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Sequestrata la più grande concentrazione europea di serre fotovoltaiche.


Villasor, Su Scioffu, veduta aerea delle serre fotovoltaiche (da www.agrinews.info)

Villasor, Su Scioffu, veduta aerea delle serre fotovoltaiche (da http://www.agrinews.info)

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari (P.M. Daniele Caria) ha ottenuto dal G.I.P. del Tribunale penale cagliaritano il sequestro preventivo delle serre fotovoltaiche di Villasor (località Su Scioffu) dopo una lunga attività di indagine.

134 serre, 84.000 pannelli fotovoltaici, 26 ettari di terreno agricolo, l’azienda, avviata nel 2011 (della società indiana Moser Bear Clean Energy in collaborazione con l’americana General Electric, affidata, per la gestione agricola, alla Twelve Energy), avrebbe dovuto produrre prodotti ortofrutticoli, ma – secondo l’ipotesi accusatoria – ciò avverrebbe in proporzioni minimali, in contrasto con la legge.  

L’attività principale sarebbe stata l’acquisizione di fondi pubblici, circa 20 milioni di euro (4 per gli incentivi derivanti dalla produzione energetica da fonte rinnovabile, più di 15 di contributi).

Sei persone indagate e sequestri anche di beni e conti correnti per un importo di 6,5 milioni di euro.

serra fotovoltaica

serra fotovoltaica

Come noto, in Sardegna, la procedura per la realizzazione delle serre fotovoltaiche e l’acquisizione dei relativi incentivi è stata semplificata per sostenere l’agricoltura, tuttavia il rischio di una mera speculazione è tutt’altro che assente.  L’Assessore regionale della difesa dell’ambiente Donatella Spano ha poco da gioire: sarebbe bene, invece, che venissero adottate normative più puntuali per evitare quei fenomeni di speculazione energetica che stanno divorando i terreni agricoli isolani.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica chiarezza e trasparenza nel settore, perché le serre fotovoltaiche devono essere un’opportunità per le aziende agricole e non l’ennesima speculazione sui terreni agricoli in danno delle finanze pubbliche.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Villasor, Su Scioffu, pannelli fotovoltaici (da www.fotovoltaicosulweb.it)

Villasor, Su Scioffu, pannelli fotovoltaici (da http://www.fotovoltaicosulweb.it)

 

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

Ambiente, indagini del Corpo Forestale sulla serra fotovoltaica di Villasor. Spano: “Operazione brillante, la Regione tutela il suo territorio”.

Le indagini del Corpo Forestale hanno invece condotto alle ipotesi di reato per lottizzazione abusiva, truffa aggravata e falso. La magistratura accerterà se si è trattato dell’illecita realizzazione di un impianto industriale mascherato da attività colturale. Su ordine del Gip è stata intanto disposta la misura cautelare del sequestro dell’impianto.

CAGLIARI, 2 LUGLIO 2015 – Presentato questo pomeriggio a Cagliari, nel corso di una conferenza stampa, l’esito dell’operazione Helios, condotta dal Corpo Forestale della Regione Sardegna in collaborazione con la magistratura e la Guardia di Finanza, sull’impianto fotovoltaico “Su Scioffu” di Villasor. Considerato il più grande al mondo, con i suoi 84mila pannelli divisi in 134 serre su 26 ettari di terreno agricolo, l’impianto, della società indiana Moser Bear Clean Energy in collaborazione con l’americana General Electric e affidato, per la gestione agricola, alla Twelve Energy, era stato inaugurato il 30 novembre 2011 e avrebbe dovuto produrre beni ortofrutticoli di qualità.
Le indagini del Corpo Forestale hanno invece condotto alle ipotesi di reato per lottizzazione abusiva, truffa aggravata e falso. La magistratura accerterà se si è trattato dell’illecita realizzazione di un impianto industriale mascherato da attività colturale. Su ordine del Gip è stata intanto disposta la misura cautelare del sequestro dell’impianto.
I risultati delle indagini sono stati presentati dal comandante del Corpo Forestale, Gavino Diana, che ha parlato di “verifiche doverose per quanto di elevata complessità, al fine di assicurare la tutela del territorio e lo sviluppo ecocompatibile, per accertare che si trattasse effettivamente di serre funzionali ad attività agricola e non di meri sostegni di impianti industriali, finalizzati solamente alla produzione di energia elettrica”. Il comandante Diana ha inoltre sottolineato che controlli simili proseguiranno in maniera serrata su tutto il territorio regionale.
“Il Corpo Forestale, che qui ringrazio e con cui mi complimento per i risultati conseguiti, ha portato avanti una complessa attività investigativa, volta alla tutela del territorio e dei cittadini”, ha dichiarato l’assessore della Difesa dall’Ambiente Donatella Spano, intervenuta telefonicamente da Lione, dove è impegnata nei lavori del Summit mondiale sui Cambiamenti Climatici assieme al Presidente Francesco Pigliaru. “L’Assessorato regionale, tramite il Corpo Forestale, non abbassa la guardia di fronte alle aggressioni del territorio vecchie e nuove, e anzi implementa controlli e verifiche, agendo ad alto livello tecnico e secondo principi di trasparenza e integrità, facendo sistema con l’Autorità giudiziaria. Oggi dimostriamo che la Regione Sardegna, in virtù della sua autonomia, è in grado di tutelare l’ambiente in generale e il territorio agricolo in particolare, anche da potenziali forme di aggressione e da speculazioni che tentano di impoverirlo a discapito della collettività”, ha concluso la titolare della Difesa dell’Ambiente.

 

Villasor, Su Scioffu, serre fotovoltaiche (da www.greenme.it)

Villasor, Su Scioffu, serre fotovoltaiche (da http://www.greenme.it)

da La Nuova Sardegna, 3 luglio 2015

Villasor, sequestrata mega serra fotovoltaica. (Mauro Lissia)

«La coltivazione c’è, tutto regolare».

 

da L’Unione Sarda, 3 luglio 2015

«La maxi serra? Era una truffa». (Veronica Nedrini)

 

 

(foto da http://www.greenme.it, da http://www.fotovoltaicosulweb.it, da http://www.agrinews.info, da mailing list ecologista)

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  1. Mara
    luglio 4, 2015 alle 7:44 am

    20 milioni di euro per coltivare rose da bacca. Si rimane senza parole, vale più dell’oro questa produzione! Sempre a spese di noi poveri citrulli….

  2. Silvio
    luglio 4, 2015 alle 10:03 am

    L’articolo non è chiaro. Si parla di un grande investimento dall’estero in favore della Sardegna (80 milioni di euro) che, con la costruzione di serre fotovoltaiche, doveva realizzare che cosa? (L’articolo non lo dice).
    Dice invece che “l’attività principale sarebbe stata l’acquisizione di fondi pubblici, circa 20 milioni di euro (4 per gli incentivi derivanti dalla produzione energetica da fonte rinnovabile, più di 15 di contributi).”
    Le serre avrebbero dovuto produrre prodotti ortofrutticoli.
    La difesa degli imputati non fa cenno di questi prodotti ortofrutticoli, fa menzione vaga di un cambiamento della legge intervenuta nel frattempo e afferma che nelle serre si coltivano e si coltiveranno rose da bacca da esportare in Olanda.
    Ohi boh? Cento milioni di euro per coltivare rose da esportare in Olanda, uno dei paesi di maggior produzione ed esportazione di fiori (magari più tulipani che rose).
    Dateci qualche maggiore informazione

  3. Carlo Forte
    luglio 4, 2015 alle 4:10 pm

    Sempre la stessa storia……soldi pubblici da spartire tra compari,interventi dopo il business.Tanto paga pantalone o i black block.Deboli con i forti,forti con i deboli………e continuano a chiamarla giustizia.

  4. ottobre 2, 2015 alle 2:53 pm

    A.N.S.A., 2 ottobre 2015
    Cpl: Gdf sequestra impianti fotovoltaici e conti per 16 mln.
    Indagine procura Modena, 14 gli avvisi di garanzia: http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2015/10/02/-cplgdf-sequestra-impianti-fotovoltaici-e-conti-16-mln-_4d402947-dd35-49ea-bf89-fd44a2349b3e.html

    _____________________________________________________

    Il Corriere della Sera, 2 ottobre 2015
    Truffa fotovoltaico, sigilli a impianti e conti correnti per 16 milioni di euro.
    Quattordici avvisi di garanzia notificati nell’ambito dell’inchiesta modenese sul conto
    di Cpl Concordia. La cooperativa sospende intanto tutti i dipendenti coinvolti:http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/15_ottobre_02/truffa-fotovoltaico-sigilli-impianti-conti-correnti-16-milioni-euro-90372024-68c7-11e5-b690-638d7b327491.shtml

  5. ottobre 5, 2015 alle 2:47 pm

    A.N.S.A., 3 ottobre 2015
    Sequestro fotovoltaico, anche roghi dolo.
    Incendi per celare scarsa produzione agricola, un indagato. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/10/03/sequestro-fotovoltaico-anche-roghi-dolo_b69eae23-b7cf-4709-97d5-395e1316cd05.html)

    CAGLIARI, 3 OTT – Dopo il sequestro dell’impianto fotovoltaico a Villasor scattano nuovi accertamenti sulla “Twelve Energy società Agricola” e sulla coop “Alternativa per la Vendita Diretta”. Indagato il presidente della società cooperativa Giorgio Piras, accusato di incendio doloso relativamente a due roghi scoppiati a Villasor nelle serre dall’impianto a luglio e agosto. Secondo le indagini del Corpo Forestale, Piras avrebbe appiccato i due incendi per camuffare in qualche modo la mancanza di produzione.

  6. Stefano Cecchin
    maggio 2, 2016 alle 7:17 am

    Bravi tutti se si è riusciti ad evidenziare una frode. Ma è per questo che si è deciso di eliminare la “Forestale”?

  7. giugno 6, 2017 alle 2:54 pm

    da Sardinia Post, 6 giugno 2017
    Evasione fiscale per 42 milioni di euro, denunciata una società cagliaritana. (http://www.sardiniapost.it/cronaca/evasione-fiscale-42-milioni-euro-denunce-societa-cagliaritana/)

    Se fossero riusciti a coltivare, come dichiarato, in quella serra fotovoltaica le rose, sarebbero stati forse gli unici al mondo, invece le strutture servivano per produrre e vendere energia elettrica, truffando le casse dello stato.

    I militari del nucleo di polizia tributaria di Cagliari hanno portato a termine una complessa operazione che ha condotto alla scoperta di un articolato meccanismo di frode messo in atto da una società cagliaritana. Sei le persone indagate per violazioni di carattere penale, amministrativo-contabile e tributario. Gli accertamenti hanno riguardato la mega serra della Twelve Energy sequestrata a Villasor nel luglio del 2015 dagli agenti del nucleo investigativo del Corpo forestale nell’ambito dell’operazione ‘Helios’. Gli indagati sono l’ex proprietario della struttura Francesco Fanni, l’ingegnere Pier Paolo Serpi, il presidente, il vicepresidente e due consiglieri della Twelve: Jain Lalit Kumar, di Nuova Delhi, Jatin Saluja di Uttar Pradesh, Marcello Spano e Mariano Muscas.

    L’azienda aveva ricevuto un finanziamento pubblico di oltre 22 milioni di euro, oltre a sgravi fiscali per oltre 42 milioni di euro tra 11,6 milioni di Ires e 35 milioni di euro di Irap: il danno per lo Stato è stato quantificato in oltre 22 milioni di euro.

    L’attività è scaturita da indagini precedenti e sfociate, nel luglio del 2015, in sequestri preventivi degli impianti dell’azienda di Villasor e dei profitti illecitamente percepiti. Gli accertamenti avevano consentito di appurare che la società, dichiaratasi impresa agricola, in realtà aveva messo in piedi un meccanismo fraudolento finalizzato a mascherare l’effettivo esercizio, in modo imprenditoriale, di attività di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili: da questa reale attività derivavano ingenti ricavi, nettamente superiori a quelli provenienti dalle coltivazioni, risultati invece di importo irrisorio e quantificati tra lo 0% e l’1% del totale.

    La natura industriale dell’impresa è stata confermata anche da una consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero, a conclusione della quale peraltro è emerso che le colture rilevate al momento del controllo non potevano essere coltivate in serre fotovoltaiche.
    Tale modus operandi ha consentito alla società di accedere indebitamente, dal 2011 al 2015, ai contributi pubblici previsti dalla normativa di settore ed erogati dal “Gestore servizi energetici – g.s.e.”, sotto forma di tariffe incentivanti: per tale motivazione, l’intero management aziendale è stato denunciato per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso ideologico.

    Successivamente i finanzieri hanno proseguito le indagini con ispezioni fiscali, amministrative e contabili: dalla verifica fiscale svolta è emerso che l’impresa, attraverso la fittizia qualificazione giuridica di azienda agricola, ha anche beneficiato illegittimamente del regime tributario agevolato di tassazione su base catastale del reddito prodotto, in realtà non spettante trattandosi di una vera e propria attività imprenditoriale.

    Nel dettaglio, le fiamme gialle hanno ricostruito la complessiva posizione tributaria della società, riqualificando i ricavi derivanti dalla vendita di energia elettrica e disconoscendo, di converso, tutti i costi funzionali alle attività illecite finalizzate all’indebita percezione delle erogazioni pubbliche. Al termine della verifica, il rappresentante legale è stato denunciato per dichiarazione infedele. I comportamenti dei manager aziendali, inoltre, sono stati segnalati alla Corte dei conti, in quanto la società, non avendo i requisiti richiesti per accedere ai contributi pubblici, ha percepito indebitamente oltre 22 milioni di euro, erogati a titolo di “contributi tariffe incentivanti fotovoltaico”.
    La contestazione della responsabilità amministrativa per danno erariale nasce da consolidati orientamenti giurisprudenziali della corte di cassazione e della corte dei conti, che da tempo ravvisano la sussistenza del pregiudizio all’erario nei casi in cui i beneficiari di provvidenze pubbliche abbiano realizzato artificiosamente i presupposti per ottenere di tali agevolazioni.

    ———–

    6 giugno 2017
    LA NOTA. Twelve energy: “Sempre operato nel rispetto delle norme”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/la-lettera-twelve-energy-sempre-operato-nel-rispetto-delle-norme/

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