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La strada litoranea di Putzu Idu (San Vero Milis, OR) non può esser destinata a veicoli e chioschi.


S. Vero Milis, lungomare, segnaletica verticale (luglio 2016)

S. Vero Milis, lungomare, segnaletica verticale, segnaletica orizzontale ondulata e chioschi in mezzo alla strada (luglio 2016)

“Quei chioschi non sono abusivi”, titola L’Unione Sarda nell’edizione del 15 settembre 2016 in riferimento alla vicenda della strada litoranea di Putzu Idu, “San Vero Milis, la Regione stronca l’iniziativa del Gruppo di Intervento Giuridico”, rincara La Nuova Sardegna nell’edizione del 16 settembre 2016.

Toni e modi piuttosto singolari per parlare di quanto ha risposto la Direzione generale dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (nota prot. n. 16352 dell’1 settembre 2016) alla richiesta di adozione degli opportuni provvedimenti, fra cui il sequestro preventivo, effettuata dall’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (10 agosto 2016) riguardo la  viabilità costiera sul cordone dunale che separa la spiaggia di Putzu Idu da Sa Salina Manna, zona umida retrostante sul litorale di San Vero Milis (OR), riaperta al traffico veicolare lo scorso luglio 2016.

L'Unione Sarda, 15 settembre 2016

L’Unione Sarda, 15 settembre 2016

La Direzione generale dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente ha, in sintesi, affermato:

* la strada litoranea di Putzu Idu esiste almeno dal 1968 (e chi lo nega? Prima era in fondo naturale, un po’ di anni fa è stata asfaltata), non rientra ma è contigua al sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)”.    Dobbiamo tener presente che anche gli interventi contigui ai siti della Rete Natura 2000 (S.I.C. e Z.P.S.) sono assoggettati alle procedure di valutazione di incidenza ambientale, come chiaramente affermato dalla stessa Regione autonoma della Sardegna[1];

* il piano di gestione del sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)”,  approvato con decreto assessoriale n. 26 del 28 febbraio 2008, non detta una prescrizione “specifica in relazione alla viabilità”, ma prevede (scheda VEF5) la realizzazione di “un collegamento Putzu Idu – Mandriola alternativo alla strada attualmente esistente al fine di porre le basi per la futura eliminazione della stessa” per ovviare allo specifico fattore di degrado ambientale rappresentato dall’“eccessivo traffico stradale lungo il sistema dunale che separa il mare dallo stagno di Sa Salina Manna”;

* in seguito a recente richiesta del Comune di San Vero Milis (nota prot. n. 4870 del 9 maggio 2016) “a seguito di difficoltà riscontrate nella attuazione immediata di tutte le azioni del PUL (piano di utilizzo dei litorali, n.d.r.)” e “considerato che … l’Amministrazione comunale non rinuncia alla volontà di  realizzare il progetto di riqualificazione  ambientale del sito in questione, ma lo subordina  alla predisposizione futura di un progetto integrato e unitario di riqualificazione di tutto il paraggio costiero della spiaggia … e del compendio umido retrostante, questo Assessorato ha espresso parere positivo con nota n. 10458 del 27 maggio 2016”.

San Vero Milis, Putzu Idu, viabilità e muretti lungo il cordone dunale

San Vero Milis, Putzu Idu, viabilità e muretti lungo il cordone dunale

In parole povere, l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente ha autorizzato la proposta di variante del P.U.L. esclusivamente per quanto di sua competenza, perché l’Amministrazione comunale di San Vero Milis continua a volere la realizzazione di “un collegamento Putzu Idu – Mandriola alternativo alla strada attualmente esistente al fine di porre le basi per la futura eliminazione della stessa” per ovviare allo specifico fattore di degrado ambientale rappresentato dall’“eccessivo traffico stradale lungo il sistema dunale che separa il mare dallo stagno di Sa Salina Manna”, seppure all’interno di un più ampio progetto di riqualificazione ambientale.

Dove sta scritto che “quei chioschi non sono abusivi” o dove sta qualsiasi “stroncatura” non si riesce a capire.

Ovviamente l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente ha autorizzato solo per quanto di sua competenza.

La Nuova Sardegna, 16 settembre 2016

La Nuova Sardegna, 16 settembre 2016

Rimane il resto.  E non è poco.

L’area appartiene al demanio civico (legge n. 1766/1923 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale n. 12/1994, dichiarazione con determinazione dirigenziale n. 275/2005 del 24 febbraio 2005), di San Vero Milis, è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 ei s.m.i.), nonché con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), ed è contigua al sito di importanza comunitaria (S.I.C.) Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)(direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.).

Lo stesso piano di gestione del sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)”,  approvato con decreto assessoriale n. 26 del 28 febbraio 2008, prevede (scheda VEF5) la realizzazione di “un collegamento Putzu Idu – Mandriola alternativo alla strada attualmente esistente al fine di porre le basi per la futura eliminazione della stessa” per ovviare allo specifico fattore di degrado ambientale rappresentato dall’“eccessivo traffico stradale lungo il sistema dunale che separa il mare dallo stagno di Sa Salina Manna”.

sabbia

sabbia

La sentenza 4 novembre 2015, n. 16 del Commissario per gli usi civici per la Sardegna ha ribadito chiaro e tondo che l’area occupata da strada e chioschi è a uso civico, quindi quantomeno i chioschi sono abusivi.

L’area dev’essere liberata da occupazioni e usi illegittimi, lo stabilisce la sentenza.

Eppure la strada – che di fatto continuava a esser percorsa dagli autoveicoli – è stata riaperta formalmente al traffico veicolare dal Comune di San Vero Milis (deliberazione Consiglio comunale n. 20 del 21 giugno 2016, ordinanza Comune S. Vero Milis – Area vigilanza n. 20 del 13 luglio 2016), in palese violazione della sentenza del Commissario per gli Usi Civici per la Sardegna n. 16 del 4 novembre 2015 con cui è stata riaffermata la natura demaniale civica delle aree.

Inoltre, la Regione autonoma della SardegnaServizio Tutela del Paesaggio di Oristano (note prot. n. 20539 del 24 maggio 2016 e prot. n. 28384 del 19 luglio 2016) ha definito chiaramente come solo parzialmente veritiero il contenuto della deliberazione Consiglio comunale n. 20 del 21 giugno 2016 per quanto concernente il proprio parere reso in sede di conferenza di servizi del 30 maggio 2016 che, secondo il Comune di S. Vero Milis, avrebbe dato luogo alla riapertura al traffico veicolare della strada in argomento. Non risultano poi rispettati i contenuti del vincolante parere paesaggistico (richiesta di relazioni scientifiche che possano superare i pareri in sede di P.U.C., P.U.L., V.A.S. che indicano nella presenza della strada l’aumento dell’erosione dell’arenile).   Analoga posizione è stata espressa dalla Regione autonoma della Sardegna – Servizio Demanio e Patrimonio di Oristano (nota prot. n. 31689 del 2 agosto 2016).

Quindi quantomeno non sussiste neppure un’autorizzazione paesaggistica.

Già una precedente azione legale ecologista (9 giugno 2016) aveva coinvolto le competenti strutture del Ministero dell’ambiente (Direzioni generali per le Valutazioni ambientali e per la Tutela della natura), del Ministero per i beni e attività culturali (Ministero e Soprintendenza cagliaritana), della Regione autonoma della Sardegna (Direzione generale della pianificazione, Servizio tutela della natura, Servizio valutazioni ambientali, Servizio tutela del paesaggio oristanese), il Comune di San Vero Milis. Ora sono stati informati la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano e il Commissariato per gli Usi Civici per la Sardegna, ai quali è stato chiesto di valutare l’opportunità di adottare provvedimenti di sequestro preventivo con l’indicazione di modalità d’uso della viabilità che non incrementino il fenomeno dell’erosione costiera.

L’obiettivo è quello del ripristino ambientale del cordone dunale, una scelta di civiltà e buon senso. E un po’ di trasparenza non guasta.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

______________________

[1]La verifica sulla necessità di effettuare la valutazione di incidenza è prevista anche per le iniziative che, pur ubicate all’esterno di siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale, producono i loro effetti all’interno di dette aree”. (vds. Parere relativo all’assoggettabilita’ alla valutazione di incidenza in https://www.regione.sardegna.it/j/v/48?s=1&v=9&c=64&c1=13257&idscheda=288804).

 

S.I.C. “Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)”, cartografia

S.I.C. “Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)”, cartografia

 

La Nuova Sardegna, 18 settembre 2016

La Nuova Sardegna, 18 settembre 2016

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    settembre 17, 2016 alle 8:58 am

    Mi spiace GRIG, resto del parere che tutta la vicenda sia assurda. E’ una strada costiera e il cordone dunale praticamente non esiste, i destini dell’umanità non cambieranno con il suo “ripristino” che richiederà decine di anni. Spostino i chioschi e vietino la sosta. C’est tout.
    In quanto ai giornali, niente di nuovo sotto al sole, distorcono costantemente i fatti ma per fortuna anche moltissimi lettori lo sanno.

    • settembre 17, 2016 alle 9:08 am

      infatti, cara Mara: spostare i chioschi, proibire il traffico veicolare, vietare la sosta sarebbe il primo grande passo verso il buon senso e la legalità. Qui, invece, finora il primo e unico passo é stato riaprire la strada mezzo ingombra da chioschi al traffico automobilistico…

      • Mara
        settembre 17, 2016 alle 4:03 pm

        Non vale, caro Stefano, proibire il traffico veicolare non l’ho detto. Sta proprio qui il mio dissenso, e l’ho ampiamente spiegato su altri post. Anch’io penso che si tratti di semplice buonsenso. In quanto alla legalità il fumo di sigaretta e il gioco d’azzardo sono legali….

      • Mara
        settembre 17, 2016 alle 4:06 pm

        P.S. Mi restituisci il bel colore azzurro-acqua? Quello marroncino è deprimente, o è forse un castigo? 🙂 🙂

  2. Riccardo Pusceddu
    settembre 17, 2016 alle 3:03 pm

    Per una volta che si e’ d’accordo a fare qualcosa nella direzione opposta a quella solita di distruggere anziche’ ripristinare! Le cattive consuetudini sono dure a morire.

  3. settembre 17, 2016 alle 4:31 pm

    Mara, a quali colori ti riferisci?

    • Mara
      settembre 17, 2016 alle 6:28 pm

      Al quadratino colorato che compare accanto al nome. Sono colori e disegni diversi per ciascuno.

  4. Carlo Forte
    settembre 18, 2016 alle 10:08 am

    Anche io vorrei il mio blu nel quadratino……

    • Mara
      settembre 18, 2016 alle 3:29 pm

      Hai ragione, quel verde acido non si adatta alla tua personalità! 🙂

  5. Genius Loci
    settembre 18, 2016 alle 5:00 pm

    Io vorrei invece un bel blu, un bel verde e tutti i colori dell’arcobaleno nel lungomare di Putzu Idu. Insomma luce, aria, vivibilità e legalità. Grazie!

  6. settembre 18, 2016 alle 5:46 pm

    ragazze e ragazzi di tutte le età, a chi fa da bravo regaliamo una bella palla gialla 😛

    • Mara
      settembre 18, 2016 alle 6:39 pm

      ah ah ah … giallo pazzia.

      • Riccardo Pusceddu
        settembre 19, 2016 alle 1:34 am

        Giallo invidia, una delle caratteristiche che ci contraddistingue, a noi sardi, hahaha.

  7. Carlo Forte
    settembre 19, 2016 alle 9:48 am

    Terrò il mio verde acido,come sempre dobbiamo adattarci al volere dei più forti….

  8. Carlo Forte
    settembre 19, 2016 alle 8:16 pm

    Non è che mi piaccia molto il rosso a questo punto mi tengo il verde acido……ciao Grig

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