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Quando Davide batte Golia: la storia dei Sioux e dell’oleodotto Dakota Access.


Proteste contro oleodotto Dakota Access

Proteste contro oleodotto Dakota Access

La storia è semplice, uguale a milioni di altre vicende nel mondo, sempre con gli stessi scenari: una potente multinazionale che intende realizzare un’opera grandiosa, promettendo migliaia di posti di lavoro e, allo stesso tempo, calpestando la dignità, la salute, la vita di una minoranza di cittadini.

In questo caso, si tratta di un oleodotto di oltre duemila chilometri, da realizzare nel North Dakota, South Dakota e Illinois, che in parte interessa anche la riserva indiana Standing Rock Indian Reservation , e mette a rischio le risorse idriche del territorio, oltre che i siti sacri ai Sioux.

Apparentemente, una battaglia persa in partenza, e invece la tenacia dei Sioux stavolta ha dato frutti inaspettati. Infatti, per ora l’opera è stata bloccata, perlomeno nel suo tracciato originario, e dovrà essere rimessa in discussione, tenendo in considerazione anche le esigenze delle popolazioni che vivono in quel territorio.

Una storia che dà speranza e, allo stesso tempo, ci ricorda che le battaglie si vincono solo con la tenacia, con la determinazione e con la fiducia.

Augh.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

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da Il Corriere della Sera, 5 dicembre 2016

USA, vincono i Sioux: l’esercito blocca l’oleodotto in North Dakota. Il genio militare decide di non autorizzare la costruzione dell’oleodotto nel territorio della riserva indiana di Standing Rock sotto il lago Ohae.

NEW YORK – La vittoria, dopo un braccio di ferro durato sei mesi, è arrivata di domenica sera: improvvisa, insperata, apparentemente totale. Incerto per mesi sul da farsi davanti alla protesta delle tribù indiane e degli ambientalisti che bloccano fin dalla tarda primavera il passaggio dell’oleodotto Dakota Access sotto il letto del fiume Missouri vicino alla riserva dei Sioux della tribù di Standing Rock, il corpo degli «Engineers» dell’Esercito Usa, praticamente il genio militare, ha deciso di non autorizzare la costruzione di questo controverso tratto dell’opera.

Il giudizio di Trump.

Decisione storica ma più politica che tecnica e, forse, reversibile: il 20 gennaio Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca. Uscirà di scena il presidente, Barack Obama, che in questi mesi ha più volte riconosciuto come valide le ragioni dei protagonisti della protesta. L’immobiliarista che un mese fa ha vinto le elezioni Usa ha, invece, già detto di essere favorevole al progetto dell’oleodotto che dovrebbe portare il greggio estratto nei giacimenti del bacino di Bakken all’estremo Nord americano, al confine col Canada, fin nel Texas e negli altri Paesi del profondo Sud e del Mid-West americano. Il genio militare, al quale spetta autorizzare anche alcune opere pubbliche civili, gode di ampia autonomia e ha accumulato un patrimonio di credibilità: difficile che Trump, appena insediato, cerchi di obbligare l’«Army Corps of Engineers» a cambiare rotta. Ma i tecnici dell’Esercito si sono lasciati una via d’uscita: hanno riconosciuto che il tracciato della pipeline avrebbe messo in pericolo le riserve d’acqua degli insediamenti della «nazione» indiana del North Dakota e invitato il consorzio che sta costruendo il gasdotto a cambiarne il percorso, riservandosi di riesaminare e approvare il progetto non appena sarà stato corretto.

Freddo in arrivo.

L’intervento dei militari arriva anche a scongiurare lo scontro tra manifestanti e forze dell’ordine che avevano dato un ultimatum (ignorato) agli occupanti di Camp Oceti Sakowin: avrebbero dovuto sgomberare entro lunedì tende e prefabbricati del villaggio dei ribelli che, tra l’altro, è stato edificato su un prato di proprietà pubblica. Appartiene proprio al genio militare. L’ordine di evacuazione è stato impartito alla fine della scorsa settimana e la motivazione, secondo il Pentagono, non era punitiva ma umanitaria: il campo è coperto di neve già da tempo, ma il «generale inverno» si affaccerà con tutta la sua forza proprio nei prossimi giorni, quando il termometro scenderà fino a meno 16 guardi. Ora non dovrebbe più esserci motivo per tenere in vita il “camp” della protesta difeso, a partire da due giorni fa, anche da migliaia di veterani. Gli ecologisti e le tribù cantano vittoria, ma non si nascondo il rischio di ulteriori ripensamenti del governo: questo significa che nelle prossime ore potremmo assistere a un’evacuazione spontanea, ma probabilmente un presidio resterà comunque in questa valle del North Dakota.

(foto da Il Corriere della Sera)

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  1. Carlo Forte
    dicembre 6, 2016 alle 12:24 pm

    A FORA SA NATO

  2. dicembre 6, 2016 alle 2:46 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 5 dicembre 2016
    Usa, la vittoria dei Sioux: l’oleodotto in North Dakota non passerà dalla loro riserva. Trump: “Deciderò io”.
    Dopo mesi di proteste arrivate fino a New York, L’Esercito Usa, che controlla parte della zona interessata, ha annunciato che non concederà all’azienda costruttrice il permesso di costruire. Ma “sulla sua realizzazione si dovrà pronunciare l’amministrazione Trump”, ha detto il portavoce del presidente eletto: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/05/usa-la-vittoria-dei-sioux-contro-loleodotto-in-north-dakota-lopera-non-passera-dalla-loro-riserva-foto/3239295/

  3. Terrae
    dicembre 10, 2016 alle 12:07 pm

    Trump farà costruire quell’oleodotto e non si farà scrupolo di far malmenare i manifestanti.

    L’uomo è troppo rozzo culturalmente per vedere orizzonti economici diversi da quelli che legano la potenza degli USA all’opulenza petrolifera.
    Gli Stati Uniti come un enorme e potentissimo motore diesel, pure inefficiente e assetato di gasolio, ma capace di spostare la Terra persino dalla propria orbita.

    Trump è la (vecchia) novità di cui si sarebbe voluto e potuto fare a meno; altro che la risposta popolare contro l’establishment.

    Comunque siamo dalla parte dei Sioux in difesa dell’acqua.

  4. febbraio 9, 2017 alle 4:33 pm

    A.N.S.A., 9 febbraio 2017
    Ricorso Sioux contro lavori oleodotto. ‘Violati i nostri diritti, rischio contaminazione acque’: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/02/09/ricorso-sioux-contro-lavori-oleodotto_9c02e00a-6a32-4e7c-b676-9a7529d05304.html

  5. marzo 10, 2017 alle 10:00 pm

    A.N.S.A., 10 marzo 2017
    Trump: capo Sioux, continuiamo protesta.
    Migliaia indiani manifestano davanti alla Casa Bianca: http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/03/10/trump-capo-sioux-continuiamo-protesta_ef5ff64e-38ff-427e-aab2-1a0509e162aa.html

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