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Cagliari, sit-in per giustizia e bonifiche ambientali a Portovesme!


Cagliari, Palazzo di Giustizia, sit in

Cagliari, Palazzo di Giustizia, sit in

Riceviamo, pubblichiamo molto volentieri e sosteniamo!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

si deve vivere così a Portoscuso?

si deve vivere così a Portoscuso?

MORTOVESME: il Comitato popolare CARLOFORTINI PREOCCUPATI, il consigliere provinciale ANGELO CREMONE, l’Associazione Adiquas di Nuraxi Figus, organizzano per giovedì 7 febbraio 2013 dalle 10:00 un SIT-IN di fronte al Palazzo di Giustizia di Cagliari per denunciare e far conoscere all’opinione pubblica le bonifiche che stanno per partire a Portovesme.

Dichiariamo la nostra contrarietà’ a un sistema non idoneo a disinquinare dai veleni e delle scorie tossiche le falde e i terreni.

Tali bonifiche saranno portate avanti dalle stesse industrie che hanno fatto bene i loro conti, spenderanno e a monte continueranno ad inquinare, è scontato sottolineare che se non si elimina la fonte si continuerà a favorire questi inquinatori che tra non molto scapperanno lasciando dietro un mare di veleni.

CHIEDIAMO L’IMMEDIATO INIZIO DI UNA SERIA STAGIONE DI BONIFICHE, E CHE SIA FATTO SALVO IL PRINCIPIO DEL “CHI INQUINA PAGA”!

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

Portoscuso, polo industriale di Portovesme

(foto T.C., S.D., archivio GrIG)

  1. Mara
    febbraio 7, 2013 alle 8:59 am

    Una battaglia durissima, quasi impossibile. Tutta la mia solidarietà ai promotori dell’iniziativa, da una ex abitante che ha visto morire di tumore diversi colleghi di lavoro.
    Ho sentito tempo fa che intendono raddoppiare il bacino dei fanghi rossi…. cominciamo bene!

  2. febbraio 8, 2013 alle 9:36 PM

    da L’Unione Sarda, 8 febbraio 2013
    Il consigliere provinciale deposita una denuncia sulla presenza di veleni nel sottosuolo e nell’acqua. «Portovesme, intervenga la Procura». Angelo Cremone: arrestate i responsabili del disastro ambientale.

    Secondo l’esponente dell’Idv «la magistratura deve accertare le responsabilità di chi, indisturbato, sta distruggendo un intero territorio e i suoi abitanti».Il passo iniziale è del 13 novembre 2012, giorno in cui il ministero dell’Ambiente ha reso noti i dati sull’inquinamento nel sottosuolo di Portovesme (valori risalenti al 2007); quello successivo è stato compiuto ieri quando Angelo Cremone, consigliere provinciale di Carbonia-Iglesias in quota Idv, ha varcato le porte della Procura di Cagliari e depositato una denuncia – inviata anche a prefetto, carabinieri del Noe, presidente della Provincia, Regione e Arpas – con la quale chiede che «gli Enti in indirizzo intervengano per assicurare alla giustizia coloro i quali siano riconosciuti responsabili dell’attuale stato di inquinamento presente nell’aria, nel suolo e nelle acque del comune di Portoscuso, con particolare riferimento alla zona industriale di Portoveseme».
    LA DENUNCIA. Col gruppo di ecologisti “Carlofortini preoccupati” al suo fianco, Cremone – basandosi sull’attestata presenza nel sottosuolo di metalli pesanti e veleni in quantità di gran lunga superiore al consentito (arsenico, mercurio, cadmio, piombo, zinco e parecchio altro) – ipotizza nell’esposto l’inquinamento e il disastro ambientale e l’avvelenamento di acque o sostanze alimentari: «C’è il divieto di utilizzare le uve nel territorio», ha scritto puntando il dito contro il polo industriale, «e l’Istituto superiore della Sanità ha invitato la popolazione di Portoscuso a non far mangiare ai propri figli ciò che qui viene coltivato». E «l’avvelenamento dell’aria e dell’acqua ha prodotto tassi di piombo nel sangue dei bambini superiori a quelli normali nonché casi di morte per aumentato assorbimento di piombo nei reni». Non ultime, «le ordinanze di divieto di pesca per l’inquinamento da metalli pesanti nelle lagune di Boa Cerbus e Sant’Antioco».
    AMBIENTALISTI. Quindi la situazione ambientale «è compromessa», come risulterebbe anche «dall’analisi sulle acque di falda e sui terreni di proprietà delle multinazionali di Portovesme. Serve un vero avvio delle bonifiche» e per questo necessita «la magistratura», la quale «deve accertare le responsabilità e arrestare chi, indisturbato, sta distruggendo un intero territorio e i suoi abitanti». Abitanti in parte rappresentati dagli ambientalisti di Carloforte (Sandro Aste, Salvatore Casanova e Salvatore Parodo) che, in un volantino dal significativo titolo “Mortovesme” e firmato anche dall’associazione Adiquas, chiedono «la bonifica immediata» e la «riconversione industriale: lo facciamo da anni, ma si insiste proponendo ulteriori disastri. La politica sarda, sostenuta dai sindacati locali, dimostra di non avere rispetto e cura del territorio e della salute di chi vi risiede promuovendo, oltre alla centrale a carbone con stoccaggio dell’anidride carbonica a Nuraxi Figus, un’altra centrale a carbone per favorire la multinazionale Rusal con un finanziamento della Sfirs di 20 milioni di euro». Poi l’attacco all’assessore provinciale Carla Cicilloni: «Afferma che la condizione delle discariche che ospitano i residui di lavorazione delle industrie di Portovesme è ottimale e non ci sono rischi per la salute. Mette le mani avanti, perché i residui della nuova centrale dovranno pur trovare posto da qualche parte. Non è attendibile».

  3. febbraio 23, 2013 alle 3:07 PM

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  4. febbraio 23, 2013 alle 3:08 PM

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