Non devono essere i cittadini a pagare i danni degli inquinatori.


La sorgente del Cartaro è la fonte di approvvigionamento di acqua potabile più grande di tutto l’ATO Nord Toscana comprendente le province di Massa-Carrara, Lucca e Pistoia.

Tale sorgente nasce sulle Alpi Apuane a ridosso di alcune cave di marmo.

Tale attività è oramai riconosciuta  come estremamente impattante dal punto di vista ambientale e il residuo di lavorazione di taglio dei blocchi, la polvere di tale operazione, non viene recuperata quasi per niente e si disperde nelle tipiche fratture carsiche di queste montagne e non viene raccolta adeguatamente neppure quella che si accumula sui piazzali di lavorazione.

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d'acqua

Alpi Apuane, marmettola cementata in un corso d’acqua

Questo comporta la formazione di una sorta di fango, la marmettola, e il conseguente inquinamento della falda che interessa anche la sorgente di approvvigionamento del Cartaro: per rendere bevibile tale acqua la società interamente pubblica (Gaia s.p.a.), che gestisce il servizio idrico, ha dovuto mettere in piedi un sistema di filtraggi particolare che richiede una manutenzione importante quantificabile in un costo di circa 300’000 euro l’anno.

Tale costo ricade, per la normativa nazionale vigente, nelle bollette dei cittadini.

Alpi Apuane, marmettola in un corso d'acqua

Alpi Apuane, marmettola in un corso d’acqua

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha provveduto (6-7 aprile 2016) a segnalare i maggiori costi della potabilizzazione alla Procura regionale della Corte dei conti per la Toscana.

Riteniamo che, essendo individuabile la fonte di inquinamento, non debbano essere i cittadini a pagare per la gestione, ordinaria e straordinaria, di tale impianto ma chi tale inquinamento lo produce.
Pertanto abbiamo lanciato una petizione affinchè si trovino le soluzioni normative e regolamentari per caricare i costi dell’inquinamento su chi tale inquinamento produce e non sulle bollette dei cittadini che già oggi, per il perverso sistema di determinazione della tariffa, sono chiamati a pagare salatamente l’acqua che quotidianamente sgorga dai loro rubinetti.
Nel video l’acqua imbiancata dalla polvere di marmo che sta entrando nell’impianto di captazione dell’acquedotto.
Nicola Cavazzuti, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – presidio Apuane
anatre_in_voloPer firmare la petizione:

(foto F.L., archivio GrIG)
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