Il decreto Sblocca Italia assegna le competenze in materia di energia allo Stato.


Airone bianco maggiore (Ardea alba)

Airone bianco maggiore (Ardea alba)

Sembra che quell’holding statuale rappresentata dal Qatar intenda investire in Sardegna anche nel campo energetico.

La società americana Riverstone Energy ltd avrebbe trovato, su incarico del Qatar, un enorme giacimento di metano in Sardegna.  Probabilmente si tratta di una sola stima, visto che di trivelle per ricerche sul campo nell’Isola non se ne sono viste.

Il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru afferma l’inesistenza del dossier sul metano, che – pare – sarebbe invece sulla scrivania del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

In base al c.d. decreto Sblocca Italia, le competenze in materia di energia ormai sono di pertinenza quasi esclusiva statale.

La Regione autonoma della Sardegna, per bocca dell’Assessore della difesa dell’ambiente Donatella Spano, aveva affermato la più “netta opposizione” alle norme del c.d. decreto “Sblocca Italia” fin troppo disinvolte per la gestione del territorio e del rapporto con Regioni e Autonomie locali.

Ricerche energetiche, trivellazioni, pareri ambientali ormai superati e accantonati in nome di pretese esigenze di razionalizzazione e di efficienza.

L'Unione Sarda, 29 agosto 2015

L’Unione Sarda, 29 agosto 2015

La legge di conversione 11 novembre 2014, n. 164 , come noto, è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale l’11 novembre 2014 e sono ampiamente scaduti i termini per inoltrare ricorso davanti alla Corte costituzionale ai sensi dell’art. 127 cost. per lesione delle competenze regionali.

La Regione autonoma della Sardegna, forte delle sue coraggiose prese di posizione, non ha fatto nulla.

Altre Regioni, rette da amministrazioni di vario orientamento politico, hanno coerentemente difeso le proprie competenze: Abruzzo, Campania, Lombardia, Marche, Puglia, Veneto hanno inoltrato ricorso alla Corte costituzionale.

Sempre secondo l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente Spano, le competenze statutarie sarde consentirebbero alla Sardegna di gestire giacimenti, trivelle e attività connesse.

Ma le cose non sembra che stiano in questi termini sul piano giuridico.

Arborea, S'Ena Arrubia (foto Raniero Massoli Novelli)

Arborea, S’Ena Arrubia (foto Raniero Massoli Novelli)

Infatti, se da un lato la Regione autonoma della Sardegna ha competenza legislativa e amministrativa in materia di esercizio dei diritti demaniali e patrimoniali regionali su cave e miniere (artt. 3 e 6 dello statuto), dall’altro il nuovo Titolo V della Costituzione all’art. 117, comma 2°, lettera s, assegna allo Stato la competenza esclusiva in materia di “tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e dei beni culturali” e al successivo comma 3° assegna allo Stato la competenza concorrente in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia”.

La giurisprudenza costituzionale è costante nell’attribuire in buona sostanza allo Stato una competenza pressochè esclusiva in materia di energia (vds. Corte cost. n. 224/2012; n. 99/2012; 308/2011; n. 107/2011; n. 168/2010; n. 6/2004; n. 303/2003).

Per giunta, le fonti di energia possono essere definite di “interesse strategico nazionale” (art. 43 cost.), come riconosciuto dalla giurisprudenza costituzionale (Corte cost. n. 85/2013) e come ha fatto il c.d. decreto Sblocca Italia.

bosco e girasoli

bosco e girasoli

Infatti, l’art. 38 della legge n. 164/2014 (c.d. decreto Sblocca Italia) afferma testualmente: “al fine di valorizzare le risorse energetiche nazionali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del Paese, le attivita’ di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale rivestono carattere di interesse strategico e sono di pubblica utilita’, urgenti e indifferibili …

A questo punto, il gioco è fatto.

Il procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) per ricerca ed estrazione di idrocarburi e gas naturale è di competenza nazionale (decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.), la concessione per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi e gas naturale è analogamente di competenza nazionale.

Alla Regione autonoma della Sardegna andranno un po’ di royaltyes e poco più.

La Regione autonoma della Sardegna – al pari della Regione autonoma Siciliana – ha perso una buona occasione per difendere il suo territorio e quell’autonomia di cui tanto parla ma poco esercita, meritandola sempre meno.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

L'Unione Sarda, 30 agosto 2015

L’Unione Sarda, 30 agosto 2015

(foto Raniero Massoli Novelli, S.D., archivio GrIG)

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  1. Sulcitano
    agosto 31, 2015 alle 7:10 am

    L’unico vero presidio rimangono le associazioni di cittadini che si formano spontaneamente per difendere gli interessi collettivi locali minacciati: il GRIG è un dono immenso per la Sardegna e non solo!

  2. max
    agosto 31, 2015 alle 7:17 am

    coniugare progresso ad ambiente non e’ facile, ma a qualche compromesso occorre addivenire, purche’ i “vantaggi”a cascata siano di tutti anche se in % diverse.
    questo e’ un assioma imprescindibile.
    i signori NO a prescindere appartengono a 2 categorie: ricchi snob ambientalisti x hobby autoproclamatisi intelletuali e ignoranti bifolchi orgogliosi del tugurio nel quale vivono e della vita derelitta che conducono.
    trivelle, pale eoliche, parchi fotovoltaici nessuno li vorrebbe vicino a casa e tantomeno in luoghi deputati all’agricoltura ( o spacciati x tali) e in localita’ di pregio paesaggistico ( a volte ci sarebbe da discutere…), tuttavia con opportune ricerche, sentite le parti in causa ( prevenuti ed invasati a parte), con una mano sul cuore ed una sul portafoglio poi occorre decidere cosa fare da grandi; pena la lagna perenne sulla mancanza di lavoro e di opportunita’.

    • Pasqualino
      agosto 31, 2015 alle 9:06 am

      max, pure lo scrivente, per alcuni anni, ha lavorato nell’ambito delle energie rinnovabili (a cui tutt’ora credo fermamente), e qualche monitoraggio (su opere esistenti) continuerà a farlo, ma, (e il ma andrebbe scritto in maiuscolo, quindi MA), con la stessa sincerità che invoca lei io le propongo di fare un esercizio mentale al contrario, ovvero: pensi a come è stata trattata la Sardegna negli ultimi 40 anni, ebbene, “violenze ambientali” al limite del disastro ambientale, un comparto industriale dismesso che ha lasciato intere provincie avvelenate e morti di fame che non sanno più procurarsi il pane perchè l’unica formazione che hanno ricevuto è quella inerente il settore metalmeccanico e minerario, (Sulcis intero); abbiamo quindi perso la cultura agropastorale (molto più sostenibile, perchè naturale e funzionale al nostro territorio) che ancora in molte zone della Sardegna permette a intere famiglie, bene o male, di campare; questa cultura funge da elemento di germinazione per altre attività di nicchia nel settore terziario (ricerca, settore turistico di eccellenza, ovvero, RICERCA UNIVERSITARIA, connessa ad altri ambiti, ecc ecc., insomma, io non sono un esperto del settore). Concludo, adesso si vorrebbe passare al secondo capitolo: l’ennesima mortificazione del territorio in funzione di stupidissime “strategie di sopravvivenza” nell’ambito delle produzioni energetiche fine a se stesse, e qui mi scusi, ma lo faccia dire ai tecnici che certe ricerche (anche solo “ricerche”) sono dannose e disastrose irreversibilmente. Quindi, prima di dare del provinciale e dello snob a questi ambientalisti testardi che scassano le balle per il bene della loro terra (che poi è anche la mia e la sua), andrebbe messa anche una mano, non solo sul portafoglio e sul cuore, quanto sui libri di storia contemporanea e su qualche articolo nell’ambito del soil pollution. Poi, il GrIG è costituito da esseri umani e perciò pure loro ogni tanto beccano qualche granchio. (Chiedo scusa per la cattiva forma espositiva scaturita dalla fretta e dal mezzo).

      • max
        agosto 31, 2015 alle 10:14 am

        Pasqualino se fossi un politicante o peggio un politicastro direi che “forse si e’ equivocato il mio pensiero e certamente estrapolato una frase fuori contesto”, ma non lo sono quindi concordo con quello che scrivi e x quanto mi riguarda certamente in sardegna in particolare farei investimenti massicci in ambito turistico ( turismo eco sostenibile + un po’ di elite nell’enclave gallurese)+ agricoltura ed allevamento di eccellenza. quindi come vedi non sono cosi’ lontano. se poi nel medio campidano ( dove c’e’ + vita nel desero del gobi) ci si vuole fare qualche parco fotovoltaico e i localio ci guadagnano , xche’ no?
        ma questo credo che sia la decima volta che lo scrivo in anni che intervengo in questo blog.
        in sardegna non c’e’ la mafia ma mi pare che vi siano ancora i giudicati ovvero ognuno x se dio x tutti.

    • Sulcitano
      agosto 31, 2015 alle 10:00 am

      Concordo con Pasqualino: affermare che ci si oppone è un ricco snob o un ignorante che si oppone al progresso, significa quantomeno dimostrare di ignorare la lezione del recentissimo passato e del presente stesso (vera ignoranza)! In nome del (fittizio) progresso, la nostra terra è stata violentata e avvelenata (abbiamo accettato di avvelenare anche i nostri figl in nome dello sviluppoi!) con il risultato che noi ci siamo tenuti (e lasceremo ai nostri figli) i danni, veleni e gli sfregi, i politici si sono presi i voti e le poltrone, i sindacalisti le trattenute e i (falsi) imprenditori l’enorme mole di denaro pubblico (paradossalmente sarebbe stato più efficiente distribuirlo direttamente)! Mentre ai lavoratori è stata estirpata qualsiasi capacità e attitudine di fare da sè, facendoli dipendere in tutto e per tutto da questo o quello (politico/sindacalista/falso imprenditore)!
      Perché si ha paura di consultare le comunità locali impattate da un progetto? Non si racconti più la favoletta della incapacità delle persone a comprendere i benefici e i costi!

  3. Fabrizio De Andrè
    agosto 31, 2015 alle 11:31 am

    Come fate a dire che in sardegna non c’è la mafia?In che modo sono gestiti i comuni?Perchè ci sono persone che costruiscono dove vogliono e ad altri non è concesso nulla?Perché ci sono attività completamente abusive che non subiscono nessun controllo?Perchè i gruppi di potere e politici continuano a gestire la sardegna in base ai loro interessi ?Perchè si chiudono chioschi alla caletta e a pochi metri un albergo è lievitato dopo la ricostruzione?Questo cos’è secondo voi, democrazia o mafiocrazia?

    • max
      agosto 31, 2015 alle 5:58 pm

      non fare di tutte le erbe un fascio altrimenti ti rispondo che tutto il mondo e’ paese, credimi quelle cose ci sono anche in alto adige; si dice comportamento mafioso ma l’organizzazione mafiosa o le o. m. non mi risultano essere presenti in sardegna…

      • Terrae
        agosto 31, 2015 alle 11:38 pm

        Vogliamo dire che fare mafia è una filosofia di vita?
        In fondo si tratta di business con tutti i crismi: c’è il rischio d’impresa, la distribuzione degli utili, la gestione delle risorse umane e del pacchetto clienti, l’ammortamento dell’ attrezzatura (e non solo), l’investimento degli utili, i rapporti con la politica è la pubblica amministrazione, il radicamento nel territorio, le Opa ostili e non, … la differenza sta nella lungimiranza degli investitori nel privilegiare linee di attività su cui gli altri nemmeno si sognano di investire e che, incomprensibilmente, lo Stato puritano definisce illegali. Ma anche riuscire a investire su attività lecite con originalissimi strumenti non convenzionali.
        Magari non è proprio l’onorata società di Compare Turiddhu, scompare Turiddhu, ma certi comitati d’affari attorno alle rinnovabili, ai grossi appalti pubblici e alla cementificazione costiera con attivissimo supporters nella politica e in uffici pubblici locali o nazionali, spesso lasciano intravedere interessi estranei alle esigenze della comunità isolana.
        Il cavallo di Troia è sempre lo stesso: la promessa del lavoro e l’emancipazione dall’arretratezza atavica ed imbarazzante dei Sardi che non sanno “sfruttare” le proprie risorse.
        Anche in Lombardia si negava l’esistenza della mafia. Eppure …

  4. Terrae
    agosto 31, 2015 alle 1:01 pm

    Mi metto nella categoria degli ambientalisti ignoranti e bifolchi che vivono come ai tempi dei Giudicati ma tanto, tanto nostalgici della Sardegna Nuragica.

    Purtroppo non vivo più in un tugurio; il padrone di casa, che è uno moderno, ha sciusciato la casa vecchia del nonno di suo bisnonno e ha fatto una casettina nuova di blocchetti di cemento. Peccato che non ha lasciato orto per mettere le pudde e il maiale.

    Io da grande voglio andare in pensione sano, povero ma onesto, e non mi interessa di diventare ricco come quelli di Furtei, e se a me mi mettono le trivelle in Sardegna, io a quelli me li sconco a pietre.

    • Mara
      settembre 1, 2015 alle 9:27 pm

      Chiamami, Terrae. Tempo ne ho perché sono già in pensione, e pietre pure, in abbondanza.

      • Terrae
        settembre 2, 2015 alle 12:31 am

        Anche tu come me ambientalista ignorante e bifolca?
        AMara Terrae mia, io sono sotto i tuoi passi!
        Le pietre sono metaforiche. Io ignorante e bifolco si, violento mai … vendicat(t)Ivo, magari.
        Mara, goditi la pensione in santa pace. E grazie per la tua disponibilità.

  5. Giorgio Zintu
    agosto 31, 2015 alle 2:51 pm

    I Signori NO (non a prescindere), a differenza di tanti sindacalisti e operai ricattati dal lavoro ad ogni costo e da politici acquistati al mercato dello scambio, hanno capito che tra carbone e petrolchimica si sarebbero prodotti danni non quantificabili alla salute delle persone e, dato non secondario, danni apprezzabili all’ambiente quindi al genere umano e animale. Può essere che per alcuni la salute venga dopo il soldo ma meglio che alcuni non decidano per accoppare tutti.

  6. maria ignazia massa
    agosto 31, 2015 alle 5:23 pm

    A parte il fatto che il cuore e il portafoglio appartengono a soggetti diversi, perché il portafoglio che si è riempito nelle esperienze precedenti e si riempirà in quelle future non è sardo, a noi resteranno grandi disillusioni (per chi si era illuso) e gli occhi per piangere su una terra maltrattata e immiserita.

  7. max
    settembre 2, 2015 alle 7:02 am

    cari blogghisti polemici ( mi pare del genere a prescindere) se NON siete “signori no a prescindere” NON appartenete alle 2 categorie da me menzionate ovvero ricchi snob o bifolchi ignoranti, quindi il mantra polemico a rigor di logica e’ immotivato.
    lo e’ se lo siete ( sigg.ri no a prescindere).
    siete sigg.ri no caso x caso o sigg.ri no a prescindere?
    decidetevi.
    cosi’ e’ abbastanza chiaro? faccio un disegno?

    • Terrae
      settembre 2, 2015 alle 9:03 am

      Ciao Max.
      Per cortesia, fai un disegno a prescindere.

      • max
        settembre 2, 2015 alle 9:08 am

        ciao Terrae; 6 troppo simpatico…

      • Terrae
        settembre 2, 2015 alle 9:59 am

        Caro Max, te lo stavo per dire io.
        Comunque tu non sei così contrario come ti dipingi.
        (mi sembra che stiamo uscendo dall’argomento del post … attenzione chei Deliperi ci banna!)

  8. settembre 2, 2015 alle 8:23 am

    Ge funt fraddocus! Assolutamente vergognoso! Come ha già commentato qualcuno, la difesa del territorio è lasciata nelle mani di associazioni, comitati spontanei e qualche amministrazione comunale. Ma perchè noi dobbiamo riconoscere e rispettare uno Stato come questo? Servono azioni forti di disconoscimento, anche decise prese di posizione su assessori e giunte un po’ ‘distratte’

  9. settembre 10, 2015 alle 2:52 pm

    da L’Unione Sarda, 10 settembre 2015
    Incontro politico per la ratifica del decreto, il flash mob delle associazioni.
    Sblocca Italia, Giunta muta. Alla Conferenza Stato-Regioni nessun assessore sardo. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20150910084200.pdf

  10. settembre 23, 2015 alle 2:50 pm

    da L’Unione Sarda, 23 settembre 2015
    Sblocca Italia e trivelle, ottomila sì al referendum: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/119007_Sblocca_Italia_e_trivelle_ottomila_si_al_re.pdf

    ________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 23 settembre 2015
    Referendun anti trivelle oggi il via libera in aula: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/118978_Referendun_anti_trivelle_oggi_il_via_libera.pdf

  11. settembre 24, 2015 alle 10:11 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 24 settembre 2015
    Trivelle selvagge, cinque Regioni dicono sì al referendum. (Virginia Della Sala): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/119080_Trivelle_selvagge_cinque_Regioni_dicono_si_.pdf

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    da Sardinia Post, 24 settembre 2015
    Il referendum contro le trivellazioni off-shore? Non riguarda il Mar di Sardegna: http://www.sardiniapost.it/ambiente/il-referendum-contro-le-trivellazioni-off-shore-non-riguarda-il-mar-di-sardegna/

  12. settembre 25, 2015 alle 2:54 pm

    da L’Unione Sarda, 25 settembre 2015
    Diventa un caso politico il voto dell’assemblea. Dadea: «Hanno messo in mora l’esecutivo».
    Trivelle, gelo nella maggioranza. Il sì al referendum complica il rapporto tra Consiglio e Giunta. (Matteo Sau): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150925093307.pdf

  13. settembre 29, 2015 alle 10:47 pm

    ora vediamo che salta fuori.

    A.N.S.A., 29 settembre 2015
    Trivelle, sì a referendum da 10 regioni. Sei i quesiti contro il decreto Sblocca Italia. (http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/09/29/trivelle-si-a-referendum-da-10-regioni_4306afec-931e-4025-b0fe-a6d92c1c0f2f.html)

    ROMA, 29 SET – Sono dieci i Consigli regionali che hanno deliberato favorevolmente sui quesiti in materia del decreto ‘Sblocca Italia’: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania, Molise. Raggiunto e superato, quindi, il quorum previsto dall’art. 75 della Costituzione per richiedere il referendum. In Corte Suprema di Cassazione, domani 30 Settembre 2015, verranno depositati dai delegati regionali un totale di sei quesiti, riferiti a vari ‘capitoli’ dello ‘Sblocca Italia’.

  14. novembre 4, 2015 alle 4:42 pm

    da L’Unione Sarda, 4 novembre 2015
    Per i referendum anti trivellazioni firma a Roma di Gianfranco Ganau: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/11/04/per_i_referendum_anti_trivellazioni_firma_a_roma_di_gianfranco_ga-68-443538.html

  15. novembre 27, 2015 alle 9:58 pm

    A.N.S.A., 27 novembre 2015
    Trivelle: referendum conformi a legge. Soddisfatto Ganau, ‘risultato importante’: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/11/27/trivelle-referendum-conformi-a-legge_8d9e83f3-57ef-4ae5-9aac-4ff92efef664.html

  16. dicembre 15, 2015 alle 2:47 pm

    da Il Corriere della Sera, 14 dicembre 2015
    IDROCARBURI IN ADRIATICO. No Triv: sì governo a emendamento, stop a perforazioni entro 12 miglia.
    Il progetto abruzzese di Ombrina Mare è in pratica abolito. Palazzo Chigi cerca così di evitare il referendum voluto da dieci Regioni che ha già avuto ok dalla Cassazione: http://www.corriere.it/ambiente/15_dicembre_14/no-triv-emendamento-stop-perforazioni-12-miglia-f38e4d72-a257-11e5-bc29-364a59bfeed9.shtml

  17. gennaio 8, 2016 alle 7:53 pm

    da CagliariPad, 8 gennaio 2016
    Trivelle, sì a un referendum su 6.
    In sostanza vengono dichiarati inammissibili i referendum che investono norme dello Sblocca Italia, mentre è ammesso quello che riguarda misure del decreto Sviluppo sul divieto di trivellazioni per l’estrazione di idrocarburi entro 12 miglia marine: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=25158

    __________________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 8 gennaio 2016
    Referendum antitrivelle: primo sì della Corte di Cassazione al sesto quesito: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/01/08/referendum_antitrivelle_primo_s_della_corte_di_cassazione_al_sest-68-456209.html

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    qui lo “speciale referendum” del Consiglio regionale della Sardegna: http://www.consregsardegna.it/referendum_petrolio00.asp

  18. gennaio 12, 2016 alle 2:49 pm

    A.N.S.A., 12 gennaio 2016
    Trivelle: Guidi, polemiche pretestuose, Puglia verso ricorso.
    Ministro, nessuna perforazione. Verdi, intervenga Mattarella: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2016/01/12/trivelle-guidi-polemiche-pretestuose-puglia-verso-ricorso_c51d732d-9587-4ead-ad42-b08a90ec0e58.html

    ______________________________________________________________

    da Il Fatto Quotidiano, 13 gennaio 2016
    Trivellazioni, costituzionalista: “Così le multinazionali aggirano il limite alle ricerche in mare”. (Luisanna Gaita): http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/13/trivelle-costituzionalista-cosi-le-multinazionali-aggirano-il-limite-alle-ricerche-in-mare/2371126/

  19. gennaio 13, 2016 alle 2:46 pm

    siamo tutti sulla stessa barca, per chi non l’avesse capito.

    da Sardinia Post, 13 gennaio 2016
    Trivelle in mare, ecco perché il “caso-Tremiti” riguarda anche la Sardegna. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/cronaca/trivelle-in-mare-ecco-perche-il-caso-tremiti-riguarda-anche-la-sardegna/

  20. max
    gennaio 13, 2016 alle 6:56 pm

    dicono che le trivellazioni sono solo esplorative; ma se le fanno e’ xche’ cercano idrocarburi no? e se li trovano?quindi mi pare una presa in giro…
    inoltre le compagnie sono tutte straniere quindi e’ pura speculazione. inoltre ammesso che trovino la quantita’ sarebbe trasqurabile e comunque non giustificherebbe la turbativa ambientale ed i rischi connessi all’estrazione.
    insomma ma possibile che siamo ancora a grattare il fondo del barile del petrolio? quello che si poteva fare negli anni 60 eni lo ha fatto; adesso basta. passiamo ad altro.

  21. gennaio 19, 2016 alle 5:45 pm

    un referendum è stato ammesso.

    A.N.S.A., 19 gennaio 2016
    Trivelle: Consulta ammette il referendum.
    Sì al quesito sulla durata delle autorizzazioni proposto da nove consigli regionali. (http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/01/19/trivelle-consulta-ammette-referendum-su-trivelle_6ab45c8f-9e03-4919-81dc-48bfb00f1b34.html)

    La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sulle trivelle: il quesito riguarda la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate. A proporlo sono nove Consigli regionali. Questo stesso quesito era già stato dichiarato ammissibile dalla Cassazione.

    La battaglia che, dopo il dietrofront dell’Abruzzo, vede schierate 9 Regioni e idealmente i comitati No-Triv, investe le disposizioni sulle attività di ricerca e sfruttamento degli idrocarburi in mare. In origine i referendum erano 6 e il 27 novembre la Cassazione diede il via libera. Un fuoco di fila di fronte al quale il governo è intervenuto con una serie di modifiche nella legge di Stabilità, stabilendo anche il divieto di trivellazioni entro le 12 miglia marine. La Cassazione è tornata quindi a pronunciarsi l’8 gennaio e, alla luce della legge di Stabilità, ha chiuso i giochi per 5 quesiti. Ma un referendum, centrale, è sopravvissuto: quello sulla durata dei titoli per sfruttare i giacimenti lì dove le autorizzazioni siano già state rilasciate. Un termine che la norma collega alla “durata della vita utile del giacimento”.

    “Il presidente” Renzi “dev’essere contento perché quando il popolo irrompe sulla scena della democrazia, chi è iscritto al Partito democratico dev’essere contento per definizione”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando con i giornalisti la decisione della Consulta sul referendum anti trivelle. “La campagna referendaria contro le trivelle”, ha aggiunto, “comincia subito”.

    ”Tre quesiti erano stati superati in senso positivo dalle nuove norme poste in Legge di Stabilità, due andranno di fronte alla Corte per il conflitto di attribuzione, uno è passato: al momento il fronte referendario è sul 4-2 con Renzi”. Lo afferma soddisfatto il costituzionalista di riferimento delle Regioni, Enzo Di Salvatore, colui che ha materialmente scritto i quesiti, dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato ammissibile il referendum sulla durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate. ”Il Governo voleva far saltare i referendum per non sovrapporli alle amministrative, visto che i sondaggi davano la vittoria anti trivelle al 67% – prosegue Di Salvatore, professore di diritto costituzionale all’Università di Teramo – Ora restano in piedi i quesiti su Piano Aree e durata titoli: secondo me la Corte Costituzionale dichiarerà ok anche gli altri due, quindi se il Governo non vuole i referendum, dovrà modificare la legge anche stavolta a nostro favore”.

    Green Italia, bene la Consulta – La Consulta ha dato la parola ai cittadini e il governo ora non intervenga per “far saltare” il referendum. E’ quanto affermano in una nota i portavoce di Green Italia Annalisa Corrado e Oliviero Alotto. “Saranno i cittadini – sottolinea Green Italia – a decidere se vorranno che si trivelli di fronte alle spiagge che vivono di turismo, se valga la pena mettere a repentaglio territori e ecosistemi in cambio di una ricaduta occupazionale minima e a tempo determinato, e se vorranno dire si piuttosto ad un’altra idea di politica energetica, quella basata sull’uso delle energie rinnovabili, che già oggi forniscono oltre il 40% dell’elettricità totale generata nel Paese, e del miglioramento dell’efficienza energetica”. “I cittadini con il referendum abrogativo potranno lanciare un segnale chiaro al Governo, dunque – continuano gli esponenti ecologisti – vogliamo credere che le voci di un ulteriore intervento al fine di far saltare la consultazione referendaria siano destituite di ogni fondamento”.

  22. gennaio 20, 2016 alle 2:48 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2016
    Trivelle, il grido delle isole Tremiti: “Non consentiremo al governo di violentare il mare”. (Lorenzo Galeazzi): http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/01/20/trivelle-il-grido-delle-isole-tremiti-non-consentiremo-al-governo-di-violentare-il-mare/466369/

  23. febbraio 11, 2016 alle 11:11 pm

    A.N.S.A., 11 febbraio 2016
    Governo fissa referendum su trivelle il 17 aprile.
    Voto su durata estrazioni pari a vita utile giacimento: http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/ambienteepesca/2016/02/11/governo-fissa-referendum-su-trivelle-il-17-aprile_48bfaac2-2b19-488a-805e-900763100182.html

    ____________________________________________________________________________________________

    da Il Fatto Quotidiano, 11 febbraio 2016
    Trivelle, referendum il 17 aprile. Emiliano: “Per Renzi è inutile consultare il popolo”. E fa appello a Mattarella. Il costituzionalista No Triv Enzo Di Salvatore: “Dinanzi alla Corte costituzionale pendono ancora due conflitti di attribuzione che potrebbero salvare due quesiti. Sarebbe assurdo ‘spacchettare’ la consultazione come vuole fare il governo”. (Luisanna Gaita): http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/11/trivelle-referendum-il-17-aprile-emiliano-per-renzi-e-inutile-consultare-il-popolo-e-fa-appello-a-mattarella/2455348/

    _____________________________________________________________________________________________

    da La Stampa, 11 febbraio 2016
    Referendum trivelle, no (imbarazzato) del governo all’election day. Si vota il 17 aprile.
    Il consiglio dei ministri ha fissato la data, ma l’ultima parola spetta al Presidente Mattarella. Gli ambientalisti accusano: “Solo scuse per evitare il quorum, così si sprecano 300 milioni”. (Roberto Giovannini): http://www.lastampa.it/2016/02/11/scienza/ambiente/inchiesta/referendum-trivelle-no-imbarazzato-del-governo-allelection-day-5CzJJKe8MLEGZ2WSXgWq4L/pagina.html

  24. max
    febbraio 17, 2016 alle 6:51 am

    mandiamo a casa lo showman yuppie che ha rotto col suo modo di agire da bulletto di provincia. sul comodino anziche’ la bibbia avra’ certamente un manuale di marketing.
    peccato che non sia un imprenditore o un manager ma un politicastro ed un “maneggiatore”.

  25. febbraio 21, 2016 alle 9:57 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 21 febbraio 2016
    Trivelle, dopo Petroceltic anche Shell rinuncia alle prospezioni in mare. Il golfo di Taranto tira un sospiro di sollievo.
    In una lettera inviata al ministero dello Sviluppo economico la multinazionale annuncia il dietrofront. Fra i motivi il calo del prezzo del petrolio, l’introduzione del limite delle 12 miglia per le ricerche e l’incertezza della politica italiana in tema di idrocarburi. Esultano i comitati No-Triv che dopo le Tremiti incassano un’altra vittoria. (Luisiana Gaita): http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/21/trivelle-dopo-petroceltic-anche-shell-rinuncia-alle-prospezioni-in-mare-il-golfo-di-taranto-tira-un-sospiro-di-sollievo/2482435/

  1. marzo 14, 2016 alle 7:01 am
  2. marzo 14, 2016 alle 7:02 am
  3. marzo 20, 2016 alle 8:13 am
  4. aprile 4, 2016 alle 1:57 pm

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