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Non è più previsto alcun radar a Capo Sandalo, le esigenze fondamentali sono all‘Asinara.


Cagliari, S. Elia, Torre dei Segnali, radar VTS Guardia costiera

Cagliari, S. Elia, Torre dei Segnali, radar VTS Guardia costiera

Recentemente sono pervenute segnalazioni allarmate, riprese anche dalla stampa on line, riguardo alla realizzazione di un radar da parte del Corpo delle Capitanerie di Porto presso il Faro di Capo Sandalo, in Comune di Carloforte (CI).

Dopo una manifestazione contro l’installazione dell’impianto, Antonello Repetto, pacifista di Pax Christi, sarebbe stato denunciato per “procurato allarme” dai Carabinieri in seguito a una sua lettera in cui preannunciava “azioni di sabotaggio” del radar.

In realtà, il radar inizialmente previsto, insieme ad altri 14 radar (dei quali due esistenti, a Guardia Vecchia, sull’Isola di La Maddalena, e a Capo S. Elia, Cagliari) e facenti parte di un unico sistema coordinato da posizionarsi lungo i litorali sardi, non è più in programma sia per ragioni finanziarie che per la netta presa di posizione del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del Mare, in seguito ai ricorsi (30 dicembre 2011 e 12 agosto 2011) inoltrati dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra.

Analogamente, la Guardia di Finanza ha comunicato una modifica dell’originario programma con la rinuncia ai siti precedentemente individuati (Capo Sperone, S. Antioco; S. Vittoria-Ischia Ruja, Tresnuraghes; Argentiera, Sassari; Capo Pecora, Fluminimaggiore).

Carloforte, faro di Capo Sandalo

Carloforte, faro di Capo Sandalo

L’unica nuova installazione ritenuta ora imprescindibile e fondamentale dalla Guardia costiera per il sistema VTS (Vessel Traffic Service) promosso dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per il controllo del traffico marittimo e in funzione anti-inquinamento è quella dell’Asinara, per il controllo dell’ingente traffico navale nelle Bocche di Bonifacio, estremamente delicato sotto il profilo ambientale (l’altro radar VTS è operativo a Guardia Vecchia, La Maddalena).

Abbandonata l’ipotesi di Punta Scomunica, respinta formalmente anche dall’Ente Parco nazionale dell’Asinara, la considerazione riguarda ora il sito dove sono già presenti i ripetitori telefonici e delle Forze dell’ordine, previa riorganizzazione e bonifica ambientale.

Previsto, finalmente, il completo ripristino ambientale dei lavori svolti in assenza di autorizzazione a Punta Scomunica.

Un ulteriore installazione – ritenuta utile, ma non indispensabile – è quella prevista sull’Isola Bocca, nel Golfo di Olbia, in quanto specchio d’acqua con ingente traffico marittimo.

Queste sono le informazioni fornite direttamente dal Capitano di vascello Vincenzo Di Marco, comandante della Direzione marittima di Cagliari, nel corso di una riunione (24 aprile 2013) tenuta con le associazioni ecologiste (Amici della Terra, Italia Nostra, Legambiente, WWF, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus): si è in attesa della documentazione, che sarà pubblicata una volta acquisita.

Nessun radar, quindi, a Capo Sandalo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra

Carloforte, Capo Sandalo

Carloforte, Capo Sandalo

 

 

 

da La Nuova Sardegna, 13 giugno 2013

CARLOFORTE. Indagato un attivista del comitato “No radar”Simone Repetto

CARLOFORTE. Ha minacciato di entrare in zona militare e sabotare l’eventuale radar di nuova installazione ma è stato indagato per “allarme procurato”. E’ accaduto all’attivista di Pax Christi Antonello Repetto, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Comando Militare Marittimo della Sardegna ed al comando generale delle Capitanerie di Porto di Roma, comunicando le sue intenzioni a proposito dell’installazione del nuovo radar della Guardia Costiera a capo Sandalo. «Ho appreso che il comandante Di Marco, della Guardia Costiera della Sardegna, ha confermato l’installazione di un radar a capo Sandalo», ha esordito Repetto nella missiva: «Quando verrà installato violerò di nuovo la zona militare e provvederò anche a sabotarlo, Me lo impone la mia coscienza di cittadino e cristiano». Infine lo slogan: «Basta con le spese militari! Più ospedali più scuole, più lavoro più ricerca».”. Insieme agli altri attivisti del comitato “No radar capo Sandalo”, aveva partecipato ai sit-in prima di fronte al cancello che porta al faro, poi sul lungomare carlofortino.

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. Shardana
    giugno 16, 2013 alle 11:50 am

    Beato il gruppo che nutre fiducia….in attesa di documentazione anche noi per poter stare tranquilli.Nel frattempo onore a Antonello Repetto,il solitario attivista carlofortino sempre in prima linea per la difesa della salute e del territorio tra l’indifferenza generale e lo scherno dei San pietrini.NO RADAR NE QUI NE ALTROVE

    • giugno 16, 2013 alle 1:31 PM

      beato Shardana che nutre certezze basate su non si sa che cosa.
      Oltre a quanto affermato dal Comandante della Capitaneria di Porto di Cagliari c’è quanto messo nero su bianco dal Ministero dell’ambiente – Direzione generale della protezione della natura e del mare è intervenuto (nota PNM – 2012 – 972 del 17 gennaio 2012).
      E beato pure il popolo che non ha bisogno di eroi (Berthold Brecht).

      Stefano Deliperi

  2. Shardana
    giugno 16, 2013 alle 4:46 PM

    Io non parlavo di eroi ma di attivisti…..c’è molta differenza.Che ne sai tù delle pressioni che può subire una persona in un piccolo paese.Quà non si parla di “mi piace” ma di agire.Se eravate già al corrente della non installazione,perchè non avete informato prima la gente?Perché il comandante di vascello non ha tenuto una riunione con i comitati no radar anzichè con le associazioni ecologiste,o perlomeno con entrambe le parti?A forza di fidarci,guarda come è ridotta la nostra terra……Un popolo che non ha bisogno di eroi è beato(perchè non ha tiranni che gli condizionano la vita) Ciao gruppodin e NO RADAR NE QUÌ NE ALTROVE

    • giugno 16, 2013 alle 5:23 PM

      caro Shardana, qui ci sono persone che si battono in prima persona – con nome e cognome e non con un nickname – da anni per difendere ambiente e salute pubblica.
      E, ti assicuro, non sai nè immagini quali “pressioni” e altro possano aver subito per l’attività svolta.
      Certi toni riservali altrove.

      Stefano Deliperi

      P.S. “perchè non avete informato la gente?”
      La “gente” chi? E perchè la “gente” non ha chiesto nulla?

  3. giugno 16, 2013 alle 5:50 PM

    da Casteddu online, 16 giugno 2013
    Non è più previsto alcun radar a Capo Sandalo, allarme ingiustificato: http://www.castedduonline.it/non%C3%A8-pi%C3%B9-previsto-alcun-radar-capo-sandalo-allarme-ingiustificato

    ____________________________

    da CagliariPad, 16 giugno 2013
    Radar militari, vincono gli ambientalisti: nessuna nuova installazione a Carloforte.
    La Capitaneria di Porto assicura che l’unico sistema Vts di controllo del traffico marittimo sarà realizzato all’Asinara. La soddisfazione delle associazioni Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=3446

    _________________________________

    da Cagliari Globalist, 16 giugno 2013
    Nessun radar militare a Capo Sandalo.
    L’istallazione, prevista insieme ad altri 14 radar, non è più nel programma ministeriale per ragioni finanziare e per il forte no degli ambientalisti: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=78304&typeb=0&Nessun-radar-militare-a-Capo-Sandalo-

  4. giugno 16, 2013 alle 10:54 PM

    da L’Unione Sarda on line, 16 giugno 2013
    Niente più radar militare a Carloforte. Gli ecologisti: “Ora si punta sull’Asinara”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/06/16/niente_pi_radar_militare_a_carloforte_gli_ecologisti_ora_si_punta_all_asinara-6-318915.html

    ________________________________

    da Sardinia Post, 16 giugno 2013
    Niente più radar militare a Carloforte, ora si punta sull’Asinara: http://www.sardiniapost.it/cronaca/niente-piu-radar-militare-a-carloforte-ora-si-punta-sullasinara/

  5. romano
    giugno 17, 2013 alle 11:04 am

    carissimo Stefano non mi risulta di nessun documento SCRITTO. Aspetto questo prima di festeggiare e dare pubblica notizia.
    Altre persone ci hanno comunicato cose diverse dette da Di MAggio e inoltre abbiamo ricevuto:
    -” Pochi giorni fa hanno contattato il comune di Olbia per annunciare
    l’imminente installazione, ne abbiamo notizia perché ieri il presidente
    della commissione ambiente del consiglio comunale di Olbia ha chiamato, allarmatissimo Oberdan, del comitato Ni-Radar Olbia, per avvisarlo.

    ora tu scrivi: ”
    Un ulteriore installazione – ritenuta utile, ma non indispensabile – è quella prevista sull’Isola Bocca, nel Golfo di Olbia, in quanto specchio d’acqua con ingente traffico marittimo.”

    Che cosa ti faccia pensare che utile,ma non indispensabile significhi nessuna installazione per me è un mistero… ti inviterei a muoverti con più calma e coordinato con altri gruppi ambientalisti.. non abbiamo bisogno di tante cose e divisioni stupide tra noi è una di quelle ! 🙂

    credo che tu non capiscadel tutto come si muovono i miltitari (depistaggi, controordini,falsificazoini, insabbiamenti) e cos’altro c’è dietro milioni di euro. Quante volte abbiamo visto note scritte da un ministero non risultare in nessuna benefico effetto ?
    SE NON CI FOSSE STATA L’AUTO DENUNCIA DI REPETTO non sarebbero venute fuori quste dichiarazioni ,pure contradditorie ( perchè denunciare qualcuno che dice farò x se farete Y se non si ha nessuna intenzione di fare Y ?

    E se non ci fossero stati i Comitati e il coordinamento dei Comitati non credo che i rusultati sarebbero gli stessi

    • giugno 17, 2013 alle 5:14 PM

      carissimo Romano,

      non so chi sia ‘sto Di Maggio e sappiamo da tempo che il progetto della rete di radar non è più attuale: non ha le autorizzazioni ambientali, è stato messo nero su bianco dal Ministero dell’ambiente – Direzione generale della protezione della natura e del mare (nota PNM – 2012 – 972 del 17 gennaio 2012) in risposta a precisi esposti di AdT, L.A.C. e GrIG.
      Se poi non ci credi, non ti basta o altro, sei liberissimo di non accontentarti.
      Nella riunione tenuta presso la Capitaneria di Porto di Cagliari (24 aprile 2013) è stato ribadito che la rete di radar non si farà e che l’unico realmente indispensabile è quello all’Asinara (in un sito diverso, già occupato da ripetitori), per monitorare le Bocche di Bonifacio.
      E’ stato poi detto quanto trovi nell’articolo, compresa la considerazione di “utile, ma non indispensabile” riferita all’eventuale installazione del radar all’Isola Bocca di Olbia, considerazione fatta dal comandante Di Marco e non da me.
      Mi pare che siano altri a doversi muovere “con più calma” e in coordinamento con altre associazioni/comitati ambientalisti.
      Da dove è saltato fuori nuovamente il progetto radar a Capo Sandalo?
      Potevate fare una semplice, banale, telefonata o mandare un’e-mail, magari per vedere se ne sapevamo qualcosa.
      Forse qualche inutile fastidio veniva evitato ad Antonello Repetto, che con grande generosità si è dato da fare.
      Mi pare che sia opportuno, per dare credibilità e forza alle azioni che si fanno, basarsi su cose reali e documentabili e non su “voci che corrono”.
      A presto.

      Stefano Deliperi

      • giugno 17, 2013 alle 6:43 PM

        io sono d’accordo e per il futuro mi propongo (da no radar) di prendere contatto anche con lei per capire meglio le questioni e i reali pericoli. purtroppo il pericolo imminente su capo sandalo non ce lo siamo inventati ma ci è stato comunicato in particolare da due persone, una delle quali dovrebbe essere stata presente all’incontro del 24 aprile. ed è stata pubblicizzata come notizia “ufficiale”, quando ancora non esiste neppure una relazione scritta della capitaneria di porto riguardo quell’incontro. per ulteriore scrupolo le chiedo, ha per caso potuto registrare l’incontro del 24 aprile (audioregistrazione)? può pubblicare anche su questo sito eventuali comunicazioni ufficiali della capitaneria di porto?
        intanto la ringrazio per questa smentita ufficiale.

        no radar né qui né altrove

        nello napoli

  6. Shardana
    giugno 17, 2013 alle 11:19 am

    Il casino di lasciare un commento scritto,porta a questo genere di incomprensione.Sapete bene che appoggio le vostre battaglie e uso un nickname non certo per nascondermi.Con”perchè non avvisate la gente”intendevo dire che a seguito dell’incontro con le autorità preposte potevate informare come fate sempre la gente “che vi segue e che non è al corrente delle leggi.Mamma mia,se vi ho offeso mi cospargo il capo di cenere,ma non potete prendere tutto per delle accuse.

    • giugno 17, 2013 alle 5:15 PM

      ma dai, Shardana, piantala, che nessuno s’è offeso 😛
      Un po’ di buon senso e di senso pratico!

      Stefano Deliperi

  7. giugno 17, 2013 alle 3:01 PM

    da Sardegna Oggi, 17 giugno 2013
    Carloforte, dopo i ricorsi nessun radar a Capo Sandalo. A Capo Sandalo non verrà installato alcun radar. Lo chiarisce il Gruppo d’Intervento Giuridico: dopo i ricorsi delle associazioni ambientaliste e la presa di posizione del Ministero dell’Ambiente, la Guardia di Finanza modificherà il piano iniziale che prevedeva 14 radar in punti strategici delle coste sarde: http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2013-06-17/22103/Carloforte_dopo_i_ricorsi_nessun_radar_a_Capo_Sandalo.html

  8. sandro martis
    giugno 17, 2013 alle 5:15 PM

    Antonello Repetto, che non dispone di collegamento internet, mi chiede di pubblicare, a suo nome, il seguente commento:

    ” Nell’installazione dei radar VTS, la Guardia Costiera ha un nuovo alleato: Stefano Deliperi e il Gruppo di Intervento Giuridico.

    Antonello Repetto”

    Dal mio sacco, aggiungo:

    caro Stefano,

    personalmente, in questo momento, non sono in grado di confutare o meno la tua tesi (“il radar inizialmente previsto … non è più in programma sia per ragioni finanziarie che per la netta presa di posizione del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del Mare, in seguito ai ricorsi inoltrati dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra”), ma mi pare che altri, pure presenti all’incontro col “Capitano di Vascello”, ne riportassero impressioni differenti.
    Sia come sia (staremo a vedere), mi par di notare (ma posso sbagliarmi) un certo qual tuo compiacimento nel “dimostrare” come sbagliate alcune lotte (quelle altrui).
    Dimentichi poi di dire (ma di tutto non possiamo ricordarci) che, se è vero che il progetto iniziale (14 radar) è stato abbandonato, lo si deve (per il 99%) ai vostri ricorsi, ma anche (per l’1%) ad una lotta popolare che ha visto per settimane e settimane cittadini (portatori di nessun interesse che non fosse quello di tutti) accampati e barricati, ad impedire coi loro corpi l’accesso delle ruspe nei cantieri.

    Ciao ciao

    Sandro Martis

    • giugno 17, 2013 alle 5:23 PM

      Caro Sandro, caro Antonello,
      mi spiace davvero che siate quasi dispiaciuti che non sia più previsto il radar a Capo Sandalo.
      Non so che dirvi.
      Nessuno ha mai detto che sia esclusivo merito nostro che la rete di radar non si faccia.
      Tutt’altro.
      In questo blog e nella piattaforma precedente (http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it) sono presenti numerosi articoli che riportano le varie iniziative dei tanti Comitati locali, così come quelle di altre associazioni ambientaliste.
      Le varie azioni, sui vari campi, sono tutte utili. Soprattutto, a mio parere, vanno attivati i controlli ambientali di chi è competente e può fermare sul piano legale certi progetti, ma ovviamente potrei sbagliarmi.
      La diffidenza, invece, è molto meno utile. Me ne dispiace parecchio, ma il problema non è nostro (del GrIG), nè mio personale.

      Stefano Deliperi

      • giugno 17, 2013 alle 7:04 PM

        sarebbe importante determinare con assoluta certezza cosa è stato dichiarato nella giornata del 24 aprile, fermo restando che la storia insegna che chi vuole portare avanti un progetto può usare qualunque strumento, lecito o illecito, compreso il depistaggio.
        tutto questo detto, in assenza di dichiarazioni in favore a un’opera o di evidenze sul posto dell’inizio dei lavori, non si può certo parlare di “pericolo imminente” e chiamare una mobilitazione, ma piuttosto monitorare, approfondire, cercare contatti per informarsi ed informare, per poter agire nel modo migliore possibile.
        personalmente ho potuto sperimentare molte volte che chi è deputato a formulare leggi obbedisce a un interesse personale o particolare piuttosto che pubblico, ed anche chi è deputato a dare autorizzazioni o effettuare controlli. in quei casi l’azione diretta non è più solo possibile ma necessaria.
        non so come andrà a finire questa vicenda ma di sicuro il mio unico interesse è difendere il territorio contro ogni speculazione e interesse di bottega. pronto a riconoscere come compagno di viaggio chiunque abbia gli stessi interessi

  9. giugno 17, 2013 alle 6:36 PM

    Cari tutti e caro Stefano,
    avendo partecipato anche io in prima persona a quell’incontro smentisco categoricamente la volontà della Guardia Costiera cosi come espressa da parte del Comandante Di Marco di realizzare altri radar oltre a quello, utilissimo, per l’Isola dell’Asinara che non solo non creare impatti aggiuntivi ma che addirittura sanerà una zona degradata (uso governativo) dalle vecchie antenne dei tempi del carcere. A volte quello che sembra una minaccia può diventare una opportunità per l’ambiente. Credo che si debba essere sempre molto vigilanti ma che allo stesso tempo non sia possibile continuare a fare dei processi alle intenzioni soprattutto se, come in questo caso, non si siano manifestate nemmeno le intenzioni.
    Alessio Satta

  10. Occhio nudo
    giugno 17, 2013 alle 7:12 PM

    A questo punto, un radar bisogna metterlo anche a Carloforte. Ingrati.

  11. giugno 17, 2013 alle 8:15 PM

    nello napoli :

    io sono d’accordo e per il futuro mi propongo (da no radar) di prendere contatto anche con lei per capire meglio le questioni e i reali pericoli. purtroppo il pericolo imminente su capo sandalo non ce lo siamo inventati ma ci è stato comunicato in particolare da due persone, una delle quali dovrebbe essere stata presente all’incontro del 24 aprile. ed è stata pubblicizzata come notizia “ufficiale”, quando ancora non esiste neppure una relazione scritta della capitaneria di porto riguardo quell’incontro. per ulteriore scrupolo le chiedo, ha per caso potuto registrare l’incontro del 24 aprile (audioregistrazione)? può pubblicare anche su questo sito eventuali comunicazioni ufficiali della capitaneria di porto?
    intanto la ringrazio per questa smentita ufficiale.

    no radar né qui né altrove

    nello napoli

    non c’è una registrazione audio-video della riunione dello scorso 24 aprile: eravamo presenti in tanti e la buona fede era il minimo presupposto per quel confronto civile che è stato.
    Non capisco proprio quale “notizia ufficiale” possa esser stata data anche solo dell’intenzione di realizzare un radar a Capo Sandalo, visto che è stato detto il contrario.
    Soprattutto, c’è quanto scritto dal Ministero dell’ambiente – Direzione generale della protezione della natura e del mare (nota PNM – 2012 – 972 del 17 gennaio 2012).
    Comunque, non è così difficile averne conferma: basta che chiunque ne chieda informazione a termini di legge alla Direzione Marittima di Cagliari (indirizzo p.e.c. dm.cagliari@pec.mit.gov.it; indirizzo e-mail cagliari@guardiacostiera.it).
    Ovviamente, come abbiamo sempre fatto, daremo notizia delle ulteriori informazioni in proposito quando le acquisiremo.

    Stefano Deliperi

  12. sandro martis
    giugno 17, 2013 alle 10:43 PM

    Scusami, Stefano,

    non mi ero reso conto (la vecchiaia!) si trattasse di un evidentissimo caso di omonimia.
    Stefano Deliperi Numero Uno ha scritto: “[…] il radar inizialmente previsto […] non è più in programma […] in seguito ai ricorsi inoltrati dalle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico, Lega per l’Abolizione della Caccia e Amici della Terra”; mentre Stefano Deliperi Numero Due, scrive: “Nessuno ha mai detto che sia esclusivo merito nostro che la rete di radar non si faccia”.
    Mettetevi d’accordo.
    Chiunque leggesse il resoconto del Deliperi Numero Uno senza sapere come si siano svolti i fatti si convincerebbe che il Ministero abbia bloccato i radar (esclusivamente o meno, fai tu) a seguito del vostro intervento.
    Nessun cenno alla rivolta popolare (cosa nemmeno frequentissima, alle nostre latitudini, e ancor più perciò, degna di nota).
    Tirar l’acqua al proprio mulino, disonestà intellettuale o semplice dimenticanza (io che sono un ragazzo benevolo, nel mio precedente intervento, optavo per quest’ultima), non mi permetterei di giudicare. Solo, facevo notare.

    Per il resto, poi, hai davvero ragione: io e Repetto, orfani del radar di Capo Sandalo, ci annoieremo a morte, ‘st’estate!
    Ci toccherà occuparci della Mortovesme Srl!

    🙂

    Ciao!

    • giugno 17, 2013 alle 10:50 PM

      beato te, Sandro 1-2-3, che su tre anni di articoli sui radar lungo le coste sarde ti limiti all’ultimo sintetico articolo, nato per tranquillizzare ecologisti, pacifisti, semplici cittadini su una prossima installazione a Capo Sandalo mai affermata da nessuno.
      Ma sei contento o no che ‘sto cavolo di radar a Capo Sandalo nessun capitano di vascello, commodoro, ammiraglio, guardamarina l’ha annunciato nella famigerata riunione “segretissima” del 24 aprile scorso?
      Tutto qui.
      Non mi permetto nemmeno lontanamente di giudicare, semplicemente prendo atto e non capisco.
      Tutto qui.
      Comunque, non credere a me, fallo tu stesso.
      Al posto di un sit-in, per una volta chiedi informazione a termini di legge alla Direzione Marittima di Cagliari (indirizzo p.e.c. dm.cagliari@pec.mit.gov.it; indirizzo e-mail cagliari@guardiacostiera.it).
      Ti devono rispondere.
      Così avrai direttamente le informazioni necessarie. Se invece ti dicono il falso (ma devi dimostrarlo), puoi denunciarli per falso, se non ti rispondono, puoi denunciarli a chiare lettere e citarli in giudizio.
      Ciao 😛

      Stefano Deliperi

      P.S. riguardo alla diffidenza, dal dispiacere sto passando alla noia.

  13. sandro martis
    giugno 18, 2013 alle 12:53 am

    Sono contento come una Pasqua (che il radar non si faccia, sempre che non si faccia).
    E, a differenza di Alessio Satta, sarei contento ancor più se anche l’Asinara potesse farne a meno.
    In due parole (si fa per dire), spiegherei il mio approccio: a parte ogni aspetto di carattere ambientale (che sia necessario un nuovo radar per “sanare zone degradate da vecchie antenne” mi provoca qualche cortocircuito al sistema logico-filosofico intestino) visto che le onde radio, fino a prova contraria, bene non fanno, quel che mi dà qualche capogiro è l’aspetto relativo al “controllo”, tantopiù se affidato ai dottor stranamore di estrazione militare e poliziesca. Per tacere delle enormi spese, a carico della collettività, e passando per la tangente, che alimentano (si chiama Selex?) il complesso militare-industriale (come qualcuno si trovò a definirlo), che ha come sbocco, come “sfogo”, il sistema della guerra perenne. Dalle basi militari, agli F-35, ai droni, passando per il MUOS… e, magari di sguescio, fino ai radarini “de noantri”.
    Bazzecole. Quisquilie.

    Ma passiamo ai nostri dissapori.
    Io, mi perdonerai, non è che sto “tuttiggiorni” a leggere il tuo blog (quindi non so quali e quanti articoli hai dedicato ai moti di popolo contro il radar). Mi è stato segnalato questo post, l’ho letto, e l’ho trovato poco corretto (tutto qui), sia per velata derisione nei confronti di quanti, Repetto (a cui può difettar tutto tranne limpidezza e buona fede, e lo sai; e c’è rimasto davvero male, per questo tuo articolo) ma non solo, facessero la rivoluzione senza di te (bastava che ti chiamassero e li avresti avvisati che la guerra era finita!), sia per il resoconto che, a me pareva, attribuisse (solo) a voi i meriti della (supposta) vittoria.
    Oltrettutto, anch’io ero convinto che i radar residui fossero tre (compreso Capo Sandalo) perché così avevo appreso da altri partecipanti all’ormai famoso simposio (e perdonami ancora, a ciascuno il suo, se anche stavolta non ricorrerò alla carta bollata per sincerarmene): se, si dice che il tempo sia galantuomo, avrai ragione tu, te ne darò atto.
    Se non sarà così… tre a zero per me (albergo a cinque stelle con campo da golf a Naracauli, no; gasdottto Galsi, no; radar a Capo Sandalo, boh?… )!

    😛

    Bai bai!

    • giugno 18, 2013 alle 6:45 am

      allora, Sandro, perdonami: parla, protesta e critica quando conosci e non al buio 😉
      Non c’è proprio alcuna derisione, tantomeno nei confronti di Antonello Repetto, che conosco e stimo da più di 20 anni.
      Quando e dove l’avrei denigrato?
      Più che altro mi spiace che in un qualche modo venga mandato allo sbaraglio, perchè poi i “problemi” sono suoi (la denuncia se l’è presa lui non altri).
      3 a 0 de chè, visto che il sottoscritto s’è battuto (e si batte, non a corrente alternata) contro speculazioni immobiliari a Naracauli e Piscinas, gasdotto Galsi e compagnia bella? Cos’è un campionato che si gioca nella tua testa?
      O Sandro, bai, bai… 😛

  14. Shardana
    giugno 18, 2013 alle 11:38 am

    Repetto mandato allo sbaraglio?Scusatemi ma per quello che succede au paise penso che il termine sia improprio.Dovete sapere che quasi tutte “le rivolte sociali a carloforte”partono da lui con una grande determinazione,oserei dire da martire cristiano e se i leoni non stanno attenti se li mangia.Io sono contentissimo che non mettono il radar a carloforte,ma lo sarei ancora di più se lasciassero un pò in pace la nostra martoriata isola.NO RADAR NE QUÌ NE ALTROVE

  15. romano
    giugno 20, 2013 alle 12:10 PM

    nella fretta ho sbagliato: Di Marco non Di Maggio (uno sbaglio di mesi 😉 Uno fa il verso del cucu il radar non c’è più ;-)) .Visto la tua precisione prova a contattare il Comune di Olbia e verifica che non vi sia stato nessun incontro tra Marina e Comune e presentazioni di piani

    allora qualcuno (magari io ) potrebbe dare smentita di aver creduto a voci non veritiere).

    Non si tratta di dispiacersi ma di essere certi .

    e anch’io non credo che il radar all’asinara sia particolarmente risanante… sarebbe come demolire un ecomostro e metterci un diverso tipo di mostruosità…
    sicuri che Di Natale /Pasqua( Marco) non abbia capacità ipnozzanti (” il radar all’asinara è ecologico, e nessun altro radar si farà, guarda qua guarda qua” ).

    succede a tutti a credere alle Bufale. Anch’io per un po’ ho creduto a Carloforte progetto pilota emissioni zero di Co2…Pure tu un po’ no ?
    con amicizia ( e per questo mi permetto il tono scherzoso ) Romano

    • giugno 20, 2013 alle 3:41 PM

      Romano, non credere a me, fallo tu stesso. E’ facile 🙂
      Chiedi informazione a termini di legge alla Direzione Marittima di Cagliari (indirizzo p.e.c. dm.cagliari@pec.mit.gov.it; indirizzo e-mail cagliari@guardiacostiera.it).
      Ti devono rispondere.
      Così avrai direttamente le informazioni necessarie, senza interposta persona. Se invece ti dicono il falso (ma devi dimostrarlo), puoi denunciarli per falso, se non ti rispondono, puoi denunciarli a chiare lettere e citarli in giudizio.
      Ciao
      Stefano Deliperi

      P.S. “Carloforte Isola Ecologica”, a parte le ben note traversìe dell’amministrazione comunale, si può realizzare se ci credono e si attivano in prima persona i carlofortini 😉

  16. sandro martis
    giugno 21, 2013 alle 11:04 am

    Accidenti! ti credevo persona seria.

    Adieu

    • giugno 21, 2013 alle 5:23 PM

      anch’io ti credevo persona seria, evidentemente sbagliavo.
      Per essere “persona seria”, secondo te, evidentemente si deve rincorrere il “gossip” e non le cose concrete.
      Contento te…

      Stefano Deliperi

  17. romano
    giugno 21, 2013 alle 6:12 PM

    lo stiamo facendo. Comunque mi piacerebbe che tu spiegassi dopo aver scritto:

    “Gli 11 radar previsti per il Corpo delle Capitanerie di Porto sarebbero dislocati nei seguenti siti:

    * Punta della Scomunica, Isola dell’Asinara, (Porto Torres, SS), rientrante nel parco nazionale dell’Asinara (legge n. 394/1991 e s.m.i., D.P.R. 3 ottobre 2002), tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), rientrante nel sito di importanza comunitaria – S.I.C. “Isola Asinara” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali);

    cosa succederà qui… La presa di posizione del Ministero dell’ambiente non mi sembra cambiata ( Alessio Satta se idi Grig ? a nome di chi partecipAVI? ): Varranno le cose che sono state scritte ?
    Inoltre, in caso di programmi d’interesse militare, essi devono comunque (art. 6, comma 10, del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) essere assoggettati a una valutazione preliminare riguardo l’espletamento delle preventive e vincolanti procedure di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) e di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), da concludersi con un decreto interministeriale del Ministero della difesa e dell’ambiente. In ogni caso, ”non si può esulare dall’espletamento di una Valutazione Appropriata” (artt. 6 della direttiva n. 92/43/CEE e 5 del D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.). Riguardo l’espletamento della procedura di V.A.S. si pronuncerà la competente Direzione generale per le valutazioni ambientali.”

    a ME SEMBRA CHIARO CHE SE LO SI ACCETTA QUI poi non si capisce perchè non lo si dovrebbe anche accettare altrove

    Poi nella cartelletta no radar devo avere uno o due documenti ufficial da varie fonti dove si diceva che non era previsto alcun radar a Carloforte! ,man mano poi venivano cambiati, aggiornati. Anche quello forse era gossip….

    • giugno 21, 2013 alle 8:40 PM

      Romano, l’ho spiegato mille volte, per chi ha la pazienza di leggere e la voglia di ascoltare:

      1) nel 2011, pur con progetti e impianti diversi, era prevista – di fatto – una rete di 15 radar (di cui 2 esistenti) da parte della Guardia costiera + altri 4 da parte della Guardia di Finanza;

      2) grazie all’attenzione che si è creata, alle contestazioni, alle azioni legali la rete di radar lungo le coste sarde non è più all’ordine del giorno: il Ministero dell’ambiente – Direzione generale della protezione della natura e del mare (nota PNM – 2012 – 972 del 17 gennaio 2012), in risposta a precisi esposti di AdT, L.A.C. e GrIG, ha detto che non vi sono le autorizzazioni ambientali e non si possono realizzare;

      3) a Punta della Scomunica, sull’Isola dell’Asinara, i lavori sono iniziati abusivamente e sono stati da subito fermati. L’Ente Parco nazionale ha negato l’autorizzazione;

      4) il 24 aprile 2013 si è tenuta una riunione presso la Capitaneria di Porto di Cagliari durante la quale è stato ribadito che la rete di radar della Guardia costiera non si farà e che l’unico realmente indispensabile è quello all’Asinara (in un sito diverso, già occupato da decenni da ripetitori), per monitorare le Bocche di Bonifacio, dove vi sono pericoli ambientali e per la sicurezza determinati dal notevole traffico marittimo in un’area importantissima sul piano naturalistico. Inoltre, secondo la Guardia costiera, sarebbe “utile, ma non indispensabile” un altro radar all’Isola Bocca, per controllare il Golfo di Olbia per i medesimi motivi;

      5) l’installazione di un radar da parte della Guardia costiera a Capo Sandalo (Carloforte) è stata esclusa dalla stessa Guardia costiera in occasione della riunione del 24 aprile scorso;

      6) Alessio Satta è il Direttore generale dell’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna e non c’entra nulla con il GrIG;

      7) cosa ci sia nella tua “cartelletta no radar” lo sai tu.

      Ti consiglio di nuovo una cosa semplice semplice: chiedi informazione a termini di legge alla Direzione Marittima di Cagliari (indirizzo p.e.c. dm.cagliari@pec.mit.gov.it; indirizzo e-mail cagliari@guardiacostiera.it).
      Così saprai direttamente che cosa “bolle in pentola”, senza intermediazioni da parte di nessuno. Di te ti fiderai, no? 😛

      Stefano Deliperi

  18. Shardana
    giugno 22, 2013 alle 12:02 PM

    Sai deliperi cosa non riesco a capire a volte,questa tua fiducia nelle istituzioni nonostante tu sappia che non è cosìNon fraintendermi,la vostra lotta ne è una prova e il più delle volte finisce in una bolla di sapone.Potrei elencati decine di casi a carloforte,ma il più eclatante è quello della cava gravassimo dove hanno attinto a piene mani i politici locali e i loro compagni di merenda e che l’amministrazione attuale mi dicono abbia sanato.Forza GriG noi parliamo ma siete gli unici che ci restano

    • giugno 22, 2013 alle 1:54 PM

      potrei elencarti altre decine di casi, centinaia in questi vent’anni di attività GrIG, in cui abusi edilizi, inquinamenti, ecc. sono stati accertati e sanzionati su nostri esposti e interventi di quelle istituzioni che – ricorda – sono quelle che possono intervenire e sanzionare.
      Cosa dovremmo fare, secondo te? Dovremmo girare con una Colt e un fucile a pompa a far giustizia su due piedi, come nel Far West? 😉
      Per la cava dismessa di Bricco Patella: fai e mandaci qualche foto attuale e poi vediamo…

      Stefano Deliperi

      P.S. magari coinvolgi anche Romano Veronese 😛

  19. Shardana
    giugno 22, 2013 alle 6:06 PM

    Denunciare le connivenze e i silenzi se ci sono possibiltà dal punto di vista legale.Se avessi i soldi lo farei,perchè punti di appiglio per farlo c’è ne sono.Romano veronese lo incontro solo durante le manifestazioni no radar,quindi non ho molta confidenza.Le giustizie sommarie lasciamo le agli altri,a noi interessa la giustizia,quella vera,dalla parte della verità,che obblighi i violentatori della nostra isola a ridare ai luoghi saccheggiati il naturale aspetto,cosa che politici,partiti e facciendieri,complici dei misfatti non faranno mai

  20. giugno 25, 2013 alle 3:01 PM

    non ci sono solo le parole della Guardia costiera, c’è l’atto del Ministero dell’ambiente – Direzione generale della protezione della natura e del mare (nota PNM – 2012 – 972 del 17 gennaio 2012).

    da La Nuova Sardegna, 25 giugno 2013
    CARLOFORTE. Nessun radar a Capo Sandalo. Deliperi chiarisce: «L’installazione dell’impianto è stata annullata». (Simone Repetto)

    CARLOFORTE. Il radar della guardia costiera a capo Sandalo non sarà installato. Ne è convinto Stefano Deliperi, del Gruppo di Intervento Giuridico e Amici della Terra, che ha fornito indicazioni sulla programmata e contestata installazione del radar: «In realtà, il radar inizialmente previsto, insieme ad altri 14 facenti parte di un unico sistema coordinato, da posizionarsi lungo i litorali sardi – ha spiegato Deliperi – non è più in programma, sia per ragioni finanziarie che per la netta presa di posizione del Ministero dell’Ambiente, in seguito ai ricorsi inoltrati. Queste informazioni, ci sono state fornite direttamente da Vincenzo Di Marco, comandante della Direzione marittima di Cagliari, nel corso di una riunione tenutasi con le associazioni ecologiste». Nessun radar a capo Sandalo, dunque, ma sono in tanti che, come si legge sul web, vogliono vederci chiaro, aspettando di vedere la pubblicazione degli atti che certificano le intenzioni dichiarate a parole. La paura dell’installazione del radar vts per il controllo marittimo costiero a capo Sandalo, ha generato nuove azioni di protesta, da parte dei comitati spontanei “no radar”, anche durante l’ultima edizione del Girotonno.

  21. giugno 30, 2013 alle 1:29 PM

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  22. agosto 10, 2013 alle 2:56 PM

    da La Nuova Sardegna, 10 agosto 2013
    Capitaneria: stop al radar su Isola Bocca. Il comandante della direzione marittima apre al dialogo: «Siamo pronti a valutare anche soluzioni alternative». (Luca Rojch)

    OLBIA. Forse avrà captato i segnali non troppo positivi che sono arrivati in questi mesi. Ma la capitaneria ha deciso di smontare il radar dall’isola Bocca. Lo Stato vuole installare un occhio elettronico capace di captare ogni segnale che arrivi via mare. Un progetto che ha incontrato da subito una fortissima resistenza. L’idea che l’isola simbolo per la città venga trasformata in un balcone per antenne, anche se di ultima generazione, ha fatto scattare una sorta di rivolta generale. Ma la capitaneria cerca di smontare la ribellione con l’arma del dialogo. Il comandante della Direzione marittima Nunzio Martello ha annunciato che i vertici romani valutano soluzioni alternative. «Noi siamo per il dialogo – spiega Martello –, per questo abbiamo evitato imposizioni dall’alto. Al contrario siamo disponibili a valutare opzioni differenti per installare il radar. Attendiamo suggerimenti. E siamo pronti a continuare il confronto con l’amministrazione. Non faremo nessuna forzatura. Il comando generale presenterà delle soluzioni alternative. Lavoriamo per un sito che possa trovare un gradimento del Comune e nello stesso tempo garantire la sicurezza. Il radar è uno strumento utile per rendere possibile la salvaguardia delle persone in mare». La capitaneria valuta anche un punto che dia al radar un maggiore raggio di azione. L’isola Bocca si trova all’imboccatura del golfo e il suo campo di azione è un po’ chiuso. Per questo si pensa a un sito sopraelevato. Ma l’accordo non è facilissimo da trovare. Da subito il Comune aveva preso una posizione precisa contro l’idea di installare un radar. E il sindaco Gianni Giovannelli sembra molto deciso, quasi ruvido. «Noi ribadiamo il nostro no ai radar –dice il primo cittadino –. Per noi questa è una posizione definitiva. Apprezzo la disponibilità al dialogo da parte del comandante Nunzio Martello, che ha sempre mostrato una grande attenzione e una grande disponibilità. Ma sull’installazione del radar nel nostro territorio il Consiglio comunale si è espresso in modo preciso. La scelta da parte nostra è stata presa. E la mia posizione personale è di un no secco. Non abbiamo al momento nessuna proposta da fare alla capitaneria. Se partiamo da questo presupposto la porta del dialogo è spalancata. La popolazione ha paura dei radar perché non si conoscono ancora a fondo gli effetti. Per questo abbiamo la massima cautela». Facile comprendere l’ostilità del Comune, anche perché l’amministrazione ha più volte cercato di far diventare sua l’isola su cui sorge il faro che è diventato un’icona dell’olbiesità. Ora è nelle mani della Regione. Attorno all’isola i cartelli “zona militare, limite invalicabile” fanno capire in modo chiarissimo quale sia lo stato attuale di fruibilità della struttura in cui qualche mese fa sono stati fatti dei lavori sul pontile.

  23. nono
    settembre 30, 2013 alle 1:43 PM

    al prossimo volo aereo che prendete per favore pretendete l’uso degli sbandieratori per segnalare l’atterraggio e se e’ sera l’accensione dei fuochi a bordo pista, cosi’ tanto per facilitare la cosa visto che magari vi stanno antipatici pure i radar aereonautici. Alla prossima concordia, baltic ace, sulpicio express,acx hibiscus ecc ecc ecc ecc oppure 2 belle petroliere.-chimichiere di fronte a sarroch vi verra’ un scrupolo intellettuale? i radar vts non possono essere considerati radar “militari” hanno solo scopi civili!!! Sono settorizzabili!!! lascio ai soloni del diritto uno spunto su cui riflettere: Se parcheggi la tua auto in box ottieni uno sconto vero? quanto 10-20%??? se navighi in aree completamente o percentualmente coperta da zone vts e controllori traffico potresti legalmete e legittimamente pretendere uno sconto mostrando che nel grafico di fattibilita’ delle assicurazioni diminuisce la percentuale di rischio?? magari anche attraverso l’uso di franchigie (che a prima vista sembrano esternalita’ ambientali negative ! ma se hai 10,20,50 occhi in piu’ che guardano la tua rotta questa viene annullata!!!). e quanto e’ un punto percentuale su navi da migliaia di tonnellate e carichi di valori immensi??? forse forse sarebbero soldi che ora fluiscono in “capitale” alle societa’ di riassicurazione e che devieresti su “lavoro” in controllori del traffico (magari favorendo la smilitarizzazione come fece l’aereonatica nell’82???). buone elucubrazioni.

    • settembre 30, 2013 alle 5:12 PM

      noto, o Nono, che hai letto proprio con attenzione…
      E dove sta scritto che siamo contrari ai radar quando siano per la salvaguardia della vita umana e dell’ambiente?
      Siamo contrari alle cambiali in bianco e alla loro realizzazione “a piffero” o “a membro di segugio”, come preferisci.
      Ora elucubra quanto vuoi.

      Stefano Deliperi

  24. nono
    ottobre 1, 2013 alle 1:12 am

    e chi ha detto che era rivolto a te ?! buono a sapersi che non sei contro il radar , ora elucubra anche tu. Rifletti che lo sviluppo della catena radar vts e’ in ritardo di molti anni, malgrado i soldi la comunita’ europea li abbia stanziati e che molte, troppe, persone rischiano di essere strumentalizzate, in buonissima fede credendo di difendere l’ambiente, a difesa di interessi molto meno nobili. Altri soggetti pensano solo di mettere le mani sui soldi, far pagare allo stato per beni e servizi che non verranno mai erogati, magari facendo fare da scudo alle associazioni o a volenterosi primi cittadini e riversando su di loro la colpa ( noi volevamo tanto installare eh! ma sa le proteste ce lo hanno impedito !!!!) degli inadempimenti contrattuali e dopo 20-30 anni raccontare che i sistemi ormai sono vetusti e riniziare da capo. Per gli altri spunti elucbra elucubra e fai elucubrare le persone che sono attorno a te e che sono, grazie al cielo, soggetti pensanti. Qui non si tratta di cambiali in bianco o realizzazzioni a piffero come le hai definite ma di loschi affari. Non sono radar per lanciare missili o con capacita’ “militari” ma di tecnologia COTS (http://it.wikipedia.org/wiki/COTS volgarmente comprabili al supermercato, magari non quello sotto casa ma +o- ). Una catena vts , con una sovrastruttura giuridica ben architetata (e su questo ci sarebbe veramente da lavorare tantissimo perche’ ora e’ una ciofeca), e’ realmente una modalita’ di salvaguardia dell’ambiente e di salvaguardia degli interessi ambientali ed economici sia statali che locali.

    STRANAMORE.

  25. ottobre 1, 2014 alle 5:45 PM

    da La Nuova Sardegna, 1 ottobre 2014
    Lighthouse Society su Capo Sandalo: «Uno dei fari più belli».
    Carloforte, la struttura spenta da un anno visitata da una delegazione della prestigiosa società internazionale di salvaguardia. (Simone Repetto): http://lanuovasardegna.gelocal.it/carbonia/cronaca/2014/10/01/news/lighthouse-society-su-capo-sandalo-uno-dei-fari-piu-belli-d-italia-1.10034214

  26. Shardana
    ottobre 1, 2014 alle 8:57 PM

    Più che commento sgomento all’idea che dobbiamo aspettare gli americani o chi per loro per capire le potenzialità della nostra terra,sempre più in balia degli stranieri e degli speculatori.Ce ne sarebbero di cose da dire sulle scelte affossanti delle amministrazioni,sulle potenzialità du paise,sempre più sporco e in balia di un branco di prepotenti che sembra faccia gara per chi sia più vandalo.Forse il fatto che i nostri antenati abbiano vissuto parte della loro vita da schiavi ci ha portato a non alzare più la testa per paura.Anche a mè fà piacere che deliperi non sia contro i radar ……anche io lo sono

  27. ottobre 17, 2014 alle 2:59 PM

    da La Nuova Sardegna, 17 ottobre 2014
    Bocche di Bonifacio, le petroliere violano per 57 volte i divieti (Antonello Palmas) : http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/101608_Bocche_di_Bonifacio_le_petroliere_violano_p.pdf

  28. novembre 1, 2014 alle 5:44 PM

    da La Nuova Sardegna, 30 ottobre 2014
    CARLOFORTE. Ambientalisti: «Il cancello militare del faro è abusivo».
    Carloforte, il comitato “No radar Capo Sandalo” sostiene che il terreno ora interdetto al pubblico è in realta di proprietà comunale. (Simone Repetto): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/10/30/news/ambientalisti-il-cancello-militare-del-faro-e-abusivo-1.10213312

  29. novembre 15, 2018 alle 4:09 PM

    in Sicilia.

    da Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2018
    Muos, ministra Trenta ritira l’avvocatura ma al tribunale resta la memoria. Ambientalisti: “Serve scelta politica”.
    Con una nota del 26 ottobre la Difesa chiede ai suoi legali di cambiare atteggiamento e non presentarsi al processo sulle antenne statunitensi di Niscemi. L’avvocatura aveva risposto il giorno stesso: il termine per ritirare la memoria (30 giorni dall’udienza del 14 novembre) era scaduto. L’ira dei No Muos: “Siamo stati presi in giro”. Il 5 stelle Trizzino : “La posizione della ministra è tranciante, perciò politicamente la posizione dei 5 stelle è chiara”. (Manuela Modica): https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/15/muos-ministra-trenta-ritira-lavvocatura-ma-al-tribunale-resta-la-memoria-ambientalisti-serve-scelta-politica/4767034/

  1. giugno 16, 2013 alle 7:18 am

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