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Francia e Italia, quali differenze?


François Hollande, Presidente della Repubblica francese

François Hollande, Presidente della Repubblica francese

Matteo Renzi, Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana

Matteo Renzi, Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana

Michel Houellebecq è uno scrittore francese, noto per le sue posizioni spesso provocatorie.

Qui critica aspramente la politica estera e nazionale francese, che, a suo parere, avrebbe in parte determinato l’attuale guerra non dichiarata dell’I.S. sul suolo francese.

La sua è una visione parziale, ma ve la proponiamo per suscitare qualche riflessione su un punto: piaccia o no, le politiche dei governi cambiano la vita dei cittadini, quali differenze vi sono fra Francia e Italia?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

da Il Corriere della Sera, 19 novembre 2015

Attentati Parigi, Houellebecq: «Io accuso Hollande e difendo i francesi».

Lo scrittore e intellettuale francese Michel Houellebecq: «La situazione incresciosa nella quale ci ritroviamo è da attribuire a precise responsabilità politiche».

All’indomani degli attentati del 7 gennaio, ho passato due giorni incollato ai notiziari televisivi, senza riuscire a staccare lo sguardo. All’indomani degli attentati del 13 novembre, non credo nemmeno di aver acceso la televisione. Mi sono limitato a chiamare amici e conoscenti che abitano nei quartieri colpiti (e si tratta di parecchie persone). Ci si abitua, anche agli attentati. Nel 1986, Parigi è stata colpita da una serie di attacchi dinamitardi, in vari luoghi pubblici (si trattava dell’Hezbollah libanese, credo, che all’epoca ne rivendicò la responsabilità).
Ci furono quattro o cinque attentati, a distanza di pochi giorni, talvolta di una settimana, non ricordo molto bene. Ma quello che ricordo perfettamente bene era l’atmosfera che si respirava, in metropolitana, nei giorni successivi. Il silenzio, nei corridoi sotterranei, era totale, e i passeggeri incrociavano sguardi carichi di diffidenza. Questo, la prima settimana. Poi, assai rapidamente, le conversazioni hanno ripreso e l’atmosfera è tornata alla normalità. L’idea di un’esplosione imminente era rimasta nell’aria, pesava nella mente di tutti, ma già era passata in secondo piano. Ci si abitua, anche agli attentati. La Francia resisterà. I francesi sapranno resistere, anche senza sbandierare un eroismo eccezionale, senza aver nemmeno bisogno di uno «scatto» collettivo di orgoglio nazionale.
Resisteranno perché non si può fare altrimenti, e perché ci si abitua a tutto. E nessuna emozione umana, nemmeno la paura, è forte come l’abitudine.
Keep calm and carry on. Mantieni la calma e vai avanti. D’accordo, faremo proprio così (anche se – ahimè – non abbiamo un Churchill alla guida del Paese). Contrariamente a quanto si pensi, i francesi sono piuttosto docili e si lasciano governare facilmente, ma questo non vuol dire che siano dei completi imbecilli. Il loro difetto principale potrebbe definirsi una sorta di superficialità incline alla dimenticanza, e ciò significa che periodicamente occorre rinfrescar loro la memoria. La situazione incresciosa nella quale ci ritroviamo è da attribuire a precise responsabilità politiche; e queste responsabilità politiche dovranno essere passate al vaglio, prima o poi. È assai improbabile che l’insignificante opportunista che occupa la poltrona di capo di Stato, come pure il ritardato congenito che svolge le funzioni di primo ministro, per non parlare poi dei «tenori dell’opposizione» (LOL), escano con onore da questo riesame.
Chi è stato a decretare i tagli nelle forze di polizia, fino a ridurle all’esasperazione, quasi incapaci di svolgere le loro mansioni?
Chi ci ha inculcato, per tanti anni, che le frontiere sono un’assurdità antiquata, simbolo di un nazionalismo superato e nauseabondo? Si capisce subito che tali responsabilità sono state largamente condivise.
Quali leader politici hanno invischiato la Francia in operazioni assurde e costose, il cui principale risultato è stato quello di far sprofondare nel caos prima l’Iraq, poi la Libia? E quali governanti erano pronti, fino a poco tempo fa, a fare la stessa cosa in Siria ? (Dimenticavo, è vero che non siamo andati in Iraq, non la seconda volta. Ma c’è mancato poco, e pare scontato che Dominique de Villepin passerà alla storia solo per questo, che non è poco: aver impedito che la Francia per una volta, la sola e unica volta della sua storia recente, partecipasse a un intervento militare criminale – e per di più idiota.)
La conclusione inevitabile è purtroppo assai severa: i governi che si sono succeduti negli ultimi dieci anni (venti? trenta?) hanno fallito penosamente, sistematicamente, pesantemente nella loro missione fondamentale, cioè proteggere la popolazione francese affidata alla loro responsabilità.
La popolazione, dal canto suo, non ha fallito in nulla. In fondo, non si sa esattamente che cosa pensa la popolazione, visto che i successivi governi si sono guardati bene dall’indire dei referendum (tranne uno, nel 2005, ma hanno preferito non tener conto del risultato). I sondaggi d’opinione, invece, sono sempre autorizzati e – per quello che valgono – rivelano grosso modo le cose seguenti: la popolazione francese ha sempre conservato fiducia e solidarietà nei confronti dell’esercito e delle forze di polizia; ha accolto con sdegno i predicozzi della « sinistra morale» (morale?) sull’accoglienza di rifugiati e migranti e non ha mai accettato senza sospetti le avventure militari estere nelle quali i suoi governanti l’hanno trascinata.
Si potrebbero moltiplicare all’infinito gli esempi della spaccatura – oggi abissale – che si è venuta a creare tra i cittadini e coloro che dovrebbero rappresentarli.
Il discredito che oggi colpisce in Francia l’insieme della classe politica è non solo dilagante, ma anche legittimo. E mi sembra che l’unica soluzione che ci resta sarebbe quella di dirigersi lentamente verso l’unica forma di democrazia reale, e con questo intendo dire la democrazia diretta.

Michel Houellebecq

 

(foto da mailing list sociale)

 

  1. max
    novembre 21, 2015 alle 7:10 am

    nessuna azione violenta men che meno di stampo terroristico perpetrata nei confronti di innocenti trova giustificazioni false ed ipocrite da parte di chi rivendica danni da colonialismo. se una nazione ha da rivendicare qualcosa e non ci riesce con il diritto internazionale dichiari guerra; azioni terroristiche individuali + o – concertate sono fuori da qualunque contesto anche il piu’ delirante e ripeto non hanno nessuna giustificazione indipendentemente se persone come hollande piaccia o meno e vanno represse duramente con azioni di polizia/intelligence internazionali a fronte di leggi speciali che prevedano non tanto la limitazione delle liberta’ individuali ( tipo videosorveglianza nelle moschee, controlli nelle comunicazioni web ecc)quanto con la possibilita’ di interrogare e trattenere TUTTI i parenti/amici di indagati/sospettati di terrorismo( effetto deterrenza e + informazioni).situazione speciale, azioni di polizia speciali.
    magistrati che liberano terroristi per cavilli devono essere sottoposti a processo penale.
    tutto questo se siamo in buona fede. altrimenti dopo aver creato l’isiss ora lo alimentiamo x il nuovo ordine mondiale e x interessi economici ( giornalisti blasonati sostengono che i bombardieri usa hanno colpito sempre vecchi stabilimenti/capannoni vuoti e ripetutamente x non creare reali danni all’isiss). ripeto giornalisti blasonati , allora dobbiamo probabilmente rivedere le ns posizioni occidentali.

  2. Mara
    novembre 21, 2015 alle 8:27 am

    La chiave sta qui:
    “E nessuna emozione umana, nemmeno la paura, è forte come l’abitudine.” Noi italiani siamo campioni mondiali di abitudinarietà. Diversi dai nostri cugini d’oltralpe solo perché storicamente più abituati a farci governare, assorbiremo anche il terrorismo, magari qualcuno traendone profitto. Purtroppo.

  3. novembre 21, 2015 alle 8:16 pm

    A.N.S.A., 21 novembre 2015
    Bruxelles città blindata e fantasma, è caccia a due uomini con una bomba.
    Chiusa la metropolitana, i due più grandi magazzini , diversi centri sportivi e annullate molte partite di calcio. A Molenbeek trovati esplosivi e prodotti chimici: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/11/18/bruxelles-blindata-massima-allerta-terrorismo-in-tutto-il-belgio_fa8054b5-6091-414f-9ed5-349677546587.html

    ——————————————————————————

    Parigi. ‘Not in my name’. Musulmani, cori in piazza: ‘No all’Isis, noi ci siamo’
    Manifestazione nazionale contro il terrorismo, per condannare la strage: http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/11/20/parigi-domani-musulmani-in-piazza-a-roma-not-in-my-name_f491c2ee-576d-4c2e-8d76-747e5f72dfb8.html

    ——————————————————————————————

  4. max
    novembre 22, 2015 alle 6:59 am

    not in my name; ottima iniziativa seppur tardiva…
    purtroppo l’islam moderato ha da sempre un atteggiamento ambiguo nei confronti del terrorismo. certamente anche l’occidente non scherza circa l’ambiguita’; piangiamo parigi ma non l’aereo russo o il mali stiamo zitti. siamo contro il terrorismo ma a chi vendiamo armi e compriamo petrolio a prezzi di saldo?
    l’occidente obeso, narcotizzato e pavido temo soggiacera’alla furia distruttrice di pochi; occorre una seria riflessione da parte di noi occidentali su cosa e’ realmente importante. se realmente il ns stile di vita e’ realmente ok ( e non intendo certo il libero arbitrio, andare al cinema, a ballare, allo stadio, riunirsi ecc).molti valori sono andati persi e conduciamo una vita sempre di corsa. abbiamo perso di vista cosa realmente ci serve. esprimiamo la solidarieta’solo in certe occasioni ma poi quando c’e’ da decidere come realmente essere solidali , giriamo la testa.

  5. Carlo Forte
    novembre 22, 2015 alle 8:13 am

    Ma che è SCEMO + SCEMO……

  6. Mara
    novembre 22, 2015 alle 9:20 am

    Ottimo Max. Per chi lo avesse perso… un più che accorato appello di un (grande) musulmano. Secondo me da antologia!
    http://www.lastampa.it/2015/11/20/multimedia/esteri/sei-milioni-hanno-visto-il-suo-video-lislamico-francese-che-dice-no-allisis-3NhnE5C6FcHBxRMs0DhmLK/pagina.html

  7. Alessandro Nonnoi
    novembre 22, 2015 alle 6:11 pm

    Come fece Sarcosy, in calo di consensi in vista delle precedenti presidenziali, dichiarando guerra alla Libia, nella folle speranza di riacquistare una compromessa credibilità e popolarità. Nelle imminenti nuove elezioni dei nostri cugini, Holland si gioca la stessa carta, portando al massacro poveri civili senza alcuna colpa se non quella di essere persone normali.

    • max
      novembre 23, 2015 alle 7:26 am

      certamente l’associazione bombardamenti/elezioni viene spontanea tuttavia, ferme restando le colpe dell’occidente, che comunque NON giustificano in alcun modo la barbarie dei criminali terroristi, l’isiss va fermato. ogni giorno in medio oriente/nord africa ma non solo ci sono attentati con vittime x colpa di questi nazisti. come fermammo hitler e la sua banda ora tocca fermare l’isiss e personalmente anelo a 100 guantanamo e leggi che ricordino il prefetto mori. parimenti chi vende armi all’isiss e dintorni e compra petrolio da questi va ergastolato e gettata la chiave. basta connivenze col terrorismo.

  8. novembre 22, 2015 alle 9:23 pm

    A.N.S.A., 22 novembre 2015
    Bruxelles: circondato un hotel nel centro storico, è caccia ai terroristi.
    L’attentatore di Parigi Salah ha chiamato amici chiedendo aiuto. Si nasconderebbe nella capitale belga, blindata, o nei dintorni: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/11/18/belgio-caccia-a-salah.-bruxelles-blindata_5d973448-39cc-4e6b-9d87-415c4d49bc56.html

  9. novembre 23, 2015 alle 11:30 pm

    A.N.S.A., 23 novembre 2015
    Bruxelles, resta allerta massima. Salah in fuga, trovata cintura esplosiva a Parigi.
    Nella capitale belga a partire da mercoledì scuole e metropolitane riapriranno “progressivamente”, ma l’allerta resta massima fino a lunedì prossimo. Rilasciati 17 dei 21 fermati: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/11/18/belgio-caccia-a-salah.-bruxelles-blindata_5d973448-39cc-4e6b-9d87-415c4d49bc56.html

  10. max
    novembre 25, 2015 alle 10:14 am

    circa il bombardiere russo abbattuto dai turchi; c’e’ra da aspettarselo…
    se i russi sono un filino provocatori i turchi ( i governanti)sono totalmente inaffidabili e si approfittano di essere membri nato x farsi spalleggiare dagli altri membri.obama tenta una goffa difesa d’ufficio ma poi invita ad una riconcializione. purtroppo esigenze geopolitiche impongono di tenerci la turchia ma dobbiamo essere consci che l’egitto e’ + affidabile. da sempre.
    spero che questo non comprometta ulteriormente i gia’ precari equilibri usa fed. russa.
    non scordiamo che il sogno ottomano che include la siria continua.

  11. novembre 25, 2015 alle 2:58 pm

    il più pulito ha la rogna.

    A.N.S.A., 25 novembre 2015
    Turchia abbatte caccia russo. Putin: “Ankara complice dei terroristi”. Obama: “Ha diritto a difendersi”. Mosca porta i missili a Latakia.
    Ankara: ‘violato spazio aereo’. Mosca nega: ‘incidente molto serio’: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2015/11/24/siria-media-si-schianta-jet-militare_6c78e604-d7b4-4c28-8bf3-4159d28e6ce7.html

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