Lasciate in pace Baddevrustana!


Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (12 dicembre 2015) un atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di coltivazione di una cava di sabbia da parte della Sacit s.r.l. in loc. Monte Unturzu – Monte Santo, in Comune di Siligo (SS).

Coinvolti il Servizio valutazioni ambientali della Regione autonoma della Sardegna, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero per i Beni e Attività Culturali, le Soprintendenze per il Paesaggio e per i Beni archeologici.

Si tratta di Baddevrustana, la vallata ricca di pascoli, boschi, corsi d’acqua raccontata e, soprattutto, vissuta da Gavino Ledda, autore di Padre padrone.

Già negli anni passati, più volte, il progetto era stato presentato e poi ritirato per il sensibile impatto ambientale, denunciato vigorosamente, com’è nel suo carattere, anche dal grande scrittore, fatto segno addirittura ad atti di intimidazione.  Vi era stato anche un procedimento giudiziario (2005) per smaltimento illecito di rifiuti.

Ora il nuovo progetto, rielaborazione dei precedenti, presso un sito dismesso di estrazione: la coltivazione di una cava di sabbia di circa 6 ettari, per una volumetria di circa mc. 600.000, con una metodologia che prevede il graduale ripristino del territorio.

Gavino Ledda a Baddevrustana (da La Nuova Sardegna)

Gavino Ledda a Baddevrustana (da La Nuova Sardegna)

Tuttavia, il forte impatto ambientale resta e riguarda anche una ingente falda idrica, come ha evidenziato la procedura di “verifica preventiva”, conclusasi con deliberazione Giunta regionale n. 20/45 del 26 aprile 2011.

In proposito, “il Servizio Tutela Paesaggistica per la Provincia di Sassari, con nota prot. n. 3344/SS del 23 dicembre 2010, ha comunicato che ‘l’area di cava interessa un bosco, assoggettato a vincolo paesaggistico ai sensi dell’articolo 142, comma 1, lett. g), del D.Lgs. n. 42/2004 per il quale, in virtù del combinato disposto dall’art. 4, comma 5, e dall’art. 26, comma 2, NTA del PPR, sono sempre vietati gli interventi di modificazione del suolo. Pertanto si ritiene che il progetto di cui trattasi sia in contrasto con il PPR vigente’.”       Anche “il Servizio dell’Ispettorato Ripartimentale del CFVA di Sassari, con nota prot. n. 94324 dell’11 novembre 2010, ha comunicato che “sono presenti piante da sughera sparse o in formazione boschiva il cui abbattimento è disciplinato dall’art. 6 della L.R. n. 4/1994 e che gli stessi terreni sono vincolati paesaggisticamente per effetto del’art. 142, lettera g, del D.Lgs. n. 42/2004 in quanto bosco’”.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto che venga dichiarata l’incompatibilità ambientale del progetto di cava, ma soprattutto ritiene di proporre una fruizione alternativa di Baddevrustana, molto più consona al luogo: un parco culturale-ambientale-letterario, che possa dare lustro a Siligo e iniziare a favorire l’afflusso di un turismo verso un territorio ricco di valori ambientali e culturali, ma molto poco conosciuto.  Nella zona, infatti, vi sono la chiesa campestre bizantina di Nostra Signora di Mesu Mundu, i resti di un acquedotto romano, una necropoli alto-medievale, i resti del villaggio medievale di Villanova Montesanto.

Perché non provarci?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Siligo, Chiesa di Nostra Signora di Mesu Mundu (S. Maria di Bubalis)

Siligo, Chiesa di Nostra Signora di Mesu Mundu (S. Maria di Bubalis)

 

 

(foto da La Nuova Sardegna, S.D., archivio GrIG)

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  1. Mara
    dicembre 18, 2015 alle 8:56 am

    Combinazione proprio in questi giorni ho riletto Padre Padrone e anche a distanza di 30 anni il libro mi ha emozionata. Concordo con il GRIG, sarebbe un’indecenza rovinare Baddevrustana, molto più intelligente farne un parco letterario.

    • Terrae
      dicembre 18, 2015 alle 9:58 am

      O magari lasciare che sia la Baddevrustana che è sempre stata (perché anche il povero Rusigapedra vi possa trovare qualcosa da mettere tra i denti) 🙂

      • Mara
        dicembre 18, 2015 alle 12:04 pm

        🙂 bella/o Terrae!

  2. dicembre 22, 2015 alle 3:25 pm

    con nota prot. n. 15574 del 21 dicembre 2015 la Soprintendenza Archeologica per la Sardegna ha chiesto al Servizio valutazioni ambientali della Regione autonoma della Sardegna l’intera documentazione inerente il progetto, finora non conosciuto.
    Infatti, “la zona interessata dalle richieste è … ad alta intensità archeologica e per qualunque attività di tipo estrattivo deve essere valutata preliminarmente la compatibilità con il patrimonio culturale”.

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