli di cui sopra. Non è nel loro DNA.

    Certo, in passato e talvolta anche in tempi recenti, è accaduto che, lasciati da parte i pomodori marci, assolutamente inefficaci, specie in certe realtà dell’Isola, abbiano scelto di aspettare…pazientemente accanto agli ovili e giunta la preda…
    Altro che pomodori marci.

    Giusto per puntualizzare, avremmo preferito di gran lunga i pomodori marci a certa pratica barbara, ma tant’è…
    E poi basta con questo “Aiò”, non se ne può più. Sarà perché non ci piace Mediaset e NON la vediamo per scelta; sarà perché non vogliamo essere catalogati secondo un banalissimo quanto “lasciailtempochetrova”…”aiò” che NON ci rappresenta…

    Saluti cordiali

    • Mara machtub
      maggio 19, 2020 alle 9:33 pm

      MEDIASET? E cos’è?
      Aiò, Maiuscola G, rilassati. Nessuno intende catalogarti e sorridere ogni tanto fa bene alla salute!

  6. Srdn
    maggio 20, 2020 alle 9:43 am

    Non mi sembra che i sardi lottinobper i propri diritti, forse sui social o quando qualcuno fa dei paragoni in TV per i quali ci sentiamo sminuiti nella nostra immagine che ci siamo costruiti. Dai aiò a babbo

  7. G.Maiuscolo
    maggio 20, 2020 alle 10:59 am

    Gentile Srdn
    ( Shardana, anzi meglio Sherdana, Sardegna…boh, ita ndi sciu…),

    Se Lei è sardo, SE, e se ritiene che i Sardi non lottino per i propri diritti, (“Non mi sembra che i sardi lottinobper i propri diritti, forse sui social o quando qualcuno fa dei paragoni in TV per i quali ci sentiamo sminuiti nella nostra immagine che ci siamo costruiti”), parole sue, allora può considerarsi tranquillo.

    Che problemi ci sono? Chi ha scritto e DOVE che i Sardi lottino per i loro diritti, almeno qui? Se si sta riferendo ai “social” o…commenti arrabiu si tzerrianta ( o come caspita si chiamano) guardi, sta parlando di qualcosa che per me è aramaico.
    Di social e del loro utilizzo ne so -k.

    Quale sarebbe l’immagine che ci siamo costruiti? Me la spieghi, perché io non ho la più pallida idea di che cosa e di come sia questa immagine, a parte l’essere orgogliosa di appartenere ad una genia fiera.

    Le dirò che, di recente, ho protestato con una lettera inviata a Sky, perché lo stesso erogatore del servizio televisivo e della piattaforma televisiva a pagamento, in tutto questo periodo non ha dedicato un solo, dico uno straccio di servizio sull’Isola, non foss’altro per sottolineare che l’Isola è sempre l’Isola e che noi Sardi ci siamo tenuti distanti dal virus, cosa apprezzabile e non per i miracoli di Efisio. Giusto per sottolineare che anche se non siamo una regione super emancipata, industrializzata e chi più ne ha più ne metta…siamo capaci di cavarcela.

    Su Sky solo servizi sulla Lombardia, sul Veneto, sul Piemonte e in questi giorni servizio a gogò sulla Sicilia e sul loro turismo. Mica sul nostro!

    E ita seusu orfaneddusu… ( siamo forse orfanelli?)
    Cordialità

  8. Srdn
    maggio 21, 2020 alle 8:35 am

    Dei nostri di diritti, non seusu orfaneddusu, de prusu……… Saluti

  9. maggio 28, 2020 alle 11:49 am

    numero chiuso alla Pelosa di Stintino.

    da L’Unione Sarda, 28 maggio 2020
    SASSARI. Pelosa, da luglio accessi controllati e tariffa d’ingresso.
    Saranno esclusi dal pagamento i bambini sino ai 12 anni di età: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/sassari-provincia/2020/05/28/pelosa-da-luglio-accessi-controllati-e-tariffa-d-ingresso-136-1023226.html

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