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Si vis pacem, para bellum. La lotta per il Popolo Migratore.


Porto Tolle, Scardovari, capanno di caccia con richiami

Porto Tolle, Scardovari, capanno di caccia con richiami

Scardovari, frazione del Comune di Porto Tolle (Rovigo). Uno scatto del fotografo B.S. (solo le iniziali per evitare ritorsioni) racconta l’assurdità, l’avidità e l’imbroglio della caccia del tempo presente. La foto ritrae due cacciatori “migratoristi” (quelli che cacciano gli uccelli svernanti in autunno e inverno) nascosti dietro un paravento ormai comodamente acquistabile da Decathlon (che negli ultimi anni ha creato un reparto caccia a prezzo conveniente[1]). Di fronte al capanno di caccia si vedono le gabbiette contenenti i richiami vivi[2]: gli uccelli che vengono impiegati dai cacciatori per ingannare i conspecifici e attrarli ad un tiro di schioppo, per l’appunto.

Le gabbie degli uccelli da richiamo hanno dimensioni di 20  (lunghezza)  x  15  (larghezza)  x  20  (altezza)  cm. nel caso dell’allodola, 30  (lunghezza)  x  25  (larghezza)  x  25  (altezza)  cm. nel caso  di  merlo,  cesena,  tordo  bottaccio,  tordo  sassello[3]. Infine, tutt’attorno, c’è la campagna veneta in stile Midwest[4]: a partire dagli anni ’60 sono state progressivamente rimosse siepi campestri e barriere vegetali spontanee fino a farle scomparire nelle zone ad agricoltura intensiva. Sono venuti  meno corridoi, luoghi di alimentazione e habitat per la fauna selvatica.

E allora, viene proprio da dirlo, ha ragione “cacciatore 7 5” che alla domanda “Per voi la caccia cosa è?” risponde: “Una passione ereditaria come le malattie…”[5] Parole sante!

Il 7 giugno il Consiglio Regionale del Veneto ha mancato, per un soffio, l’approvazione dell’art. 57 del PDL 138 che reintroduce la “mobilità venatoria” dopo un quarto di secolo, svincolando i cacciatori dall’ambito territoriale di caccia (con confini amministrativi) a cui sono associati e che consente loro di circolare liberamente per tutto il Veneto per andare a sparare dove piace loro di più, con sicura preferenza per i luoghi più sensibili del territorio, dove sostano più specie durante la migrazione[6].

Ciò è accaduto solo grazie all’ostruzionismo di una minoranza del Consiglio che ha trascinato la seduta oltre la mezzanotte, facendo così scattare un vizio di regolamento che ha impedito di arrivare all’approvazione del PDL 138 in tempo utile. È tutto rimandato a martedì 14 giugno 2016.

Il fronte protezionista ha una sola settimana di tempo per far andare di traverso l’art. 57 a tutta la maggioranza del Consiglio Regionale del Veneto. E per rispedire al mittente questa ennesima soverchieria ai danni del Popolo Migratore e di tutta la fauna selvatica.

Se vuoi la pace, prepara la guerra.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Veneto

Coordinamento Protezionista Padovano

foto scorrimento campagna no caccia Veneto

 

Firma la petizione: https://www.change.org/p/luca-zaia-fermiamo-l-approvazione-della-legge-sulla-mobilit%C3%A0-dei-cacciatori-in-veneto

Testo predefinito per mailbombing:

Buongiorno,

trovo davvero stucchevole che la Maggioranza del Consiglio Regionale del Veneto continui a varare leggi ed emendamenti a favore dei cacciatori. Vi rammento che, in quanto lautamente retribuiti con i soldi dei cittadini italiani, siete tenuti ad operare sempre in nome e per conto di 4.937.854 veneti, anteponendo l’interesse generale (che è anche quello della tutela dell’ambiente, della fauna selvatica patrimonio nazionale e transnazionale, della sicurezza e della parità di diritti per tutti i cittadini), all’interesse esclusivo dei 42.000 cacciatori veneti, che rappresentano lo 0,85 % della popolazione e che praticano un’attività che incontra la disapprovazione del 78,8% degli italiani (27a edizione (2015) del Rapporto Italia di Eurispes).

Vi chiedo pertanto di stralciare gli artt. 57 e 58 dal resto del PDL 138, e resto in attesa che questo Consiglio Regionale inizi ad occuparsi di come preservare la fauna selvatica, nell’interesse degli animali stessi e delle odierne e future generazioni umane.

Saluti.

firma 

anatre_in_voloIndirizzario:

Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia luca.zaia@consiglioveneto.it,

Assessore all’agricoltura, caccia e pesca Giuseppe Pan assessore.pan@regione.veneto.it,

Seconda Commissione del Consiglio regionale del Veneto com.com2.segreteria@consiglioveneto.it,

Terza Commissione del Consiglio regionale del Veneto com.com3.segreteria@consiglioveneto.it

anatre_in_voloConsiglieri

graziano.azzalin@consiglioveneto.it, erika.baldin@consiglioveneto.it, fabiano.barbisan@consiglioveneto.it, riccardo.barbisan@consiglioveneto.it, massimiliano.barison@consiglioveneto.it, andrea.bassi@consiglioveneto.it, jacopo.berti@consiglioveneto.it, fabrizio.boron@consiglioveneto.it, gianpaolo.bottacin@consiglioveneto.it, sonia.brescacin@consiglioveneto.it, manuel.brusco@consiglioveneto.it, francesco.calzavara@consiglioveneto.it, stefano.casali@consiglioveneto.it, roberto.ciambetti@consiglioveneto.it, luca.coletto@consiglioveneto.it, maurizio.conte@consiglioveneto.it, pietro.dallalibera@consiglioveneto.it, elena.donazzan@consiglioveneto.it, franco.ferrari@consiglioveneto.it, nicolaignazio.finco@consiglioveneto.it, marino.finozzi@consiglioveneto.it, gianluca.forcolin@consiglioveneto.it, stefano.fracasso@consiglioveneto.it, nazzareno.gerolimetto@consiglioveneto.it, franco.gidoni@consiglioveneto.it, massimo.giorgetti@consiglioveneto.it, antonio.guadagnini@consiglioveneto.it, manuela.lanzarin@consiglioveneto.it, roberto.marcato@consiglioveneto.it, gabriele.michieletto@consiglioveneto.it, alessandro.montagnoli@consiglioveneto.it, alessandra.moretti@consiglioveneto.it, giovanna.negro@consiglioveneto.it, bruno.pigozzo@consiglioveneto.it, silvia.rizzotto@consiglioveneto.it, piero.ruzzante@consiglioveneto.it, orietta.salemi@consiglioveneto.it, luciano.sandona@consiglioveneto.it, simone.scarabel@consiglioveneto.it, alberto.semenzato@consiglioveneto.it, claudio.sinigaglia@consiglioveneto.it, stefano.valdegamberi@consiglioveneto.it, alberto.villanova@consiglioveneto.it, marino.zorzato@consiglioveneto.it, francesca.zottis@consiglioveneto.it,

consiglieri sicuramente cacciatori: sergioantonio.berlato@consiglioveneto.it, gianpiero.possamai@consiglioveneto.it

consiglieri che mostrano sensibilità per la fauna selvatica: andrea.zanoni@consiglioveneto.itpatrizia.bartelle@consiglioveneto.it,

consiglieri che hanno accennato un interesse per la fauna selvatica: cristina.guarda@consiglioveneto.it

________________________________________________

[1] http://www.decathlon.it/C-460580-caccia

[2] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/12/08/i-signori-degli-anelli/

[3] http://servizi-uffici.provincia.fc.it/en/c/document_library/get_file?uuid=f31a7e6d-ef95-4201-af4c-c743ddaec17f&groupId=568972

[4] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2016/04/09/expand-and-die-il-sogno-americano-dellagricoltore-veneto/

[5] http://www.migratoria.it/forum/archive/index.php/t-4336.html

[6] https://issuu.com/coordinamentoprotezionistapadovano/docs/cs_grig_veneto___cpp__4_giugno_2016/1

 

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

(foto B.S., M.F., AA.VV., S.D., archivio GrIG)

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  1. M.A.
    giugno 12, 2016 alle 11:13 am

    La caccia è un arte Grig, l’Ars Venandi si basa sull’esclusivo utilizzo dell’unica arma biologicamente in possesso dell’uomo: il cervello. Non è una lotta o una competizione, è una capacità insita di alcuni uomini che si basa sulla bravura di attirare a se o ricercare una preda per poterla catturare. Tutt’altro che facile e scontato, fidati! Non basta un richiamo, uno stampo e un fischietto per attirare una preda, bisogna avere tanta maestria e conoscenza della preda che si vuole catturare. Detto ciò, la maggior parte dei migratoristi è gente di una certa età, che rimangono seduti per ore, intrattenendo il tempo con discorsi e racconti, con un mazzo di carte attendendo una preda da poter sparacchiare sporadicamente per farsi il loro spiedo o la loro polenta la sera o l’indomani. Niente stragi di chissà quale entità. Ogni Regione ha la sua tradizione venatoria. Al nord prevalgono queste, da noi in Sardegna prevalgono altri tipi di caccia molto più attivi. Io non riuscirei a praticare la caccia al capanno, attendendo la preda. Vado e la cerco con i cani. Molto più attiva e dinamica, molto più soddisfacente. Io so cosa cercare e dove cercare, il cane fa il resto ed io concludo un’azione venatoria sinergica (tra me e il mio ausiliare)..ad esempio pur essendo molto simili filosoficamente in quanto cambia il tipo di preda, la caccia mi da molte più emozioni e soddisfazioni della pesca. Anche la pesca è basata sull’attesa, e si basa sulla capacità di camuffare al meglio un esca per renderla appetibile per un ignaro pesce che se ne nutre. Garantisco che anche quest’attività è tutt’altro che facile. La pesca come la caccia serve tanta bravura, capacità e conoscenza. Diversamente si va per trascorrere una domenica, buttare una lenza con un piombo in mare o farsi un pranzo o una chiacchierata con gli amici attendendo (invano) la cattura di una pietanza! (adoro fare anche questo, è molto bello. Provare per credere. 😉 )

    • giugno 12, 2016 alle 11:53 am

      ..”niente stragi di chissà quali entità”: hai dati precisi in proposito o sono chiacchiere davanti alla polenta? 😉

      • M.A.
        giugno 12, 2016 alle 12:34 pm

        🙂 🙂 🙂 Ipotizzare o peggio credere che un cacciatore faccia l’ “en plain” di tutte le specie concesse dal calendario venatorio in un solo giorno di caccia, o in tutta la stagione venatoria, è a dir poco FANTASCIENTIFICO! 😀 😉

      • giugno 12, 2016 alle 12:37 pm

        …la domanda era ed è un’altra.

  2. giugno 14, 2016 alle 9:32 pm

    ecco quanto ha risposto il consigliere regionale Andrea Zanoni (P.D.).

    “Stiamo lottando, da mercoledì scorso, contro l’approvazione del PDL 138 che agli articoli 57 e 58 prevede la reintroduzione del nomadismo venatorio in Veneto che se approvato provocherebbe ulteriori massacri di uccelli migratori.

    Stiamo andando avanti ad oltranza con la discussione di alcune centinaia di emendamenti che abbiamo presentato per far decadere queste norme.

    Dopo le 30 ore di aula consigliare ci sarà la cosiddetta ghigliottina dei tempi di discussione ma ciò non ci fa demordere e andremo avanti domani e giovedì , se serve anche oltre.

    La fauna selvatica ed il popolo migratore, già in difficoltà a causa dei cambiamenti climatici e della cementificazione del territorio, meritano tutta la nostra attenzione per la loro salvaguardia e tutela.

    Grazie per avermi scritto.

    Cordiali saluti

    Andrea Zanoni”

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