Nuova vita per fari e semafori nel Mediterraneo.


Calasetta, il Faro di Mangiabarche (foto di Nicola Friargiu

Calasetta, il Faro di Mangiabarche (foto di Nicola Friargiu)

Riceviamo dall’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna e pubblichiamo volentieri.

Un’inizio di vita nuova per Fari e Semafori lungo le coste del Mediterraneo?

Speriamo che sia così!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus 

Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)

Gabbiano reale mediterraneo (Larus michahellis)

Al via le attività del progetto MED-PHARES guidato dalla Conservatoria delle coste

Nuova vita per i fari e le stazioni semaforiche del Mediterraneo

Si è dato avvio, con i lavori del 1° Comitato di Pilotaggio, al progetto di cooperazione transfrontaliera MED-PHARES, chiamato a delineare – per la prima volta su scala internazionale – le strategie per conservare, recuperare e valorizzare i fari e le stazioni semaforiche del Mediterraneo.

Un’occasione davvero imperdibile per la Sardegna, che consentirà di tutelare e restituire alle comunità locali un cospicuo patrimonio costiero, un tempo prezioso supporto ai naviganti e fondamentale presidio difensivo, domani fattore di sviluppo per il territorio”. Presenta così il progetto Alessio Satta, Direttore Conservatoria delle coste della Sardegna, al termine del sopralluogo tecnico presso i fari del sud Sardegna, alla presenza del Conservatoire du Littoral et des Rivages Lacustres, in rappresentanza del Governo francese.

Prende finalmente corpo, dunque, il Programma Integrato di Valorizzazione, che fa seguito alla Deliberazione della Giunta Regionale n. 19/45 del 14/05/13, con cui sono state affidate alla Conservatoria delle coste quindici aree di conservazione costiera di proprietà regionale.

Il progetto è finanziato dall’Unione Europea tramite lo “Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato” del bacino del Mediterraneo (ENPI CBC MED), con un contributo di 1.770.460 euro.

Sardegna, costa meridionale

Sardegna, costa meridionale

Un parternariato internazionale

L’occasione è ancor più importante se si considera che la Conservatoria delle coste, nel ruolo di capofila del progetto, guida un parternariato qualificato dalla presenza del Conservatoire du Littoral et des Rivages Lacustres, storico punto di riferimento a livello internazionale in tema di politiche per la conservazione delle coste, oltre che dall’Agence de Protection et d’Aménagement du Littoral in rappresentanza del Governo tunisino, dalla Société pour la Protection de la Nature au Liban e dalla città di Tyr.

Domus de Maria, faro di Capo Spartivento (prima della "trasformazione")

Domus de Maria, faro di Capo Spartivento (prima della “trasformazione”)

Le tappe principali

–          Una fase di studio e catalogazione dei siti costieri del Mediterraneo, caratterizzati dalla presenza di fari e stazioni semaforiche, darà il via alla riscoperta di una risorsa, per troppo tempo nascosta o dimenticata, su cui fondare una strategia di crescita sostenibile, che affidi alle coste un ruolo da protagonista.

–          La Conservatoria delle coste e i suoi partner guideranno l’ambizioso processo volto a creare una rete internazionale di fari e stazioni semaforiche, chiamata a raccontare la millenaria storia dei popoli del Mediterraneo, tenendo vivi i suoi miti e le sue leggende.

–          Il passaggio cruciale, vero e proprio cuore di MED-PHARES, sarà il percorso di confronto fra cittadini e istituzioni, volto a disegnare le ipotesi per le nuove destinazioni d’uso e le strategie di sviluppo di nove siti “pilota”, in cui condurre gli interventi di recupero e valorizzazione.

I territori coinvolti

In Sardegna le attività di progetto interesseranno il faro e la stazione di segnalazione di Sant’Elia a Cagliari, i fari e i semafori delle isole di Sant’Antioco e Asinara.

In Francia le azioni pilota riguarderanno il semaforo di La Mortella, il faro di La Pietra (entrambi in Corsica), e il faro di Grand Rouveau (Provenza-Alpi-Costa Azzurra), mentre in Tunisia i semafori delle isole di La Galite e di Zembra e Zembretta ed in Libano il faro della città di Tyr.

 

Descrizione sintetica dei siti pilota della Sardegna

Cagliari, Faro di Cala Mosca

Cagliari, Faro di Cala Mosca

Stazione Segnali di Capo Sant’Elia, Cagliari

Sita in località Calamosca, a Cagliari, era una torre di avvistamento e difesa leggera.

Costruita nel 1638, tra le più grandi in Sardegna, deve il suo nome a un ingegnoso dispositivo di segnalazione che le permetteva la comunicazione con il Castello di Cagliari, oltre che con quasi tutte le torri del Golfo di Cagliari, tranne le torri del Poetto, di Mezza Spiaggia, di Carcangiolas e di Foxi.

Divenuta caserma, la torre è rimasta sempre in uso e si presenta complessivamente in ottimo stato, fatta eccezione per un trascurabile degrado delle superfici.

L’immobile è di proprietà del Demanio dello Stato ed è in uso al Ministero della Difesa (Marina ed Esercito). Allo stato attuale il piano terra della torre e le pertinenze sono abitate da quattro famiglie, che pagano regolare canone annuale alla Marina Militare.

Sono in corso le attività per l’anticipata consegna del cespite alla Regione Sardegna in attuazione del Protocollo d’Intesa del 07.03.2008.

S. Antioco, Capo Sperone, ruderi del Semaforo

S. Antioco, Capo Sperone, ruderi del Semaforo

Stazione Segnali di Capo Sperone, Sant’Antioco

Realizzato nel 1886, la Stazione Segnali di Capo Sperone non ha subito notevoli modifiche nel tempo, mantenendo così quasi per intero la sua fisionomia originaria. È un edificio di pianta longitudinale su due livelli con torretta, il cui prospetto nord è di disegno vagamente classicheggiante, mentre quello sud ricorda la prua di un’imbarcazione.

La Stazione semaforica è inattiva dal 1958, mentre il trasferimento alla Regione Sardegna risale al 2008.

L’impianto murario è realizzato con conci di pietrame della zona (basalto), Il manufatto, attualmente in disuso, si trova in uno stato di degrado avanzato e per un nuovo utilizzo è necessaria la ristrutturazione.

Asinara, Faro Punta Scorno (Sardegna Digital Library)

Asinara, Faro Punta Scorno (Sardegna Digital Library)

Stazione Semaforica di Punta Scorno, Isola dell’Asinara

La Stazione semaforica di Punta Scorno, il cui periodo di edificazione risale al 1890, è costituita da tre corpi di fabbrica: il semaforo vero e proprio, un piccolo manufatto presumibilmente utilizzato in periodo bellico come deposito munizioni e un alloggio destinato al Capoposto.

L’immobile è stato dismesso nel 1965, per poi essere trasferito alla Regione Sardegna nel 2004.

In seguito alla dismissione, l’edificio non ha subito interventi di restauro o ripristino: attualmente è in pessimo stato di manutenzione e conservazione e, nelle condizioni in cui versa, non è fruibile.

 

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

(foto Nicola Friargiu, Sardegna Digital Library, S.D. archivio GrIG)

  1. Misterkappa
    aprile 30, 2014 alle 5:34 PM

    Bel post, mi piace! 🙂

  2. gennaio 14, 2016 alle 5:43 PM

    da Il Corriere della Sera, 14 gennaio 2016
    Fari d’Italia in affitto: è boom di offerte.
    Undici le costruzioni costiere messe a bando dal Demanio, 39 le proposte arrivate. Il più ambito è quello di Maiori. Nessuna offerta per Isola Capo Rizzuto. (Carlotta De Leo): http://roma.corriere.it/cronaca/cards/fari-d-italia-affitto-boom-offerte/vendita-fari-piu-belli_principale.shtml

  3. luglio 28, 2016 alle 2:48 PM

    da Il Fatto Quotidiano, 27 luglio 2016
    Demanio, nuova vita per fari, torri ed edifici costieri. A settembre il bando per 20 beni dello Stato.
    Le dimore storiche, attualmente abbandonate, potranno essere trasformate in hotel e resort di lusso. E’ la seconda iniziativa che va in questa direzione. Nel 2015, 9 fari su 11 sono stati assegnati provvisoriamente e hanno già generato 340mila euro di introiti e 100 nuovi posti di lavoro: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/27/demanio-nuova-vita-per-fari-torri-ed-edifici-costieri-a-settembre-il-bando-per-20-beni-dello-stato/2938162/

    ________________________

    da La Stampa, 27 luglio 2016
    In Italia 20 fari possono essere affittati dai privati.
    Il Demanio conferma il progetto che dà in concessione fino a 50 anni gli edifici costieri. L’obiettivo? Salvarli dal degrado sviluppando nuovi progetti turistici: http://www.lastampa.it/2016/07/27/italia/cronache/in-italia-fari-possono-essere-affittati-dai-privati-kxurVFgxjiQpcMJOwxteLK/pagina.html

  1. luglio 20, 2014 alle 1:37 PM

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