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Niente “Costa Smeralda 2”, solo stazzi ristrutturati.


Arzachena, Costa Smeralda, lavori di ampliamento dell'Hotel Romazzino

Arzachena, Costa Smeralda, lavori di ampliamento dell’Hotel Romazzino

La montagna ha partorito il topolino.

Come previsto da mesi.

La Qatar Holding, il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci, il Sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda, il Sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, progettisti, urbanisti e contorni vari sono degli allegri burloni, simpatiche canaglie.

Questo è il senso dell’approvazione, in sede di conferenza di servizi, della ristrutturazione – e non trasformazione – di tre stazzi nell’entroterra di Razza de Juncu, in Comune di Olbia (OT), per conto della Qatar Holding.

L’aveva preannunciato la nota del Comune di Arzachena – S.U.A.P. prot. n. 23144 del 25 giugno 2013, con la quale vien detto al Servizio valutazione impatti (S.A.V.I.) della Regione autonoma della Sardegna che “agli atti … non risulta presentato alcun programma di investimenti turistico-edilizi da Soc. immobiliari facenti capo alla Qatar Holding”, ma solo “singole richieste di ampliamento di fabbricati ‘rurali’ ubicati fuori dal centro urbano (e/o frazioni) ai sensi della L.R. n. 4/2009 (Piano Casa)”.

E gli interventi immobiliari sbandierati per mesi come il toccasana per l’economia sarda con ben un miliardo di euro di investimenti?

Arzachena, Costa Smeralda, Stazzo Ghilardi

Arzachena, Costa Smeralda, Stazzo Ghilardi

Dove sono 500 mila “nuovi” metri cubi, un hotel Harrods (150 stanze) a Liscia Ruja, uno al Pevero (90 stanze), un family hotel (200 stanze), uno per clientela giovane (90 stanze), 70 residenze di lusso, 30 di extra-lusso, una pista di go-kart, il restyling dei quattro hotel “storici”, l’antropizzazione, pardon, la valorizzazione di zone ora integre (Razza de Juncu e Monte Zoppu)?

Arzachena, Costa Smeralda, Stazzo Ghilardi, simulazione progettuale

Arzachena, Costa Smeralda, Stazzo Ghilardi, simulazione progettuale

Solo 27 ristrutturazioni di altrettanti stazzi (dei quali tre nel territorio comunale olbiese), già presentate all’approvazione in base al piano per l’edilizia.

Delle due l’una: o il piano da un miliardo di euro della Qatar Holding è una balla colossale oppure si tratta di un banale tentativo di aggirare normative comunitarie, nazionali, regionali nonché la giurisprudenza costante che richiedono la valutazione unitaria degli impatti sull’ambiente del complessivo programma di interventi turistico-edilizi.

Eppure il Servizio valutazione impatti della stessa Regione, in seguito ai ricorsi ecologisti, è stato chiaro (note nn. 3167 del 28 febbraio 2013 e 5813 del 13 marzo 2013): stop alle ruspe fino all’esito delle procedure di valutazione di impatto ambientale previste dalla legge.

Ovviamente ogni passo sarà attentamente seguito e valutato, poi seguiranno le azioni necessarie.

Ciò significa che, se arriveranno altri progetti annunciati, ci saranno le risposte adeguate.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra e Lega per l’Abolizione della Caccia

nota Servizio SAVI RAS su Costa Smeralda 2, feb. 2013

A.N.S.A., 24 agosto 2013

Sì al Qatar, recupero stazzi C.Smeralda. Consentiti ampliamenti ma progetti ridimensionati.

OLBIA, 24 AGO – Primo via libera al piano di investimenti da un miliardo di euro proposto dall’emiro del Qatar in Costa Smeralda. Sindaco di Olbia Giovannelli e assessore all’Urbanistica Careddu danno conto dell’esito positivo della Conferenza di servizi con l’autorizzazione per il recupero e l’ampliamento di 3 stazzi: in un caso del 14% e negli altri due del 21%, per un totale di 159 metri cubi. Il progetto iniziale ha, quindi, subito un ridimensionamento nell’ambito della legge regionale sul Piano casa.

 

 

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 24 agosto 2013

Turismo » la Sardegna e gli emiri. Stazzi in Costa primo sì al QatarOlbia: consentiti gli ampliamenti con progetti ridimensionati. Ad Arzachena attesa la decisione sul restyling di 24 edifici.  Luca Rojch 

OLBIA.  Più stazzi che ville. Più Gallura che Costa Smeralda. Niente piscine o spacconate da archistar lontane dalla storia edilizia del nord dell’isola. Il via libera lascia l’amaro in bocca all’emiro, e sgasa un po’ il mattone champagne del Qatar. Il primo sì al piano da un miliardo di euro del regno che galleggia sul petrolio arriva dalla conferenza di servizi che doveva decidere sull’ampliamento di tre stazzi alle spalle di Razza di Juncu. La quota olbiese del mega piano dell’emiro per cambiare il volto alla Costa Smeralda. Ma per i munifici nuovi padroni della fabbrica del turismo è una vittoria a metà. Il placet fa in qualche modo giurisprudenza e spiana la strada alla parte più pregiata e impattante dell’intervento, i 24 stazzi che si trovano nel Comune di Arzachena, vero cuore della Costa Smeralda. Ma il via libera è arrivato solo dopo un ridimensionamento dei progetti. L’intervento sarà di tipo conservativo. Si applica il Piano casa, l’emiro si assicura i metri cubi in più, ma gli stazzi saranno più galluresi che smeraldini. Niente piscine ed eccessi architettonici. La Soprintendenza impone una lettura più filologica della costruzione. Sembra per ora scongiurato il pericolo di travestire le ville da stazzi contemporanei. Sembra. Perché le carte nei dettagli sono ancora riservate. Il via libera è arrivato senza troppo entusiasmo da parte del Comune. Il sindaco Gianni Giovannelli e l’assessore all’Urbanistica Carlo Careddu volevano avere maggiori rassicurazioni sul tipo di intervento, e sulla filosofia globale del piano di investimento del Qatar. Il Comune vuole ancora capire quali saranno le ricadute economiche per il territorio. E vuole avere la certezza che vengano garantiti l’integrità dell’ambiente e l’identità dei luoghi. Ma nella conferenza a decidere è stata la Soprintendenza, che ha dato il suo via libera, e la Regione, attraverso i suoi uffici. Una beffa per la parte politica, rimasta a fare quasi da spettatore. Si attendono ancora i dettagli del progetto del Qatar. L’intervento mirabolante per ora si è concretizzato solo in un modesto Piano casa. Un procedimento in cui la politica non può entrare da protagonista, al massimo sbirciare da dietro la porta. L’iter è del tutto tecnico. Il Qatar ha promesso di investire un miliardo di euro. Per ora ha dato vita solo all’ampliamento dei quattro hotel a 5 stelle nel cuore della Costa Smeralda. Ma c’è anche un progetto per costruire 4 nuovi alberghi superlusso. Tre, di cui uno marchiato Harrods, saranno nel comune di Arzachena, la Costa Smeralda è tutta là. Un altro verrà tirato su alle spalle di Razza di Juncu. Ad Arzachena l’emiro vuole trasformare anche 24 stazzi in ville per nababbi. Il Comune ha già fatto capire che sarà difficile. Tutte ipotesi, per ora. Di concreto c’è solo l’ok per l’intervento a Olbia. Il via libera alla ristrutturazione dei tre stazzi è arrivato dopo una serie infinita di rinvii, una trattativa durata quasi un anno. Al tavolo i tecnici del Comune, la Soprintendenza, la Regione e la proprietà. Più volte l’ok è stato rimandato per l’assenza della risposta del Savi, il Servizio di sostenibilità ambientale della Regione, che valuta se i progetti devono essere sottoposti a valutazione ambientale strategica, Vas, e valutazione di impatto ambientale, Via. Questi progetti, pensati durante la gestione americana di Tom Barrack e fatti propri dal Qatar con un’operazione di copia e incolla, sono l’unico segno di vita dell’esotico masterplan. Al di là dei proclami per ora l’emirato si è limitato a fare la fila allo Sportello unico per le Attività produttive del Comune di Olbia e a presentare tre richieste di piano casa per tre stazzi da trasformare. Due nella fascia dei mille metri, che dovevano avere una crescita volumetrica del 30%. Miracoli del piano casa. Uno nella fascia dei 300 metri dal mare si limitava a una crescita del 20%. Ma la pratica è diventata pesantissima. Ora l’ok non solo consente all’emiro di mettere al lavoro i suoi muratori, ma in un certo senso traccia la strada per la parte più massiccia dell’intervento. Forse neanche a Doha festeggiano troppo. I signori del lusso, del successo dell’eccesso, potrebbero trovare poco intriganti gli stazzi galluresi scremati di volte a crociera, archi gotici, colonne romane, prati all’inglese e piscine smeraldine.

 

 

Arzachena, Costa Smeralda, simulazione progettuale ville di lusso

Arzachena, Costa Smeralda, simulazione progettuale ville di lusso

 

 

I favorevoli. Dalla Regione a Briatore.

Scontato l’entusiasmo dell’emiro al suo piano da un miliardo di euro. La Regione ammicca, il governatore Ugo Cappellacci si è mostrato disponibile a smussare le asperità del Ppr che rendono sogni di carta i progetti dell’emiro. C’è anche chi punta tutto sulle possibilità occupazionali degli investimenti stranieri. Un miliardo di euro è linfa in un sistema produttivo decotto, che non crea più posti di lavoro. I sindacati, anche se con cautela, sperano che il piano decolli, affascinati più dalle possibilità di occupazione che dal progetto in sé. Ma c’è chi spera che il Qatar possa riempire il carrello della spesa nel supermarket Sardegna. Tanti i prodotti in offerta speciale. Da Meridiana al San Raffaele, alle fabbriche schiantate dalla crisi, a tutti i paradisi selvaggi dell’isola che amministratori illuminati vorrebbero trasformare in nuove capitali del turismo. A sostenere la politica del lasciar fare anche il Flavio Briatore, che in un tweet un po’ incerto e colorito se la prende con i detrattori del presidente Cappellacci e dà il suo pieno sostegno al governatore in missione in questi giorni ad Abu Dhabi.

 

 

Sardegna, macchia mediterranea sul mare

Sardegna, macchia mediterranea sul mare

 

 

I contrari. Ambientalisti in trincea.

Il piano del Qatar per ora ha fatto il pieno di critiche e paletti. In trincea ci sono gli ambientalisti. Su tutti il Gruppo di intervento giuridico che più volte ha sollevato dubbi sull’impatto dei progetti di ampliamento della Costa Smeralda. Con loro una fascia di intellettuali che temono più gli effetti collaterali che i benefici di una politica di espansione. Ma in un certo senso anche i Comuni di Arzachena e Olbia mostrano molti dubbi. Alberto Ragnedda, che si trova a gestire la fetta più grossa degli interventi, per ora ha distribuito più no che via libera. Bocciato l’acquafan a Liscia Ruja, considerato più o meno come una eresia. Neanche presa in considerazione la possibilità di costruire a Monti Zoppu, sancta sanctorum del cuore verde della Costa Smeralda. Bloccati gli interventi su almeno due stazzi, considerati identitari. Ma Ragnedda ha fatto capire che si tratterà per ogni metro quadrato. Per ora ha fatto inserire nel piano la creazione di una scuola per manager. Anche il Comune di Olbia ha mostrato freddezza. Il sindaco Gianni Giovannelli, ma anche l’assessore Carlo Careddu e il deputato Gian Piero Scanu, vogliono conoscere l’intervento nella sua globalità, prima di dire sì.

 

 

rustico edilizio

rustico edilizio

 

 

 

Cappellacci: via i visti per gli arabi nella Ue. Rilievo alle iniziative del governatore sul quotidiano The National. Il 30 sarà dagli sceicchi ad Arborea.

CAGLIARI. «Il presidente della Regione Sardegna ha chiesto all’Ue di concedere prima possibile ai cittadini degli emirati arabi la possibilità di entrare senza visto in tutti i Paesi dell’area Schengen». Lo scrive il quotidiano di Dubai in lingua inglese The National, che dà ampio spazio alla visita del governatore, conclusa ieri con la partenza per la Sardegna. «Sono totalmente a favore di questo provvedimento perché sarà una grande opportunità sia per gli emirati sia per l’Europa e specialmente per la Sardegna», ha dichiarato ancora Cappellacci ai giornalisti arabi. I redattori, negli articoli sui colloqui di tre giorni, ricordano come il presidente sia arrivato laggiù «per promuovere investimenti e opportunità turistiche e per incontrare funzionari del governo di Dubai». Ha infine detto che il suo piano di sviluppo per il turismo «includerà tariffe agevolate a partire da ottobre per rendere più conveniente visitare la Sardegna». Nell’annunciare poi che sarà presente ad Arborea il 30 al Forum sull’allevamento del cavallo sportivo, in programma all’Horse Country, dove incontrerà il principe ereditario del Dubai, ha replicato ancora alle polemiche sollevate da Sel sul suo viaggio: «Quando nel goffo tentativo di attribuire responsabilità ad altri, si elencano i mali della Sardegna, non si fa altro che ricordare i fallimenti collezionati quando hanno ricoperto in prima persona ruoli di primo piano». «Io – ha concluso –non ho tempo per curarmi di costoro, che peraltro ho perso di vista dalla scena politica, almeno da quella operativa perché in quella parolaia non hanno rivali».

 

 

Gallura, stazzo

Gallura, stazzo

 

 

 

“Lu stazzu”, per secoli casa e azienda degli agricoltori galluresi.

Lo stazzo è un insediamento rurale tipico. Il termine deriva dal latino “statio” (luogo di sosta, dimora). È presente nel nord della Sardegna – dove in Gallura è conosciuto come lu stazzu – in Corsica e, seppur con usi diversi, anche nel centro-sud d’Italia. In Gallura lo stazzo (nella foto un edificio ristrutturato) è stato il fulcro della vita rurale di migliaia di pastori-agricoltori per centinaia di anni. Indica al tempo stesso l’azienda contadina e la costruzione in cui abita il proprietario ed è costituito da un’abitazione di forma rettangolare costituita da blocchi di granito e all’interno suddivisa in massimo due ambienti, ma più spesso da un monolocale. All’esterno erano spesso annessi il forno (lu furru) e un piccolo magazzino (lu pinnenti). Raramente un edificio nato come stazzo si eleva oltre il piano terreno, e in questo caso viene definito palazzo (lu palazzu). Un insieme di stazzi formavano la cussorgia (la cussogghja), un’entità geografica e sociale unita da vincoli molto forti di amicizia e collaborazione. In Abruzzo lo stazzo (in dialetto jacce) è il luogo dove si tengono le pecore e tutto ciò che occorre per la loro custodia in montagna. Fino al recente passato questi luoghi erano utilizzati solo d’estate, quando le greggi sostavano in montagna di ritorno dalla transumanza.

 

 

Alghero, Bastioni e centro storico

Alghero, Bastioni e centro storico

 

 

 

«Non solo Alghero, masterplan per tutto il nord-ovest sardo». Enrico Daga pensa a un grande programma d’investimenti Macciocu: «Gli sceicchi? Prima i piani dei nostri albergatori».  Gianni Olandi

ALGHERO. «Il capitale privato è oggi l’unico in grado di sostenere gli investimenti e noi abbiamo l’obbligo di guardare con attenzione a queste opportunità liberandoci una volta per sempre dai tabù» .Enrico Daga, assessore alla Programmazione della Provincia di Sassari, presidente del Sistema turistico locale, sulla ipotesi degli investimenti arabi sul territorio non ha alcun dubbio : «Se un meccanismo di rilevanza economica internazionale, come nel caso della multinazionale di Dubai, è interessato a investire, che abbia il turbante, il saio o il colbacco, deve essere ascoltato con attenzione, soprattutto nel rispetto delle nostre collettività – sottolinea Daga – A noi amministratori pubblici viene chiesto di sviluppare opportunità, e nessuno si sogna di voler vedere il passaporto degli investitori». L’assessore aggiunge poi con convinzione : «Non abbiamo più l’anello al naso, gli errori delle generazioni che ci hanno preceduto li conosciamo bene, non c’è quindi ragione per scatenare guerre sante, inutili, fine e a se stesse. Dobbiamo dare risposte, confrontarci con tutti. Il vero petrolio lo abbiamo noi, e se verso questo “prodotto” c’è attenzione a livello internazionale, significa che abbiamo in mano le carte giuste per sfruttarlo, a impatto zero, sia ben chiaro». Daga accenna a un progetto complessivo, extra territoriale, quindi di dimensioni provinciali. «Serve un master plan per l’area Nord-Ovest della Sardegna – dice – Questo deve essere l’obiettivo nel quale inserire le nostre eccellenze, e ne abbiamo tante, rilanciando il riuso dell’esistente. Si pensi al palazzo dei congressi di Maria Pia e a Surigheddu e Mamuntanas, l’importate è coinvolgere le nostre realtà più operative ed efficienti, a cominciare dall’aeroporto». L’assessore provinciale alla Programmazione pare affezionato soprattutto al concetto di «mandare in archivio gli estremismi», con riferimentoalla recente polemica Cappellacci-Piras. «Dobbiamo essere convinti soprattutto noi delle nostre potenzialità – prosegue – a forza di dire no a tutto e a tutti oggi non sappiamo più che risposte dare alla gente che ci chiede lavoro». Ma Daga ammette anche : «È vero che non abbiamo un progetto di sviluppo complessivo: siamo in ritardo pesantissimo, se dovessimo sederci a un tavolo qualificato di confronto lo dovremo fare, purtroppo, con una visione ristretta, senza un orizzonte delineato che le risorse finanziarie possono rapidamente rendere operativo». Il venticello di possibili investimenti di petrodollari sulla Riviera del Corallo non scalda invece più di tanto il cuore del presidente regionale di Federalberghi Sardegna, Giorgio Macciocu. «È evidente che come imprenditori non abbiamo remore quando si presentano opportunità di investimenti per il nostro territorio – dice in premessa – Ne siamo naturalmente felici, anche nella presunzione che da questi investimenti giungeranno ricadute diffuse per tutti. Ma non possiamo chiudere gli occhi e cominciare a sognare: le nostre strutture ricettive da anni attendono risposte dalle istituzioni regionali per procedere alla loro riqualificazione e ristrutturazione, per essere messe nelle condizioni di affrontare con nuovi servizi mercati internazionali sempre più competitivi». «Ebbene vuoi per le norme urbanistiche vigenti, vuoi per il piano paesaggistico regionale, c’è sempre una ragione per impedire di poter realizzare nei nostri impianti una sala convegni, uno spazio per l’intrattenimento, una piscina coperta, o di aumentare la capacità ricettiva, per citare alcune delle situazioni più macroscopiche – incalza Macciocu – E allora ben vengano russi, arabi, altriinvestitori internazionali, ma perché non cominciare a favorire le imprese sarde, quelle che sono sulla breccia da sempre, che hanno già i progetti e che per prime hanno a cuore la difesa dell’ambiente ben sapendo che da questo bene prezioso nasce la garanzia del futuro delle loro aziende?».

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

(simulazioni progettuali da La Nuova Sardegna, foto per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. agosto 25, 2013 alle 9:25 am

    da La Nuova Sardegna, 25 agosto 2013
    Turismo e cemento. Stazzi, il Qatar corregge i progetti per Arzachena. Accolti i rilievi del Comune: piscine distanti dalle case, no ad archi e pilastri Il piano casa permette ampliamenti fino al 30 per cento (10% vicino al mare). (Serena Lullia)

    ARZACHENA. Le immagini degli stazzi smeraldinizzati sono solo un ricordo. Progetti cestinati. La Qatar holding accoglie le indicazioni arrivate dall’ufficio tecnico del Comune di Arzachena su come ristrutturare i 24 stazzi che sorgono nei terreni della Costa Smeralda. Indirizzi precisi, un vademecum che riassume la filosofia del restyling delle antiche case galluresi secondo la giunta di Alberto Ragnedda. Più stazzi meno ville. Nessun pilastro di granito, né archi smeraldini o piscine all’ingresso. Gli ampliamenti saranno del 10 per cento se gli edifici si trovano nella fascia dei 300 metri, fino a un massimo del 30 per cento se sorgono verso l’interno, e dovranno essere realizzati alle spalle della parte storica. Le piscine dovranno stare a una certa distanza dallo stazzo e gli elementi dell’ampliamento potranno reinterpretare in chiave moderna lo stile dello stazzu. Le parti storiche dovranno seguire una ristrutturazione il più possibile vicino alla tradizione. I tecnici dell’emirato qatarino in questi mesi hanno ripreso in mano i vecchi progetti, ereditati dalla gestione della Costa Smeralda di Tom Barrack, e li hanno cestinati. Si sono quindi rimessi al lavoro ridisegnando il futuro dei 24 edifici (alcuni dei quali definiti impropriamente stazzi perché case degli attrezzi o fienili di 20, 30 metri quadri), in base alle nuove regole dettate dal Comune. Una collaborazione che ha prodotto i primi quattro nuovi progetti. Gli incartamenti sono già stati depositati allo Sportello delle Attività produttive e sono in attesa della convocazione della conferenza di servizi, procedura prevista dalla legge per concedere gli ampliamenti in base al Piano casa. Solo allora saranno sottoposti all’esame incrociato dell’ufficio tecnico, della Soprintendenza e dei tecnici della Regione. La politica potrà fare solo da spettatore. Nei nuovi progetti sono spariti i pilastri di granito, le verande con pergolati non alla gallurese, volte a crociera, travi in castagno. In ogni caso prima di fissare la data della conferenza di servizi verrà fatto un sopralluogo congiunto di tecnici comunali e qatarini per esaminare le condizioni degli stazzi e verificare in che modo i nuovi progetti possano integrarsi nel paesaggio. Ma l’ufficio tecnico prepara anche un altro elenco di suggerimenti stilistici e architettonici per alcuni speciali stazzi, quelli che il sindaco Alberto Ragnedda considera identitari, anche se non riconosciuti come tali dall’elenco regionale allegato al Ppr. Pezzi di storia della cultura arzachenese come lo stazzo Ghilardi, di proprietà di Salvatore Ghilardi, il mister miliardo che vendette alcuni fra gli ettari più pregiati della Costa Smeralda al principe Karim Aga Khan. O come quello di Monti Zoppu, inserito in una zona pregiata dal punto di vista ambientale. Per questi si pensa a una ristrutturazione filologica e senza piscine. L’amministrazione ha chiesto al Qatar che dopo la ristrutturazione li ceda al Comune per inserirli in un percorso storico-culturale-naturalistico. «Con il Qatar sono in corso degli incontri tecnici – spiega il sindaco Alberto Ragnedda –. Noi abbiamo dato degli indirizzi filosofici sul restyling degli stazzi che coincidono con la nostra più generale idea di sviluppo. Rispetto della tradizione, dell’identità, dell’ambiente, valori che rendono esclusiva e unica la Costa Smeralda. La disponibilità al dialogo dei qatarini conferma che il loro progetto è coerente con la nostra idea di sviluppo».

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    Gli ecologisti: dove sono gli investimenti per la Costa Smeralda 2?

    «Niente Costa Smeralda 2 ma solo stazzi ristrutturati in base al piano casa». È il commento del Gruppo di intervento giuridico all’approvazione degli interventi della Qatar Holding in Gallura. «Come previsto da mesi», afferma il responsabile dell’associazione ecologista Stefano Deliperi, «la montagna ha partorito il topolino. E gli interventi immobiliari sbandierati per mesi come il toccasana per l’economia sarda con ben un miliardo di euro di investimenti?» chiede Deliperi che domanda anche dove siano «500mila nuovi metri cubi, un hotel Harrods (150 stanze) a Liscia Ruja, uno al Pevero (90 stanze), un family hotel (200 stanze), uno per clientela giovane (90 stanze), 70 residenze di lusso, 30 di extra-lusso, una pista di go-kart, il restyling dei quattro hotel storicì e l’antropizzazione, pardon, la valorizzazione di zone ora integre (Razza de Juncu e Monte Zoppu)». In pratica restano «solo 27 ristrutturazioni di altrettanti stazzi». Secondo gli ecologisti «delle due l’una: o il piano da un miliardo di euro della Qatar Holding è una balla colossale oppure si tratta di un banale tentativo di aggirare normative comunitarie, nazionali, regionali nonchè la giurisprudenza costante che richiedono la valutazione unitaria degli impatti sull’ambiente del complessivo programma di interventi turistico-edilizi».

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    E Olbia chiede un vero piano di sviluppo. Dopo il via libera alla ristrutturazione di tre stazzi, l’amministrazione dice no a interventi isolati.

    OLBIA. Il primo via libera agli investimenti del Qatar è arrivato da Olbia. Sulla piccola fetta di Costa Smeralda che ricade fuori dai confini di Arzachena il Fondo sovrano ha ottenuto il via libera alla ristrutturazione e all’ampliamento di tre stazzi. Un placet non politico, arrivato nella conferenza di servizi a cui erano seduti la Soprintendenza, l’ufficio tecnico del Comune e della Regione. Un via libera non senza polemiche. L’amministrazione, tagliata fuori per legge dall’iter del Piano casa, chiede che il Qatar presenti non interventi edilizi isolati, ma un vero progetto di sviluppo. Nel piano di investimento da un miliardo di euro che il petroemirato intende realizzare, è previsto un hotel sulla parte olbiese, alle spalle di Razza di Juncu. Altri tre alberghi sulla Costa Smeralda di Arzachena più un centinaio di ville e una scuola per manager del turismo. Tutti progetti rimasti virtuali. «Il piano di investimenti proposto dal Qatar dovrà al più presto essere chiarito in ogni aspetto dai suoi proponenti – dichiarano in una nota il sindaco Gianni Giovannelli e l’assessore all’Urbanistica Carlo Careddu –. Non ci interessano gli interventi edilizi isolati, ma un vero e proprio progetto di sviluppo che abbia significative e durature ricadute socio-economiche sul territorio di Olbia e della Gallura, e ne sappia esaltare il patrimonio identitario e ambientale. Solo a queste condizioni gli investitori del Qatar troveranno nel Comune di Olbia un interlocutore presente e propositivo». Intanto il fondo qatarino incassa l’ok all’ampliamento dei tre stazzi olbiesi. «Si è trattato della pedissequa applicazione della legge regionale sul Piano casa – sottolinea Giovannelli –. Che ha consentito il recupero e l’ampliamento in un caso del 14 per cento e negli altri due del 21 per cento. In tutto 159 metri cubi. Via libera indipendente dalla volontà della politica locale, esclusa per legge dal procedimento autorizzatorio. Il progetto originario è stato ridimensionato ed epurato di tutti quegli elementi lontani dalla tipologia dello stazzo gallurese e dalla storia del nostro paesaggio».

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    Indipendentisti. Cappellacci-emiri, attacco dell’iRS.

    «Il presidente Cappellacci supplica lo Stato del Qatar di acquisire beni per un miliardo e allo stesso tempo regala un miliardo ogni anno ai signori del vento»: l’iRS (indipendèntzia Repùbrica de Sardigna) interviene dopo la missione di tre giorni negli Emirati Arabi Uniti del presidente della Regione per incontrare governanti e investitori e mettere le basi per nuove iniziative economiche e turistiche dopo quella avviata già da molti mesi con il passaggio della Costa Smeralda dal finanziere americano Barrack all’emiro del Qatar. «Un miliardo di euro di investimento – proseguono gli indipendentisti – può essere decodificato come la manna dal cielo. Forse in tanti non sanno che tutti gli impianti eolici e fotovoltaici installati in Sardegna, sistematicamente gestiti da privati o multinazionali, producono esattamente un miliardo di euro ogni anno lasciando alle comunità lo 0,6%».

  2. Marcello Madau
    agosto 25, 2013 alle 10:45 am

    Vi posto la mia nota di facebook (https://www.facebook.com/notes/marcello-madau/stazzi-loro-stazzi-nostri/515979715147995)

    Non so se Ugo Cappellacci sia andato in Qatar con la sua flotta sarda sovranista, ma mi pare che il concetto della zona franca che sostiene sia sempre più chiaro.

    La proposta di consentire la trasformazione degli stazzi in ville o residences affidandoli ai nuovi investitori arabi è un salto di qualità assai rivelatore delle idee di sviluppo sue e della sua maggioranza per la Sardegna. Non si tratta di aggredire una singola architettura, o un tratto di costa, bensì un sistema di insediamento, di cui lo stazzo è espressione architettonica.

    Ci auguriamo che la valutazione alla quale è chiamata la Soprintendenza non si limiti alla sola tutela architettonica, ma colga, nel contesto prima indicato, la più ampia questione ambientale.

    L’attacco al paesaggio culturale sardo ha un segno profondo.

    Credo che sìa molto utile e urgente costruire non tanto e solo un assai giustificato no, sul quale dovremo muoverci con molta energia e intelligenza, ma una capacità di lettura del territorio sardo superiore a quella della speculazione.

    E’ una capacità che si sta costruendo, che ancora non c’è, che vive secondo me con più convinzione nelle menti di tanti.

    Anni fa ho proposto e seguito una tesi di un’attenta studentessa gallurese nella quale si immaginava una rete ecomuseale (esistono altrove, ma in Sardegna – territorio ideale – le reti ecomuseali e in sostanza gli ecomusei sono gravemente assenti) alla quale afferissero gli stazzi, con la loro storia ambientale e le loro produzioni, che sappiamo di nicchia e di qualità.

    Penso al miele, al formaggio, al pane, alle verdure, alle carni alle spezie e via dicendo. Alla costruzione dell’identità attraverso la storia delle nostre terre, alla visita che privilegi la qualità ambientale, il cibo buono, la cultura, perché gli stazzi vivono in un territorio di grandi paesaggi, di archeologia, di architetture, antichi eremi e parlate gentili.

    Ora, il problema non sarà soltanto quello di contenere la speculazione promessa e regalata dal Presidente identitario, ma di costruire – per gli altri stazzi se non impediremo per questi il misfatto progettato dal nostro ‘Pasqualino marajà’ – comunque un nuovo sistema di luoghi davvero diretto dalle comunità, che ne conservi la memoria paesaggistica e ne tragga ricchezza, e non da qualche contabile di petrodollari.

  3. capitonegatto
    agosto 25, 2013 alle 12:20 pm

    L’informazione e’ basilare, e il TG regionale potrebbe (volendo) dare un sano contributo alla comprensione di questo “affair”. La conduttrice del TG ne ha parlato di recente , dicendo pero’ pressoche’ nulla , e sottolineando con un bel sorriso che arrivava un miliardo !!!!
    Lo stesso sorriso che la illumina quando parla del Cagliari calcio e isa arenas !!

  4. agosto 25, 2013 alle 11:25 pm

    da L’Unione Sarda, 25 agosto 2013
    I miracoli del piano casa. (Caterina De Roberto)

    PORTO CERVO. Magìe del piano casa: butti giù una villa storica , in linea con l’architettura del luogo, e tiri su una costruzione nuova di zecca, lievitata al punto giusto. Come succede a Monti Tundi, Abbiadori. O trasformi in ville 27 stazzi galluresi come sta facendo l’emiro del Qatar.
    MONTI TUNDI. Il caso di Abbiadori è stato segnalato da due storiche frequentatrici della Costa Smeralda, Marta Marzotto e sua figlia Diamante. La concessione edilizia è stata rilasciata a marzo 2013 alla società Villamar per ampliamento di un fabbricato. La proprietaria, di fatto, è una ricca signora russa. «È un vero scempio», racconta Diamante Marzotto: «Anzitutto, la vecchia villa, che era bassa e discreta, è stata completamente rasa al suolo e il nuovo fabbricato è molto più vistoso e deturpante dal punto di vista paesaggistico. Impedisce la vista a mare da diversi appartamenti. Se poi, come si dice in giro, sarà rivestita in marmo, lo scempio sarà completo. È incredibile che sia concessa una cosa del genere e nessuno dica niente».
    IL QATAR. Intanto, grazie al piano casa, sono passate in sede di conferenza di servizi, le ristruttturazioni dei tre stazzi nel Comune di Olbia che presumibilmente apriranno la strada agli altri 24 di Arzachena. Non una gran cosa, in realtà: appena 159 metri quadri in tutto. «La montagna ha partorito un topolino», scrive il Gruppo di intervento giuridico: «Delle due l’una, o il piano da un miliardo di euro della Qatar Holding è una balla colossale oppure si tratta di un banale tentativo di aggirare le normative, nonché la giurisprudenza costante, che richiedono la valutazione unitaria degli impatti sull’ambiente del programma di interventi turistico-edilizi». Critico, ma per altre ragioni, anche l’architetto Enzo Satta: «Non sono contrario alla ristrutturazione degli stazzi, ma certamente non trasformandoli in ville con piscina. È indispensabile la programmazione urbanistica e l’intervento di tecnici che conoscano bene l’architettura del luogo e non è questo il caso». Colpa dell’emiro? «Mi viene da ridere al pensiero che il Qatar, con tutto quello che sta succedendo, si occupi di tre stazzi. L’operazione è frutto del vecchio staff del Consorzio».

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    Olbia. Il sindaco avverte: il Qatar chiarisca i suoi investimenti. Non piace a nessuno in Costa Smeralda la lottizzazione da 18.000 metri cubi che domina Porto Cervo: l’architetto Enzo Satta racconta com’è nata.

    OLBIA. «Il piano di investimenti del Qatar dovrà al più presto essere chiarito in ogni aspetto. All’amministrazione comunale non interessano gli interventi edilizi isolati, ma un vero e proprio progetto di sviluppo»: dopo il sì, tecnico, alla ristrutturazione di tre stazzi arriva la valutazione politica del sindaco Gianni Giovannelli e dell’assessore all’Urbanistica Carlo Careddu. Il piano, scrivono, dovrà avere «significative e durature ricadute socioeconomiche sul territorio. Solo a queste condizioni gli investitori del Qatar troveranno nel Comune di Olbia un interlocutore presente e propositivo». Quanto all’approvazione, «si è trattato della pedissequa applicazione della legge regionale Piano Casa che ha consentito il recupero e l’ampliamento – in un caso del 14 % e negli altri due del 21% – di 3 stazzi, indipendentemente dalla volontà della politica locale, esclusa per legge dal procedimento, ma sempre vigile e interessata a preservare l’identità del territorio».

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    Colata di cemento sulla Costa. Sulla collina 18.000 metri cubi grazie a un vecchio progetto.

    PORTO CERVO Lo chiamano tutti l’ecomostro di Liscia di Vacca : 18.000 metri cubi di puro cemento sulla collina che domina la Marina di Porto Cervo. Ignorarlo è impossibile, con la sua ingombrante sagoma che incombe sullo skyline della Costa Smeralda. Opporsi pure perché per la legge è tutto a posto. E, a quanto pare, anche per le regole di decoro e buon gusto che l’ex regno di Karim si è dato cinquant’anni fa, quando da queste parti costruivano Vietti e Couelle. Il villaggio ha ottenuto il via libera del comitato di architettura col voto contrario di Enzo Satta. «Dopo quel voto – racconta l’architetto – sono stato fatto fuori dal comitato».
    LA STORIA. È una storia che conosce bene il progettista di fiducia dell’Aga Khan che su quell’ipotesi di lottizzazione ci aveva lavorato molti anni fa. Il piano di fabbricazione di Arzachena – si parla degli anni Settanta – aveva previsto su quella collina 18.000 metri cubi. I terreni allora appartenevano all’Aga Khan. «Il principe mi incaricò di valutare che tipo di insediamento si potesse realizzare», racconta Satta: «Si fece un progetto di massima per circa 7.000 metri cubi, diecimila in meno del consentito. Era impensabile andare oltre. Ma poi non se ne fece niente». Nel frattempo la Costa Smeralda passò alla Starwood e l’Aga Khan uscì di scena. Il lotto venne ceduto a Enrico Preziosi (imprenditore dei giocattoli) in cambio della sua villa, che fu incorporata nell’hotel Pitrizza, e fu poi rivenduta a un’agenzia immobiliare. Oggi appartiene alla società Terra Gallurese ma si favoleggia di interessi di illustri personaggi del mondo della moda. La nuova società, in ogni caso, è andata avanti secondo l’iter previsto e nel 2006 ha ottenuto dal Comune di Arzachena la concessione edilizia. Il progetto è firmato da Gianni Gamondi, l’architetto – tra le altre cose – della Certosa. Si è tornati così all’originaria previsione di 18.000 metri cubi per 70 appartamenti. «Purtroppo – spiega ancora Enzo Satta – questo è uno di quei casi in cui non si comprende che la qualità, soprattutto in luoghi come la Costa Smeralda, rende più della quantità. È sbagliato anche come investimento. Al di là di questo, a stupirmi non è tanto l’imprenditore privato che agisce come crede. Ma la Sovrintendenza dov’era?».

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    INDAGINI. Puc di Arzachena. Villaggio Harrods: in banchina commercio vietato. (Maria Francesca Chiappe)

    PORTO CERVO. Il problema del villaggio Harrods di Porto Cervo è sostanzialmente uno: sorge in una zona, quella del porto vecchio, in cui è vietata ogni attività di commercio e vendita di prodotti. Il divieto, stando agli accertamenti dell’ispettorato di Tempio del Corpo forestale, sarebbe contenuto nel piano urbanistico comunale (Puc) di Arzachena. L’informativa consegnata ai primi di agosto alla Procura della Repubblica di Tempio (dove si è appena insediato il nuovo capo, Domenico Fiordalisi, proveniente da Lanusei) è chiara: non si tratta di un’attività non prevista ma espressamente vietata dal Puc. Da questa violazione urbanistica, penalmente rilevante, discendono tutte le altre, di tipo amministrativo, legate alla realizzazione dei gazebo temporanei sulle banchine del porto. Dunque, secondo la relazione dei Forestali, poco importa se le strutture installate questa estate dalla società Porto Cervo Marina srl del Qatar (che gestisce le concessioni demaniali) sono amovibili e se il 6 settembre si procederà con lo smontaggio dei 24 box in cristallo e lega progettati dall’architetto Giò Pagani: essendo vietato il commercio non potevano neanche essere sistemate le strutture. L’indagine della Forestale è partita all’inizio dell’estate dopo la segnalazione dell’avvocato Annamaria Busia (che ha allegato le foto dei gazebo e pure dei bagni chimici dietro Harrods) per conto di alcuni commercianti del centro storico di Porto Cervo: ora spetta al procuratore Fiordalisi decidere le mosse successive. La vicenda è, peraltro, diversa rispetto a quella che in aprile aveva convinto i carabinieri a mettere i sigilli al cantiere perché i lavori non corrispondevano al progetto approvato dal Comune: allora il giudice per le indagini preliminari di Tempio non aveva convalidato il sequestro e i lavori erano ripresi. Il “Prestige village” era stato inaugurato il 16 giugno con 22 boutique di lusso come Valentino, Hublot, Chopard, Bugatti e Maserati.Nessuno sapeva che, intanto, i Forestali si stavano muovendo per verificare se quanto indicato dall’avvocato Busia corrispondesse al vero. La segnalazione dei commercianti si soffermava anche sul fatto che i gazebo fossero stati realizzati – con l’autorizzazione del Comune di Arzachena – in zona H, in un’area cioè di «salvaguardia ambientale, rispetto e vincolo particolare».Ecco perché, secondo i Forestali, sono ravvisabili i reati di abuso edilizio oltre le violazioni paesaggistico-ambientali, urbanistiche e commerciali.

  5. agosto 26, 2013 alle 2:54 pm

    dal blog di Francesco Giorgioni, 25 agosto 2013
    PHI BEACH, EMIRI E INDIPENDENTISMI SENZA SPERANZA: http://francescogiorgioni.blogspot.it/2013/08/phi-beach-emiri-e-indipendentismi-senza.html

  6. agosto 26, 2013 alle 3:01 pm

    da Olbia Notizie, 24 agosto 2013
    Investimenti Qatar in Costa Smeralda. Reazioni Gruppo Intervento Giuridico. (Antonella Brianda) (http://www.olbianotizie.it/articolo-19093-investimenti_qatar_in_costa_smeralda_reazioni_gruppo_intervento_giuridico.aspx)

    OLBIA. A poche ore dalla notizia del via libera al piano di investimenti da un miliardo di euro proposto dall’emiro del Qatar in Costa Smeralda, arrivano le prime reazioni del Gruppo di Intervento Giuridico. “Niente ‘Costa Smeralda 2′ ma solo stazzi ristrutturati in base al piano casa”. E’ il commento degli attivisti. “Come previsto da mesi”, afferma il responsabile dell’associazione ecologista Stefano Deliperi, “la montagna ha partorito il topolino”. Il risultato – è scritto in un comunicato – era preannunciato da una nota del Comune di Arzachena con la quale viene detto al Servizio valutazione impatti della Regione che “agli atti … non risulta presentato alcun programma di investimenti turistico-edilizi da Soc. immobiliari facenti capo alla Qatar Holding”, ma solo “singole richieste di ampliamento di fabbricati ‘rurali’ ubicati fuori dal centro urbano (e/o frazioni) ai sensi della L.R. n. 4/2009 (Piano Casa)”.
    “E gli interventi immobiliari sbandierati per mesi come il toccasana per l’economia sarda con ben un miliardo di euro di investimenti?” chiede Deliperi che domanda anche dove siano “500 mila ‘nuovi’ metri cubi, un hotel Harrods con 150 stanze a Liscia Ruja, uno al Pevero con 90 stanze, un family hotel con 200 stanze, uno per clientela giovane con 90 stanze, 70 residenze di lusso, 30 di extra-lusso, una pista di go-kart, il restyling dei quattro hotel ‘storici’ e l’antropizzazione, pardon, la valorizzazione di zone ora integre di Razza de Juncu e Monte Zoppu”. In pratica restano “solo 27 ristrutturazioni di altrettanti stazzi, dei quali tre nel territorio comunale olbiese, già presentate all’approvazione in base al piano per l’edilizia”.
    Secondo gli ecologisti “delle due l’una: o il piano da un miliardo di euro della Qatar Holding è una balla colossale, oppure si tratta di un banale tentativo di aggirare normative comunitarie, nazionali, regionali, nonché la giurisprudenza costante che richiedono la valutazione unitaria degli impatti sull’ambiente del complessivo programma di interventi turistico-edilizi”.

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    da Liberissimo.net, 25 agosto 2013
    ATTUALITÀ » “Costa Smeralda 2”, solo stazzi ristrutturati: http://www.liberissimo.net/niente-costa-smeralda-2-solo-stazzi-ristrutturati/

  7. Per Agr geom. Francesco Mura
    agosto 26, 2013 alle 5:46 pm

    N°27 stazzi -venduti a Russi -possono essere un buon guadagno ,realizabile con poca spesa. Si vendono i gioielli della Sardegna, come sempre.
    P.S. La casetta in pietra edificata in località “malfatano” in Teulada dagli avi della Signora Culurgioni ,attuale proprietaria, è stata oggetto di richiesta con legge “4” per sostituzione della copertura in cattivo stato di conservazione. (dimensioni m.6.8x 4,0 ) . La richiesta è stata respinta.
    A poca distanza si possono ammirare i nuovi fabbricati ” di colta semplicità e raffinata sensibiltà” in stile -ministero marina – edificati dalla SITAS.

    Non resta che invocarsi a San Tonino ,patrono del Mc.

  8. agosto 27, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 agosto 2013
    Stazzi in vendita. La Soprintendenza blocchi lo scempio. Esistono norme vincolanti da far rispettare: oltre al Piano paesaggistico regionale anche la Convenzione europea del paesaggio. (Marcello Madau)

    Non so se Ugo Cappellacci sia andato in Qatar con la sua flotta sarda sovranista, ma mi pare che il concetto della zona franca che sostiene sia sempre più chiaro. La proposta di consentire la trasformazione degli stazzi in ville o residences affidandoli ai nuovi investitori arabi è un salto di qualità assai rivelatore delle idee di sviluppo sue e della sua maggioranza per la Sardegna. Non si tratta di aggredire una singola architettura, o un tratto di costa, bensì un sistema di insediamento, di cui lo stazzo è espressione architettonica. Risale, secondo gli studi, al Seicento, come forma di insediamento diffuso legato alla pastorizia corsa e a quella toscana, che si radicano in Gallura. Trova la sua lettura organica nel paesaggio e nell’insieme insediativo che vede anche la strutturazione di luoghi di culto e piccoli cimiteri. L’attacco al paesaggio culturale sardo ha un segno profondo. Si inserisce nella più generale filosofia attualmente perseguita dalla Regione Sardegna, che sembra riservare una particolare attenzione alla categoria dei “beni identitari”. Ci auguriamo che la valutazione alla quale è chiamata la Soprintendenza non si limiti alla sola tutela architettonica, ma colga, nel contesto prima indicato, la più ampia questione ambientale. Riflettendo sulle forme del paesaggio identitario e su concetti e norme ad esso riservato non solo nel PPR, ma prima ancora nella Convenzione Europa del paesaggio, nella legge 42/2004. Credo che sia molto utile e urgente costruire non tanto e solo un assai giustificato no, sul quale dovremo muoverci con molta energia e intelligenza, ma una capacità di lettura del territorio sardo superiore a quella della speculazione. E’ una capacità che si sta costruendo, che ancora non c’è, che vive secondo me con più convinzione nelle menti di tanti. Anni fa ho proposto e seguito una tesi di un’attenta studentessa gallurese nella quale si immaginava una rete ecomuseale (esistono altrove, ma in Sardegna – territorio ideale – le reti ecomuseali e in sostanza gli ecomusei sono gravemente assenti) alla quale afferissero gli stazzi, con la loro storia ambientale e le loro produzioni, che sappiamo di nicchia e di qualità. Penso al miele, al formaggio, al pane, alle verdure, alle carni, alle spezie e via dicendo. Alla costruzione dell’identità attraverso la storia delle nostre terre, alla visita diffusa che privilegi la qualità ambientale, il cibo buono, la cultura, perché gli stazzi vivono in un territorio di grandi paesaggi, di archeologia, di architetture, antichi eremi e parlate gentili. Ora, il problema non sarà soltanto quello di contenere la speculazione promessa e regalata dal Presidente identitario, ma di costruire – per gli altri stazzi se non impediremo per questi il misfatto progettato dal nostro “Pasqualino Marajà” – comunque un nuovo sistema di luoghi davvero diretto dalle comunità, che ne conservi la memoria paesaggistica e ne tragga ricchezza, e non da qualche contabile di petrodollari.

  9. settembre 1, 2013 alle 6:33 pm

    da Il Manifesto Sardo, 1 settembre 2013
    Dov’è la “Costa Smeralda 2”? (Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus): http://www.manifestosardo.org/dove-la-%E2%80%9Ccosta-smeralda-2%E2%80%9D/

  10. settembre 3, 2013 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 3 settembre 2013
    Il rischio di “svendere” pezzi di Sardegna agli emiri. In quei Paesi non sono garantite le libertà civili, il territorio sarà sottoposto ai loro controlli di sicurezza. Gli Emirati non sono neutrali nelle guerre. (Antonietta Mazzette)

    C’è qualcosa di sconcertante in questa aspirazione da parte del presidente Cappellacci e di diverse amministrazioni locali ad entrare nelle grazie di emiri multimiliardari. Cambiano i nomi degli emirati ma non mutano i due fattori che li accomuna: il troppo denaro e potere concentrati nelle mani di pochi; l’assenza di ogni più elementare riconoscimento di valori democratici e di diritti civili, a partire dall’uguaglianza tra donne e uomini. Questa aspirazione ad entrare nella corte degli sceicchi viene esibita trionfalmente in nome del bene della Sardegna. Peccato che ai sardi non venga mai chiesto il loro parere su che cosa essi intendano per “bene”. E in cambio che cosa viene offerto? Ampie parti di territorio (stazzi compresi), ovviamente tra quelle più pregiate sotto il profilo paesaggistico. In merito, il repertorio della giunta Cappellacci (ma purtroppo non è sola) è ricco e variegato: dalla revisione del Piano Paesaggistico Regionale alle 4 edizioni di Piano Casa, dai 25 campi da golf (in attesa di essere realizzati non appena si conclude l’iter di revisione del PPR) al recente decreto sugli usi civici. Possono esserci motivazioni diverse, ma l’esito finale che si raggiunge è solo uno: i vincoli all’uso del territorio sono sempre ingombranti e vanno allentati, quando non eliminati. E così possiamo concedere ampliamenti di stazzi e di alberghi extra-lusso, costruzioni di ville megagalattiche, mostruosità come quella di Liscia di Vacca di ben 18 mila mq, e se pensiamo agli usi civici, probabilmente si saneranno le centinaia di costruzioni abusive, situate a ridosso di coste e paesaggi straordinari, con buona pace di chi ha votato il decreto in nome di una restituzione amministrativa di queste terre ai comuni e senza riflettere adeguatamente sul nesso esistente in molti casi tra criminalità (vedi attentati) e occupazione di terre demaniali. Quale idea di futuro attraversa la mente di questi amministratori? E pensando alle proposte estive del sardo obbligatorio a scuola, in nome dell’identità sarda, chiedo: non è forse il territorio l’elemento-cardine che segna la nostra identità di sardi come specifica, unica e irripetibile? Provo a ragionare su due scenari possibili. 1.Degli sceicchi investono e ampie porzioni dell’Isola vengono privatizzate. Tralasciando gli aspetti legati alle trasformazioni territoriali, queste aree verrebbero blindate, diventando inaccessibili a chiunque non appartenga all’entourage dei nuovi proprietari. Non solo, giacché è necessario garantire sicurezza e privacy a un numero imprecisato di persone (sembra che gli sceicchi e, più in generale i ricchi, non viaggino mai da soli), i controlli verrebbero estesi anche a persone che transitano e vivono nei territori circostanti. Insomma, Cappellacci avrebbe deciso che anche in Sardegna si possono costituire delle forme di gated communities, ma, a differenza di quelle urbane che ritroviamo in Usa, queste riguarderebbero territori estesi della Sardegna. Si cederebbe la sovranità di una parte della Sardegna agli sceicchi, con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di diritti e comportamenti sociali che non ci appartengono. 2.Se parti consistenti vengono privatizzate dagli sceicchi, considerata la posizione della Sardegna al centro del Mediterraneo e considerato il quadro foscamente instabile in Paesi come l’Egitto, la Tunisia, la Siria, e così via, dove gli esiti della guerra tra fondamentalisti e moderati possono essere i più disparati, come si può cedere così “a cuor leggero” un pezzo dell’Isola, senza valutarne la pericolosità visto che non risulta che detti sceicchi siano soggetti neutrali rispetto a queste guerre civili? Questi elementi non dovrebbero indurre alla cautela e ad avere meno entusiasmo sui presunti investimenti? Nonostante l’antico detto latino, il denaro ha odore eccome…

  11. settembre 4, 2013 alle 3:00 pm

    tutto giusto, tranne sugli usi civici.
    Dispiace, ma la cantonata l’ha presa l’on. Sanna.
    I terreni appartenenti ai demani civici sono automaticamente tutelati con il vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera h, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e con il piano paesaggistico (art. 143 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).
    In base alla sciagurata legge regionale n. 19/2013 – il nuovo Editto delle chiudende – i Comuni possono attuare una “ricognizione” e puntare alla “sclassificazione” di terreni a uso civico (con ratifica regionale), con ciò privandoli della tutela del vincolo paesaggistico e della pianificazione paesaggistica.
    In parole povere, possono “svuotare” in parte il piano paesaggistico regionale, con buona pace dell’on. Sanna.

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    da La Nuova Sardegna, 4 settembre 2013
    Sanna: «Turismo e sviluppo? Le regole sono uguali per tutti. L’ex assessore all’Urbanistica: «I sardi all’estero rispettano le leggi, lo stesso deve valere per il Ppr» Niente scorciatoie. «La task force esterna alla Regione voluta per superare le resistenze interne». (Pier Giorgio Pinna)

    SASSARI. Niente scorciatoie per cementificare le coste. No a un rapporto di sudditanza nei confronti di sceicchi, emiri, tycoon internazionali. Vigilanza sui campi da golf. E, in ogni caso, rispetto assoluto di tutte le norme a tutela dell’ambiente. Non potrebbe essere più chiara la posizione di Gian Valerio Sanna, ex assessore regionale all’Urbanistica, padre del Piano paesaggistico all’epoca della giunta di centrosinistra guidata da Renato Soru (2004-2009). Oggi che si sente parlare di mille diversi escamotage per rilanciare il turismo, magari senza badare troppo a vincoli e divieti, l’esponente del Pd ripropone una ricetta semplice. Basata su un ponderato equilibrio tra crescita economica e difesa della natura. Ma fondata anche sull’esigenza di riformare tutto il riformabile sul piano della burocrazia per snellire le procedure e facilitare gli investimenti nell’isola. Ma quale sviluppo presuppone lo sbarco sulle coste sarde di operatori come gli arabi? «In un’economia globalizzata, che arrivino investitori arabi in Sardegna è fatto del tutto normale. Così come mi appare del tutto normale, per le società calcistiche italiane, essere acquistate da capitali stranieri». E allora qual è il problema? «Il punto è che mentre agli italiani all’estero è chiesto di rispettare le regole di quei Paesi, noi non pretendiamo che vengano osservate le nostre. E ci mostriamo spesso inclini a piegarle ad alcuni particolari interessi. Il che, in molti casi, mortifica persino la nostra competitività territoriale». Come proteggere l’ambiente sui litorali? «Le norme esistono già: sono quelle del Piano paesaggistico reginale. E dove non sarà la Regione a farsi carico del loro rispetto, bisognerà contare sul ruolo “concorrente” dello Stato e del ministero ai Beni culturali e paesaggistici». Che impostazione pensa intenda dare la Giunta Cappellacci a casi come le ristrutturazioni degli stazzi in Costa Smeralda? «Gli stazzi galluresi, a prescindere dalla volontà a senso unico fin qui manifestata dall’esecutivo regionale, sono individuati nel Ppr, agli articoli 48 e seguenti, come beni sui quali è possibile la sola manutenzione ordinaria e straordinaria. Per i corpi di fabbrica originari, poi, è espressamente prescritta la salvaguardia della loro integrità». In concreto che significa? «In questa logica la ristrutturazione degli stazzi, se tale resterà, non pregiudicherà la tutela prevista dalle norme. Ciò non equivale tuttavia a rendere possibili speculazioni, ampliamenti, scavi o altre cose di cui si è sentito parlare in queste settimane». Ma in che modo si possono conciliare le norme vigenti con le nuove tendenze, in particolare con i progetti che arrivano dal Qatar? «”Conciliare” è un termine sbagliato. Chi investe deve rispettare le regole esistenti: perché vengono prima le regole degli investimenti, e non gli investimenti prima delle regole». Qual è il suo giudizio sul moltiplicarsi d’iniziative per nuovi campi da golf? «Bisogna guardarsi intorno ed essere realisti. Io vedo il sistema finanziario mondiale in grave difficoltà e nel sistema golfistico non basta un singolo investitore per garantire che il circuito produca effetti economici rilevanti». Quindi? «Sicuramente il vecchio concetto di campi da golf ha sempre nascosto l’idea della speculazione con le doppie case ed è per questo che lo Stato e il Ministero dovranno sorvegliare una Regione in questa materia molto distratta». Più in generale: quale tipo di prospettiva intravede per la salvaguardia del territorio dell’isola, considerata la posizione del centrodestra di rivedere il Piano paesaggistico? «Una revisione del Ppr è auspicabile. Soprattutto per ridurre i livelli burocratici. Gli stessi che allungano le procedure facendo proliferare forme di libera interpretazione normativa spesso capaci di bloccare tutto. Si dovrebbe invece lasciare spazio ad automatiche applicazioni normative con una riduzione significativa dei luoghi delle decisioni». E poi? «Ormai la funzione culturale d’introdurre una mentalità meno incline alla devastazione sta producendo in Sardegna buoni frutti. Anche se non tutti hanno capito che il Ppr rappresenta per ogni Comune un tema da svolgere più che un insieme di vincoli per la provvisoria salvaguardia in attesa dei Piani urbanistici comunali». Perché, a suo modo di vedere, è stato allora deciso d’ingaggiare una task force esterna alla Regione per le riforme al Ppr? «Evidentemente la struttura operativa interna non si è dimostrata addomesticabile alle esigenze di chi governa. E dunque si è pensato così di aggirare diverse resistenze. Lo spiegano anche le ingiustificabili epurazioni di alcuni dirigenti non proprio in linea con il vertice». Come coniugare le difese del territorio con la nuova legge sui demani civici? «Questa normativa non muta il rapporto del territorio con le sue regole, paesaggistiche e non. Qualcuno ha voluto sollevare un polverone ma, come spesso capita, non ha approfondito il merito». Quali misure sarebbero indispensabili per i centri storici delle maggiori città e per superare i forti ritardi nel via libera ai Puc? «Serve, con urgenza, una semplificazione burocratica di sostanziale portata. Perciò, come centrosinistra, abbiamo proposto di adottare un’istruttoria tecnica unica con procedure contingentate, oltre che d’introdurre per specifiche fattispecie il concetto del silenzioso assenso. Ma abbiamo registrato l’indisponibilità della giunta e della maggioranza». Sarebbero possibili altri interventi ancora? «Servirebbe anche la nuova legge urbanistica. Ma per qualcuno è preferibile inseguire le scorciatoie normative anziché mettere in campo la fatica di un lavoro meticoloso, necessario e urgente per l’economia e il futuro della Sardegna».

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    Duro scontro fra Mario Bruno e Cappellacci.
    Revisione del piano paesaggistico.

    CAGLIARI. Duro botta e risposta tra Mario Bruno e il portavoce di Cappellacci. Finora non erano state date risposte da presidenza e assessorato all’esponente democratico, che il 7 agosto aveva avanzato richiesta d’accesso agli atti sulla revisione del Ppr. Così l’esponente dell’opposizione ha scritto alla presidente del Consiglio. «La quasi totale mancanza di informazione», sostiene Bruno, «preoccupa: non permetteremo l’assalto al Ppr, chiodo fisso di Cappellacci e di gran parte del centrodestra». «Nessuno di loro», prosegue, «pensi di presentarsi all’elettorato proponendo volumetrie/sviluppo, dopo che per 5 anni sono riusciti solo a paralizzare i Comuni, a non agevolare l’approvazione dei Puc, a promettere campi da golf ovunque». Poco dopo la replica: «La revisione non solo ha visto un passaggio delle linee guida in Consiglio, ma è stata preceduta da un’ampia partecipazione dei rappresentanti del territorio e adesso è arrivata alla fase finale. I sardi sanno benissimo che il blocco dei Comuni deriva dalle lacune, dalle contraddizioni e dalle imprecisioni del Ppr originario».

  12. settembre 13, 2013 alle 3:40 pm

    tutto abbastanza ridicolo.

    da La Nuova Sardegna, 13 settembre 2013
    Stazzi, il Qatar ridimensiona i progetti. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/09/13/news/stazzi-il-qatar-ridimensiona-i-progetti-1.7732042) Conferenza di servizi per i primi cinque interventi: meno lusso e rispetto delle parti storiche con ampliamenti limitati. La nuova Costa Smeralda. (Serena Lullia)

    PORTO CERVO. La cultura gallurese più forte dello stile smeraldino. Il Qatar si converte all’architettura povera degli stazzi e dai progetti di ristrutturazione delle 24 case rurali della Costa Smeralda fa sparire colonne, elementi architettonici smeraldini, piscine davanti all’ingresso, colori moderni sulle facciate. Meno residenze di lusso, più case galluresi, in cui la parte storica verrà ristrutturata in modo conservativo, con un’attenzione maniacale ai dettagli. Concessa invece una interpretazione moderna dell’ampliamento del 25 per cento, come previsto dal Piano casa. L’ufficio tecnico del Comune di Arzachena e i responsabili della Soprintendenza hanno guidato la mano del team di architetti e ingegneri qatarini coordinati da Tonino Fadda. I primi cinque progetti di ristrutturazione dei 24 stazzi sono pronti per affrontare il giudizio della Conferenza di servizi. Già approvati, alla fine di agosto dopo continui rinvii, gli ampliamenti degli unici tre stazzi che si trovano nella fetta di Costa Smeralda del comune di Olbia. I primi disegni, ereditati dai nuovi padroni di Porto Cervo dalla gestione americana di Tom Barrack, sono solo un ricordo. Il Qatar li ha cestinati e ridisegnati. Il Comune per primo aveva “bocciato” la proposta degli stazzi trasformati in moderne ville Smeralde. E pur essendo relegato a un ruolo di spettatore dall’iter tutto tecnico del Piano casa, l’amministrazione di Alberto Ragnedda aveva fatto capire di non gradire per niente la cancellazione dell’architettura gallurese. Negli ultimi mesi, tecnici qatarini, comunali ed esperti della Soprintendenza hanno iniziato lo studio delle carte storiche del territorio per risalire alle forme originali dei fabbricati rurali nel portafoglio del fondo di investimento del Qatar. Lungo l’elenco di prescrizioni arrivate dall’ufficio tecnico. Prima fra tutte: la ristrutturazione conservativa della parte storica, nel colore, nelle linee, nei materiali e ripulita di tutti i fronzoli smeraldini. L’ampliamento delle strutture, previsto dal Piano casa, sarà realizzato dietro la parte storica ristrutturata ed è concessa un’interpretazione moderna dei canoni stilistici galluresi. I primi 5 interventi sono stati già messi su carta. Ne fanno parte gli stazzi di Monti Tundi, Putzu Ruju, Piriddolu e Montigghiddu. A Piriddolu, a due passi dalla frazione di Abbiadori, ci sono tre edifici immersi nella macchia mediterranea. Solo uno però può essere chiamato stazzo. È quello utilizzato da qualche anno come punto di appoggio per le guardie giurate del Consorzio Costa Smeralda. Alle spalle della parte storica di 84 metri quadri, che verrà riportata al suo colore originale, non l’attuale rosa, e depurato di alcune stanze aggiunte in epoca moderna, verranno realizzati 50 metri quadri di ampliamento. Prevista anche una piscina di 45 metri quadri. L’altro edificio di Piriddolu, distante un centinaio di metri dallo stazzo rosa e arrampicato sulla collina, è di 25 metri quadri e porta la data di costruzione sul comignolo: 1906. Da casetta della paglia era stata trasformata in piccola scuola. Qui sarà fatto un ampliamento fra i 10 e 15 metri quadri, sempre alle spalle della parte storica. Sul terzo fabbricato, senza tetto e con le pareti ormai crollate, la Soprintendenza ha chiesto uno studio più approfondito per capirne meglio l’origine. Di grande impatto per lo splendido panorama sul mare lo stazzo di Putzu Ruju, abbandonato ormai da anni. 80 metri quadri su cui Comune e Soprintendenza hanno messo un’attenzione particolare per indicare i parametri di ristrutturazione. Anche in questo caso l’ampliamento, un soggiorno di 26 metri quadri, sarà realizzato alle spalle. La piscina di 35 metri quadri, inizialmente ipotizzata in bella vista, sarà nascosta fra la vegetazione, sul lato destro della casa, in un piano più basso, fra cespugli e pale di fico d’India. Parte nuova e vecchia saranno collegate da un corridoio di 5 metri in legno e cristallo. Tutto intorno, la vegetazione tipica della macchia mediterranea, cresciuta in modo selvatico, sarà domata con una potatura conservativa. Nessun albero potrà essere sacrificato. È di soli 9 metri quadri la stanza che potrà essere autorizzata in conferenza di servizi per lo stazzo di Montigghiddu, che è di 42 metri quadri. Concessa anche una piscinetta grande poco più di una vasca. Resta al vaglio del Qatar la richiesta del sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda. Restaurare in modo conservativo tre antichi stazzi, considerati pezzi di storia dell’identità di Arzachena. Per poi cederli al Comune che li inserirebbe in un percorso storico-culturale.

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    Venti milioni di euro per le ristrutturazioni. Tutti i lavori dovranno essere eseguiti senza l’utilizzo di mezzi meccanici per rispettare l’ambiente.

    PORTO CERVO. Il Qatar è pronto a sborsare 20 milioni di euro per il piano di restyling degli stazzi. Solo l’intervento sull’edificio di Putzu Ruju costerà 700 mila euro. A far lievitare i costi gli interventi per portare luce e acqua nelle case rurali, spesso arrampicate su ripide colline. Anche in questo caso le prescrizioni di Comune e Soprintendenza sono severe. Vietato l’uso dei mezzi meccanici per realizzare gli scavi. Che dovranno essere eseguiti a mano per ridurre l’impatto sull’ambiente. Le strade di accesso dovranno essere realizzate in graniglia ecologica. I muri di recinzione verranno costruiti con pietrame a secco e le pietre dovranno essere raccolte nei terreni circostanti. La società qatarina intende poi recuperare i sentieri che si trovano intorno agli stazzi. Già avviato uno studio per disegnare una mappa dettagliata dei percorsi immersi nella macchia mediterranea, molti dei quali ormai inaccessibili. Il restyling degli stazzi è il primo pezzo del piano del Qatar a un passo dalla realizzazione. Al momento l’unico possibile in base all’attuale piano paesaggistico regionale. Congelati i quattro hotel extra lusso, un centinaio di ville, l’ampliamento di Porto Cervo. La procedura scelta dai qatarini per ottenere l’ok agli ampliamenti degli edifici rurali è quella prevista dal Piano casa. I tecnici dell’emiro si sono messi in fila allo Sportello delle attività produttive come qualsiasi cittadino. E invocando il Piano casa hanno presentato domanda di ampliamento. I primi tre progetti hanno ottenuto già l’ok dal comune di Olbia. Ma il sindaco Gianni Giovannelli ha chiesto al Qatar che presenti un piano unitario di sviluppo e non più progetti isolati.

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    GLI INTERVENTI.

    27 – IL NUMERO DEGLI STAZZI DI PROPRIETÀ DELLA QATAR HOLDING
    24 – GLI STAZZI COMPRESI NEL COMUNE DI ARZACHENA
    4 – GLI STAZZI DEL COMUNE DI ARZACHENA CHE SARANNO ESAMINATI A BREVE TERMINE IN UNA CONFERENZA DI SERVIZI
    3 – GLI STAZZI NEL TERRITORIO COMUNALE DI OLBIA
    20 – I MILIONI DI EURO CHE LA QATAR HOLDING INTENDE SPENDERE PER RISTRUTTURARE TUTTI I 27 STAZZI

  13. settembre 14, 2013 alle 5:44 pm

    da La Nuova Sardegna, 14 settembre 2013
    Stazzi, sì ai progetti del Qatar. La conferenza di servizi approva i primi cinque interventi a basso impatto. (Serena Lullia)

    ARZACHENA. Il Qatar supera l’esame della conferenza di servizi. I primi cinque progetti di ampliamento degli stazzi presentati in base al Piano casa, ottengono il via libera tutto tecnico di Comune, Soprintendenza, Regione, forestale. Gli edifici di Monti Tundi, Piriddolu, Putzu Ruju e Montigghjddu nel portafoglio della Qatar holding, potranno essere ristrutturati e ampliati. Negli ultimi mesi l’ufficio tecnico comunale e la Soprintendenza avevano guidato la mano del pool di tecnici dell’emiro. Archiviati i primi disegni, in cui ville smeraldine con colonne e archi cancellavano l’architettura povera degli stazzi, in conferenza di servizi sono arrivati i nuovi progetti. Sì alla ristrutturazione della parte storica ma in senso conservativo, con grande attenzione ai materiali e nel completo rispetto delle forme architettoniche originali. Concessa una interpretazione moderna della parte in ampliamento del 25 per cento, ma dietro l’edificio storico, collegato con un mini corridoio di legno e cristallo. Ok anche alle piscine, ma non all’ingresso, inserite nella macchia mediterranea e di limitate dimensioni. Nella riunione di ieri la Soprintendenza ha dato alcune ulteriore prescrizioni in senso restrittivo ai tecnici qatarini. Modifiche che dovranno essere inserite nei progetti esecutivi per poi ottenere la concessione edilizia. Nel frattempo il pool di architetti e ingegneri del Qatar, guidati da Tonino Fadda, lavora alla rimodulazione dei progetti per le altre 19 case rurali. Anche se la priorità del fondo sovrano resta il completamento dei quattro hotel storici di Porto Cervo, cuore del sistema ricettivo a 5 stelle della Costa. L’amministrazione comunale accoglie in modo positivo l’ok tecnico della Conferenza di servizi. In particolare la ristrutturazione conservativa degli stazzi e il rispetto per l’architettura della Gallura. «È un buon risultato, che coniuga l’esigenza di restaurazione conservativa degli stazzi con l’ampliamento e consente un riutilizzo in chiave turistica di edifici abbandonati e aree inaccessibili – dice l’assessore all’Edilizia privata Gianni Baffigo –. Un lavoro frutto della collaborazione fra i tecnici dei nostri uffici e quelli del Qatar. Con questo provvedimento si realizza un primo pezzo del piano di sviluppo della proprietà qatarina. Il resto al momento resta congelato per i divieti imposti dal ppr. Ora vorremo sederci al tavolo con il Qatar e parlare di infrastrutture, di strade e parcheggi, fondamentali per realizzare il vero rilancio della Costa Smeralda».

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    Abusi edilizi a villa Stewart, nuovi sigilli. Porto Cervo, il procuratore Fiordalisi dà l’ok al sequestro penale che potrebbe portare alla demolizione. (Giampiero Cocco)

    PORTO CERVO. L’onda lunga anti abusivismo paesaggistico, ambientale e urbanistico che dall’agosto scorso ha investito come uno tsunami la costa gallurese, ha fatto la prima e illustre vittima. La villa in costruzione a pochi metri dal mare di Cala di Volpe di Amii Paulette Stewart – la cinquantaseienne reginetta della canzone pop statunitense, da decenni trasferitasi in Italia –, è stata posta nuovamente sotto sequestro giudiziario, con un provvedimento firmato, ieri mattina, dal gip del tribunale di Tempio Marco Contu. A sollecitare quel sequestro, che potrebbe sconfinare nella confisca e conseguente demolizione dei manufatti, era stato il sostituto procuratore della Repubblica Angelo Beccu, con la supervisione del neo capo della procura gallurese, Domenico Fiordalisi, i quali hanno indagato per abusi edilizi, falso in atti pubblici e altri reati la cantante, il marito Pietro Cappa, il geometra olbiese Giovanni Spano, 44 anni, e i titolari dell’impresa che ha realizzato i lavori, i calangianesi Salvatore Punzeddu e Enzo Del Giudice. Galeotto, in questa indagine che colpisce al cuore l’abusivismo in piena Costa Smeralda, era stato un banale muretto a secco che Amii Stewart e suo marito Pietro Cappa, imprenditore romano di 79 anni, avevano realizzato nel dicembre scorso a due passi dal bagnasciuga della baia di Cala di Volpe. Un muretto a secco che aveva tagliato in due la vecchia stradina utilizzata per accedere alla villa della contessa belga Brigitte Van Deer Noot D’Assche e alla lussureggiante dimora sul mare della ex moglie del magnate russo Roman Abramovich, Irina. La cantante, trascurando bon ton e norme sulle servitù di passaggio, aveva chiuso la stradina realizzandone una nuova, scatenando la reazione della baronessa che incaricò un avvocato, Mario Ghezzo, di tutelarne i diritti. La denuncia del legale portò ad una ispezione degli agenti della vigilanza ambientale della stazione di Olbia, che, oltre al muretto a secco abusivo, accertarono anche la realizzazione, all’interno della proprietà di Amy Stewart, di un doppio manufatto in cemento armato, con tanto di vani interrati, collegati da una veranda. Quelle opere per circa duecento metri quadrati di pianta, stando ai progetti di ristrutturazione presentati all’ufficio tecnico del comune di Arzachena, dovevano sostituire un vecchio capanno in legno, una costruzione precaria risalente agli anni Settanta e realizzato, a pochi metri dalla spiaggia davanti al Cala di Volpe, dall’allora proprietario, Leone Concato, uno dei primi turisti ad essere finito nelle grinfie dei sequestratori di persona. Nel febbraio scorso scattò il primo sequestro, con i sigilli messi dagli agenti della forestale ma fatti togliere, pochi mesi più tardi, da una autorizzazione rilasciata in sanatoria dai tecnici comunali arzachenesi. I quali, però, ignoravano che la procura della Repubblica, silente, stava procedendo contro la cantante e i costruttori. Sino a ieri pomeriggio, quando è scattato il nuovo e più gravoso sequestro penale preventivo. Amii Stewart è rimasta senza parole quando le guardie forestali le hanno notificato il decreto di sequestro, anticamera di provvedimenti ben più pesanti da parte della magistratura. Il sogno di trasformare una capanna di legno in una villa da fiaba si è infranto in pochi istanti.

  14. settembre 16, 2013 alle 2:55 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 settembre 2013
    Hotel a Porto Cervo, la Regione dice sì a nuovi ampliamenti.
    L’aumento del 10% è destinato al miglioramento dei servizi. Rinnovata la concessione al Cervo per realizzare le spa. (Serena Lullia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/09/15/news/hotel-a-porto-cervo-la-regione-dice-si-a-nuovi-ampliamenti-1.7751269

  15. novembre 2, 2013 alle 1:27 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 novembre 2013
    «Non solo cemento e non tutto al Qatar». Arzachena, il sindaco Ragnedda: «Tuteleremo l’ambiente» La volumetria richiesta dall’emiro potrebbe essere ridotta. La Costa Smeralda 2 deve creare una reale ricaduta economica nel territorio Su questo avvieremo un confronto con gli investitori. (Serena Lullia)

    ARZACHENA. L’idea di una Costa Smeralda 2 fatta solo di mattoni proprio non lo affascina. Ora che il Pps apre la strada all’investimento miliardario del Qatar, il sindaco Alberto Ragnedda intende dare un significato più profondo al concetto di Piano strategico. Che insieme ai metri cubi parli di ricadute economiche, di lavoro, di infrastrutture. E non solo in fase di cantiere. Il primo cittadino sorride alle novità del nuovo Piano paesaggistico regionale, in particolare al ruolo di regista assegnato agli enti locali. Ragnedda pensa all’investimento da un miliardo di euro della Qatar holding in Costa Smeralda, reso possibile dallo strumento del Piano strategico introdotto dal Pps. Ma anche alle proposte di sviluppo a 5 stelle che potrebbero arrivare da altri privati. Alla corte dei metri cubi smeraldini non c’è solo l’emiro. Il Qatar potrebbe vedere sforbiciato, e di molto, il suo progetto da 500 mila metri cubi. «Accolgo con favore l’adozione del nuovo Pps – commenta Ragnedda –. Gli aspetti della tutela ambientale sono quelli che ci interessano di più, sono la vera ricchezza del territorio. Il nuovo piano non significa che si aprano i cancelli alla cementificazione senza regole. Non lo avremmo permesso. I vincoli di tutela sono fatti salvi. Si tratta solo di un riordino delle conoscenze. Mi piace lo strumento dell’accordo di programma per dare l’avvio ai Piani strategici di altissima valenza economica e sociale. Ed è giusto che siano i Comuni a dettare le regole a casa loro. Proprio come intendiamo fare noi, con il Qatar che in questo momento è l’investitore più importante, ma non l’unico». Il Piano strategico inventato dal Pps da solo non basterà per aprire lo scrigno dei nuovi metri cubi. Il Comune, dopo aver divorato tutto il pacchetto di volumi assegnati dalla legge alle zone turistiche, dovrà fare una operazione parallela per rendere attuabili i Piani strategici. «Tutti lo sanno _ aggiunge il primo cittadino –. Arzachena non può mettere nemmeno un mattoncino nelle zone F turistiche. In passato abbiamo costruito troppo. Nel frattempo alcune situazioni si sono anche evolute. Porto Cervo, come anche il borgo di Baja Sardinia, non possono essere più considerati villaggi turistici. Sono realtà urbane e come tali vanno riperimetrate. Abbiamo avviato l’iter alcuni mesi fa con la Regione. Servirà una variante al Piano di fabbricazione». Una operazione tutta tecnica con un risultato molto pratico. Il Comune avrà di nuovo un tesoretto di metri cubi per le zone turistiche. «Ma nessuno pensi che quei volumi, pochi o molti che siano, vadano tutti al Qatar – precisa Ragnedda –. Noi amministriamo il comune di Arzachena e quindi quei volumi dovranno essere spalmati sull’intero territorio. Il Qatar potrebbe dover rinunciare a una parte delle volumetrie». Un test importante per valutare la serietà dell’investimento qatarino. «Un Piano strategico non è solo metri cubi – aggiunge Ragnedda –. Magari 50 anni fa non eravamo preparati per affrontare un discorso di questo tipo. Oggi lo siamo. E siamo convinti che la Costa Smeralda 2 debba creare una reale ricaduta sul territorio, al di là della fase di cantiere. Debba valorizzare le risorse umane, le professionalità sarde e formarne di nuove. Ecco perché tengo molto alla scuola per manager del turismo. Avvieremo un confronto con il Qatar per testare le loro reali intenzioni. Poi discuteremo delle aree in cui prevedere eventuali insediamenti alberghieri o residenziali. Fermo restando che alcune zone come Monti Zoppu o Liscia Ruja restano intoccabili».

  16. novembre 6, 2013 alle 5:38 pm

    A.N.S.A., 6 novembre 2013
    Blitz Cc in Consorzio Costa Smeralda. Procura Tempio, perquisizioni anche in Municipio Arzachena. (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/11/06/Blitz-Cc-Consorzio-Costa-Smeralda_9577101.html)

    OLBIA, 6 NOV – Il procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Domenico Fiordalisi, accompagnato dai carabinieri, ha fatto visita questa mattina agli uffici del Municipio di Arzachena e in quelli del Consorzio Costa Smeralda, a Porto Cervo. Top secret il motivo del blitz. Secondo le prime indiscrezioni, i militari della stazione di Arzachena avrebbero portato via dal Municipio dei documenti, mentre quelli della stazione di Porto Cervo altro materiale dagli uffici del Consorzio Costa Smeralda.

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    da L’Unione Sarda on line, 6 novembre 2013
    Blitz in Costa Smeralda. Procura sequestra documenti: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/11/06/blitz_in_costa_smeralda_procura_sequestra_documenti-6-338974.html

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    da La Nuova Sardegna on line, 6 novembre 2013
    Blitz dei carabinieri nella sede del consorzio Costa Smeralda.
    I militari hanno visitato anche gli uffici del Municipio di Arzachena, a Porto Cervo, portando via documenti. Top secret il motivo del blitz: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/11/06/news/blitz-dei-carabinieri-nella-sede-del-consorzio-costa-smeralda-1.8064247

    • novembre 7, 2013 alle 2:53 pm

      e fatevi una cultura, una volta tanto 😉

      dal blog di Francesco Giorgioni, 2 novembre 2013
      PORTO CERVO: QUELLO CHE APRE PER DUE MESI E PRENDE PURE PER IL CULO: http://francescogiorgioni.blogspot.it/2013/11/porto-cervo-quello-che-apre-per-due.html

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      da La Nuova Sardegna, 7 novembre 2013
      Dalla cassaforte del Qatar un bonifico di 75mila euro per i vigili di Arzachena. Blitz della Procura di Tempio a Sardegna Resort e negli uffici del Comune L’area demaniale affittata da Harrods per 75mila euro ha fruttato 1,2 milioni. (Giampiero Cocco)

      PORTO CERVO. Le sfavillanti vetrine di Harrods che hanno illuminato le notti dell’estate smeraldina rischiano di trasformarsi in una eclisse giudiziaria per “Sardegna Resort”, la cassaforte sarda dell’emiro del Qatar. Il blitz. L’operazione è scattata ieri, poco dopo le nove del mattino, in contemporanea a Porto Cervo e Arzachena, negli uffici della Sardegna Resort e al comando della polizia municipale del paese smeraldino. A condurlo, eccezionalmente, è stato lo stesso procuratore della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi, il quale ha coordinato le operazioni dei carabinieri diretti dal colonnello Nicola Lorenzon, del reparto territoriale di Olbia, che hanno effettuato sequestri di documenti e compiuto perquisizioni in uffici e abitazioni di funzionari e tecnici comunali, oltre che di manager e responsabili della Costa Smeralda. L’inchiesta. Al centro delle attenzioni della Procura ci sono gli appalti per la realizzazione delle infrastrutture rimovibili che hanno dato origine al “centro commerciale” di Harrods sul molo vecchio di Porto Cervo, un insediamento contrastato sin dall’origine e oggetto di due ben distinte inchieste: una portata avanti dai carabinieri (chiusa nel settembre scorso con l’avviso di concluse indagini nei confronti di Mariano Pasqualone, amministratore delegato della “Porto Cervo Marina srl” e Alessandro Ragnedda, titolare della “Promare” di Arzachena, l’impresa che ha realizzato gli scavi sul molo vecchio: entrambi indiziati di abusi edilizi) e la seconda condotta dagli agenti della vigilanza ambientale della regione sarda. Dalle due indagini sarebbe scaturito un nuovo e più delicato fascicolo processuale aperto da Domenico Fiordalisi, il quale ha voluto visionare personalmente, per l’intera giornata di ieri, tutti i documenti che i militari mettevano sotto sequestro negli uffici della “Sardegna Resort” a Porto Cervo, nell’ufficio tecnico del Comune di Arzachena e al comando dei vigili urbani. A questi si sono aggiunti, nel corso della giornata, i diversi computer e notebook messi sotto sequestro negli uffici comunali, al Consorzio Costa Smeralda e nelle abitazioni private dei manager e funzionari comunali che risultano coinvolti in questa nuova e calamorosa inchiesta. Il Comune. I vigili urbani del Comune smeraldino sono finiti mirino della Procura perchè, nelle more di un procedimento penale che aveva visto mettere sotto sequestro da parte dei carabinieri, nell’aprile scorso, i lavori di scavo sul porto funzionali, stando alle indicazioni, al successivo insediamento commerciale – sono stati beneficiari di un bonifico di 75mila euro per una non meglio indicata “collaborazione” tra polizia locale e servizi privati di vigilanza, un introito pubblico da parte di privati per il quale la Procura, così come la Corte dei conti, sta cercando di capire la finalità e legittimità. A questo si deve aggiungere l’acquisizione dei contratti di locazione temporanea dei diversi stand realizzati da Harrods su area pubblica e zona “H” ceduta in concessione alla “Marina di Porto Cervo”. Contratti di affitto che, a fronte di 75 mila euro di locazione iniziale, avrebbero fruttato alla consociata qatariota Harrods qualcosa come 1,2 milioni di euro, il tutto realizzato sublocando i terreni demaniali.

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      da L’Unione Sarda, 7 novembre 2013
      Blitz di Fiordalisi a Porto Cervo. (Augusto Ditel)

      ARZACHENA. Appena l’hanno visto, sono sbiancati in volto. Qualcuno ha accusato un piccolo malore. Il passaparola, via cellulare, mescolato alla parola “manette” ha raggiunto (altissimi) livelli di panico. Beh, un procuratore della Repubblica che arriva in municipio in compagnia dei carabinieri non è cosa che càpita tutti i giorni. E ad Arzachena, e soprattutto nella dorata Costa Smeralda, non era mai accaduto prima. Si pensava a uno o più arresti, ma invece siamo di fronte al tintinnìo di un bel po’ di euro. Masse di denaro, rapporti tra la “Sardegna Resort” e il Comune di Arzachena. E un’ipotesi di reato (corruzione) per l’amministratore delegato della società che gestisce, per conto dell’Emirato del Qatar, tutto quello che è Costa Smeralda.
      IL CAPO. Dunque, la notizia che Domenico Fiordalisi, sì lui in persona, ieri mattina si è presentato nelle sedi del comune di Arzachena per quello che comunemente viene definito un blitz. Il magistrato, diventato capo della Procura di Tempio lo scorso 20 agosto, ha diretto di persona le operazioni che evidentemente fanno parte di un’inchiesta avviata da lui stesso, sulla quale il riserbo è assoluto. Si ipotizza che al centro delle indagini ci siano alcuni passaggi di denaro e donazioni varie fatte dalla Sardegna Resort e dai Servizi Consortili all’amministrazione comunale. In particolare, un contributo di poco meno di 100mila euro a favore del comune gallurese, finalizzato all’assunzione temporanea di una decina di vigili urbani, sarebbe stata giudicata illecita e da qui sarebbe scattata l’accusa di corruzione.
      IL BLITZ. L’operazione è durata molte ore, al punto che verso le 14 il procuratore è stato visto in piazza Risorgimento mentre mangiava un panino (pomodoro e mozzarella), prima di ricominciare il lavoro, concluso solo nel tardo pomeriggio. A Mariano Pasqualone, plenipotenziario delle società che fanno capo al Qatar, è stata persino perquisita la casa nella frazione di Santa Teresina. Al manager è stato sequestrato il computer e il telefono cellulare. Un’altra perquisizione domiciliare è stata compiuta nella casa di Giovanni Mannoni, comandante della polizia municipale. Il dottor Fiordalisi è arrivato ad Arzachena di mattina, nel giorno in cui c’è mercato e il centro della cittadina è quasi completamente chiuso al traffico. La sua presenza non è passata inosservata, insomma. Prima di raggiungere gli uffici di Porto Cervo della “Sardegna Resort” e del Consorzio Costa Smeralda, il procuratore aveva parlato con lo stesso comandante della polizia municipale e con altri due dirigenti: Antonio Orecchioni (settore Finanze) e Stefano Forgiarini (Personale). Subito dopo i carabinieri hanno sequestrato tutti i documenti indicati dal magistrato, che ha seguito passo passo le operazioni.
      IL CONSORZIO. La visita del magistrato e dei carabinieri non ha risparmiato la sede del Consorzio Costa Smeralda. In quegli uffici, ci sarebbe stato l’incontro con il direttore Salvo Manca, il quale avrebbe consegnato ciò che gli è stato richiesto. Poi, la ricerca avrebbe riguardato la pratica con cui la “Servizi Consortili” ha stipulato una convenzione con il Comune per l’assunzione dei vigili. La stessa società è presieduta dall’avvocato Renzo Persico (che è anche il presidente del Consorzio Costa Smeralda) e guidata da Mariano Pasqualone. A proposito di Persico, oggi dovrà presentarsi al comando provinciale della Guardia di Finanza, dopo la visita delle Fiamme Gialle che risale alla scorsa settimana, nel corso della quale l’avvocato avrebbe consentito senza alcun problema l’accesso a tutti i dati del suo computer, fornendo addirittura la password. Ma i finanzieri vogliono evidentemente chiedergli ancora qualcosa, tant’è che il comandante, il colonnello Francesco Tudisco, l’avrebbe convocato oggi a Sassari.
      OTTOBRE. È probabile che la convocazione di Persico sia collegata al blitz messo a segno il primo ottobre scorso da sette militari delle Fiamme Gialle di Sassari, sempre negli uffici di Pasqualone. Al manager era stato chiesto di aprire una cassaforte (operazione che poi aveva richiesto l’intervento di due operai) ed era stata fatta una copia dell’hard disk del suo pc. Domanda: le due operazioni sono collegate, oppure l’inchiesta del dottor Fiordalisi riguarda solo il blitz di ieri? Ultima annotazione: L’Unione Sarda ha cercato tutti i protagonisti della vicenda (legali compresi) per eventuali dichiarazioni, ma nessuno ha risposto.

  17. novembre 8, 2013 alle 2:51 pm

    da L’Unione Sarda, 8 novembre 2013
    Tempio. Anche il comandante dei vigili urbani d iArzachena nel mirino della Procura. Corruzione, due gli indagati. Pasqualone, altre perquisizioni a Roma e in Abruzzo? (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20131108090132.pdf

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    da La Nuova Sardegna, 8 novembre 2013
    “Affari” tra Qatar, Comune e Harrods: già due gli indagati. Sono il capo dei vigili urbani e l’ad di Sardegna Resort L’accusa è corruzione: tutti i passaggi di denaro ai raggi X. (Giampiero Cocco)

    PORTO CERVO. Le convenzioni che intercorrono tra le tante società del Consorzio Costa Smeralda e l’amministrazione comunale di Arzachena sono diversificate, e tutte – dalla gestione del verde pubblico all’illuminazione, passando per i servizi idrici e la raccolta differenziata dei rifiuti – vengono rinnovate da decenni. Ma è sull’ultima convenzione (quella che la giunta ha deliberato di stipulare nell’aprile del 2013 con la “Servizi consortili Spa” e che prevedeva un servizio “dedicato” di vigili urbani stagionali da impiegare, pare in via esclusiva, nella viabilità del borgo turistico per un impegno finanziario di 75mila euro)che si è appuntato l’interesse del procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi. E ora il magistrato ha indiziato per il reato di concorso in corruzione il comandante dei vigili di Arzachena, Giovanni Mannoni, e il manager unico della “Sardegna Resort”, capofila di tutte le società qatariote della Costa Smeralda, il romano Mariano Pasqualone. Una accusa contestata dal difensore di Giovanni Mannoni, l’avvocato Domenico Putzolu: «Il mio assistito non avrà alcuna difficoltà a contrastarla con documenti che attestano la perfetta buona fede e l’assoluta legittimità degli atti da lui firmati». Documenti, contratti e delibere – ha precisato il penalista, che ha già inoltrato ricorso al tribunale del riesame per il dissequestro di un Pc portatile e di un Ipad di proprietà del suo assistito – che sono state approvate dalla giunta guidata dal sindaco Alberto Ragnedda. Il quale ha delegato il funzionario di settore, in questo caso il comandate del corpo della polizia locale, alla stipula della convenzione. «Il danaro infatti è stato versato non nelle mani del mio assistito – ha concluso il legale – ma nelle casse del Comune di Arzachena». Un bonifico di 75mila euro che sarebbe stato utilizzato per il pagamento dei vigili stagionali impiegati a Porto Cervo, una “donazione” da privati a ente pubblico non contemplata in alcuna normativa degli enti locali. Da qui l’interesse della procura della Repubblica (e della Corte dei conti). E la valutazione dell’opportunità (unica, in 50 anni di esistenza della Costa) di questa donazione da parte di un privato in attesa di ottenere una licenza contrastata, quella di aprire il centro commerciale di Harrods nel molo vecchio di Porto Cervo. Una location poco indicata per tale iniziativa commerciale, tanto da suscitare l’interesse dei carabinieri prima e del corpo di vigilanza ambientale dopo. Con due inchiesta che hanno portato all’apertura di una terza e più approfondita indagine che sta ribaltando dalle fondamenta il modus operandi che da mezzo secolo regolamenta l’organizzazione e la gestione dell’ex regno di Karim Aga Khan. Nelle prossime ore i due indagati potrebbero essere sentiti dal magistrato inquirente.

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    Impero turistico con assetti internazionali.

    La società proprietaria della Costa che fu del principe ismailita Karim Aga Khan è ora nella mani della Smeralda holding, società controllata totalmente dalla Qh Smeralda investment, della famiglia reale Al Thani. Nella catena di controllo della Costa Smeralda non c’è più nessuno dei vecchi dirigenti nominati dalla “Colony Sardegna” di Tom Barrack. Nel nuovo Cda ci sono soltanto giovani manager mediorientali e arabi, tutti uomini vicini o imparentati con l’emiro del Qatar. Navid Chamdia (39 anni, pakistano), Mohammed Saif Al Sowaidi (31 anni, qatariota), Muhammad Ali Ridzwan Bin Yusof (38 anni, malese), Hugo Jacobus Maria Gerritsen (57 anni, olandese). Restano in sella alcuni degli italiani. Come Franco Carraro e Mariano Pasqualone (gruppo Unicredit) che fanno parte del Cda di Sardegna Resort, la srl che ha la proprietà diretta degli hotel, del 51% dei terreni inedificati, mentre la parte restante è della Starwood, la società che mantiene la gestione delle strutture alberghiere.

  18. novembre 8, 2013 alle 10:22 pm

    da Sardinia Post, 8 novembre 2013
    Assegni degli emiri al Comune di Arzachena, che si giustifica: “Solo una donazione per la polizia “: http://www.sardiniapost.it/cronaca/assegni-degli-emiri-al-comune-di-arzachena-che-si-giustifica-solo-una-donazione-per-la-polizia/

    • novembre 14, 2013 alle 2:55 pm

      da L’Unione Sarda, 14 novembre 2013
      Golfo Aranci. Sequestrate tutte le convenzioni sui contributi estivi alla Capitaneria. Blitz alla Guardia Costiera. Porto Cervo pagava il pieno alla motovedetta e i pasti. (Augusto Ditel): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131114092726.pdf

      • novembre 15, 2013 alle 2:52 pm

        da La Nuova Sardegna, 15 novembre 2013
        «Niente indagini sulla Guardia costiera».

        Nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge il comando della polizia municipale di Arzachena e gli uffici direzionali della “Sardegna Resorts” di Porto Cervo, la procura della Repubblica di Tempio ha diramato, ieri pomeriggio, uno stringato comunicato. «La Procura della Repubblica di Tempio Pausania smentisce la notizia, apparsa in data odierna su un quotidiano dell’isola, sull’esistenza di indagini su appartenenti alla Guardia Costiera a seguito di convenzioni relative a contributi in favore della Capitaneria di Porto». Il documento è stato firmato dal sostituto procuratore Riccardo Rossi, delegato ai contatti con la stampa.

    • novembre 27, 2013 alle 2:52 pm

      da L’Unione Sarda, 27 novembre 2013
      Arzachena. L’inchiesta sul comandante dei vigili. Caso Sardegna Resorts, restituiti telefonini e pc: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20131127092157.pdf

  19. dicembre 6, 2013 alle 4:04 pm

    A.N.S.A., 6 dicembre 2013
    Inchiesta Costa Smeralda, due indagati. Direttore Consorzio accusato corruzione con capo vigili urbani: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/12/06/Inchiesta-Costa-Smeralda-due-indagati_9735281.html

    _____________________

    da L’Unione Sarda on line, 6 dicembre 2013
    Costa Smeralda, nuova bufera. Indagato direttore Consorzio: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/12/06/costa_smeralda_nuova_bufera_indagato_direttore_consorzio-6-344277.html

    ————-

    Eliporto sotto sequestro a Porto Cervo gestito da pilota nei guai per abusi edilizi: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/12/06/eliporto_sotto_sequestro_a_porto_cervo_gestito_da_pilota_nei_guai_per_abusi_edilizi-6-344298.html

    ___________________________

    da La Nuova Sardegna on line, 6 dicembre 2013
    Corruzione e veleni in Costa Smeralda, indagati il direttore del consorzio e il comandante dei vigili.
    L’accusa: il direttore otteneva notizie riservate sul presidente Persico dal capo della polizia municipale, anche lui inquisito. Perquisite case e uffici, sequestrata un valigetta: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/12/06/news/corruzione-e-veleni-in-costa-smeralda-indagati-il-direttore-del-consorzio-e-il-comandante-dei-vigili-1.8247588

    —————

    Eliporto abusivo sotto sequestro a Porto Cervo.
    Romazzino, inchiesta della procura di Tempio: denunciato l’imprenditore che ha rimosso la macchia mediterranea: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/12/06/news/eliporto-abusivo-sotto-sequestro-a-porto-cervo-1.8248174

  20. gennaio 2, 2014 alle 2:47 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 gennaio 2014
    Saranno gli arabi a coprire i debiti della Monte Tabor.

    Il passo decisivo era stato compiuto a Villa Devoto il 13 dicembre scorso: la firma del «memorandum of understanding» per il progetto di completamento e acquisizione del San Raffaele di Olbia. Seduti intorno a un tavolo, davanti alle telecamere, il presidente della Regione Ugo Cappellacci e l’assessore alla Sanità Simona De Francisci, il rappresentante del consiglio d’amministrazione della Qatar foundation Rashid Fahad Al Naimi, e Giuseppe Profiti, presidente dell’Ospedale Bambin Gesù. Significa che la Qatar foundation metterà i soldi per completare l’opera e coprire i molti milioni di debiti contratti dalla fondazione Monte Tabor per costruire le struttura alle porte di Olbia, mentre il Bambin Gesù porterà le sue conoscenze e la sua esperienza in campo sanitario. Da parte sua, alla Regione spetterà dare la garanzia e la certezza dell’accreditamento dei posti letto e delle specialità sanitarie. L’ospedale – una struttura d’eccellenza, di livello internazionale – avrà 284 posti letto e porterà al territorio circa 600 posti di lavoro. Sul piano squisitamente politico in questa partita si registrano tre protagonisti istituzionali: il comune di Olbia, la Regione e il Governo. Una sorta di patto di ferro sigillato con un emendamento alla legge di stabilità che, rimodulando i parametri legati alla spesa sanitaria, crea di fatto le condizioni per proseguire il progetto San Raffaele di Olbia. Un emendamento per il quale, in Parlamento, a Roma, si è battuto il deputato olbiese del Pd Gian Piero Scanu, che da 20 segue le vicende del San Raffaele.

  21. gennaio 16, 2014 alle 2:50 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 gennaio 2014
    In Costa Smeralda appalti da 13 milioni firmati Qatar holding. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/01/16/news/costa-smeralda-appalti-da-13-milioni-di-euro-firmati-qatar-holding-1.8478627)
    Arzachena, le imprese locali si sono aggiudicate i lavori. Gli interventi sono previsti al Romazzino, Cervo e Pitrizza. (Serena Lullia)

    ARZACHENA. Mattoni a 5 stelle da 13 milioni di euro. Li spende il Qatar per ampliare e ristrutturare tre dei suoi hotel storici, il Pitrizza, il Cervo e il Romazzino. Soldi veri, non virtuali. Tre appalti. Tre gli appalti già assegnati ad alcune imprese locali. La Filigheddu costruzioni realizzerà le tre nuove suite del Pitrizza. Un maxi intervento da 4 milioni di euro che porterà avanti in collaborazione con la Smeralda Immobili di Martino Azara e la Edilcost di Massimo Azzena. La Ainocal, in partnership con la Costa est di Luca Filigheddu dovrà plasmare tre residenze di lusso nell’hotel Cervo. L’appalto da oltre 5 milioni di euro prevede anche degli interventi per realizzare le stanze del personale e i servizi. Altri 4 milioni sono la cifra dell’investimento sull’hotel Romazzino. Duplice l’intervento, di ristrutturazione e costruzione della nuova hall-galleria commerciale. A lavorare nel cantiere saranno la Edil 2000, ditta capofila, con la collaborazione dell’impresa di Bachisio Marras e la Ellepiemme. Tempi rapidi. I lavori dovranno essere completati in tempi rapidi. Entro la metà di maggio le imprese dovranno consegnare le chiavi al Qatar, proprietario degli hotel simbolo della Costa Smeralda. Previste pesanti penali in caso di mancato rispetto dei termini. «L’impegno che viene richiesto è certamente molto alto, serviranno i doppi turni in cantiere per portare a casa il risultato – spiega Pino Bagatti, presidente dell’Irca, l’associazione che mette insieme diverse imprese del territorio –. Ma il committente è serio e la professionalità delle nostre imprese elevata Come in passato, e ancora di più in questo momento, le ditte che si sono aggiudicate gli appalti dovranno coinvolgere le piccole aziende, gli artigiani. L’Irca vigilerà perché lo spirito di collaborazione venga concretamente realizzato». La collaborazione.Bagatti ricorda come, in un momento così delicato er l’economia del territorio, 13 milioni di euro di interventi siano una concreta boccata di ossigeno. «Stiamo cercando di acquisire anche tutta la maestranza sul posto – aggiunge il presidente Bagatti –. L’obiettivo è che il maggior numero di persone del posto possano avere una fetta di questa torta. Nello spirito di collaborazione che ci contraddistingue, abbiamo avviato un dialogo anche con l’altra associazione di imprese, l’Aica. Anche i loro soci verranno coinvolti». La ripresa dei lavori in Costa era stata annunciata dall’amministratore delegato di Sardegna Resorts, Mariano Pasqualone, a ottobre. In quella occasione il numero uno della società che cura gli interessi immobiliari in Costa dello stato del Qatar, aveva confermato l’impegno dello stato arabo a investire a Porto Cervo. Tutto ancora sulla carta il mini master plan da 1 miliardo di euro. Il progetto è irrealizzabile in base al piano paesaggistico regionale.

  22. gennaio 18, 2014 alle 2:02 pm

    il padrone.

    da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2014
    Liscia Ruja: il Qatar chiude i parcheggi, il Comune espropria.
    Arzachena, vietato l’accesso alle aree destinate alle auto Da 50 anni gli spazi vengono dati in comodato d’uso gratuito. (Serena Lullia)

    ARZACHENA. Quattro grossi massi e un cartello che non lascia spazio alle interpretazioni. Proprietà privata, vietato l’accesso. La strada sbarrata è quella che porta a uno dei parcheggi di Liscia Ruja. Non un caso isolato. Lo stesso sistema di chiusura è stato adottato per altre tre aree che durante l’estate servono come deposito per le auto dei bagnanti. Tutti terreni di proprietà della Land holding, una delle società che fa capo al Qatar, il nuovo padrone della Costa Smeralda. Sassi e cartelli sono un segnale inquietante. Quelle aree, da quando è nata la Costa, vengono date in comodato d’uso al Comune, che poi le attrezza come aree parcheggio. Senza gli spazi per le macchine, Liscia Ruja rischia la chiusura. La più grande spiaggia del territorio potrebbe restare off-limits la prossima estate. Impossibile pensare di lasciare le auto sulla strada principale, in cui due macchine già passano con difficoltà. Per non parlare dei problemi legati alla sicurezza. Il Comune pensa al piano B. «Abbiamo ricevuto delle segnalazioni della chiusura di alcune aree parcheggio a Liscia Ruja – spiega l’assessore alla Polizia locale, Gianni Baffigo – . Una pattugli di agenti eseguirà dei controlli già a partire da oggi. Dobbiamo capire bene cosa sta accadendo. Come ogni anno abbiamo rinnovato la richiesta alla Land Holding per l’utilizzo di quelle aree destinate ai parcheggi. La disponibilità al dialogo resta. Se però la volontà del privato dovesse essere questa, siamo pronti all’esproprio per pubblica utilità. In altre aree davanti alle spiagge, di proprietà di locali, abbiamo agito in questo modo perché i terreni avevano una utilità pubblica. Utilizzeremo lo stesso sistema con la Land Holding se necessario». La polizia locale potrebbe avere necessitò di estendere i controlli anche a Romazzino. Anche lì alcune aree utilizzate per i parcheggi nel periodo estivo sono state chiuse con massi e cartelli. «Su Romazzino esistono alcuni terreni che sono già di proprietà del Comune – conclude Baffigo –. Si tratterà di verificare di che natura sono le aree chiuse e, nel caso in cui siano stati eseguiti dei lavori, di che tipo»

  23. gennaio 31, 2014 alle 2:53 pm

    da La Nuova Sardegna, 31 gennaio 2014
    Costa Smeralda e Comune: interrogati testi.

    ARZACHENA. Proseguono, senza sosta, le indagini avviate dal capo della procura della Repubblica di Tempio, Domenico Fiordalisi, sulla presunta corruzione che vede coinvolto il direttore generale del consorzio Costa Smeralda Salvo Manca e il comandante dei vigili urbani di Arzachena, Giovanni Mannoni. Nei giorni scorsi alcune “persone informate sui fatti”, in pratica dei testimoni, sono stati sentiti dai carabinieri di Arzachena in relazione alla vicenda che riguarda il versamento di 75 mila euro da parte del Consorzio Costa Smeralda alle casse comunali di Arzachena per consentire l’assunzione stagionale di vigili da destinare al controllo del territorio smeraldino. Nulla, su quanto è stato chiesto e eventualmente riferito nel corso degli interrogatori portati avanti dai militari delle stazioni di Arzachena e Porto cervo è trapelato, mentre l’indagine dovrebbe essere giunta al suo epilogo. (Re.Te.)

  24. marzo 5, 2014 alle 6:45 pm

    da La Nuova Sardegna, 5 marzo 2014
    La forestale sequestra l’eliporto dei vip in Costa Smeralda.
    L’elisuperficie sarebbe sorta in area soggetta a vincoli e senza concessioni: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/03/05/news/la-forestale-sequestra-l-eliporto-dei-vip-in-costa-smeralda-1.8793046

    ________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 5 marzo 2014
    Forestale in Costa Smeralda. Sigilli all’eliporto dei vip: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/03/05/forestale_in_costa_smeralda_sigilli_all_eliporto_dei_vip-6-357312.html

    __________________________________________________

    da Sardinia Post, 5 marzo 2014
    Blitz della Forestale, sequestrato l’eliporto dei vip in Costa Smeralda: http://www.sardiniapost.it/cronaca/blitz-della-forestale-sequestrato-leliporto-dei-vip-costa-smeralda/

  25. aprile 14, 2014 alle 8:11 am

    toh, godetevi i modi di fare dei qatarioti 😉

    da La Nuova Sardegna, 14 aprile 2014
    Spiagge off limits in Costa Smeralda, il Qatar caccia i turisti.
    Le 3 aree di sosta, da sempre a titolo gratuito, sono sbarrate. Il Comune avvia gli espropri, in caso di incendi sarebbe il caos: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/04/14/news/spiagge-off-limits-in-costa-smeralda-il-qatar-caccia-i-turisti-1.9044718

    ______________________

    da L’Unione Sarda, 15 aprile 2014
    Guerra dei parcheggi in Costa Smeralda. Sanna (Pd) contro l’Emiro del Qatar: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/04/15/guerra_dei_parcheggi_in_costa_smeralda_sanna_pd_contro_l_emiro_del_qatar-6-363197.html

    • Juri
      aprile 14, 2014 alle 10:06 am

      Da quanto è scritto nell’articolo, pare proprio che il Comune, anziché espropriare, possa ben far valere il diritto di uso pubblico ultra-ventennale e rimuovere con ordinanza gli impedimenti all’utilizzo pubblico delle aree.

  26. Pietro Pirredda - Arzachena (ss)
    aprile 14, 2014 alle 10:09 am

    Gruppo d’Intervento Giuridico :
    da La Nuova Sardegna, 14 aprile 2014
    Spiagge off limits in Costa Smeralda, il Qatar caccia i turisti.
    Le 3 aree di sosta, da sempre a titolo gratuito, sono sbarrate. Il Comune avvia gli espropri, in caso di incendi sarebbe il caos: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/04/14/news/spiagge-off-limits-in-costa-smeralda-il-qatar-caccia-i-turisti-1.9044718

    Come sempre chi viene a casa nostra vuole fare il padrone di casa solo perchè ha un lauto conto in banca ed in questo caso anche molto petrolio. Perdipiù hanno fatto e disfatto con i nostri Governanti di allora senza chiede a chi il territorio lo vive. Noi sardi-galluresi (arzachenesi e olbiesi)! A parte i soliti speculatori (non sardi principalmente) che non vedrebbero l’ora di buttarsi a pesce, noi locali siamo altamente contrari a far diventare quel tratto di costa, un parco divertimenti per persone dal turbante in testa! Spero che la zona a cui si erano interessati i quatarioti, parlo del polmone verde della Costa Smeralda, rimanga intato. Sarei d’accordo, attraverso la giusta applicazione del P.U.L. solo a rimodulare la gestione delle spiagge che d’estate diventa un vero far West.

  27. Shardana
    aprile 14, 2014 alle 2:00 pm

    Mal comune mezzo gaudio………….per i colonizzatori tra l’altro quasi sempre abbbbbbusivi.A carloforte dai nuovi proprietari sono stati chiusi tutti gli accessi alla costa che i tabarkini hanno usato per anni senza che comune,demanio marittimo e cittadini muovessero un dito.Calavinagra,becco,colonne,canale besissa e tanti altri posti.Mi chiedo se sia lecito questo tipo di pratica oramai comune.che ci priva di strade vicinali e l’accesso pedonale ai posti più belli della nostra isola.

  28. aprile 16, 2014 alle 6:39 pm

    da La Nuova Sardegna, 16 aprile 2014
    Spiagge vip: il Qatar libera l’accesso ma non vuole i parcheggi.
    Retromarcia della holding che toglie i massi di sbarramento però detta condizioni, il Comune reagisce con una delibera sugli espropri. (Serena Lullia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/04/16/news/spiagge-vip-il-qatar-libera-l-accesso-ma-non-vuole-i-parcheggi-1.9057941

  29. aprile 19, 2014 alle 11:54 am

    da La Nuova Sardegna, 19 aprile 2014
    Costa Smeralda, inchiesta su evasione da 100 milioni di euro.
    L’ipotesi: fisco aggirato attraverso società riconducibili alla Colony Capital. Una decina di indagati. Nel 2012 il passaggio delle quote alla Qatar Holding: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/04/19/news/costa-smeralda-inchiesta-su-evasione-da-100-milioni-di-euro-1.9076220

    _______________________________________

    da Sardinia Post, 19 aprile 2014
    Vendita della Costa Smeralda. S’indaga su un’evasione da 100 milioni di euro: http://www.sardiniapost.it/cronaca/vendita-costa-smeralda-unevasione-100-milioni-euro/

  30. aprile 20, 2014 alle 11:08 am

    da Sardinia Post, 20 aprile 2014
    Vendita della Costa Smeralda, indagato un funzionario pubblico: http://www.sardiniapost.it/senza-categoria/vendita-costa-smeralda-indagato-funzionario-pubblico/

  31. aprile 22, 2014 alle 5:28 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 aprile 2014
    “Tangenti per Harrod’s a noi? Io li denuncio”.
    Il sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda reagisce pubblicamente alla lettera di minacce sulle autorizzazioni al Qatar per il nuovo villaggio a Porto Cervo: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/04/22/news/ci-accusano-di-prendere-tangenti-e-io-li-denuncio-1.9089767

    ______________________________

    da L’Unione Sarda, 22 aprile 2014
    “Mazzette per il villaggio Harrod’s”. Il sindaco di Arzachena: è una calunnia: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/04/22/mazzette_per_il_villaggio_harrod_s_il_sindaco_di_arzachena_una_calunnia-6-364231.html

  32. aprile 23, 2014 alle 10:20 pm

    banale abusivismo edilizio.

    da La Nuova Sardegna, 23 aprile 2014
    Stop ai lavori nella suite del Cala di Volpe: non c’è l’autorizzazione.
    Ordinanza dell’ufficio tecnico di Arzachena dopo il sopralluogo della polizia locale: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/04/23/news/stop-ai-lavori-nella-suite-del-cala-di-volpe-non-c-e-l-autorizzazione-1.9096000

    ______________________________________________

    da L’Unione Sarda, 23 aprile 2014
    Stop ai lavori nella suite del Cala di Volpe. Manca l’autorizzazione paesaggistica: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/04/23/stop_ai_lavori_nella_suite_del_cala_di_volpe_manca_l_autorizzazione_paesaggistica-6-364465.html

  33. Mag 1, 2014 alle 11:56 am

    le cose sembrano un (bel) po’ diverse.

    dal blog di Francesco Giorgioni, 16 aprile 2014
    DELIRI E INFORMAZIONE: LA BALLA DELLE SPIAGGE DELLA COSTA SMERALDA SBARRATE E LA POLVERIERA LISCIA RUJA: http://francescogiorgioni.blogspot.it/2014/04/deliri-e-informazione-la-balla-delle.html

    ————–

    13 aprile 2014
    LA FAVOLA DELL’EMIRO, IL RITORNO DI HARROD’S E I GINEPRI DI PORTO CERVO: http://francescogiorgioni.blogspot.it/2014/04/la-favola-dellemiro-il-ritorno-di.html?showComment=1398938644294

  34. Mag 5, 2014 alle 10:49 pm

    da L’Unione Sarda, 5 maggio 2014
    Sequestrata suite del Cala di Volpe. La Procura: lavori non autorizzati: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/05/05/sequestrata_suite_del_cala_di_volpe_la_procura_lavori_non_autorizzati-6-366169.html

  35. Mag 7, 2014 alle 2:49 pm

    da L’Unione Sarda, 7 maggio 2014
    Un bagno e alcune finestre: ecco le difformità rispetto al progetto del 1970. Abusi svelati dopo 44 anni. Giallo su chi ha scritto l’esposto: una talpa in Comune. (Andrea Busia): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140507092927.pdf

  36. Mag 8, 2014 alle 2:53 pm

    da L’Unione Sarda, 8 maggio 2014
    ARZACHENA. L’avvocato: piccole irregolarità vecchie di quarant’anni. Abusi al Cala di Volpe:
    corsa contro il tempo. (Andrea Busia): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140508093755.pdf

  37. Mag 25, 2014 alle 2:24 pm

    squallidi.

    A.N.S.A., 25 maggio 2014
    Ruspe in spiaggia per matrimonio vip.
    Polemiche in Costa Smeralda per festa a Romazzino, stop vigili. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/05/25/ruspe-in-spiaggia-per-matrimonio-vip_5e85dd92-43b4-4736-b2f6-e6ddb7a15da2.html)

    OLBIA, 25 MAG – Un matrimonio a 5 stelle, tra una coppia di facoltosi libanesi, con festa in spiaggia e star sul palco a sorpresa. Ma per realizzare l’evento in programma sabato prossimo, nella splendida spiaggia di Romazzino, sono entrate in azione le ruspe che hanno danneggiato l’arenile. Questa mattina i vigili urbani hanno effettuato un sopralluogo, delimitando con paletti e nastro una parte della spiaggia che presenta solchi, anche di 50 centimetri di profondità, creati dalle ruspe.

    _________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 25 maggio 2014
    Matrimonio vip: ruspe in spiaggia, arrivano i vigili urbani.
    Olbia, rapporto alla Procura sui mezzi meccanici utilizzati a Romazzino per allestire un palco: il super sposalizio prevede anche un concerto notturno in riva al mare. (Serena Lullia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/05/25/news/matrimonio-vip-ruspe-in-spiaggia-arrivano-i-vigili-1.9294222

  38. luglio 2, 2014 alle 2:59 pm

    da La Nuova Sardegna, 2 luglio 2014
    Costa Smeralda venduta, Barrack transa e paga il fisco.
    L’agenzia delle Entrate di Olbia incassa due milioni di euro, ma non si chiude l’inchiesta avviata dal procuratore Fiordalisi sulla presunta evasione fiscale da 100 milioni di euro. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/07/02/news/costa-smeralda-venduta-barrack-transa-e-paga-1.9525778

  39. luglio 20, 2014 alle 10:30 am

    da L’Unione Sarda, 20 luglio 2014
    Porto Cervo, diffida della Forestale. “Il villaggio Harrods non si può allestire”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/07/20/porto_cervo_diffida_della_forestale_il_villaggio_harrods_non_si_pu_allestire-6-378587.html

  40. agosto 12, 2014 alle 10:38 am

    Costa Smeralda, si cambia ancora.

    da La Nuova Sardegna, 12 agosto 2014
    Qatar: pronti a rivedere i progetti della nuova Costa Smeralda. (Serena Lullia): http://www.consregsardegna.it/rassegnastampa/pdf/98134_Qatar_pronti_a_rivedere_i_progetti_della_nuo.pdf

    _______________________________________

    da Sardinia Post, 2 agosto 2014
    Costa Smeralda, il Qatar passa al piano B. L’incontro istituzionale è sul maxi-yacht: http://www.sardiniapost.it/economia/costa-smeralda-qatar-passa-piano-b-lincontro-istituzionale-maxi-yacht/

  41. settembre 21, 2014 alle 10:42 am

    da La Nuova sardegna, 21 settembre 2014
    Costa Smeralda: diventa una villa lo stazzo di Karim.
    “Fucareddu” fu comprato dall’Aga Khan nel 1961: ora è la prima dimora di campagna con vista mozzafiato a essere ristrutturata dal Qatar. (Guido Piga): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/09/21/news/costa-smeralda-diventa-una-villa-lo-stazzo-di-karim-1.9971111

  42. febbraio 10, 2015 alle 5:28 pm

    ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

    da L’Unione Sarda, 10 febbraio 2015
    Qatar, si riparte da zero: i dubbi sugli investimenti. (Andrea Busia): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/107378_Qatar_si_riparte_da_zero_i_dubbi_sugli_inve.pdf

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