Nove proposte per salvare gli Anfibi dei Colli Euganei.


Colli Euganei, Rana di Lataste (foto Beatrice Zambolin)

Colli Euganei, Rana di Lataste (foto Beatrice Zambolin)

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ed Ente Nazionale Protezione Animali hanno le idee chiare sulle strategie da seguire per salvare gli Anfibi dei Colli Euganei.

Esperienze pluriennali di salvataggio e osservazioni sul campo hanno portato alla stesura di una relazione di 9 pagine contenente 9 proposte concrete, spedita il 3 febbraio 2016 al Direttore dell’Ente Parco Colli Euganei Michele Gallo e, per conoscenza, al Consigliere del Parco Antonio Rota.

Veneto, paesaggio

Veneto, paesaggio

Nove proposte per mitigare l’impatto antropico sull’erpetofauna euganea e per il miglioramento ambientale. Eccole:

  1. Interdizione del traffico automobilistico ai non frontisti lungo Via Volti, Via Regazzoni Alta (Comune di Torreglia), Via Gloria,Via Circuito Monterosso (Comune di Teolo), Via Barbarigo e Via S. Eusebio (Comune di Galzignano Terme) almeno per tutto febbraio e marzo (momento culminante dell’emergenza migratoria riproduttiva). Si tratta di strade d’importanza secondaria, non indispensabili per il transito dei veicoli dei non frontisti e, al contrario, strade strette che presentano anche tratti di senso unico alternato. A questo scopo si suggeriscono l’uso di barriere e cartellonistica stradale, anche luminosa, o preferibilmente la creazione di zone a traffico limitato (come in Via Miazzo a Feriole di Selvazzano Dentro) così da estendere la protezione ad adulti e piccoli neometamorfosati durante tutto l’arco dell’anno (mesi invernali, primaverili e autunnali);
  1. si propone di collocare le reti anti-attraversamento Anfibi già verso la fine di gennaio e lungo tutte le strade implicate dalla migrazione riproduttiva e per tutta la lunghezza stradale interessata dallo spostamento degli animali (per il momento, 15 siti individuati dalle associazioni);
  1. apposizione di cartelli di divieto d’immissione di specie esotiche (carpa koi, pesce rosso, tartaruga dalle orecchie rosse, pesce gatto, ecc.) in prossimità degli stagni obbiettivo dove si riproducono gli Anfibi. Inasprimento delle sanzioni per chi viene sorpreso a compiere introduzioni di specie aliene in pozze e stagni. Trasferimento incruento delle specie alloctone, dagli stagni riproduttivi degli Anfibi verso corsi d’acqua maggiori (qualora queste specie siano già presenti nei fiumi e canali del territorio) o verso vasche separate (qualora si tratti di specie particolarmente problematiche, non già presenti sul territorio come fauna esotica naturalizzata);

    L’idea dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei

    L’idea dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei

  1. consulenze scientifiche, aggiornamento degli studi, monitoraggi e censimenti dell’erpetofauna dei Colli Euganei. Suggeriti 3 ricercatori di spicco: Enrico Romanazzi[1], Raoul Manenti[2] e Lucio Bonato[3];
  1. ripristino o creazione ex novo di terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei, ideali per erpetofauna ed avifauna, così come ipotizzato dall’ornitologo e grande studioso della fauna dei Colli Euganei Stefano Bottazzo della Lega italiana protezione uccelli[4];
  1. ripristino o creazione ex novo di stagni e pozze al di qua e non al di là della strada, ovvero fosse piene d’acqua che consentano agli Anfibi di trovare dell’acqua stagnante senza dover attraversare la sede stradale durante il periodo riproduttivo;
  1. coordinamento e riconoscimento dell’importanza dei salvataggi e dei volontari impegnati nell’assistenza agli Anfibi durante la migrazione riproduttiva. Almeno 4 associazioni operative nel salvataggio Anfibi sui Colli Euganei: GRIG, ENPA, LIPU, LAV;
  1. ripristino ambientale in Via Volti, nel Comune di Torreglia, dove nell’inverno 2015 è stato realizzato un piazzale in pietrisco e ghiaia di fronte uno dei rospo-dotti, rendendo così inservibile il condotto. Il piazzale viene tutt’ora utilizzato come deposito di materiale e di mezzi pesanti causando chiazze di olio minerale inquinante e schiacciamento degli Anfibi in migrazione a causa del viavai di autocarri;
  1. osservanza di quanto già individuato nella “Relazione del Piano di Gestione della ZPS IT3260017 Colli Euganei – Monte Lozzo – Monte Ricco – dicembre 2010” (pag. 344-345): tutela integrale dell’Area umida di Torreglia.
L’idea dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei

L’idea dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei

Tralasciati volutamente i sottopassaggi artificiali per Anfibi (rospodotti) in quanto quelli già realizzati sono inadeguati.

Per questo motivo le associazioni attendono una sinergia con dei veri esperti, prima di dissipare ancora e inutilmente i pochi fondi a disposizione per la salvaguardia degli Anfibi.

Associazioni favorevoli ad un’intesa e ad una collaborazione con l’Ente Parco Colli Euganei e con i sindaci del Comprensorio euganeo, ma anche la pazienza ha un limite: non si è più disposti a tollerare silenzi di tomba istituzionali e atteggiamenti di indifferenza verso l’eccidio degli Anfibi.

La migrazione riproduttiva degli Anfibi è iniziata una settimana fa. Ad oggi, 6 febbraio 2016, l’Ente Parco Colli Euganei, nonostante lo stanziamento di denaro grazie all’interessamento del Consigliere Antonio Rota e nonostante le innumerevoli segnalazioni degli scorsi anni, non ha ancora provveduto alla posa delle reti anti-attraversamento Anfibi lungo le strade. Questo determina una situazione fuori controllo e nuove stragi di animali.

A forza di tirare, la corda si rompe.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Veneto                     Ente Nazionale Protezione Animali – Padova

Coordinamento Protezionista Padovano

___________________________________________

[1] http://www.muse.it/de/il-muse/chi-siamo/staff/seiten/Enrico-Romanazzi.aspx

[2] https://www.researchgate.net/profile/Raoul_Manenti

[3] http://www.biologia.unipd.it/lucio.bonato/

[4] https://www.youtube.com/watch?v=1SJy3othe3U , http://msn.visitmuve.it/wp-content/uploads/2013/02/27-suppl62-Bottazzo-e-Tonelli.pdf

 

Rospo comune (Bufo bufo) investito sulla strada in località Valsanzibio, di fronte Villa Barbarigo

Rospo comune (Bufo bufo) investito sulla strada in località Valsanzibio, di fronte Villa Barbarigo

(foto Beatrice Zambolin, Stefano Bottazzo, M.F., archivio GrIG)

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  1. MAX
    febbraio 13, 2016 alle 6:59 am

    LE RANE FRITTE NON PIACCIONO + A NESSUNO?

    • Mara
      febbraio 13, 2016 alle 9:02 am

      Agli altri non so… io le ho provate e mi son sembrate schifose, sanno di pesce cattivo.:)

      • MAX
        febbraio 13, 2016 alle 10:08 am

        sono volutamente provocatorio ed auguro ogni bene agli anfibi come ai bovini, suini, equini, ovini, pennuti, roditori e pesci ma se me li trovo nel piatto ( eccezzion fatta x i fratelli equini) mi sa che li mangio. va bene tutelare gli anfibi ma prima tutelerei i cani che spesso vivono in condizioni di assoluta schiavitu'( recinti e catena h 24) senza alcun affetto.qui’ concentrerei le attivita’ enpa.

      • Mara
        febbraio 14, 2016 alle 9:55 am

        ASSOLUTAMENTE d’accordo, Max. (come quasi sempre..) 🙂

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