Stop al progetto di centrale solare termodinamica di Banzi!


Banzi, inquadramento dell'area interessata dal progetto di centrale solare termodinamica

Banzi, inquadramento dell’area interessata dal progetto di centrale solare termodinamica

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (24 gennaio 2014) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti in merito al progetto di centrale solare termodinamica a concentrazione Tecnosolar Italia 2 s.r.l. (potenza complessiva lorda 50 MWe), nelle campagne di Basentello, in Comune di Banzi (PZ), su ben 226 ettari in area agricola.

Interessati il Ministero dell’ambiente, la Regione Basilicata, gli Organi centrali e periferici del Ministero per i Beni e Attività Culturali, il Comune di Banzi e, per opportuna conoscenza preventiva, la Commissione europea e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza.

L’area, attualmente coltivata dall’indubbia vocazione agricola, è tutelata in buona parte con specifico vincolo paesaggistico decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., in quanto comprendente le fasce spondali del Torrente Marascione e del Torrente Basentello, e non è nella disponibilità della Società energetica (capitale spagnolo, a quanto pare), che intenderebbe procedere con l’esproprio per pretesa pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell’opera, tutte da dimostrare.

Banzi, panoramica del sito interessato dalla centrale solare termodinamica

Banzi, panoramica del sito interessato dalla centrale solare termodinamica

Il procedimento di rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e gestione dell’impianto di energia rinnovabile (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.) è oggi sospeso in quanto non si è concluso il precedente procedimento di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 92/2011/UE, decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.): però questi procedimenti non possono che concludersi negativamente, in quanto il Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per la Basilicata, con provvedimento n. 14433 del 9 dicembre 2013 ha fornito il proprio motivato parere vincolante negativo al rilascio della necessaria autorizzazione paesaggistica.

L’impatto ambientale e paesaggistico dell’impianto progettato è, infatti, devastante per il paesaggio agricolo lucano e correttamente è stato fatto rilevare dall’Organo periferico del Ministero per i Beni e Attività Culturali.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha quindi richiesto il definitivo pronunciamento negativo dei procedimenti autorizzatori ancora aperti: l’impatto ambientale è già stato ritenuto insostenibile e non dev’essere il paesaggio e il contesto economico-sociale locale a pagar le conseguenze di una speculazione energetica sempre più arrogante.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Banzi, panoramica del sito interessato dalla centrale solare termodinamica

Banzi, panoramica del sito interessato dalla centrale solare termodinamica

da Il Quotidiano della Basilicata, 25 gennaio 2014

Energie rinnovabili. Il futuro passa dai piccoli impianti (Vitantonio Iacoviello)

da La Gazzetta del Mezzogiorno, 26 gennaio 2014

“La lunga battaglia contro quegli specchi” (Cosimo Forina)

(foto per conto GrIG)

  1. gennaio 24, 2014 alle 5:02 pm

    da blog di Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori, 21 gennaio 2014
    Basilicata, esproprio di terreni per impianto termodinamico su area agricola: un devastante progetto da oltre 200 ettari: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2014/01/basilicata-esproprio-di-terreni-per-impianto-termodinamico-su-area-agricola-un-devastante-progetto-da-oltre-200-ettari/

    ____________________________

    dal blog di O.L.A., 24 gennaio 2014
    A Palazzo San Gervasio manifestazione contro l’impianto Teknosolar: http://www.olambientalista.it/domani-manifestazione-a-palazzo-contro-limpianto-teknosolar/#sthash.o30zunq8.dpuf

  2. gennaio 24, 2014 alle 8:00 pm

    dal blog di O.L.A., 24 gennaio 2014
    Dalla Sardegna a Banzi, stop al progetto Teknosolar: http://www.olambientalista.it/dalla-sardegna-a-banzi-stop-al-progetto-teknosolar/#sthash.qvCQ4xf9.dpuf

  3. gennaio 26, 2014 alle 6:39 pm

    da Il Quotidiano della Basilicata, 26 gennaio 2014
    Teknosolar, i cittadini di Palazzo San Gervasio in strada per protestare contro l’impianto.
    I sindaci del territorio si schierano con i manifestanti e le associazioni ambientaliste. Ma Pittella dalla diretta twitter parla soltanto di «istruttoria tecnica in corso»: http://www.ilquotidianoweb.it/news/potenza/721913/Teknosolar–i-cittadini-di-Palazzo.html

  4. febbraio 28, 2014 alle 9:51 pm

    il Comune di Banzi ha comunicato (nota prot. n. 606 del 28 febbraio 2014) di non aver “rilasciato alcun atto abilitativo a favore di Teknosolar Italia 2 s.r.l.”.

  5. marzo 2, 2014 alle 5:35 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 2 marzo 2014
    Investi 10, guadagni 130: l’incentivo al solare termodinamico alletta speculatori.
    Con una centrale in Basilicata, la Teknosolar Italia 2 punta a incassare 1,2 miliardi di aiuti pubblici in 25 anni, pagati dagli italiani con le bollette. Più di quattro volte il valore sul mercato dell’energia prodotta. La popolazione locale è in rivolta, perché l’impianto porterebbe via 226 ettari di terreno agricolo, in buona parte da espropriare. Rischio di speculazione, ma anche incendi e inquinamento. (Luigi Franco): http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/02/investi-10-guadagni-130-lincentivo-al-solare-termodinamico-fa-ben-sperare-chi-specula/885542/

  6. maurizio
    giugno 11, 2014 alle 1:13 pm

    Beh è ovvio che il problema della Basilicata e dell’italia sia la distruzione del paesaggio causata dalla sciagura delle rinnovabili!
    Intanto negli stessi mesi in Basilicata viene approvata la più grande discarica per idrocarburi d’Europa….
    http://www.ecoblog.it/post/131889/in-basilicata-approvata-la-piu-grande-discarica-per-idrocarburi-deuropa?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+ecoblog%2Fit+%28ecoblog%29

  7. maggio 2, 2016 alle 2:53 pm

    riceviamo dal Sindaco di Palazzo S. Germano Michele Mastro e pubblichiamo volentieri.

    Comunicato stampa
    Consiglio Comunale di Palazzo San Gervasio del 28.04.2016

    ________________

    Con il Consiglio Comunale del 28 aprile c.a. si è voluto mettere agli atti la definitiva archiviazione dell’istanza di V.I.A., presentata dalla società Teknosolar Italia 2 S.r.l., relativa alla proposta progettuale di un impianto solare termodinamico interessante i Comuni di Banzi, Palazzo San Gervasio, Genzano di Lucania e Spinazzola della limitrofa Regione Puglia. Un’archiviazione che rende definitivamente non autorizzabile l’intero progetto.
    É stata letta una dettagliata relazione, parte essenziale ed integrante del deliberato, al fine di fornire elementi di sintesi e di riflessione su una vicenda, quella del “solare termodinamico”, che ritengo abbia rappresentato, per tutti noi, un’importante occasione di crescita e di maturazione nell’arduo ed impegnativo ambito della difesa del Territorio inteso, quest’ultimo, come salvaguardia del nostro Ambiente, della nostra Salute, del nostro Paesaggio, delle nostre Tradizioni, della nostra Identità storica e culturale.
    La Delibera è stata votata all’unanimità con l’abbandono dell’aula del solo Consigliere Savino di Paolo che ha fornito una relazione del tutto fantasiosa e con ricostruzioni prive di riscontro. L’abbandono è tipico di chi non sa reggere il confronto e gli rode la costatazione di un risultato rispetto al quale il suo contributo è stato del tutto insignificante oltre che deleterio e dannoso per un’intera Comunità così come evidenziato nella relazione allegata al deliberato.
    Una vicenda che fornisce un ulteriore motivo per rafforzare e consolidare il nostro senso di Comunità e di appartenenza ad un’incantevole Area territoriale, quella del Vulture Alto Bradano, che ci fornirà, continuamente e costantemente, la necessaria linfa per affermare l’importanza dell’Unione nelle battaglie indirizzate alla difesa dei Beni comuni da considerare prioritari per noi stessi e per le future generazioni.
    Anni di intenso lavoro durante i quali si è venuta a consolidare una squadra affiatata, basata sul rispetto reciproco e sulla trasparenza, già presa come modello da tante altre realtà territoriale oltre che da Comitati e Associazioni della Regione Sardegna che, purtroppo, si trovano tuttora a battagliare contro similari progetti termodinamici che, ad oggi, non hanno ancora ottenuto l’archiviazione, ma auspichiamo avvenga quanto prima.
    Ciò che in tanti hanno definito e continuano a definire “modello Palazzo San Gervaio”, con riferimento alla strategia di difesa del Territorio, è una realtà da difendere e diffondere affinché diventi motivo di orgoglio per tutti noi in quanto risultato del lavoro e dell’impegno di tanti. Un modello vincente da ricordare e scolpire nelle nostre menti anche per le future generazioni.
    Tutto ha inizio nel lontano 2010, anno in cui venne approvata la Legge regionale n. 1 del 19 gennaio 2010 intitolata “Norme in materia di energia e Piano di Indirizzo Energetico Ambientale Regionale”. Una legge conosciuta come P.I.E.A.R. che, sin dal 2010, nel suo voluminoso testo di oltre 360 pagine, ha previsto una specifica sezione sugli impianti “solari termodinamici” di grandi dimensioni, denominati CSP, da collocare in Basilicata. Una serie di indicazioni che hanno spianato la strada a quello che poi si è concretizzato come “solare termodinamico” della Teknosolar Italia 2 S.r.l. interessante i Comuni di Banzi, Palazzo San Garvasio e Genzano di Lucania e, successivamente, anche quello di Spinazzola per le ricadute dirette ed indirette sull’ambiente e sul paesaggio.
    Una società materana che, grazie ad una legge regionale del tutto discutibile, ha reso legittima la presentazione dell’istanza di autorizzazione del progetto alle porte del Comune di Palazzo San Gervasio, nel lontano novembre 2012, in concomitanza con la presentazione dell’istanza di Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.) e, successivamente, dell’istanza per l’autorizzazione dell’emissione di inquinanti in atmosfera, queste ultime definitivamente archiviate compromettendone il rilascio del titolo autorizzativo.
    Non è difficile comprendere che un progetto, presentato nel 2012, ha richiesto uno studio del territorio e delle eventuali complicanze nell’acquisire la disponibilità dei terreni su cui far sorgere l’ecomostro. Lavoro preparatorio che doveva essere contrastato per evitare che la società consolidasse l’idea di realizzare una “follia” ai danni di un’intera Comunità e dell’intera Area Vulture Alto Bradano in generale. Anche in questa occasione occorre stigmatizzare non soltanto la strategia della società proponete un impattante progetto industriale, ma anche la decisione di tutti coloro che hanno “aperto le porte”, in casa propria, al “solare termodinamico” consentendo alla società energetica di illudersi nella sua malsana idea progettuale.
    L’attuale Amministrazione comunale ha dovuto gestire una problematica non semplice, ereditata da un lavoro subdolo e preparatorio svolto negli anni addietro, che andava a ledere grandi interessi economici e che riguardavano, probabilmente, non soltanto la società materana.
    Un’Amministrazione che ha saputo resistete alla macchina del fango attivata continuamente da chi, per motivi personalistici e del tutto deleteri, avrebbe voluto fare “politica” senza i sani “lacci” dettati dal rispetto del territorio.
    Un’Amministrazione che ha saputo imporsi ed ha portato sotto gli occhi di tutti un risultato in cui in pochi speravano. Anche negli ultimi giorni c’era gente che parlava di un progetto prossimo alla sua canterizzazione con un inizio lavori già programmato ed inevitabile. Tutta gente che voleva seminare rassegnazione, fiducia nella bontà di un “folle” progetto così da spianare la strada a squallidi approfittatori e speculatori.
    Un risultato complicato ed irrealizzabile senza il supporto tecnico dell’Associazione Intercomunale Lucania e della VAS per il Vulture Alto Bradano nonché della VAS nazionale, dell’A.Mi.C.A., della Federazione nazionale Pro Natura, della Ola, del Coordinamento locale del Forum Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori, dell’Associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico, del G.A.L. per il Vulture Alto Bradano, dei Cittadini che non hanno mai tradito l’azione di difesa del territorio e per ultimo, non certamente perché meno importante, dei Comuni di Atella, Barile, Ginestra, Maschito, Melfi, Rapolla, Rapone, Rionero in Vulture, Ripacandida, Ruvo del Monte, San Fele, Venosa, Forenza, Genzano di Lucania, Lavello, Montemilone e dell’Area Programma Vulture Alto Bradano a cui si aggiunge il Comune di Spinazzola, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, l’Ufficio V.I.A. e V.In.C.A. della Regione Puglia e l’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata che ha recepito tante delle osservazioni e valutazioni tecniche fatte pervenire.
    Un risultato inimmaginabile senza la guida di attente e meticolose perizie che hanno interessato, gratuitamente e disinteressatamente, diverse Università italiane (Napoli, Cagliari, Benevento, Modena) grazie al lavoro dell’Ing. Donato Cancellara che ha permesso, tra l’altro, di far conoscere la problematica lucana del “solare termodinamico” anche su scala nazionale tramite pubblicazione di lavori che hanno trovato diffusione su atti di convegni e su riviste nazionali, regionali e locali. Un risultato che ha arricchito tutti noi per l’impegno, la costanza, la lealtà, il senso di legalità, l’onestà e la professionalità di chi non ha mai mollato stimolando tutti noi a non mollare mai.
    Un’azione continua e martellante, in difesa della nostra Terra, resa possibile anche grazie alla caparbietà, alla forza e all’intransigenza del Presidente dell’A.I.L. Maurizio Tritto, di tutto il Consiglio Direttivo dell’Associazione e di tutti quei Soci che hanno mostrato lealtà e senso di appartenenza ad una Comunità.
    Un risultato che ha fatto crescere ciascuno di noi, professionalmente ed umanamente, con la convinzione che l’esperienza acquisita è possibile porla a disposizione di tutte quelle Comunità che in futuro si troveranno a vivere un similare assalto al proprio territorio.
    Come sempre, occorre avere pazienza ed il lavoro, quello sincero ed onesto, non potrà che essere apprezzato pur suscitando rabbia in tutti coloro che avrebbero voluto svendere il proprio territorio per squallidi ed offensivi motivi personalistici.
    In attesa che la società Teknosolar inizi il suo unico percorso possibile qual è quello del contenzioso, mediante ricorso al TAR contro la Regione Basilicata, posso rassicurare tutti coloro che hanno creduto e continuano a credere nella mia azione di difesa del territorio che non indietreggerò mai nel contrastare chiunque voglia ingannare e speculare. La difesa della mia Terra continua con il sostegno di coloro i quali resteranno al mio fianco e che mi onorerò di rappresentare.

    IL SINDACO
    geom. Michele MASTRO

    ________________

    da La Gazzetta del Mezzogiorno, 3 maggio 2016
    PALAZZO SAN GERVASIO. L’impianto solare non si farà più. (Franco de Florio): http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/743981/L-impianto-solare–non-si.html

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