Posidonia e spiagge.


Una delle richieste più frequenti nel periodo estivo riguarda la presenza della Posidonia (Posidonia oceanica) sulla spiagge e la possibilità o meno di rimuoverla per evitare fastidi di vario genere (odori, torbidità del mare, ecc.).

Dobbiamo sempre ricordare che la presenza della posidonia spiaggiata sul litorale sabbioso non è una calamità, ma un fatto naturale.

La Posidonia è una pianta superiore che vive in mare e il deposito sui litorali assolve una funzione importante per l’ecosistema marino, i suoi habitat, le specie animali e vegetali.

Dal punto di vista ecologico la rimozione della posidonia spiaggiata, ancor peggio con pesanti mezzi meccanici, è potenzialmente dannosa per la biodiversità delle biocenosi, ovvero delle comunità animali e vegetali della battigia e per la sabbia stessa che viene compressa e pestata trasformando la spiaggia in un duro e solido battistrada.

Alghero, ruspa sulla spiaggia

Altrettanto dannosa – e non condivisibile – è la rimozione delle piante pioniere. La normativa regionale consente la possibilità di rimozione della posidonia nel periodo estivo e il riposizionamento in autunno.

Sulla spiaggia libera deve operare il Comune territorialmente competente, evitando fesserie come l’utilizzo di mezzi cingolati che degradano la stessa spiaggia o il riposizionamento della Posidonia a distanza di anni senza specifiche analisi che dimostrino la compatibilità con le caratteristiche ecologiche del sito.

Alghero, degrado della spiaggia causato movimentazione della Posidonia oceanica con mezzi meccanici

Anche nel caso di concessioni demaniali marittime a fini ricreativi, la gestione della Posidonia spiaggiata è regolata dall’ordinanza balneare regionale 2019 (determinazione D.G. Enti Locali e Finanze R.A.S. n. 1113 del 20 maggio 2019), che (art. 4) fa obbligo ai concessionari demaniali di “curare la manutenzione e la pulizia nonché la gestione della posidonia spiaggiata sia nelle aree in concessione che delle aree limitrofe fino al battente del mare nel rispetto delle prescrizioni stabilite nella deliberazione della Giunta regionale n. 40/13 del 6 luglio 2016 recante “Indirizzi per la gestione della fascia costiera” e dai predetti “indirizzi”, prescritti dalla deliberazione Giunta regionale n. 40/13 del 6 luglio 2016 (vds. indirizzi per la gestione della Posidonia).

Gli “Indirizzi per la gestione della fascia costiera” affermano chiaramente che “gli studi condotti finora suggeriscono che la strategia da preferire sia il mantenimento in loco dei banchi di posidonia. Infatti, la presenza della posidonia spiaggiata quale parte integrante dell’ecosistema costiero evita l’instaurarsi o il perpetrarsi di processi erosivi delle linee di spiaggia e rappresenta un indicatore del buono stato di salute dell’habitat Praterie di posidonia“.  Nel caso che, per consentire una più agevole fruizione della spiaggia, si ritenga di operare una rimozione temporanea della Posidonia spiaggiata, essa può essere accumulata nello stesso sito per poi esser riposizionata al termine della stagione balneare, anche con mezzi meccanici gommati, previa autorizzazione comunale (“lo spostamento in situ della posidonia prevede l’individuazione di idonee zone, nell’ambito dello stesso arenile, nelle quali accumulare il materiale raccolto dalla battigia“).

Posidonia accumulata in situ

La rimozione permanente della Posidonia può essere operata solo “quando si dimostri, con valutazioni di carattere tecnico, l’effettiva difficoltà di procedere tramite l’applicazione delle opzioni 0 (mantenimento, n.d.r.) e 1 (spostamento in situ, n.d.r.), ovvero quando la rimozione di materiali vegetali spiaggiati venga operata per motivi di igiene pubblica in aree fortemente antropizzate ed inserite in contesti urbani fruibili da parte della cittadinanza (ambiti portuali, lungomari, etc.)“. In questo caso, la Posidonia rimossa permanentemente viene trattata quale “rifiuto”.

Ovviamente titolari di esercizi ricettivi e proprietari di residenze stagionali a immediato ridosso delle spiagge possono lamentare disagi che potranno verificarsi in caso di aumento delle temperature, ma simili “inconvenienti” andavano messi nel conto nel momento in cui s’è costruito o acquistato la seconda casa a due passi dal mare…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

(foto per conto GrIG, C.S., S.D., archivio GrIG)

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  1. Fuz
    giugno 25, 2019 alle 6:34 pm

    Senza contare che le ruspe e gli altri mezzi pesanti sulle spiagge rovinano l’arenile e le piante pioniere, che ne salvaguardano l’integrità.

  2. G.Maiuscolo
    giugno 25, 2019 alle 6:45 pm

    Benedetta Posidonia!

    Ho visto nascere l’Area Marina Protetta di “Crabonaxia” (SIC) e ricordo che Serpentara, oggi area a riserva integrale nel settore ovest, allora aveva problemi di impoverimento delle praterie di Posidonia. A causa delle barche che vi arrivavano, dei pescatori e sicuramente dell’irrispettoso comportamento dei visitatori occasionali.

    L’ultima volta che ci ho messo piede, con alcuni ricercatori universitari 🙂 e forse non era ancora tutelata, non so…ricordo…ratti enormi lungo le pietre vicino all’accesso all’isola, da far spavento, grandi come la metà del mio braccio…ahahahahahah. Ricordo tremendo questo.

    Ma oggi che la bella Serpentara è protetta, meglio “is merdonas” in giro per l’isola indisturbate…ahahahah… ( Non so, francamente se ci sono ancora, beninteso…) che umani devastatori!

    Saluti allegri e gioiosi.

  3. luglio 2, 2019 alle 2:48 pm

    da Sardinia Post, 1 luglio 2019
    Progetto contro erosione e mareggiate: ‘Un errore grave rimuovere la posidonia’: https://www.sardiniapost.it/ambiente/progetto-contro-erosione-e-mareggiate-un-errore-grave-rimuovere-la-posidonia/

    _______________

    da L’Unione Sarda, 2 luglio 2019
    Mareggiate ed erosione: allerta massima. (Andrea Manunza): http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=68530

  4. luglio 18, 2019 alle 10:29 pm

    disinvoltura.

    da L’Unione Sarda, 18 luglio 2019
    UNA SCENA INSOLITA. Arborea, una ruspa al lavoro finisce in mare: pesante sanzione della Capitaneria.
    Ira della Capitaneria di Porto di Oristano: “Chi ha operato non ha seguito le modalità previste dall’ordinanza regionale”: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/oristano-provincia/2019/07/18/arborea-una-ruspa-al-lavoro-finisce-in-mare-pesante-sanzione-dell-136-906485.html

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