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Arrestato un bracconiere di Cervi sardi.


Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha arrestato un bracconiere, Efisio Mattana (57 anni),  dipendente (Direzione generale della Protezione civile) della Regione autonoma della Sardegna, a caccia di esemplari di Cervo Sardo (Cervus elaphus corsicanus) presso l’oasi naturale WWF di Monte Arcosu (Uta).

Il bracconiere, tutt’altro che persona costretta alla caccia di frodo per problemi economici, aveva un fucile calibro 16 con matricola abrasa e presso la sua abitazione sono state ritrovate carni di cervo.  

L’ennesimo episodio di bracconaggio – in questo caso ai danni del Cervo sardo – è stato sventato dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, al quale va il nostro sostegno.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

 

 

 

piccolo di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

piccolo di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

 

 

da L’Unione Sarda on line, 31 ottobre 2013

Caccia cervi nell’oasi protetta. Dipendente regionale in cella.   Il 57enne è stato arrestato dagli agenti del Corpo Forestale della Stazione di Capoterra.

Stava cacciando un cervo a Uta, in località Guttureddu, nell’oasi permanente di protezione faunistica del Parco di Monte Arcosu di proprietà e gestita dal Wwf. Aveva pensato a ogni cosa: si stava piazzando su una pianta di carruba, in prossimità di una pastura di grano con la quale avrebbe attirato i cervi, e imbracciava un fucile calibro 16 caricato a pallettoni a cui aveva agganciato con un supporto artigianale una torcia per abbagliare la preda. Per questo un dipendente della Regione Sardegna, Efisio Mattana, 57 anni, è stato arrestato dagli agenti del Corpo Forestale della Stazione di Capoterra.

L’uomo deve rispondere di detenzione di arma clandestina – il fucile aveva il numero di matricola cancellato – e di esercitare la caccia di frodo. L’operazione che ha portato all’arresto di Mattana è scattata ieri notte a Uta, dove gli agenti della Forestale stavano effettuando alcuni controlli per frenare il bracconaggio. Durante questa attività hanno individuato il cacciatore di frodo che, dopo un breve inseguimento, è stato bloccato. Sequestrato il fucile e l’attrezzatura utilizzata per la caccia. Gli agenti hanno poi perquisito l’abitazione del dipendente regionale recuperando altra selvaggina. All’interno di un freezer, inoltre, sono state rinvenute parti di cervo che secondo la Forestale sarebbero frutto dell’attività di bracconaggio svolta da tempo dal 57enne.

 

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

(foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. ottobre 31, 2013 alle 7:41 pm

    A.N.S.A., 31 ottobre 2013
    Dipendente regionale a caccia di cervi. Sorpreso e arrestato da Forestali nell’oasi Wwf di Monte Arcosu: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/10/31/Dipendente-regionale-caccia-cervi_9551192.html

    _____________________

    da La Nuova Sardegna on line, 31 ottobre 2013
    Dipendente regionale a caccia di cervi nell’oasi Wwf, arrestato. L’uomo, 57 anni, è stato sorpreso dai forestali a Monte Arcosu. Il bracconiere deve rispondere anche di detenzione di arma clandestina: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/10/31/news/dipendente-regionale-a-caccia-di-cervi-nell-oasi-wwf-arrestato-1.8026687

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    da CagliariPad, 31 ottobre 2013
    Dipendente regionale a caccia di cervi nell’oasi Wwf: arrestato.
    In manette, Efisio Mattana, 57 anni. Cercava gli animali protetti a Uta. Si stava piazzando su una pianta di carruba con un fucile calibro 16 caricato a pallettoni a cui aveva agganciato una torcia per abbagliare la preda: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=5549

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    da Sardinia Post, 31 ottobre 2013
    Dipendente regionale a caccia di cervi a Monte Arcosu: arrestato: http://www.sardiniapost.it/cronaca/dipendente-regionale-caccia-cervi-monte-arcosu-arrestato/

  2. paola ceccatelli
    ottobre 31, 2013 alle 7:45 pm

    Gesto ancora più ignobile a carico di un pubblico dipendente e che ferisce e oltraggia la propria terra. Immagino che subirà solo qualche “sgridata” e tornerà ai suoi svaghi… Italia di vergogna!

  3. ottobre 31, 2013 alle 7:51 pm

    Sono molto contento e spero che non lo liberino dopo pochi giorni. Questi signori non violano solo la legge vigente ma offendono il senso civile di coloro che rispettano la latura e, con essa, la vita degli animali.

  4. Ixxos
    ottobre 31, 2013 alle 8:37 pm

    Ma roba da matti…
    …un dipendente regionale….
    quoto Paola ma spero che immagini male.

  5. Cristiana Verazza
    ottobre 31, 2013 alle 8:55 pm

    Ogni tanto una buona notizia. Anch’io di recente sono andata per cervi (a fotografarli però), e mi sono imbattuta in un bellissimo esemplare di maschio ferito. Ho chiamato immediatamente la Forestale che si è precipitata sul posto ed insieme abbiamo atteso l’intervento del veterinario (che è arrivato quando il cervo si è era però spostato perché spaventato dai forestali cheavevano tentato di avvicinarlo). In quel caso, probabilmente era stato investito da una macchina, aveva una zampa rotta e sanguinava. Purtroppo esistono solo due posti in Sardegna, muniti di fucile ad ago, quindi comunque, l’animale non poteva essere sedato e poi soccorso. Mi chiedo questo: come mai solo due posti in Sardegna muniti di un tale strumento?
    Ho chiamato la Forestale il mattino dopo poiché erano rimasti d’accordo col veterinario di fare un sopraluogo all’alba. Il cervo non poteva spostarsi di molto, quindi la speranza era ritrovarlo; invece nulla, nessuna traccia. Spero solo non sia diventato preda di qualche vigliacco.
    QUESTO è LUI http://www.flickr.com/photos/63701316@N06/10255449326/

  6. Cristiana Verazza
    ottobre 31, 2013 alle 8:56 pm

    Maschio di cervo sardo

  7. Shardana
    novembre 1, 2013 alle 11:26 am

    Se pò fa,se pò fa………..

  8. novembre 5, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 5 novembre 2013
    Caccia di frodo a Maristella: due denunciati.

    ALGHERO. I carabinieri della stazione di Fertilia li hanno sorpresi sabato notte a Maristella mentre si apprestavano a cacciare . Così, per gli algheresi A. I. e C. M., entrambi di 35 anni, rispettivamente disoccupato e pescatore, è partita una denuncia a piede libero. I militari sono intervenuti al termine di un’indagine su il presunto porto abusivo di arma da fuoco e illecita attività venatoria. Tuttavia i due stavano usando un fucile da caccia legalmente detenuto, ora sottoposto a sequestro.

  9. novembre 5, 2013 alle 7:54 pm

    da L’Unione Sarda on line, 5 novembre 2013
    Nuoro, operazione antibracconaggio. La Forestale denuncia un cacciatore: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/11/05/nuoro_operazione_antibracconaggio_la_forestale_denuncia_un_cacciatore-6-338785.html

    • novembre 6, 2013 alle 2:48 pm

      da La Nuova Sardegna, 6 novembre 2013
      Carne di cinghiale, un business che fa gola ai bracconieri. Decine e decine di trappole realizzate con filo di acciaio scoperte nelle campagne del Nuorese L’ultimo episodio è dell’altro ieri: i ranger della Forestale hanno sorpreso all’opera un uomo di Orosei. (Angelo Fontanesi)

      NUORO. L’ultimo episodio che certifica la crescita esponenziale del fenomeno del bracconaggio su tutto il territorio del Nuorese si è verificato venerdì scorso a Orosei, in località Muriè, dove all’interno del perimetro dell’autogestita Gollei Mannu una pattuglia del Corpo forestale della stazione di Orosei, con il nucleo investigativo di polizia ambientale dell’Ispettorato di Nuoro, ha rinvenuto una quindicina di lacci d’acciaio posizionati lungo una recinzione metallica e individuato il presunto autore dell’attività illecita. Per la cronaca si tratta di un allevatore di 53 anni (P.S.) che oltre che per bracconaggio è stato denunciato a piede libero anche per maltrattamento di animali in quanto sorpreso a sopprimere crudelmente un cagnetto meticcio intrappolato in un laccio. Ma sono decine e decine ogni giorno le trappole per selvaggina di vario tipo che vengono trovate nelle campagne dagli agricoltori e dagli stessi cacciatori. Per lo più sono cappi realizzati con cavetti di acciaio attaccati alla reti di recinzione, ma anche gabbie in metallo facilmente smontabili e trasportabili. Trappole silenti ed estremamente efficaci che stanno soppiantando il classico “punteramento” notturno con doppietta, tattica decisamente più rumorosa e dunque più pericolosa per il bracconiere. Fatto sta la caccia grossa in Sardegna non chiude mai, e che la carne di cinghiale abbondi in ogni stagione sulle tavole di tantissime famiglie e non manca mai nei menù di tanti ristoranti tipici e agriturismi. Un business in piena regola, che occupa un numero sempre più crescente di vecchi e nuovi adepti e che vale decine e decine di migliaia di euro. Trovare carne di cinghiale selvatico non è certo un problema: basta essere disposti a pagare dai 20 ai 30 euro al chilo. E, sempre pagando profumatamente, non è difficile neanche reperire sul mercato la sua salsiccia e altri prodotti derivanti da macellazioni e lavorazioni clandestine. Tutto in nero ovviamente, e senza nessun controllo sanitario, con il rischio per “l’utilizzatore finale” di contrarre epidemie pericolosissime come trichinellosi e altre malattie. Ad arginare il bracconaggio sul campo ci sono soprattutto i ranger del Corpo forestale, ma la dimensione del fenomeno è tale che i loro sporadici interventi alla fine sortiscono una funzione deterrente piuttosto blanda. «La pratica del bracconaggio nelle nostre campagne esiste da sempre e l’attuale alto numero di cinghiali la sta amplificando – conferma Vittorio Siotto, dirigente del centro operativo del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Nuoro – Noi facciamo quanto possiamo, ma è anche vero che con tutte le deleghe che ha adesso il Corpo più di tanto non si riesce a fare». Qualcosa in più si potrebbe fare intensificando i controlli sulla tracciabilità delle carni selvatiche commerciate nei ristoranti tipici e negli agriturismo. Ma anche in questo campo la penuria di organico delle istituzioni preposte ai controlli (forze dell’ordine e Asl) gioca un ruolo fondamentale a favore dei bracconieri. Intanto, chi in Sardegna vorrebbe trarre legale profitto dall’allevamento del cinghiale e dalla lavorazione delle sue carni trova sempre più difficoltà e getta la spugna. «Ci sono troppe prescrizioni e norme rigidissime che di fatto rendono impossibile realizzare un allevamento di cinghiali – dice Luca Belloi, titolare di una azienda agricola sul Monte Ortobene e sino a pochi anni fa uno dei rarissimi allevatori di cinghiali per uso alimentare in tutta l’isola – Io per questo ho dovuto rinunciare, ed è un peccato perché la carne di cinghiale sardo è ricercatissima». Così, i ristoratori che vogliono vendere “cinghiale sardo” senza incorrere in rischi, acquistano cinghiali provenienti da allevamenti autorizzati dell’est Europa ma anche di Toscana e Corsica. Sennò c’è l’amico bracconiere, sempre pronto e sempre ben fornito.

  10. novembre 30, 2013 alle 7:40 pm

    da La Nuova Sardegna, 30 novembre 2013
    Senorbì, ranger trovano bracconieri che scuoiano due cinghiali. Denunciate quattro persone che hanno fatto una battuta di caccia in un giorno non consentito: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/11/30/news/senorbi-ranger-trovano-bracconieri-che-scuoiano-due-cinghiali-1.8210940

  11. marzo 8, 2014 alle 7:37 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 marzo 2014
    Tre bracconieri scoperti e denunciati nel Cagliaritano.
    Scoperte e sequestrate dalla Forestale trappole per cinghiali, cervi e piccoli uccelli. (Luciano Onnis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/03/08/news/tre-bracconieri-scoperti-e-denunciati-nel-cagliaritano-1.8811604

  12. M.A.
    marzo 11, 2014 alle 8:08 pm

    Hai visto Grig..da tutti gli ultimi eventi di bracconaggio citato da te, bisogna riflettere sull’età. Infatti di tutti questi reati ciò che mi salta all’occhio è l’età dei bracconieri: 32, 34 37 anni. Molti ambientalisti hanno da sempre insistito che chi si diverte a uccidere per mangiare un animale, sia legalmente (cacciatori) che illegalmente (bracconieri), siano persone ormai anziane, figlie di un’altra società ormai evoluta, ecc ecc. L’età dei soggetti in questione smentisce queste tesi. Infatti il fenomeno del bracconaggio è in costante aumento tra i giovani. Che cosa bisogna fare grig? Manca una cultura ambientale?? Oppure bisogna reprimere con la giustizia questi criminali? Sai il mio pensiero…È per certi versi un pò come per molti verdi o elettori di sinistra la legalizzazione della marijuna. Per loro legalizzarla significherebbe eliminare il reato, fermare i traffici illeciti e imporre delle tasse sul consumo; con la caccia invece, che è un’attività già legale e già abbondantemente tassata, bisognerebbe migliorare la legge affinchè molti non siano più tentati di fare i bracconieri ma si limitino ad essere cacciatori nel rispetto della legge e della natura. La politica non deve essere assente, ma deve intervenire affinchè i cittadini non siano tentati a delinquere.

    • marzo 11, 2014 alle 8:28 pm

      te l’ho già detto: apri la porta la porta di casa tua ai ladri per redimerli e poi ne riparliamo 🙂

      Stefano Deliperi

  13. M.A.
    marzo 12, 2014 alle 2:34 pm

    Sono due cose totalmente diverse e tu che sei una persona intelligente lo sai.
    Io parlo di istigazione a delinquere da parte di leggi, che non aiutano a tutelare il patrimonio faunistico sardo, anzi trasformano cittadini in bracconieri. In Sardegna, i detentori di regolare porto d’armi sono 46000. (Chi invece non ha il porto d’armi regolare e detiene armi e pratica la caccia illegale quanti sono?? tanti e gli articoli dei giornali lo dimostrano ). Il porto d’armi è stato ed è tuttora uno strumento adoperato dalle prefertture sul controllo della buona condotta dei cittadini. Infatti, per molti, perdere il porto d’armi a causa di una denuncia penale, sarebbe un grosso colpo (in quanto non potrebbero più esercitare una caccia legale). Il porto d’armi è un attenuante, nei confronti di chi è propenso a compiere azioni illegali, (se hai la fedina penale sporca, te lo puoi scordare!). In questo senso, in una terra dove la pratica della caccia è viva, anche le istituzioni hanno trovato il modo per controllare alcuni cittadini. Il problema, sia sociale che ambientale, nasce quando la Regione o lo Stato, aumentando in maniera ingiustificata tasse, vincoli o riducono il calendario venatorio che per 20 -30 anni accontentava tutti. In Sardegna dove l’uccidere per nutrirsi è CULTURA, in questo modo si rompe un meccanismo. Se fino a ieri una persona aveva un qualcosa da perdere (il porto d’armi) e rispettava la legge, e improvvisamente per motivi di causa maggiore imposti dall’alto (come motivi economici, riduzione immotivate di tempi e specie), infrange la legge. Se costui, ormai bracconiere dovesse essere sorpreso dagli agenti di sorveglianza oltre a sanzioni amministrative ci sono sanzioni penali, che comporterebbe immancabilmente il ritiro del pda. Una volta perso il porto d’armi, quel soggetto che cos’ ha da perdere? Nulla! Anzi virne meno anche un freno morale dettato dal fatto di averlo, trasformando il soggetto in una scheggia incontrollabile, che causa danni ambientali, prelevando la selvaggina in modi e soprattutto tempi non consentiti. Il vero rispetto ambientale, avviene laddove il prelievo avviene legalmente entro i tempi e i soggetti deputati nel farlo siano soggetti a quel controllo. L’unico modo è che la politica intervenga legalmente accontentando gli interessi di tutti. Fauna, ambientalisti e cacciatori. Cosa che tutt’oggi in Sardegna tra turismo venatorio, cacciatori che si vantano su Facebook e bracconaggio che dilaga ovunque, mancano…causando le relative ripercussioni a livello ambientale!

  14. giannantonio
    marzo 12, 2014 alle 6:26 pm

    Da cacciatore rispettoso delle regole, sul bracconaggio inteso come reato sono d’accordo con Deliperi, come sono d’accordo con M.A. quando auspica che “la politica intervenga legalmente accontentando gli interessi di tutti. Fauna, ambientalisti e cacciatori”.

  15. M.A.
    marzo 12, 2014 alle 8:57 pm

    Stefano, forse non capisci, ti do ragione!
    :”i cacciatori beccati a compiere atti di bracconaggio sono un infinità”, e io ti ho spiegato il perché! Ti ho spiegato anche il modo in cui politicamente bisogna intervenire affinché i cacciatori siano nelle condizioni di essere cacciatori e no di diventare bracconieri. Per quante campagne ecologiste, animaliste e di sensibilizzazione possiate fare, in Sardegna saranno esclusivamente buchi nell’acqua, perché esiste un muro, (da te e da tanti di Voi ripudiato), che si chiama CULTURA sarda. L’empatia trova poche radici in una terra come questa, e le vostre (intese come ass ambientaliste) campagne anticaccia con le correlate conseguenze sull’attività venatoria legale hanno incrementato il bracconaggio. Siete riusciti a togliere da una parte, ma avete favorita l’altra faccia che è assai più dannosa. L’unico controllo, che può arrestare anche l’impatto ambientale, è politico. Prima ve ne rendete conto e tanto meglio sarà per l’ambiente che dite di proteggere.

    • marzo 12, 2014 alle 10:36 pm

      quella che chiami “cultura” è bracconaggio, furto.
      E gli autori stanno bene in galera.
      Ora, però, basta con le stupidaggini.

      Stefano Deliperi

  16. marzo 17, 2014 alle 2:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 17 marzo 2014
    Tubo-fucile da bracconaggio in casa: arrestata una vedova.
    Orroli, i carabinieri di Isili hanno trovato anche una pistola con la matricola abrasa: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/03/17/news/tubo-fucile-da-bracconaggio-in-casa-arrestata-una-vedova-1.8868331

  17. M.A.
    marzo 17, 2014 alle 5:48 pm

    Si fortificno sempre di più le mie tesi in merito! Chi vuole un pezzo di carne sana, naturale, lontana da manipolazioni e sostanze chimiche di cui è ricca la carne che si trova oggi giorno nelle vaschette di polistirolo dei supermercati (importata da chi sa dove e allevata da chi sa come) deve pagare le tasse e andare a sparare ai cinghiali secondo i modi e i tempi consentiti dalla legge! Mi auguro solamente che chi abbia sbagliato comprenda l’errore e dato che non possono avere più il porto d’armi in futuro (di conseguenza non avendo più nulla da perdere) non ricadano in tentazione.

  18. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    marzo 18, 2014 alle 12:37 am

    Tema complesso…..il bracconaggio è furto aggravato (art. 625 c.p.) e fin quì non ci piove. La legge prevede pene restrittive della libertà per chi compie tali delitti……poi però si entra nel vorticoso mondo dell’interpretazione della Legge, della sospensione della pena, ecc., attraverso la quale oggi anche chi uccide un uomo rischia di non finire in carcere. (Parlo per esempio dell’omicidio colposo aggravato dallo stato di ubriachezza)!
    Quindi ahimè ritengo che prima di tutto la Legge si debba dare una regolata, semplificando in tutti i campi. 110000 leggi presenti in Italia, 7000 (se non erro in Olanda) ecc.
    L’orientamento del Governo, bacchettato dall’Europa, che leggiamo tutti i giorni vorrebbe svuotare le carceri da reati “minori” pertanto il sogno di chi vorrebbe i bracconieri (ladri) in carcere è utopia. Il mio pensiero direbbe invece che nonostante il ppr qualche carcere stile U.S.A. in campagna si potrebbe fare (il territorio non manca) ….magari anche con vista sul mare e pannelli solari sui tetti……
    Parlo però di un nuovo sistema che l’Italia garantista non farà mai. Far lavorare i detenuti incatenati per pulire strade, lavorare i campi ecc. Sotto il controllo di Guardie Carcerarie munite di fucile a pompa (a pallettoni) o mp5 con olografico……
    In carcere manderei anche chi guida sotto l’influenza dell’alcool e per uscire (dopo minimo 5 giorni obbligatori) dovrebbe pagare la cauzione per poi subire il processo (secondo me con questo deterrente uno ci penserebbe prima di mettersi alla guida )…….non penso che ad un ragazzo/a – uomo/donna giovane o adulto/a faccia piacere arrivare ammanettato in caserma e ritirare il pigiama a righe.
    Quindi cari signori del grig , di cosa stiamo parlando?

    CRIMINALIZZARE SOLO CHI AMMAZZA ANIMALI ANCHE PROTETTI COME NEL CASO DEI CERVI non va bene. Si pensi a Hitler che era animalista ma se non erro qualche cristiano non gli stava a genio. ….

    Parlando di caccia:
    Sono il primo che denuncio fatti errati di uso comune in certe zone della Sardegna che “rasentano secondo questi la tradizione”….. come quello di andare a bracconare cinghiali 365 giorni all’anno. Scandaloso! Sapete che ogni anno si abbattono illegalmente circa 10.000 cinghiali ed i primi ad essere penalizzati di questo siamo noi cacciatori coon regolare porto d’armi che seguiamo il calendario vanatorio!
    Com’è scandaloso in certe zone (di giovedi aperto alla caccia minuta) subire il giusto controllo documentale…vedendo però che poco distanti ci sono un gruppo di cacciatori che urlano e sparano e hanno cani che abbaiano dietro (a un cinghiale???) E non vengono nemmeno guardati da chi ci contolla….
    Si apra il cinghiale singolarmente anche il giovedì (dal 1/11 al 31/01)!

    Per i giusti controlli che sono pochissimi, si faccia come si fa con la stradale. Cioè la Forestale di Oristano, durante i giorni di caccia va a controllare i cacciatori in Barbagia e la Forestale di Nuoro va a controllare gli Oristanesi.
    Altrimenti dovremo pensare che è un uso comune il tirare a fucilate la pattuglia della forestale che poi, poveri loro, non controllano più nessuno perchè la vita è bella e tengono pure famiglia.

    Quindi…. basta rispettare La Legge partendo dal “divieto di sosta”!

    • marzo 18, 2014 alle 11:03 pm

      e dove sta scritto in questo blog che vogliamo “criminalizzare” solo quei delinquenti dei bracconieri?
      Noi vogliamo, chiediamo, pretendiamo che la legge sia rispettata, in campo ambientale e non solo.
      Semplice, partendo dal “divieto di sosta”.

  19. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    marzo 18, 2014 alle 1:00 am

    Gruppo d’Intervento Giuridico :
    da La Nuova Sardegna, 17 marzo 2014
    Tubo-fucile da bracconaggio in casa: arrestata una vedova.
    Orroli, i carabinieri di Isili hanno trovato anche una pistola con la matricola abrasa: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/03/17/news/tubo-fucile-da-bracconaggio-in-casa-arrestata-una-vedova-1.8868331

    L’articolo della Nuova Sardegna è minimo impreciso …. pieno di giornalisti (……) totalmente ignoranti in materia di armi/caccia e normative simili (non sanno conoscere la differenza tra un fenicottero e un fringuello____per fortuna ci siete voi del grig che sotto la foto scrivete il nome dell’animale inquadrato)!
    Il tubo fucile è arma clandestina di fabbricazione artigianale. È illegale produrlo, de tenerlo e portarlo.
    Può certamente essere utilizzato anche per bracconaggio ma ….il tubo fucile che fu sequestrato circa 10 anni fa ad Arzachena era posizionato in una strada carrabile, per sparare ad un’altezza di un metro e cinquanta …. per fortuna il mio compagno di caccia che si trovava a passare lì per pulire delle poste, si è visto passare i pallettoni a 5 cm dal petto.

    In Gallura gli animali sono più bassi di un metro e cinquanta (salvo cavalli o mucche)…le persone un pò più alte 😉

    • marzo 18, 2014 alle 11:00 pm

      il tubo-fucile nella Sardegna meridionale è utilizzato per il bracconaggio, viene sistemato a circa 30 cm. dal suolo.
      Chiedere al Corpo forestale e di vigilanza ambientale per conferma: http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=612&s=195526&v=2&c=4735&idsito=19 😉

      • Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
        marzo 19, 2014 alle 3:00 pm

        Il tubi fucile è come ho già detto illegale a prescindere, compreso l’utilizzo per il bracconaggio. Chiaro che qui si parla di ambiente, rispetto delle leggi venatorie, degli animali ecc. ed il fatto qui riportato è stato da te evidenziato perchè tale arma è stata utilizzata per bracconaggio. 😉

  20. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    marzo 19, 2014 alle 3:24 pm

    Letto il fatto, Sarebbe bello comprendere la motivazione del magistrato che ha deciso per la sola denuncia

  21. maggio 12, 2014 alle 2:57 pm

    a Porto Conte, Alghero.

    da La Nuova Sardegna, 12 maggio 2014
    Arma sotto il tappetino dell’auto, forse serviva per cacciare cinghiali, in cella due uomini
    I carabinieri di Alghero arrestano due uomini sorpresi alle 3 del mattino vicino al parco di Capo Caccia: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2014/05/12/news/arma-clandestina-sotto-il-tappetino-dell-auto-forse-serviva-per-cacciare-cinghiali-in-cella-1.9211903

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    da L’Unione Sarda, 12 maggio 2014
    Alghero, in auto con pistola calibro 34. Due bracconieri arrestati dai carabinieri: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/05/12/alghero_in_auto_con_pistola_calibro_34_due_bracconieri_arrestati_dai_carabinieri-6-367172.html

  22. maggio 20, 2014 alle 4:49 pm

    a Dolianova.

    da La Nuova Sardegna, 20 maggio 2014
    Bracconaggio, droga e armi illegali: arrestato un allevatore.
    Operazione dei carabinieri nelle campagne di Dolianova, eseguite diverse perquisizioni: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/05/20/news/bracconaggio-droga-e-armi-illegali-arrestato-un-allevatore-1.9265174

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    da Sardinia Post, 20 maggio 2014
    Maxi operazione anti-bracconaggio a Dolianova: arrestato allevatore: http://www.sardiniapost.it/cronaca/maxi-operazione-anti-bracconaggio-dolianova-arrestato-allevatore/

  23. maggio 30, 2014 alle 6:15 pm

    denunciato un cacciatore-bracconiere di Cervi e Cinghiali.

    da La Nuova Sardegna, 30 maggio 2014
    Bracconiere con casa sull’albero per sparare a cervi e cinghiali.
    I forestali della stazione di Pula, scoperta la piattaforma su un leccio secolare, si sono appostati e hanno arrestato il cacciatore di frodo. (Luciano Onnis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/05/30/news/bracconiere-con-casa-sull-albero-per-sparare-a-cervi-e-cinghiali-1.9325314

    ____________________________

    da L’Unione Sarda, 30 maggio 2014
    Una “casetta” sull’albero per la caccia. Villa San Pietro, bracconiere denunciato: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/05/30/una_casetta_sull_albero_per_la_caccia_villa_san_pietro_bracconiere_denunciato-6-370270.html

  24. luglio 10, 2014 alle 5:27 pm

    da La Nuova Sardegna, 10 luglio 2014
    Tubo fucile con trappola per animali: in cella un bracconiere.
    Maracalagonis, gli agentI del Corpo forestale scoprono di notte in campagna un 64enne mentre sistemava l’arma: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/07/10/news/tubo-fucile-con-trappola-per-animali-in-cella-un-bracconiere-1.9573296

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    da CagliariPad, 10 luglio 2014
    Sorpreso a caricare “tubo fucile” per caccia di frodo, arrestato bracconiere nel Cagliaritano.
    Il fatto è accaduto in località “Su Reu-Solanas”, in territorio di Maracalagonis. L’arma, fissata tramite filo di ferro su delle aste metalliche e puntata verso un mucchio di mandorle utilizzate come esca: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=9789

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