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Si saprà mai che cos’è lo “strano” inquinamento di Quirra? E i responsabili?


Il Corriere della Sera - Sette, 3 gennaio 2014

Il Corriere della Sera – Sette, 3 gennaio 2014

Si saprà mai che cosa ha determinato lo strano inquinamento di Quirra e chi sono i responsabili?

Arriverà un’efficace bonifica ambientale o tutto sarà insabbiato dalla santa prescrizione?

Ce lo chiediamo da anni e se lo chiede anche Gian Antonio Stella, su Sette, il magazine de Il Corriere della Sera (“Quel poligono militare che uccide”, 1, 3 gennaio 2014).

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Quirra, cartello

Quirra, cartello

(foto per conto GrIG)

  1. capitonegatto
    gennaio 7, 2014 alle 8:10 am

    Il nostro DNA ci condanna . La spirale dei nostri geni ci porta al masochismo, alla furbizia, alla menzogna finalizzata ai propi interessi. Se non facciamo qualcosa per cambiare il nostro modo di agire e di confrontarci seriamente, non risolveremo Quirra, la Terra dei fuochi, l’Ilva, e tante altre situazioni simili.

  2. Mara
    gennaio 7, 2014 alle 10:50 am

    Forse un giorno si saprà… quando tutti i responsabili saranno ultraottantenni e non più condannabili. Mi vergogno di essere concittadina di simili vigliacchi.

  3. gennaio 7, 2014 alle 3:09 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    http://www.andreazanoni.it

    Andrea Zanoni, deputato al Parlamento europeo

    Comunicato stampa del 6 gennaio 2014

    Torio 232 nel poligono militare “Cellina-Meduna”: Zanoni porta il caso in Europa

    L’eurodeputato Andrea Zanoni presenta un’interrogazione alla Commissione europea sulla contaminazione da torio 232 dell’area del poligono militare in provincia di Pordenone.

    “Verificare immediatamente lo stato della falda acquifera e procedere alla bonifica dell’intera area”.

    “L’Ue intervenga per evitare la contaminazione dalla sostanza tossica e radioattiva torio 232 della falda acquifera nell’area del poligono militare “Cellina-Meduna” in provincia di Pordenone”. Lo chiede l’eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, con un’interrogazione alla Commissione europea sui preoccupanti livelli di torio 232 registrati nell’area del poligono militare di Cordenons, San Quirino, Vivaro e San Giorgio della Richinvelda. “I dati dell’ARPA pubblicati a fine dicembre parlano chiaro. Bisogna evitare ogni rischio per l’ambiente e la salute dei cittadini”.

    Sotto accusa il poligono militare nel comprensorio dei fiumi Cellina e Meduna dove Zanoni è stato in sopralluogo lo scorso aprile. Il dipartimento provinciale dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) del Friuli-Venezia Giulia ha comunicato a fine dicembre l’esito delle analisi effettuate in proposito, dalle quali emerge l’allarmante presenza di torio 232 nell’area (VEDI NOTE).

    “Il torio 232 è un metallo radioattivo che emette particelle sei volte più pericolose per la salute umana rispetto a quelle rilasciate dall’uranio impoverito e che raggiunge il massimo della tossicità circa 20-25 anni dopo il suo utilizzo – scrive Zanoni a Bruxelles – Inoltre si rischia di devastare l’area dei “Magredi” tutelata quale Sito d’Interesse Comunitario (SIC) e Zona a Protezione Speciale (ZPS) ai sensi delle direttive Habitat 92/43/CEE e Uccelli 2009/147/CE in ragione della grande varietà della flora e della fauna presenti”. Zanoni continua: “Sono urgenti approfondite verifiche sulla falda acquifera, visto che si tratta di terreni molto permeabili e i veleni presenti possono essere facilmente veicolati nel sottosuolo e poi direttamente nella falda. È necessario caratterizzare tutta l’area del SIC con campionamenti sulla matrice del suolo, del sottosuolo, dell’acqua e dell’aria. Dopo la caratterizzazione, utile a determinare il fenomeno di inquinamento sotto il profilo dell’estensione, dell’intensità e della tipologia delle sostanze inquinanti, bisogna passare immediatamente alla fase della bonifica”.

    “Ho chiesto pertanto alla Commissione europea sia una verifica su questo caso specifico che notizia di eventuali casi analoghi in altri Paesi Ue proprio per sapere come sono stati affrontati e bonificati”, conclude l’eurodeputato.

    NOTE

    L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) del Friuli-Venezia Giulia ha comunicato i dati delle analisi effettuate a fine dicembre del 2013 al Comando della 132° Brigata Ariete di Cordenons, al Comando dell’Esercito, alla regione del Friuli – Venezia Giulia, alla provincia di Pordenone, alla prefettura di Pordenone, ai comuni succitati e infine all’ASS (Azienda per i Servizi Sanitari).

    Nello specifico, in quattro degli otto bersagli (carcasse di carri armati utilizzati per l’addestramento a fuoco) analizzati dall’ARPA, è stata riscontrata una presenza di torio 232 notevolmente superiore al livello normalmente presente in natura, avente origine artificiale e presumibilmente collegata alle attività di addestramento militare. Si tratta probabilmente dell’eredità lasciata dalle esercitazioni svoltesi tra gli anni ottanta e novanta nel sito: tra il 1986 e il 2003, infatti, le compagnie dell’Esercito italiano avevano in dotazione missili anticarro spalleggiabili “Milan”, che emettevano torio 232 (Gli stessi utilizzati nel poligono interforze di Quirra in Sardegna, tristemente noto per gli effetti prodotti dalla contaminazione da torio 232).

    Il Comando della 132° Brigata Corazzata Ariete di Pordenone, ente gestore dell’area demaniale “Poligono Cellina–Meduna”, a ridosso del Sito d’interesse Comunitario (SIC), aveva già effettuato monitoraggi ambientali rilevando limiti superiori alla soglia consentita di cadmio, antimonio, piombo, nichel, zinco, rame e vanadio in tre degli otto siti utilizzati dai militari per gli addestramenti. Le aree interessate dal campionamento sono state recintate con paletti di ferro e filo spinato per impedire l’accesso a uomini e animali, anche posizionando cartelli di divieto di accesso nel raggio di 300 metri. La zona sarà preclusa ad ulteriori attività di addestramento per evitare incrementi dei valori di soglia.

    Il SIC del “Cellina-Meduna”, con vicino il SIC delle Risorgive del Vinchiaruzzo, sono gestiti dalla Regione Friuli Venezia Giulia e il presidente dell’associazione ambientalista Mauro Caldana chiede da tempo che si provveda quanto prima a emanare un regolamento che stabilisca le attività vietate e quelle consentite all’interno dell’area e nelle zone limitrofe. I due fiumi che scorrono in questa zona, il Cellina ed il Meduna, formano depositi ghiaiosi con una notevole biodiversità, rappresentata da molte specie faunistiche e vegetali iscritte a diverse liste di specie da salvaguardare.

    Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni

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  4. gennaio 7, 2014 alle 3:19 pm

    capitonegatto :Il nostro DNA ci condanna . La spirale dei nostri geni ci porta al masochismo, alla furbizia, alla menzogna finalizzata ai propi interessi. Se non facciamo qualcosa per cambiare il nostro modo di agire e di confrontarci seriamente, non risolveremo Quirra, la Terra dei fuochi, l’Ilva, e tante altre situazioni simili.

  5. gennaio 7, 2014 alle 3:27 pm

    La spirale dei nostri geni ci porta al masochismo, alla furbizia, alla menzogna finalizzata ai propi interessi. Confermo questa diagnosi. Aggiungo ua domanda: cittadini con queste attitudini naturali, potrà mai essere un Popolo? La mia risposta è no, quindi nel caso avessimo un futuro sarà solo Tragedia!

  6. Shardana
    gennaio 7, 2014 alle 3:59 pm

    L’inquinamento non è per niente strano,si sà ogni cosa e il responsabile è lo stato.Più chiaro di così non si può…….Complici di questo genocidio partiti,compagni in prima fila,anche se fanno finta di interessarsi al caso.Grande onore al comitato gettiamo le basi,con Mariella cao sempre in prima linea ogni 15del mese con un sit in in piazza del Carmine con i famigliari delle vittime.Qualcosa possiamo fare ,il 15 di gennaio tutti in piazza del Carmine alle 10 30 invece che sui blog

    • gennaio 7, 2014 alle 4:24 pm

      “il responsabile è lo Stato”, cioè tutti e nessuno: il miglior modo per non avere alcun responsabile.
      Complimenti, continuiamo così.

      Stefano Deliperi

  7. gennaio 9, 2014 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 gennaio 2014
    Inquinamento militare, a Teulada più torio di quello trovato a Quirra.
    Inchiesta della procura di Cagliari, percentuali da 10 a 20 volte i valori normali. Sotto accusa le esercitazioni con i missili Milan. (Mauro Lissia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/01/09/news/inquinamento-militare-a-teulada-piu-torio-di-quello-trovato-a-quirra-1.8431693

    A Teulada più torio che a Quirra.
    La Procura disporrà a breve nuove perizie, ma il pericolo per la salute è certo. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. Le percentuali di Torio 232 riscontrate nell’area del poligono militare di Teulada risultano superiori da dieci a venti volte rispetto a quelle presenti normalmente nell’ambiente naturale. E’ il primo risultato emerso nel corso dell’inchiesta sull’inquinamento nel basso Sulcis condotta dal pm Emanuele Secci. Il dato, davvero inquietante, rivela una chiara analogia tra la situazione di Teulada e quella di Quirra, che ha generato un processo con venti imputati. Ma la situazione appare più grave. Le ipotesi. Si aprono di conseguenza prospettive investigative piuttosto interessanti: se il fascicolo è aperto contro ignoti e senza ipotesi di reato, il magistrato è impegnato sul fronte del disastro ambientale, ipotesi gravissima che dovrà essere verificata con approfondimenti scientifici. Per adesso la certezza in mano al magistrato è che i cittadini di Teulada hanno respirato per anni e forse respirano ancora il pericolosissimo metallo diffuso dai missili Milan di fabbricazione italiana, il cui impiego nelle esercitazioni belliche è stato revocato prima in Francia e poi anche nel nostro paese. Il nesso di causalità. Mancano invece due elementi fondamentali perché l’inchiesta possa virare su concrete ipotesi di reato: i dati epidemiologici sulle cause di morte nell’area di Teulada e la prova sul nesso di causalità, vale a dire la dimostrazione che all’origine delle patologie letali riscontrate nella popolazione ci sia proprio l’uso del Torio 232. Ma i prossimi passi dell’inchiesta saranno rivolti esattamente in questa direzione: il pm Secci si prepara a chiedere una ricerca epidemiologica e a nominare un consulente che dovrà lavorare sia sul campo che sulla lettura dei dati. Danni per la salute. Non è detto però che per arrivare alla conclusione dell’indagine e alla contestazione di reati sia indispensabile certificare inoppugnabilmente la causa delle patologie. Per una ragione emersa già con chiarezza già nella vicenda processuale di Quirra: la pericolosità per la salute del Torio 232 è un fatto accertato e riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale. Inalare e respirare i residui di questo metallo provoca l’insorgenza di diverse malattie. Semmai l’incertezza sulla mortalità del Torio è legata ai tempi di latenza: si parla di vent’anni, quindi soltanto nell’arco di due decenni la Procura potrebbe acquisire dati inequivocabili sul livello di pericolosità del metallo sprigionato dai missili Milan. Ma se i rischi connessi all’uso del Torio 232 sono certi e la Procura dovesse stabilire che dei missili Milan è stato fatto un uso improprio, senza controlli, già questo potrebbe bastare per una valutazione giudiziaria della situazione. In linea con la tendenza, ormai diffusa nel paese, ad un’interpretazione anche preventiva delle norme penali. Intervenire subito sul poligono di Teulada potrebbe essere indispensabile per mettere in sicurezza l’area e la popolazione civile. Ecco perché bisogna fare in fretta, prima che le possibili sanzioni servano solo a punire i responsabili. L’inquinamento marino. L’altro fronte dell’indagine riguarda l’ambiente di Sarroch. Qui si parla di inquinamento industriale e il primo passo è stato l’analisi dei molluschi filtratori nelle acque che vanno da Cagliari a Pula. Già l’anno scorso era stata accertata la presenza di idrocarburi nei mitili, ora sono emersi altri elementi d’indagine sui quali gli specialisti incaricati dal pm Secci sono impegnati a lavorare negli ultimi mesi. Top secret i risultati delle ultime analisi, la sola certezza che attraversa il segreto investigativo è che il mare di Sarroch è tutt’altro che sano. La concentrazione di idrocarburi nelle acque sarebbe significativa, il punto interrogativo riguarda l’origine o le origini, oltre che le eventuali responsabilità. Difficile non pensare al viavai di petroliere che solcano il mare davanti alla Saras, il discorso si complica quando si cerca una relazione diretta tra lo stato del mare e l’attività industriale a terra. Tempo qualche mese e il magistrato avrà a disposizione elementi di valutazione concreti. Ma è probabile che i filoni d’inchiesta su Sarroch e su Teulada finiscano per separarsi in vista delle conclusioni.

  8. Shardana
    gennaio 10, 2014 alle 12:35 pm

    Continuiamo così cosa,a dire che lo stato e i suoi vassalli sono gli artefici di questo genocidio?È risaputo,non lo dico io ma quei magistrati che fanno il loro lavoro e sono dalla parte della legge e non del potere.Ostaggi del danaro che le multinazionali o chi per loro elargiscono a piene mani a politici e istituzioni……..e a niente valgono le battaglie portate avanti da cittadini consci dei veleni che finiscono nell’aria,nell’acqua nel suolo e nella catena alimentare.Non mi puoi dire deliperi responsabili tutti o nessuno,il responsabile è bello che individuato,è lo stato e non aggiriamo l’ostacolo.Grazie fiordalisi e grazie a tutti i cittadini sardi che lottano per il diritto alla vita

    • gennaio 10, 2014 alle 4:08 pm

      quei magistrati cercano le responsabilità penali, che sono personali.
      Dire “il responsabile è lo Stato” vuol dire non avere alcun reale responsabile.

      Stefano Deliperi

  9. Shardana
    gennaio 10, 2014 alle 6:24 pm

    A volte mi dici “o ci sei o ci fai “ora lo dico io a te……..Sarebbe a dire che le asl,quelli che fanno lavorare i militari senza le necessarie precauzioni che poi muoiono alla fine della leva,i generali,l’arpas,i colonnelli,quelli che devono fare i controlli sullo stato dei luoghi,i politici,quelli che non divulgano i dati fatti sulla catena alimentare inquinata e poi ti ritrovi il formaggio nel mercato rionale,insomma quelli che sono parte dell’apparato statale e che continuano a mentire sullo stato dei luoghi e sulla salute della gente sono loro i colpevoli di questo silenzio o nò?C’è qualcuno che dovrebbe controllare i controllori o nò?Scusami ma sono molto ignorante in materia,quindi chi sono i responsabili del degrado della terra sarda secondo il Grig?

    • gennaio 10, 2014 alle 9:49 pm

      stella del cielo, è necessario il rapporto diretto fra “decisione” e/o “attività” e “fatto dannoso” per la responsabilità in senso penale in vicende come queste, altrimenti è gazzosa pura: nessuna responsabilità, nessun colpevole, nessun risarcimento (per quel che vale).
      Tutto qui, se non è poco.

      Stefano Deliperi

  10. Shardana
    gennaio 10, 2014 alle 11:31 pm

    Ho letto su sardinia post che l’international agency research cancer(IARC)ha confermato l’alta cancerogenità delle sostanze sprigionate nell’aria durante le esercitazioni militari,smentendo l’alibi invocato a più riprese dalla NATO ,dai ministri della difesa e ultimamente dall’avvocatura dello stato che difende gli imputati nell’ambito del processo di quirra,dove tra gli anni 80 e 90 sono stati impiegati 1200 missili milan,1200…1200…1200…1200…1200…1200…1200…1200…1200…1200…1200…1200…Lo stato è complice e noi non siamo carne da macello e chi non interviene è complice di un sistema corrotto che ha un unico obbiettivo inertizzare le popolazioni con il ricatto occupazionale e svendere la sardegna al miglior offerente.Ribellarsi è un dovere e l’unico modo per farlo in maniera pacifica è DISERTARE LE URNE.Scusami,ti ringrazio ma non accetto quello che scrivi

    • gennaio 10, 2014 alle 11:33 pm

      certo, disertiamo le urne.
      Capisco, ma non condivido.
      Così fanno quello che vogliono più facilmente.
      No, grazie.

      Stefano Deliperi

  11. Shardana
    gennaio 11, 2014 alle 10:02 am

    Disertare le urne è oggi l’unico,visti i candidati,non mettere banditi al governo della sardegna. Denuncia continua in ogni territorio con manifestazioni,affissioni o via internet delle azioni criminose portate avanti da politici e costole dello stato consenzienti.L’ARPA doveva aspettare 30anni per dire che i bersagli sono contaminati ?Supportare le parti sane dello stato che portano avanti con grande coraggio queste battaglie,i comitati,i famigliari delle vittime e tutti quelli che con presenze,azioni e informazioni portano avanti le lotte per il diritto alla salute.Vogliamo parlare un pò di teulada Grig?

  12. Shardana
    gennaio 12, 2014 alle 1:38 am

    Quelle le ho già lette,parlavo delle ultime notizie apparse nella nuova,

  13. gennaio 12, 2014 alle 11:41 am

    da la Nuova Sardegna, 12 gennaio 2014
    Inquinamento da torio, subito test epidemiologici.
    Bisogna chiarire se l’isotopo ha dirette conseguenze sulla salute di chi vive nelle aree contaminate e se ha effetti sul Dna e sull’incidenza dei tumori. (Eugenia Tognotti)

    Sarà il fuoco delle polemiche pre-elettorali. Sarà che abbiamo fatto l’abitudine a leggere nelle cronache locali di aggressivi e agenti inquinanti di varia natura e pericolosità per la salute di intere comunità, da una parte all’altra dell’isola. Quel che è certo è che siamo ormai al punto, qui in Sardegna, che non riescono quasi a fare notizia – ed è già in sé preoccupante – gli allarmanti risultati delle inchieste che danno conto della contaminazione di intere aree da sostanze tossiche e radioattive. Così, se, negli stessi giorni, l’ allarme inquinamento radioattivo da Torio 232 , scatatto in Friuli, nel poligono militare di Cellina-Meduna – ha fatto scattare una vasta protesta e la richiesta di verifica all’Ue – qui è passata quasi sotto silenzio l’informazione proveniente dalla Procura di Cagliari che le concentrazioni ambientali di Torio 232 , riscontrate nell’area del poligono militare di Teulada superebbero da dieci a venti volte quelle presenti normalmente nell’ambiente naturale, in quasi tutte le rocce, nel suolo e nell’acqua, a livelli molto bassi. Peggio di Quirra, insomma. Il che significa che è più grande del previsto la parte di popolazione che è stata esposta e che ha respirato ( e sta respirando) polvere di torio. Tenendo presente, naturalmente, che gli effetti dell’esposizione a qualsiasi sostanza pericolosa dipendono dalla quantità, dalla durata, dalle modalità come si sono esposti, dai dati personali e dalle abitudini. Nonché dalla presenza di altre sostanze, sembra certo, che a determinate condizioni – e lo dimostrano ampiamente diversi studi – crescono le probabilità di un aumento dell’incidenza di determinati tumori anche molti anni dopo l’esposizione all’isotopo. Cosa che rende assai difficile l’accertamento del nesso di causalità, cioè di una relazione causa-effetto su cui potrebbe reggersi una concreta ipotesi di reato, per quella e altre aree. Il fatto è che i disastri ambientali provocano danni alla salute e morte a distanza (talora a grande distanza) e ‘probabilisticamente’. Non hanno l’effetto di una bomba. Non sono spettacolari. Non fanno scorrere sangue. La forza della causa è debole, a differenza di un contagio ( peste, colera, Ebola) in cui la causa patogena, (cioè l’agente infettivo) è seguita «forzatamente» e con immediatezza (nel breve volgere di pochi giorni) dall’effetto patologico, cioè dalla malattia. Senza voler esagerare con gli allarmismi – non basta di per sé una presenza di Torio 232, in percentuali superiori a quelle normalmente presenti nell’ambiente naturale per parlare di un’azione cancerogena – i sardi avrebbero- hanno anzi- tutto il diritto di pretendere che si conducano studi statistici seri per accertare se e di quanto è effettivamente aumentata l’incidenza dei tumori nelle zone a rischio . E di richiedere, altresì, che nelle medesime zone vengano condotte precise e scrupolose indagini epidemiologiche. Ma anche dosimetriche e molecolari (esistono alterazioni del Dna riconducibili al Torio 232 e notoriamente collegabili a un aumento d’incidenza di determinati tumori nei soggetti esposti all’isotopo). Senza parlare delle verifiche sulla presenza, estensione, e tipologia di sostanze inquinanti nelle falde acquifere, nel suolo, nel sottosuolo, nell’acqua e nell’aria. Dal Poligono di Capo Teulada, al salto di Quirra, a Porto Vesme, alle zone d’insediamento dell’industria chimica, all’arcipelago della Maddalena, all’area industriale di Porto Torres, al complesso Saras-Sarroch, alla media valle del Tirso. Consegneremo alle future generazioni un’isola di veleni ? Lasceremo che siano loro a pagare i prezzi della devastazione continua e della dissennata gestione del territorio e dell’ambiente degli ultimi cinquant’anni ?

  14. Shardana
    gennaio 12, 2014 alle 6:35 pm

    Grazie Grig.

  15. Andrea
    gennaio 16, 2014 alle 1:37 am

    E te pareva che il paladino di noi poveri cittadini, l’anticasta per eccezione, non volgesse il suo sguardo giustiziere anche in questo caso.
    Peccato che tralasci sempre dei particolari, e non si indigni per quegli stessi particolari, che altro non sono che la causa prima dei veleni di Quirra, come degli altri veleni legati a qualsiasi altra attività militare in Italia. Se si indignasse, poi a Ballarò mica lo inviterebbero più, ed al Corriere gli darebbero il ben servito in un amen.
    Diciamo che ci sono dei tasti su cui è sconsigliato pigiare.
    Parto da lontano. Gli inglesi e gli americani, durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, hanno distrutto porzioni di numerose città italiane, tra cui Cagliari per dire, con stragi di civili innocenti. Fuori Italia pure peggio, con popolose città rase al suolo, come Dresda, o Hiroshima e Nagasaki.
    Ebbene, vi sono forse ricorrenze a livello nazionale o europeo o mondiale per ricordare queste stragi? Nessuna. Perché? Perché, come recita il vecchio adagio, la storia la scrive chi vince.
    E se ti azzardi a parlarne, subito vieni accusato con epiteti infamanti, come Fascista, Nazista, Nostalgico, Reazionario. Mica puoi rendere giustizia, alla memoria almeno, di migliaia di civili, per puro spirito di neutralità.
    Al giorno d’oggi, infatti, nei media di massa nessuno si azzarda a parlare di ciò, se vuole continuare a lavorare.
    Questo atteggiamento si ripercuote anche in riferimento ai fatti d’attualità. Nessuno, Stella compreso, si azzarderebbe a criticare la sudditanza dello Stato italiano verso gli USA e gli altri maggiori Stati della NATO. Dopo la guerra, infatti, nei Trattati si prevedevano enormi perdite di sovranità territoriale. Tra cui rientrano i territori della Sardegna.
    I poligoni sardi più volte sono stati definiti strategici da Ministri della Difesa e Generali, per via della posizione della Sardegna nel Mediterraneo. Per cui tutti i processi che interesseranno qualsiasi reato commesso da individui legati direttamente o indirettamente all’attività militare nei Poligoni non sarà mai punito. Mai.
    Per fare un esempio che sembra fuori luogo ma che non lo è: Caso Abu Omar. Alcuni agenti americani condannati in via definitiva. Napolitano che fa? Gli concede la grazia. Prevedibile.
    La prescrizione, poi, esiste proprio per evitare di arrivare alla Cassazione. E qualche PM in gamba c’è, eccome. Si guardi Fiordalisi. Quando si tratta di abbattere case abusive qualche risultato glielo hanno fatto ottenere, e speriamo ne ottenga migliaia di altri. Sul caso Quirra invece sono anni fermi ancora alle perizie, perché quelle disposte dalla Procura non erano abbastanza super partes secondo Lorsignori. Questo processo non avrà mai colpevoli.
    Ci sono processi che si aprono alla velocità della luce, con misure cautelari in carcere dispensate con facilità agghiacciante. Si prenda il TAV. Con ragazzi tutt’oggi in carcere in isolamento, accusati, tra l’altro, di terrorismo (reato, in Italia, di gravità penale simile all’associazione mafiosa). Il TAV, si stima, richiederà 24 miliardi. Una mangiatoia enorme. Gli affari non si possono bloccare.
    Ma si prendano anche i 15.000 euro donati dalle società del gioco d’azzardo (capitanate da tale F. Corallo, mafioso accertato) a Letta, ed altri denari donati a Vedrò, associazione composta da numerosi Ministri. Nessun PM che abbia aperto un fascicolo per corruzione. Eppure la multa per evasione fiscale alle Società suddette è passata da 90 miliardi a 600 milioni, e alla persona che conduceva le indagini in Finanza è stato impedito, in qualche modo, di proseguire (con nessun processo per abuso d’ufficio aperto). Nessun processo aperto.
    E che dire del buco in Monte dei Paschi di Siena? Con reati finanziari gravissimi. I PM di Siena che fanno? Non ravvisano reati. Magari sulla scia di Casson, Finocchiaro, Violante, prima o poi entreranno in politica col PD.
    E ce ne sono di altri esempi… Un elenco.
    I nostri rappresentanti democratici sanno bene che su certi affari non bisogna metterci il naso, su certe questioni è meglio non alzare troppi polveroni, e bisogna che questo lo facciano tutti, in una specie di associazione omertosa di stampo mafioso, fatta dai rappresentanti democratici nostri. Che siano politici, giornalisti, imprenditori di Stato.
    Ma Stella non si preoccupi, su certe cose può parlare, ad esempio a Ballarò già può continuare a parlare dell’evasione dei piccoli commercianti e delle mutande verdi di Cota, quello sì, poi può parlare sul Corriere di Quirra, non costa nulla, basta non scrivere manco una volta la parola USA o NATO, e chiedersi chi saranno mai questi colpevoli, chi è che decide in primis cosa accade a Quirra, dove non si muove foglia che gli USA non vogliano. Mistero dei Misteri.
    Certo, volendo può anche fare l’articoletto strappa lacrime quando un soldato italiano viene ucciso in Iraq, dove c’è un disastro ambientale e di vite umane enorme, altro che 1187 missili Milan e un po’ di torio… Ma si sa, Bush diceva che lì c’erano armi di distruzioni di massa da scovare e distruggere, mai trovate ovviamente, però una volta che si era lì ormai bisognava restare, continuare il massacro. Ma quando muore un soldato italiano nessuno lo ricorda questo.

  16. Pietro
    gennaio 16, 2014 alle 9:55 am

    Cavolo che spaccato dell’Italia.Vogliamo aggiungerci anche il massacro del G8 di Genova,anche se per molti è solo un ricordo?

  17. gennaio 28, 2014 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 28 gennaio 2014
    PERDASDEFOGU. Poligono seconda industria sarda. Il sindaco Mariano Carta difende la base ma chiede garanzie. (Claudia Carta)

    PERDASDEFOGU. Se è vero che l’audizione dei sindaci nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di servitù militari – svoltasi mercoledì scorso nella sede romana del Ministero della Difesa – ha palesato come ogni realtà comunale, gravitante nell’area Poligono Interforze del Salto di Quirra (Pisq), si approcci in maniera differente alle questioni riguardanti il distretto militare (è il caso di Villaputzu e della sua legittima richiesta di uno sviluppo alternativo ad esso), è anche vero che Perdasdefogu, Ulassai e Villagrande Strisaili hanno sostanzialmente sposato la medesima linea operativa e analoga comunità d’intenti, soprattutto laddove si parla della base in termini strategicamente importanti in un territorio che continua ad avere fame e sete di sviluppo e lavoro. Mariano Carta, primo cittadino foghesino, ne è pienamente convinto quando analizza la questione in termini numerici, presentando il Pisq come seconda industria sarda, dopo la Saras, con 12000 ettari di territorio, 500 militari, 90 civili, 150 persone impegnate al suo interno di cui 12 ogliastrine e 35 provenienti da altri centri isolani. «Un’area, la nostra – ha proseguito Carta – che ben si presta, morfologicamente parlando, anche all’addestramento di forze speciali». Il riferimento ai “villaggi iracheni o afgani” in progetto per Teulada è chiaro e immediato. Ma il sindaco parla anche degli 11000 ettari, assolutamente salubri, che possono essere prestati a pastorizia e agricoltura, in un co-uso intelligente e produttivo. Così come insiste su qualche soldo, 1 milione e 400 mila euro, frutto di risarcimento da fondo di servitù militare che dall’agosto 2012 giacciono in cassa, senza che sia possibile toccare un euro. Con tante grazie al patto di stabilità. Franco Cugusi, sindaco di Ulassai, inquadra quello delle servitù militari come un’opportunità che va saputa governare dal momento che i benefici investono l’intero territorio. E insiste sul ruolo di primo piano che gli amministratori devono ricoprire: «Auspichiamo che i sindaci vengano coinvolti e messi a conoscenza, prima che le cose vengano fatte, per capire in che modo le attività svolte in questa zona dalla Difesa vadano a incidere sul nostro territorio». Ma in quel di Roma si è discusso anche di investimenti derivanti dalle operazioni di bonifica. Lo ha fatto Giuseppe Loi, sindaco di Villagrande Strisaili che ha chiesto più chiarezza sui fondi bilanciati a questo proposito: «Stiamo parlando di 25 milioni per tre anni, cioè 75 milioni di euro che dovevano servire oltre che a bonificare le zone, a riqualificarle, rinvigorendo l’intero sistema economico delle nostre comunità, così duramente provate». La stoccata finale è emblematica: «L’ultimo appalto di bonifica e riqualificazione delle aree in oggetto è stato fatto in Lussemburgo, senza che le comunità ogliastrine ne sapessero nulla». Con buona pace dell’informazione.

  18. marzo 1, 2014 alle 10:26 am

    da Sardinia Post, 1 marzo 2014
    “Militari, non andate via da Perdas!”. (Monia Melis): http://www.sardiniapost.it/cronaca/quirra-2/

  19. marzo 20, 2014 alle 2:47 pm

    da La Nuova Sardegna, 20 marzo 2014
    Scanu: “Verso la chiusura dei poligoni” (Luca Rojch): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/90400_Scanu_Verso_la_chiusura_dei_poligoni.pdf

  20. aprile 17, 2014 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 17 aprile 2014
    Il drone snobba il poligono. (Nino Melis): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/91734_Il_drone_snobba_il_poligono.pdf

    __________________________________

    La rabbia del sindaco Carta: «Aspettiamo le proposte di chi non vuole i militari»: http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/91737_La_rabbia_del_sindaco_Carta_Aspettiamo_le_pr.pdf

    ___________________________________________

    Riduzione delle servitù militari, c’è la cauta apertura del Governo. (Matteo Sau): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/91742_Riduzione_delle_servitu_militari_ce_la_cauta.pdf

  21. giugno 3, 2014 alle 2:56 pm

    da La Nuova Sardegna, 3 giugno 2014
    Quirra, il 18 giugno in aula la superperizia. (Valeria Gianoglio): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/93873_Quirra_il_18_giugno_in_aula_la_superperizia.pdf

  22. giugno 4, 2014 alle 4:52 pm

    tanto clamore, ma nessun risultato scientifico definitivo.

    da Sardinia Post, 4 giugno 2014
    Quirra, il perito: “Nessun disastro ambientale, ma…”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/quirra-perito-nessun-disastro-ambientale/

    —————————

    L’inchiesta. Militari e civili accusati di omissione, favoreggiamento e falsità ideologica: http://www.sardiniapost.it/cronaca/linchiesta-militari-civili-accusati-omissione-favoreggiamento-falsita-ideologica/

    —————————-

    Parla l’avvocato di Alessio Melis, il pastore morto di tumore a 24 anni: “Perizia ambigua”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/parla-lavvocato-alessio-melis-pastore-morto-tumore-24-anni-perizia-ambigua/

    ____________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 4 giugno 2014
    Quirra, la superperizia esclude il disastro ambientale.
    È stata depositata in tribunale, ma sono stati disposti nuovi esami. L’équipe di tecnici ha lavorato per circa un anno: http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2014/06/04/news/quirra-la-superperizia-esclude-il-disastro-ambientale-1.9359136

  23. giugno 4, 2014 alle 10:10 pm

    da Sardinia Post, 4 giugno 2014
    Quirra, tutta colpa del vento: http://www.sardiniapost.it/cronaca/quirra-tutta-colpa-vento/

    qui il testo integrale della perizia del prof. ing. Mario Mariani: http://www.sardiniapost.it/wp-content/uploads/2014/06/Relazione-Peritale-Prof-Mario-Mariani1.pdf

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