Home > difesa del territorio, energia, fonti rinnovabili, inquinamento, paesaggio, salute pubblica, sostenibilità ambientale, zone umide > Vuoi vedere che riescono a causare un terremoto anche in Sardegna?

Vuoi vedere che riescono a causare un terremoto anche in Sardegna?


Cagliari, Poetto, Torre spagnola

Cagliari, Poetto, Torre spagnola

La Sardegna rientra ai fini della pericolosità sismica nella zona 4 – sismicità molto bassa (ordinanza Presidente Consiglio Ministri 20 marzo 2003, n. 3274 e successive modifiche e integrazioni), seppure qualche terremoto l’ha vissuto in tempi geologicamente recenti pur nella sua lunga storia.

Il 4 giugno 1616, secondo i risultati delle ricerche dell’Istituto di storia dell’Europa mediterranea del Consiglio nazionale delle ricerche (ISEM–CNR), nonché un’iscrizione presso la Cattedrale di Cagliari, avvenne il più rilevante e causò danni alle Torri costiere di Cala Pira, San Luigi, l’Isola di Serpentara, di Porto Giunco, l’Isola dei Cavoli, di Cala Caterina, di Capo Boi, di Cala Regina fino a Monte Fenugu, provocando grande angoscia nell’area della Sardegna sud-orientale.  Da allora ne sono stati rilevati altri 8, senza conseguenza alcuna.

In Svizzera, sul Lago di Costanza, sono state precipitosamente interrotte le perforazioni geotermiche perché – secondo il Servizio Sismico Svizzero – hanno provocato un terremoto di 3,6 gradi della scala Richter e non si esclude che ve ne saranno altri.

Vuoi vedere che ora anche in Sardegna, finalmente, riusciremo ad avere qualche altro terremoto?

Garzetta (Egretta garzetta)

Garzetta (Egretta garzetta)

Infatti, secondo una ricerca del Comitato “No al progetto Eleonora”, sono ormai numerosi i permessi di ricerca per idrocarburi e gas naturale:

– Il Progetto Eleonora (44.300 ettari nella provincia di Oristano) per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi;
– Il Progetto Igia (18.700 ettari nel Medio Campidano) per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi (B.U.R.A.S. n. 7 dell’8 marzo 2012), mentre, secondo la richiesta presentata al Ministero per lo sviluppo economico, interesserebbe un progetto per la ricerca di risorse geotermiche;

– 7 progetti riguardano la ricerca di risorse geotermiche (su complessivamente 149.000 ettari);

– 3 progetti interessano la ricerca di idrocarburi a mare: due presentati dal Gruppo Saras s.p.a. per trivellazioni nel Golfo di Cagliari e nel Golfo di Oristano (entrambi i progetti sono stati finora non accolti), la terza di Puma Petroleum s.p.a. per un pozzo al largo di Capo Mannu, Sinis, OR).

Fra questi quello con la procedura amministrativa più avanzata è certo il permesso di ricerca di idrocarburi “Eleonora” del Gruppo Saras s.p.a. nel territorio comunale di Arborea (OR), ora assoggettato alla procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).

Sul B.U.R.A.S. n. 28 (parte III) del 20 giugno 2013 sono pubblicati quattro avvisi dell’avvenuta richiesta da parte della Tosco Geo s.r.l. di Arezzo per altrettanti permessi di ricerca per risorse geotermiche (“Villacidro”, “San Gavino Monreale”, “Sardara”, “Guspini”) ai sensi del decreto legislativo n. 22/2010.

Naturalmente le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus interverranno nei relativi procedimenti al fianco dei locali Comitati popolari e delle Amministrazioni comunali (quelle che lo faranno) per difendere le ragioni dei territori interessati, dell’ambiente e della salute pubblica.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Sardegna, progetti ricerche minerarie

Sardegna, progetti ricerche minerarie

da Il Corriere della Sera, 21 luglio 2013

LAGO DI COSTANZA (SVIZZERA). Svizzera, la perforazione geotermica  scatena il terremoto: stop al progetto. Il sisma di 3,6 sulla scala Richter non ha provocato danni. «Non si possono escludere altri terremoti nei prossimi giorni».

Il sisma registrato sabato all’alba nella regione attorno al Lago di Costanza, in Svizzera, non è stato di forte intensità: 3,6 sulla scala Richter. Ciò nonostante, lo sciame di polemiche è appena iniziato: la scossa sarebbe stata provocata dai lavori di perforazione per la realizzazione di una centrale geotermica nella zona. Il progetto è stato provvisoriamente interrotto.

EPICENTRO – Il sisma, verificatosi sabato alle 5.30, e avvertito chiaramente dai cittadini di San Gallo, sarebbe stato causato dai lavori di perforazione per la realizzazione di una centrale geotermica nei pressi di San Gallo. Le scosse si sono sentite fino a Herisau, nel Canton Appenzello Esterno. Stando al Servizio sismico svizzero, responsabile del sisma sarebbe proprio il progetto vicino all’abitato di Sittertobel, un progetto che prevede di sfruttare il calore delle profondità terrestri. Anche per il Servizio sismologico del Politecnico federale di Zurigo c’è un «collegamento diretto» coi lavori di perforazione. Il sisma, infatti, è stato localizzato a quattro chilometri sotto la superficie, ha precisato il centro di ricerca, secondo cui piccoli danni alle strutture non si possono escludere in caso di eventi di simile magnitudo situati ad una simile profondità. In questo caso, però, non si sono registrati danni. Tuttavia, già nei giorni scorsi la gente aveva avvertito delle leggeri scosse, riferisce l’Agenzia telegrafica svizzera.

FUGA DI GAS – «Nei prossimi giorni non si possono escludere altri terremoti nella regione», comunicano dal Politecnico zurighese. Insomma, tra la popolazione cresce la preoccupazione, mentre i responsabili del progetto cercano di smorzare le polemiche. I lavori, in ogni caso, sono stati interrotti. Per analizzare l’intera situazione e per stabilizzare il foro. Una decisione sulla loro continuazione sarà presa nei prossimi giorni. Il direttore delle Aziende industriali di San Gallo, Ivo Schillig, ha spiegato alla SonntagsZeitung, che lo scorso venerdì era stata scoperta una fuga di gas ad alta pressione nel foro di trivellazione. Per evitare pericolose fuoriuscite di gas, sono stati perciò pompati nel foro 650 metri cubi di acqua e fango. Secondo Schillig, questa misura potrebbe aver causato il terremoto. «In questo modo si è potuto evitare danni ancora maggiori», ha precisato.

IL PRECEDENTE – Obiettivo dei lavori di perforazione, iniziati lo scorso marzo, è la ricerca di acqua a 140 gradi a circa 4,5 chilometri sotto la superficie terrestre. In seguito, una centrale dovrebbe alimentare con quest’acqua circa la metà degli edifici della città di San Gallo. Non è la prima volta che in Svizzera si verificano terremoti scatenati dall’uomo: a Basilea, un progetto simile è stato abbandonato nel 2006, dopo l’erompere di fenomeni simili in una regione nella quale sussiste un certo rischio sismico. A Basilea fu misurata una scossa di 3,4 magnitudo Richter.

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

(cartofgrafia Comitato “No al progetto Eleonora”, foto S.D., archivio GrIG)

  1. luglio 23, 2013 alle 5:41 PM

    su Il Manifesto Sardo, 23 luglio 2013
    Alla Sardegna manca solo il terremoto: http://www.manifestosardo.org/alla-sardegna-manca-solo-il-terremoto/

  2. luglio 23, 2013 alle 6:11 PM

    da Cagliari Globalist, 23 luglio 2013
    Vuoi vedere che riusciremo ad avere un altro terremoto in Sardegna?
    L’allarme lanciato delle associazioni ambientaliste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=81930&typeb=0&Ecologisti-vuoi-vedere-che-riescono-a-causare-un-terremoto-anche-in-Sardegna-

    ___________________________

    da Link Oristano, 23 luglio 2013
    Dalle ricerche energetiche in Sardegna pericoli per possibili terremoti?: http://www.linkoristano.it/prima-categoria/2013/07/23/dalle-ricerche-energetiche-in-sardegna-pericoli-per-possibili-terremoti/#.Ue6q6NJM–k

    ______________________________

    da Sardinia Post, 23 luglio 2013
    “Provocano terremoti”: la Svizzera blocca le perforazioni geotermiche. Ma in Sardegna fioccano i permessi: http://www.sardiniapost.it/cronaca/provocano-terremoti-la-svizzera-blocca-le-perforazioni-geotermiche-ma-in-sardegna-fioccano-i-permessi/

  3. luglio 24, 2013 alle 6:27 PM

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  4. luglio 24, 2013 alle 6:41 PM

    da CagliariPad, 24 luglio 2013
    Relazioni pericolose: trivelle e terremoti. Perché rischiare?
    “Finalmente avremo anche noi un sisma”: è l’allarme degli ecologisti che si aggiunge ai tanti dubbi, ancora poco ascoltati, dei Comitati civici contro la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo sardo. (Martina Marras): http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=4038

  5. luglio 25, 2013 alle 6:56 am

    Il paragone estensivo fra il terremoto di San Gallo correlato allo sfruttamento geotermico e l’eventuale sismicità indotta in Sardegna dallo sfruttamento per fracking (meccanismo di creazione di idrofratture) dei giacimenti di combustibili fossili è un po’ forzato: mentre l’effetto sismogenetico dell’iniezione di fluidi in fase di pompaggio utilizzata in ambito geotermico è stato effettivamente riscontrato, specie in quei contesti geologici caratterizzati da faglie importanti, per il fracking tale correlazione non ha ancora evidenze scientifiche certe per terremoti con magnitudo maggiore di 3.6. Per il fracking è maggiore la pericolosità legata alla stabilità dei pozzi in fase di emungimento e di pompaggio, ma è questione diversa dalla sismicità.
    Mi sembra invece interessante nel caso di S. Gallo riflettere su come funzionino i meccanismi di controllo: il progetto geotermico nel Sittertobel fa capo alle aziende municipalizzate (non alle “Aziende industriali”) di San Gallo ed il servizio sismico elvetico svolge un ruolo di monitoraggio e controllo, in virtù del quale dopo il sisma ha fatto sospendere l’attività.
    La domanda da porsi, a mio avviso, è piuttosto: se il progetto fosse dipeso da un soggetto privato e non pubblico e/o collettivo il ruolo di controllo – esercitato in questo caso da un ente pubblico quale il servizio geologico nazionale- avrebbe funzionato allo stesso modo? È possibile svolgere il monitoraggio sulle attività di una società privata ed avere poi capacità d’incidenza tale da sospendere i lavori per un principio di precauzione?

  6. Shardana
    luglio 25, 2013 alle 9:21 am

    Seguite il blog di Gianni lannes?Provateci una volta

  7. agosto 8, 2013 alle 3:27 PM

    dal blog di Salviamo il Paesaggio, difendiamo i Territori, 4 agosto 2013
    Sardegna: i pericoli nascosti nella ricerca di idrocarburi: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/08/sardegna-i-pericoli-nascosti-nella-ricerca-di-idrocarburi/

  8. agosto 28, 2013 alle 2:47 PM

    da Centro Meteo Italiano, 27 agosto 2013
    Nella notte scossa di terremoto a Nord-Est della Sardegna: http://www.centrometeoitaliano.it/nella-notte-scossa-di-terremoto-a-nord-est-della-sardegna/

  9. settembre 8, 2013 alle 10:40 am

    da La Nuova Sardegna, 8 settembre 2013
    OFF SHORE » I PALETTI DEL MINISTERO. Trivellazioni, le coste sarde sono salve. Un decreto vieta le ricerche di idrocarburi entro le 12 miglia. Nel 2011 una società avviò esplorazioni nel golfo di Oristano. Il ministro Zanonato. Sosteniamo lo sviluppo delle aree nazionali strategiche concentrando le attività in zone a minore impatto ambientale. (Silvia Sanna)

    SASSARI. Questa volta i rischi sembrano allontanarsi sul serio. Le trivelle per la ricerca e produzioni di idrocarburi dovranno stare a debita distanza dalle coste sarde. Così come da gran parte dei litorali del resto d’Italia. Lo dice il decreto firmato dal ministro allo Sviluppo economico Flavio Zanonato, che dimezza le aree aperte alle attività off-shore (la superficie complessiva passa da 255mila a 139mila chilometri quadrati) ma soprattutto fissa un limite ben preciso: niente potrà essere fatto entro le 12 miglia dalla costa. Il decreto, ispirato alle norme di legge approvate dal Parlamento nell’ultimo anno e in coerenza con la direzione indicata dalla Strategia energetica nazionale, sposta tutte le nuove attività e quindi le relative concessioni verso aree lontane dalle coste e già interessate da ricerche di paesi confinanti. È quello che accade vicino alla Sardegna, dove una nuova area viene individuata nel mare delle Baleari, in una zona contigua ad aree di ricerca spagnole e francesi. È cancellata definitivamente, dunque, la possibilità che possano proseguire le esplorazioni avviate nel 2011 da parte della società britannica Puma Petroleum (costola dell’australiana Key Petroleum), nei 683 chilometri di costa nel golfo di Oristano: uno specchio d’acqua di fronte alle spiagge del Sinis che dall’isola di Mal di Ventre arriva sino alla costa di Bosa. La Puma Petroleum aveva iniziato l’attività in Sardegna forte del permesso di ricerca concesso nell’aprile del 2010 dal Ministero dell’Ambiente. Di quelle esplorazioni non si sente più parlare dal 2011. Ma è indubbio che il recente decreto – che arriva in un periodo estremamente delicato per le polemiche sul progetto della Saras ad Arborea – allontana definitivamente dall’orizzonte isolano sia la Puma sia altre società che potrebbero essere interessate ad attività di ricerca intorno alla Sardegna. «Con questo decreto – ha spiegato il ministro Zanonato – sosteniamo lo sviluppo delle risorse nazionali strategiche, concentrando le attività di ricerca e sviluppo di idrocarburi in poche aree marine a maggior potenziale e a minore sensibilità ambientale». Ancora: «Il decreto prevede l’impiego dei più elevati standard di sicurezza e di tecnologie all’avanguardia nelle quali le aziende italiane detengono una posizione di leadership internazionale». Nel dettaglio, come si vede nella cartina del Ministero, le nuove regole salvano l’intera area tirrenica, mentre stabiliscono nuove fasce autorizzate in quella adriatica (con l’eccezione del promontorio del Gargano in Puglia e delle coste venete), nell’area ionica e nel canale di Sicilia.

  10. ottobre 4, 2013 alle 2:51 PM

    anche in Spagna.

    A.N.S.A., 4 ottobre 2013
    Spagna: governo sospende attività Castor.
    In corso studi collegamento tra impianto stoccaggio gas e scosse: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/10/04/Spagna-governo-sospende-attivita-Castor_9407235.html

    ___________________________

    da Il Fatto Quotidiano, 7 ottobre 2013
    Spagna, governo sospende attività Castor di stoccaggio gas per timore terremoti.
    Al largo del golfo di Valencia c’è un impianto sottomarino che potrebbe aver provocato microsismi. Uno sciame sismico che preoccupa la popolazione e che ha convinto il ministro dell’Industria iberico, José Manuel Soria, a chiudere l’attività in attesa di risposte da parte dei geologi. “Sembra ci sia una correlazione” dice il rappresentante dell’esecutivo. (Silvia Ragusa): http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/07/spagna-governo-sospende-attivita-castor-di-stoccaggio-gas-per-timore-terremoti/735782/

  11. maggio 28, 2014 alle 5:32 PM

    da Sardinia Post, 28 maggio 2014
    Il mar di Sardegna nel mirino dei petrolieri. Ricerche da Alghero a Capo Mannu. (Piero Loi): http://www.sardiniapost.it/economia/mare-sardegna-nel-mirino-dei-petrolieri-depositato-studio-dimpatto-ambientale/

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: