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I persecutori delle Volpi di Selvazzano sono a caccia di guai.


Volpi (Vulpes vulpes) a Selvazzano Dentro

Volpi (Vulpes vulpes) a Selvazzano Dentro

Non c’è pace per la famiglia di Volpi (Vulpes vulpes) che ha trovato casa presso l’ex discarica  di via Bressan a Selvazzano Dentro (PD).

L’area del canile sanitario dell’Ulss 16 di via Bressan è di proprietà del Comune di Selvazzano ed è ceduta in diritto di superficie all’Ulss. Il Comune mantiene la proprietà esclusiva dell’area a nord (ex discarica) individuata dai mappali catastali 261-263.

Nel corso del tempo l’ex discarica, forse attiva fina a una cinquantina d’anni fa, grazie alla capacità di rinnovamento e rigenerazione della Natura, è stata colonizzata da molte piante e progressivamente ricoperta da vegetazione.

 Paradossalmente, proprio grazie all’intricata copertura vegetativa costituita da grandi alberi, arbusti e piante suffruticose, l’ex discarica è divenuta un luogo più ospitale per le specie animali di quanto non lo sia la campagna veneta circostante, continuamente manomessa, coltivata intensivamente, spianata, privata negli anni di ogni siepe campestre, fascia tampone boscata o frangivento, fino a creare condizioni di invivibilità per gli animali.

Selvazzano Dentro, ex discarica di Via Bressan

Selvazzano Dentro, ex discarica di Via Bressan

Proprio nell’area dell’ex discarica di Selvazzano si è rifugiata una famigliola di Volpi.

Nel febbraio 2014 un gruppo di bracconieri, tuttora rimasti pubblicamente innominati e impuniti, venuto a conoscenza della Volpi ha fatto irruzione nella piccola oasi di pace massacrando tutte le Volpi, o quasi.

Una coppia di animali superstiti ha provato nel tempo a ricostituire un piccolo nucleo.

Pochi giorni fa, ad inizio febbraio 2015, alcuni attivisti del GrIG e del CPP hanno notato e documentato la creazione di ampi camminamenti tra rovi e arbusti, nell’area dell’ex discarica, operati con uno sminuzzature collegato ad un trattore, nel tentativo di stanare nuovamente le Volpi con la sanguinosa e violenta pratica della caccia in tana che comporta anche l’impiego di cani per scovare e dilaniare le volpi.

Il GrIG prende atto malvolentieri che con DGP n. 70 del 20 maggio 2013 la Provincia di Padova ha approvato il Piano di controllo numerico della volpe nelle zone di ripopolamento e cattura per il triennio 2013-2015 per il quale l’ISPRA con nota del 13 marzo 2013 prot. 11810 ha espresso parere favorevole.

Tuttavia l’uccisione delle volpi al di fuori della stagione venatoria (terminata il 31 gennaio 2015) e al di fuori delle ZRC (zone di ripopolamento e cattura) è consentita a breve distanza dal confine delle stesse, entro una distanza massima di 500 metri, e solo in via eccezionale.

Selvazzano Dentro, ex discarica di Via Bressan

Selvazzano Dentro, ex discarica di Via Bressan

L’ex discarica di Selvazzano non presenta queste caratteristiche in quanto non è prossima ad una ZRC.

Il 13 ottobre 2014 è stato proclamato il nuovo Presidente della Provincia di Padova, Enoch Soranzo, che guarda caso è anche sindaco di Selvazzano Dentro.

E’ molto sgradito prendere atto che, al di là delle turnazioni elettorali, c’è una totale continuità nel dare sempre sollecitamente corso a riti crudeli quanto inutili (Decreto del Presidente della Provincia di Padova N° 108/2015 del 20/01/2015), come la caccia in tana alla volpe e gli abbattimenti con fucile a canna liscia e perfino rigata, tanto più che la letteratura scientifica più aggiornata (vds. Colombi D., Roppa F., Multinelli F., Zanetti M., La Volpe. Aspetti ecologici, biologici, e gestionali in Friuli Venezia Giulia, Udine, 2009) ritiene controproducente per gli equilibri ecologici una simile caccia.

Scrive Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta, sulla copertina del libro “Sulla cattiva strada”: “Non si confonda ciò che è lecito con ciò che è giusto, perché l’ingiustizia resta tale anche se regolata da tutte le leggi di questo pianeta.”

Chiunque torni a perseguitare le volpi dell’ex discarica di Selvazzano troverà gli attivisti del GrIG e del CPP ad attenderlo.

Chiunque sia a conoscenza di fatti ed elementi utili per risalire ai nomi dei bracconieri e ricostruire la dinamica del massacro delle volpi di Selvazzano può contattare il GrIG e il CPP agli indirizzi mail grigveneto@libero.it e protezionismo.padova@gmail.com o telefonare al numero 349/3146642 (no mitomani e no perditempo).

Gruppo di Intervento Giuridico onlus – Veneto

Volpi (Vulpes vulpes) a Selvazzano Dentro

Volpi (Vulpes vulpes) a Selvazzano Dentro

Il Mattino di Padova, 11 febbraio 2015

Il Mattino di Padova, 11 febbraio 2015

(foto per conto GrIG)

  1. M.A.
    febbraio 12, 2015 alle 3:03 PM

    Ciao Grig, i prelievi vanno fatti in maniera legale e se ciò risulta illegale è giusto che vengono bloccati. Mi piacerebbe che il problema sia traslato in Sardegna, vorrei che l’Assessore si preoccupasse del controllo di queste specie “nocive” (so che è un termine che digerite mal volentieri, in quanto per voi il termine “nocivo” è più adatto all’uomo ma è usato come termine tecnico). Tra queste specie oltre alla grande espansione di volpi, nella lista dei nocivi ci sono le cornacchie, gabbiani, cormorani e nutrie. Volpi e Cornacchie sono specie cacciabili, ma ahimè (anche per “ignoranza” dei cacciatori), il prelievo venatorio è irrisorio e casuale. C’è ancora la credenza che questi animali “non valgano la cartuccia” in quanto non sono specie appetibili. Inoltre non esiste una tradizione venatoria che riguarda queste specie. In passato il controllo delle volpi veniva fatto in primavera tramite i cacciatori in concomitanza con la “venatoria”, per un numero prestabilito di giornate terminata la stagione venatoria. Il compito più grosso era svolto dai pastori i quali erano i diretti interessati. Un altro problema crescente sono le Cornacchie Grige. Fino a pochi decenni fa si osservavano in maniera cospicua ad Abbasanta-Paulilatino-Macomer, ora è facile incontrare voli di centinaia di esemplari anche nelle pianure del campidano (Sanluri-Sangavino-Guspini). Il loro continuo aumento è dovuto al radicale cambiamento del territorio. I continui cambiamenti paesaggistici come l’eliminazione della macchia mediterranea in favore delle foreste di eucalyptus (dove fanno i dormitori) hanno creato le condizioni essenziali per queste specie. Inoltre la pastorizia, e specialmente la mangimistica, hanno fornito riserve di cibo illimitate garantendone l’espansione. Per chi non lo sapesse sia le volpi, che le cornacchie e gli stessi cinghiali brulicano in prossimità dei pascoli e ovili in quanto tramite le feci contenenti graniglie parzialmente digerite dalle pecore ottengono una grandissima fonte di cibo da qui un motivo della loro costante espansione. In Estate specialmente nell’oristanese il danno agli orti sono ingenti. L’espansione di queste specie sta creando forte disequelibri ecologici tra la fauna stanziale (cacciabile e non), espansione che rende vano qualsiasi progetto di ripopolamento. È facile intuire che provare a introdurre pernici, conigli e lepri al fine di ripopolamento (non solo venatori! ), in mezzo a migliaia di Cornacchie, decine e decine di volpi e centinaia di cinghiali sia un operazione dagli esiti scontati.
    In un’ ISOLA come la nostra, considerato come un sistema “chiuso” l’attività dell’uomo come gestore è fondamentale (e non marginale) per la salvaguardia degli ecosistemi e dei suoi endemismi. La natura da sola sarebbe in grado di riequilibrarsi solamente se noi non ci fossimo. Ma dato che esistiamo ed abbiamo un impatto diretto sull’ambiente, in molti casi stravolgendolo, (pastorizia, agricoltura, industrializzazione) l’uomo deve avere un compito attivo per sistemare ciò che lui ha alterato, per mezzo di altri settori che garantiscono la sua esistenza. Oltre a queste specie esistono nuove specie emergenti come le nutrie che stanno iniziando a creare dei problemi (argini, orti competizioni dirette con altri roditori autoctoni) e specie più conosciute come cormorani e gabbiani che creano seri danni alle produzioni ittiche.
    Sono varie le ass. Di categoria che si stanno mobilitando agricoltori, pescatori in prima linea..le ass venatorie non credo rimarranno in disparte davanti a tutto ciò e di conseguenza le Istituzioni non potranno rimanere inermi. Voi dei Grig che ne pensate in merito?

    • febbraio 12, 2015 alle 4:22 PM

      in Natura non esistono animali “nocivi” e, a ben vedere, l’unico che potrebbe esser considerato “nocivo” fra inquinamenti, scempi, rifiuti, ecc. è la specie Homo sapiens sapiens 😉

      Proprio questa, cioè la nostra, spesso e volentieri ha alterato equilibri ecologici, come sai e giustamente affermi, e in questo blog ne abbiamo parlato spesso.

      I “riequilibri” a suon di piombo non sembrano funzionare a medio termine, perchè Cinghiali e Corvidi si riprendono subito.

  2. Pietro
    febbraio 12, 2015 alle 4:57 PM

    Non “POTREBBE”è il sapiens sapiens.INQUINAMENTO,SCEMPI,RIFIUTI.Dalle razzie degli animali “nocivi”ti puoi difendere,dall’operato scellerato del sapiens sapiens nò.

  3. M.A.
    febbraio 12, 2015 alle 5:41 PM

    GRIG so che siete un’associazione ecologista senza paraocchi,,anzi!
    Il piombo ha la funzione di riequilibrare nel “breve” termine. Esso non rappresenta una soluzione temporanea e totale, come ben sai, ma serve per armonizzare il tutto e renderlo conciliabile di anno in anno con le esigenze produttive di un territorio. Tutt’ora questo da noi non accade, e più passano gli anni (dagli anni ’70-’80…anni in cui in Sardegna c’è stata uno stravolgimento ambientale ad opera di più settori) più quest’esigenza aumenta, ma le istituzioni rimangono sorde.
    Se ideologie estremiste (da una parte e dall’altra) non ostacolassero la Scienza sulla programmazione e gestione faunistica le condizioni economiche e ambientali sarebbero notevolmente migliori a quelle attuali!

  4. Cristiana Verazza
    febbraio 12, 2015 alle 5:42 PM

    Pietro, secondo me è esattamente il contrario: è l’Uomo che deve assumersi una volta per tutte le sue responsabilità invece di piagnucolare e gridare a un Dio impietoso che porta cancri di ogni genere a causa dell’inquinamento e dei veleni utilizzati anche in agricoltura. L’uomo non è stato in grado di preservare il Pianeta, distruggendo interi ecosistemi e pretende di dover dettare legge nel Regno animale che è estremamente più intelligente e creativo di lui? Se ci sono gli animali, è perchè hanno ragione di esserci, basta con questo antorpocentrismo del cavolo, siamo noi la causa di tutto questo, dovremmo solo fare un passo indietro e affidarci maggiormente a Madre Natura. L’unico animale nocivo che conosco io (sapiens una mazza), è l’uomo.

  5. Cristiana Verazza
    febbraio 12, 2015 alle 5:43 PM

    chiedo venia per gli errori di battitura!

  6. teresa
    febbraio 12, 2015 alle 7:10 PM

    Io vorrei ricordare che gli animali sono creature”vive”,non sono cose,oggetti che vanno eliminati(in qualsiasi modo)quando incrociano il cammino dell’uomo.Se per i cacciatori sono dei semplici ostacoli per tutti gli altri(la maggioranza)sono esseri degni di esistere al pari dell’uomo.

  7. Pietro
    febbraio 12, 2015 alle 8:04 PM

    Scusami Cristiana,che cosa ho detto………rivolgendomi al Grig?I cancri ce li porta sempre lui,”il sapiens”altro che DIO

  8. M.A.
    febbraio 12, 2015 alle 9:32 PM

    Signora Teresa, gli animali si sono esseri “vivi” che non gestiti creano dei danni all’ecosistema specialmente in Sardegna che in quanto un’Isola, come già detto, è un sistema chiuso. L’uomo ha compromesso così tanto la Natura che è talmente illogico e irrazionale che si aspetti che essa, da sola, ci metta una pezza al posto nostro su tuttecle minchiate fatte negli ultimi 30 anni in nome del progresso.
    I “nocivi” non sono un problema venatorio, i cacciatori continueranno a cacciare conigli, pernici cinghiali e lepri e faranno correre e volare volpi e cronacchie.
    Ma se l’uomo ha alterato gli ecosistemi (tramite diverse attività), fornendo cosi habitat utili allo sviluppo dei nocivi, che in numero elevato creano danni non solo alle produzioni ma anche agli equilibri all’interno delle popolazioni faunistiche, non si può rimanere inermi e pensare “ci pensa la Natura” oggigiorno anche e soprattutto per un ecologista è un ragionamento illogico e ipocrita. Le istituzioni dovrebbero coordinare i piani di gestione e tutti devono collaborare.

    • febbraio 12, 2015 alle 9:47 PM

      “per un ecologista è” tutt’altro che “un ragionamento illogico e ipocrita”.
      Per avere soluzioni durature, basta lasciare il tempo alla Natura (spesso molto minore di quanto si pensi) e non vivere di pulsioni venatorie ed elettoralistiche.
      Oppure si può pensare alla reintroduzione di predatori, troppo spesso eliminati da inquinamento, insetticidi, piombo.

      Stefano Deliperi

  9. M.A.
    febbraio 12, 2015 alle 10:18 PM

    Non la penso come te. Io, tu, voi, cacciatori, ecologisti o gente comune hanno usufruito e usufruiscono del progresso che spesso è stato creato da grandissime alterazioni ambientali. Pensa solamente in Sardegna l’agricoltura meccanizzata, la trasformazione della pastorizia e la conseguente trasformazione dei pascoli..pensa all’alterazione dei biotopi, alla cementificazione, all’industrializzazione… tutti attori principali sia del “benessere”, ma anche della distruzione ambientale. A questi scempi ambientali ne è conseguito un adattamento di specie opportuniste e nocive che si sono adattate, tra quali: volpi, cornacchie e cinghiali (tutti animali onnivori) e tra le emergenti le nutrie.
    Se l’aumento di queste specie, la cui causa è dovuta a NOI, creano danni alle produzioni: orti, bestiame etc etc, ancor più grave è che stanno creando dei danni nei confronti di altre specie AUTOCTONE.
    In Sardegna non si possono introdurre predatori, come “predatore” basta l’uomo. Deliperi si tratta di assumersi le proprie responsabilità! Sai meglio di me che la Natura è altamente compromessa. Le numerose popolazioni di cornacchie e volpi, così come cinghiali non moriranno di cancro o di coccole ma continueranno a crescere a discapito di altre specie.. poiché la pastorizia, e l’alterazione di habitat offre loro risorse illimitate di cibo. La presa di responsabilità deve avvenire anche da parte del mondo venatorio e lo stesso non può più ignorare questi nocivi, oltretutto cacciabili, in virtù di altre appetibili. Allo stesso tempo mi auguro da parte vostra, ecologisti sardi, una presa di coscienza e capire che noi siamo parte integrante di questi equilibri e siamo si il ” danno” ma anche “l’unica soluzione”, secondo scienza e coscienza.

  10. Bio IX
    febbraio 13, 2015 alle 10:10 am

    L’unica cosa che potrebbe (e dovrebbe) fare l’uomo sarebbe di modificare il proprio appellativo da “sapiens sapiens” a “stupidus et arrogans”.

    • M. A.
      febbraio 13, 2015 alle 11:09 am

      Concordo con te! Siamo stati “stupidus” e “arrogans” quando abbiamo barattato l’ambiente e la nostra salute in nome di un progresso che ci porterà ad una povertà ancor più grande di quella odierna. E restiamo “stupidus” e “arrogans” quando riteniamo di saper creare solo danni, diventiamo “ipocritus” quando facciamo gli spettatori e assistiamo impassibili davanti ad un costante declino ambientale e pretendiamo che tutto si sistemi da solo, dopo che NOI ci abbiamo messo del nostro per alterarlo.

  11. febbraio 13, 2015 alle 3:01 PM

    da Il Mattino di Padova, 11 febbraio 2015
    IL “GRUPPO DI INTERVENTO GIURIDICO” LANCIA L’ALLARME. Vigilanza in difesa delle volpi. «Stop alle persecuzioni nell’ex discarica di via Bressan»: http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/02/11/news/vigilanza-in-difesa-delle-volpi-1.10845969

    __________________________________

    da Gea Press, 10 febbraio 2015
    Selvazzano Dentro (PD) – La caccia in tana alla volpe con il trattore? I protezionisti: qualcuno è in cerca di guai: http://www.geapress.org/caccia/selvazzano-dentro-pd-la-caccia-in-tana-alla-volpe-con-il-trattore-i-protezionisti-qualcuno-e-in-cerca-di-guai/59115

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