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I Rospi chiamano… e le amministrazioni rispondono??


Colli Euganei, Rospi in migrazione

Colli Euganei, Rospi in migrazione

In data 20 novembre 2014 il Gruppo di Intervento Giuridico onlus – Veneto aveva spedito, con tanto di posta certificata e avvenuta ricezione, una lettera per ciascuno degli otto comuni dei Colli Euganei interessati dalla migrazione riproduttiva dei rospi. Eccoli: Arquà Petrarca, Baone, Cinto Euganeo, Galzignano Terme, Lozzo Atestino, Rovolon, Teolo, Torreglia.

La lettera, sottoscritta da ben sette associazioni euganee, andava ad aggiungersi alle lettere già inviate, sempre con PEC, da altre due associazioni padovane nel febbraio 2014.

Ebbene, nonostante la cura, la passione e la disponibilità delle associazioni, offertesi gratuitamente, che hanno impiegato il loro tempo, denaro ed energie per studiare il fenomeno migratorio e assistere gli Anfibi in ciascuno dei comuni sopramenzionati, per coordinarsi tra volontari e per formalizzare le lettere e spedirle, al 19 gennaio 2015 non una sola amministrazione comunale ha risposto o dato cenni di vita, mostrando tutto il proprio disinteresse per una classe di animali vertebrati…che non va a votare.

Colli Euganei, volontaria a sostegno della migrazione dei Rospi

Colli Euganei, volontaria a sostegno della migrazione dei Rospi

E allora ecco i nomi delle persone interessate dalla lettera che evidentemente non reputano le associazioni e i rospi degni neppure di attenzione:

  1. Luca Callegaro, sindaco di Arquà Petrarca
  2. Gianni Callegaro, assessore ai Lavori Pubblici – Edilizia Privata – Ambiente – Bilancio ad Arquà Petrarca
  3. Luciano Zampieri, sindaco del Comune di Baone
  4. Daniele Ilacqua, assessore ai Lavori Pubblici – Viabilità – Manutenzioni – Ambiente – Energie Alternative – Antenne Monte Cero a Baone
  5. Marina Fongaro, assessore ai Servizi Ecologici – Politiche Giovanili – Sport – Cultura – Coordinamento Consulte Comunali a Baone
  6. Claudia Cavallin, assessore ai Servizi Sociali e Assistenziali – Pari Opportunità – Servizi Demografici – Consulta Terza Età – Associazionismo e Volontariato a Baone
  7. Trevisan Lucio, Sindaco del Comune di Cinto Euganeo
  8. Ongaro Fabio, consigliere con delega in materia di Protezione Civile e Associazionismo a Cinto Euganeo
  9. Zanaica Devis, consigliere con delega in materia di Agricoltura e Manifestazioni connesse a Cinto Euganeo
  10. Riccardo Masin, Sindaco del Comune di Galzignano Terme
  11. Silvia Bertolin, Assessore allo Sport e tempo libero, Associazionismo,Promozione Turistica, Cultura, Manifestazioni a Galzignano Terme
  12. Fabio Ruffin, Sindaco del Comune di Lozzo Atestino
  13. Roberto Trevisan, Assessore Politiche Agricole – Cicloturismo – Agriturismo – Agrienergie – Energie Rinnovabili – Eventi Comunali – Coordinamento Associazioni Comunali – Assetto …a Lozzo Atestino
  14. Maria Elena Sinigaglia, Sindaco del Comune di Rovolon
  15. Nicola Ambrosi, assessore all’Ambiente – Ecologia – Innovazione e risparmio – Commercio e Attività produttive a Rovolon
  16. Emanuele Verga, al Sociale -Politiche familiari – Sanità – Trasporti – Protezione Civile – Associazionismo a Rovolon
  17. Moreno Valdisolo, Sindaco del Comune di Teolo
  18. Nevio Sanvido, Assessore al Decoro Urbano, Edilizia Scolastica, Lavori Pubblici, Patrimonio, Viabilità, Manutenzioni e Servizi Ambientali a Teolo
  19. Nicola Sgarabottolo, consigliere con delega all’Agricoltura a Teolo
  20. Fulvio Zavattiero, consigliere con delega alle Associazioni a Teolo
  21. Filippo Legnaro, Sindaco del Comune di Torreglia
  22. Righele Alessio, Assessore ai Servizi sociali, Ambiente, Istruzione pubblica, Associazionismo a Torreglia

La lettera con la proposta gratuita di collaborazione è stata redatta considerando che le specie di Anfibi e in particolare i loro girini e uova sono protetti dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” (per rospo smeraldino, rana verde, raganella italiana, rana dalmatina, rana di Lataste), dalla Convenzione di Berna (tutte le specie) e dalla legge regionale veneta 53/1974 (tutte le specie) e pertanto ci si aspettava un interessamento alla vicenda essendoci vari uffici ed assessori che a vario titolo si occupano di Ambiente, Ecologia, Associazionismo, Volontariato, Servizi Ecologici, Promozione Turistica, Coordinamento Associazioni Comunali, Sociale, Patrimonio, Servizi Ambientali, Agricoltura e Istruzione pubblica, tutti elementi racchiusi negli Anfibi e nella criticità della loro situazione.

Colli Euganei, Rospi aiutati nella migrazione dai volontari (vengono posti in bacinelle per poi esser liberati oltre le strade)

Colli Euganei, Rospi aiutati nella migrazione dai volontari (vengono posti in bacinelle per poi esser liberati oltre le strade)

Pensiamo che le amministrazioni comunali in questione, che hanno già dato prova della propria indisponibilità e alle quali la scrivente associazione non ha intenzione di concedere attenuanti o futuri tentativi di autoassoluzione conseguenti a questo comunicato, dovrebbero farsi un’analisi sincera e leale delle proprie (non) azioni senza scaricare parte della responsabilità sull’Ente Parco.

Con ogni probabilità la migrazione dei Rospi inizierà tra pochi giorni, e come ogni anno gli attivisti di diverse associazioni si arrangeranno nel tentativo di salvare i rospi euganei, come hanno sempre cercato di fare, senza l’aiuto degli Enti locali, benché preposti.

Gruppo di Intervento Giuridico onlus – Veneto

 

 

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Colli Euganei, cartellonistica per aiutare la migrazione annuale dei Rospi

Colli Euganei, cartellonistica per aiutare la migrazione annuale dei Rospi

Padova, 16 novembre 2014

Egr. Signor Sindaco,

Nel Comune da lei amministrato è segnalata la presenza di popolazioni di Rospo comune (Bufo bufo) e di altri Anfibi (Rospi, Rane, Salamandre, Tritoni etc.) che annualmente compiono la migrazione riproduttiva di massa, in qualche centinaio o migliaio di individui, dal sottobosco in collina agli stagni in pianura, e che vengono sistematicamente falcidiati dal traffico stradale; gli Anfibi sono legati all’acqua per la riproduzione, sono considerati indicatori biologici della salubrità e integrità ambientale, sono molto utili in Agricoltura Biologica in quanto si alimentano anche con lumache e insetti e concorrono, in modo irrinunciabile, all’espletamento dei servizi ecosistemici necessari alla Vita.

L’assistenza e il salvataggio fisico di queste specie (quando esistente, operato in maniera estemporanea da residenti e da volontari delle associazioni protezioniste), e in particolare del Rospo comune presente in quantità maggiore, è da considerarsi un intervento emergenziale, collaterale e non risolutivo del problema; l’emergenza migratoria si protrae temporalmente, dal mese di gennaio fino a maggio, per quanto riguarda gli adulti, e prosegue nei mesi autunnali per i piccoli neometamorfosati che, a partire dagli stagni, cercano di raggiungere il sottobosco in collina per rifugiarsi e trascorrere l’inverno (letargo).

Le popolazioni di Anfibi nel comune da lei amministrato hanno già subito gravi perdite e versano in fin di vita come afferma l’Ente Parco che riconosce, in un documento pubblicato sul sito internet del Parco, che la segnaletica stradale apposta, il limite di velocità di 30km/h e i tunnel sottostradali “non hanno soddisfatto le aspettative e ogni primavera lungo le strade dei colli si ripete l’eccidio di centinaia di rane e rospi.”

Inoltre le specie di Anfibi e in particolare i loro girini e uova sono protetti dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” (per rospo smeraldino, rana verde, raganella italiana, rana dalmatina, rana di Lataste), dalla Convenzione di Berna (tutte le specie) e dalla legge regionale veneta 53/1974 (tutte le specie).

A modesto parere degli scriventi alla luce di quanto sopra si rende necessaria una rapidissima e avveduta pianificazione di interventi, programmazione di attività, gestione e manutenzione per far fronte alla situazione critica, pena l’estinzione locale di questi animali; i provvedimenti necessari sono sia di tipo organizzativo (coordinamento dei salvataggi e dei volontari) sia di tipo strutturale (costruzione di sottopassaggi stradali adeguati, posa di reti e barriere anti-attraversamento per animali, cartellonistica stradale e segnali luminosi, ripristino di stagni e fossati o addirittura creazione di invasi ex novo, gestione boschiva corretta, lotta all’inquinamento agricolo e industriale, regolamentazione degli sfalci e delle arature, evitazione di tombamenti e tombinamenti di corsi d’acqua, preservazione dell’habitat, etc.).

La normativa di settore prevede una precisa tutela verso questi animali:

  • l’Art. 733-bis. C.P. (Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto) recita:

«1. Chiunque, fuori dai casi consentiti, distrugge un habitat all’interno di un sito protetto o comunque lo deteriora compromettendone lo stato di conservazione, è punito con l’arresto fino a diciotto mesi e con l’ammenda non inferiore a 3. 000 euro.»

Il Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n. 121 con il quale l’Italia ha modificato il codice penale inserendo il reato di “Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto” ha anche introdotto sanzioni se i reati sono commessi da aziende o enti: per la violazione dell’articolo 733-bis la sanzione è moltiplicata da 150 a 250 volte e l’importo dovrà essere fissato di volta in volta dal giudice sulla base delle condizione economiche e patrimoniali di chi commette il reato;

  • l’Art. 189, comma 9-bis, del “Nuovo codice della strada”, decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285, obbliga l’utente della  strada,  in  caso  di  incidente  comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o  più  animali d’affezione, da reddito o protetti, a  fermarsi e porre in atto ogni misura idonea  ad  assicurare  un  tempestivo intervento di soccorso agli animali  che  abbiano  subito  il

Essendo gli Anfibi animali protetti, il conducente che dovesse investire questi animali, nel tentativo di prestare soccorso potrebbe essere investito egli stesso.

Pertanto le scriventi Associazioni, nell’ottica di salvaguardare le popolazioni di rospi più volte citate e di avviare una proficua collaborazione gratuita con le amministrazioni comunali interessate alla vicenda, si offrono per una collaborazione considerata anche l’esperienza pregressa di ognuno, per quanto possibile e nel limite della disponibilità di ciascuno; a tal fine il Gruppo di Intervento Giuridico sez. Veneto rimane a disposizione per l’organizzazione delle attività di salvaguardia, anche in collaborazione con altre Associazioni esperte su queste tematiche.

Si allega infine il documento titolato “Monitoraggio della Specie Bufo bufo all’interno del territorio dei Colli Euganei” grazie al quale potrà individuare con precisione le zone di rischio per il Rospo comune all’interno del Comune da lei amministrato. Si noti che le indagini effettuate dall’Ente Parco Colli sono state svolte tra fine marzo e inizio aprile 2006, pertanto a migrazione riproduttiva in gran parte già effettuata o addirittura ultimata da tempo, e quindi non sono attendibili dal punto di vista quantitativo del Rospo comune.

Ringraziando anticipatamente per l’attenzione si porgono

Distinti Saluti

Associazione ecologista Gruppo di Intervento Giuridico Onlus sez.Veneto

“Salviamo il Paesaggio”  Padova Ovest

Comitato popolare “Lasciateci Respirare” Monselice

Associazione culturale “S. Lucia del Rusta”  di Cinto Euganeo

G.A.V. “Gruppo Amici del Verde” Padova

S.A.A. “Salviamo gli Alberi di Abano” Abano Terme

http://www.paesaggioveneto.it. Padova

 

Colli Euganei, Rospi in migrazione

Colli Euganei, Rospi in migrazione

 

(foto M.F., archivio GrIG)

  1. mariangela
    gennaio 20, 2015 alle 4:05 PM

    Buongiorno, per favore sostituite il mio indirizzo msirca@interfree.it attivo finora e che sta scadendo. Il mio nuovo indirizzo è msirca@live.com

    Grazie , cordiali saluti, Mariangela Sirca

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