Cemento Mori.


Alghero, Pischina Salida, Hotel Capo Caccia

Paolo Biondani ha scritto per L’Espresso attualmente in edicola Cemento Mori, un reportage ragionato e documentato sul nuovo rischio di ulteriore cementificazione che corrono le coste della Sardegna a causa della proposta di nuova legge regionale urbanistica presentata dalla Giunta Pigliaru.[1]

Da leggere, per informarsi.

Nessuno potrà dire che non sapeva…

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

__________

[1] qui i testi del disegno di legge regionale:

 

qui un’analisi critica sulla proposta di legge regionale urbanistica sarda

 

 

 

Teulada, complesso “Rocce Rosse” (residence + “seconde case”)

da L’Espresso, 15 luglio 2017

Cemento Mori.

«Assalto al litorale della Sardegna. Addio legge salvacoste. La giunta vara la controriforma dell’edilizia. Renato Soru insorge:” Il Pd ha tradito”». (Paolo Biondani)

Ecomostri nuragici (galleria fotografica)

Il Pd di Berlusconi, pardon, il Pdl ha varato nel 2009 il famoso piano casa: più cemento per tutti, senza regole e senza piani urbanistici, sfruttando un sistema di aumenti automatici di volume per la massa dei fabbricati esistenti. Ora la giunta del Pd che governa la Sardegna progetta un inatteso bis, sotto forma di piano alberghi: via libera con un’apposita legge a nuove costruzioni turistiche, ecomostri compresi, perfino nella fascia costiera finora considerata inviolabile, cioè spiagge, pinete, scogliere e oasi verdi a meno di trecento metri dal mare.

S. Anna Arresi, spiaggia di Porto Pino

Il programma di questo presunto centrosinistra sardo è di applicare proprio il sistema berlusconiano degli aumenti di volume in percentuale fissa (che premia con maggiori quantità di cemento i fabbricati più ingombranti) a tutte le strutture ricettive, belle o brutte, piccole o enormi, presenti o future, compresi ipotetici hotel non ancora esistenti. Una deregulation edilizia in aperto contrasto con la legge salva-coste approvata dieci anni fa dall’allora governatore Renato Soru e dal suo assessore all’urbanistica Gianvalerio Sanna, cioè con una riforma targata Pd che nel frattempo è stata presa a modello da una generazione di studiosi, architetti, urbanisti e amministratori pubblici non solo italiani.

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

La contro-riforma odierna è nascosta tra i cavilli del disegno di legge approvato il 14 marzo scorso dalla giunta regionale presieduta da Francesco Pigliaru, il professore di economia eletto nel 2014 alla testa del Pd. La normativa ora è all’esame finale della commissione per il territorio: l’obiettivo della maggioranza è di portare in consiglio regionale un testo blindato, da approvare in tempi stretti, senza modifiche, subito dopo l’estate.
Sulla carta avrebbe dovuto trattarsi della nuova legge urbanistica che la Sardegna attendeva da un decennio per completare la riforma di Soru, con impegni precisi: stop all’edilizia speculativa, obbligo per tutti i comuni di rispettare limiti chiari anche fuori dalla fascia costiera, per difendere tutto il territorio, fermare il consumo di suolo e favorire il recupero o la ristrutturazione dei fabbricati già esistenti.
All’articolo 31, però, spunta il colpo di spugna: «al fine di migliorare qualitativamente l’offerta ricettiva», si auto-giustifica il testo di legge, «sono consentiti interventi di ristrutturazione, anche con incremento volumetrico, delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive». Il concetto chiave è l’incremento volumetrico: la norma approvata dall’attuale giunta di centrosinistra, proprio come il piano-casa del governo Berlusconi, autorizza aumenti di cubatura del 25 cento «anche in deroga agli strumenti urbanistici» in vigore, compresa la legge salvacoste. Insomma, se siete in vacanza in una spiaggia immacolata della Sardegna, fatevi un bel bagno: potrebbe essere l’ultimo.

Hotel, alberghi, pensioni, residence, multiproprietà e lottizzazioni turistiche di ogni tipo vengono infatti autorizzati non solo a gonfiarsi di un quarto, cementificando nuovi pezzi di costa, ma anche a sdoppiarsi, spostando gli aumenti di volume in «corpi di fabbrica separati». «In pratica si può costruire un secondo hotel o residence in aggiunta al primo anche nella fascia costiera in teoria totalmente inedificabile», denuncia l’avvocato Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico (Grig), che per primo ha lanciato l’allarme. «Ma non basta: i nuovi aumenti di volume si possono anche sommare agli incrementi autorizzati in passato, ad esempio con il piano casa o con le famigerate 235 deroghe urbanistiche che furono approvate tra il 1990 e il 1992 dall’allora giunta sarda», sottolinea il legale, che esemplifica: «Un hotel di 30 mila metri cubi che deturpa una spiaggia, per effetto dei due aumenti cumulativi del 25 per cento ciascuno, sale quasi a quota 50 mila: per l’esattezza, si arriva a 46.875 metri cubi di cemento».

rustico edilizio

L’ex presidente della Regione, Renato Soru, spiega all’Espresso di essere «molto preoccupato per la cecità di una classe dirigente che sta mettendo in pericolo il futuro della Sardegna». «Con l’assessore Sanna eravamo partiti da una constatazione pratica», ricorda Soru: «Grazie ad anni di studi e ricerche abbiamo potuto far vedere e dimostrare che più di metà delle coste della Sardegna, parlo di circa 1.100 chilometri di spiagge, erano già state urbanizzate e cementificate. Di fronte a una situazione del genere, in una regione come la nostra, qualsiasi persona di buonsenso dovrebbe capire che i disastri edilizi del passato non devono più ripetersi.
Oggi tutti noi abbiamo il dovere morale e civile di difendere un territorio straordinario che è la nostra più grande risorsa e la prima attrattiva turistica: le bellissime spiagge della Sardegna sono la nostra vera ricchezza, che va conservata e protetta per le generazioni future. Per questo la nostra legge prevede una cosa molto semplice e logica: nella fascia costiera non si costruisce più niente. Zero cemento, senza deroghe e senza eccezioni per nessuno. E in tutta la Sardegna bisogna invece favorire la riqualificazione dell’edilizia esistente, il rifacimento con nuovi criteri di troppe costruzioni orrende o malfatte. Quindi via libera alle ristrutturazioni, alle demolizioni e ricostruzioni, al risparmio energetico. Con regole certe e uguali per tutti, perché l’edilizia in Italia può uscire veramente dalla crisi solo se viene tolta dalle mani della burocrazia e della politica».

San Teodoro, Cala Girgolu, villa sul mare ampliata grazie alla legge regionale n. 4/2009

A questo punto Soru confessa di essere uscito dai palazzi della regione, alla fine della sua presidenza, proprio «a causa dei continui scontri sull’urbanistica». E dall’altra parte della barricata, a tifare per il cemento, non c’era solo il centrodestra, ma anche «quella parte del Pd che ora è al potere». Da notare che Soru, per eleganza o per imbarazzo, evita di fare il nome dell’attuale presidente, anche se sarebbe legittimato ad accusarlo di tradimento politico, visto che Pigliaru era stato suo assessore ai tempi della legge salva-coste.
Oggi però lo stop al cemento sulle spiagge più belle d’Italia rischia di trasformarsi in un bel ricordo. Gli avvocati del Grig hanno già catalogato «ben 495 strutture turistico-ricettive della fascia costiera che potrebbero approfittare dell’articolo 31. Stiamo parlando di milioni di metri cubi di cemento in arrivo», rimarca Deliperi, evidenziando che il disegno di legge ha una portata generale, per cui si applica anche, anzi soprattutto alle strutture più contestate, quelle che si sono meritate l’epiteto di ecomostri. Come il residence-alveare “Marmorata” di Santa Teresa di Gallura, l’albergone “Rocce Rosse” a picco sugli scogli di Teulada, la fallimentare maxi-lottizzazione turistica “Bagaglino” a ridosso delle spiagge di Stintino, i turbo-hotel “Capo Caccia” e “Baia di Conte” ad Alghero e troppi altri. Il premio percentuale infatti non dipende dalla qualità del fabbricato, ma dalla cubatura: più l’ecomostro è grande, più è autorizzato a occupare terreno vergine con nuove colate di cemento.

Stintino, complesso turistico-edilizio Il Bagaglino

Il progetto di legge, per giunta, equipara agli alberghi da allargare, e quindi trasforma in volumi gonfiabili di cemento, addirittura le «residenze per vacanze», sia «esistenti» che ancora «da realizzare», cioè quelle montagne di seconde case che restano vuote quasi tutto l’anno, arricchiscono solo gli speculatori edilizi, ma deturpano per sempre il paesaggio. Con la nuova dirigenza del Pd, insomma, il vecchio piano casa è diventato un piano seconde case, secondi alberghi e seconde lottizzazioni. E tutto questo in Sardegna, la regione-gioiello che tra il 2004 e il 2006 aveva saputo cambiare il clima politico e culturale sull’urbanistica, spingendo decine di amministrazioni locali di mezza Italia a imitare la legge Soru, fermare il consumo di suolo e limitare finalmente uno sviluppo edilizio nocivo e insensato.
Gianvalerio Sanna, l’ex assessore regionale oggi relegato a fare politica nel suo comune d’origine, ama parlar chiaro: «Questo disegno di legge è una vera porcata. La giunta del Pd sta facendo quello che non era riuscito a fare il governo di centrodestra. Le nostre norme, ancora in vigore, favoriscono con incentivi e aumenti di volume solo la demolizione e lo spostamento dei fabbricati fuori dalla fascia costiera dei 300 metri. Questo vale già adesso anche per gli alberghi e i campeggi. Per allargarli e rimodernarli con criterio non c’è nessun bisogno di cementificare le spiagge».

Domus de Maria, Chia, complesso edilizio a ridosso delle dune

I dati sono allarmanti già oggi. «Le coste della Sardegna sono invase da oltre 210 mila seconde case: appartamenti sfitti, che mediamente restano disabitati per 350 giorni all’anno», enumera Sanna: «Il nostro obiettivo, condiviso da migliaia di cittadini che proprio per questo hanno votato Pd alle elezioni regionali, era di liberare dal cemento, gradualmente e armonicamente, tutta la zona a mare, che è la più preziosa. La nuova giunta sta facendo il contrario. L’edilizia è tornata merce di scambio: il piano casa, che fu giustificato da Berlusconi come rimedio eccezionale contro la crisi dell’edilizia, diventa la norma. La deroga diventa la regola. Così la politica si mette al servizio delle grandi lobby, degli interessi di pochi, a danno della cittadinanza e di tutte le persone che amano la Sardegna».
Quando allude a scambi, Sanna non usa parole a caso. Nella minoranza del Pd rimasta fedele a Soru sono in molti a evidenziare una singolare coincidenza: la controriforma urbanistica sta nascendo proprio mentre gli sceicchi del Qatar, i nuovi padroni miliardari della Costa Smeralda, annunciano l’ennesima ondata di progetti edilizi per super ricchi, per ora bloccati proprio dalla legge Soru. Per ingraziarsi la classe politica sarda, lo stesso gruppo arabo ha comprato dal crac del San Raffaele anche il cantiere fallimentare del nuovo ospedale di Olbia. E ora gli sceicchi sembrano aspettarsi che i politici, in cambio, aboliscano proprio i vincoli ambientali sulla costa.

Sardegna, dune e ginepri sul mare

«Con questa legge vergognosa il presidente Pigliaru sta contraddicendo anche se stesso», commenta amaramente Maria Paola Morittu, la combattiva avvocata di Cagliari che oggi è vicepresidente nazionale di Italia Nostra: «Per smentire la sua giunta, al professor Pigliaru basterebbe rileggere le proprie pubblicazioni accademiche, in cui scriveva e dimostrava che il consumo di suolo è disastroso non solo per l’ambiente, per il paesaggio, ma anche per lo sviluppo economico».
Carte alla mano, l’avvocata di Italia Nostra e il suo collega Deliperi passano in rassegna la successione di leggi edilizie della Sardegna, per concludere che oggi il Pd sardo sta facendo indietro tutta. La buona urbanistica insegna come e dove costruire case sicure in luoghi vivibili senza distruggere il territorio. In Italia se ne parla solo quando si contano le vittime evitabili di alluvioni, frane, valanghe, terremoti e altri disastri che di naturale hanno solo le cause immediate.

Sardegna, coste, dune

In Sardegna, dopo decenni di edilizia selvaggia, la legge Soru e il conseguente piano paesaggistico regionale – studiato da un comitato tecnico-scientifico presieduto da Edoardo Salzano, un gigante dell’urbanistica – hanno fissato per la prima volta due principi fondamentali: basta cemento a meno di 300 metri dal mare; solo edilizia regolata e limitata in tutta la restante fascia geografica costiera, che di norma si estende fino a tre chilometri dalle spiagge. «In campagna elettorale il Pd guidato da Pigliaru aveva promesso di estendere la legge Soru a tutta la Sardegna, obbligando anche i comuni interni ad applicare i piani paesaggistici», osservano desolati i due avvocati. Passate le elezioni, il vento è cambiato.
In Italia, prima della recessione, venivano cementificati a norma di legge oltre 45 milioni di metri quadrati di terra all’anno. Nel 2015, nonostante la crisi, si è continuato a costruire nuovi appartamenti e capannoni per oltre 12 milioni di metri quadrati (dati Istat). «Con la legge salvacoste la Sardegna ha saputo lanciare un nuovo modello di sviluppo sostenibile», rivendica Soru. Ora la grande retromarcia della giunta seduce le lobby dei grandi albergatori, che organizzano convegni esultanti contro «l’ambientalismo che danneggia il turismo». Resta però da capire se, alle prossime elezioni, la maggioranza dei cittadini sardi si fiderà ancora di un Pd che imita il berlusconismo, col rischio di riabilitarlo.

 

dune, ginepri, spiaggia, mare

(foto per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)

 

Annunci
  1. luglio 18, 2017 alle 2:48 pm

    la volpe e l’uva, in salsa sarda 😉

    da La Nuova Sardegna, 18 luglio 2017
    Confronto Erriu-Soru sulla legge urbanistica l’accordo non c’è. (Serena Lullia)

    ARZACHENA.I mattoni del domani nascono davanti a un buon bicchiere di vino gallurese. Renato Soru e l’assessore regionale Cristiano Erriu, si confrontano sulla nuova legge urbanistica alle Cantine Surrau. Posizioni diverse che convergono su un punto. La necessità che la Sardegna si doti di una legge snella, capace di alleggerire iter burocratici dal passo bisontico, che dia certezze. Erriu difende la sua creatura urbanistica. «Non bisogna fare leggi tanto per fare, ma buone leggi.
    E non si tratta di contrapporre le posizioni, come in modo volgare ha fatto un articolo bruttissimo dell’Espresso – commenta Erriu -. 10 anni di Ppr, 20 anni di vita delle disposizioni regolamentari in materia ambientale rappresentano un contesto che è un patrimonio comune.
    Pensare che la classe politica regionale abbia l’anello al naso anello e sia alla mercé del primo investitore col turbante che si presenta è offensivo». Soru difende il suo Ppr e i pilastri di sviluppo ecostenibile che sono la sua base. «Si pensa che ci sia un Pd diviso su questo tema, con una parte che pensa che non si deve fare nulla e tenere le cose come stanno, e con un’altra che vuole cancellare tutto. Un liberi tutti per mettere in moto le betoniere. Non è così. Non c’è nessuno che vuole bloccare e nessuno che vuole affondare nel cemento la Sardegna. Non è vero che il Ppr è contro gli ampliamenti degli hotel. Li consente anche nella fascia dei 300 metri. Ma non deve essere la Regione a dire i servizi ai quali sono destinati gli ampliamenti. Il Ppr consente anche di creare nuovi alberghi, ma non nelle zone intonse, che dobbiamo lasciare tali per il futuro. Se ne possono realizzare ma nelle aree già urbanizzate. E di sicuro non si può pensare di costruire altre seconde case. Ne abbiamo 300mila vuote per la maggior parte dell’anno».

    • Juri
      luglio 19, 2017 alle 12:43 am

      Fa davvero impressione ritrovare, dopo meno di un quinquennio, un Renato Soru irriconoscibile rispetto al politico che, giustamente, tuonava contro il piano-casa di Cappellacci per previsioni edificatorie meno pesanti di quelle contemplate da questo disegno di legge.
      Ora, a fronte di un palese tentativo di abbattere il “suo” PPR, solo qualche rimbrotto di facciata che sembra già finito a tarallucci e vino.
      Incredibile.

  2. luglio 18, 2017 alle 3:05 pm

    online sul sito web de L’Espresso. Leggiamo e interveniamo!

    L’Espresso, 18 luglio 2017
    Così il Pd dà il via libera a ecomostri e cemento in Sardegna.
    Maxi aumenti di volume per hotel e lottizzazioni sul mare: il centrosinistra copia il piano casa di Berlusconi. Renato Soru insorge: “Il Pd ha tradito”. (Paolo Biondani): http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/07/18/news/sardegna-assalto-alle-coste-1.306266?ref=HEF_RULLO

  3. Porico
    luglio 18, 2017 alle 5:37 pm

    La partita contro l’edilizia selvaggia e senza regole venne persa definitivamente nel 1963 quando venne respinta, dal parlamento, la proposta di Fiorentino Sullo per la riforma urbanistica ,basata sull’esproprio preventivo delle aree edificabili, della loro gestione pubblica con la ridistribuzione ai privati senza applicazione di plus valore . Era una riforma che avrebbe consentito ,su modello Europeo, uno sviluppo urbanistico nazionale ragionato e armonico. La clamorosa bocciatura parlamentare compromesse per sempre la possibilità di dotarci di una legislazione moderna in materia urbanistica.
    Sullo venne isolato e costretto ad abbandonare la politica.

    Ci provò ancora il governo Moro ,nel 1964, riprendendo in larga misura i principi della riforma Sullo. Ci fu un tentativo di Golpe militare che dissuase Moro a proseguire con la
    sua proposta. Appresso, ebbe piena applicazione il sacco scriteriato del territorio. Si impose la deleteria regola, che presupponeva la corruzione politica in ogni Comune Italiano, dell’attribuzione del plus valore delle arre edificabili ai privati. I risultati sono sotto i nostri occhi: distruzione del fragile territorio Italiano, distruzione del paesaggio, metodo corruttivo universalmente imposto ,espulsione di tutti i politici responsabili e illuminati .
    Si formarono dal nulla enormi ricchezze, senza meriti imprenditoriali, paradossalmente queste ricchezze senza merito furono poi la causa del fallimento nazionale. La Sardegna ha il torto di avere pochi abitanti e territorio pregiato da sfruttare ,il resto è cronaca giornaliera.

  4. Porico
    luglio 18, 2017 alle 5:40 pm

    Ho scritto un commento, molto pacato per altro, ma stranamente non è comparso.

  5. memorycard
    luglio 19, 2017 alle 9:16 am

    Ioancora non ho capito in che modo la Costituzione protegga e tuteli il Paesaggio. Questo blog ha pubblicato nel tempo una miriade di sentenze di vari tribunali e consigli di stato ecc. che facevano giurisprudenza… Poi arriva il pigliaru di turno ( una vergogna) venduto come tutti i politici, che fa una leggina aiutato da quattro menomati mentali e brucia ettari ettari ettari di territorio che Madre NAtura ci ha DONATO , distruggendo per SEMPRE con il cemento, il nostro e ripeto Nostro unico Paesaggio,
    E COSI AVVIENE ininterrottamente da 60 anni.
    ORMAI e’ appurato , per ultima si veda la pubblicazione ISpra , che il territorio italiano e’ sotto attacco con un consumo di suolo inarrestabile,
    conclusione : Dato che questa leggina e’ motivata per incentivare l’ economia (di pochi)
    È palesemente in contrasto con La Costituzione italiana , il Paesaggio viene prima di qualsiasi interesse economico. Come venga tutelato questo non ho capito.

  6. luglio 19, 2017 alle 2:54 pm

    lo capiscono e lo affermano chiaramente anche gli albergatori: i nodi del turismo sono l’allargamento della stagione, i trasporti e il mantenimento delle caratteristiche ambientali, non ulteriori metri cubi sulle coste.

    da La Nuova Sardegna, 19 luglio 2017
    Turismo in Sardegna, stagione corta e mercato nero da battere
    Gli obbiettivi: crescere nei mesi di spalla e puntare sulla qualità. Per gli albergatori il modello è quello del Trentino: http://www.lanuovasardegna.it/regione/2017/07/19/news/turismo-in-sardegna-stagione-corta-e-mercato-nero-da-battere-1.15630987

  7. luglio 19, 2017 alle 5:26 pm

    da Sardinia Post, 19 luglio 2017
    Legge urbanistica, è scontro nel Pd. Il segretario Cucca attacca Soru: http://www.sardiniapost.it/in-evidenza-2/legge-urbanistica-scontro-nel-pd-segretario-cucca-attacca-soru/

  8. luglio 20, 2017 alle 2:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 luglio 2017
    Erriu: la contrapposizione non c’è. Ppr e nuova norma si completano. (Luca Roych)

    SASSARI. Assessore Cristiano Erriu quali sono le differenze tra il Ppr e la legge urbanistica?»
    Il Ppr e la legge di governo del territorio sono complementari. La legge non entra nel merito di quanto è già normato dal Ppr. La stessa possibilità di verifica e adeguamento – in copianificazione con il ministero – che si rendesse necessaria, non è una norma introdotta ex novo, ma una norma del Codice Urbani che istituisce i Piani paesaggistici, richiamata dalla legge».
    È vero che la nuova legge consentirebbe aumenti di volumetria che moltiplicherebbero i metri cubi di ecomostri con vista sul mare e di appartamenti ancora da costruire?
    «La nuova Legge non fa altro che riprendere la possibilità di incrementi volumetrici entro il limite massimo del 25% per le strutture ricettive già previsti dalla legge regionale 45/89 e dal Ppr (articoli 20 e 90), e già concessi con discrezionalità politico-amministrativa in molte occasioni, anche durante la legislatura guidata da Renato Soru. Ora la discrezionalità scompare. Al contrario è richiesto il requisito della dimostrazione della loro necessità ai fini della destagionalizzazione, in questo caso anche con la possibilità di destinarli all’adeguamento delle camere. L’obiettivo è massimizzare il ritorno occupazionale ed economico. Gli incrementi non si possono cumulare con quelli che eventualmente fossero già stati ottenuti con il Piano casa. È poi allo studio l’introduzione di un tetto massimo della cubatura per evitare che la percentuale di incremento, se applicata a grandi strutture, possa snaturare la ratio della norma. Non è possibile usufruire degli incrementi per le seconde case né, tanto meno, introdurre nuove strutture nella fascia dei 300 metri. Se per ecomostri si intendono strutture non legittimamente realizzate, queste non possono usufruire degli incrementi ma devono essere sottoposte ai provvedimenti sanzionatori o di demolizione».
    Perché il Ppr deve essere aggiornato con una nuova legge?
    «Il Ppr non deve essere aggiornato con una nuova legge. Nel caso di un approfondimento di dettaglio o la verifica di situazioni mutate, o se, nel caso di valutazione di interventi di sistema, si rendesse necessaria un’integrazione o un adeguamento del Ppr, si fa riferimento a quanto previsto dalla normativa vigente con il coinvolgimento del ministero. Nulla di più e nulla di meno».
    Soru dice che il Pd non è diviso in due, che non c’è un Pd anticemento guidato da lui e un Pd a favore dei metri cubi sostenuto dalla sua legge, eppure intorno si è scatenata una battaglia che ruota attorno a questa dicotomia.
    Perché?
    «In effetti non si comprende perché questa battaglia sia stata scatenata e a quale fine, considerato il fatto che sui due punti più controversi – incrementi delle strutture ricettive nei 300 metri dalla battigia e programmi ecosostenibili – i due testi siano praticamente coincidenti, per cui è difficile immaginare un Soru paladino dell’intangibilità integrale – cosa da lui giustamente negata – e io fautore dell’edificazione incontrollata – facilmente smentibile a una semplice lettura dei due testi, che di fatto smentiscono l’esistenza di una dicotomia su questi punti».
    Cosa pensa della proposta di legge elaborata da alcuni consiglieri del Pd? Le piace? In cosa differisce da quella della giunta?
    «Come già chiarito, i due testi coincidono sui temi maggiormente discussi. La proposta dei consiglieri Pd, alla ricerca di un comprensibile desiderio di semplificazione, punta a eliminare molti punti importanti relativi ai meccanismi per la riduzione del consumo di suolo che sono assegnati a norme di rango inferiore come le direttive di giunta. Personalmente ritengo che questi aspetti meritino invece un rango normativo di legge poiché, se non esplicitati, lasciano adito a interpretazioni e a incertezza da parte di cittadini e funzionari».
    Ma il nodo tra Ppr e nuova legge è sui 300 metri? Cosa si potrà fare con la nuova legge che era vietato dal Ppr?
    «Nulla di nuovo, se non il superamento del vuoto normativo tra il tempo scaduto delle procedure d’intesa e l’adeguamento dei Puc al Ppr, adeguamento i cui tempi previsti dal Ppr si sono rivelati ottimistici, e non per cattiva volontà delle amministrazioni locali. In pratica si consente di poter fare quello che era già consentito attraverso le procedure di intesa previste dal Ppr e l’adeguamento dei Puc al Ppr».
    Qual è la filosofia della nuova legge urbanistica?
    «Attuare quanto previsto dall’articolo 133 del Codice Urbani, coniugando la tutela ambientale e paesaggistica con lo sviluppo socio-economico, consentendo al Ppr di uscire dalla fase transitoria ed entrare in quella, prevista dai suoi principi generali della rispettosa valorizzazione del paesaggio. Allo stesso tempo, introdurre meccanismi per la riduzione del nuovo consumo di suolo, in ambito urbano e agricolo.

  9. Mara
    luglio 20, 2017 alle 4:22 pm

    Adesso la “valorizzazione” è diventata virtuosa. Banda di sciacalli.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: