Home > biodiversità, cambiamenti climatici, difesa del territorio, energia, Europa, fonti rinnovabili, paesaggio, pianificazione, società, sostenibilità ambientale > I Rolling Stones e la simpatia per i dettagli. Un metodo contro la retorica degli Stati UE sul clima.

I Rolling Stones e la simpatia per i dettagli. Un metodo contro la retorica degli Stati UE sul clima.


bosco e cielo

bosco e cielo

La dott.ssa Alessia Tanas è un’esperta di politiche comunitarie in campo energetico e, dopo varie esperienze professionali, lavora presso l’Università libera fiamminga di Bruxelles nel Dipartimento Law Science Technology & Society.        Si occupa di ricerca sulle nuove tecnologie energetiche (in particolare gli aspetti legati a sostenibilità ambientale, principio di precauzione e responsabilità sociale).

In questo articolo analizza un aspetto molto poco conosciuto della politica comunitaria in materia di clima, la reale scarsa voglia di adottare misure davvero efficaci per combattere i cambiamenti climatici.

Da leggere con attenzione.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Toscana, Castell'Azzara, bosco e cavalli

Toscana, Castell’Azzara, bosco e cavalli

 

 

I ROLLING STONES E LA SIMPATIA PER I DETTAGLI. UN METODO CONTRO LA RETORICA DEGLI STATI UE SUL CLIMA.

“Simpathy for the devil” non è solo un successo dei Rolling Stones.  È anche un modo di ricordarci che è nel nostro interesse di cittadini accertarci dei veri intenti di chi ci parla.

Un detto popolare avverte: il diavolo sta nei dettagli.

Vi sono Stati europei che si dicono pronti a fissare obiettivi ambiziosi per contrastare i cambiamenti climatici e lamentano l’atteggiamento di coloro che vi si oppongono. Ma aldilà della retorica, scopriamo che lo statu quo sta bene a tutti.     I trattati Ue scrutati “nel dettaglio” rivelano infatti che se gli Stati “pro-clima” davvero volessero, avrebbero la base legale per erodere il fronte del no.

Perchè allora non ne fanno uso?

Nei giorni in cui si svolge a Varsavia la diciannovesima Conferenza annuale delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, c’è da chiedersi se effettivamente gli Stati Ue stiano facendo abbastanza per fronteggiare l’emergenza clima. Come è noto, l’Unione ha assunto impegni vincolanti di riduzione del 20% dei gas a effetto serra entro il 2020. Tuttavia, non esiste alcun accordo riguardante nuovi obiettivi di riduzione da applicarsi successivamente a questa data.

bosco sotto la neve

bosco sotto la neve

Per far fronte a questa situazione, la Commissione europea ha incoraggiato gli Stati membri a fissare una tabella di marcia al fine di ridurre drasticamente le emissioni nei decenni a venire. Si è arrivati a prospettare un’inflessione dei gas a effetto serra del 40% entro il 2030 e dell’80 – 95 % entro il 2050.  La questione ha diviso gli Stati Ue in due schieramenti.

Da un lato vi è una minoranza di paesi come la Polonia che, prima di impegnarsi “in casa” sul dopo 2020, vogliono aspettare gli esiti dell’accordo globale post-Kyoto atteso per il 2015. Dall’altro lato, vi è un gruppo di 13 Stati, inclusa l’Italia e guidati dal Regno Unito, che si dicono favorevoli ad assumere nell’immediato nuovi obiettivi.

Nel corso di un recente intervento al Parlamento europeo, il Ministro del Regno Unito responsabile per le questioni climatiche Edward Davey ha auspicato che gli Stati Ue possano accordarsi quanto prima su ambiziose politiche pro-clima al 2030 di modo da influenzare decisivamente l’andamento dei negoziati sul nuovo accordo globale. Tuttavia, ha osservato il Ministro, “c’è una minoranza di nazioni Europee che tengono la testa sotto la sabbia”.

Se tali auspici e rimproveri sono condivisibili, in questo caso è opportuno volgerci con “jaggeriana” empatia al proverbio “il diavolo sta nei dettagli”. Il dettaglio al quale si deve prestare attenzione è che fino ad oggi, gli Stati membri hanno assunto per “unanimità” le loro posizioni – c.d. “conclusioni”– sulla tabella di marcia della Commissione.

Va da sé che raggiungere un consenso unanime è molto più difficile che attraverso una maggioranza. L’unanimità permette infatti a un solo Stato che vi si opponga di bloccare il raggiungimento di un accordo. Avvalendosi di tale opportunità, in passato la Polonia ha apposto per ben due volte il veto alle deliberazioni del Consiglio Ue sulla tabella di marcia e l’anno scorso ha bloccato il mandato negoziale sul cambiamento climatico dell’Unione in ambito ONU.

Airone bianco maggiore, Fenicottero rosa, Garzetta

Airone bianco maggiore, Fenicottero rosa, Garzetta

Tuttavia, a cercar nel dettaglio, non è chiaro su quale base legale si fondi la pratica dell’unanimità per le deliberazioni relative al clima. L’articolo 16.3 del Trattato sull’Unione europea, stabilisce, infatti, che “il Consiglio delibera a maggioranza qualificata, salvo nei casi in cui i trattati dispongano diversamente”. Analogamente, l’articolo  218.8 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea prevede che nell’ambito di negoziati internazionali il Consiglio deliberi a maggioranza qualificata.

La questione della poca chiarezza sul perchè del voto all’unanimità nelle “conclusioni”sul clima è già stata disputata in passato.   Nel luglio 2012, WWF Europa aveva avviato una procedura formale al Consiglio Ue per ricevere informazioni in merito. In risposta, era giunta dapprima la negazione ufficiale dell’esistenza di un documento capace di fornire la base legale per l’adozione di conclusioni da parte degli Stati membri. In seguito, anche per insistenza di alcuni euro-deputati, nell’ottobre dello stesso anno i servizi legali del Consiglio hanno siglato un documento dal titolo “Adozione da parte del Consiglio di conclusioni e altri documenti non previsti dai trattati”.

Il documento è da allora inaccessibile. I suoi contenuti non sono pubblici perchè considerati coerenti ai casi di “eccezione” in base ai quali è possibile rifiutare la pubblicazione di un testo ai sensi dell’articolo 4 del Regolamento sull’accesso ai documenti Ue.

Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

Ad oggi, quindi, non è dato comprendere il perchè gli Stati non seguano la regola generale della maggioranza qualificata secondo le procedure previste dai trattati e possano – avvalendosi dell’unanimità – posticipare decisioni cruciali per l’interesse generale come quelle sulla lotta nel lungo periodo al cambiamento climatico.   In altre parole, non è chiaro come quella che sembra essere una mera regola procedurale interna al Consiglio possa avere la meglio sulle norme dei trattati che istituiscono il diritto fondamentale dell’Unione europea.  

Ma cosa significa tutto ciò in termini di negoziati sul clima?  

Nulla impedirebbe ai 13 paesi del “sì” di spingere per far valere la regola della maggioranza. Se lo facessero, avrebbero molto più facilmente modo di raggiungere il numero di voti necessario a sbloccare i nuovi impegni. Si tratterebbe infatti di convincere altri Stati a unirsi al gruppo. Un’impresa certamente meno ardua che raggiungere l’unanimità.    Tuttavia, interrogato sull’argomento, lo stesso Ministro Davey ha definito la questione della maggioranza qualificata come “prematura”.

Insomma, tra dichiarazioni di intenti, veti di non chiara legittimazione, inaccessibilità di documenti istituzionali e dettagli procedurali luciferini ma rivelatori, sulle questioni climatiche si sta perdendo molto tempo e non se ne rileva l’interesse per i cittadini. Agire ora per il lungo periodo a favore del clima non è affatto un’opzione. È dunque dovere dei decisori politici far uso degli strumenti legali efficaci a garantire una quanto più rapida azione.

Ed è dovere di noi cittadini guardare ben aldilà delle dichiarazioni d’effetto ed essere a conoscenza dei fatti per far valere i nostri interessi.

Alessia Tanas

 

 

Tuili - Gesturi, Giara, Pauli Maiori, bosco, sullo sfondo il Gennargentu innevato

Tuili – Gesturi, Giara, Pauli Maiori, bosco, sullo sfondo il Gennargentu innevato

(foto C.B., S-L., S.D., archivio GrIG)

  1. settembre 9, 2014 alle 2:58 PM

    A.N.S.A., 9 settembre 2014
    Onu, nuovo record gas effetto serra nel 2013. Cala capacità pianeta di assorbire gas serra: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/clima/2014/09/09/clima-onu-nuovo-record-gas-effetto-serra-nel-2013_fee66f04-7fe3-4824-b2b6-e16c239419a3.html

    ————————————

    17 luglio 2014
    Provocate da bovini 74% emissioni gas effetto serra.
    Ricerca di studiosi senesi e americani, dal 1961 a 2010 +51%: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/clima/2014/07/17/ambientegas-effetto-serra74-emissioni-provocato-da-bovini_2ea3258f-4a72-48e0-8716-1bee5ed9b58c.html

    _________________________________________________

    da Il Corriere della Sera, 9 settembre 2014
    INQUINAMENTO. Effetto serra, nuovo record nel 2013: mai così tanto smog da 30 anni.
    L’allarme dell’Organizzazione meteorologica mondiale dell’Onu: http://www.corriere.it/cronache/14_settembre_09/effetto-serra-nuovo-record-2013-mai-cosi-tanto-smog-30-anni-3681db46-37f9-11e4-876b-2f897d4bd66b.shtml

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: