Home > "altri" animali, biodiversità, caccia, difesa del territorio, giustizia, sostenibilità ambientale > L’lSPRA interviene ancora duramente sul calendario venatorio regionale sardo 2013-2014.

L’lSPRA interviene ancora duramente sul calendario venatorio regionale sardo 2013-2014.


Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

Cinghiali (Sus scrofa meridionalis)

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.), dopo aver ricevuto una nuova richiesta da parte dell’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 25480 del 15 novembre 2013), ha fornito il proprio parere (nota n. 46674 del 20 novembre 2013),  sostanzialmente vincolante, sul completamento del calendario venatorio regionale della Sardegna (decreto assessoriale n. 19 del 4 luglio 2013), già oggetto del provvedimento cautelare di sospensione da parte del T.A.R. Sardegna (ordinanza n. 303/2013 del 17 settembre 2013) su ricorso dalle associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia, Associazione Vittime della Caccia, Earth (avv. Massimo Rizzato, del Foro di Vicenza). 

L’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, dopo la seduta del Comitato faunistico regionale del 22 ottobre scorso, aveva infatti chiesto il dovuto parere per la conclusione della stagione venatoria per il periodo successivo al 30 dicembre 2013, individuata quale data provvisoria di chiusura della stagione venatoria.

Merlo femmina (Turdus merula)

Merlo femmina (Turdus merula)

L’I.S.P.R.A. è stato chiaro e netto e, in base al contrasto con il noto “Key Concepts document on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU”, la guida comunitaria in materia, ha espresso parere sfavorevole alla

–  chiusura della caccia a Germano reale, Alzavola, Codone, Fischione, Mestolone, Beccaccino, Gallinella d’acqua, Pavoncella, Frullino, Porciglione, Folaga il 30 gennaio 2014, anziché il 20 gennaio 2014;

–  chiusura della caccia alla Beccaccia il 19 gennaio 2014, anziché il 31 dicembre 2013;

–  chiusura della caccia alla Cesena il 19 gennaio 2014, anziché il 10 gennaio 2014;

–  chiusura della caccia al Tordo bottaccio e al Tordo sassello il 30 gennaio 2014, anziché il 10 gennaio 2014;

–  riguardo la caccia alla Cornacchia grigia e alla Ghiandaia, la mancata previsione del prelievo venatorio nella forma esclusiva dell’appostamento dal 21 al 30 gennaio 2014;

–  riguardo la caccia al Colombaccio, la mancata previsione del prelievo venatorio nella forma esclusiva dell’appostamento nel mese di gennaio 2014.

Riguardo al richiesto posticipo della caccia alla Cornacchia grigia, alla Ghiandaia e al Colombaccio (con carniere limitato a soli 5 capi), nel periodo 21 gennaio – 9 febbraio 2014, potrebbe esser effettuato nella forma esclusiva dell’appostamento a oltre mt. 500 dalle zone umide e dalle pareti rocciose (anche parzialmente), in quanto potenziali siti di nidificazione di specie rapaci.

Sardegna, bosco

Sardegna, bosco

Come si vede, le proposte regionali, come al solito spinte dalle componenti venatorie, sono state censurate pesantemente.

Nulla di nuovo, purtroppo.

Come si ricorderà, il T.A.R. Sardegna, con ordinanza n. 303/2013 del 17 settembre 2013, aveva sospeso il calendario venatorio regionale della Sardegna su ricorso ecologista: i Giudici amministrativi sardi hanno ritenuto fondamentale l’assenza del preventivo e sostanzialmente vincolante parere dell’I.S.P.R.A., previsto dall’art. 18, comma 4°, della legge n. 157/1992 e s.m.i., disposizione che “costituisce norma fondamentale di riforma economico-sociale (cfr. Corte Cost. n. 227/2003 e 4/2000)” e che quindi “si impone anche alle Regioni ad autonomia speciale”.

L’udienza per la trattazione del merito del ricorso è stata fissata per il 19 marzo 2014.

gemme, acqua, bosco

gemme, acqua, bosco

Si ricorda che il ricorso ecologista è imperniato su vari motivi di illegittimità che investono l’intero calendario venatorio:

*  è stato emanato in assenza  di un piano faunistico-venatorio, violando le norme più importanti della Legislazione nazionale e regionale in materia faunistico-venatoria (artt. 10 della legge n. 157/1992 e s.m.i., 19-20 della legge regionale n. 23/1998 e s.m.i.), in quanto la redazione del piano è stata voluta dal Legislatore come atto propedeutico e fondamentale per la pianificazione e programmazione della gestione della caccia e della conservazione del patrimonio faunistico;

* tuttora non risulta effettuata alcuna procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.) rispettivamente ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, come previsto dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale e già richiesto anche  dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (nota n. 26029/T-A11 del 10 luglio 2012, ribadito con la nota n. 37089 del 19 settembre 2013;

* non è stato neppure sottoposto al preventivo parere all’I.S.P.R.A., nonostante l’art. 18, comma 4°, della legge n. 157\1992 e s.m.i. preveda che “le regioni, sentito l’Istituto nazionale per la fauna selvatica (oggi Ispra), pubblicano, entro e non oltre il 15 giugno, il calendario regionale e il regolamento relativi all’intera annata venatoria”, con varie previsioni di caccia prive di motivazione (caccia alla Pernice sarda ormai rara, caccia alla Beccaccia fino al 19 gennaio 2014 e non al 10 gennaio 2014, perché dopo inizia la migrazione pre-nuziale secondo il “Key Concepts document on Period of Reproduction and prenuptial Migration of huntable bird Species in the EU”, la guida comunitaria in materia).

Pernice sarda (Alectoris barbara)

Pernice sarda (Alectoris barbara)

Come si ricorda, le associazioni ecologiste Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia hanno, poi, hanno inoltrato specifico ricorso (16 luglio 2013) alla Commissione europea e alla Commissione per le petizioni del Parlamento europeo avverso il calendario venatorio regionale approvato senza alcuna preventiva e vincolante procedura di valutazione di incidenza ambientale riguardo all’attività venatoria nelle aree classificate quali siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e/o zone di protezione speciale (Z.P.S.).

Dall’istanza ecologista sono stati coinvolti anche il Ministero dell’ambiente e l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente (Servizio tutela della natura e Servizio valutazione impatti).

In buona sostanza, constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore – territorio, non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano.

Ricordiamo, poi che il legame cacciatore – territorio è uno dei punti fondamentali del quadro normativo in tema di caccia c.d. sostenibile, come riconosciuto anche recentemente dalla giurisprudenza costituzionale (sent. Corte cost. n. 142/2013),  tuttora assente in Sardegna nonostante le precise disposizioni della legge n. 157/1992 e s.m.i. e della legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i.

Germano reale (Anas platyrhynchos)

Germano reale (Anas platyrhynchos)

Per svolgere in qualche modo la stagione venatoria, dopo aver ricevuto la richiesta da parte dell’Assessorato della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna (nota n. 1616 del 18 settembre 2013), l’I.S.P.R.A. aveva espresso il proprio parere (nota n. 37089 del 19 settembre 2013), consentendo al Comitato faunistico regionale, organo deliberante in materia riunitosi nella medesima data del 19 settembre 2013, al termine di ampie e accese discussioni, di decidere un calendario venatorio provvisorio: apertura della stagione venatoria il 29 settembre e chiusura al 31 dicembre 2013.

I rappresentanti ambientalisti presenti (Paolo Fiori, Davide Erbì) si sono astenuti.

Ora la nuova, pesante, bacchettata.

E, se la Regione non s’adegua, seguirà un ulteriore contenzioso in sede giurisdizionale, con conseguenze prevedibili.

In buona sostanza, constatata la scarsa sensibilità ambientale in sede di elaborazione del calendario venatorio regionale, nonché la perdurante assenza del legame cacciatore – territorio, non rimane che il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili di gestione del patrimonio faunistico isolano.

Ricordiamo, poi che il legame cacciatore – territorio è uno dei punti fondamentali del quadro normativo in tema di caccia c.d. sostenibile, come riconosciuto anche recentemente dalla giurisprudenza costituzionale (sent. Corte cost. n. 142/2013),  tuttora assente in Sardegna nonostante le precise disposizioni della legge n. 157/1992 e s.m.i. e della legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i.

Non sono bastati alla classe politica regionale sarda più di vent’anni dalla legge nazionale e quindici dalla legge regionale per attuarlo, solo ed esclusivamente per fare un favore alle parti più retrive del mondo venatorio isolano.

Noi, naturalmente, non demordiamo: il Comitato faunistico regionale, che si riunirà il prossimo 11 dicembre, è avvertito.

Lega per l’Abolizione della Caccia, Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Associazione Vittime della Caccia, Earth

 

 

Fringuello (Fringilla coelebs) e cartuccia

Fringuello (Fringilla coelebs) e cartuccia

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

  1. Mara
    dicembre 9, 2013 alle 11:18 am

    Immagino, pure con notevole sforzo, lo scopo di uccidere tordi, beccacce, folaghe, germani ecc. Ma qualcuno mi può spiegare perché cacciare cornacchia grigia e ghiandaia che immagino immangiabili? E’ puro gusto di uccidere o la solita presunzione dell’uomo che pretende di regolare l’armonia naturale del Creato?

  2. M.A.
    dicembre 9, 2013 alle 12:41 pm

    Ciao Mara, ti rispondo io. Le ghiandaie si mangiano, le cornacchie e le volpi, no, o almeno sono rare le persone che ne usufruiscono. Venti-trent’anni fa queste specie pur essendo cacciabili, venivano tenute sotto controllo dai pastori che vivevano in campagna. Il progresso tecnologico e la nuova pastorizia da “stalla e mungitrici”, ha reso inutile l’operato dei pastori. Tant’è che oggi di volpi e cornacchie la Sardegna è strapiena. Ti tranquillizzo, eccetto rari casi, in Sardegna, nessuno va a caccia di specie che non mangia, per questo motivo le province organizzano corsi per cacciatori addetti al loro controllo. Tutto ciò perché stanno creando danni, sia all’economia che all’ecosistema. A differenza del cinghiale che pur essendo una specie “nociva” per la nostra fauna ( distruzione di nidi, leprotti, conigli etc), volpi e cornacchie, praticamente non vengono sottoposte ad attività venatoria, tanto che la loro popolazione aumenta e le richieste di risarcimento danni idem. Da cacciatore io non sprecherei nemmeno una cartuccia, sia perché mi rovinerei i cani, al posto di cercarmi i conigli mi cercano volpi, sia perché non trovo giusto strappare una vita se non a fini alimentari. Potrebbero aprirla anche tutto l’anno, e fidati, i cacciatori queste specie non le cacciano, anche se sono consapevole che sbagliamo, in quanto ci stanno mangiando tutto. So che il tuo animo sensibile preferirebbe che una lepre, una pernice o un coniglio venga mangiato dalle volpi e dalle cornacchie, io come molti altri sardi preferiamo invece averlo nel piatto. 🙂

  3. dicembre 10, 2013 alle 3:05 pm

    per fortuna esistono cacciatori come questo Marco Pisanu, altrimenti sarebbe molto più difficile vincere davanti a T.A.R. e Consiglio di Stato 😉

    da L’Unione Sarda, 10 dicembre 2013
    CACCIA. L’Ispra boccia il calendario venatorio. È polemica. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20131210091030.pdf)

    L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha bocciato la prosecuzione della caccia in Sardegna oltre il 30 dicembre. Lo ha comunicato Stefano Deliperi, del Gruppo d’intervento giuridico e Amici della Terra, che ha sottolineato: «La Regione ha dimostrato la scarsa sensibilità ambientale nell’elaborazione del calendario venatorio e non ha rispettato il legame fra cacciatore e territorio. Ecco perché rimane il terreno del diritto per ristabilire condizioni accettabili nella gestione del patrimonio faunistico isolano». Era stata la stessa Regione poco meno di un mese fa a chiedere il parere dell’Ispra. Proprio l’assenza di questo parere aveva consentito al Tar di sospendere il precedente calendario venatorio elaborato dal comitato faunistico regionale dopo il ricorso delle associazioni ambientaliste. L’Ispra ha dato parere sfavorevole, fra l’altro, alla chiusura della caccia a germano reale, beccaccino e pavoncella il 30 anziché il 20 gennaio e della beccaccia il 19 gennaio anziché il 31 dicembre. «Il comitato faunistico che si riunirà domani è avvertito», ha concluso Deliperi. «Il parere dell’Ispra è obbligatorio, ma ha valore solo consultivo», ha ricordato Marco Pisanu, presidente regionale dell’associazione “C.P.A. Sports”, «il calendario venatorio con l’estensione della caccia a diverse specie anche a gennaio, che noi chiediamo di approvare, è in vigore in tutte le altre regioni d’Italia».

    • M.A.
      dicembre 10, 2013 alle 7:21 pm

      Se mai il CRF dovesse approvare un calendario venatorio, utilizzando i criteri con i quali sono stati redatti i calendari venatori di tutta Italia, giustificando la divergenza delle date di chiusura rispetto a quelle “suggerite” dall’Ispra attraverso studi e carte alla mano, sarei curioso di vedere l’esito di un vostro ricorso. Magari una volta per tutte si chiarirà il concetto espresso dalla legge di “parere obbligatorio ma non vincolante”, così nei prossimi anni non vi stressate con questi ricorsi :).

  4. M.A.
    dicembre 10, 2013 alle 8:59 pm

    Gruppo d’Intervento Giuridico :
    puoi sempre appendere prima il fucile scarico al chiodo

    Grig, io vi seguo moltissimo, mi siete simpatici, e nelle vostre opere difendete la Nostra Terra. Solo quando vi schierate contro la caccia trovate il mio dissenso. Per me è come se vi schierate contro la nostra cultura. È vero che la caccia è un’attività che coinvolge attivamente maggiormente gli uomini ed esclude la maggioranza di donne, bambini e anziani, ma 3 uomini su 5 in Sardegna sono cacciatori, e il restante della popolazione (donne, bambini, anziani) sono, figli/e sorelle o fratelli, madri o mogli di cacciatori. È un attività che deve migliorare in sicurezza etc etc, ma che riscontra un forte consenso. Voi non la penserete come me, ma un’ inverno senza udire le grida dei battitori, il latrato dei cani e l’eco delle fucilate o le feste in famiglia senza il sugo di cinghiale o sa “taccula”, non sarebbe come stare in Sardegna. 🙂

    • dicembre 10, 2013 alle 10:00 pm

      “3 uomini su 5 in Sardegna sono cacciatori”?
      Ma nel fantastico mondo di Quark! 😛
      Al censimento 2011 i maschi in Sardegna erano 820.951.
      I 3/5 sono pari a 492.571.
      Altre scemenze? 😉

  5. M.A.
    dicembre 10, 2013 alle 10:27 pm

    Quanti uomini in Sardegna hanno un età compresa tra i 18 e 65 anni in 1600000 abitanti? Più della metà di questi 1600000 son donne, degli 800000 maschi almeno 1/3 sono bambini e anziani e il restante uomini, con un età compresa tra i 18 e 65 che per legge possono diventare cacciatori. Di questi 46000 sono cacciatori, se aggiungi tutti coloro che vanno a caccia come battitori o semplicemente per aiutare il cacciatore e sono senza pda, quei 46000 aumentano :)! Ti sembrano pochi? 🙂

  6. M.A.
    dicembre 10, 2013 alle 10:30 pm

    Pardon grig, errore di battitura! Dato che hai dati di quelli 820951 elimina gli over 65 e gli under 18, quanti ne restano? 🙂

    • dicembre 10, 2013 alle 10:34 pm

      e mi vuoi dire che non girano per il Sardistàn ultrasettantenni, magari simpaticamente accallonati, con il fucile pronto allo sparo? Non li hai mai visti? Ma dove vivi? 😉

  7. M.A.
    dicembre 10, 2013 alle 10:40 pm

    Oh grig gli ultrasettantenni di cui parli sono prossimi alla fossa, sono zoppi, con poca vista, accallonati e un pò animalisti: “no boccinti u sriboi mancu giai mottu”! 🙂 Io guardo alla mia generazione, che ha orizzonti assai più lunghi.

    • dicembre 10, 2013 alle 11:13 pm

      ..e sono tanti ultrasettantenni, accallonati, con un fucile in mano..sparano, se non te ne sei accorto..qualche volta “sparano pure a voi” 😉

  8. Mara
    dicembre 11, 2013 alle 11:32 am

    M.A. :
    Ciao Mara, ti rispondo io. Le ghiandaie si mangiano, le cornacchie e le volpi, no, o
    almeno sono rare le persone che ne usufruiscono. Venti-trent’anni fa queste specie pur essendo cacciabili, venivano tenute sotto controllo dai pastori che vivevano in campagna. Il progresso tecnologico e la nuova pastorizia da “stalla e mungitrici”, ha reso inutile l’operato dei pastori. Tant’è che oggi di volpi e cornacchie la Sardegna è strapiena. Ti tranquillizzo, eccetto rari casi, in Sardegna, nessuno va a caccia di specie che non mangia, per questo motivo le province organizzano corsi per cacciatori addetti al loro controllo. Tutto ciò perché stanno creando danni, sia all’economia che all’ecosistema. A differenza del cinghiale che pur essendo una specie “nociva” per la nostra fauna ( distruzione di nidi, leprotti, conigli etc), volpi e cornacchie, praticamente non vengono sottoposte ad attività venatoria, tanto che la loro popolazione aumenta e le richieste di risarcimento danni idem. Da cacciatore io non sprecherei nemmeno una cartuccia, sia perché mi rovinerei i cani, al posto di cercarmi i conigli mi cercano volpi, sia perché non trovo giusto strappare una vita se non a fini alimentari. Potrebbero aprirla anche tutto l’anno, e fidati, i cacciatori queste specie non le cacciano, anche se sono consapevole che sbagliamo, in quanto ci stanno mangiando tutto. So che il tuo animo sensibile preferirebbe che una lepre, una pernice o un coniglio venga mangiato dalle volpi e dalle cornacchie, io come molti altri sardi preferiamo invece averlo nel piatto.

    Ciao M.A. ,grazie della risposta davvero esauriente. Mi viene in mente una cosa: a quando l’organizzazione di corsi di caccia per la specie più nociva di tutte? Io sono vecchia “accallonata” ma sparo benissimo.

    • M.A.
      dicembre 11, 2013 alle 12:25 pm

      Ahah dipende da chi o cosa vuoi mettere dentro il piatto. La caccia alla specie più dannosa: ladri, speculatori edilizi, cementificatori, inquinatori etc etc, ci pensano quelli dei Grig, e ne cacciano molti, purtroppo nel loro calendario venatorio continuano a cacciare anche i cacciatori sardi (muratori, pastori, studenti, etc), gente umile, persone che adorano la natura e la loro Sardegna in tutte le sue forme, che mandano avanti tradizioni venatorie, folkloristiche e gastronomiche. Oh Grig stiamo per diventare specie particolarmente protetta, e non perché siamo prossimi all’estinzione, ma perché per tanti versi rispecchiamo l’identità di un popolo. 🙂

  9. dicembre 12, 2013 alle 3:15 pm

    l’11 dicembre 2013 il Comitato regionale faunistico ha deciso l’integrazione del calendario venatorio comprendente la conclusione della stagione venatoria 2013-2014.

    Queste le decisioni che a breve costituiranno l’ossatura del decreto assessoriale contenente l’ultima parte del calendario venatorio regionale:

    – conferma delle previsioni illegittime bocciate dal parere negativo I.S.P.R.A. con le seguenti eccezioni

    * Germano reale, caccia fino al 20 gennaio,
    * Colombaccio, caccia fino al 30 gennaio in forma vagante,
    * Colombaccio, Ghiandaia e Cornacchia grigia, caccia il 2-6-9 febbraio 2014,
    * carniere Colombaccio a febbraio fino a 10 capi, anzichè 15 come previsto inizialmente e contro l’I.S.P.R.A. che prevede solo 5 capi abbattibili.

    Ovviamente daremo l’adeguata risposta.

    Stefano Deliperi

    • dicembre 14, 2013 alle 1:08 pm

      da La Nuova Sardegna, 14 dicembre 2013
      CACCIA. Confermato il calendario.

      Il Comitato regionale faunistico ha confermato le date del vecchio calendario venatorio che era stato bocciato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. La caccia al tordo sarà aperta, com’era stato deciso a suo tempo, fino al 30 gennaio e quella alla beccaccia chiuderà il 19 gennaio. Fra le altre conferme la caccia grossa, quella al cinghiale, sarà è permessa anche il primo gennaio. Di fatto la decisione è una secca smentita al parere sfavorevole dell’Istituto, che settimane fa aveva contestato il prolungamento dell’attività venatoria in Sardegna oltre il 30 dicembre. Il Comitato – come sostenuto a suo tempo dall’assessore regionale all’ambiente Andrea Biancareddu – si è fatto forte del fatto che quel parere è sì obbligatorio ma non vincolante. Fra le altre conferme è stato cassato ancora una volta il divieto di utilizzo dei pallini in acciaio nelle zone di protezione sociale e annullato quello che vietava la partecipazione alla caccia grossa dei minori di sedici anni.

  10. Mara
    dicembre 14, 2013 alle 5:44 pm

    Bene, abbiamo capito che fino al 30 gennaio i boschi sono proprietà esclusiva dei cacciatori. Che non si lamentino di quanto costa la licenza… è sempre troppo poco per usufruire in esclusiva di un bene che invece appartiene a tutti.
    Comunque: BUONA CACCIA.

    • Tordo con leolive
      dicembre 14, 2013 alle 7:36 pm

      Buona caccia anche a te……

    • Sardo
      dicembre 14, 2013 alle 8:20 pm

      Mara niente ti vieta di usufruirne “culinariamente” parlando anche tu! Ti fai il pda e paghi. Se invece non ti interessa o non ti piace, almeno lascia, a chi piace, usufruire di queste risorse naturali. Le tasse sono troppe perché la Regione non le usa nel modo corretto, ossia favorendo lo sviluppo di queste “risorse” con i ripopolamenti e la rivalorizzazione della macchia mediterranea, che inesorabilmente i pastori e contadini continuano ad eliminare con le ruspe.

      • Mara
        dicembre 14, 2013 alle 9:08 pm

        Sardo Gentile, non mi sono spiegata bene: preferisco in assoluto “usufruire delle risorse naturali” andando in giro per i boschi ad ammirare l’assoluta bellezza della natura e degli animali VIVI. Come la stupenda donnola che ho visto stamani. Lo trovi tanto sbagliato? Io guardando gli animali non ti sottraggo nulla, tu invece si e forse non te ne rendi conto. Lo fai in nome di una tradizione millenaria che non ha più ragione d’essere, tant’è vero che siete costretti a “ripopolare”.
        In quanto a pastori e contadini… fra qualche anno si renderanno conto quanto è stupido arare in modo indiscriminato e seminare un unico tipo di erba, ma sarà forse troppo tardi: migliaia di specie di insetti e di varietà vegetali si estingueranno. Mangeranno carne che, se va bene, sa di soia.

  11. Sardo
    dicembre 15, 2013 alle 9:29 pm

    Mara noi non ci mangiamo le donnole:-)!! Ma anche se fossero pernici o lepri, la Sardegna grazie a Dio non ne ha pochi esemplari. Esistono quelli che possono essere mangiati da me e quelli che possono essere fotografate da te. Non c’è solo una lepre per cui se l’ammazzo io non ne puoi usufruire tu. Inoltre le miriadi di riserve naturali e parchi e oasi, sono nate per VOI ambientalisti. Perché non usufruite di quelle aree per fotografare e lasciate le aree destinate alla caccia ai cacciatori? Per quanto riguarda il discorso “carne e soya” concordo pienamente con te!

    • Mara
      dicembre 16, 2013 alle 9:39 am

      D’accordo, Sardo Gentile. Servirebbe una cartina dettagliata della Sardegna che indichi di preciso gli immensi territori di caccia e le piccole aree a disposizione del volgo. Da far imparare a memoria ai cacciatori, in primis. Se non esiste… potresti farla tu, no? Un servizio alla Comunità, pensa che bello. Sarebbe perfetta se potessi delimitare esattamente i percorsi che a noi stupidi ambientalisti è concesso fare. E se usciamo dai sentieri stabiliti: multa, in alternativa pena di morte.

      • Sardo
        dicembre 16, 2013 alle 10:06 am

        Mara, pensa che noi ci dobbiamo studiare territori dove sono presenti sic, zps, parchi, oasi, territori militari, spesso non son delimitati a norma di legge, e capire se hai un piede dentro o fuori ti assicuro che non è facile! Per voi è molto più semplice, prova a chiedere ai Grig, ti sapranno aiutare. Nessuno ti o vi vuole confinare, ma a ciascuno i propri spazi, tempi e le proprie passioni. Ce n’è per tutti.

  12. Tureddu
    gennaio 8, 2014 alle 8:39 pm

    Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…………………………………………………………………… oggi 25 tordi stecchiti cxhe gustoooooooooooooooooooooooo mangiarli alla faccia dell ispra

    • gennaio 8, 2014 alle 8:43 pm

      ecco qui, il cretino delle 20.39

      • Mara
        gennaio 8, 2014 alle 11:48 pm

        Esimio Tureddu, posso educatamente e serenamente augurarmi che ti vadano tutti di traverso?

  13. giannantonio
    gennaio 22, 2014 alle 8:50 pm

    Mi risulta che il Presidente della Commissione Europea per l’Ambiente la pensi diversamente; infatti, la risposta rilasciata in data 15-10-2013, ad una interrogazione di un parlamentare IDV, ha messo in chiaro che la caccia in Italia è del tutto regolare.

    • gennaio 22, 2014 alle 9:56 pm

      il giorno che mi trovi una “commissione europea per l’ambiente” ne riparliamo 😉

      • giannantonio
        gennaio 23, 2014 alle 8:56 am

        sinceramente, mi aspettavo una risposta meno evasiva: mi sembra di capire che non disconosciate le direttive Europee relative alla conservazione degli uccelli, però arrivate al paradosso di negare addirittura l’esistenza di una Commissione Europea per l’Ambiente. Sono curioso di conoscere se il TAR la pensi allo stesso modo.

      • gennaio 23, 2014 alle 3:03 pm

        sinceramente ci aspettiamo che chi critica sappia almeno di che sta parlando.
        Esiste la Commissione europea, è l’organo esecutivo “unico” dell’Unione europea (http://ec.europa.eu/index_en.htm), uno dei suoi membri è il Commissario all’ambiente, attualmente Janez Potočnik (http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/potocnik/index_en.htm).
        La Commissione europea non esamina e non ha esaminato il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014. L’I.S.P.R.A. sì, perchè deve dare un parere preventivo.
        Allora, di che vogliamo parlare?

        Stefano Deliperi

  14. giannantonio
    gennaio 25, 2014 alle 9:28 pm

    Egregio signor Deliperi, Lei sicuramente ha ragione però La invito a consultare la risposta di Janez Potocnik a nome della Commissione Europea dalla quale si evince che la stessa si è informata e che segue l’applicazione della direttiva “Uccelli selvatici” in Italia. Dal contesto ne deduco che ha esaminato i calendari venatori 2012-2013, così come ha fatto l’ISPRA che dovendo rilasciare un parere preventivo esamina i calendari venatori riferiti alla precedente stagione venatoria (mi riferisco naturalmente al parere rilasciato a settembre per uniformità di periodo con quello della Commissione Europea).
    Se poi vogliamo continuare a considerare valide e pubblicizzare solo le argomentazioni che portano acqua al nostro mulino, chiudiamo il confronto perché tale convenzione esula dal mio modo di propormi.
    La saluto.

    • gennaio 25, 2014 alle 10:20 pm

      se mi vuole indicare a quale atto o “risposta” si riferisce, possiamo parlarne senza alcun pregiudizio.

      Stefano Deliperi

      • giannantonio
        gennaio 26, 2014 alle 8:14 am

        mi riferisco alla risposta n. 30.

  15. gennaio 26, 2014 alle 10:02 am

    giannantonio :

    mi riferisco alla risposta n. 30.

    abbia pazienza, non abbiamo la banca dati delle risposte della Commissione europea alle interrogazioni parlamentari di chiunque: può dare almeno un link di riferimento?
    Ma è così difficile essere chiari?

    Stefano Deliperi

  16. giannantonio
    gennaio 26, 2014 alle 1:19 pm

    http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=P-2013-010258&language=IT

    nterrogazioni parlamentari
    15 ottobre 2013
    P-010258/2013
    Risposta di Janez Potočnik a nome della Commissione
    La Commissione si è informata e ha esaminato i fatti segnalati dall’onorevole deputato relativamente alla caccia agli uccelli in Italia e alla non conformità con la direttiva 2009/147/CE(1) (cosiddetta direttiva «Uccelli selvatici»).

    Stando alle informazioni disponibili e ai dati sui concetti fondamentali(2), non risulta esserci sovrapposizione tra i periodi di caccia e i periodi di riproduzione e di migrazione prenuziale, soprattutto se si considerano la possibilità di una sovrapposizione parziale teorica di una decade (punto 2.7.2 della Guida alla disciplina della caccia(3)) o situazioni specifiche come il periodo prolungato di nidificazione del germano reale (Anas platyrhynchos) (punto 2.7.12).

    Inoltre la Commissione non ha ricevuto alcun elemento che confermi l’incompatibilità con la direttiva dei carnieri stagionali e giornalieri stabiliti dalle regioni italiane per le diverse specie cacciabili

    La Commissione continuerà a seguire l’applicazione della direttiva «Uccelli selvatici» in Italia, in particolare gli ultimi sviluppi della stagione venatoria 2013-2014.

    (1) GU L 20 del 26.1.2010, pag. 1.
    (2) http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/action_plans/guidance_en.htm
    (3) http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/hunting/docs/hunting_guide_it.pdf

    Dott. Deliperi, questa è la risposta della Commissione Europea di cui alle note di cui agli interventi dal n. 27 al n. 36.

    Saluti.

    • gennaio 26, 2014 alle 1:52 pm

      Finalmente.
      Non mi pare che la Commissione europea affermi “che la caccia in Italia è del tutto regolare”.
      Si tratta della risposta – interlocutoria, come avviene spesso in questa materia – del Commissario all’ambiente Janez Potočnik a nome della Commissione europea a un’interrogazione parlamentare dell’on. Andrea Zanoni (questa: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=WQ&reference=P-2013-010258&language=IT) di carattere generale sul rispetto della direttiva n. 2009/147/CE sulla salvaguardia della fauna selvatica.
      La Commissione europea ha risposto “stando alle informazioni disponibili e ai dati sui concetti fondamentali”, certamente non avendo acquisito i pareri I.S.P.R.A. su tutti i vari calendari venatori regionali e preovinciali vigenti in Italia.
      Spesso e volentieri, infatti, sono intervenute procedure di infrazione e condanne da parte della Corte di Giustizia europea per il carente regime di protezione di varie specie faunistiche. Ne abbiamo parlato più volte anche in questo blog (es. https://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2011/12/06/litalia-e-gli-italiani-pagano-le-porcate-venatorie-delle-regioni/).
      Tanto concede la Commissione europea la “patente di regolarità” alla caccia in Italia, che conclude affermando che “ontinuerà a seguire l’applicazione della direttiva «Uccelli selvatici» in Italia, in particolare gli ultimi sviluppi della stagione venatoria 2013-2014”.
      Buona giornata e buona caccia.

      Stefano Deliperi

      • giannantonio
        gennaio 26, 2014 alle 3:33 pm

        La ringrazio per lo spazio concessomi; quanto ai contenuti penso che ogni singolo utente potrà farsi una propria opinione dei fatti esposti anche perché il fatto importante mi sembra l’affermazione della Commissione Europea che sancisce che la caccia in Italia è regolare: per il tutto regolare aspettiamo il prossimo parere.
        Buona giornata.

      • gennaio 26, 2014 alle 3:35 pm

        ..allo stato delle informazioni disponibili e per gli aspetti presi in considerazione, il resto si vedrà.

        Stefano Deliperi

  17. M.A.
    gennaio 26, 2014 alle 4:28 pm

    Potremmo avere dati, studi tecnici-scientifici, approvazione da parte della Commissione Europea, dello Stato, della Chiesa e da chi più ne ha più ne metta. La vera distanza che ci separa non è a livello legale, ma a livello etico. Se non riuscite ad accettare il fatto che l’uomo in quanto animale onnivoro possiede un diritto naturale di “uccidere per nutrirsi” e che la sua stessa attività venatoria possiede un impatto negli ecosistemi come il nostro (sardo) positivo in quanto regola in tempi brevi le popolazioni di ungulati che incrementano grazie alla mancanza di predatori naturali fatta eccezione dell’uomo ci sarà sempre un divario incolmabile tra anticaccia e pro caccia. Se ancora nel 2014 sostenete che cacciare sia poco etico, buzzurro, che non siamo nel Medio Evo, che non è una necessità alimentare, che non fa parte della nostra cultura e tradizioni ma lo vedete ancora come un macabro e squallido “diletto nell’uccidere” ahah.. pronostico ancora lunghe chiacchierate Grig! 🙂

    • gennaio 26, 2014 alle 4:34 pm

      c’è un dettaglio piuttosto importante, che proprio non ti entra in testa: oggi, in Italia, nessuno vive di caccia.
      Andare a caccia è una “concessione” per uccidere “altri” animali per divertimenti, per hobby, chiamalo come vuoi, non per sopravvivere.
      Non è una “necessità alimentare”. Sono chiacchiere da bar.

      Stefano Deliperi

      P.S. vuoi dimostrarci che per te è una “necessità alimentare”? Benissimo: allora sottoponiti a controllo indipendente e mangia solo quello che riesci ad acchiappare a caccia, sempre secondo leggi e limiti 😉

      • M.A.
        gennaio 26, 2014 alle 4:51 pm

        Io ti ho sempre detto che in Sardegna la caccia è un integrazione alimentare non di poco conto, ma sei de coccio :D. Chissa quante migliaia di cinghiali sono stati uccisi a livello regionale, trasformali in kg di carne, e vedi un pò se riescono a riempire i freezer :). Io consumo carne di cinghiale 4 o 5 volte al mese, è una delle carni che cucinate in determinate ricette tipiche della nostra tradizione gastronomica ti fa ringraziare di averlo cacciato 😉

      • gennaio 26, 2014 alle 4:54 pm

        e campa solo di questo, allora.
        Daì, così ti tieni in forma 😉

        Stefano Deliperi

  18. M.A.
    marzo 19, 2014 alle 10:40 am

    Grig tienici aggiornati oggi è 19 marzo, data in cui si dovrebbe pronunciare il TAR in merito al vostro ricorso sulla caccia.

  19. marzo 19, 2014 alle 11:33 am

    comunicato stampa del 17 marzo 2014

    Caccia, diffida UE alla Francia per i calendari venatori (http://www.andreazanoni.it/it/news/post/caccia-diffida-ue-alla-francia-per-i-calendari-venatori.html?utm_source=CONTATTI_ZANONI&utm_campaign=a192971b53-NEWSLETTER+110&utm_medium=email&utm_term=0_99111fdcb8-a192971b53-133626857#sthash.v3a6luzC.dpuf)

    Il Commissario Ue all’Ambiente ha risposto alla mia interrogazione sulla caccia in pieno periodo prenuziale in Corsica e Costa Azzurra. Presto anche i calendari venatori francesi saranno obbligati a rispettare i periodi di migrazioni certificati dagli organismi scientifici, a meno che la Francia non voglia un’altra procedura d’infrazione come per la caccia all’Ortolano.

    “La Commissione continuerà a migliorare il documento di orientamento sulla caccia sulla base di nuovi dati affidabili al fine di garantire che la direttiva Uccelli sia applicata in modo coerente in tutti gli Stati membri”. Questo mi ha risposto il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik alla mia denuncia dell’incongruenza dei calendari venatori tra Italia e Francia che vede i cacciatori francesi sparare in pieno periodo di migrazione prenuziale in Corsica e in Costa Azzurra. I calendari francesi, come quelli italiani, devono rispettare i periodi di migrazioni certificati dagli organismi scientifici. Se la Francia non rispetterà la direttiva uccelli potrà incorrere in un’altra procedura d’infrazione come per la caccia all’Ortolano (Emberiza hortulana). Invito la Commissione europea a spingere le autorità nazionali a risolvere queste incongruenze per evitare che migliaia di uccelli, come il Tordo bottaccio (Turdus philomelos), vengano abbattuti in periodo prenuziale.

    Andrea Zanoni

    ————–

    interrogazione: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2014-000178+0+DOC+XML+V0//IT&language=it

    risposta: http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2014-000178&language=IT

    • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
      marzo 28, 2014 alle 6:26 pm

      Vede Lei ha (o le sono state fornite) notizie non vere. C’è chi è demandato a fare gli studi ma questi studi sono fatti in modo che non si dica il contrario. Ebbene, perché l’ISPRA termina l’osservazione delle migrazioni a fine gennaio?
      Se si protraessero questi studi – seriamente ed obbiettivamente – avremmo i dati che la Francia e la Spagna utilizza per consentire la caccia alla migratoria fino a tutto il mese di febbraio.
      Per sua notizia deve sapere che a Febbraio (se lo metta bene in testa) le specie oggetto di prelievo, cito per esempio tordo bottaccio, tordo sassello, beccaccia, colombaccio, ecc sono in movimento erratico anche da Nord a Sud per la ricerca di cibo. Se migrassero a nord a metà gennaio andrebbero incontro al gelo artico. Altra cosa, dovrebbe sapere che tra le specie oggetto di prelievo alcune di quelle da me menzionate nidificano anche in Italia e la nidificazione non avviene mai prima di Marzo. Infatti una sentenza della Corte Costituzionale dice che “gli animali non possono essere cacciati durante il periodo di ritorno ai luoghi di nidificazione – ed aggiunge nei mesi di MARZO – APRILE – MAGGIO – GIUNGO e LUGLIO. Quindi anche la caccia alla tortora sarebbe da consentire dal 20 agosto in poi.
      Se non crede a me veda siti molto più seri dell’ISPRA.

      Esempio: in Sardegna da sempre, le specie che ho sopra menzionato sono presenti fino a marzo inoltrato ecco perché GIUSTAMENTE in Corsica si cacciano almeno fino al 20/02.

      http://www.vogelwarte.ch/uccelli-della-svizzera.html
      oppure guardi il bellissimo sito di BirdLife International

      con dati dell’EBCC.

      In tale sito può vedere i luoghi di nidificazione di varie specie migratorie oggetto di prelievo venatorio che diranno il contrario di cui afferma Lei.

      Quello che a Lei come ad altri manca è l’obiettività.
      Gli studi seri in un periodo di 3 anni ci darebbero ragione ma voi certo non volete che si facciano altrimenti vi cadrebbe il vostro castello di carte.

      On. Zanoni abbiate almeno la cortesia di non cercare di schiaffeggiare l’intelligenza di chi si informa che ha solo il difetto di non pensarla come Lei e tanti altri animalisti da salotto.

      • marzo 28, 2014 alle 6:37 pm

        e a te, Pietro, manca un po’ di sana obiettività unita a un po’ di sana umiltà.
        L’I.S.P.R.A. non è un covo di buontemponi, ma è l’Istituzione scientifica italiana di riferimento dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e del complesso delle Amministrazioni pubbliche in Italia.
        Lo è per legge.

        Stefano Deliperi

  20. marzo 19, 2014 alle 11:43 am

    importante!

    Interrogazioni parlamentari
    21 gennaio 2014
    E-000537-14
    Interrogazione con richiesta di risposta scritta (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2014-000537+0+DOC+XML+V0//IT&language=it)
    alla Commissione
    Articolo 117 del regolamento
    Andrea Zanoni (ALDE)

    Oggetto: Attività venatoria in Italia in contrasto con la direttiva «Uccelli» 2009/147/CE e conseguenti minacce alla fauna selvatica

    Con riferimento alle interrogazioni E-007486/2012, P-007639/2012 e, in particolare, all’interrogazione P-010258/2013 del 12.9.2013 e alla risposta della Commissione P-010258/2013 del 15.10.2013 lo scrivente invia documentazione idonea a dimostrare la sussistenza di gravi minacce alla conservazione degli uccelli selvatici in Italia a causa dell’attività di caccia esercitata in violazione: a) della direttiva «Uccelli» 2009/147/CE; b) delle interpretazioni vincolanti da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea(1); c) della Guida alla disciplina della caccia della Commissione europea. Trasmette a tal fine i calendari venatori 2013-2014(2) adottati dalle regioni italiane, da cui risultano diffusamente disattese, in assenza di adeguata motivazione, le indicazioni indirizzate alle regioni italiane dall’ISPRA(3), Istituto cui la stessa Commissione europea ha riconosciuto funzioni di indirizzo scientifico uniforme a livello nazionale al fine di garantire la corretta e omogenea applicazione delle norme dell’Unione(4). Le indicazioni fornite dall’ISPRA sono il frutto di precise valutazioni effettuate in considerazione dell’incrocio tra i dati contenuti nei «Key Concepts of article 7(4) of Directive 79/409/CE», le sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea in materia di attività venatoria, le indicazioni contenute nella relativa Guida della Commissione europea e i nuovi dati valutati dall’ISPRA(5). A titolo di esempio: a) il tordo bottaccio è cacciato sino al 30 gennaio in Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Calabria, nonostante l’ISPRA richieda la chiusura della caccia il 10 gennaio e i Key Concepts identifichino l’inizio della migrazione prenuziale nella prima decade di gennaio; b) la beccaccia è cacciata sino al 30 gennaio in Friuli, Umbria e Sicilia, nonostante l’ISPRA richieda la chiusura della caccia il 31 dicembre e i Key Concepts identifichino l’inizio della migrazione prenuziale nella prima decade di gennaio; c) la cesena è cacciata sino al 30 gennaio in Toscana e in Veneto, nonostante l’ISPRA richieda la chiusura della caccia il 10 gennaio e i Key Concepts identifichino l’inizio della migrazione prenuziale nella seconda decade di gennaio.

    Può la Commissione riferire:
    1. se sia al corrente della pratica di molte regioni italiane di disattendere: a) i Key Concepts della Commissione, b) i pareri tecnico-scientifici dell’ISPRA;
    2. come intenda procedere per garantire la conservazione degli uccelli migratori in Italia, anche in considerazione di quanto esposto dettagliatamente sull’argomento da parte delle associazioni ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-Birdlife Italia e WWF Italia con lettera del 20.11.2013 indirizzata al commissario per l’Ambiente Janez Potočnik.

    (1) Sentenza del 17 gennaio 1991, Commissione/Italia, causa C-157/89, Racc. 1991, pag. I-00057, punto 14.
    (2) Reperibili al link: http://www.andreazanoni.it/it/documenti/.
    (3) Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Pareri al link: http://www.andreazanoni.it/it/documenti/.
    (4) Si veda la risposta n. E-011510/2011 della Commissione ad interrogazione dello scrivente.
    (5) Ad esempio: Spina F. e Volponi S., Atlante della migrazione degli Uccelli in Italia, 2008. Consultabile al link: http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/pubblicazioni-di-pregio/atlante-della-migrazione-degli-uccelli-in-italia.

    ——————

    risposta (http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2014-000537&language=IT)

    3 marzo 2014
    E-000537/2014
    Risposta di Janez Potočnik a nome della Commissione

    Il documento «Key Concepts of Article 7(4) of the Birds Directive (2009/147/CE(1))» è stato elaborato sulla base dei migliori dati scientifici disponibili, forniti dagli Stati membri, riguardo l’inizio e la fine dei periodi di riproduzione e di migrazione prenuziale di tutti i volatili cacciabili nell’UE.

    La Commissione chiederà alle autorità italiane di fornire ulteriori informazioni per chiarire eventuali incongruenze tra il termine di chiusura della caccia per tordo bottaccio, beccaccia e cesena in alcune regioni italiane e le date indicate nel documento Key Concepts. Dopo aver valutato a fondo le informazioni fornite, la Commissione deciderà i provvedimenti appropriati.

    (1) GU L 20 del 26.1.2010.

  21. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
    marzo 28, 2014 alle 6:48 pm

    Gruppo d’Intervento Giuridico :
    e a te, Pietro, manca un po’ di sana obiettività unita a un po’ di sana umiltà.
    L’I.S.P.R.A. non è un covo di buontemponi, ma è l’Istituzione scientifica italiana di riferimento dell’Unione Europea, della Repubblica Italiana e del complesso delle Amministrazioni pubbliche in Italia.
    Lo è per legge.
    Stefano Deliperi

    Lo so Grig ma purtroppo la Legge non dice che l’ISPRA dovrebbe pubblicare studi seri ed obiettivi. Questo concetto è lasciato latente volutamente….
    Ripeto, gli studi seri ed obiettivi darebbero esiti diversi e mi sa che anche tu lo sai.
    In questo campo la penso diversamente da Te e da Zanoni, fattene una ragione

    • marzo 28, 2014 alle 6:59 pm

      per carità, pensala come credi.
      Ci mancherebbe altro.
      Dico solo che il parere dell’I.S.P.R.A. ha pieno valore legale a differenza del mio, di quello di Andrea Zanoni, del tuo.

      Stefano Deliperi

      • Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
        marzo 28, 2014 alle 8:59 pm

        Grig è questo il problema, si è pensato a dare pieno valore legale ad un ente. Poi se tale ente non è super partes e non fornisce veri studi scientifici, poco importa. Mi fa piacere però leggere che anche il parere di Zanoni ha lo stesso valore mio ai fini legali (cioè pari a zero). Buona serata

      • marzo 28, 2014 alle 11:08 pm

        di grazia, chi dice che non è super partes?

  22. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
    marzo 29, 2014 alle 10:56 am

    Gruppo d’Intervento Giuridico :di grazia, chi dice che non è super partes?

    Lo dico io da persona sapendo che la mia tesi non ha nessun valore legale. Ma a suffragio di quanto dico, vi sono vari studi che permettono ai cacciatori di varie nazioni della Comunità Europea di far cacciare varie specie in un arco temporale ben più ampio del nostro. Ad esempio l’ufficio parallelo all’ISPRA Francese ha un’infinità di dati a suffragio di quanto ho scritto in precedenza sui periodi di migrazione delle varie specie oggetto di prelievo e non.
    Quindi ripeto che se si volessero acquisire nuovi dati scientifici -obiettivi anche in Italia si avrebbero sicuramente dati nuovi che farebbero rivedere alcune tesi.

    Tutto si risolve in questa domanda:
    Grig: voi come il WWF, Amici della Terra, LAC, Verdi,ecc. accettereste questi studi se vi andassero contro?
    Presumo di No a prescindere perchè voi non vorreste a prescindere la caccia!

    • marzo 29, 2014 alle 11:05 am

      Pietro, la cosa è molto semplice: è accaduto diverse volte che l’I.S.P.R.A. abbia supportato calendari venatori in tutta Italia tutt’altro che in linea con le richieste ecologiste.
      Noi riconosciamo il ruolo che le è attribuito dalla legge non per capriccio, ma per riconosciuta competenza scientifica, anche quando i suoi pareri non sono a noi favorevoli.

      Stefano Deliperi

  23. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
    marzo 29, 2014 alle 11:28 am

    Anch’io ovviamente riconosco il ruolo che ha l’ISPRA, ci mancherebbe ma non sono d’accordo su queste tesi di cui stiamo disquisendo. Chiedo nuovi studi scientifici nulla di più.

  24. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    aprile 2, 2014 alle 9:17 pm

    Notizia di oggi 2/4/2014
    Dal 4 agosto 1977 al 31 marzo 2014 all’Osservatorio ornitologico di Arosio (CO) della FEIN sono stati inanellati ben 188.444 uccelli, per cui si presume che alla fine del mese di settembre si raggiungerà l’eccezionale numero di 190.000 esemplari appartenenti all’avifauna europea. In questi ultimi giorni di marzo e, soprattutto nelle giornate di 28, 29 e 30, si è notato il vero inizio della migrazione pre-nuziale con la ripresa del bel tempo che, ci auguriamo, ci accompagni per tutto il mese di aprile. Il primo trimestre non è stato entusiasmante a causa delle piogge continue ed abbondanti che non hanno favorito la presenza dei passeriformi, già scarsi in

    Ora anche alla stazione ornitologica tutto è pronto per accogliere la folta schiera dei migratori transahariani che cominciano a risalire il territorio italiano per recarsi nei luoghi a loro adatti per la riproduzione, nonostante in molte regioni del nord Europa il terreno sia ancora coperto dalle nevicate avvenute nell’inverno appena terminato e alquanto anomalo.

    Fonte: http://www.anuu.org

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: