No alla speculazione energetica nella piana di Cossoine e Giave!


Cossoine, Campu Giavesu, indicazione area progettuale

Cossoine, Campu Giavesu, indicazione area progettuale

 

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, grazie al prezioso operato dell’avv. Claudia Basciu del Foro di Cagliari, ha inoltrato (18 luglio 2013) specifico intervento ad opponendum avverso il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica esperito dalla Energogreen Renewables s.r.l. (Gruppo Fintel Energia Group s.p.a.) che intende realizzare una centrale solare termodinamica (potenza 30 MW) su oltre 160 ettari di Campu Giavesu, nel paesaggio agricolo fra Cossoine e Giave (SS).

La Società promotrice di energie rinnovabili ha impugnato la deliberazione Giunta regionale n. 48/37 dell’11 dicembre 2012, provvedimento conclusivo della procedura di verifica di assoggettabilità (screening, decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) che ha deciso – anche grazie all’atto di “osservazioni” (20 agosto 2012) delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra – di destinare il progetto alla più stringente procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).

Il progetto – avviato nel bel mezzo dell’estate 2012, fra dubbi e contrarietà della popolazione interessata – potrebbe, infatti, portare allo snaturamento di un’ampia area a vocazione agricola nella Sardegna settentrionale.

Cossoine, Campu Giavesu, impianti fotovoltaici

Cossoine, Campu Giavesu, impianti fotovoltaici

In seguito, il Comitato popolare per il no al termodinamico a Cossoine e Giave ha predisposto una petizione on line indirizzata al Ministero dell’ambiente, alla Regione autonoma della Sardegna, alla Provincia di Sassari, ai Comuni di Cossoine e di Giave, raccogliendo centinaia e centinaia di adesioni.

Cossoine - Bonorva, impatto cumulativo centrale eolica (esistente) + centrale solare termodinamica (in progetto)

Cossoine – Bonorva, impatto cumulativo centrale eolica (esistente) + centrale solare termodinamica (in progetto)

Lo scorso 17 marzo 2013, nel corso del referendum comunale, il popolo di Cossoine ha detto il suo forte e chiaro “no” al progetto che snaturerebbe il territorio e il contesto storico-sociale del piccolo centro del Mejlogu: su 544 votanti ben 484 (l’88,97%) elettori si sono espresso negativamente.

In seguito il ricorso della Energogreen Renewables s.r.l., che non accetta di sottoporre l’invasivo progetto energetico al procedimento di V.I.A.

Sono seguite le difese regionali e l’intervento del Comune di Cossoine.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è al fianco dei cittadini e dell’amministrazione comunale di Cossoine per la difesa della propria Terra, della propria storia, della propria identità.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Cossoine - Bonorva, impatto cumulativo centrale eolica (esistente) + centrale solare termodinamica (in progetto)

Cossoine – Bonorva, impatto cumulativo centrale eolica (esistente) + centrale solare termodinamica (in progetto)

(elaborazioni fotografiche Comitato popolare per il No al termodinamico a Cossoine e Giave)

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  1. Mara
    luglio 22, 2013 alle 8:06 am

    Tremendo l’impatto visivo di impianto eolico più centrale solare! Sarebbero praticamente circondati. Possibile che la regione non possa – una volta per tutte – legiferare in materia in modo da impedire ulteriori scempi? Abbiamo tutta l’energia che ci serve eppure la paghiamo più cara che in “Continente”.

  2. Shardana
    luglio 22, 2013 alle 12:18 pm

    Bastaaaaaaaaa!Fuori dalla sardegna speculatori e in galera i loro complici sardi

  3. luglio 22, 2013 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 luglio 2013
    Esposto degli ambientalisti contro la centrale termodinamica da 160 ettari.
    Il Gruppo di intervento giuridico si oppone al ricorso presentato dalla Energogreen Renewables: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/07/22/news/esposto-degli-ambientalisti-contro-la-centrale-termodinamica-da-160-ettari-1.7461165

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    da Sardegna Oggi, 22 luglio 2013
    “No alla speculazione tra Giave e Cossoine”. Ambientalisti contrari al progetto di una centrale solare: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2013-07-22/22469/No_alla_speculazione_tra_Giave_e_Cossoine_Ambientalisti_contrari_al_progetto_di_una_centrale_solare.html

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    da Sardinia Post, 22 luglio 2013
    Cossoine, arriva un esposto contro la centrale termodinamica: http://www.sardiniapost.it/cronaca/cossoine-arriva-un-esposto-contro-la-centrale-termodinamica/

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    da Mejlogu Notizie, 22 luglio 2013
    Cossoine: intervento ad opponendum contro Energogreen. Continua la battaglia contro il termodinamico: http://www.meilogunotizie.net/notizie/territorio/201/cossoine-intervento-ad-opponendum-contro-energogreen

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    da Arrèxini, 22 luglio 2013
    Esposto del Grig contro il termodinamico a Cossoine: http://www.arrexini.info/esposto-del-grig-contro-il-termodinamico-a-cossoine/

  4. Juri
    luglio 22, 2013 alle 7:12 pm

    Pazzesco.
    Come se non bastasse lo scempio eolico di Bonorva! un’autentica vergogna per gli amministratori di quel Comune e per tutti quelli che hanno l’hanno permessa. Vedere una delle parte più pregiate dell’altipiano di Campeda trasformata in un’area industriale è dura da digerire..

  5. luglio 22, 2013 alle 11:37 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  6. Carlo Caleffi
    luglio 23, 2013 alle 11:48 am

    La sardegna gia produce piu energia di quanta ne consuma….basta vedere le statistiche !

  7. luglio 23, 2013 alle 3:05 pm

    da La Nuova Sardegna, 23 luglio 2013
    Ambientalisti in campo contro il termodinamico.
    Anche il Gruppo di intervento giuridico si oppone al ricorso della Energo Green «No alla speculazione energetica nella piana di Cossoine e di Giave». (Mario Bonu)

    COSSOINE. «No alla speculazione energetica nella piana di Cossoine e Giave!». È il grido di battaglia lanciato dal Gruppo di intervento giuridico, che torna in campo contro il mega-progetto di solare termodinamico della Energo Green, inoltrando uno specifico intervento “ad opponendum” contro il ricorso straordinario al Capo dello Stato presentato dalla società di Pollenza (Macerata). L’associazione ecologista – che fin dall’inizio si è schierata a fianco della popolazione di Cossoine, contro l’ecomostro che snaturerebbe per sempre la piana di Su Padru-Campu Giavesu – con la collaborazione dell’avvocato Claudia Basciu del Foro di Cagliari, ha redatto una memoria con cui intende contrastare le affermazioni della Energo Green, che nel suo ricorso straordinario al Presidente della Repubblica sosteneva l’illegittimità della deliberazione della Giunta regionale che imponeva al progetto del termodinamico la procedura di “Via” (Valutazione di impatto ambientale). Il ricorso della Energo Green era arrivato all’indomani del referendum popolare che aveva visto la straordinaria partecipazione di tutto Cossoine, contro un progetto di cui da subito si era colti gli effetti devastanti sul territorio. Il referendum aveva avuto un esito plebiscitario – circa il 90 per cento dei votanti contro l’impianto – che aveva indotto anche l’amministrazione comunale a schierarsi con le ragioni del no. A quel punto, la società del termodinamico, (“persa per persa” aveva detto qualcuno), aveva giocato la sua ultima carta, sostenendo delle tesi che a molti erano sembrate inverosimili. Il ricorso parlava di “presunte incongruenze, presunta alterazione della morfologia naturale dei luoghi, un non meglio specificato notevole impatto di natura paesaggistica, presunti rilevanti impatti sulle componenti acque superficiali e sotterranee, presunti, non meglio identificati impatti sulla componente atmosfera anche nella fase di cantiere, un francamente poco intellegibile ipotizzato consistente consumo di suolo agrari”. Ma il passaggio del ricorso che maggiormente aveva fatto indignare i cossoinesi, era stato quello in cui si affermava che, «per quanto riguarda le irreversibili interferenze con gli elementi caratteristici dell’area agricola, va detto che sono almeno 70 anni che sul terreno ove è prevista la costruzione dell’impianto termodinamico di cui trattasi non vengono effettuate coltivazioni (salvo produzione di foraggio su 3 o 4 ettari)». Invece in tutta l’estensione per centinaia di ettari , non in 3 o 4, tutti gli anni – e ancora quest’anno – si raccoglie un foraggio di straordinaria qualità. Così, al ricorso della Energo Green si erano opposti la Regione – che rischia una richiesta di risarcimento di oltre 900 milioni di euro – ed il Comune di Cossoine. Ed ora, anche il Gruppo di intervento giuridico, con il suo intervento ad opponendum.

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    da L’Unione Sarda, 23 luglio 2013
    Cossoine. Guerra aperta al parco solare. (Gibi Puggioni): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/78810_Guerra_aperta_al_parco_solare.pdf

  8. luglio 23, 2013 alle 5:20 pm

    da Sardinia Post, 23 luglio 2013
    “Dal solare termodinamico a Campu Giavesu più danni che vantaggi”. L’intervento di Sergio Vacca, professore di Scienze del suolo: http://www.sardiniapost.it/angolo-dei-lettori/dal-solare-termodinamico-a-campu-giavesu-piu-danni-che-vantaggi-lintervento-di-sergio-vacca-professore-di-scienze-del-suolo/

  9. giuliana
    luglio 23, 2013 alle 8:24 pm

    mi sfugge un particolare: una delle proprietarie (se non erro di 40 su 160 ettari) si era rifiutata di concederei suoi terreni, pertanto immagino che la società dovesse ridimensionare il progetto, di chi sono i terreni sui quali si dovrebbe realizzare?

    • pepe
      gennaio 5, 2015 alle 8:11 pm

      Noi facciamo parte dei propietari dei terreni,ma è chiaro che non interessa a nessuno.I falsi ambientalisti ed ecologisti che circolano dovrebbero farsi prima un”esame di coscienza,a prescindere da tutto.Mi semra che dalle varie discussioni fatte di cui una al centro sociale a cui ho partecipato mi è sembrato di capire che molti del comitato del no avessero puntualizzato e messo in primo piano sull”eventuale occupazione dei residenti.Quindi vogliamo parlare di ambiente??Oppure di interessi del paese???

  10. Occhio nudo
    luglio 23, 2013 alle 10:30 pm

    e, di grazia, a che ti serve sapere di chi sono i terreni?

  11. ottobre 6, 2013 alle 9:24 am

    da La Nuova Sardegna, 6 ottobre 2013
    Nella piana di Su Padru ritornerà il grano. Il Comitato per il no al termodinamico sta coltivando un terreno: pronti ad aiutare altri proprietari. I promotori dell’iniziativa Vogliamo dimostrare che la valle è fertile rispondendo così all’Energogreen che sostiene invece il contrario. (Mario Bonu)

    COSSOINE. Tornerà a indorarsi di messi, la piana di Su Padru, dopo alcuni anni in cui la produzione principale è stata quella del foraggio. E’ la risposta che il Comitato per il no al termodinamico, insieme a molti altri proprietari e allevatori della zona, vogliono dare alla Energogreen, la società marchigiana che quella piana vorrebbe sommergere con 160 ettari di specchi e acciaio, per realizzare una centrale termodinamica da 30 Mwe. Una risposta che, oltre a voler rappresentare il simbolo di un grande rilancio della piana, vuole smentire le falsità sostenuta da quella società, secondo cui, «data la particolare infertilità del suolo… sono almeno 70 anni che sul terreno ove è prevista la costruzione dell’impianto termodinamico di cui trattasi non vengono effettuate coltivazioni (salvo produzione di foraggio su 3 o 4 ettari)». E così, negli ultimi giorni, la piana di Su Padru è tornata a tingersi di nero e marron, il colore della terra arata dai trattori che preparano i fondi per la semina. E lo stesso Comitato, avvalendosi della guida e delle indicazioni di Cia e della Coldiretti, coltiverà un appezzamento messo a disposizione da uno dei suoi membri. L’aratura del fondo – come può vedere dalla foto – è iniziata nei giorni scorsi, ed entro un mese si procederà alla erpicatura e alla semina. «Riseminare a grano quel terreno – affermano quelli del Comitato – e vederlo nuovamente produrre pane, avrà un grandissimo valore simbolico, ci farà tornare indietro nel tempo e farà capire a chi non ha vissuto il periodo in cui il grano cresceva in tutta la valle, quali sono ancora oggi le potenzialità della nostra splendida pianura». Ma i membri del comitato si sono anche messi a disposizione di tutti coloro che hanno dei terreni da coltivare in Su Padru e vogliano seguirne l’esempio. Il Comitato fornirà il proprio aiuto per recintare i campi o sistemare i drenaggi. «Abbiamo anche – dice Caterina Carboni dello stesso Comitato – la disponibilità di molti pastori e proprietari, che arerebbero gratuitamente con i loro mezzi tutta la valle se fosse necessario, lasciando naturalmente lo spazio fisiologico per il bestiame per poter continuare a pascolare». «Così, coltivando i campi – aggiungono dal Comitato – diamo una risposta anche a coloro che erano favorevoli alla costruzione della centrale perché “tanto la valle non è sfruttata” (come se il fieno e il pascolo non stiano già ora sostentando le famiglie dei pastori che ci lavorano)». « Oggi vi vogliamo dimostrare che, nel momento in cui ce n’è bisogno, la valle può sempre riprendere a produrre e a sfamare la gente, mentre dopo la realizzazione dell’impianto questo non sarà più possibile, per sempre!», affermano i promotori dell’iniziativa. L’articolato programma del Comitato prevede, per il periodo delle messi, una grande raccolta video-fotografica, a futura memoria, della piana coltivata. Con l’aiuto dei rappresentanti di categoria, di esperti e degli anziani, verranno attivati dei laboratori didattici dove si sperimenteranno sul campo le vecchie tecniche di mietitura del grano, la formazione dei covoni, la battitura (alzola) e la pulitura al vento (bentulare) affiancate dalle più recenti tecniche di raccolta con la mietitrebbia. Il grano raccolto sarà fornito ai giovani sposi del paese, verrà trasformato in farina e panificato in occasione di eventi pubblici, e in parte potrà anche essere trasformato in pasta e commercializzato presso il vicino molino Brundu. Insomma, un programma completo di valorizzazione della piana di Su Padru secondo la sua più genuina vocazione.

  12. dicembre 1, 2013 alle 12:45 pm

    da Il Sole 24 Ore, 27 novembre 2013
    Sardegna, il futuro in 24 scatoloni. (Cristina Casadei): http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-11-27/sardegna-futuro-24-scatoloni-065207.shtml?uuid=AB3Uk3f

    ———————

    Sul solare la Sardegna si gioca un pezzo di futuro: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-11-27/sul-solare-sardegna-si-gioca-pezzo-futuro-064711.shtml?uuid=ABHVc3f

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    da Arrèxini, 30 novembre 2013
    Impianti termodinamici in Sardegna, il Ministero scavalca la Regione?: http://www.arrexini.info/impianti-termodinamici-in-sardegna-il-ministero-scavalca-la-regione/

    • dicembre 1, 2013 alle 2:13 pm

      da La Nuova Sardegna, 1 dicembre 2013
      Termodinamico, in agguato una beffa. Cossoine, la società ha trovato un escamotage per chiedere l’autorizzazione al Ministero. La rabbia dei Comitati per il no. (Mario Bonu)

      COSSOINE. Alla fine, pare che sia passata la “furbata” di unificare i quattro impianti termodinamici di Villasor, Gonnosfanadiga, Campu Giavesu (Cossoine), Giave e Bonorva, in un unico mega progetto la cui competenza viene sottratta alla Regione e trasferita allo Stato. Ne ha dato notizia con toni entusiastici il Sole 24 ore del 27 novembre, sotto il titolo “Sardegna, il futuro in 24 scatoloni” (i 24 scatoloni conterrebbero tutti i “documenti, progetti, studi e disegni richiesti per l’avvio della Valutazione di impatto ambientale al ministero dell’Ambiente”, come ha spiegato al “Sole” Tiziano Giovannetti, fondatore e amministratore delegato di Fintel Energia group, la società cui fa capo Energogreen). La “sottile” differenza passa fra gli impianti di potenza inferiore a 300 Mw termici, la cui valutazione di impatto ambientale, sulla base del decreto legislativo 152/2006, rimane di competenza della Regione, e gli impianti oltre i 300 Mw termici per cui la “Via” è integrata nel procedimento per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, e quindi di competenza dello Stato. E siccome le centrali previste in Sardegna sono quattro, “una da 30 Megawatt elettrici e 3 da 50 Megawatt elettrici che corrispondono a 389 Megawatt termici”, aveva detto sempre al Sole 24 ore, il 2 ottobre scorso, Gianluigi Angelantoni, presidente di Ase (Archimede solar Energy) e amministratore delegato di Angelantoni Group, anch’esse coinvolte nel progetto, essendo che la potenza supera i 300 Megawatt termici, si deve applicare la Via nazionale e non quella regionale. «Ciò che non si capisce – sostengono gli oppositori ai progetti – è com’è che il ministero dell’Ambiente abbia potuto sposare una tesi che fonde in un unico impianto quattro centrali che sono agli antipodi sul territorio regionale, e che riguardano aree geografiche con storie, culture, vocazioni, produzioni economiche, caratteristiche ambientali, assai diverse, che non si comprende come possano essere valutate in un unico procedimento di Via». E questo dopo che, a sentire sempre Angelantoni, la presidenza del Consiglio – pare anch’essa fortemente interessata al progetto – «ha inviato un funzionario per un sopralluogo nelle aree interessate». Quella che si capisce bene, invece, è la soddisfazione del presidente di Ase, che sempre al Sole 24 ore dice: “Adesso che i nostri impianti sono sotto la procedura autorizzativa del ministero dell’Ambiente e che è intervenuta anche questa nuova norma, avremo un notevole beneficio in termini di semplificazione del processo». Che si spinge anche oltre, facendo sapere che “a nome di Anest, l’Associazione nazionale energia solare termodinamica, abbiamo chiesto che Ase sia definito di rilevanza strategica nazionale, in modo tale che l’attenzione sul progetto venga portata a livello centrale, governativo». La notizia ha creato forte allarme fra gli ambientalisti e i comitati per il no ai progetti del termodinamico, dell’eolico, del fotovoltaico. Il timore è che si compiano nuovi passi avanti in un processo di esproprio delle competenze. «Ma ciò che sorprende – sostengono gli ambientalisti – è il silenzio assordante di una classe politica che pare non abbia voglia o interesse a difendere le proprie prerogative, che poi sono le prerogative di dignità di un popolo. Perché – concludono – il presidente Cappellacci non ha detto una parola sull’argomento?»

  13. dicembre 3, 2013 alle 8:34 am

    da La Nuova Sardegna, 3 dicembre 2013
    Al ministero i piani sul termodinamico.
    Sono 24 scatoloni di documenti: l’obiettivo è avere l’ok per tutti gli impianti previsti nell’isola. I Comitati: pronti alla guerra. (Mario Bonu)

    COSSOINE. La conferma è ufficiosa, ma proviene da fonti assai attendibili: i 24 scatoloni di documenti dei progetti del termodinamico in Sardegna, sarebbero effettivamente già arrivati a Roma, al ministero dell’Ambiente. Così come riportato nell’articolo del Sole 24 Ore del 27 novembre, dove Gianluigi Angelantoni, presidente di Ase (Archimede solar energy) e amministratore delegato dell’Angelantoni Group, anch’esse coinvolte insieme a Fintel nei progetti, sostiene che “adesso che i nostri impianti sono sotto la procedura autorizzativa del ministero dell’Ambiente e che è intervenuta anche questa nuova norma, avremo un notevole beneficio in termini di semplificazione del processo”. La nuova norma di cui parla il presidente di Ase è quella contenuta nel collegato ambientale approvato nei giorni scorsi dal Governo, in base alla quale, vengono unificate le commissioni “Vas” (Valutazione ambientale strategica, “Via” (Valutazione di impatto ambientale) e “Aia” (Autorizzazione integrata ambientale). Sarebbe anche confermata – ma su questo, al momento, le notizie sono più fumose – la “trovata” che ha consentito alle società del termodinamico di ottenere il trasferimento delle competenze sul procedimento di “Via”, da Cagliari a Roma. L’unificazione in un unico grande progetto dei quattro impianti previsti in diverse zone della Sardegna. La tesi che aveva sostenuto lo stesso Angelantoni, sempre sul Sole 24 Ore, il 2 ottobre, parlando delle centrali previste a Campu Giavesu (Cossoine), Villasor, Gonnosfanadiga, Giave e Bonorva, “una da 30 Megawatt elettrici e 3 da 50 Megawatt elettrici che corrispondono a 389 Megawatt termici”, per cui, concludeva il Sole, “essendo di potenza superiore ai 300 Megawatt termici si deve applicare la Via nazionale e non quella regionale”. Va detto che sul sito del ministero dell’Ambiente (che viene aggiornato in tempo reale), al momento non c’è traccia del progetto, né nella sezione dedicata alla “verifica di esclusione/assoggettabilità alla Via”, men che meno in quella dedicata ai progetti già sottoposti alla valutazione di impatto ambientale. Ma questo, molto semplicemente, può significare che il progetto si trova nella fase della verifica amministrativa, che precede tutte le altre. Quella fase in cui intendono introdursi i comitati contro il termodinamico nelle aree agricole, che stanno approntando le contromisure per contrastare «quello che si configura – dicono – come un vero e proprio scippo di prerogative irrinunciabili per la Sardegna: quelle relative al governo del proprio territorio». Del problema i comitati hanno parlato in un incontro tenutosi domenica, dove sono state delineate le strategie per reagire a quella sottrazione di sovranità. Le idee in campo sono molte, dai documenti da inviare al Presidente del Consiglio e al ministro dell’Ambiente, alla ricerca di contatti con deputati dei diversi schieramenti affinché venga presentata una interrogazione parlamentare, dalla ricerca di spazio sulla stampa nazionale, alle eventuali azioni legali.

  1. aprile 2, 2014 alle 11:13 am

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