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Parigi, sotto casa tua.


Parigi, lutto

Era già accaduto, nel gennaio scorso.

Ci sono tante persone come te.     Almeno 129.

129 persone morte, centinaia di feriti, molti gravemente.

Ci saranno certo inconfessabili lavori sporchi combinati dai governi americano, russo, francese, inglese e da chissà chi altro.

Ci sono le guerre eterne e sempre nuove scaturite nel nord Africa e nel medio Oriente come da un Vaso di Pandora.

Ma questi criminali sanguinari che si nascondono dietro il paravento della religione islamica ci odiano.

Odiano la libertà, odiano l’ironìa, odiano la convivenza fra razze e religioni diverse, odiano tutto quello che non rientra nei loro binari mentali malati, odiano gli altri islamici che non li seguono.

Odiano anche te, se non sei come loro.

Parigi, poi Roma, Londra, Washington. Han già detto le tappe della loro follia sanguinaria.

Vanno fermati e messi in condizione di non nuocere più.

Perché non iniziare dal ricostruire il percorso dei soldi che li finanziano?     A mio parere, sarebbero probabili amare sorprese….

Stefano Deliperi

 

Parigi, Torre Eiffel

A.N.S.A., 14 novembre 2015

Parigi sotto attacco: 128 morti, italiana irrintracciabile. Isis rivendica e minaccia. Una donna nel commando.

Hollande: “E’ atto di guerra”. Papa: “Non è umano”.

 

Parigi sotto attacco. Renzi: ‘No minacce circostanziate’ ma innalzato il livello di sicurezza.

Il premier: “Il Paese è scosso, ha bisogno di unità”.

 

(foto da mailing list sociale)

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  1. max
    novembre 15, 2015 alle 8:44 am

    ritengo che le ipotesi siano 2:
    -o siamo di fronte ad un’azione premeditata frutto di una strategia GLOBALE che i padroni del pianeta stanno attuando, prima con l’immigrazione totalmente incontrollata che portera’ ad una NON integrazione con tutto quello che comporta ed un meticciamento generalizzato che portera’ il popolo in scale sociali sempre + basse, quindi+ piu’ ignoranti, quindi+ manipolabili, comunque da gestire con “mano ferma” ( svolta a destra) e poi con atti di terrorismo ( vi ricordate le nostrane br opportunamente orchestra alla bisogna per generare paura, voglia quindi di governi forti con riduzione gioco forza delle liberta’ individuali.nuovo ordine mondiale)
    -o siamo di fronte ad un’europa solo monetaria, di gente moscia, senza nessuna visione, pavida.
    che il mondo sia governato da pochi ( che non sono i presidenti) e’ palese e chi lo nega vive nel paese delle meraviglie di alice; quindi che fare?
    certamente se facciamo finta di nulla dobbiamo prevedere altri attentati con sempre maggiore frequenza.
    se invece pretendiamo che i ns governanti siano tali ( e non solo esattori) dobbiamo farci sentire; l’is va sconfitto a QUALUNQUE COSTO. l’immigrazione va RIGIDAMENTE CONTROLLATA non solo xche’ tra gli immigrati ci potrebbe essere un terrorista ( % trascurabile) ma xche’ buona parte di questi immigrati NON si adatteranno ad un mondo troppo diverso dal loro e quindi saranno facile preda degli integralismi promossi dall’imamm di turno. se ci facciamo invadere poi saremo costretti a usare le ns intelligences ( militari e civili) a passare il tempo a controllare x anni troppi soggetti.
    la vita e’ fatta di scelte ed io ho scelto.
    nb si badi bene che sono assolutamente persuaso che l’islam sia una religione di amore e pace ( benche’ un filino teocratica)
    non sono leghista ma voto dalla parte opposta; pero’ penso con la mia testa.
    ps e se l’is fosse un’invenzione dell’occidente x metterci paura e depredare i pozzi petroliferi dando il subappalto delle operazioni appunto ad una massa di tagliagole?

  2. novembre 15, 2015 alle 11:29 am

    Veramente terribili!
    Condivido l’analisi fatta da Lei. Molto approfondita e saggia,
    Grazie!
    Condivido.

  3. Fabrizio De Andrè
    novembre 15, 2015 alle 11:49 am

    Se votare facesse qualche differenza,non ce lo lascerebbero fare.Hai ragione Stefano hai ragione,fermiamoli e mettiamoli in condizioni di non nuocere più,cominciando dalle basi di guerra in Sardegna.

  4. riccardo
    novembre 16, 2015 alle 11:05 am

    poco più di una settimana fa hanno fatto un massacro a Beirut, qualche mese fa in un college in Kenya….la risposta non può essere solo guerra e morte, che facciamo condanniamo a morte uno che è kamikaze…(che è già un morto vivente.)

    • Terrae
      novembre 16, 2015 alle 5:10 pm

      Se ogni promessa è debito, un kamikaze è un uomo morto, ma se non è ancora morto non è un kamikaze.

      Bisogna evitare che lo sia.

      Per salvare la vita alle future vittime della sua follia, e per salvare lui stesso dall’abominio che lo guida, la condanna a morte è un lusso che non ci si può concedere di concedergli.

      Meglio una condanna all’inoffensività perpetua; un colpo mirato alla spina dorsale che gli renda inutilizzabili gli arti e gli tolga l’uso della parola.

      E quando dopo anni (che avrà passato strisciando come il verme che incarna), vigile e sofferente starà per tirare le cuoia, la sua carcassa dovrebbe essere pietosamente data in pasto ai maiali e le deiezioni di quelli servite in pasto ai sodali del de cuius quale sua inutile eredità.

      Poi l’oblio.

      • riccardo
        novembre 17, 2015 alle 1:03 pm

        per prima cosa bisognerebbe togliere loro le armi che produciamo e vendiamo anche a loro, bloccare qualsiasi finanziamento e investimento che l’isis e sostenitori fanno da noi, così per esempio il nuovo ospedale a olbia, il paris saint germain squadra di calcio etc… etc… e per la manovalanza assassina ma perché c… chi va in siria o libia a fare la guerra può tornare liberamente in europa?

  5. novembre 16, 2015 alle 2:55 pm

    condivisibile.

    da Il Corriere della Sera, 15 novembre 2015
    NOI E L’ISLAM. Gli attentati di Parigi e quel complesso di colpa che ispira l’equivoco buonista.
    La violenza va repressa con la violenza ma anche, e sperabilmente, esorcizzata con l’insegnamento del rispetto reciproco, instillando la banale ma sacrosanta verità che dire Dio anziché Allah o viceversa non può offendere nessuno. (Claudio Magris): http://www.corriere.it/esteri/15_novembre_15/gli-attentati-parigi-quel-complesso-colpa-che-ispira-l-equivoco-buonista-0e5ec956-8b65-11e5-85af-d0c6808d051e.shtml

  6. Alessandro Nonnoi
    novembre 16, 2015 alle 11:06 pm

    Isis non è la causa, ma l’effetto. La conseguenza di un mondo occidentale che, in preda ad un delirio di onnipotenza, pensa di poter forgiare l’umanità, secondo suoi interessi ben studiati da strateghi senza scrupoli. L’Isis, mirabolante invenzione all’interno della stanza dei bottoni, è solo un pretesto finalizzato a scopi ben più ampi. Fomentare un odio sviscerato verso un mondo pieno di risorse economiche. Le risorse petrolifere sono in netto calo fra i paesi occidentali, bisogna creare i presupposti per poter invadere paesi con ingenti riserve di oro nero. Ci sono troppe cose che non permettono di chiudere a rigor di logica la quadratura. Come fu eliminato Saddam Hussein anche l’Isis, potrebbe essere distrutto in un batter d’occhio. La macchina bellica americana ne farebbe un sol boccone nel giro di poco tempo. Ma la guerra deve essere perenne per i venditori di armi. L’instabilità costituisce un grosso busines per le multinazionali della guerra. I conflitto portano grossi introiti. E poi chi finanzia l’Isis? Non usano la fionda o l’arco negli attentati. Si parla tanto di kalashnicov. Da dove provengono queste armi di cui si conosce bene l’origine?

  7. novembre 17, 2015 alle 2:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 novembre 2015
    Attacco a Parigi, Assadakah: «La Regione blocchi gli investimenti del Qatar in Sardegna».
    Il Centro Italo Arabo e del Mediterraneo: «Basta ambiguità con gli Stati che finanziano il terrorismo»: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/11/16/news/attacco-a-parigi-assadakah-la-regione-blocchi-investimenti-qatar-in-sardegna-1.12457054

    ______________________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 16 novembre 2015
    “Il Qatar finanzia i terroristi: la Regione fermi gli investimenti nell’Isola”, l’appello di Assadakah: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/11/16/la_regione_fermi_gli_investimenti_qatar_in_sardegna_appello_di_as-68-445593.html

    ______________________________________________________________

    da CagliariPad, 16 novembre 2015
    “Finanzia la jihad: Regione blocchi affari col Qatar nell’Isola”.
    “Non si possono piangere le morti di Beirut e Parigi e al contempo prendere i soldi dalle mani insanguinate dei finanziatori dello Stato Islamico e di al Qaeda”, è quanto ha chiesto Assadakah Sardegna: https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/wp-admin/comment.php?action=editcomment&c=160947

  8. novembre 18, 2015 alle 2:59 pm

    da Il Corriere della Sera, 18 novembre 2015
    Petrolio e fondi, caccia al tesoro. (Guido Olimpio). (http://www.corriere.it/reportages/esteri/2015/tesoro-califfato/)

    La nuova strategia dell’Occidente per ridurre le fonti di finanziamento. Da 1 a 2 miliardi il budget dei terroristi

    WASHINGTON Vladimir Putin ha dato i numeri. L’Isis riceve finanziamenti da 40 paesi, alcuni dei quali sono membri del G20 – è stata la sua accusa in concomitanza con il summit di Antalya, in Turchia -, Mosca ha condiviso le informazioni per dimostrarlo. Con una precisazione. Il leader del Cremlino ha parlato di «individui privati», di traffici di petrolio scoperti dai satelliti spia, di rapporti sotterranei. Un discorso che ha conquistato attenzione, anche se il tema non è proprio inedito.

    Fonti irachene e statunitensi hanno fornito varie valutazioni su quanto abbia nei forzieri Abu Bakr al Baghdadi. Prima si è detto quasi 2 miliardi di dollari, un mese fa il report dell’Overseas Security Advisor Council ha indicato 1 miliardo di dollari. La differenza non è piccola, resta comunque un budget poderoso costruito attraverso una rete diversificata, compresa quella donatori.

    Le analisi hanno calcolato che le offerte esterne ammonterebbero a 40 milioni di dollari. Numeri che si basano su informazioni certe ma anche stime. Non ci sono le pezze d’appoggio. Non le rilasciano e c’è, ovviamente, la sensibilità diplomatica: alcuni dei finanziatori occulti vivono in stati amici dell’Occidente, necessari nella manovra internazionale contro l’Isis. Ecco il riferimento di Putin a membri del G20.

    Gli Stati Uniti hanno segnalato l’azione di figure – senza nome – in Arabia Saudita, personaggi e associazioni che hanno inviato soldi per aiutare l’Isis in quanto alfiere del sunnismo radicale ma anche nemico dell’Iran. Un legame coltivato all’inizio e poi attenuatosi. Il cash sarebbe stato portato direttamente oppure attraverso il Kuwait, altro snodo finanziario spesso citato per i rapporti con ambienti integralisti. Stessa cosa per il Qatar, onnipresente con ufficiali pagatori e 007. In realtà i qatarini hanno legami più solidi con una formazione in lotta con l’Isis, i qaedisti siriani di al Nusra.

    Gli analisti ritengono che possa esistere una versione minore di quella che al tempo di bin Laden era chiamata «la catena d’oro», ossia una rete di sostenitori distribuiti in molti Paesi. A volte personalità ben note, in altri casi signor nessuno in grado però di rastrellare dollari. I signori del Golfo aiuterebbero il Califfato per due motivi: solidarietà per la campagna islamista; tangente per evitare di essere colpiti. Sistema che funziona solo in parte visto che lo Stato Islamico ha comunque ha attaccato pur prendendo di mira gli sciiti.

    Altra cosa sono i rapporti con gli esecutivi. I jihadisti sanno che gli aiuti possono trasformarsi in condizionamenti e per questo hanno cercato di essere autonomi sul piano economico. Il controllo di risorse energetiche, agricoltura e vie di comunicazione unite alla tassazione capillare (anche dei commerci), i riscatti hanno permesso loro di costruire un bilancio ampio. Però è chiaro che il greggio o il gas qualcuno lo compra, quindi ci sono ricettatori e autorità che non controllano. L’oro nero finisce ovunque: Turchia, Iran, Kurdistan, Giordania. E persino a Damasco, con il regime che acquista attraverso gli intermediari. Putin, non a caso, cita le immagini satellitari che mostrano il serpentone di camion e le pipeline clandestine, persino su twitter sono apparsi scatti nitidi. È un network che è stato colpito solo in parte dalla coalizione. Quasi 300 i siti distrutti secondo il Pentagono. Pochi giorni fa gli USA hanno rivelato di aver incenerito un centinaio di autocisterne con il petrolio dell’Isis. In passato non le avevano toccate sostenendo che il contrabbando è spesso gestito da civili che non hanno un rapporto organico, ma solo di interesse con i terroristi.

    E’ evidente, che come per i raid, è ancora poco. Bisognerebbe obbligare le autorità a maggiore severità, tagliando rotte e condutture clandestine, dando la caccia a chi porta valige di contante, arrestando i facilitatori degli scambi. E’ stato un impegno ridotto, non una vera campagna. Molti temono contraccolpi in quanto in zone povere tanti campano con l’economia di guerra e il contrabbando. Poi ci sono le agende segrete, il desiderio di tenersi una carta di scambio. Infine Washington teme di aprire tensioni con alleati indisponenti, infedeli ma comunque indispensabili.

    E poi c’è l’aspetto finale, quello operativo. Le indagini dicono che organizzare un attacco nel cuore dell’Europa non richiede troppe risorse, gli attentati costano poche migliaia di dollari, ben lontano dal mezzo milione dell’11 settembre. Bastano anche gli spiccioli usciti dal forziere del Califfo.

    ———————————————————–

    ANCORA SANGUE. Nigeria: decine di morti e feriti in un attentato a stazione dei bus.
    L’esplosione è avvenuta nei pressi di un mercato nella città di Yola, nel Nord-Est del Paese. Per la polizia sarebbe opera dei fondamentalisti islamici di Boko Haram: http://www.corriere.it/esteri/15_novembre_17/nigeria-boko-haram-attentato-stazione-bus-036918a0-8d7a-11e5-a51e-5844305cc7f9.shtml

  9. novembre 20, 2015 alle 2:58 pm

    anche Bamako è sotto casa tua.

    A.N.S.A., 20 novembre 2015
    Mali, attacco terroristico: 170 ostaggi in hotel di Bamako. “Tre uccisi, sequestrati membri Air France”. Liberato chi recita il Corano – Diretta Live: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/11/20/attacco-terroristico-in-mali-170-ostaggi-allhotel-radisson_622d964f-b62c-4756-85f1-fa87cd025b9a.html

  10. dicembre 15, 2015 alle 10:03 pm

    eccoci di nuovo a Mosul. Quasi 2 mila anni dopo la Legio II Parthica.
    Toh, facciamoci una cultura: https://it.wikipedia.org/wiki/Legio_II_Parthica

    A.N.S.A., 15 dicembre 2015
    Iraq: Renzi, 450 militari italiani a difesa diga Mosul.
    Ditta italiana ha vinto appalto, noi a fianco militari Usa: http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2015/12/15/iraq-renzi-450-militari-italiani-a-difesa-diga-mosul-_9127a5bd-0820-4996-be66-35c1de129752.html

  11. dicembre 22, 2015 alle 10:04 pm

    complimenti, ecco un despota idiota.

    A.N.S.A., 22 dicembre 2015
    Natale vietato in Brunei, pena è galera.
    Il sultano, ‘celebrazioni possono danneggiare fede musulmani’. (http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/12/22/natale-vietato-in-brunei-pena-e-galera_a23e5fde-0746-4420-94d4-70648dc14ab4.html)

    Il sultano del Brunei Hassanal Bolkiah ha ‘vietato’ il Natale nel suo piccolo Stato. Non è permesso alcun tipo di festeggiamento in pubblico, perfino l’invio degli auguri. Per i trasgressori è prevista una condanna fino a 5 anni di carcere. La misura drastica è stata giustificata dal governo come misura per non danneggiare i fedeli musulmani nel Paese a maggioranza islamica. Il bando vige dal 2014 ma è stato rinnovato quest’anno con più forza dopo l’appello di un gruppo di imam.

  12. marzo 23, 2016 alle 5:05 pm

    e ancora, a Bruxelles, con semplicità criminale.

    A.N.S.A., 23 marzo 2016
    Bruxelles: bilancio vittime sale a 32, tra i dispersi anche una italiana. Procura: quattro i terroristi, uno in fuga.
    Patricia Rizzo risulta tra le persone scomparse dopo l’attentato alla metropolitana a Maalbeek. La Capitale belga ricorda le vittime degli attentati con un emozionato minuto di silenzio: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/03/23/attacco-a-bruxelles-caccia-allartificiere-identificati-i-kamikaze.-italiana-tra-le-vittime_b5bdc8dd-4887-4957-b443-80401e5c9e90.html

    _______________________________

    da l’Hffington Post, 23 marzo 2016
    Il Belgio è uno stato fallito e alcuni alleati ci stanno tradendo. (Lucia Annunziata): http://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/bruxelles-attentato-belgio-stato-fallito_b_9523644.html?1458671345&utm_hp_ref=italy

  13. Terrae
    marzo 23, 2016 alle 6:34 pm

    Esattamente.

    Il Belgio è uno stato fallito e la sua popolazione l’esempio plastico di cosa sia il lassismo ed il qualunquismo civico di una società capace di coltivare solo disvalori, tesa alla rivendicazione di diritti che sconfinano nell’aberrazione del diritto e nell’arbitrio, se anche associazioni di pedofili possono sbraitare indisturbati la presunta liceità dei propri comportamenti.

    Il Belgio, ventre molle dell’Europa, sbracato di peso nel cuore stesso delle istituzioni europee, diviso e distratto dalle beghe prettamente economiche tra Valloni e Fiamminghi pronti a demolire lo Stato di tutti per graffiare l’avversario.

    10 miliardi di euro sono stati il pretesto per affamare la Grecia con lo spettro della sua fuoriuscita dall’Europa, mentre il Belgio, avulso nella sua inettitudine, incubava e svezzava impunemente colonie di soggetti pronti a distruggere l’identità stessa dell’Europa della libertà, della democrazia e del diritto.

    E quegli assassini, anche ieri, hanno pasteggiato con carni pregiate servite generosamente dal fallito padrone di casa.

    • M.A.
      marzo 24, 2016 alle 11:04 am

      Leggendo il tuo post Terrae mi sono chiesto: ma se il Belgio è ciò che scrivi, l’Italia che caspita é?!

      • Terrae
        marzo 24, 2016 alle 7:08 pm

        +Carlo Forte

        Davvero vorrei fosse chiaro che non faccio di tutta l’erba un fascio, e che non c’è nazionalismo o sentimento di rivalsa in ciò che ho detto. È vorrei che ancora più chiaro sia il mio cordoglio per le vittime di questa ennesima barbarie.

        A chi mi chiedesse se in Belgio ci siano persone per bene, oneste, probe, responsabili, altruiste, animate da senso civico e umana solidarietà, capaci e laboriose, io non esiterei ad affermare che si, ci sono persone che meritano il rispetto incondizionato di tutti.

        Tuttavia è sotto gli occhi di tutti che quel paese, fosse anche nell’intento nobile di realizzare una società ecumenica e ugualitaria, ha perso il proprio orizzonte identitario e morale, con lo Stato che è solo un incerto collante in mano ad una classe dirigente, che governa, amministra e opera pro-forma, tanto incapace di progettare il futuro quanto inetta persino nell’organizzarsi efficacemente a tutela della vita dei propri cittadini.

        Una società disorientata, distratta, disincantata, egoista, persino apatica, può esprimere una classe dirigente migliore?

        Il fallimento del Belgio oggi rischia di trascinare nel baratro anche l’Europa molto più che la crisi greca.

        E a chi nel bel reame auspicava di amputare la Grecia dall’Europa per scongiurare il contagio della povertà, oggi bisognerebbe chiedere se preferisce essere commissariato o se, coerentemente, vuole levarsi da mezzo ai piedi.

        Infine, con tutti i suoi difetti, mai e poi mai baratterei l’Italia. Men che meno adesso col Belgio, il ventre molle dell’Europa.

        Basterebbe la tenacia di una sola delle nostre donne per affermare che, invece, questo Paese le palle le ha.

        Ovviamente, mai dormire o abbassare la guardia contro la prepotenza e l’ingiustizia, così come contro il qualunquismo e il lassismo.
        E poi, mai farsi mancare un orizzonte da raggiungere.

  14. Carlo Forte
    marzo 24, 2016 alle 11:03 am

    Mamma Mia terrae……Cosa ti hanno fatto Di male in Belgio

  15. marzo 25, 2016 alle 2:56 pm

    prepariamoci…

    A.N.S.A., 25 marzo 2016
    Bruxelles come Parigi,’Salah doveva sparare in città’.
    Mentre kamikaze colpivano. Sei arrestati. Incubo siti nucleari: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/03/24/attacco-a-bruxelles-caccia-alluomo-del-commando.-la-conta-dei-dispersi_6ca614b3-162e-4d2b-98c0-c5a1c2567ec6.html

    ______________________________________________

    da Il Corriere della Sera, 25 marzo 2016
    Attentati Bruxelles: anche le centrali atomiche nel mirino dei terroristi.
    In dicembre trovato filmato di 10 ore sulla casa del direttore del programma di ricerca e sviluppo nucleare del Belgio. Da inizio di marzo gli impianti presidiati dai soldati. (Giuseppe Guastella): http://www.corriere.it/cronache/16_marzo_24/attentati-bruxelles-centrali-atomiche-belgio-terroristi-ec65f2e6-f1f5-11e5-8e82-ccf80e9a48c0.shtml

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