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Chiesto il sequestro della strada litoranea di Putzu Idu (San Vero Milis, OR).


S. Vero Milis, lungomare, segnaletica verticale (luglio 2016)

S. Vero Milis, lungomare, segnaletica verticale (luglio 2016)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (10 agosto 2016) una specifica richiesta di adozione degli opportuni provvedimenti, fra cui il sequestro preventivo,  riguardo la  viabilità costiera sul cordone dunale che separa la spiaggia di Putzu Idu da Sa Salina Manna, zona umida retrostante sul litorale di San Vero Milis (OR), riaperta al traffico veicolare lo scorso luglio 2016.

L’area appartiene al demanio civico (legge n. 1766/1923 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928 e s.m.i., legge regionale n. 12/1994, dichiarazione con determinazione dirigenziale n. 275/2005 del 24 febbraio 2005), del centro del Sinis, è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 ei s.m.i.), nonché con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), e rientra nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)(direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.).

San Vero Milis, Putzu Idu, viabilità e muretti lungo il cordone dunale

San Vero Milis, Putzu Idu, viabilità e muretti lungo il cordone dunale

Lo stesso piano di gestione del sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)”,  approvato con decreto assessoriale n. 26 del 28 febbraio 2008, prevede (scheda VEF5) la realizzazione di “un collegamento Putzu Idu – Mandriola alternativo alla strada attualmente esistente al fine di porre le basi per la futura eliminazione della stessa” per ovviare allo specifico fattore di degrado ambientale rappresentato dall’“eccessivo traffico stradale lungo il sistema dunale che separa il mare dallo stagno di Sa Salina Manna”.

Eppure la strada – che di fatto continuava a esser percorsa dagli autoveicoli – è stata riaperta formalmente al traffico veicolare dal Comune di San Vero Milis (deliberazione Consiglio comunale n. 20 del 21 giugno 2016, ordinanza Comune S. Vero Milis – Area vigilanza n. 20 del 13 luglio 2016), in palese violazione della sentenza del Commissario per gli Usi Civici per la Sardegna n. 16 del 4 novembre 2015 con cui è stata riaffermata la natura demaniale civica delle aree.   Inoltre, la Regione autonoma della SardegnaServizio Tutela del Paesaggio di Oristano (note prot. n. 20539 del 24 maggio 2016 e prot. n. 28384 del 19 luglio 2016) ha definito chiaramente come solo parzialmente veritiero il contenuto della deliberazione Consiglio comunale n. 20 del 21 giugno 2016 per quanto concernente il proprio parere reso in sede di conferenza di servizi del 30 maggio 2016 che, secondo il Comune di S. Vero Milis, avrebbe dato luogo alla riapertura al traffico veicolare della strada in argomento. Non risultano poi rispettati i contenuti del vincolante parere paesaggistico (richiesta di relazioni scientifiche che possano superare i pareri in sede di P.U.C., P.U.L., V.A.S. che indicano nella presenza della strada l’aumento dell’erosione dell’arenile).   Analoga posizione è stata espressa dalla Regione autonoma della Sardegna – Servizio Demanio e Patrimonio di Oristano (nota prot. n. 31689 del 2 agosto 2016).

Mare

Mare

Già una precedente azione legale ecologista (9 giugno 2016) aveva coinvolto le competenti strutture del Ministero dell’ambiente (Direzioni generali per le Valutazioni ambientali e per la Tutela della natura), del Ministero per i beni e attività culturali (Ministero e Soprintendenza cagliaritana), della Regione autonoma della Sardegna (Direzione generale della pianificazione, Servizio tutela della natura, Servizio valutazioni ambientali, Servizio tutela del paesaggio oristanese), il Comune di San Vero Milis. Ora sono stati informati la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano e il Commissariato per gli Usi Civici per la Sardegna, ai quali è stato chiesto di valutare l’opportunità di adottare provvedimenti di sequestro preventivo con l’indicazione di modalità d’uso della viabilità che non incrementino il fenomeno dell’erosione costiera.

L’obiettivo è quello del ripristino ambientale del cordone dunale, una scelta di civiltà e buon senso.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

S.I.C. “Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)”, cartografia

S.I.C. “Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)”, cartografia

 

L'Unione Sarda, 12 agosto 2016

L’Unione Sarda, 12 agosto 2016

 

La Nuova Sardegna, 12 agosto 2016

La Nuova Sardegna, 12 agosto 2016

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    agosto 13, 2016 alle 7:45 am

    Mi dispiace, perché finora ho condiviso con voi il 99,99% delle battaglie. Ma questa la trovo ingiusta, eccessiva, inutile. Non è che vado al mare lì e voglio arrivarci comoda-comoda. E’ proprio una questione di buonsenso. Sono prese di posizione come questa che poi fanno odiare gli “ambientalisti”.

    • agosto 13, 2016 alle 8:09 am

      cara Mara, allora dimentichiamoci la spiaggia, che finirá erosa, e lasciamo perdere la legalità. Qui ci sono sentenze, piani di gestione, piani urbanistici che chiedono la dismissione della strada e l’individuazione di collegamenti alternativi. Risultato: si lascia tutto com’è e si riapre la strada alle auto.
      C’é qualcosa che non torna o no?

      Stefano Deliperi

    • Occhio nudo
      agosto 13, 2016 alle 12:47 pm

      Eh, cari amici del Grig, certo che tutto torna, è il solito scenario: quando fate comodo, siete bravi e buoni, quando toccate la stradina dietro casa, brutti e cattivi. Semplice e banale.

      • Mara
        agosto 13, 2016 alle 5:11 pm

        Banale e pure un po’ maleducato sei tu, Esimio Occhio Nudo. Vieni a vedere di persona quanto è in pericolo la spiaggia e di quanto si allunga il percorso con la strada “alternativa”, poi mi spieghi il senso di questo attacco frontale. Non ricordo di aver mai fatto merenda con te, o sbaglio?

  2. Terrae
    agosto 13, 2016 alle 9:54 am

    Visto che è già previsto un collegamento alternativo meno impattante, la richiesta mi sembra sacrosanta.

    Un altra strada che ritengo dovrebbe essere oggetto d’attenzione da parte dei soggetti che operano per la tutela ambientale, e la sterrata che attraversa in tutta la sua lunghezza l’isolotto di Corrumanciu nello Stagno di Is Brebeis (in località Porto Pino, Sulcis) che nella stagione estiva è percorsa quotidianamente da centinaia di autoveicoli e moto per raggiungere la spiaggia di Is Arenas Biancas (nei pressi delle dune).

    Un breve tratto del tracciato si sviluppa a stretto contatto con le acque dello stagno visto che le gomme delle auto passano letteralmente nell’acqua.

    Al termine della strada i veicoli debbono necessariamente fermarsi nel parcheggio a pagamento posizionato strategicamente a ridosso del ponticello (stagionale) che scavalca un canale adduttore dello stagno permettendo di raggiungere, lungo l’ argine opposto, la (un tempo) meravigliosa spiaggia delle dune.

    Pure, mi chiedo quanto possa essere legittima ed impattante la presenza di una struttura di parcheggio così grande (circa 400 – 500 stalli), all’interno di un’area umida importante naturalisticamente e utilizzata per la pesca.

    Si può visualizzare la situazione dando uno sguardo alle foto aeree di Google Earth o Google Maps.

  3. Occhio nudo
    agosto 14, 2016 alle 2:35 pm

    A scanso di equivoci, non so e poco mi importa sapere chi sia esattamente Mara, il mio commento era rivolto agli amici del GrIG, per ricordare loro che il mondo è pieno di “Mara”, cioè persone che si definiscono “ambientaliste” ma a condizione che non si tocchi la stradina dietro casa, e chi se ne frega se la stradina insiste su demanio civico, sul cordone dunale, su un’area tutelata, questa battaglia è “ingiusta, eccessiva, inutile”, “non è che vado al mare lì e voglio arrivarci comoda-comoda. E’ proprio una questione di buonsenso”. Peccato che il buonsenso preveda che un’associazione ambientalista persegua lo scopo per cui è nata, ossia tutelare l’ambiente, non la stradina comoda-comoda. Ma tant’è, la lezione di ambientalismo ci ricorda che “sono prese di posizione come questa che poi fanno odiare gli “ambientalisti”. Cari amici del GrIG, ricordate sempre il vostro obiettivo, le persone che tengono a questa terra sono con voi.

  4. Genius Loci
    agosto 14, 2016 alle 6:01 pm

    Conosco bene Putzu Idu e tutta la vicenda, esaltata da un gruppo di opinionisti che si lagnavano di dover percorrere appena tre Km in più per raggiungere la località. A oggi il risultato è quello che vediamo nella foto: mezza carreggiata transitabile dalle auto, l’altra mezza occupata da una decina di chioschi (anche brutti da vedersi), a destra subito la spiaggia, subito a sinistra lo stagno di Sa Salina Manna. Insomma un ibrido, riuscito anche male.
    C’è da aggiungere che quella è l’unica passeggiata lungomare di riferimento per tutta l’area (S’Anea Scoada, Su Pallosu, Sa Mesa Longa, ecc.). Immaginate che rilassamento, la sera, fare lo slalom tra i chioschi, magari con i bambini, per evitare le auto in transito.
    E’ questa la vacanza che vogliamo? E’ questo il turismo che vogliamo?
    Negli anni 60-70 gli “ambientalisti” si scontravano con muri di pietra. Oggi per fortuna ci sono le leggi. Dunque avanti con la legalità contro la speculazione e il consumo del paesaggio.

  5. Genius Loci
    agosto 14, 2016 alle 6:18 pm

    Ah! dimenticavo l’aspetto naturalistico. L’area è all’interno di un SIC, a Sa Salina Manna frequentano centinaia di Fenicotteri e altre specie avifaunistiche anche rare, poco distante c’è Capo Mannu, il promontorio di dune fossili più imponente d’Italia. ….. scusate se è poco.

    • Occhio nudo
      agosto 15, 2016 alle 5:55 pm

      Ecco, quindi il problema di alcuni è il terribile disagio di dover percorrere 3 km in più .. e chi se ne frega dell’ambiente e della sicurezza. Complimenti. Fortunatamente, però, ci sono tante persone sensibili che hanno compreso il problema e, sopratutto, hanno a cuore l’equilibrio di quell’area.

  6. Mara
    agosto 14, 2016 alle 11:37 pm

    Dunque, GRIG adorato, questi sono i fatti:
    – La strada lungo la spiaggia è esistita da sempre, forse la usavano già i nuragici
    – è stata asfaltata (questo SI che è stato un male) credo intorno agli anni 70/80, ora è la SP nr 10
    – Subito a ridosso delle due saline c’è ancora una stradina bianca, che ha lo stesso identico percorso di quella asfaltata lungo-mare, se fosse tenuta pulita sarebbe ideale per i camminatori di cui parla Genius Loci
    – in tempi recenti son state aggiunte, lato mare, delle barriere per far circolare i pedoni ed evitare “parcheggio selvaggio”
    – Dal lato saline son state piantate delle palme (sigh) che vivacchiano maluccio, e son stati segnati parcheggi blu a pagamento
    – circa alla stessa epoca, nel luogo dove prima si parcheggiavano le auto (altro errore permetterlo), son sorti i primi (brutti) chioschi/bar ecc., immagino per “dare lavoro”
    – NON esiste un sistema dunale in quella zona. C’è un’ampia spiaggia, sovente ricoperta di poseidonie, delimitata da un brutto muro a secco anch’esso fatto di recente: immagino per evitare che le auto parcheggiassero fin sulla sabbia…
    L’unico futuro che intravvedo, eliminando del tutto le due vie, è che il mare si scavi negli anni una via fino alle saline. Potrebbe essere un bene, oppure no. Ci vorrà troppo tempo per apprezzarlo fin d’ora.
    – Chi si deve recare da Putzu Idu a Mandriola, mettiamo per andare a trovare una zia, deve fare un giro assurdo. Non per i chilometri che in effetti sono pochi, ma per la tortuosità del percorso. Basta andare su Google Maps per rendersene conto.
    Se davvero si voleva salvaguardare questo bellissimo e poco conosciuto tratto di costa, bisognava impedire che sorgessero le troppe case da ENTRAMBI i lati della SP 10. Chiudere adesso il percorso è ingiusto, inutile ed eccessivo. Soprattutto tardivo.
    Mi ripeto a beneficio di chi crede, semplificando, che la mia sia solo l’opinione di un PIGRO. Tra l’altro vado al mare da tutt’altra parte e Capo Mannu è solo meta di belle escursioni invernali.

    p.s. Gentile Occhio Nudo, a me invece le persone interessano, molto. Non raccolgo il guanto e comunque il GRIG non ha bisogno di difensori: l’ha dimostrato infinite volte. E poi sono certa che hai ancora molto tempo per crescere. Buon Ferragosto.

    • agosto 15, 2016 alle 11:25 am

      cara Mara, mi pare che non sia molto diverso quello che diciamo, se non per le conclusioni.

      Infatti:

      * “La spiaggia di Cala Saline si estende tra le borgate costiere di Putzu Idu e Mandriola, e corrisponde al cordone dunale che separa il mare dallo stagno di Sa Salina Manna … Il cordone dunale è attualmente percorso dalla strada provinciale n° 10. La spiaggia presenta uno sviluppo di circa 1.100 m per una larghezza che varia dai 20 ai 40 m fino alla base delle prime dune stabilizzate dalla vegetazione” (P.U.C. San Vero Milis – P.U.L., studio di compatibilità paesistico ambientale, 2012, in http://download.comune.sanveromilis.or.it/PUL/C%20SCOMPA.pdf);

      * con decreto assessoriale n. 26 del 28 febbraio 2008 è stato approvato il piano di gestione del sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa)” (codice ITB030038), che prevede (scheda VEF5, reperibile in http://www.comune.sanveromilis.or.it/Community/Notizie/Download/Allegato_Scheda_piano_gestione_zona_SIC.pdf) la realizzazione di “un collegamento Putzu Idu – Mandriola alternativo alla strada attualmente esistente al fine di porre le basi per la futura eliminazione della stessa” per ovviare allo specifico fattore di degrado ambientale rappresentato dall’“eccessivo traffico stradale lungo il sistema dunale che separa il mare dallo stagno di Sa Salina Manna”;

      * tu stessa dici giustamente che l’asfaltatura della strada, la realizzazione di chioschi, del muretto e dei parcheggi sono stati un (grave) errore: non sarebbe il caso di rimediare?

      * l’intera zona è parte del demanio civico di S. Vero Milis. Sono terreni a uso civico dove queste opere non sarebbero dovute sorgere. La sentenza del Commissario per gli Usi Civici per la Sardegna n. 16 del 4 novembre 2015 ha riaffermato la natura demaniale civica delle aree;

      * lo stesso piano di gestione del S.I.C. indica la soluzione alternativa: “Realizzazione di un sentiero con l’utilizzo di asfalto ecologico finalizzato al solo traffico pedonale e ciclabile. Il sentiero sarà organizzato in modo tale che sia utilizzabile dai disabili motori e non vedenti. Sarà attrezzato con 20 pannelli descrittivi delle principali risorse vegetali e faunistiche dello stagno di Sa Salina Manna e sarà schermato, nel lato fronte stagno, con siepi di vegetazione autoctona e pannelli di osservazione in materiale naturale (canne etc) per impedire il disturbo della fauna da parte dei fruitori del sentiero” e “Realizzare un collegamento Putzu Idu – Mandriola alternativo alla strada attualmente esistente al fine di porre le basi per la futura eliminazione della stessa”.
      Come vedi, chi vuole andare da Putzu Idu a Mandriola per trovare la zia potrebbe farlo a piedi e in bicicletta lungo la viabilità realizzata sul “cordone dunale” (o “cordone sabbioso”, chiamalo come vuoi) oppure in auto lungo la strada alternativa, facendo fare all’auto qualche chilometro in più.

      In soldoni, ci sono atti di pianificazione (P.U.C., P.U.L., V.A.S.), basati su studi scientifici, e sentenze che dicono che questa strada asfaltata va rimossa e trasformata in un percorso ciclo-pedonale per salvaguardare l’arenile: facciamo finta di nulla e ce ne freghiamo?

      L’han tranquillamente fatto al Poetto fra Cagliari e Quartu S. Elena, dove gravitano centinaia di migliaia di persone e non si può fare fra Putzu Idu e Mandriola perchè a tutti i costi si deve andar con l’auto e parcheggiare davanti alla spiaggia con tutti i chioschi per far lo slalom?

      Salvaguardia dell’ambiente e legalità nel bidone dei rifiuti? E perchè?

      Buon Ferragosto!

      Stefano Deliperi

      • Mara
        agosto 19, 2016 alle 9:28 am

        Carissimo Stefano, mi son presa un po’ di tempo per esaminare il Piano di utilizzo dei Litorali e gli allegati del Comune di S.Vero Milis. Il Piano sembra ok e le tue osservazioni sono giuste. Sarei tentata di dire “CEDO” ma resto dell’idea di un’opera costosa e inutile (come innumerevoli altre), quindi mi permetto ancora un paio di considerazioni:

        – Si chiude al traffico un strada per farne una pista ciclabile “in attesa di individuare un percorso alternativo per le auto”. Con “eliminazione progressiva”, cioè un pezzo alla volta? Comunque di questo fantomatico percorso futuro non esiste traccia. Devono ancora pensarlo?
        – Si realizza un sentiero ciclabile e pedonabile utile anche ai disabili e non vedenti. Fantastico! Mi ricorda la faraonica opera a Turr’e Seu: tutto il sentiero ornato da passerelle in legno con ai lati una guida in legno per non vedenti. Son certa che l’unico cieco (si può ancora dire?) che ha usufruito di tanta bellezza abbia passato una splendida giornata. Però a distanza di pochi anni non esiste più nulla: legni asportati o marciti, con gioia delle testuggini che per qualche anno si erano viste precludere i passaggi dalla stupidità umana. Per non parlare della pista ciclabile Arborea/Stagno di S’Ena Arrubia: tutta ricamata di staccionata in puro legno. Legno vero! Una cosa fantastica che a distanza di meno di 10 anni è completamente dissolta,marcita, rubata o che ne so. Adesso pare che il Comune la voglia rifare… tanto i soldi sono nostri.

        – Ho cercato la famigerata parolina “VALORIZZAZIONE”, sperando di non trovarla. Purtroppo no. C’è anche stavolta e comprende oltre all’asfalto ecologico (??? è anche commestibile??), passerelle sopraelevate in legno,”20 pannelli descrittivi delle principali risorse vegetali e faunistiche” che faranno la stessa fine di altri 20.000 sparsi tra monti e Nuraghi della Sardegna diventando presto illeggibili.
        E ancora: pannelli di osservazione della fauna fatti in materiale naturale (canne ecc.) che, ovviamente, marciranno in brevissimo tempo. D’altra parte il tutto è ben previsto perché i manufatti sono “facilmente rimovibili”. Una volta all’anno smonteranno il tutto per ridare naturalità al luogo? E ancora:”Area attrezzata con giochi per bambini in terra stabilizzata” (??), ben cinque servizi igienici distribuiti fra lungomare e parcheggi e chissà se ne hanno previsto anche la manutenzione… Posizionamento di DUE torrette di avvistamento al centro della spiaggia (NON è il Poetto), immagino per monitorare i pescecani, perché il servizio di salvamento a mare in tutto l’Oristanese è gravemente carente, ogni anno, da sempre. Non ci sono i soldi… Tralascio il resto delle opere previste, per carità cristiana.

        Dulcis in fundo: secondo gli ineffabili tecnici redattori ” La realizzazione di zone d’interscambio attraverso un sistema di aree attrezzate a parcheggi, anche dotate di servizio noleggio biciclette, ridurrà drasticamente il carico veicolare sul cordone litorale e razionalizzerà la sosta delle autovetture, a vantaggio di una valorizzazione del litorale e della sua fruizione sostenibile”. Ma allora la strada dev’essere eliminata o rimane?
        In ogni caso l’oculato amministratore potrà andare a trovare la zia in bicicletta, un bel passo avanti nel destino dell’umanità.

        A questo punto, davvero, CEDO. Sono entrata in confusione. Anche leggendo la cifretta finale del budget previsto: 95.000 euro. Cherchez l’argent. Dai lungimiranti amministratori isolani, nulla viene previsto per la MANUTENZIONE. Come sempre.

        Sogno un’Italia dove la parola “VALORIZZAZIONE” venga messa al bando e considerata alla stregua di una orrenda bestemmia.
        Ti abbraccio.

      • agosto 19, 2016 alle 9:51 pm

        concordo, cara Mara, sui “pericoli” dell’attuazione del piano di gestione del S.I.C., ma ricordo anche la “certezza” degli effetti negativi per l’ambiente (e la legalità) della permanenza del traffico automobilistico sul cordone dunale 😉

        Stefano Deliperi

  7. agosto 16, 2016 alle 5:08 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 agosto 2016
    San Vero, ecologisti alla Procura: «Sequestrate il lungomare».
    L’associazione Gruppo di intervento giuridico contesta la riapertura della strada di Putzu Idu «Servono modalità d’uso della viabilità che non incrementino il fenomeno dell’erosione costiera»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2016/08/12/news/san-vero-ecologisti-alla-procura-sequestrate-il-lungomare-1.13955159

    _______________________

    da Alguer.it, 12 agosto 2016
    Grig: chiesto il sequestro della strada litoranea di Putzu Idu: http://notizie.alguer.it/n?id=111376

    ____________________

    da Olbia 24, 12 agosto 2016
    Grig: chiesto il sequestro della strada litoranea di Putzu Idu: http://notizie.olbia24.it/n?id=111376

    _______________________

    da Porto Torres 24, 12 agosto 2016
    Grig: chiesto il sequestro della strada litoranea di Putzu Idu: http://notizie.portotorres24.it/n?id=111376

    ______________________

    da Sassari News, 12 agosto 2016
    Grig: chiesto il sequestro della strada litoranea di Putzu Idu: http://notizie.sassarinews.it/n?id=111376

    ________________________

    da L’Unione Sarda, 11 agosto 2016
    San Vero Milis: ambientalisti chiedono il sequestro preventivo di Putzu Idu. (Sara Pinna): http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/08/11/san_vero_milis_ambientalisti_chiedono_il_sequestro_preventivo_di-68-523632.html

  8. Genius Loci
    agosto 19, 2016 alle 5:48 pm

    Cara Mara, qui ti devo dare ragione. Quello che tu prevedi in Italia succede.
    E’ chiaro che si faranno avanti tanti “progettisti rampanti” che si riempiranno la bocca, e la carta, della parola “valorizzazione”, senza prevedere la fase “manutenzione”.
    Come saranno prevedibili errori di carattere informativo nella pannellistica in progetto.
    Ma solo immaginare quel lungomare senza “carico veicolare sul cordone litorale”, o comunque spazzare via l’obbrobrio che è adesso (le foto della situazione parlano chiaro), mi riempie di gioia.
    Mi sembra di sentire quel lungomare e dintorni che finalmente respirano, haaa! aria finalmente! E non sarà brezza di maestrale.
    Poi, se qualche steccato o cannicciata marcirà e andrà in putrefazione, beh, sempre meglio di chiazze d’olio o puzza di gas di scarichi. Come se ne dovranno fare una ragione anche quelli che vorrebbero arrivare fino in spiaggia con la macchina. O quelli che da Putzu Idu vorrebbero arrivare a Mandriola, da Lepori, a bere vermentino.

    • Mara
      agosto 19, 2016 alle 7:41 pm

      🙂 🙂

  9. settembre 2, 2016 alle 2:40 pm

    il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare – D.G. Protezione della Natura e del Mare (nota prot. n. 18367 dell’1 settembre 2016) ha chiesto a Regione e Comune, “quale Autorità nazionale di Sorveglianza per i Siti natura 2000”, informazioni in merito, “considerando il fatto che non risultano ancora pervenute risposte” alle precedenti richieste.

    L’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato (nota prot. n. 16352 dell’1 settembre 2016) che la strada costiera risulta presente fin dal 1968 ed è contigua al S.I.C. “Stagni di Putzu Idu e Pauli Marigosa” e non sono state impartite prescrizioni specifiche al Comune da parte regionale in sede di approvazione di piano di gestione del S.I.C., del P.U.C. e del P.U.L.: “a seguito dell’analisi di tutti gli atti, considerato che gli obiettivi del PUL permangono invariati, ovvero che l’Amministrazione comunale non rinuncia alla volontà di riqualificazione ambientale del sito in questione, ma lo subordina alla predisposizione futura di un progetto integrato e unitario di riqualificazione di tutto il paraggio costiero della Spiaggia di Cala Salina (esterno al SIC) e del compendio umido retrostante, questo Assessorato ha espresso parere positivo con nota n. 10458 del 27 maggio 2016”.

    • Mara
      settembre 2, 2016 alle 6:36 pm

      E quindi? Tradotto per un normale ignorante di politichese?

      • settembre 2, 2016 alle 7:03 pm

        un colpo al cerchio, un colpo alla botte.

      • Mara
        settembre 3, 2016 alle 8:32 am

        🙂 🙂

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