La Procura della Repubblica al parco di Molentargius.


Fenicotteri (Phoenicopterus roseus) in volo

Fenicotteri (Phoenicopterus roseus) in volo

Non è la prima volta che accade al Parco naturale regionale “Molentargius-Saline”.

Anche recentemente sono stati riportate dalla Stampa regionale varie manifestazioni, con le iniziative più disparate, che hanno visto la partecipazione non gratuita sempre degli stessi soggetti, ora in veste associazionistica ora in veste societaria, quando non medesime attività istituzionali dell’Area protetta.

Non si ha memoria di alcuna selezione pubblica per l’affidamento di alcuna attività, ma, naturalmente, la memoria potrebbe difettare.

Questa volta la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ha ritenuto opportuno vederci chiaro e, sinceramente, auspichiamo che tutto sia legittimo, perché se così non fosse sarebbe un’ulteriore, pesante, arma per chi (e sono tanti) vuole screditare il ruolo importantissimo delle aree naturali protette nella salvaguardia dell’ambiente e nell’equilibrata crescita economico-sociale delle collettività interessate.

Cagliari, Molentargius, il fuoco riprende nel canneto

Cagliari, Molentargius, il fuoco riprende nel canneto

E mentre l’estate porta i soliti incendi, rimangono i soliti problemi, dall’abusivismo edilizio alle assurde opere pubbliche, dalla mancata ripresa della fabbrica del sale agli scarichi incontrollati di rifiuti, all’incontrollata presenza di personale precario nel Consorzio di gestione, alle ricorrenti morìe di pesci.

Per fortuna, i Fenicotteri e tutti gli altri cugini volatili continuano a fregarsene e a rendere Molentargius uno straordinario gioiello ambientale.   Un regalo della Natura che non meritiamo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Cagliari, Molentargius, basamento in cemento del ponte per pista ciclabile

Cagliari, Molentargius, basamento in cemento del ponte per pista ciclabile

 

dal blog di Enrico Fresu, 24 agosto 2013

Calmate i fenicotteri, la Procura “disturba” la quiete di Molentargius.

Capita, a volte, che i diretti interessati vengano a sapere dai giornali di inchieste giudiziarie che li riguardano. Stavolta non è così. Primo, perché questo non è un giornale ma un blog di cazzeggio (anche se qualcuno, nonostante me ne occupi tra un tuffo e l’altro, ha già ciulato qualcosa). Secondo, perché al parco di Molentargius sanno che la procura di Cagliari sta indagando sulle spese per un convegno di gennaio: quindicimila euro per un workshop di nemmeno quattro ore, una gita in battello nel canale di Mammarranca e un giro panoramico in viale Europa. Ma c’era da fare anche una rassegna stampa. Il fascicolo è stato aperto dal pm Gaetano Porcu, la richiesta di atti è dei giorni scorsi. Per la cronaca della vicenda mi affido a un pezzo che ho scritto qualche mese fa, e lo riporto sotto. Aggiungo solo che frequento  Molentargius da decenni e, egoisticamente, potrei dire che mi va bene così. Sempre uguale a se stesso, quasi abbandonato (l’unico cambiamento vero è un ponte orribile). Un luogo per pochi, quindi, anche se gli scarichi che ho visto nel canale lunedì scorso facevano paura. Ma credo che l’area di Molentargius, che con gli abusi edilizi annessi è un unicum mondiale, sia un gioiello  che finora ha prodotto ricchezza quanto una sputacchiera di un cesso di una stazione ferroviaria di un paese abbandonato da un secolo nella Bassa padana. Oh, poi magari è tutto in regola eh…

Molentargius, impianti salinieri

Molentargius, impianti salinieri

Poco meno di quindicimila euro per un convegno di quattro ore e una gita in battello. Il parco di Molentargius, dove di fronte alle carenze risuona continua la litania del «non ci sono soldi», ha deciso di spendere tanto per l’organizzazione del workshop “Una rete di aree protette nel Golfo degli Angeli” che si è tenuto il 19 gennaio. Dall’edificio Sali Scelti è partita solo la metà della somma, il resto è arrivato dall’Area marina protetta di Capo Carbonara. Il direttore delle oasi è lo stesso, Bruno Paliaga. A incassare la discreta somma è stata Vivilitalia, una Srl costola di Legambiente, associazione ecologista presieduta in Sardegna da Vincenzo Tiana. Per capire come sono stati utilizzati i soldi bisogna avere in mano la determinazione del parco numero 554 del 17 dicembre. Inutile affidarsi al sito: è l’unica dove compare la scritta “txt error”, accompagnata da un’indicazione di spesa, oltre novemila euro. Che non è nemmeno una somma veritiera (pare fosse il primo finanziamento deciso, poi rimodulato). In realtà sono stati stanziati 7.260 euro, metà dell’importo totale, il resto Paliaga l’ha deliberato da Villasimius. I soldi sono serviti per pagare: «Gestione dell’ufficio stampa nazionale a supporto dell’intero periodo dell’evento; creazione grafica dell’invito e del programma delle giornate; individuazione e coinvolgimento del moderatore del workshop (giornalista o esperto del settore); supporto all’organizzazione dell’evento; la segreteria organizzativa e la gestione degli inviti e della logistica degli esperti da invitare al workshop; relazione conclusiva e rassegna stampa». In tutto 14.520 euro, somma che più di qualcuno guadagna in un anno di lavoro. Tutto, sembra dalla carta, per la brochure, le telefonate per invitare i partecipanti e la gestione della comunicazione (anche nazionale). Il compito è stato affidato all’esterno nonostante Molentargius abbia a contratto un addetto stampa in pianta stabile. Inoltre si stenta a trovare traccia di un articolo (salvo un lancio Ansa ripreso da tutti, qualche pezzo locale e un servizio in tv) anche in riviste specializzate, che racconti della manifestazione: quattro ore, dalle 9,30 alle 13,30, durante le quali hanno parlato due presidenti di oasi protette (uno dalla Spagna) e «si sono condivise le esperienze di gestione», questa la finalità dell’incontro, spiegata da Giordano De Sanctis, che per conto di Vivilitalia si è occupato della segreteria organizzativa. «L’obiettivo del workshop era lo scambio di conoscenze, abbiamo portato anche i tour operator che hanno visitato il parco». Questa la dichiarazione del 18 febbraio. Da una verifica emerge che di tour operator non c’era traccia. De Sanctis, ieri: «È vero, mi sono confuso con un altro evento». All’obiezione sui costi del workshop (più di 3.500 euro l’ora), Vivilitalia ribatte: «Abbiamo lavorato a lungo per organizzarlo, portando importanti personalità. Due ospiti c’erano dal giorno prima, hanno fatto un’escursione in battello e visitato Monte Urpinu». Poi a cena, per replicare con un lauto buffet l’indomani. Pagato dal parco. «Siamo una società, mica ci dobbiamo rimettere».

 

 

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

Cormorano (Phalacrocorax carbo)

 

da La Nuova Sardegna, 25 agosto 2013

MOLENTARGIUS »  PROCURA. Sotto inchiesta l’eco-workshop costoso.  Sequestrati i documenti su una tre giorni tenuta in gennaio, il direttore: «Gli invitati erano esperti di turismo ambientale». Alessandra Sallemi 

CAGLIARI. Troppo costosa la tre giorni con cinque esperti di saline in parchi protetti che spiegavano come si può produrre sale di qualità e assieme salvaguardare flora e fauna di una laguna che sia anche parco naturale? La tre giorni è costata 12 mila euro (spiega il direttore dell’Ente): a metà settimana la polizia giudiziaria è andata negli uffici del parco di Molentargius e ha prelevato le carte con le spese sostenute per far arrivare gli esperti, ospitarli, portarli in giro e infine tenere il worshop a beneficio dei tecnici locali. L’agenzia Italia annuncia che la procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta «per fare chiarezza su un workshop organizzato nel gennaio 2013 dall’ente di gestione del parco di Molentargius, in collaborazione con l’area marina di Capo Carbonara e affidato a Vivilitalia, società legata a Legambiente. La magistratura vuole effettuare accertamenti sui costi dell’iniziativa sul turismo ambientale». L’organizzazione dell’evento è stata curata da Vivilitalia, associazione vicina a Legambiente, che, racconta il direttore del parco di Molentargius e della riserva marina di Capo Carbonara, Bruno Paliaga, «è un’emanazione di Legambiente e ha maturato una competenza sul tema dello sviluppo turistico nelle zone umide. Inizialmente la cifra era diversa, superiore, ci siamo attestati sui 12 mila euro e l’evento è stato ricco di momenti oltre che interessante per l’aspetto che ci premeva e cioè documentarci in modo diretto su realtà dove il turismo sostenibile si fa. La somma era sottosoglia, è stata divisa tra ente parco di Molentargius e riserva marina di Capo Carbonara. Qui a Molentargius stiamo avviando il processo di riqualificazione delle saline, c’è molto da fare, si sa, la sequenza delle caselle salanti si sta dissolvendo, bisogna ristrutturare salvaguardando le biodiversità, stiamo arrivando al matrimonio tra ipotesi produttiva e sostenibilità ambientale e nella tre giorni abbiamo raccolto le testimonianze di come altri fanno ciò che noi vorremmo fare, cioè far andare avanti insieme la risorsa naturale sale e la risorsa naturale delle biodiversità. Il progetto Life che a noi e altri tre parchi europei ci finanzia 4 milioni di euro sul tema della produzione del sale ha dato la spinta all’accordo quadro firmato dal sindaco Contini nell’ottobre 2012 che porta alla restituzione produttiva e ambientale di tutto il Molentargius. E questo anche nell’ottica di promuovere la sua sostenibilità economica – sottolinea Paliaga –: il parco deve poter andare avanti con i propri mezzi. Stiamo cercando di capire come».

 

Airone cenerino (Ardea cinerea)

Airone cenerino (Ardea cinerea)

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Michele
    agosto 25, 2013 alle 8:17 PM

    Che piantassero qualche albero con quei soldi!

  2. agosto 26, 2013 alle 12:53 am

    Ma il ponte per le bici almeno l’hanno finito?

  3. Franco
    agosto 26, 2013 alle 5:40 PM

    Fosse solo quel convegno… Ma dei soldi spesi, quasi 4000 euro , per il pernottamento del direttore paliaga, nessuno ne ha parlato. eppure la determina è pubblicata sul sito dell’ente. Ma giusto per fare un esempio a cosa serve l’ufficio politico e comunicazione?

  4. Michele
    agosto 26, 2013 alle 5:58 PM

    C’è ancora il cantiere.

  5. agosto 28, 2013 alle 5:31 PM

    ennesimo incendio al parco naturale regionale “Molentargius – Saline”.

    da CagliariPad, 28 agosto 2013
    Incendi nell’Isola. Fiamme dal Sulcis al Parco di Molentargius.
    Canadair, elicotteri e squadre a terra dei vigili del fuoco affrontano i roghi nel sud Sardegna. Brucia la boscaglia intorno al lago Corsi ad Iglesias e la macchia mediterranea del Margine Rosso: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=4522

    • agosto 29, 2013 alle 2:55 PM

      da La Nuova Sardegna, 29 agosto 2013
      MOLENTARGIUS. Brucia il canneto, panico tra i residenti. Lambite le periferie di Selargius e Monserrato, l’incendio è doloso: trovati tre focolai. L’ente parco prepara una denuncia. Il 90 per cento dei roghi favorito dalle sterpaglie dei terreni privati.

      CAGLIARI. Non c’è pace sulle sponde di Molentargius. Nella notte tra martedì e mercoledì e poi ancora ieri mattina sono stati appiccati fuochi nella periferia del parco che si sono estesi fino alla zona protetta. E’ il terzo incendio in un mese, il quinto dell’anno. Il direttore dell’ente parco Bruno Paliaga sta preparando un dossier per presentare una denuncia contro ignoti. Il fuoco appiccato ieri notte probabilmente intorno all’una era sicuramente doloso: tre focolai al limitare di Selargius in zona abitata sono partiti contemporaneamente e hanno distrutto il canneto. Ma sono arrivati anche vicino alle case e questo ha creato un notevole allarme. Gli edifici abitati non sono stati raggiunti dal fuoco grazie all’azione della Protezione civile, delle guardie forestali, dei vigili del fuoco, ma il fumo è entrato ovunque creando problemi di respirazione nelle persone anziane che sono finite al pronto soccorso. La zona incendiata è relativamente vicina alla caserma dei vigili del fuoco e alla stessa zona che l’anno scorso venne rovinosamente distrutta lungo il canale di Terramaini in prossimità del viale Marconi.Incendio sulla strada anche quello che è cominciato ieri mattina vicino alla rotonda del Margine Rosso in via Fiume. Qui le fiamme sono andate verso lo stagno e non in direzione delle case. Ma anche da queste parti il fumo ha causato molto allarme. Nella notte il pericolo più grande l’hanno corso gli abitanti di via Vienna a Selargius che nel 2008 vissero l’esperienza drammatica di vedersi l’incendio arrivare fin sotto casa. Anche su internet è partita la polemica a proposito dei terreni privati in cui anche se i comuni (di Selargius e di Monserrato in questo caso) ordinano ai proprietari di pulire il terreno, eliminare sterpaglie ed eventuali immondizie, questi non provvedono, i comuni non intervengono in via sostitutiva e quando le fiamme si sviluppano trovano un terreno altamente infiammabile che è difficile da gestire. Gli abitanti di via Vienna segnalano su internet di aver inviato a luglio due lettere ai rispettivi sindaci di Selargius e di Monserrato perché ordinassero ai proprietari dei terreni di confine di ripulire dalle sterpaglie la zona. Anche gli incendi che ci sono stati in passato dentro il parco di Molentargiussono cominciati dai terreni privati. Addirittura in qualche caso è successo che gli stessi proprietari, per liberarsi delle sterpaglie, avessero dato fuoco e poi non fossero riusciti a controllare l’espansione delle fiamme.L’incendio più pericolloso dell’area protetta è stato quello del maggio scorso in cui sono bruciati 25 ettari, le fiamme hanno lambìto la zona dove i fenicotteri fanno i nidi. Ancora ieri sera i tecnici del parco stavano quantificando i danni provocati da quest’ultima ondata di fuoco. «Il 90 per cento degli incendi – spiega ancora il direttore dell’ente parco – comincia ai margini dei centri abitati, nella periferia, in aree di confine col parco. Il parco ha una sua vigilanza, un nucleo di protezione civile, i forestali di stanza, il controllo c’è, ma è chiaro che occorre un lavoro di intelligence, di prevenzione».

      —————————–

      LAGUNA. Il fuoco minaccia i progetti di rilancio del parco.

      CAGLIARI. Il problema degli incendi di Molentargius è una delle minacce più serie allo sviluppo della laguna. Sull’ente parco dopo anni di incuria si sono concentrate le attenzioni della Regione, dei comuni, ma anche dell’Unione europea che ha finanziato un progetto per le lagune dove si è sempre prodotto il sale con lo scopo di riavviare le produzioni. Il progetto Life che ha altri partner europei tutti interessati alla produzione del sale è stata una utile premessa all’accordo quadro firmato a ottobre dell’anno scorso dove è stata messa nero su bianco la rinascita dell’intera laguna anche sotto il profilo economico. La volontà finalmente precisa è che la gestione della laguna sia economicamente autosufficiente. Per fare questo l’intenzione è partire dalla produzione di sale di qualità e di abbinare a questo altre strutture che possano attirare visitatori e frequentatori delle attività turistiche termali e quindi produrre reddito. Accanto al tema sale c’è quello delle biodiversità e delle azioni di tutela, di informazione, di conoscenza che sono necessarie per attirare il turista naturalista he ha i suoi tour operator in tutta Europa e non solo. C’è poi il filone degli studi legati alla presenza di specie rare protette anche queste in tutta Europa e quindi dei rapporti tra università dove le lagune sono al centro di ricerche e di scambi internazionali. Il programma varato dall’Ente parco doveva articolarsi in diversi moduli, il primo riguarda le vasche del sale.

  6. Franco
    agosto 29, 2013 alle 2:20 am

    Incendi a Molentargius…Nonostante ci sia, presso l’edificio sede dell’ente parco Molentargius, un preisidio fisso del Corpo di Vigilanza Forestale, numerose associzioni di protezione civile, La Provincia di Cagliari, una pianta organica composta da ingegneri, geologi, operai , naturalisti , ecc. , ogni anno in quel territorio (pieno di boschi…), accadono numerosi incendi. Chiudete bottega , le risorse umane che ci sono non sono in grado di realizzare gli scopi istituzionali dell’Ente, tra cui la salvaguardia del territorio. Dipendenti “pubblici” dovreste essere mandati a casa, fine delle consulenze e “collaborazioni” con “esperti” pr e associazioni ambientaliste (sempre la stessa)! Che la corte dei conti, la procura della Repubblica vi faccia saltare con tutti i denti! Altro che proroghe!

  7. Franco
    agosto 29, 2013 alle 1:57 PM

    Oggi leggo l’ennesima scemenza di Contini a difesa dell’operato dell’ente: « si stanno affinando sempre più gli strumenti di prevenzione e contenimento», sottolinea il sindaco Mauro Contini, presidente del Parco. «desidero ribadire che il Parco ha un Piano antincendio e tutte le attività di prevenzione e lotta, realizzate con il concorso di diversi organismi, sono in capo unicamente all’Ente che ne detiene la regia. Ovviamente il parco è vasto e gli uomini a disposizione non sono tantissimi. Un’attività importante, che si sta affinando anche con l’ausilio di nuovi mezzi di controlli come il sistema di videosorveglianza».
    Per quanto concerne la videosorveglianza parrebbe che sul sito dell’ente ci siano addirittura le telecamere rivolte ai “baby fenicotteri”. Insomma in quel posto gli impiegati sembra che abbiano proprio voglia di giocare. Intanto l’ecosistema va a carte ’48. Nonostante questo i giornalisti continuano a dare credito a quattro scemenze dette da un rappresentante istituzionale, che secondo me non sa neanche di cosa parla. Dubito che i cittadini credano a queste dichiarazioni di efficienza , ma resta comunque un pessimo servizio di informazione anche quello operato dai giornalisti.

  8. agosto 30, 2013 alle 2:57 PM

    da L’Unione Sarda, 30 agosto 2013
    I conti in tasca all’ente Parco: sono in arrivo altri 14,5 milioni dalla Regione. La voragine Molentargius. In 20 anni spesi 53 milioni. Il direttore sta in hotel. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130830085222.pdf

    —————————

    Il tour. Tante contraddizioni. Luogo meraviglioso, ma in troppe zone domina il degrado: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130830085328.pdf

    ———————————–

    Lo scorso anno i lavoratori interinali occuparono l’edificio“Sali Scelti”. Il motore sono i precari.
    I naturalisti dell’oasi hanno tutti contratti a termine: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130830085258.pdf

  9. agosto 31, 2013 alle 3:13 PM

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  10. settembre 1, 2013 alle 12:06 PM

    “il personale del Parco di Molentargius” chi? I comunicati stampa si sottoscrivono con nome e cognome.
    L’intervento svolto è stato opportuno, doveroso.

    da Casteddu online, 1 settembre 2013
    Alluvione, l’ira degli operatori di Molentargius: “Pagherà il Parco”. Il personale è intervenuto per tentare di far defluire le acque: http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/8473/alluvione-l-ira-degli-operatori-di-molentargius-paghera-il-parco.html

  11. Franco
    settembre 4, 2013 alle 10:26 am

    Nonostante questo ente sia molto conosciuto per sprechi, assunzioni stravaganti, nomine di direttori in barba a concorsi indetti dallo stesso ente (ma tanto i vertici dell’Assemblea mica sono tenuti a essere trasparenti…), il Presidente Contini continua a difendere l’indifendibile e qualche giornalista maldestro non fa altro che offrire spazio alle note stampa a difesa dell’esistente. Se soltanto la magistratura intervenisse per davvero. Quel posto è una pozzanghera a cielo aperto e pensano addirittura al gabinetto del presidente, ufficio relazioni esterne. Mettessero anche una discoteca chiuderebbero il cerchio per quanto concerne una pianta organica a dir poco stravagante. In questa pagina altre interessanti news http://economia.panorama.it/Alitalia-l-agonia-colpevole-per-colpevole

  12. settembre 4, 2013 alle 2:50 PM

    da L’Unione Sarda, 4 settembre 2013
    Mentre la Procura indaga sui convegni, autorizzata la crescita dello staff della dirigenza del parco.
    Molentargius, tutte le spese dell’ente. Ogni mese 5700 euro per l’Infopoint e 1000 per la custodia dei cani. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130904085410.pdf

    ——————————————-

    Parla il presidente Mauro Contini: «Niente sprechi, siamo rigorosi»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20130904085523.pdf

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