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Impianti industriali in mezzo alla campagna oristanese, altro che energia rinnovabile!


campo di grano

La Giunta regionale ha emanato il provvedimento conclusivo (deliberazione G.R. n. 52/24 del 22 novembre 2017) del procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto ibrido di centrale solare termodinamica + centrale a biomassa (potenza complessiva lorda 10,8 MW elettrici) della società bolzanina San Quirico Solar Power s.r.l., nella località agricola di San Quirico, verso le pendici del Monte Arci, in Comune di Oristano, interessante circa 55 ettari.      

Il provvedimento non è tuttora disponibile sul sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna (e men che meno è pubblicato sul B.U.R.A.S.), quindi non è conosciuto, ma se ne suppone la natura positiva, seppure con prescrizioni.

Se così fosse, sarebbero comunque pesanti gli impatti sull’ambiente e il contesto socio-economico locale.

Oristano, San Quirico, progetto di centrale ibrida solare-biomassa (rendering)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus aveva inoltrato (9 febbraio 2015) uno specifico atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di V.I.A., interessando il Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna (titolare del procedimento), la Commissione europea, il Ministero dell’ambiente, il Comune di Oristano.  Ora valuterà la sussistenza dei margini sul piano giuridico per un eventuale ricorso in sede giurisdizionale contro un provvedimento che autorizzerebbe un vero e proprio scempio ambientale per fini speculativi.

Il progetto ha caratteristiche propriamente industriali, ha natura ibrida, comprendendo una centrale solare termodinamica (superficie 48 ettari, specchi solari parabolici con diametro mt. 7,5 e altezza mt. 1,7 dal suolo) + una centrale a biomassa (potenza 4 MW elettrici) + opere connesse (linea ad alta tensione 150 kv lunga km. 7, stazione, ecc.) interessante complessivamente circa 55 ettari con potenza complessiva lorda 10,8 MW elettrici.

paesaggio agricolo

L’area individuata è parzialmente tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) perché attraversata da corsi d’acqua (Rio Merd’e Cani, Canale Adduttore Tirso-Arborea, Canale di Bonifica Spinarba), è classificata in “zona agricola E”(E2, E3, E5) e (piccola parte) in “zona di rispetto H” (HAR 2) del vigente P.U.C. di Oristano.     Si ricorda, in proposito, che nelle zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, possono essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole e/o strettamente connesse, in particolar modo in Sardegna (art. 13 bis della legge regionale n. 4/2009 e s.m.i. e art. 3 del D.P.G.R.  3 agosto 1994 , n. 228, direttive per le zone agricole).

La zona ha vocazione strettamente agricola e l’impianto complesso in progetto è di sicura natura industriale, come tale dovrebbe trovare collocazione in aree industriali a tali fini già infrastrutturate.

La prevista centrale a biomassa prevede poi l’utilizzo giornaliero di ben 70-75 tonnellate di biomassa legnosa per sette mesi (210 giorni), cioè ben 14.700-15.750 tonnellate annue di biomassa legnosa all’anno: da dove arriveranno?      Dai tagli boschivi nelle foreste demaniali sarde?

I quantitativi idrici necessari al funzionamento dell’impianto complesso sono stimati in 117.000 metri cubi di acqua/anno, sarebbero prelevati da due pozzi da realizzare nel sito e sarebbero sottratti alle attività agricole esistenti nell’area interessata dal progetto;

Cavallo e Gallina prataiola (foto Il Menhir)

Come ben noto alla stessa Società industriale, il progetto interferisce con uno degli habitat delle residue popolazioni di Gallina prataiola, rispetto alla quale, nell’ambito del Piano d’azione per la salvaguardia e il monitoraggio della Gallina prataiola e del suo habitat in Sardegna (Assessorato della Difesa dell’Ambiente – RAS, 2011), sono state evidenziate due aree riproduttive. In una di queste, ubicata a sud rispetto al sito d’intervento progettuale e distante dallo stesso circa 1,2 km, è stata accertata la presenza di un maschio territoriale, mentre nell’altra, ubicata ancora più a sud a circa 5,2 km, sono stati censiti 15 maschi territoriali. Una parte dell’area interessata dall’intervento progettuale proposto comporta la sottrazione di potenziale habitat di alimentazione pari ad una superficie di circa 30 ettari, mentre non vi è nessuna interazione negativa con le aree riproduttive segnalate” (Sintesi non tecnica, pag. 73).

La Gallina prataiola (Tetrax tetrax) è in grave pericolo di estinzione e come tale è inserita nell’allegato I della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Inoltre, un evidente saldo negativo potenziale emerge dallo studio di impatto ambientale (S.I.A.) dove vengono ipotizzati 90 posti di lavoro in fase di realizzazione e 20 posti di lavoro in fase di gestione,  ma sarebbero a rischio 28 posti di lavoro già esistenti (13 Agriturismo e Fattoria didattica Archelao, 5 agrimacelleria Accareddu,  8 Aziende agricole cugini Tolu, 2 vigneto biologico locale). Una vera e propria beffa in proposito.

Spiace che il Comune di Oristano abbia dato la disponibilità politica in cambio di 50 mila euro all’anno.

Ancor più chiara la finalità sotto l’aspetto strettamente energetico: l’energia elettrica prodotta dall’impianto non servirebbe in alcun modo al fabbisogno regionale.

campo di mais

Questi sono i “numeri” dell’energia in Sardegna, come emergono dal piano energetico ambientale adottato che riprende i dati Terna s.p.a. (al 31 dicembre 2014), risultano i seguenti:

* 18 impianti idroelettrici (potenza efficiente lorda MW 466,7; producibilità media annua GWh 706,1)

* 43 impianti termoelettrici (potenza efficiente lorda MW 2.896,8; potenza efficiente netta MW 2.634,8)

* 118 impianti eolici (potenza efficiente lorda MW 996,7)

* 30.222 impianti fotovoltaici (potenza efficiente lorda MW 715,9)

* energia richiesta in Sardegna: GWh 8.804,9; energia prodotta in più rispetto alla richiesta: GWh 4.083,5 (+ 46,4%).

* consumi energia: in Sardegna sono stati utilizzati 8.377,9 GWh al 31 dicembre 2014 (- 2,63% rispetto al 31 dicembre 2013), con un picco massimo di potenza richiesta pari a 1.400 MW nel 2014 (era pari a 2.000 MW nel 2011).

* produzione energia: GWh 13.936,4 (lorda); produzione netta per il consumo: GWh 12.888,4.

* energia esportata verso la Penisola (SaPeI, capacità 1.000 MW) e verso l’Estero (SaCoI, SarCo, Corsica, capacità 300 MW + 100 MW): Gwh 4.083,5; perdita complessiva della rete: MWh 600

* fonte di produzione: 78% termoelettrica, 11% eolica, 5% bioenergie, 5% fotovoltaico, 1% idroelettrico.  Fonte termoelettrica: 42% carbone; 49% derivati dal petrolio; 9% biomasse.

* emissioni di CO2 dipendenti da produzione di energia elettrica: 9,3 milioni di tonnellate (2014).

* prezzo medio di acquisto dell’energia nazionale (PUN): nel 2014 è stato di 52,08 €/MWh con un decremento rispetto all’anno precedente del 17,3%, confermando il trend del 2013 e raggiungendo il minimo storico dall’avvio del mercato.

Il dato fondamentale della “fotografia” del sistema di produzione energetica sardo è che oltre il 46% dell’energia prodotta “non serve” all’Isola e viene esportato.         Qualsiasi nuova produzione energetica non sostitutiva di fonte già esistente (p. es. termoelettrica) può esser solo destinata all’esportazione verso la Penisola e verso la Corsica.

L’impianto complesso in progetto appare avere, quindi, finalità puramente speculative: certificati verdi e benefici vari derivanti dalla produzione energetica da fonti rinnovabili.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus valuterà, quindi, la sussistenza dei margini sul piano giuridico per un eventuale ricorso in sede giurisdizionale contro un provvedimento che autorizzerebbe un vero e proprio scempio ambientale per fini speculativi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Cardellini (Carduelis carduelis)

(foto Il Menhir, rendering progettuale, S.D., archivio GrIG)

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  1. Gavino Meloni
    novembre 29, 2017 alle 7:18 am

    Invece di costruire altre centrali ne potrebbero chiudere qualcuna a carbone.
    Se almeno la motivazione fosse quella di eliminare le centrali inquinanti……

  2. Lucia
    novembre 29, 2017 alle 8:29 am

    GrIG, non mollate!! Buon lavoro e grazie!

  3. Mara
    novembre 29, 2017 alle 8:55 am

    Ho paura che lo sciagurato progetto (avversato dalle popolazioni residenti) sia collegato allo sventurato progetto di tagli boschivi che comprendono Monte Arci.
    Con diabolica puntualità gli assessori all’ambiente – locali e regionali – sono scelti fra i politici meno competenti e attenti alla difesa del prezioso ambiente sardo. Comincio a pensare che sia una scelta mirata.
    Inizio da ora a pregare perché il GRIG individui presto i termini per un ricorso.

  4. banzai.b
    novembre 29, 2017 alle 11:34 am

    …in rif. a
    _La prevista centrale a biomassa prevede poi l’utilizzo giornaliero di ben 70-75 tonnellate di biomassa legnosa per sette mesi (210 giorni), cioè ben 14.700-15.750 tonnellate annue di biomassa legnosa all’anno: da dove arriveranno? Dai tagli boschivi nelle foreste demaniali sarde?_

    qualcuno ha fatto caso questi di LaNuovaSardegna 14/07/2015

    http://www.lanuovasardegna.it/oristano/cronaca/2015/06/14/news/oristano-solare-termodinamico-legna-da-tutta-l-isola-per-la-caldaia-di-riserva-1.11613889

    e, più recentemente, Videolina 20/11/2017

    http://www.videolina.it/articolo/tg/2017/11/20/foreste_sarde_la_grande_risorsa_creiamo_la_filiera_del_legno-78-668066.html

    ogni volta che leggo o sento un assessore all’ambiente parlare di progetti illuminati per sfruttare le risorse dell’isola a me vengono i brividi………………

  5. novembre 29, 2017 alle 3:03 pm

    ora la deliberazione Giunta regionale n. 52/24 del 22 novembre 2017 è visibile sul sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna: https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20171128120242.pdf

    __________________

    da La Nuova Sardegna, 29 novembre 2017
    Termodinamico, la delibera regionale non chiude i giochi.
    Parere positivo, ma legato a una serie di prescrizioni Il Gruppo di intervento giuridico prepara il ricorso al Tar. (Roberto Petretto): http://www.lanuovasardegna.it/oristano/cronaca/2017/11/29/news/termodinamico-la-delibera-regionale-non-chiude-i-giochi-1.16181679

    ________________________

    da Link Oristano, 28 novembre 2017
    Termodinamico: “Uno scempio ambientale per fini speculativi”. Termodinamico a San Quirico: “Scempio ambientale per fini speculativi”.
    Gli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico annunciano battaglia sul progetto che la Regione non ha bloccato: http://www.linkoristano.it/prima-categoria/2017/11/28/termodinamico-san-quirico-scempio-ambientale-fini-speculativi/#.Wh55uGjWyUk

    _________________

    da L’Unione Sarda, 28 novembre 2017
    Solare termodinamico, contro il progetto la parlamentare Pes e il sindaco di Oristano Lutzu: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/11/28/solare_termodinamico_contro_il_progetto_la_parlamentare_pes_e_il-68-670945.html

    ______________________

    da La Repubblica (Blog Valerio Gualerzi), 28 novembre 2017
    Solare termodinamico contestato in Sardegna: http://gualerzi.blogautore.repubblica.it/2017/11/28/solare-termodinamico-contestato-in-sardegna/

  6. Porico
    novembre 29, 2017 alle 5:44 pm

    Gli onesti e i competenti sono stati esclusi da tempo dai centri decisionali della politica. Oggi è tempo di cicale e non di laboriose formiche. Il GRIG appare sempre più come una nave indomita che continua a navigare nei mari tempestosi dell’illegalità.

  7. Juri
    novembre 30, 2017 alle 12:23 pm

    http://www.videolina.it/articolo/tg/2017/11/20/foreste_sarde_la_grande_risorsa_creiamo_la_filiera_del_legno-78-668066.html

    Ho visto questo incredibile servizio sulle performance mediatiche dei vertici di Forestas e dell’ ineffabile assessore all’Ambiente.
    Colpisce, ancora una volta, la difficoltà con cui questi rappresentanti istituzionali si rapportano alla realtà e, cosa decisamente inquietante, la loro visione delle foreste sarde quale fonte di profitto economico a discapito della tutela ambientale.

    Per quanto riguarda il filone delle affermazioni “diversamente veritiere”, spicca il tentativo di spacciare la Sardegna come una regione assediata dai boschi, addirittura ai vertici nazionali (sic) quanto a copertura forestale, come e più di regioni quali Alto Adige e Friuli.

    Il che è francamente poco serio e infatti il trucco c’è ed è pure grossolano: la “superficie forestale”, convenzionalmente, si computa includendo anche le formazioni arbustive più alte di un metro.
    Tradotto, in Sardegna fanno superficie boscata anche le grandi distese di cisto/lentischio: basta che siano più alte di soli 100 cm, ossia anche quando si tratta di terreni fortemente degradati e ad alto rischio desertificazione.

    Un gioco delle tre carte per far credere all’opinione pubblica – con la complicità di giornalisti che più che informare si prestano a veicolare passivamente qualunque verbo provenga dai vertici istituzionali e politici – che la Sardegna sia affetta addirittura da una ridondanza di boschi e che dunque sarebbe persino auspicabile, in questa orgia di alberi, radere al suolo qualche migliaio di ettari di foreste demaniali.

    Un minimo di onestà intellettuale, davvero un minimo, imporrebbe invece di dire che in Sardegna la superficie coperta da boschi è molto al di sotto della media nazionale (580mila ettari, pari al 24% del territorio) e se si arriva alla stratosferica circa di 1,2milioni di ettari (50% del territorio) è solo con il “trucchetto” della macchia bassa e degradata censita come “altre terre boscate”.

    Basterebbe questo “imbroglio” comunicativo per bollare come totalmente inaffidabile chi propaganda il ritorno a disastrosi tagli rasi nella Foreste Demaniali sarde.
    Così come sarebbe bastato che il giornalista di turno, oltre che a limitarsi a reggere il microfono, si fosse preso la briga di acquisire almeno nozioni di base, ad esempio leggendosi questa relazione proveniente dalla stessa Regione: http://www.sardegnaambiente.it/documenti/3_63_20080409131003.pdf

    E allora davvero massima vigilanza perché oramai è chiaro come il sole che una formazione politica presentatasi alle elezioni come ambientalista in realtà persegue una politica incentrata sullo sfruttamento speculativo delle risorse ambientali della nostra regione, partendo dalle Foreste Demaniali e arrivando ai milioni di metri cubi aggiuntivi da schiaffare sulle coste.

    • banzai.b
      novembre 30, 2017 alle 4:20 pm

      *92 minuti di applausi*…………Juri, lo dico senz’ombra di ironia.Grazie per aver dato voce a quel che pensavo quando ho postato il link di cui parli, ma non avrei saputo essere altrettanto efficace.

      • Juri
        novembre 30, 2017 alle 11:23 pm

        Grazie a te per aver segnalato il video

      • Porico
        dicembre 1, 2017 alle 5:43 pm

        Sul fatto della evidente, quanto becera e smaccata fregatura, non vi è alcun dubbio.

  8. Juri
    novembre 30, 2017 alle 12:27 pm

    Estensione e composizione dell’Area forestale della Sardegna (http://www.sardegnaambiente.it/documenti/3_63_20080409131003.pdf ).

    […]
    Si propone, quindi, la lettura della tabella 1 che concerne “l’Area forestale della Sardegna”, nella quale vengono distinte due macrocategorie inventariali: Il Bosco e le Altre terre boscate.
    Su una superficie territoriale della Sardegna di Ha 2.408.989, la superficie forestale totale ammonta a Ha 1.213.250, che rappresenta il 50,36 % del territorio dell’Isola. Scopriamo, quindi, che la Sardegna si inserisce nel gruppo delle regioni virtuose come l’Alto Adige, il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Toscana e altre che vantano un “coefficiente di boscosità” sensibilmente superiore a quello nazionale del 34,7 %.
    Esaminando, però, le macrocategorie inventariali rileviamo che il Bosco ha una estensione di Ha 583.472, che corrisponde al 24,22 % del territorio isolano, e che le Altre terre
    boscate, con una superficie di Ha 629.778, coprono il 26,14 % della superficie territoriale.
    E’ opportuno chiarire la differenza fra queste due grandi categorie che rientrano nell’area forestale.
    Secondo la legge italiana (D.Leg.vo n° 227/2001) si considerano Bosco “i terreni coperti da
    vegetazione forestale arborea, associata o meno a quella arbustiva, di origine naturale o artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo, i castagneti, le sugherete e la macchia mediterranea”.
    Sotto l’aspetto botanico la vegetazione a macchia è una entità distinta dal bosco (o foresta) essendo, quest’ultimo, costituito da “vegetazione forestale arborea, che a maturità supera la statura di 5 m., mentre lamacchia è “un consorzio vegetale di arbusti ed alberelli legnosi sclerofilli, di altezza compresa fra 1 e 4 m.” (Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Prescrizioni di massima e di Polizia forestale per la Sardegna. 2006).
    In virtù di queste differenze fisionomiche e di composizione, la macchia è stata inserita nella categoria delle “altre terre boscate”.

    Tabella 1
    L’Area Forestale della Sardegna
    Macrocategorie inventariali Superficie Coeff.boscosità
    Ha %

    Il Bosco 583.472 24,22
    Le altre terre boscate 629.778 26,14
    Superficie forestale totale 1.213.250 50,36

    Superficie territoriale della Sardegna 2.408.989 100,00

    • Mara
      novembre 30, 2017 alle 4:45 pm

      Mi associo all’applauso, Juri|!

  9. M.A.
    novembre 30, 2017 alle 2:19 pm

    Ma verrebbero utilizzati le superfici boscate ad Eucalyptus? Quanti sono gli ettari di boschi coltivati con queste piante alloctone? Quanti danni sono stati fatti in passato quando venivano utilizzati, ad cazzum, dai vari enti per i rimboschimenti a scapito dei nostri boschi autoctoni e della nostra stessa macchia mediterranea che veniva estirpata per poter lasciare spazio a queste piante? Fosse per me, verrebbe estirpato

  10. Porico
    novembre 30, 2017 alle 6:13 pm

    Personalmente credo poco alla stupidità dei politici. Propendo piuttosto alla loro voglia di conseguire vantaggi personali, anche ti tipo elettorale, sfruttando i loro incarichi pubblici. La parabola di Iotam (antico testamento-giudici ,libro 9,7-21) è più che mai valida. Oggi governano i ” rovi” piuttosto che le viti e gli ulivi .
    Computare tra le superfici boscate la macchia bassa non può essere solo ignoranza. Chi abita in Sardegna conosce bene la normativa forestale che classifica ,impropriamente, questa vegetazione arbustiva come “bosco” .
    Era ,ed è, una misura protettiva. Un modo per evitare l’erosione dei terreni in forte pendenza o martoriati da incendi.
    Credo invece sia verosimile ipotizzare altri interessi, quando si propone il taglio indiscriminato dei boschi.
    Quanto ai posti di lavoro si potrebbero realisticamente ottenere con le buone pratiche di silvicoltura, senza distruggere il patrimonio esistente ,magari incrementandolo .

  11. Pino
    novembre 30, 2017 alle 6:40 pm

    CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA ” XV LEGISLATURA”
    LEGGE REGIONALE 26 APRILE 2016, N. 8

    Legge forestale della Sardegna
    L’articolo 4 contiene la definizione di BOSCO (leggete)
    Art. 4
    Definizioni di bosco e delle aree assimilate

    1. Ai fini della presente legge i termini “bosco”, “foresta” e “selva” sono sinonimi.

    2. Costituisce bosco qualsiasi area, di estensione non inferiore a 2.000 metri quadrati e di larghezza maggiore di 20 metri, misurata al piede delle piante di confine, coperta da vegetazione arborea forestale associata o meno a quella arbustiva spontanea o di origine artificiale, ivi compresa la macchia mediterranea, in qualsiasi stadio di sviluppo, tale da determinare, con la proiezione delle chiome sul piano orizzontale, una copertura del suolo pari ad almeno il 20 per cento.

    MENTRE LA LEGISLAZIONE NAZIONALE DICE:
    DECRETO LEGISLATIVO 18 maggio 2001, n. 227
    Art. 2.
    Definizione di bosco e di arboricoltura da legno

    1. Agli effetti del presente decreto legislativo e di ogni altra
    normativa in vigore nel territorio della Repubblica i termini bosco,
    foresta e selva sono equiparati.
    2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo le regioni stabiliscono per il territorio di loro competenza la definizione di bosco e:
    a) i valori minimi di larghezza, estensione e copertura necessari affinché’ un’area sia considerata bosco;
    b) le dimensioni delle radure e dei vuoti che interrompono la continuità del bosco;
    c) le fattispecie che per la loro particolare natura non sono da considerarsi bosco.
    3. Sono assimilati a bosco:
    a) i fondi gravati dall’obbligo di rimboschimento per le finalità di difesa idrogeologica del territorio, qualità dell’aria, salvaguardia del patrimonio idrico, conservazione della biodiversità, protezione del paesaggio e dell’ambiente in generale;
    b) le aree forestali temporaneamente prive di copertura arborea e arbustiva a causa di utilizzazioni forestali, avversità biotiche o abiotiche, eventi accidentali, incendi;
    c) le radure e tutte le altre superfici d’estensione inferiore a
    2000 metri quadrati che interrompono la continuità del bosco.
    4. La definizione di cui ai commi 2 e 6 si applica ai fini
    dell’individuazione dei territori coperti da boschi di cui
    all’articolo 146, comma 1, lettera g), del decreto legislativo 29
    ottobre 1999, n. 490.
    5. Per arboricoltura da legno si intende la coltivazione di alberi,
    in terreni non boscati, finalizzata esclusivamente alla produzione di
    legno e biomassa. La coltivazione e’ reversibile al termine del ciclo
    colturale.
    6. Nelle more dell’emanazione delle norme regionali di cui al comma
    2 e ove non diversamente già definito dalle regioni stesse si
    considerano bosco i terreni coperti da vegetazione forestale arborea
    associata o meno a quella arbustiva di origine naturale o
    artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo, i castagneti, le
    sugherete e la macchia mediterranea, ed esclusi i giardini pubblici e
    privati, le alberature stradali, i castagneti da frutto in attualità
    di coltura e gli impianti di frutticoltura e d’arboricoltura da legno
    di cui al comma 5. Le suddette formazioni vegetali e i terreni su cui
    essi sorgono devono avere estensione non inferiore a 2.000 metri
    quadrati e larghezza media non inferiore a 20 metri e copertura non
    inferiore al 20 per cento, con misurazione effettuata dalla base
    esterna dei fusti. E’ fatta salva la definizione bosco a sughera di
    cui alla legge 18 luglio 1956, n. 759. Sono altresì assimilati a
    bosco i fondi gravati dall’obbligo di rimboschimento per le finalità
    di difesa idrogeologica del territorio, qualità dell’aria,
    salvaguardia del patrimonio idrico, conservazione della
    biodiversità, protezione del paesaggio e dell’ambiente in generale,
    nonché le radure e tutte le altre superfici d’estensione inferiore a
    2000 metri quadri che interrompono la continuità del bosco.

    come potrete vedere negli inventari nazionali è contemplata una marea di roba che sembrerebbe BOSCO ma che di fatto, come sottolineato da Juri, bosco non è…..
    Bisogna meditare, qui ancora una volta stanno cercando di fregare a tutti…

  12. dicembre 2, 2017 alle 12:59 pm

    nuove strategie energetiche.

    da Sardinia Post, 2 dicembre 2017
    Aut-aut del governo all’Isola: carbone o nuovo elettrodotto verso il Continente. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/ambiente/aut-aut-del-governo-allisola-carbone-o-nuovo-elettrodotto-verso-il-continente/

  13. memorycard
    dicembre 3, 2017 alle 12:40 pm

    E’ solo questione di tempo, la sardegna diventera’ peggio del veneto

    grazie lo stesso grig

  14. dicembre 5, 2017 alle 11:39 pm

    da Sardinia Post, 5 dicembre 2017
    Il sindaco di Oristano contro il solare termodinamico a San Quirico: http://www.sardiniapost.it/ambiente/sindaco-oristano-solare-termodinamico-san-quirico/

  15. dicembre 7, 2017 alle 9:40 pm

    da L’Unione Sarda, 7 dicembre 2017
    “No al termodinamico”, i comuni di Oristano e Palmas pronti a marciare su Cagliari: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/12/07/no_al_termodinamico_i_comuni_di_oristano_e_palmas_pronti_a_marcia-68-674229.html

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