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Morte in fuga dalla disperazione.


Bambini, donne, uomini.  Disperati.    Un barcone carico di forse 4-500 persone provenienti dall’Africa sub-sahariana, probabilmente eritrei e somali, è andato a fuoco ed è affondato a poche centinaia di metri dall’Isola di Lampedusa.

La conta dei morti sale ogni ora.

E’ l’ennesima tragedia annunciata.  Solo nel Canale di Sicilia sono annegati più di 6.200 disperati in dieci anni.

Gli italiani li soccorrono, forse perché ricordano il loro passato di migranti, ma poi li rinchiudono, i maltesi spesso non li vedono, spinti dalla disperazione comunque provano a giungere in Europa dopo le peggiori peripezie.

E l‘Europa, con insana ipocrisia, cerca solo di tenerli lontani, anzi pretende che sia l’Italia a farlo per tutti.

Il Mediterraneo non può diventare un mare di sangue.

Bisogna ormai prendere in considerazione l’ipotesi di presidiare sul piano umanitario e militare le coste libiche per fermare questa tragedia.

Altro che guerra non dichiarata in Afghanistan.

Stefano Deliperi

Pachino, la catena umana di bagnanti per aiutare i migranti, 15 agosto 2013 (foto dal Los Angeles Times)

Pachino, la catena umana di bagnanti per aiutare i migranti, 15 agosto 2013 (foto dal Los Angeles Times)

 

 

A.N.S.A., 3 ottobre 2013

Tragedia a Lampedusa: Si temono 200 morti, anche donne e bimbi.

93 morti accertati. Un centinaio, secondo stima provvisoria, le vittime nel relitto. Letta: tragedia immane. Boldrini: basta indifferenza. Sindaco: Basta orrore!. Alfano su isola.

  1. Cristiana Verazza
    ottobre 3, 2013 alle 7:53 PM

    Una tragedia immane. L’ennesima. Ma anche l’ennesima scusa perché la politica, “certa politica”, strumentalizzi tante morti innocenti. Non è più accettabile stare a guardare, non è più accettabile contare i morti e dimenticare che erano uomini, donne, bambini, che con un filo di speranza hanno lasciato la loro terra già martoriata per un futuro migliore. Un futuro finito tra i flutti di un mare che non perdona, tra l’indifferenza di un’ Europa che se ne è lavata le mani girando semplicemente la testa da un’altra parte, forse, per non sentirne la puzza. E’ la vergogna di tutti, per la società civile che siamo convinti di aver costruito. Cosa succederà ora? Sarà il solito maledetto gioco del rimpallo, dove i nostri politici, piuttosto che far sentire la loro voce a livello europeo, si scanneranno (come già sta avvenendo), avendo il pretesto di chiedere una testa o l’altra, piuttosto che prendere atto della gravissima situazione che da anni si verifica nelle coste siciliane e facendo finalmente qualcosa di concreto, che non sia contare le vittime.

  2. ottobre 3, 2013 alle 8:50 PM

    da Il Fatto Quotidiano, 3 ottobre 2013
    Naufragio Lampedusa, quasi 200 morti tra i migranti. Trovato il relitto.
    Sul barcone è scoppiato un incendio e molti passeggeri si sono gettati in acqua: ancora centinaia i dispersi. Sotto l’imbarcazione, a 40 metri di profondità, si troverebbero decine di cadaveri, soprattutto donne e bambini. La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per naufragio e omicidio plurimo colposi. Fermato dalla polizia un presunto scafista. Proclamato il lutto nazionale per venerdì: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/03/naufragio-lampedusa-oltre-130-morti-tra-migranti-trovato-relitto/731180/#foto-naufragio-lampedusa-soccorsi-i-migranti

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    da Il Corriere della Sera, 3 ottobre 2013
    A MEZZO MIGLIO DELL’ISOLA DEI CONIGLI. LETTA: TRAGEDIA IMMANE. ALFANO VA SULL’ISOLA. Lampedusa, naufraga barcone di migranti.
    Oltre cento i morti. Il sindaco: «Non sappiamo più dove mettere i corpi». Il Papa: «È una vergogna, simili tragedie non si ripetano»: http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_03/lampedusa-naufraga-barcone-migranti-e0102320-2bf7-11e3-b674-51fbe6c64466.shtml

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    da La Repubblica, 3 ottobre 2013
    Lampedusa, strage di migranti. Barcone a picco, centinaia di morti: http://www.repubblica.it/cronaca/2013/10/03/news/lampedusa_brucia_un_barcone_strage_di_migranti-67817611/?ref=HREA-1

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    • Mara
      ottobre 4, 2013 alle 8:58 am

      Cristiana, sottoscrivo totalmente il tuo intervento. Non abbiamo diritto di chiamarci “Paese Civile”.

  3. ottobre 4, 2013 alle 2:59 PM

    da Il Corriere della Sera, 4 ottobre 2013
    Quei 19.142 caduti. (Gian Antonio Stella) (http://www.corriere.it/editoriali/13_ottobre_04/quei-19142-caduti-c1cb47d6-2cb1-11e3-bdb2-af0e27e54db3.shtml)

    «Sul mare galleggiavano scarpe da bambino e merendine…». Tolgono il respiro le testimonianze dei soccorritori impegnati a Lampedusa a tirar su cadaveri, cadaveri, cadaveri. E noi lì, a guardare impotenti. A chiederci: cosa possiamo fare? Poco, oggi. Possiamo solo raccogliere quei corpi, chiuderli in una bara di cellophane, dire una preghiera, lasciarci strattonare da papa Francesco: «È una vergogna…».
    È il momento del soccorso, della pietà e del lutto, oggi. Ma, asciugate le lacrime e sfogato lo sdegno contro quei criminali che gestiscono la tratta dei disperati e ammassano cinquecento persone su una barca di pochi metri, bisognerà poi dire basta. Ieri pomeriggio, il sito fortresseurope.blogspot.it , che da anni tiene con furente compassione il conto delle vite inghiottite dal mare, era già aggiornato: con quelli di ieri, siamo a 19.142 morti. Almeno. Più tutti quelli annegati senza avere due righe su un giornale.
    La Commissione migrazioni del Consiglio d’Europa ci aveva bacchettati mercoledì, rinfacciando all’Italia di non essere «in grado di gestire un flusso che è e resterà continuo» e di essere diventata «una calamita per l’immigrazione» a causa soprattutto «di sistemi di intercettazione e dissuasione inadeguati». Cioè?
    Lo stesso direttore del Consiglio italiano per i rifugiati Christopher Hein, che suggerisce come unica possibilità la creazione di percorsi sicuri che sottraggano chi ha diritto all’asilo ai trafficanti di anime, confessa: «Non ho capito cosa propongano, lassù. Il fatto è che i barconi approdano qui, non in Gran Bretagna o in Olanda». Vogliamo tornare al cinismo dei respingimenti, che violando la Convenzione di Ginevra del 1951 e la stessa Costituzione delegavano il lavoro sporco agli aguzzini di Gheddafi i quali secondo la Chiesa violentavano l’85% delle donne in viaggio verso il sogno europeo? Davvero è quella la soluzione? Il messaggio «non veniteci a morire sotto gli ombrelloni»?
    Guai a voi, ha detto Strasburgo. Con varie sentenze di condanna. Il problema, però, resta intatto. E quella Europa che ogni giorno pretende d’aver bocca nelle nostre scelte perché riguardano tutti non è poi ansiosa di spartire con noi la rogna delle frontiere Sud.
    Sia chiaro, come ricorda lavoce.info , gran parte di quanti sbarcano proseguono verso Nord: «I dati 2011 parlano di 571.000 rifugiati per la Germania; 210.000 per la Francia; 194.000 per il Regno Unito; 87.000 per la Svezia; 75.000 per i Paesi Bassi contro 58.000 per l’Italia». In rapporto alla popolazione, certi strilli xenofobi sono ancora più immotivati: ogni mille abitanti ci sono 9 rifugiati in Svezia, 7 in Germania, 4,5 nei Paesi Bassi e in fondo in fondo ci siamo noi: uno.
    Ma quelle ondate di sbarchi non possono essere un problema italiano. Riguardano tutti. E come il sindaco di Lampedusa invoca Letta «venga a contare i morti con noi» per urlare il senso di solitudine, lo stesso urlo dovrebbe essere girato a Bruxelles. Vengano a contare i morti nel Mare Nostrum. Sono anche loro.

  4. ottobre 5, 2013 alle 8:29 PM

    da Il Corriere della Sera, 5 ottobre 2013
    GENERALE AERONAUTICA AVREBBE DENUNCIATO ALLA PROCURA MILITARE I RITARDI DELLA FINANZA. La strage di Lampedusa, polemica sui soccorsi.
    Il premier francese: serve riunione Paesi Ue. Diportista accusa la capitaneria: filmavano invece di soccorrere i naufraghi. La replica: intervento immediato: http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_05/strage-lampedusa-procura-smentisce-inchiesta-soccorsi-ma-polemica-9c070c2a-2d96-11e3-89d5-cdac03f987bf.shtml

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