Ecco che cosa combina l’airgun alla fauna marina.


airgun, modalità di ricerca (da “A deaf Whale is a dead Whale”, Oceana)

L’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale (I.S.P.R.A.) ha pubblicato il Secondo rapporto sugli effetti per l’ecosistema marino della tecnica dell’airgun (dicembre 2017), la metodologia utilizzata per le ricerche in mare di petrolio e gas naturale.

Una tecnica molto contestata da biologi marini e associazioni ecologiste per i danni alla fauna marina, con particolare riferimento ai Cetacei e alle Tartarughe marine.

Tecnica comunque difesa in sede parlamentare negli anni scorsi e tuttora non adeguatamente contrastata in sede governativa.

Il Secondo rapporto approfondisce e puntualizza quanto già indicato nel Primo rapporto sugli effetti per l’ecosistema marino della tecnica dell’airgun (dicembre 2016).

Balena (da National Geographic)

Riguardo i mammiferi marini (Cetacei), “è stata evidenziata un’ampia gamma di effetti sui mammiferi marini esposti al rumore di origine antropica, tra cui le attività con airgun. Oltre all’allontanamento degli animali dall’area esposta al rumore, si sono potute osservare altre alterazioni comportamentali sino a danni temporanei o permanenti dell’apparato uditivo”.

Riguardo i rettili marini (Tartarughe), “così come per i pesci e i mammiferi marini, diversi studi hanno evidenziato atteggiamenti di allarme o di fuga come reazione immediata agli impulsi sonori emessi dagli airgun. In termini generali, il loro comportamento diviene più erratico, indicando uno stato agitato dell’esemplare”.

Tartaruga marina (Caretta caretta)

Riguardo ai pesci, “in conseguenza dello stress causato dal rumore, possono manifestarsi alterazioni e disturbi in alcuni ambiti della loro biologia, quali i processi riproduttivi, l’accrescimento e il tasso di sopravvivenza alla predazione”, fra cui, come effetto fisiologico, “l’abbassamento della soglia uditiva e la compromissione di strutture anatomiche (orecchio interno e linea laterale)”.  Inoltre, “l’esposizione al rumore, anche da airgun, può essere causa di danni a larve e uova di pesci e invertebrati. Gli effetti deleteri descritti sono tuttavia localizzati nell’intorno della sorgente sonora”.

Conseguentemente, non sono trascurabili i danni alla pesca commerciale: “si sono evidenziati risultati che indicano, in conseguenza di prospezioni sismiche, una diminuzione dei tassi di cattura da parte della pesca commerciale per risposte comportamentali di allarme, evitamento, migrazione e perdita di equilibrio”.

intensità dell’impatto acustico (Sylvia Liu, Oceana, 2012)

Riguardo agli Invertebrati, gli studi scientifici “hanno … descritto nuove evidenze a carico dello zooplancton, una componente essenziale di ogni ecosistema marino la cui biomassa è alla base delle reti alimentari marine. … l’uso della tecnica dell’airgun provochi significativi decrementi delle abbondanze e un aumento della mortalità degli organismi zooplanctonici entro una sfera di raggio pari a 1,2 km dalla sorgente sonora”.    Sono stati, inoltre, verificati gravi danni agli statocisti nei Cefalopodi (Seppia, Calamari) e nelle Aragoste.

Insomma, sarebbe davvero il caso di eliminare una volta per tutte questa dannosa tecnica, se davvero vogliamo salvare gli ecosistemi marini e pure noi stessi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Saraghi (Diplodus Rafinesque)

da Il Fatto Quotidiano, 17 gennaio 2019

Trivellazioni e airgun, facciamola finita. (Gianfranco Amendola)

Mentre i nostri mari agonizzano e la scienza ci dice che presto conterranno più plastiche che pesci, come si può pensare di continuare ad autorizzare per le trivellazioni l’uso dell’airgun? E cioè di una tecnica che – come riporta Ispra (il nostro massimo organo di controllo scientifico governativo in campo ambientale) nei suoi rapporti 2016-2017 – viene considerata la “dinamite del nuovo millennio”, in quanto si tratta di “cannoni” che “vengono riempiti con aria compressa e poi svuotati di colpo producendo così delle grosse bolle d’aria subacquee che, quando implodono, producono suoni di fortissima intensità e bassissima frequenza”; con effetti micidiali per tutta l’ittiofauna, soprattutto per le specie a rischio.

Ad esempio – dice sempre Ispra – “risultano evidenze che l’esposizione a suoni può provocare arresto nello sviluppo delle uova di organismi marini o sviluppo anomalo delle larve… alcuni mammiferi marini e pesci hanno evidenziato alterazioni comportamentali (risposta di allarme, cambiamento negli schemi di nuoto, disturbo della comunicazione acustica, deviazione dalle abituali rotte migratorie, ecc.); alcuni invertebrati, soprattutto cefalopodi, hanno mostrato di subire danni fisiologici… determinando alterazioni nel nuoto; popolamenti planctonici hanno subito mortalità causata dall’airgun sino a una distanza di circa un chilometro dalla sorgente… Alcuni studi mostrano che gli airgun danneggiano ampiamente l’orecchio interno dei pesci presenti a distanze comprese tra 500 metri fino a diversi chilometri dai rilievi sismici”.

Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea)

Tanto più che un recentissimo studio, pubblicato su Nature e condotto dai ricercatori della Curtin University in Australia e dall’Università della Tasmania, conferma pienamente che l’airgun avrebbe effetti particolarmente deleteri sul plancton, fonte di cibo primaria per i pesci, le balene e altre forme di vita marina ma, visto l’enorme suono che produce, sarebbe anche in grado di far perdere l’orientamento ai pesci. Quindi, in sostanza, l’utilizzo dell’airgun, in maniera diretta e indiretta, metterebbe a rischio un po’ tutta la fauna marina. In totale spregio quanto meno del principio di precauzione.

Del resto, il nostro Parlamento queste cose le sa benissimo. Nella lunga lotta per gli ecoreati, con l’appoggio determinante dei 5stelle, il Senato nell’ultima versione approvata prima di quella definitiva, aveva inserito nel codice penale una ipotesi di delitto direttamente collegata alle trivellazioni petrolifere in fondali marini, che vietava l’airgun. Ma la furiosa reazione del governo e di Confindustria faceva sì che, dopo pochi giorni, la Camera eliminasse il divieto; e il Senato, grazie al mutamento di rotta dei senatori di maggioranza (Pd), si rimangiava il voto di pochi giorni prima, dando via libera all’airgun. Tanto è vero che il ministro dell’Ambiente dell’epoca, Gian Luca Galletti, esultava perché ci si era liberati della “zavorra dell’airgun”.

Allora si disse che questa vergognosa eliminazione era passata per evitare ulteriori lungaggini nella approvazione della legge sugli ecoreati. Ma oggi la situazione è ben diversa: la legge sugli ecoreati è vigente e il Movimento 5 stelle è forza di maggioranza. Sarebbe naturale che, di fronte al rischio di nuove, massicce trivellazioni, ritirasse fuori quel divieto e lo facesse diventare legge con l’urgenza che le condizioni dei nostri mari impongono.

Se qualcuno non ricorda, ecco quale (era ed) è l’articolo da inserire nel codice penale: “Chiunque, per le attività di ricerca e di ispezione dei fondali marini finalizzate alla coltivazione di idrocarburi, utilizza la tecnica dell’airgun o altre tecniche esplosive è punito con la reclusione da uno a tre anni”. Basta essere coerenti e riproporlo.

Balena franca nordatlantica (Eubalaena glacialis) con piccolo

(immagini da Oceana, foto da National Geographic, A.N.S.A., da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

Annunci
  1. capitonegatto
    gennaio 22, 2019 alle 11:05 am

    Non c’e’ bisogno di essere Scienziati per capire che emissioni sonore di quel livello hanno un impatto pericoloso per le specie marine , che vivono comunicando propio con onde sonore, le cui frequenze non sono quelle di un air gun.
    Ma la ricerca di sempre nuove fonti d’energia per l’essere umano, continua in varie forme , senza considerare gli impatti negativi su altre specie viventi.
    Questo perenne egoismo, non solo fatto da necessita’ di sopravvivenza, puo’ davvero portarci a serie conseguenze ambientali per tutti .

  2. gennaio 22, 2019 alle 2:50 pm

    ..e il Governo si appresta a prorogare…

    da Il Fatto Quotidiano, 22 gennaio 2019
    Trivelle, compromesso Lega-M5s nel Dl Semplificazioni: “Avanti la produzione, stop di 2 anni alla ricerca”.
    Il provvedimento, a prima firma Castaldi (M5s), prolunga inoltre da sei mesi a due anni il tempo per l’approvazione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee. Confermato il sistema di proroghe previsto nel 2012 dal Governo Monti: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/21/trivelle-compromesso-lega-m5s-nel-dl-semplificazioni-avanti-la-produzione-stop-di-2-anni-alla-ricerca/4913729/

    ————–

    Trivelle, Lega di traverso: il compromesso con M5s non c’è. E dall’emendamento è sparito il divieto all’utilizzo dell’air gun.
    Stando a fonti interne della maggioranza, il Carroccio contesta due punti (o meglio gli effetti di due commi) dell’emendamento M5s: l’aumento del gettito legato all’aumento dei canoni, ma anche il rischio di mega-ricorsi per lo stop alle concessioni. E i No Triv denunciano la scomparsa del no alla tecnica di ricerca che mette a rischio la flora marina: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/22/trivelle-lega-di-traverso-il-compromesso-con-m5s-non-ce-e-dallemendamento-e-sparito-il-divieto-allutilizzo-dellair-gun/4914457/

  3. Cristiana Verazza
    gennaio 22, 2019 alle 3:08 pm

    Una tristezza infinita.Nel nome del dio denaro si passa sopra ogni cosa. Gli interessi economici sono talmente forti che sarà estremamente difficile fermare questo scempio. Mi chiedo come sia possibile che 7 miliardi di persone siano assoggettate al volere delle varie lobby.

  4. gennaio 23, 2019 alle 2:54 pm

    vox clamantis in deserto.

    A.N.S.A., 23 gennaio 2019
    Costa, sono per il no alle trivelle. Lo ha detto il Ministro dell’Ambiente a Pescara. (http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/01/23/costa-sono-per-il-no-alle-trivelle_acb04bd5-beb6-4b57-ac00-3c0630992b48.html)

    PESCARA, 23 GEN – “Sono per il no alle trivelle, le trivelle passano per la valutazione di impatto ambientale, e io non le firmo. Mi sfiduciano come ministro? Torno a fare il generale dei Carabinieri, lo dico con franchezza”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, intervenendo a un evento a Pescara con il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per il M5s alle elezioni del 10 febbraio prossimo, Sara Marcozzi. Costa lo ha detto parlando della riforma della Commissione Via, il cui parere va sul tavolo politico.

    • gennaio 23, 2019 alle 4:33 pm

      Il Ministro Costa è molto apprezzato e i 5 stelle non possono permettersi di perderlo.
      Gli ambientalisti meno ancora… Forza Generale, siamo tutti con Lei !

  5. gennaio 23, 2019 alle 5:31 pm

    volano piatti e coltelli.

    A.N.S.A., 23 gennaio 2019
    Trivelle, lite nel governo. Stop di Costa: ‘Non firmo’. Garavaglia: ‘Decide la politica’.
    Il Ministro: ‘E’ solo ideologia’. Ipotesi moratoria nel dl semplificazioni: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2019/01/23/costa-sono-per-il-no-alle-trivelle-non-firmo-lok_9510645c-aa5c-4791-b7af-d0d763952ebc.html

  6. gennaio 24, 2019 alle 2:54 pm

    ..e la montagna partorì il topolino.

    A.N.S.A., 24 gennaio 2019
    Trivelle, raggiunta intesa tra Lega ed M5s. Carroccio: ‘C’è intesa ma basta con i no’.
    Intesa su aumento dei canoni di 25 volte. Sospese per 18 mesi le ricerche di idrocarburi: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2019/01/23/costa-sono-per-il-no-alle-trivelle-non-firmo-lok_9510645c-aa5c-4791-b7af-d0d763952ebc.html

    ______________________

    da Il Fatto Quotidiano, 24 gennaio 2019
    Trivelle, c’è intesa Lega-M5s per il dl Semplificazioni: sospensione di 18 mesi e aumento canone di 25 volte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/24/trivelle-raggiunta-lintesa-lega-m5s-su-emendamento-a-decreto-semplificazioni/4920071/

  7. gennaio 31, 2019 alle 2:46 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 25 gennaio 2019
    Trivelle, tra permessi bloccati e concessioni salve: nodi, numeri e problemi irrisolti dall’accordo Lega-M5s.
    FOCUS – Nuove polemiche dopo il via libera all’accordo Lega-M5s. Bonelli (Verdi): “15 nuove trivellazioni”. Smentita del ministero dell’Ambiente, che aggiunge: “Costa non firmerà nulla”. L’emendamento produce una situazione assai complessa, tra permessi da sospendere, eventuali risarcimenti e concessioni salve. Ma il punto principale resta l’adozione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee: se non avverrà nei prossimi 18 mesi la situazione tornerà identica a quella pre Dl Semplificazioni. (Luisiana Gaita): https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/25/trivelle-tra-permessi-bloccati-e-concessioni-salve-nodi-numeri-e-problemi-irrisolti-dallaccordo-lega-m5s/4924467/

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: