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Realizzare aree faunistiche nelle Foreste demaniali, una proposta didattica e turistica.


Sette Fratelli, recinto faunistico di Maidopis, Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Sette Fratelli, recinto faunistico di Maidopis, Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (18 novembre 2014) al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, all’Assessore regionale della Difesa dell’ambiente Donatella Spano e al nuovo commissario straordinario dell’Ente foreste della Sardegna Giuseppe Pulina la proposta inerente la realizzazione di alcune aree faunistiche, di ampie dimensioni, in 2-3 siti baricentrici del territorio regionale, all’interno delle Foreste demaniali, per l’osservazione delle specie selvatiche di maggior richiamo della fauna sarda.  

A puro titolo di esempio Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus), Daino (Dama dama), Muflone (Ovis musimon), Gatto selvatico (Felis lybica sarda), Cinghiale (Sus scrofa meridionalis), Volpe (Vulpes vulpes), Martora (Martes martes), ecc.

Un’opportunità di rilievo sotto il profilo scientifico-educativo, nonché turistico per la nostra Isola. A iniziare dal turismo scolastico e dall’educazione ambientale (e l’E.F.S. è già parte attiva di importanti esempi nel settore).

E.F.S., itinerario di educazione ambientale

E.F.S., itinerario di educazione ambientale

Potrebbero esservi ospitati, previe le opportune valutazioni naturalistiche, esemplari non più in grado di vivere liberamente.

Le aree faunistiche potrebbero esser progettate e realizzate con minimi impegni economici secondo le migliori tecniche disponibili da parte del personale stesso dell’E.F.S., fornito di tutte le professionalità necessarie e costituirebbero, con un’adeguata pubblicizzazione, un sicuro richiamo didattico e turistico in tutte le stagioni dell’anno, utile complemento all’offerta turistica regionale.

Sette Fratelli, Giardino botanico Maidopis

Sette Fratelli, Giardino botanico Maidopis

In reciproca integrazione potrebbero esservi realizzati dei sentieri natura con le peculiarità botaniche e vegetazionali del bosco mediterraneo, quale il pregevole Giardino botanico di Maidopis (qui la planimetria).

Da non trascurare i proventi complessivi costituiti dai biglietti di ingresso di modesto importo.

Esperienze simili sono state realizzate ormai in tutta Europa con risultati positivi, sia da soggetti pubblici, come per esempio il Parco nazionale della Foresta Bavarese (Lusen National Park Centre, qui ulteriori informazioni) o il Parco faunistico del Monte Amiata, che da soggetti privati, come ad esempio il francese Le Loups du Gèvaudan, dedicato alla conoscenza e salvaguardia della sola specie del Lupo (Canis lupus).

Parco nazionale della Foresta Bavarese, Lusen National Park Centre, area faunistica

Parco nazionale della Foresta Bavarese, Lusen National Park Centre, area faunistica

Così come i sentieri natura, ormai realtà in gran parte delle aree naturali protette.

Qualora fosse accolta – come auspichiamo – la proposta potrebbe trovare agevole realizzazione, a iniziare da siti dove vi sono già piccole, ma importanti recinti faunistici, come quello del Cervo sardo a Maidopis, proprio contiguo al Giardino botanico.

Potrebbe essere un primo nucleo di un’area faunistica integrata con un sentiero natura botanico.

Perché no?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

Sette Fratelli, Foresta demaniale, sentiero nel bosco

Sette Fratelli, Foresta demaniale, sentiero nel bosco

 

(foto E.F.S., Parco nazionale della Foresta Bavarese, S.D., archivio GrIG)

  1. Genius Loci
    novembre 20, 2014 alle 3:28 pm

    Non mi sembra una buona idea, oberati come sono dal troppo lavoro.
    Poi, meglio non mettergli la pulce nell’orecchio; o potrebbero trasformare questo suggerimento in interventi di qualche milione di euro e potrebbero anche chiedere l’assunzione di altre migliaia di operai.

  2. Sardo
    novembre 20, 2014 alle 7:53 pm

    A parte i commenti sui carichi di lavoro, l’idea è buona.

  3. Pietro
    novembre 21, 2014 alle 2:14 pm

    Perchè no?Non lo permetteranno mai,vi siete dimenticati che siamo in Ittaliga.Ottima idea

  4. Genius Loci
    novembre 21, 2014 alle 9:02 pm

    Carichi di lavoro? 5000 dipendenti per gestire qualche metro quadro di foreste?
    Mi ricordano i cantonieri delle provincie sarde di 20-30 anni fa.
    Certo, l’idea è buona, ma spaventa l’ingranaggio mangiasoldi (leggi carrozzone) che l’ente (ancora una volta) riuscirà a costruire.
    Magari giustificandolo con la creazione di posti di lavoro……

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