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Fari sulle coste della Sardegna ai privati, ma per fare che cosa?


Domus de Maria, faro di Capo Spartivento (prima della “trasformazione”)

Nel 2014, dopo una lunga preparazione, l’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna avviava un processo per un nuovo futuro dei Fari e Semafori lungo le coste dell’Isola.  

Si trattava di un piano di recupero e valorizzazione (allegato 1 e allegato 2) connesso al progetto di cooperazione transfrontaliera MED-PHARES, finanziato con fondi comunitari, chiamato a delineare – per la prima volta su scala internazionale – le strategie per conservare, recuperare e valorizzare i fari e le stazioni semaforiche del Mediterraneo.

Da anni ormai l’Agenzia della Conservatoria delle Coste è stata posta in stato catalettico dall’Amministrazione regionale Pigliaru per motivi sconosciuti ai più.

Adesso la Regione autonoma della Sardegna vuole affittare quei fari e semafori e ulteriori altri[1] in accordo con l’Agenzia del Demanio.

Con quali finalità?   Con quali prospettive?   Quali sono tempi, criteri e garanzie per il pubblico uso delle aree?

La necessaria trasparenza è d’obbligo.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus si premurerà di appurare se sia stata fatta per i fari e i semafori oggetto del prossimo bando la prescritta verifica dell’interesse culturale (artt. 12 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) da parte degli Organi competenti del Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo, curiosamente non compreso nella procedura ora avviata.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Calasetta, il Faro di Mangiabarche (foto di Nicola Friargiu)

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna, 27 giugno 2017

10 fari a bando per il recupero e riuso. Pigliaru: beni a nuova vita per creare valore.

“La Regione possiede beni di grande valore: vogliamo metterli in grado di creare reddito e occupazione”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di vederli trasformati spesso in ruderi abbandonati.

CAGLIARI, 27 GIUGNO 2017 – Dieci fari tra i più noti della Sardegna, in zone di particolare rilievo paesaggistico ed ambientale e di grande potenzialità turistiche, saranno dati in locazione o in concessione per essere oggetto di interventi di restauro e riutilizzo. All’interno di una visione che promuove, in sinergia tra diversi livelli amministrativi e con il coinvolgimento dei privati, la piena valorizzazione degli immobili esistenti, la Regione e l’Agenzia del Demanio, per la prima volta in Italia, in un rapporto di proficua collaborazione, elaboreranno congiuntamente un bando che riguarderà ben 10 tra fari e stazioni semaforiche: 9 regionali e uno ancora in capo allo Stato.
“La Regione possiede beni di grande valore: vogliamo metterli in grado di creare reddito e occupazione”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di vederli trasformati spesso in ruderi abbandonati. “Siamo determinati a metterli a disposizione – ha concluso il presidente Pigliaru -, e nel caso dei fari ci siamo riusciti grazie ad un importante lavoro di squadra e alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, che ci permette di raggiungere una maggiore e immediata visibilità internazionale”.
La Giunta, su proposta dell’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu e di concerto con gli assessori della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano e del Turismo Barbara Argiolas, ha infatti dato mandato all’Assessorato degli Enti locali di stipulare un accordo di collaborazione con l’Agenzia del Demanio per la predisposizione e attuazione degli atti esecutivi del Progetto Orizzonte Fari, in attuazione del Programma integrato di valorizzazione dei compendi costieri, predisposto dalla Conservatoria delle Coste della Sardegna e approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 19/45 del 14 maggio 2013.

Asinara, Faro Punta Scorno (Sardegna Digital Library)

Il Programma integrato di valorizzazione include i seguenti fari e stazioni semaforiche:
– vecchio faro di Razzoli (La Maddalena);
– faro di Punta Filetto – Isola di Santa Maria (La Maddalena);
– ex stazione di vedetta di Marginetto (La Maddalena);
– ex faro di Capo d’Orso (Palau);
– ex stazione segnali di Capo Sperone (Sant’Antioco);
– ex stazione semaforica di Capo Ferro (Arzachena);
– ex stazione di vedetta di Capo Fìgari (Golfo Aranci);
– ex stazione segnali di Punta Falcone (Santa Teresa Gallura);
– ex stazione semaforica di Punta Scorno (Isola dell’Asinara);
– faro di Capo Comino (Siniscola), ancora in capo allo Stato.
Il restauro degli edifici esistenti è consentito negli ambiti di paesaggio costieri. Eventuali modifiche alle disposizioni contenute negli strumenti urbanistici comunali possono essere apportate attraverso specifiche varianti, anche per interventi di riuso e trasformazione a scopo turistico-ricettivo degli immobili.
“La Regione possiede beni di grande valore e vogliamo metterli in grado di creare reddito ed occupazione”, spiega il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Siamo ben consapevoli che giocare questa partita significa dover affrontare complessità burocratiche e contenziosi, ma non si può continuare a tenerli bloccati come è stato fatto per troppo tempo, con il risultato di trasformarli spesso in ruderi abbandonati. Facciamo la nostra parte mettendoli a disposizione perché, nel rispetto delle regole, tornino a nuova vita e vengano resi produttivi. Siamo determinati ad andare avanti in questa direzione”, conclude il presidente PIgliaru. “Nel caso dei fari ci siamo riusciti grazie ad un importante lavoro di squadra e alla collaborazione con l’Agenzia del Demanio, che ci permette di raggiungere una maggiore e immediata visibilità internazionale”.
“I fari e le stazioni semaforiche – sottolinea l’assessore Erriu – sono collocati in promontori o piccole isole, in zone dichiarate di pubblico interesse, talvolta all’interno di Parchi e riserve nazionali o regionali oppure di aree marine protette e di siti di interesse comunitario. Sono immobili di proprietà pubblica, dunque soggetti a vincolo storico-culturale. Anche le norme tecniche di attuazione del Piano Paesaggistico Regionale, nel riconoscere alla rete infrastrutturale storica la natura di bene identitario, ricomprendono fanali e fari, che devono essere oggetto di interventi di valorizzazione e riuso nel contesto dei circuiti di fruizione del paesaggio. Con il coinvolgimento degli imprenditori privati e delle amministrazioni locali su cui questi beni ricadono, valuteremo i progetti più ambiziosi che contribuiscano al rilancio economico e turistico dei territori, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Abbiamo voluto impostare un approccio unitario di questa materia, per costruire un circuito di fruizione dei paesaggi costieri in maniera integrata”, spiega Erriu. “Per questo motivo stipuleremo un accordo di collaborazione con l’Agenzia del Demanio, che di recentemente ha dato vita al Progetto Valore Paese Fari, il quale punta alla promozione di una rete nazionale dedicata ad una forma di turismo sostenibile, legata alla cultura del mare e dell’ambiente mediterraneo. Tale accordo consentirà di utilizzare un unico modello gestionale nella ricerca dei migliori aggiudicatari per una valorizzazione del patrimonio costiero inclusiva”.

S. Antioco, Capo Sperone, ruderi del Semaforo

“Questa iniziativa è perfettamente in linea con le nostre politiche ambientali – afferma l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano -. Naturalmente i bandi selezioneranno progetti vincenti, cioè rispettosi di tutti i principi della sostenibilità sia nel restauro che nella fruizione delle aree. Negli atti di concessione dovranno infatti essere contemplati impatti ambientali minimizzati, compresa la gestione dei rifiuti, e dovranno essere definiti alti standard di qualità ambientale per la fruizione dei beni resi accessibili, specialmente in quelli situati nei parchi nazionali e nelle aree marine protette”.
“Si tratta – dice l’assessora del Turismo Barbara Argiolas – di strutture inserite in scenari di grande pregio che avranno nuova vita e potranno essere valorizzate, sempre nel rispetto di quel modello di sviluppo sostenibile che questa amministrazione sta portando avanti. Riteniamo che questa seconda vita dei fari ci aiuterà a rendere più ampia anche la nostra offerta di qualità. In tutto il mondo le vecchie torri costiere di segnalazione, quelle ancora operative e quelle dismesse, sono sempre più spesso oggetto di riconversioni e soddisfano target di turisti sensibili alla salvaguardia del paesaggio e ad alta capacità di spesa”.

In allegato le slide della presentazione del progetto Orizzonte Fari.

 

__________________

[1] – vecchio faro di Razzoli (La Maddalena);
– faro di Punta Filetto – Isola di Santa Maria (La Maddalena);
– ex stazione di vedetta di Marginetto (La Maddalena);
– ex faro di Capo d’Orso (Palau);
– ex stazione segnali di Capo Sperone (Sant’Antioco);
– ex stazione semaforica di Capo Ferro (Arzachena);
– ex stazione di vedetta di Capo Fìgari (Golfo Aranci);
– ex stazione segnali di Punta Falcone (Santa Teresa Gallura);
– ex stazione semaforica di Punta Scorno (Isola dell’Asinara);
– faro di Capo Comino (Siniscola), ancora in capo allo Stato.

 

Domus de Maria, faro di Capo Spartivento (prima della trasformazione)

(foto Nicola Friargiu, da Sardegna Digital Library, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. giugno 28, 2017 alle 2:52 pm

    da Sardinia Post, 27 giugno 2017
    Dieci fari in cerca di identità: primo bando entro l’anno, servono 13 milioni: http://www.sardiniapost.it/economia/dieci-fari-cerca-identita-primo-bando-entro-lanno-servono-13-milioni/

  2. giugno 28, 2017 alle 5:38 pm

    chi fa proposte del genere non conosce che cosa sono e dove sono i piccoli bunker militari dismessi. Provino a fare qualsiasi “struttura ricettiva” in 10-20 metri quadri coperti…

    A.N.S.A., 28 giugno 2017
    In Sardegna B&B nei bunker militari
    Piccole locande, bar e Spa riqualificando 500 fortini militari: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/06/28/in-sardegna-bb-nei-bunker-militari_70a82b0b-84bb-4a59-a03e-b5a925b411f2.html

  3. Porico
    giugno 28, 2017 alle 8:02 pm

    Non conosco il bando ma non mi fido dell’Agenzia del Demanio , ancor meno della Regione Sardegna la quale, tra i fiumi di denaro buttati via , non ha mai stanziato un centesimo per il recupero di questo patrimonio . A tale proposito viene in mente la frase di Winston Curchill in risposta al ministro della guerra il quale, in un momento difficile con Londra sotto le bombe Naziste, chiedeva maggiori risorse a scapito dei finanziamenti alla cultura ” e allora per cosa combattiamo” gli rispose.
    Mi viene pure in mente la vicenda della torre costiera di porto Budel ,in Teulada. Un privato si impadronì della torre con artefici catastali. La torre e il terreno attorno sono del Demanio dello Stato -Ramo Marina (inusucapibile) . L’Agenzia del Demanio , sensibilizzata al problema , non mosse un dito per cancellare l’intestazione fasulla posta su dal privato. Fu proprio l’Agenzia delle Coste che riuscì a riportare la storica torre in alveo pubblico. Le solite alchimie fecero in modo di “dimenticarsi” il mappale di terreno attorno alla torre, sempre di proprietà demaniale e senza il quale la torre non può essere raggiunta. Lo stesso mappale venne poi inserito dai privati in un progetto immobiliare di ampio respiro avviato dal solito Tonino .
    Non conosco esattamente il Bando ma so con certezza che il privato farà il suo esclusivo interesse e non certo quello più esteso del popolo Sardo.
    Documenti a disposizione, nel caso possano interessare a qualcuno . info: ricevendomi@tiscali.it

  4. giugno 29, 2017 alle 3:01 pm

    da Ad Maiora Media, 28 giugno 2017
    REGIONE, Fari sulle coste a bando. Cappellacci: “Calate le braghe con lo Stato”. Grig: “Ai privati per fare che cosa?”: http://sardegna.admaioramedia.it/regione-fari-sulle-coste-a-bando-cappellacci-calate-le-braghe-con-lo-stato-grig-ai-privati-per-fare-che-cosa/

  5. Porico ,bis
    giugno 29, 2017 alle 7:21 pm

    ed ancora: La Nuova Sardegna 29.06.17 pg.27. Dice il Sindaco di Golfo Aranci che quel Comune ha provato più di una volta a chiedere il semaforo di Capo Figari ma non ha mai avuto risposta. Ora ,in un clima di saldi dei beni dell’ex stato Italiano, lo si concede a privati per 50 anni. Non ho grandi capacità espressive con la scrittura ma vorrei far almeno intuire un semplice concetto : si antepone l’interesse privato a quello identitario.
    Sono i tempi . Gli amministratori di oggi (i Politici scomparvero tempo addietro)- possiedono mentalità commerciale ,bottegaia . pg.26 stesso giornale succitato “la Regione vende Surighedu e Mamuntana ” un’altra perla pubblica . Si vendono beni pubblici come se non appartenessero a nessuno. Sono falene con breve vita e cercano di prendere quello che possono.
    Scusate ,vado ancora con Sir Winston .. ” il politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alle prossime generazioni “

  6. giugno 30, 2017 alle 7:30 am

    Ma allora come si è arrivati alla cessione del faro di Capo Spartivento per farci un resort per pochi ultra ricchi del mondo?

    • Francesco
      giugno 30, 2017 alle 11:23 am

      Semplice: trattasi di compagno comunista -massone.

  7. settembre 27, 2017 alle 4:47 pm

    A.N.S.A., 27 settembre 2017
    Regione-Demanio per valorizzazione fari.
    Pigliaru, “turismo più di qualità e meno di quantità”: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/09/27/regione-demanio-per-valorizzazione-fari_aba1565b-33fc-4ccb-9790-bcb8179cbb64.html

    _____________

    da Sardinia Post, 27 settembre 2017
    Valorizzazione di fari e vecchie stazioni di vedetta, intesa tra Regione e Demanio: http://www.sardiniapost.it/politica/valorizzazione-fari-vecchie-stazioni-vedetta-intesa-regione-demanio/

  8. settembre 28, 2017 alle 2:52 pm

    dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna
    Accordo Regione-Agenzia Demanio per valorizzazione Fari ed avvio progetto “Cammini e Percorsi”.
    Due gli obiettivi dell’Accordo: la valorizzazione del patrimonio marittimo-costiero della Sardegna, nell’ambito del progetto nazionale Valore Paese-Fari, Torri ed Edifici costieri e del programma regionale Orizzonte_Fari, e l’adesione al progetto Cammini e Percorsi per il recupero degli immobili pubblici prossimi ai percorsi ciclopedonali ed ai cammini religiosi. (http://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=348104&v=2&c=3696&t=1)

    CAGLIARI, 27 SETTEMBRE 2017 – Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, questa mattina hanno presentato l’Accordo di collaborazione operativa sottoscritto oggi a Villa Devoto. Due gli obiettivi dell’Accordo: la valorizzazione del patrimonio marittimo-costiero della Sardegna, nell’ambito del progetto nazionale Valore Paese-Fari, Torri ed Edifici costieri e del programma regionale Orizzonte_Fari, e l’adesione al progetto Cammini e Percorsi per il recupero degli immobili pubblici prossimi ai percorsi ciclopedonali ed ai cammini religiosi.
    La Regione individua in tal modo modalità operative e tempistiche per dare concreta attuazione al programma Orizzonte_Fari, deliberato dalla Giunta lo scorso mese di giugno, volto al recupero ed alla valorizzazione di una serie di edifici costieri di particolare pregio storico, artistico e paesaggistico, come i primi dieci fari inseriti nel programma. La riqualificazione e il riutilizzo di questi beni, che si vuole mettere nelle condizioni di creare reddito e occupazione, consentiranno di sviluppare attività turistico, ricettive e museali in luoghi di straordinaria bellezza. Con l’adesione al Progetto Cammini e Percorsi, di cui la Regione curerà la cabina di regia, la Giunta mira invece a riqualificare gli immobili di proprietà pubblica prossimi ai cammini religiosi e alle ciclovie, per creare attività a servizio del cosiddetto turismo lento e per la riscoperta del territorio, in particolare nelle zone interne. Il Progetto esalterà, completandola, l’altra iniziativa strategica della Regione connessa alla realizzazione delle ciclovie turistiche (1.230 km dislocati in tutta l’Isola), creando i servizi per il cicloturista.
    “Non possiamo permettere che luoghi di tale suggestione rischino il degrado. Al contrario, vogliamo che contribuiscano alla ricchezza della nostra regione trovando nuova vita in un contesto volto a preservare la bellezza ambientale, che è poi ciò che dà il valore”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru, sottolineando “l’attrazione che esercitano verso un turismo molto interessato alla qualità. Chi arriva in Sardegna richiamato dal fascino dei fari e dallo straordinario paesaggio in cui sono calati – ha proseguito il presidente Pigliaru – è certamente un turista particolarmente attento e deve poter trovare dei percorsi mirati a far scoprire anche la bellezza altrettanto importante e densa delle zone più interne. Per questo abbiamo voluto unire in uno stesso discorso l’adesione al progetto Cammini e Percorsi, che si andrà ad interfacciare con altre iniziative volute da questa Giunta: i cammini storico-religiosi e le ciclovie turistiche. È la connessione di tutti questi elementi che consente la crescita ed è la declinazione, nel caso specifico, di una visione generale: diffondere un benessere basato su ciò che abbiamo di diverso, sulle nostre bellezze, sulle nostre qualità paesaggistiche, culturali, enogastronomiche”.
    “Si tratta – ha commentato il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi – di una solida collaborazione, quella che l’Agenzia del Demanio sta portando avanti con la Regione Sardegna. La condivisione del programma Orizzonte_Fari ne è un esempio, conferma la volontà comune di voler rafforzare una gestione integrata del patrimonio immobiliare pubblico che sia capace di rigenerare le numerose strutture costiere presenti nell’Isola, creando occasioni di sviluppo per l’economia e per il turismo. L’Agenzia ha già infatti ottenuto ottimi risultati con il progetto nazionale Valore Paese Fari, che in soli due anni ha assegnato ben 24 edifici costieri. Proprio la prossima settimana presenteremo il nuovo bando con nuovi beni distribuiti in tutta Italia. Siamo orgogliosi di ampliare questa rete mettendo a disposizione il nostro know-how per creare un dialogo aperto e diretto con il territorio. La Sardegna rappresenta già uno dei circuiti turistici più esclusivi del nostro Paese e grazie alla riqualificazione di queste strutture costiere e di altri beni situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi, inseriti nel progetto Cammini e Percorsi, sarà possibile attrarre ulteriori investitori nazionali ed internazionali”.
    “Entro l’anno – ha precisato l’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu – saranno pronti i bandi di gara per la concessione di valorizzazione dei dieci fari, per una durata massima di 50 anni sino al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario degli investitori pubblici o privati. I fari di tutto il mondo evocano grandi suggestioni e questa tipologia di beni vanta uno straordinario appeal anche nei confronti degli investitori. La priorità sarà data ai progetti più ambiziosi che contribuiscano al rilancio economico e turistico dei territori, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Con il Progetto Cammini e Percorsi, invece, puntiamo a riqualificare quei beni in prossimità di ciclovie e cammini storico-religiosi per fornire servizi di sosta, permanenza, svago e relax al camminatore, al pellegrino ed al ciclista, in un’ottica che tenda alla destagionalizzazione dell’offerta turistica. In questo caso i beni, costituiti per lo più da costruzioni tipiche della tradizione locale o dei sistemi a rete (case cantoniere, caselli idraulici e piccole stazioni, che saranno individuati entro la fine dell’anno) potranno essere assegnati a titolo gratuito con procedure ad evidenza pubblica in favore di imprese, cooperative ed associazioni costituite in prevalenza da giovani sotto i quarant’anni. Sarà prezioso l’apporto dei Comuni che vorranno aderire al progetto e che metteranno a disposizione gli immobili di loro proprietà. Questo format sarà utilizzato anche in analoghe procedure di concessione di valorizzazione di altri beni immobili di proprietà della Regione”.

    * Video sui 10 fari oggetto dell’accordo: http://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=348107&v=2&c=3696&t=1

    * Presentazione “Progetto Orizzonte Fari”: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_50_20170927175717.pdf

    * http://www.regione.sardegna.it/j/v/2568?s=348104&v=2&c=3696&t=1: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_50_20170927175749.pdf

    ___________________

    A.N.S.A., 27 settembre 2017
    Sardegna-Demanio per valorizzazione fari. Pigliaru, “turismo più di qualità e meno di quantità”: http://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/regione/sardegna/2017/09/27/sardegna-demanio-per-valorizzazione-fari_0854fdb7-5082-4a88-b542-8a9b0965e681.html

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