I “gioielli” ambientali a rischio.


La Stampa, 22 dicembre 2018

La presenza di una proprietà pubblica o, addirittura, l’appartenenza al Demanio dello Stato non implicano la tutela effettiva dei beni ambientali e la loro fruibilità pubblica.

E’ un fatto sul quale è necessario riflettere.

Il disegno di legge n. 1334-B relativo al “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, approvato dal Senato della Repubblica il 23 dicembre 2018 e dalla Camera dei Deputati il 28 dicembre 2018, prevede, all’art. 1, commi 675° – 686°, la proroga per 15 anni delle concessioni demaniali marittime in violazione della normativa comunitaria (direttiva n. 2006/123/CE, c.d. direttiva Bolkenstein), di fatto sospende la demolizione delle opere abusive, amplia la possibilità di concessione di ulteriori aree demaniali in assenza di adeguamento dei canoni.

Teulada, Tuerredda, chiosco e stabilimento balneare (concessione demaniale)

Per capirci, lo Stato incasserebbe – secondo l’Agenzia del Demanio – solo 103 milioni annui dai canoni demaniali e vi sarebbe un’evasione del 50%.  Il canone per la parte non ricoperta da strutture ammonterebbe alla folle cifra di euro 1,27 annue.

Per esempio, l’esclusivo Hotel “Cala di Volpe” a Porto Cervo pagherebbe ben 520 euro all’anno di canone demaniale per la spiaggia dove, ovviamente, non possono accedere i comuni mortali.

Castiadas, chiusura della viabilità di accesso alla spiaggia dello Scoglio di Peppino

Quei comuni mortali che non accedono comunque a Capo Ceraso, per esempio, in quanto legittimamente recintata dalla proprietaria Edilizia Alta Italia s.p.a. della famiglia Berlusconi.

Quei comuni mortali che non potrebbero più accedere agevolmente alla spiaggia di Chia – Su Giudeu se l’area dunale retrostante venisse acquistata da un proprietario desideroso di privacy.  Ed è uno dei motivi fondamentali che ha spinto il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ad avviare l’acquisto di parte delle dune e della spiaggia e il coinvolgimento concreto della collettività.

Non solo.

Venezia, Isola di San Giorgio in Alga, una delle rare di proprietà pubblica

Sempre a titolo di esempio, il Demanio dello Stato vuol vendere, per fare cassa, l’Isola di Poveglia, una delle pochissime rimaste di proprietà pubblica nella Laguna di Venezia, la Provincia di Grosseto vende, ancora per fare cassa (la speranza è di ricavarne 9 milioni di euro), 49 lotti di terreno e fabbricati agricoli dentro la riserva naturale della Diaccia Bottrona, il Castello di Sammezzano è stato venduto (2017) a un’asta fallimentare alla Helitrope ltd, società immobiliare avente sede a Dubai, per 15 milioni di euro, ma la vendita è stata annullata dal Tribunale di Firenze su ricorso della concorrente società Kairos s.r.l.  Che però il peculiare “bene culturale” finisca in mani private pare pressoché certo.

Dune di Chia, vegetazione mediterranea

Per Chia, invece, scegliamo insieme un futuro diverso.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha deciso di opporsi a un copione che sembra già scritto e sta procedendo all’acquisto di una parte delle dune e della spiaggia di Chia, davanti all’isolotto di Su Giudeu.

L’obiettivo è salvaguardare le dune e la spiaggia anche per le generazioni future e garantirne la fruizione pubblica.

Possiamo farlo insieme.

Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutte le persone che tengono al proprio ambiente, alla propria identità, al futuro della propria Terra.

Contribuisci all’acquisto delle dune e della spiaggia di Chia con un versamento sul conto corrente postale n. 22639090 intestato a “associazione Gruppo d’Intervento Giuridico“ (causale “dune e spiaggia di Chia”) oppure con un bonifico bancario con il codice IBAN IT39 G076 0104 8000 0002 2639 090(per i versamenti dall’Estero il codice BIC/SWIFT è BPPIITRRXXX).

A chi contribuirà con almeno 30,00 euro sarà inviato un simbolico attestato di benemerenza e la tessera associativa, se gradita.

dune e mare di Chia

Ricordiamo, fra le tante agevolazioni previste, che per le erogazioni liberali in favore delle onlus come il Gruppo d’Intervento Giuridico è prevista la detrazione del 19% degli importi donati fino a un massimo di 2.065,83 euro (art. 15, comma 1°, lettera i – quater, del D.P.R. n. 917/1986 e s.m.i., testo unico delle imposte sui redditi – T.U.I.R.).

Naturalmente anche imprese e aziende rispettose dell’ambiente possono contribuire e ne sarà dato ampio risalto.

Il nostro ambiente e la nostra identità non sono in vendita, insieme possiamo dimostrarlo concretamente!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Dune di Chia, formazione di Ginepri

(foto S.D., archivio GrIG)

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