Una centrale a biomassa fuori posto, a Nazzano (ROMA).


 

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, raccogliendo preoccupatissime segnalazioni da parte di residenti e del Comitato “Vita e Territorio”, ha inoltrato (14 giugno 2013) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo la prossima realizzazione di una centrale a biomassa (pirolisi) con potenza verosimilmente pari a 199 kW nel Comune di Nazzano (ROMA).

Interessati il Ministero dell’ambiente, la Regione Lazio, il Comune di Nazzano, la Riserva naturale regionale “Tevere – Farfa”, i Carabinieri del N.O.E., il Corpo forestale dello Stato, informata anche la Commissione europea.

Il ciclo produttivo di tali impianti prevede l’immissione – al pari di ogni processo di combustione – di fattori di inquinamento nell’aria: monossido di carbonioNOxcomposti organici volatili (COV), particolati e altri inquinanti. Immissioni riducibili solo in presenza di tecnologie particolarmente avanzate.

Tuttavia, il regime autorizzativo per tali impianti di produzione energetica da c.d. fonti rinnovabili appare prevedere la mera comunicazione di avvio dei lavori al Comune territorialmente competente, corredata di “dettagliata relazione a firma di un progettista abilitato e dagli opportuni elaborati progettuali, che  attesti la compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici approvati e i regolamenti edilizi  vigenti e la non contrarietà agli strumenti urbanistici adottati, nonché il rispetto delle norme di  sicurezza e di quelle igienico-sanitarie” (art. 6 del decreto legislativo n. 28/2011).  In linea teorica, quindi, non vi sarebbe alcuna valutazione ambientale preventiva.

Garzetta (Egretta garzetta)

Garzetta (Egretta garzetta)

L’area in argomento risulta distante poche centinaia di metri dalla riserva naturale regionale “Tevere – Farfa” (legge regionale Lazio n. 21/1979), nonché ricadente entro la zona di protezione speciale (Z.P.S.) “Tevere – Farfa” (codice IT6030012), ai sensi della direttiva n. 2009/147/CE sulla salvaguardia dell’avifauna selvatica: qualsiasi intervento in aree Z.P.S./S.I.C. ricadenti nella Rete Natura 2000 dev’essere preceduto da positiva conclusione della procedura di valutazione di incidenza ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 367/1997 e s.m.i., in quanto non intervento escluso ai sensi della deliberazione Giunta regionale Lazio 4 agosto 2006, n. 534.

Inoltre, pur non soggetti alla normativa sulla valutazione di impatto ambientale e sulla verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) per non superamento delle soglie minime, tali impianti a biomassa possono esser autorizzati soltanto se non siano in zona già superati “i valori limite fissati per la protezione della salute umana dalla Direttiva 1999/30/CE come indicato nella sentenza della Corte di giustizia del 19 dicembre 2012 … con riferimento al particolato e al biossido di azoto. I dati dimostrano in modo sempre più evidente che la combustione del legno contribuisce ad aumentare i livelli di particolato (PM) presente in atmosfera”.  Con sentenza Corte di Giustizia U.E. 19 dicembre 2012, causa C-68/11 è stata riconosciuta la responsabilità dell’Italia per non aver ottemperato alle prescrizioni della direttiva n. 1999/30/CE sui valori limite di concentrazione dei PM10.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ritiene che le garanzie per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica debbano esser forti ed efficaci, non potendo certo esser lasciate esclusivamente ad autocertificazioni da parte delle imprese interessate.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Bio IX
    giugno 17, 2013 alle 11:19 am

    Sarei curioso di conoscere una centrale a bio masse “a posto”.

  2. giugno 18, 2013 alle 3:07 pm

    da Sabinia.it, 17 giugno 2013
    Una centrale a biomassa fuori posto, a Nazzano: http://www.sabinia.it/una-centrale-a-biomassa-fuori-posto-a-nazzano-7977/

    ___________________________________________

    da Sabina Magazine, 18 giugno 2013
    Una centrale a biomassa FUORI POSTO, a NAZZANO: http://sabinamagazine.it/sabina-attualita/4608-una-centrale-a-biomassa-fuori-posto-a-nazzano.html

  3. Shardana
    giugno 19, 2013 alle 10:47 am

    Sarei curioso di sapere se la centrale ENEL di portovesme,che scarica biomasse su camin ,all’aperto,a due passi dall’imbarco dai traghetti per carloforte e poi le brucia.Sappiamo che gli impianti a biomassa possono essere autorizzati solo se non sono superati in zona i valori limite fissati per la protezione umana…..Ma noi siamo cavie sulle quali sperimentare le ricadute inquinanti delle fabbriche dei veleni.Capito da dove proviene la nostra diffidenza GRig

  4. giugno 28, 2013 alle 3:00 pm

    il Comune di Nazzano (nota prot. n. 2614 del 26 giugno 2013) ha comunicato che – al 26 giugno 2013 – non risulta alcun atto relativo alla realizzazione della centrale a biomassa.

  1. giugno 17, 2013 alle 6:22 am

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