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Ricorso al T.A.R. Sardegna contro la caccia a Lepri e Pernici sarde.


L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, grazie al prezioso operato dell’avv. Carlo Augusto Melis Costa, ha impugnato davanti al T.A.R. Sardegna il decreto Assessore difesa ambiente R.A.S. n. 25/15746 del 21 luglio 2017 relativo al calendario venatorio regionale sardo 2017-2018, nella parte in cui prevede la caccia alla Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e alla Pernice sarda (Alectoris barbara).

Il provvedimento impugnato, infatti, prevede per le due giornate di caccia previste (24 settembre e 1 ottobre 2017) un assurdo “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 Lepri sarde e 143.948 Pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili (piano faunistico-venatorio della Sardegna in corso di approvazione).

La caccia alla Lepre e alla Pernice sarda è stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite tendenti alla diminuzione dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano.

Non solo.

bosco mediterraneo

Con nota prot. n. 32236/T-A11 del 30 giugno 2017 l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) ha fornito il parere di legge (art. 18, comma 4°, della legge n. 157/1992 e s.m.i.) in merito alla proposta di calendario venatorio regionale sardo 2017-2018 e ha chiesto esplicitamente la chiusura della caccia alla Lepre sarda e alla Pernice sarda (Alectoris barbara), proprio per la mancanza di dati sulla consistenza delle rispettive popolazioni.

Tali richieste sono state fatte anche dalla Provincia di Nuoro e dalla Provincia di Oristano.

Inoltre, la stessa Regione autonoma della Sardegna ha dichiarato il conclamato stato di grave siccità ed eccezionale avversità atmosferica con la deliberazione Giunta regionale n. 30/37 del 20 giugno 2017 e ci vuol poca immaginazione per comprendere quali danni possa aver arrecato alla fauna selvatica, per giunta acuiti da disastrosi incendi estivi che han portato a esser percorsi dal fuoco in Sardegna nei primi 7 mesi del 2017 circa 9 mila ettari a causa di 2.150 incendi, di origine dolosa o colposa.

Neppure l’istanza (3 agosto 2017) rivolta dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e L.A.C. al Presidente e all’Assessore della Difesa dell’Ambiente della Regione per la sospensione della caccia perlomeno a Lepri e Pernici sarde ha avuto risposta, per cui non è rimasto che il ricorso al Giudice amministrativo.

Può un calendario venatorio costituire una cambiale in bianco per le specie faunistiche?

Questa è la domanda fondamentale a cui dovrà rispondere il T.A.R. Sardegna.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

 

La Nuova Sardegna, 25 agosto 2017

 

puntuale come il carnevale, l’associazione venatoria “Caccia, Pesca, Ambiente”, un vero ossimoro, afferma che Pernici e Lepri abbondano.  A Morgongiori escono dai rubinetti…

La Nuova Sardegna 26 agosto 2017

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. Giuseppe
    agosto 25, 2017 alle 9:14 am

    Siete dei poveracci a livello mentale, magari ogni cacciatore sardo avesse la possibilità di vedere almeno il numero di capi a cui gli è permesso sparare, poi prenderli è tutta un altra cosa; la verità è che moltissimi non ne vedranno neanche, e questo voi lo sapete benissimo………. però l’unica cosa che vi interessa veramente è fare dell’ostruzionismo inutile e chiassoso che però serve a portare nelle vostre casse un bel pò di donazioni da parte di quei poveri idioti che si professano animalisti solo perchè foraggiano voi e le associazioni tali. Nel frattempo visto che in campagna non volete nessuno, vorrà dire che la selvaggina presa di frodo la mangerete in pochi……. e si in pochi e benestanti, perchè quello è un privilegio di pochi e non neccessarimente di soli cacciatori, tantè che quando salta fuori qualche cena a base di selvaggina protetta, vi sono più personaggi illustri che cacciatori, e lo dimostra il fatto che si insabbia subito tutto…… vuoi vedere che sotto sotto vi è anche qualche animalista convinto?

    • agosto 25, 2017 alle 3:59 pm

      tu, illustre anonimo munito di doppietta, sei un miserabile d’animo, visto che insulti persone e associazioni che non conosci solo perché provano a toglierti il giochino dalle mani. Lepri e Pernici, però, non sono tue.
      Sei patetico e ti qualifichi da solo.

      Stefano Deliperi

    • Occhio nudo
      agosto 25, 2017 alle 4:26 pm

      Grandi argomentazioni, non c’è che dire.

      • M.A.
        agosto 25, 2017 alle 8:23 pm

        Desideri, sono solo chiacchiere! La parola di Ruiu vale tanto quanto la mia. Te l’ho già detto. Le pernici e le lepri sono poche per chi non le sa cercare e pretende di fotografarle la mattina beatamente. O per chi le cerca dove oggi non dovrebbe cercarle. Molte volte mi è capitato di trovarne da solo due in primis..e insistere e alzare il resto della brigata con i cani. Probabilmente, se non avessi insistito avrei visto solo due pernici credendo erroneamente che fossero presenti unicamente quelle due. Cosa che sicuramente accade a chi aspetta ore e ore per uno scatto.

    • M.A.
      agosto 25, 2017 alle 6:20 pm

      Pur non condividendo i toni offensivi, il GRIG pur essendo cacciatore mi ospita nel suo blog, ho sempre ritenuto che per un’ associazione ecologista che vive di donazioni è fisiologico e naturale fare dell’ostruzionismo inutile e chiassoso che serve appunto a portare nelle casse un bel pò di donazioni da parte di coloro che si professano animalisti ecologisti, o roba simile. così come afferma il collega cacciatore. La caccia è stata la culla per tantissime di queste associazioni (come ad esempio L.A.C. o Vittime della caccia, etc etc) che hanno fatto della lotta ideologica all’attività venatoria uno scopo di vita. Inquinamento, abusivismo edilizio, speculazioni ambientali di ogni ordine e grado sono delle tematiche che sensibilizzano lo spirito di chi è un vero ecologista, poche persone purtroppo. L’animalismo, invece complice le mode e l’ignoranza della nostra società, trova un consenso più alto. Ma fare dell’ ostruzionismo alla caccia in Sardegna però per giunta per 2 misere mezze giornate ha del ridicolo, è come sparare sulla croce rossa, o infierire su un malato terminale, poichè in nessuna parte d’Europa esiste un prelievo così restrittivo per due specie cacciabili. E’ comprensibile l’ira che riserva il mondo venatorio.

      • agosto 25, 2017 alle 7:07 pm

        per voi Lepri e Pernici sono oggetto di divertimento, per noi sono parte della natura. Sono poche (leggiti quanto scrive Domenico Ruiu) e nemmeno sappiamo quante sono. É comprensibile che le difendiamo in ogni modo. Se lo volete capire, bene. Altrimenti, bene lo stesso 😊
        Quanto alla maleducazione e alle offese gratuite, sono semplicemente intollerabili.

        Stefano Deliperi

  2. M.A.
    agosto 25, 2017 alle 11:02 am

    Salve Grig, quando si saprà l’esito del ricorso? Prima o dopo l’apertura della caccia alla nobile stanziale ossia tra 29 giorni?
    Comunque, io continuo a sostenere che le cifre ” potenziali” seppur stavolta corrette, (non come nel precedente articolo) sono fuorvianti e ben lontane dalla realtà. I praticanti di queste forme di caccia, sono una esigua parte di quei 35.987 cacciatori paganti. Mi sembra di sentire gli appelli allarmanti delle associazioni ambientaliste, molto bravi con le tabelline, che sparano e urlano alla società numeri assurdi con questi carnieri “potenziali” parlando di stragi di MILIONI e MILIONI di animali. 🙂 🙂 Come se TUTTI i cacciatori praticassero TUTTI I tipi di caccia, ed ad ogni uscita prelevassero il numero massimo di TUTTE le specie consentite nel calendario venatorio, tornando a casa con quintali di selvaggina 🙂 🙂 . Pura utopia. anzi no FANTASIA. 😀 😀
    Eppure tutti sanno che c’è gente che paga per far 4-5 uscite sulle 40 consentite, c’è anche chi si spara 4-5 tordi e se ne torna a casa. c’è chi guarda il tempo prima di uscire di casa e se vede aria di temporale sta a casa vicino al caminetto e c’è chi va a caccia grossa dove su 30 fucili chi spara sono solamente 4 o 5 mentre gli altri stanno in posta fermi e zitti a godersi l’azione di caccia. Nella realtà quei numeri fanno molto in fretta a ridursi.
    Per quanto riguarda la parte sul parere ISPRA, per Legge nulla è cambiato..è sempre quel solito parere OBBLIGATORIO ma NON VINCOLANTE che fa parte dell’iter burocratico per la stesura dei calendari venatori. Dice tutto la parola. L’assessore all’ambiente è in grado di superare il Parere e legittimare il calendario venatorio.
    Anche l’assenza del piano faunistico venatorio regionale è stato superato in sede di ricorso TAR negli anni scorsi.
    Gli ettari di fuoco che hanno bruciato nella nostra isola, sono stati nettamente inferiori rispetto a certe annate,dove a caccia siamo andati comunque. La vera differenza è che quest’anno ha bruciato mezzo Sud-Italia, e ciò ha avuto una risonanza mediatica molto forte.
    Per lo più, così come in Sardegna, sono state bruciate per la maggior parte Aree protette, dove la caccia è vietata dalla legge, così come è vietata nei terreni aperti alla caccia percorsi dal fuoco, per 10 anni.
    Chi caccia nonostante i divieti è in torto e rischia pesanti sanzioni.
    Non vedo questo allarmismo e queste problematiche concernenti la caccia e la difesa del patrimonio faunistico.

    • agosto 25, 2017 alle 3:56 pm

      tutto questo è molto bello, ma nel calendario venatorio c’è scritto che ogni cacciatore può far fuori 2 Lepri e 4 Pernici sarde, il resto sono discussioni pur interessanti, ma con poca sostanza giuridica. Il che fa capire come vengano fatti i calendari venatori. Sarà un Giudice amministrativo a dire se possono esser fatti “al buio”, senza censimenti né dati, come cambiali in bianco, o no.

      Stefano Deliperi

  3. agosto 25, 2017 alle 3:05 pm

    da Sardinia Post, 24 agosto 2017
    Caccia a lepri e pernici, Grig contro il calendario venatorio. Ricorso al Tar: http://www.sardiniapost.it/cronaca/caccia-lepri-pernici-grig-calendario-venatorio-ricorso-al-tar/

    _______________

    da Cagliaripad, 24 agosto 2017
    Caccia a lepri e pernici sarde, il Grig: “Pronto ricorso al Tar Sardegna”: http://www.cagliaripad.it/249098/caccia-lepri-pernici-sarde-grig-pronto-ricorso-al-tar-sardegna

    ________________

    da You TG, 24 agosto 2017

    In Sardegna. “Stop alla caccia alla lepre e alla pernice in Sardegna”: ricorso ecologista contro il calendario venatorio: http://www.youtg.net/v3/index.php/in-sardegna/2302-stop-alla-caccia-alla-lepre-e-alla-pernice-in-sardegna-ricorso-ecologista-contro-il-calendario-venatorio

    __________________

    da Sardegna Oggi, 24 agosto 2017
    Contro la caccia alla lepre ricorso degli ambientalisti al Tar: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2017-08-24/37381/Contro_la_caccia_alla_lepre_ricorso_degli_ambientalisti_al_Tar.html

    _________________

    da Casteddu online, 24 agosto 2017
    Alt alla caccia della lepre e della pernice: ricorso al Tar ecologista.
    Il Gruppo di Intervento Giuridico chiede l’alt alla caccia della lepre e della pernice in Sardegna: http://www.castedduonline.it/sardegna/campidano/50498/alt-alla-caccia-della-lepre-e-della-pernice-ricorso-al-tar-ecologista.html

    _________________

    da Caccia Passione, 24 agosto 2017
    Impugnato il calendario 2017-2018 della Sardegna, ricorso contro la caccia a lepri e pernici.
    Il Gruppo di Intervento Giuridico ritiene eccessivo il carniere previsto per le due specie, tenuto conto delle loro consistenze. (Simone Ricci): https://www.cacciapassione.com/impugnato-il-calendario-2017-2018-della-sardegna-ricorso-contro-la-caccia-a-lepri-e-pernici/

  4. maurizio santarelli
    agosto 28, 2017 alle 12:55 pm

    premetto che sono in accordo con quanto riportato da chi si firma M.A. nei suoi post, e che condanno qualsiasi forma di offesa e maleducazione, ma una domanda mi sorge spontanea farla, Lei signor Deliperi, quale rappresentante dell’Associazione, non era presente quando è stato approvato il calendario?
    A tal fine le risposte sono due, o c’era e allora mi pare un pochino poco coerente la vostra linea di cambiare le carte in tavola ora, dopo averle approvate prima.
    Se non vi era allora ancora più strana mi pare la Vostra odierna richiesta a un Giudice amministrativo di voler intervenire per decidere lui su aspetti di politica ambientale, se del caso, che non gli appartengono certo.
    Gli studi sulla fauna in parte esistono, come Vi siete resi conto nella stesura del Calendario, tanto da far cambiare idea persino a un Ente come l’ISPRA su certi aspetti.
    Sono stati portati da associazioni di cacciatori.
    Perchè non vi attivate anche Voi in tal senso, visto che disponibilità economiche non mancano, anzichè fare quel gioco delle tabelline che avete rappresentato, al quale non crede nessuno, neppure Voi, e che sinceramente produce solamente l’effetto di continuare a non renderVi simpatici ai Più.
    Non credo che pensiate che il Tar Sardegna porti a base della sua decisione tale assunto.
    Il Giudice è piuttosto serio e preparato per abboccare a tali “mezzucci”.
    Certamente non potete portare a sostegno le argomentazioni rappresentate del signor Ruiu, che per quanto legittime sono facilmente superabili come già dimostrato dal Signor M.A. nei suoi post.
    Ai posteri l’ardua sentenza!
    Con stima, da un cacciatore vero e serio,
    Avv. Maurizio Santarelli (io ci metto sempre la faccia, e la firma, e non mi nascondo dietro paraventi)

    • agosto 28, 2017 alle 3:36 pm

      buongiorno avv. Santarelli, non faccio parte del Comitato faunistico regionale sardo, per cui non ero presente. Per la cronaca, i pochi rappresentanti ambientalisti hanno votato contro.
      Su Lepri e Pernici sarde l’unico studio di carattere scientifico esistente é rappresentato dal piano faunistico venatorio adottato e indica le rispettive popolazioni in forte diminuzione.
      Gli unici studi scientifici validi sono quelli pubblici, tutti gli altri sono comunque di parte. E, comunque, nel caso di specie non esistono. Il principio di precauzione é norma europea e legge nazionale: in assenza di dati, con specie faunistiche in rarefazione, non si dovrebbe andare a caccia. Vedremo che dirà il T.A.R. Sardegna. Buona serata.

      Stefano Deliperi

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        settembre 1, 2017 alle 11:15 am

        Ovvio che i “pochi” ambientalisti votano sempre contro a tutto ciò che si chiama caccia. C’è da dire che il Comitato Regionale Faunistico della Sardegna è tutto fuorchè un organo “tecnico” in quanto è solamente politico.
        Ecco perchè la categoria “ambientalisti” non dovrebbe far parte del Comitato Regionale Faunistico in quanto Lì si discutono le giornate e le modalità con cui si deve praticare l’attività venatoria.
        Gli ambientalisti che ivi dovrebbero essere presenti, dovrebbero essere colo i quali fanno parte delle Associazioni che non si pongono come obiettivo la chiusura della Caccia. Per esempio una che potrebbe farne parte sarebbe “Wilderness”.

      • settembre 1, 2017 alle 3:42 pm

        nemmeno la categoria “cacciatori” dovrebbe esser presente in un Comitato faunistico, visto che l’interesse da loro rappresentato é quello di “ammazzare” la fauna per diletto. Personalmente eliminerei qualsiasi potere deliberante (esistente solo in Sardegna) di qualsiasi comitato faunistico-venatorio esistente 😊

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        settembre 1, 2017 alle 4:42 pm

        non manca mai occasione per ribadire il fatto che noi per “diletto” ammazziamo la fauna selvatica.:) Ciò che non riesce ad andarvi giù è proprio l’accostamento dei due concetti: l’ “ammazzare” e il “diletto”. Sono due concetti generalmente agli antipodi. L’ “ammazzare” evoca sentimenti tristi, cupi, bui condannato dalla società e dalla religione. Il diletto evoca sentimenti opposti, gioia e felicità. Tutti i predatori ammazzano in Natura con “diletto” o tradotto è la bramosia della predazione dettata dall’adrenalina. quella scintilla che ti spinge a cacciare e quindi uccidere un altro animale al fine di nutrirti. Non ho mai visto un cacciatore piangere o recitare un rosario dopo aver sparato ad un cinghiale, una lepre o un tordo. Ma nemmeno un pescatore piangere per aver pescato una spigola o un’orata, o un allevatore dopo aver macellato un coniglio o un pollo. Ho visto tanti cacciatori riflettere, tra cui il sottoscritto, sull’azione che commettono, sulla sofferenza dell’animale e della preda che stanno uccidendo ed accettarlo, con la semplice e naturale spiegazione della catena alimentare e giustificare la morte dell’animale con la nutrizione. Indipendentemente, da chi sia il carnefice quell’animale è stato creato per diventare una preda. Spesso regaliamo una morte ben meno atroce di altre morti dovute a canini, artigli etc. Mai visto lupi scodinzolanti cacciare in branco e lacerare la preda ancora viva tra la bramosia del momento? mai visto dei leoni giocare con la propria preda come cuccioli di gazzelle prima di dilaniarla? Mai visto l’aria di festa che tira quando un “branco di uomini” macellano un maiale…Diciamo che quel “diletto” è una spinta fisiologica utile a coltivare l’istinto per la predazione. Difficilmente esisterebbe predazione senza. Per chi pratica l’arte venatoria, per quel che mi riguarda il diletto è tanto altro non è l’atto conclusivo dello sparo, ma l’azione venatoria che coinvolge l’aspetto cinofilo.
        Se tu GRIG riuscissi a superare questo limite, vedresti la caccia non come la trasformazione di un bene pubblico al fine di un parco giochi per assassini legalizzati, ma come un’attività ancestrale. arcaica che è insita nel nostro DNA che ha la sua funzione importante nel preservare specie ed ecosistemi in Natura. Tutti questi aspetti etologici che riguardano l’attività venatoria, vengono sistematicamente ignorati e bypassati strumentalizzando il tutto con l’opinione pubblica.

      • settembre 1, 2017 alle 5:16 pm

        non “vivi” di caccia, non lo fai perché è necessario. É “diletto”, non “necessità”.

  5. agosto 29, 2017 alle 2:58 pm

    l’I.S.P.R.A. ha chiesto alle Regioni di limitare la caccia a causa di siccità e incendi: http://www.isprambiente.gov.it/files2017/notizie/notasiccita.pdf

    ————-

    A.N.S.A., 28 agosto 2017
    Ispra a Regioni, limitare caccia a causa siccità e incendi.
    Raccomandazione simile a quella fatta da ong ambientaliste: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/08/28/ispra-a-regioni-limitare-caccia-a-causa-siccita-e-incendi_66349c3e-ef54-4c48-a330-70bd36b49c90.html

    __________________

    da Sky TG 24, 28 agosto 2017
    Ispra, appello alle Regioni: stop alla caccia dopo roghi e siccità: http://tg24.sky.it/cronaca/2017/08/28/blocco-caccia-incendi-e-siccita.html

    • M.A.
      agosto 29, 2017 alle 4:07 pm

      Il ministero ha delegato alle Regioni, l’ISPRA ha consigliato quel che avete pubblicato. È tutto in mano all’assessorato dell’ambiente, ma considerato le due misere e limitanti due mezze giornate che i cacciatori si sono auto imposti, considerando che l’ ondata di siccità sarà interrotta da abbondanti piogge prima dell’apertura della caccia già dalla prossima settimana, e considerato che la gli incendi da quanto riportato dalla RAS sono diminuiti rispetto alle precedenti estate, sponsorizzando il grande lavoro dell’apparato regionale antincendio, e infine considerando che la legge regionale impone pesanti limitazioni per l’attività venatoria nei luoghi percorsi dal fuoco…..non mi esprimo, ma lascio a voi le conclusioni!

      • M.A.
        agosto 29, 2017 alle 4:39 pm

        Se mi è consentito aggiungere, per quanto riguarda la siccità e la richiesta della chiusura della fauna selvatica nobile stanziale è vero che accusa ma in parte.
        I lagomorfi, mi riferisco a lepri e conigli, non soffrono la siccità, anzi. E’ durante le annate siccitose che prosperano e si riproducono in tutta tranquillità. Per chi ha avuto o ha ancora la fortuna di allevare conigli, sa quanto possa essere dannosa per l’animale, una dieta ricca di erba fresca. Proprio per l’alto contenuto di acqua che potrebbe causare gastroenteriti spesso fatali.
        In natura, nella stagione estiva basta solamente l’umidità che durante la notte ricopre il fieno secco per soddisfare le richieste di idratazione del lagomorfi. Ancora, in concomitanza dell’acqua in eccesso, si moltiplicano i vettori responsabili delle famose epizoozie a cui sono soggetti questi animali (zanzare e pappataci). Discorso a parte per gli uccelli (pernici incluse), ma per lepri e conigli, parlare di siccità come pericolo per la sopravvivenza della specie non è veritiero.
        Comunque, rimane inalterata la mia simpatia nei vostri confronti, specialmente quando pur di limitare la caccia fate proclami contro natura, appunto come lepri e conigli VS siccità o tordi VS freddo e gelo come quest’anno durante l’ultima gelata invernale di fine Gennaio per il proseguo dell’attività venatoria ai tordi, quando a Febbraio questi partono per la Russia con climi ben più rigidi. Per quest’anno propongo in anticipo di lasciarli in Sardegna onde evitare che si prendano un’ influenza 😀 😀 😀

      • agosto 29, 2017 alle 6:02 pm

        certo, hai ragione 😊
        Lepri e Conigli non bevono acqua, solo Vernaccia del ’64, ottima annata per la verità 😜😜😜
        E l’Ispra é un covo di buontemponi, pronti a far scherzi da prete ai poveri cacciatori.
        O M. A., bairìndi a su mari 😁

        Stefano Deliperi

      • agosto 29, 2017 alle 6:04 pm

        ..mitico, ora fai anche le previsioni del tempo 😊 vediamo che dirà il T.a.r.

      • M.A.
        agosto 29, 2017 alle 8:56 pm

        Deliperi non ci crederai ma oggi ero al mare 😀 😀 ero tra dune di sabbia e ginepri con i miei cani…e indovina un po’ cosa c’erano in mezzo alle sabbie?? acqua? no, conigli. Erano talmente disidratati poverini che non riuscivano a correre, perchè si sa come dici bene tu, il coniglio è un animale che se non beve un litro e mezzo d’acqua o vino non sopravvive. 😀 😀 Quando i fenici l’avevano introdotto sia in Sardegna che in Spagna da cui I-shephan-im (“Terra dei conigli”) è risaputo che il clima era tropicale. 😉
        Sei perdonato perchè immagino che durante la vita di conigli tra le mani, e magari anche trai i denti. te ne siano passati ben pochi. Comunque scherzi a parte, per quanto riguarda il coniglio selvatico e la lepre la necessità di acqua nel periodo estivo è veramente soddisfatta dall’umidità notturna che in estate si accumula nelle cunette e la notte è più frequente vederli saltellare tra le strade sarde.
        Un bravo ambientalista come te, che si occupa di fauna selvatica e caccia, queste cose deve saperle.
        “O Deliperi bai a fai scuola in su sattu!!!!” chissà magari sarà la risposta del TAR? 😛 😀 Buona serata!

      • agosto 29, 2017 alle 9:39 pm

        certamente, tutti noi ambientalisti sappiamo che Lepri e Conigli si rifiutano di bere acqua anche con due doppiette puntate alle orecchie 😛 😛 😛 non bevono mai!!! Mica come la Ferrari che “beve” 3 litri solo quando giri la chiave 😮 😮 😮
        Buona caccia!

        Stefano Deliperi

  6. settembre 5, 2017 alle 7:28 pm

    brava gente.

    L’Unione Sarda, 5 settembre 2017
    Caccia alla tortora, cinque denunciati dal Corpo forestale. http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/09/05/caccia_alla_tortora_cinque_cacciatori_denunciati_dal_corpo_forest-68-641049.html

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