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La Procura della Repubblica di Cagliari demolisce gli abusi edilizi di Porto Pino.


S. Anna Arresi, Porto Pino, Corrumanciu, demolizione del complesso abusivo (foto Angelo Cucca - L'Unione Sarda)

S. Anna Arresi, Porto Pino, Corrumanciu, demolizione del complesso abusivo (foto Angelo Cucca – L’Unione Sarda)

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, con l’ausilio del Corpo forestale e di vigilanza ambientale e di tecnici e impresa incaricati, ha condotto le operazioni di demolizione degli abusi edilizi rientranti nell’insediamento (45 unità immobiliari, delle quali 36 residenze stagionali e 9 strutture a destinazione commerciale) realizzato dalla Isolotto Immobiliare s.r.l. sull’Isoletta di Corrumanciu, nello Stagno di Porto Pino, in Comune di Sant’Anna Arresi (CI).

Seguiranno le operazioni di ripristino ambientale.

E’ stato posto in esecuzione l’ordine di demolizione degli abusi edilizi e di ripristino ambientale derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione, sezione III, 7 ottobre 2009, n. 38921 passata in giudicato che aveva sancito definitivamente il carattere abusivo del complesso edilizio.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, che nel 2004 segnalarono alle autorità amministrative e giudiziarie competenti i lavori edilizi e in seguito si costituirono parte civile nel procedimento penale, avevano chiesto più volte (istanza del 2 marzo 2013, 30 marzo 2010 e 13 marzo 2009)  l’esecuzione della demolizione e del ripristino ambientale al Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Cagliari, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, al Direttore generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia, al Direttore del Servizio governo del territorio e tutela paesaggistica di Cagliari della Regione autonoma della Sardegna e al Direttore regionale dei beni culturali e paesaggistici per la Sardegna (questi ultimi in via sostitutiva in quanto violazioni di natura paesaggistica, 167 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.)

S. Anna Arresi, Stagno di Porto Pino, Aironi cenerini (Ardea cinerea)

S. Anna Arresi, Stagno di Porto Pino, Aironi cenerini (Ardea cinerea)

Nel settembre 2010 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari aveva invano inoltrato al Presidente della Regione autonoma della Sardegna l’ordine di demolizione e di ripristino ambientale del complesso abusivo, mentre con la sentenza Sez. II, 6 marzo 2013, n. 206 il T.A.R. Sardegna aveva respinto il ricorso della Isolotto Immobiliare s.r.l. avverso la determinazione del Servizio Tutela del Paesaggio di Cagliari della Regione autonoma della Sardegna n. 66/RE del 3 agosto 2007 con cui era stato negato l’accertamento di compatibilità paesaggistica.

Ora la conclusione della vicenda, con l’esecuzione del giudicato penale.

Il necessario ripristino della legalità oltre che dell’ambiente, da estendere a svariati altri casi di abusi edilizi oggetto di sentenze penali passate in giudicato.

Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra

S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

 

 

da L’Unione Sarda, 2 ottobre 2013

SANT’ANNA ARRESI. Provvedimento dopo 9 anni dal sequestro dei cantieri e tre condanne. Ruspe a Porto Pino per demolire il villaggio di Corrumanciu.  Stefania Piredda

SANT’ANNA ARRESI. Ruspe a Porto Pino per scrivere la parola fine, a nove anni dal sequestro penale e dopo tre condanne confermate in Cassazione, sulla vicenda del villaggio di Corrumanciu, il complesso edilizio costruito tra gli stagni poco lontano dalla splendida spiaggia delle dune.

LA DEMOLIZIONE. I colpi di benna, nel giro di una giornata, hanno trasformato le villette in un cumulo di macerie sotto l’occhio attento degli uomini del Corpo forestale, guidati dal commissario Ennio Angioni e degli ingegneri Salvatore Gianino e Sabrina Cucinotta incaricati dalla Procura della Repubblica di fare in modo che Corrumanciu non sia una seconda “Baia delle Ginestre”: i detriti non rimarranno abbandonati tra i cespugli di macchia mediterranea ma saranno immediatamente portati via, recuperati ove possibile o smaltiti dalla ditta specializzata di Cristian Fanni di Santadi.

LA VICENDA. La demolizione arriva dopo tre gradi di giudizio e dopo un tentativo di bloccare tutto con un ricorso al Tar che, invece, ha confermato la condanna a morte del villaggio e dato ragione agli ambientalisti che gridarono allo scandalo sin da quando iniziò la costruzione delle villette. Fu proprio un esposto delle associazioni “Amici della terra” e “Gruppo di intervento giuridico” a far scattare, nel 2004, le indagini del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale su disposizione della Procura della Repubblica (pm Daniele Caria): nell’esposto sostenevano che quelle villette a ridosso degli stagni di Porto Pino mancassero delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche. L’isolotto di Corrumanciu, dissero, appartiene al demanio marittimo ed è direttamente comunicante con il mare, dunque tutelato da vincolo paesaggistico (legge 431). Inoltre, trovandosi nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina è tutelato da vincolo di conservazione integrale (legge 23 del 1993) e l’area rientra anche nel Parco Geominerario (e non risultavano via libera da parte di questo ente). Infine, il piano paesaggistico regionale inseriva l’area nell’ambito di paesaggio costiero 5 “Anfiteatro del Sulcis”. Abbastanza per capire perché gli ambientalisti insorsero contro il progetto della ditta Isolotto Immobiliare srl che prevedeva la realizzazione di 45 costruzioni, di cui 36 residenze stagionali e 9 strutture a destinazione commerciale. Le indagini del Corpo forestale diedero ragione ai firmatari dell’esposto: le strutture edilizie, come confermarono all’assessorato regionale ai Beni culturali (Servizio tutela del paesaggio di Cagliari) risultavano sprovviste del nullaosta paesaggistico.

Garzetta (Egretta garzetta)

Garzetta (Egretta garzetta)

LE CONDANNE. In primo grado (settembre 2007) in Appello (dicembre 2008) e in Cassazione (ottobre 2009) furono condannati Francesco Monti, amministratore delegato della Isolotto Immobiliare s.r.l., Fulvio Pilloni direttore dei lavori e Massimo Paolo Granella, responsabile dell’Area tecnica del Comune di Sant’Anna Arresi. L’accusa era violazione delle norme relative alla tutela paesaggistica e costò loro nove mesi di arresto con la condizionale, 18 mila euro di ammenda e l’obbligo di demolizione degli abusi edilizi e ripristino ambientale. Nel marzo di quest’anno il Tar ha respinto il ricorso in extremis della Isolotto immobiliare e ieri la Procura ha dato il via alla demolizione e il ripristino dei luoghi: «Resta l’amarezza quando un complesso edilizio arrivato sino alle tegole viene demolito – ha commentato ieri il sindaco di Sant’Anna Arresi Paolo Dessì – purtroppo non è stato possibile recuperarlo neanche per fini sociali, ora vigileremo affinché neanche un detrito rimanga a deturpare l’isolotto».

S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

S. Anna Arresi, Porto Pino, complesso abusivo

(foto Angelo Cucca – L’Unione Sarda, S.D., archivio GrIG)

  1. m
    ottobre 3, 2013 alle 8:11 am

    Sbalorditiva l'”amarezza” del sindaco… Ma dov’era lui (anche se magari non ancora sindaco..) e dove i suoi compaesani quando le case venivano edificate abusivamente fino al tetto?

  2. Shardana
    ottobre 3, 2013 alle 11:04 am

    Dici niente “m”,oramai è così radicata nelle istituzioni l’illegalità,che è un colpo al cuore quando si applica la legge.

  3. giovanni
    ottobre 3, 2013 alle 11:14 am

    felicissimo!!!!

  4. Mara
    ottobre 3, 2013 alle 11:49 am

    Shardana :
    Dici niente “m”,oramai è così radicata nelle istituzioni l’illegalità,che è un colpo al cuore quando si applica la legge.

    Hai ragione Shardana, ma il cuore fa ancora più male ai cittadini onesti che alla fine si sentono pure stupidi. La cosa per me più triste è che quando cambieranno le cose (ne sono certa) sarò abbondantemente defunta.

  5. giovanni
    ottobre 3, 2013 alle 11:59 am

    Caro Sindaco, l’amarezza è solo nelle sue parole. Io il complesso lo avrei fatto demolire A MANO a Lei e alla giunta di 9 anni fa.

  6. Juri
    ottobre 3, 2013 alle 1:30 pm

    Effettivamente quella del sindaco suona come una “confessione”: gli procura rammarico il fatto che sia stato “ripristinato” il paesaggio in un isolotto di elevato pregio ambientale che era stato deturpato da un’edificazione abusiva. Complimenti vivissimi.

  7. Occhio nudo
    ottobre 3, 2013 alle 3:36 pm

    Povere tegole, ha ragione..quasi quasi, potevano sfilare da sotto tutto l’isolotto, ingombrante, per lasciare le casette tutte intere, belle belle.

  8. ottobre 3, 2013 alle 10:07 pm

    da L’Unione Sarda, 3 ottobre 2013
    S.A.ARRESI. DemolizioneCorrumanciu, c’è un piano anti macerie. (Stefania Piredda)

    SANT’ANNA ARRESI Le villette di Corrumanciu saranno un ricordo nel giro di un mese e l’anno prossimo, nell’area al centro degli stagni di Porto Pino, ci saranno già i primi cespugli di macchia mediterranea a cancellare il ricordo del calcestruzzo.
    I LAVORI. La Procura della Repubblica ha preso in carico il compito di far eseguire la demolizione e seguire l’iter successivo proprio per evitare che l’area possa fare la fine di altre in cui, dopo la demolizione, i lavori non sono mai stati portati a termine. Un esempio? Baia delle Ginestre: macerie, calcinacci e arredi caduti sotto le ruspe non sono mai stati portati via lasciando uno spettacolo orribile sotto gli occhi di chiunque. «Per Corrumanciu non accadrà – ha spiegato ieri l’ingegnere Salvatore Gianino che con la collega Sabrina Cucinotta dirige i cantieri per conto della Procura – ogni fase è stata studiata in anticipo e, dopo aver preso in considerazione cinque ditte qualificate per questo tipo di lavori, abbiamo deciso di affidare l’opera alla ditta Fanni di Santadi che ha tutte le iscrizioni e certificazioni per portarla a termine». Si occuperà sia della demolizione sia del trattamento delle macerie (circa tremila metri cubi): saranno selezionate, se possibile in parte riciclate, e tutto il resto sarà smaltito dalla stessa ditta senza dover ricorrere a sub appalti. Cristian Fanni, titolare dell’impresa di Santadi, ha spiegato che «se il tempo resterà dalla nostra parte dovremmo riuscire a completare la bonifica totale dell’area in meno di un mese».
    I COSTI. L’intero costo sarà poi addebitato alla ditta Isolotto Immobiliare srl che realizzò il complesso edilizio. Per quel villaggio erano stati condannati, in primo grado, Appello e Cassazione, Francesco Monti, amministratore delegato della Isolotto Immobiliare s.r.l., Fulvio Pilloni direttore dei lavori e Massimo Paolo Granella, responsabile dell’Area tecnica del Comune di Sant’Anna Arresi. L’accusa era violazione delle norme relative alla tutela paesaggistica.

  9. Vanda
    ottobre 3, 2013 alle 11:54 pm

    Non è possibile ancora demolizioni si vuole portare la gente all’esasperazione…. Ormai erano fatte dovevano solo diventare redditizie per i locali!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. Gianni
    ottobre 4, 2013 alle 12:09 am

    e le case abusive e gli aumenti di volumetria di Molentargius quando verranno demoliti?

  11. Shardana
    ottobre 4, 2013 alle 12:05 pm

    Il colpo al cuore Mara non è venuto a mè,ma ai comitati d’affari che gestivano l’affare. Una cacca di mosca nel mondo dell’abusivismo sardo,il più delle volte legalizzato dai silenzi e dalka complicità di uffici comunali e controllori.Molentargius dici gianni ?A carloforte riescono ancora a costruire sulle dune della caletta ville con torrette utilizzando progetti di lottizzazioni vecchi di 40anni e portare avanti alberghi mostruosi sul mare.Io invece mara ho fiducia nei giovani magistrati e spero che prima o poi arrivino anche da noi ……..

  12. Raimondo Cossa
    ottobre 4, 2013 alle 1:04 pm

    Che bella immagine!!! Quella ruspa della fotografia dovrebbe setacciare tutta la Sardegna. Poi visto che passa di quà e là, dare una scrollatina anche ai “palazzi del potere” e a chi c’è dentro. Magari aprono gli occhi.

  13. ottobre 4, 2013 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 4 ottobre 2013
    COSTE » LOTTA ALL’ABUSIVISMO. Demolite le 36 villette, pagheranno i proprietari. Concluso l’intervento della Procura nell’isolotto di Corrumanciu a Porto Pino. I 140 mila euro spesi per l’operazione a carico di Granella, Monti e Pilloni.
    Il processo. Ma per la difesa era tutto regolare

    Per i difensori Guido Manca Bitti e Gianfranco Trullu la concessione per le villette era legittima e la società ‘L’Isolotto’ aveva tutte le autorizzazioni necessarie per costruire il villaggio. L’area non fa parte del demanio marittimo e lo stagno non è incluso nelle zone umide previste dalla convenzione di Ramsar. E Corrumanciu non è un’isola, come ha insistito l’accusa, perchè l’acqua dello stagno non comunica col mare ma solo attraverso canali realizzati artificialmente. Infondata – per i difensori – anche l’accusa legata all’esistenza del parco geominerario: non è mai stato costituito il comitato scientifico, il solo organo titolato a decidere. Quindi non c’è neppure il vincolo.

    SANT’ANNA ARRESI. I responsabili degli abusi commessi a Corrumanciu, dove sono state costruite trentasei villette illegali, dovranno pagare di tasca l’intervento di demolizione compiuto da un’impresa privata a spese della Procura della Repubblica. Sono circa 140 mila euro, una somma pesante di cui l’ufficio diretto da Mauro Mura avvierà immediatamente la procedura di recupero. Gli edifici realizzati a suo tempo dall’immobiliare l’Isolotto sono stati abbattuti nel giro di ventiquattr’ore e nei prossimi giorni l’impresa andrà avanti con la bonifica accurata dell’area e il ripristino completo di un sito delicatissimo, che il villaggio aveva gravemente deturpato. I bulldozer hanno lavorato sotto la stretta vigilanza del Corpo Forestale e in base alle direttive di un consulente tecnico nominato dall’ufficio. E a leggere una nota diffusa nei giorni scorsi dalla Procura l’operazione Corrumanciu non sarà l’ultima: altri immobili abusivi, colpiti da sentenze definitive, finiranno presto sotto la benna del tribunale. A stabilire che le villette dovevano essere rase al suolo è stata la Corte d’Appello, che il 4 dicembre 2008 aveva confermato le condanne a dieci mesi di reclusione inflitte in primo grado al capo dell’ufficio tecnico di Sant’Anna Arresi Paolo Granella, colpevole di abuso d’ufficio, all’amministratore dell”Isolotto srl’ Francesco Monti e al direttore dei lavori Fulvio Pilloni, responsabili di violazione delle norme ambientali, su richiesta del pm Daniele Caria. Per tutti e tre la sospensione condizionale della pena era subordinata al ripristino dei luoghi, vale a dire la demolizione completa del villaggio illegale. Un giudice civile è al lavoro per stabilire l’ammontare del risarcimento che gli imputati dovranno liquidare alle parti civili, gli ambientalisti di Gruppo intervento giuridico e degli Amici della Terra, patrocinati dall’avvocato Carmela Fraccalvieri, per i quali i giudici hanno confermato una provisionale di ottimila euro ciascuno, oltre le spese processuali. Nessun dubbio per l’accusa, neppure al processo di secondo grado e poi per la Cassazione che ha respinto il ricorso: quella di Corrumanciu è un’isola. E’ collegata al mare da alcuni canali e poco importa che il collegamento sia artificiale. Siccome è un’isola, valgono tutti gli strumenti di tutela che riguardano le isole, il cui margine è a tutti gli effetti area demaniale. Non solo: Corrumanciu fa parte del parco geominerario e legge alla mano l’attività di estrazione del sale in corso nello stagno è attività mineraria e dunque rientra nella piena tutela del parco. Ma non c’è traccia di un nullaosta firmato dagli organi del parco. Doveva invece esserci un nullaosta preventivo ma non c’era.

  14. Mara
    ottobre 4, 2013 alle 6:45 pm

    Vanda :
    Non è possibile ancora demolizioni si vuole portare la gente all’esasperazione…. Ormai erano fatte dovevano solo diventare redditizie per i locali!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Scusa Vanda, non ti viene di pensare alla maggioranza dei cittadini che edifica con tutte le carte in regola (pagando salato…)? Cosa siamo noi… degli idioti? E tu proteggi i delinquenti in nome del “reddito”? Brava. Chi viola la Legge è un delinquente, punto e basta.

  15. ottobre 11, 2013 alle 5:50 pm

    da L’Unione Sarda on line, 11 ottobre 2013
    Abusivismo, protocollo fra Procure. Nasce un settore per le demolizioni: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/10/11/abusivismo_protocollo_fra_procure_nasce_un_settore_per_le_demolizioni-6-334494.html

    • ottobre 12, 2013 alle 7:53 am

      da La Nuova Sardegna, 12 ottobre 2013
      Abusivismo, c’è la Superprocura. I capi degli uffici inquirenti siglano un protocollo regionale. A Cagliari nasce il settore Demolizioni. (Giampiero Cocco)

      TEMPIO. Ci sarà una “Superprocura” per contrastare con i processi e reprimere con le demolizioni l’abusivismo edilizio nell’isola. Lo hanno deciso, in un vertice tenutosi ieri l’altro nella procura della Repubblica di Tempio, i capi degli uffici inquirenti di tutta la Sardegna, riuniti attorno ad un tavolo presieduto da Ettore Angioni, il procuratore generale di Cagliari. Al vertice, al termine del quale è stato firmato un protocollo di intervento già operativo e che verrà applicato in tutta l’isola, erano presenti Mauro Mura (procuratore capo e della Dda di Cagliari, il collega Roberto Saieva della Procura di Sassari, Elena Pitzorno della procura della Repubblica dei minori di Sassari, Domenico Fiordalisi (nella sua duplice veste di procuratore capo di Tempio e reggente degli uffici inquirenti di Lanusei), il procuratore della Repubblica di Nuoro Andrea Garau e il collega di Oristano Andrea Morichini Padalino. «Il protocollo – ha spiegato ieri il procuratore generale Ettore Angioni –, nasce dall’esigenza di dare attuazione alle direttive impartite dal Consiglio Superiore della Magistratura ed ai suggerimenti del Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione, con il preciso scopo di creare un coordinamento fra gli uffici giudiziari del distretto, riepilogando in maniera sintetica ma organica le norme legislative che debbono essere alla base della procedura finalizzata al materiale abbattimento dei manufatti abusivi, che dovrà sempre essere ispirata da criteri di trasparenza ed economicità». Proprio a questo scopo è stato creato all’interno della Procura generale di Cagliari il «Settore Demolizioni», cui sono preposti un magistrato ed un funzionario, con l’istituzione di un elenco distrettuale di consulenti in materia edilizia e di imprese specializzate in demolizioni. Il giro di vite e la “tolleranza zero” verso l’abusivismo nasce dall’esigenza di snellire le pratiche burocratiche che bloccano, da diversi decenni, le centinaia di sentenze passate in giudicato che ordinano demolizione di manufatti in ogni angolo della Sardegna. «Per combattere l’abusivismo edilizio è indispensabile far rispettare la legge», è la massima adottata da quando è in Sardegna dal procuratore Domenico Fiordalisi, le cui iniziative a favore dell’ambiente, della tutela del paesaggio e la lotta contro l’abusivismo edilizio condotte in Ogliastra lo ha portato ad essere nel mirino dei malviventi, con esplicite minacce di morte. In Gallura le ruspe dovrebbero accendere i motori a brevissimo termine, partendo dall’isola della Maddalena.

  16. Shardana
    ottobre 13, 2013 alle 7:41 pm

    FIORDALISI FOR PRESIDENT

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