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Un folle progetto di gasdotto nelle zone più a rischio sismico d’Italia.


Umbria, paesaggio appenninico

Umbria, paesaggio appenninico

 

 

Non c’è nulla da fare, bisogna prendere atto dell’insondabile ottusità umana che insiste e persiste nel voler realizzare un gasdotto devastante per l’ambiente e inutile sul piano economico-sociale nelle zone a maggior rischio sismico d’Italia (zona sismica “1”), fra le aree a maggior rischio sismico in Europa. Si tratta del progetto del gruppo Snam s.p.a. del gasdotto “Rete Adriatica”, il gasdotto appenninico che – come birilli – intercetta le zone altamente sismiche di Abruzzo, Umbria, Marche. Infatti, il gasdotto “Rete Adriatica” si snoda lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino Centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità, con eventi anche di magnitudo elevata, come il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila e molte altre località dell’Abruzzo, e il terremoto del 26 settembre 1997 che ha colpito l’Umbria e le Marche. Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal progetto di metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado. E’ agevolmente documentabile quanto sopra con l’impressionante mòle di dati presente sul sito web istituzionale (http://www.ingv.it/) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (I.N.G.V.), la massima Istituzione scientifica nazionale in materia. Così, tanto per gradire, nelle ultime settimane ecco una nuova, ennesima, sequenza sismica. Solo l’anno scorso, il 20 aprile 2013 un nuovo terremoto e un preoccupante sciame sismico anche a Città di Castello (PG). E’ troppo chiedere uno straccio di buon senso in questo benedetto Bel Paese?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Epicentri dei numerosissimi terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale tra il 2010 e oggi. La sismicità più recente (cerchi rossi) sembra proseguire la faglia individuata per la sequenza del 2010 (cerchi gialli)

Epicentri dei numerosissimi terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale tra il 2010 e oggi. La sismicità più recente (cerchi rossi) sembra proseguire la faglia individuata per la sequenza del 2010 (cerchi gialli)

da INGV Terremoti, 25 marzo 2014 Sequenza sismica in Umbria (Gubbio – Città di Castello). La sequenza sismica che sta interessando la provincia di Perugia da molti mesi ha avuto negli ultimi giorni una ripresa, con alcuni terremoti di magnitudo superiore a 3 avvertiti dalla popolazione. L’attività, che aveva prima interessato il settore tra Gubbio e Pietralunga, si è concentrata ora in una zona diversa. I terremoti di questi giorni sono infatti localizzati più a nordovest dei precedenti, tra Umbria e Marche, circa a metà strada tra Città di Castello (PG) e Apecchio (PU). Questa sismicità si colloca immediatamente a nordovest del settore colpito da un altro picco di attività nell’aprile del 2010, quando in circa venti giorni la rete sismica localizzò molte centinaia di terremoti con una scossa principale di magnitudo 3.8. La zona dell’Appennino umbro-marchigiano è interessata da numerose faglie, che sono state individuate tramite studi di geologia di superficie e del sottosuolo: rilievi di terreno, linee sismiche effettuate per esplorazioni di idrocarburi e alcune perforazioni profonde.

La carta sotto mostra le evidenze in superficie del complesso sistema di faglie che attraversa la regione.

Carta geologica dell’area, con indicate le faglie riconosciute dai geologi in superficie. Da: Mirabella, Brozzetti, Lupattelli, Barchi (2011), Tectonic evolution of a low‐angle extensional fault system from restored cross‐sections in the Northern Apennines (Italy), Tectonics, 30, TC6002, doi:10.1029/2011TC002890

Carta geologica dell’area, con indicate le faglie riconosciute dai geologi in superficie. Da: Mirabella, Brozzetti, Lupattelli, Barchi (2011), Tectonic evolution of a low‐angle extensional fault system from restored cross‐sections in the Northern Apennines (Italy), Tectonics, 30, TC6002, doi:10.1029/2011TC002890

Il modello più accettato per spiegare la deformazione e i terremoti della regione umbro-marchigiana prevede una faglia principale chiamata Faglia Alto-Tiberina (ATF), che affiora nel settore sudoccidentale della carta e si immerge lentamente al di sotto della catena appenninica, verso nordest. Al di sopra dell’ATF sono presenti numerose altre faglie “sintetiche” e “antitetiche” (ossia immergenti verso lo stesso lato o verso il lato opposto), maggiormente inclinate e su cui si ipotizza avvenga la maggior parte dei terremoti.   Nella carta sopra si notano numerosi segmenti di faglia, molti dei quali sono probabilmente attivi. Per capire meglio quali siano quelli attivi oggi e quali le loro geometrie in profondità, uno dei dati più interessanti è la microsismicità, che in quest’area viene rilevata grazie a una rete molto densa di sismometri. Nel caso della sequenza del 2010, uno studio molto dettagliato della microsismicità aveva permesso di individuare la faglia responsabile della sequenza: si tratta di una faglia lunga circa 5 km e profonda 2 (tra 4 e 6 km di profondità), che si era attivata progressivamente tra il 10 e il 30 aprile del 2010.

Mappa (sin.) e sezione in profondità (dx) della sismicità dell’aprile 2010. La Faglia Alto Tiberina (ATF) è visibile in mappa, dove affiora in superficie, e in sezione (linea pendente debolmente a sinistra). Nelle sezioni a sinistra, una generale sotto e una zoomata sopra, si vede la Faglia Alto Tiberina (ATF) e sopra la faglia del 2010,ben individuata dai terremoti dell’aprile 201o rilocalizzati da Marzorati et al., (Tectonophysics 2013).

Mappa (sin.) e sezione in profondità (dx) della sismicità dell’aprile 2010. La Faglia Alto Tiberina (ATF) è visibile in mappa, dove affiora in superficie, e in sezione (linea pendente debolmente a sinistra). Nelle sezioni a sinistra, una generale sotto e una zoomata sopra, si vede la Faglia Alto Tiberina (ATF) e sopra la faglia del 2010,ben individuata dai terremoti dell’aprile 201o rilocalizzati da Marzorati et al., (Tectonophysics 2013).

Nello studio citato, Marzorati et al. avevano anche individuato un’interessante fenomeno di “migrazione” della sismicità in quei giorni di aprile 2010. La velocità di migrazione, stimata in 400 metri/giorno in media, era compatibile con un sistema di fratture, orientate parallelamente alla catena, che interesserebbe le rocce presenti in profondità in quel settore dell’Appennino.

Queste fratture sarebbero riempite di fluidi, che si sposterebbero lentamente nella crosta, interessando gradualmente settori diversi della stessa faglia. Non è ancora chiaro se la sismicità di questi ultimi giorni vada ricondotta alla stessa faglia del 2010 o a una adiacente. Se fosse la stessa, resterebbero da capire i meccanismi che governano la migrazione dei fluidi e l’attivazione di settori diversi di una stessa faglia a distanza di giorni (come accadde ad aprile 2010) o di anni (come per la sismicità più recente). La causa probabilmente va ricercata nel tipo di rocce interessate, nel livello di deformazione raggiunto all’interno del ciclo sismico, e nel loro grado di fratturazione e saturazione in fluidi. Per questo motivo, oltre allo studio della microsimicità naturale, cerchiamo di studiare questi processi con esperimenti in laboratorio.

 

Umbria, Appennino, boschi

Umbria, Appennino, boschi

(cartografia da http://ingvterremoti.wordpress.com/, foto S.L., archivio GrIG)

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  1. aprile 11, 2014 alle 10:46 am

    innanzitutto complimenti al GrIG per la completezza ed il dettaglio della denuncia. poi, veramente allucinante la protervia degli Enti preposti nell’insistere su un territorio fragile non solo sotto il profilo sismico, ma anche fragile per le situazioni idrogeologiche e per la diffusa franosità delle rocce tipo “scaglia” (il termine geologico parla da solo), la più diffusa su questo tratto Appenninico. grazie GrIG.

  2. aprile 19, 2014 alle 4:45 pm
  3. aprile 20, 2014 alle 11:11 am

    ancora scosse di terremoto nelle aree interessate dal progetto di gasdotto “Rete Adriatica”.

    A.N.S.A., 20 aprile 2014
    Notte tranquilla a Gubbio dopo il terremoto della notte.
    Magnitudo 3.7, l’epicentro tra Gubbio, Scheggia e Pietralunga: http://www.ansa.it/umbria/notizie/2014/04/19/terremoto-scossa-magnitudo-3.7-in-provincia-di-perugia_89151dcf-7443-4eec-873d-76b0c6ee1dc9.html

  4. maggio 6, 2014 alle 2:55 pm

    da La Repubblica, BA, 5 maggio 2014
    l’Italia rischia di perdere il gasdotto, l’ad della società: “Croazia pronta a ospitare l’approdo”.
    No Tap, ritardi e indecisioni. L’allarme dell’ad: “Serve un tavolo politico”. Il vice ministro De Vincenti: “Dobbiamo andare fino in fondo”: http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/05/05/news/gasdotto-85312860/

    __________________________________

    da La Gazzetta del Mezzogiorno, 6 maggio 2014
    «Il gasdotto Tap può non passare per l’Italia»: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/il-gasdotto-tap-puo-non-passare-piu-per-l-italia-no715610

    ————————–

    Viceministro sviluppo economico: è un progetto strategico: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizie-nascoste/viceministro-sviluppo-economico-e-un-progetto-strategico-no715620/

  5. agosto 24, 2016 alle 2:36 pm

    ecco qui un altro disastroso terremoto nelle aree interessate dal progetto di gasdotto “Rete Adriatica”.
    Qualsiasi commento è superfluo.

    A,N.S.A., 24 agosato 2016
    Forte terremoto, due morti nelle Marche. Crolla Amatrice, due vittime. Ad Accumoli famiglia sotto le macerie.
    Le scosse avvertite distintamente nel Lazio, in Abruzzo, in Umbria, nelle Marche: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/08/24/forte-terremoto-nel-lazio-paura-a-roma_d336774d-3373-40df-b6eb-100d55fbc5f8.html

    ———————

    Terremoto: un sopravvissuto, voci da sotto le macerie gridavano aiuto.
    Le testimonianze di chi si è salvato dai crolli e dei reporter appena giunti sul posto: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/08/24/terremoto-un-sopravvissuto-voci-da-sotto-le-macerie-gridavano-aiuto_818f8a5f-9d2a-42eb-b288-b854f22572d5.html

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    Ingv, non escluse altre scosse come la prima. Sisma “come all’Aquila ma lo scenario è diverso”.
    Curcio (Protezione civile): “Questo è un terremoto di magnitudo importante, ha pero’ colpito una popolazione più diffusa”: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/08/24/lesperto-colpita-area-vasta-possibili-altre-scosse_5969dd55-f447-4978-b8f4-389b78718b33.html

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    da Il Fatto Quotidiano, 24 agosto 2016
    Terremoto in Centro Italia: almeno 13 morti. Sindaco Amatrice (Rieti): “Un macello” (CRONACA ORA PER ORA – Foto e video).
    La scossa avvenuta nella notte alle 3,36. L’epicentro vicino ad Accumoli. Rasa al suolo la frazione di Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Seconda scossa fra Umbria e Marche. La protezione civile: “Non percorrete la Salaria”: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/24/terremoto-in-centro-italia-almeno-10-morti-sindaco-amatrice-rieti-un-macello/2992595/

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    da Il Corriere della Sera, 24 agosto 2016
    SISMA. Terremoto 6.0, paura in Centro Italia. Ci sono morti e feriti. Amatrice, il sindaco: «Il paese non c’è più».
    La prima scossa alle 3.36 in provincia di Rieti, la seconda alle 4.33. «In tanti sotto le macerie»: http://www.corriere.it/cronache/16_agosto_24/terremoto-magnitudo-6-centro-italia-crolli-molti-danni-30c313ca-69aa-11e6-a553-980eec993d0e.shtml

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    «Terremoto molto potente ed esteso. Il fenomeno potrebbe ripetersi».
    Il sismologo Amato: «La zona è nota per la sua pericolosità. Scosse paragonabili per intensità a quelle dell’Aquila: http://www.corriere.it/cronache/16_agosto_24/terremoto-molto-potente-ed-esteso-fenomeno-potrebbe-ripetersi-922c7f90-69b7-11e6-a553-980eec993d0e.shtml

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    da La Repubblica, 24 agosto 2016
    Terremoto di magnitudo 6.0 devasta il centro Italia: morti. Il sindaco di Amatrice: “Il paese non c’è più”. Bimbo salvato a Pescara del Tronto: http://www.repubblica.it/cronaca/2016/08/24/news/sisma_del_6_4_nella_notte_vicino_perugia_avvertito_in_tutto_il_centro_italia-146516780/

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  1. luglio 29, 2014 alle 10:20 am

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