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La Regione Umbria apre finalmente gli occhi sul disastroso progetto del gasdotto Rete Adriatica.


Appennino, boschi dell’Umbria

Il giorno 23 novembre si è tenuto un incontro in Regione Umbria tra l’assessore all’ambiente Rometti e una nutrita delegazione di rappresentanti di Comitato Interregionale No Tubo, CAI-TAM Umbria, Gruppo di Intervento Giuridico, WWF Umbria, Comitato Civico Cascia, Mountain Wilderness Italia, Federazione Italiana Pro Natura.

L’incontro era stato richiesto da Comitati ed Associazioni all’Assessore e al Presidente della Regione Umbria e verteva sulle questioni relative al noto progetto della SNAM Rete Gas, che vorrebbe far transitare un supermetanodotto sui crinali spartiacque dell’Appennino, attraversando per di più un gran numero di corsi d’acqua (più di trenta solo in Umbria). Uno sterro enorme, largo tra i 18 e i 40 metri, lungo 700 km, dalla Puglia a Bologna.

Inutile dire che si parla di territori di enorme valore paesaggistico, storico, turistico, ecologico, tanto che gli stessi servizi tecnici della Regione parlano esplicitamente di “ripristini impossibili”, “danni durevoli per secoli”, “danni irreversibili”, “pregiudizio per l’immagine stessa della Regione”.

Fortissime le ripercussioni sul piano geologico, sulla circolazione delle acque nel sottosuolo e in superficie e infine sul piano della sicurezza, dato che il tracciato ricalca l’areale di massimo grado sismico della penisola quello, per capirci, in cui si sono verificati i più disastrosi eventi degli ultimi anni.

simulazione posa gasdotto (Studio Newton, Fano)

I convenuti, dopo aver esposto ancora una volta la situazione generale, hanno fatto il punto sullo stato procedurale dell’iter e sugli aspetti politici della questione.

E’ormai lunghissimo, infatti, l’elenco degli enti territoriali che, in seguito alle proteste e preoccupazioni dei cittadini, si sono allineati nell’opposizione “all’opera”. Da ultimo il comune di Foligno, con un atto molto netto avverso il metanodotto, votato quasi unanimemente dal Consiglio Comunale. Un’unanimità che ricorre negli atti di opposizione dei vari enti disseminati sui quasi settecento km individuati dal progetto.

L’Assessore ha affermato di aver approfondito la questione sotto i vari aspetti e di voler impegnarsi a cercare una linea di azione comune con le altre Regioni coinvolte, le quali per la verità, per quanto riguarda le Marche, l’Abruzzo e la Puglia, si sono già espresse con provvedimenti molto chiari di avversione al progetto.

L’assessore ha inoltre affermato di ritenere del tutto probabile che, a questo punto, sussistano le condizioni per le quali anche la Regione Umbria esprima la propria contrarietà al progetto e chieda una soluzione alternativa. Ha comunque tenuto a rimarcare percorsi-tecnico-amministrativi non sempre allineati con gli atti di carattere politico.

Associazioni e Comitati, dopo aver preso atto dell’orientamento dell’Assessore, hanno puntualizzato il fatto che, in tutti casi, il primato spetta agli eletti dal popolo, ovvero che le decisioni finali sono sempre di natura politica. Di conseguenza, eventuali incongruenze tra i meccanismi tecnico amministrativi e i percorsi politici non possono costituire una detrazione di responsabilità per chi è chiamato ad amministrare.

Vogliamo ricordare che la Regione Umbria nella persona della Presidente ha firmato un patto per la tutela  e la salvaguardia della Biodiversità, avviando così il primo Osservatorio sulla Biodiversità in Italia.

Infine hanno subito iniziato a pianificare una serie di azioni sul territorio, da attuarsi nell’immediato e finalizzate alla ulteriore informazione e sensibilizzazione della popolazione umbra, specie quella dei luoghi interessati.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Comitato “No Tubo”, Mountain Wilderness Italia, Club Alpino Italiano – Umbria, WWF – Umbria, Comitato civico di CasciaFederazione Italiana Pro Natura

qui il comunicato stampa della Regione Puglia sul parere contrario del Comitato regionale V.I.A. sul gasdotto internazionale TAP che dovrebbe rifornire il gasdotto “Rete Adriatica”.

Umbria, Monte Cucco

(foto S.L., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 25, 2012 alle 12:35 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. novembre 25, 2012 alle 3:38 pm

    da Umbria Left, 25 novembre 2012
    Ambiente. Supergasdotto/Svolta ecologista di Rometti: “probabile” opposizione della Regione: http://www.umbrialeft.it/notizie/supermetanodotto-svolta-ecologista-rometti-%E2%80%9Cprobabile%E2%80%9D-opposizione-regione

    Regione Umbria, Consiglio regionale, Agenzia stampa, 25 novembre 2012
    AMBIENTE. DOTTORINI (IDV): “BENE PARERE SFAVOREVOLE GIUNTA A TRACCIATO GASDOTTO SNAM. ADESSO DISCUTERE SUBITO MOZIONE IDV”.
    “L’Umbria segua l’esempio delle altre regioni e amministrazioni locali contro progetto dannoso per il nostro territorio”. (http://www.consiglio.regione.umbria.it/informazione-e-partecipazione/2011/10/19/metanodotto-snam-approvare-subito-mozione-idv-umbria-segua-)

    “La notizia del parere sfavorevole da parte della Giunta regionale all’ipotesi progettuale del gasdotto Snam “Rete adriatica” è da ritenersi positiva e come Italia dei Valori vigilermo affinché questa decisione venga portata a compimento. Adesso occorre che il Consiglio regionale discuta subito la nostra mozione, sottoscritta da tutti i gruppi del centrosinistra, per chiedere la revisione del tracciato e un impegno dell’Umbria a fianco delle regioni che hanno già detto no”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la notizia dell’incontro avvenuto tra i membri del comitato “No-Tubo” e l’assessore Rometti.
    “Altre realtà nazionali e locali – continua Dottorini – hanno dato pareri negativi e approvato ordini del giorno fortemente contrari al progetto. Proprio recentemente il comune di Foligno si è opposto all’ipotesi del tracciato e la Regione Marche ha approvato una mozione molto critica. L’Abruzzo ha addirittura licenziato una legge regionale sulla sismicità che di fatto blocca ogni ipotesi di realizzazione dell’attuale progetto. Crediamo – conclude Dottorini – che l’Umbria non possa sottrarsi a un pronunciamento che bocci l’attuale tracciato ed escluda qualsiasi ipotesi in grado di danneggiare il nostro territorio”.

  3. dicembre 3, 2012 alle 2:53 pm

    mercoledì 5 Dicembre 2012, presso la Sala Pagliacci del Palazzo della Provincia di Perugia, in Piazza Italia, si terrà una conferenza stampa sulla questione del Gasdotto Brindisi-Minerbio organizzata dall’Assessore Provinciale Stefano Feligioni e Dal Consigliere Luca Baldelli.

    COMUNICATO STAMPA CONSIGLIERE LUCA BALDELLI E ASSESSORE STEFANO FELIGIONI

    Mercoledì 5 dicembre, presso la Sala Pagliacci del Palazzo della Provincia di Perugia, in Piazza Italia, si terrà una conferenza stampa per fare il punto sulla battaglia istituzionale e civica contro il progetto del metanodotto Foligno – Sestino che, negli intenti della SNAM RETE GAS dovrebbe passare per l’Umbria, interessando zone ad alto pregio ambientale , a vocazione turistica, spesso fortemente antropizzate, con conseguenze disastrose per il territorio nel suo complesso. Alla conferenza stampa prenderanno parte l’Assessore Stefano Feligioni, il Consigliere delegato ai rapporti con i territori, Luca Baldelli, che fu tra i primi a sottoporre il problema all’attenzione delle Istituzioni competenti, il Consigliere regionale Orfeo Goracci , che si è battuto contro l’ipotesi del metanodotto, così come elaborata e proposta, sin da quando era Sindaco della Città di Gubbio, interessata pesantemente dall’ipotesi di passaggio dell’infrastruttura.
    Ribadiamo con forza la nostra posizione come Provincia : oltre ad aver approvato mozioni e documenti ufficiali a livello di Giunta e di Consiglio abbiamo , negli anni precedenti, inoltrato ricorsi in sede nazionale ed europea contro l’opera ipotizzata, opera inutile ( visto che non porta un metro cubo di gas in più alle nostre collettività), costosa, invasiva e non giustificata da ragioni economiche, dal momento che il nostro Paese e il continente europeo, in piena recessione, soffrono di un surplus di produzione di gas naturale e non certo di un deficit . Siamo, soprattutto, consapevoli del fatto che il nostro territorio, specie quello appenninico e comunque montano, da Norcia a Gubbio a Pietralunga, va valorizzato per le sue specificità naturali e paesaggistiche, conciliando armonicamente sviluppo economico e difesa dell’ecosistema, secondo i dettami della filiera Turismo – Cultura – Ambiente, che deve essere una realtà praticata e perseguita, non uno slogan vuoto. Siamo forti non solo dei nostri pareri, dei nostri atti votati e delle nostre convinzioni, ma anche dei documenti prodotti da numerosi Consigli comunali e dalle delibere emesse da svariate Giunte comunali , ultima quella di Foligno. Decisiva è stata l’iniziativa da noi patrocinata a maggio presso la Sala del Consiglio provinciale, con il concorso di molti cittadini e amministratori , che hanno potuto prendere atto e approfondire risvolti anche poco conosciuti del metanodotto, valutando aspetti trascurati o non sufficientemente presi in considerazione. Su questo sentiero, torneremo a tracciare un bilancio e a rinnovare, come Amministrazione provinciale , con l’attiva partecipazione di comitati ( primo tra tutti il Comitato NO TUBO ), associazioni, cittadini, amministratori, l’invito a lottare uniti contro un progetto che porta solo danni e nessun beneficio alle nostre collettività.

    L’ASSESSORE PROVINCIALE
    STEFANO FELIGIONI

    IL CONSIGLIERE DELEGATO AI RAPPORTI CON I TERRITORI
    LUCA BALDELLI

  4. dicembre 3, 2012 alle 2:56 pm

    Giovedì 6 dicembre 2012, alle ore 20.30, presso la Sala del Consiglio Comunale di Cascia (PG), avrà luogo un incontro sulle questione del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio organizzato da Comitato Civico di Cascia e dal Comitato Interregionale NO Tubo.

    Apecchio–Cascia 1 Dicembre 2012

    Incontro Pubblico a Cascia sul Gasdotto Brindisi Minerbio.

    Giovedì 6 dicembre, alle ore 20.30, presso la Sala del Consiglio Comunale di Cascia (PG), avrà luogo un incontro sulle questione del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio.
    L’incontro, convocato dal Comitato Civico di Cascia e dal Comitato Interregionale No Tubo, ha lo scopo di informare la cittadinanza su quest’opera che, se dovesse essere realizzata, rischierebbe di compromettere in modo irreversibile il futuro di una vastissima porzione di territorio appenninico incontaminato. L’incontro avrà anche la funzione di aggiornare la popolazione sull’ evoluzione della vicenda e sul confronto che si sta svolgendo nelle Regioni interessate tra i cittadini e la multinazionale che ha proposto il progetto, un confronto che coinvolge comitati, associazioni di varia natura, partiti, movimenti e associazioni politiche; in pratica la società civile.

    Comitato Interregionale No Tubo

  5. dicembre 6, 2012 alle 2:53 pm

    riceviamo e pubblichiamo volentieri.

    Apecchio 06 Dicembre 2012

    METANODOTTO “RETE ADRIATICA” : UN MEGA TUBO SENZA GAS?

    L’Italia aspira a diventare l’hub del gas del sud Europa, cioè gran parte del gas che si prevede di importare dall’estero dovrebbe essere rivenduto ad altri Paesi europei.
    E’ questo uno dei punti principali della strategia energetica del Governo Monti e a questo progetto stanno lavorando da anni l’Eni e la Snam.
    Solo gli sprovveduti hanno potuto credere finora alla favola secondo cui i nuovi metanodotti e i nuovi rigassificatori servivano per le necessità del Paese. Era infatti noto che l’Italia ha da tempo una sovrabbondanza di infrastrutture energetiche e cioè che a fronte di consumi interni che non hanno mai superato gli 85 miliardi di metri cubi l’anno, la capacità di importazione è ben superiore perché raggiunge i 110 miliardi.
    E’ importante riflettere sulla contrazione dei consumi di gas, non solo per effetto della crisi economica ma anche per l’aumento delle temperature e per l’incremento delle fonti rinnovabili : i dati resi noti dalla Snam il 26 ottobre scorso, relativi al quantitativo di gas naturale immesso nella Rete Nazionale Gasdotti, parlano chiaro : dai 59,41 miliardi di metri cubi, nei primi nove mesi del 2011, si è passati , per lo stesso periodo del 2012, a 57,47 miliardi di metri cubi.
    Ora che il disegno dell’hub è ufficialmente ammesso, esso rischia di sgretolarsi prima ancora che possa prendere corpo. Sono, infatti, molti gli elementi che lasciano capire che la bolla del gas si sta sgonfiando e che quindi la scelta dell’hub appare sempre meno sostenibile sul piano economico.
    Proprio non si capisce a chi l’Italia dovrebbe rivendere il gas visto che il mercato europeo è sempre di più saldamente nelle mani dei tradizionali esportatori e che in Italia il gas costa di più rispetto alla Germania e ad altri Paesi dell’Europa.
    Con l’entrata in funzione del grande gasdotto Nord Stream, dalla Russia alla Germania, Gazprom ha rafforzato il suo dominio sul continente europeo. Il gigante energetico russo ha, infatti, già concluso contratti a lungo termine, oltre che con la Germania, anche con Danimarca, Olanda, Belgio, Francia e Gran Bretagna.
    Il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, afferma che il Trans Adriatic Pipeline (TAP), ideato per portare il gas dall’Azerbaijan fino in Puglia, si farà; ma il ministro azero dell’energia ha annunciato di preferire il Nabucco, fortemente voluto dall’Unione Europea, rispetto al gasdotto concorrente, che è appunto il TAP.
    Nel frattempo l’altro grande metanodotto russo, il South Stream, ha perso il suo braccio sud, che doveva approdare anch’esso in Italia, sulla costa pugliese: Gazprom ha reso noto che non è più economicamente conveniente e perciò lo ha tagliato.
    Fatti nuovi si registrano anche sul fronte dei rigassificatori. Dopo la rinuncia della British gas al rigassificatore di Brindisi, anche la Gas de France Suez ha dato forfait. La società francese ha annunciato che il rigassificatore che intendeva costruire in Adriatico, al largo di Porto Recanati, data la situazione di mercato , non si farà più.
    Ma c ‘è un’altra notizia molto importante, rimbalzata in rete, visto che i grandi media si “dimenticano spesso” di comunicare ai cittadini le informazioni “scomode” per il potere costituito. In seguito all’intervento della Commissione Europea l’Autorità Italiana per l’Energia e il Gas ha deciso di sospendere l’assegnazione degli incentivi, detti di “garanzia dei ricavi”, per nuovi progetti di rigassificatori.
    Di cosa si tratta? L’Autorità per l’Energia con la delibera 175/2005 incentivò la costruzione di rigassificatori assicurando ai costruttori “un fattore di garanzia che, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, copre una quota pari all’80%” dei ricavi di riferimento per i costi fissi del terminale (nel 2008 la quota è stata “abbassata” al 71,5%) assicurando alle aziende gasiere un ricavo pari a 3 miliardi di euro l’anno per 20 anni anche se non avessero prodotto un solo metro cubo di gas.
    Ora che gli scandalosi incentivi pubblici sono stati tagliati, la lobby delle multinazionali del gas continuerà a ritenere ancora conveniente la costruzione di questi mega impianti ( ben 11 i nuovi progettati in Italia!) che, per la loro pericolosità, sono fortemente contestati sia dai cittadini che dalle istituzioni locali?
    E se, come è prevedibile, la risposta è no, non è questo un altro duro colpo che va a demolire il disegno dell’ Italia quale hub europeo del gas?
    E il grande metanodotto “Rete Adriatica”- la più importante infrastruttura di terra al servizio dell’hub, di 687 km, che dovrebbe attraversare ben 10 Regioni dalla Puglia all’Emilia -Romagna – a questo punto ha ancora senso? Con quale gas si alimenterà questo mega tubo, visto che, dopo il rigassificatore di Brindisi, stanno venendo meno, uno dopo l’altro, anche i metanodotti che dall’est sarebbero dovuti giungere in Italia? Sconvolgere territori estremamente fragili sul piano ambientale e sismico, quali sono quelli dell’Appennino, per costruire un ecomostro dalla finalità molto incerta : ecco una scelta che appare sempre di più un vero e proprio disegno criminoso sotto il profilo economico, sociale e civile. Ci auguriamo, pertanto, che i mutati scenari del mercato del gas inducano il Governo e la Snam a non insistere con un’opera che, oltre che devastante e pericolosa, si sta rivelando anche inutile.

    Comitato Interregionale No Tubo

  6. dicembre 19, 2012 alle 6:46 pm

    intanto, in ABRUZZO…

    CENTRALE SNAM : SCONVOCATA LA CONFERENZA DEI SERVIZI PER IL RILASCIO DELL’ AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (A.I.A.)

    La Conferenza dei Servizi sulla centrale Snam di Sulmona, che doveva tenersi giovedì 20 dicembre a Pescara, è stata sconvocata. A darne notizia direttamente ai Comitati, è stata la Dirigente del Servizio Energia della Regione Abruzzo, Dott.ssa Iris Flacco, dalla quale era partita la decisione di convocare la Conferenza.
    La stessa Flacco ha annunciato che la Conferenza è stata rinviata al 31 gennaio 2013 al fine di poter acquisire il parere del Collegio delle Garanzie Statutarie la cui riunione era stata fissata per lo stesso 20 dicembre.
    A chiedere la riunione urgente del Collegio, è stato il Vice Presidente del Consiglio Regionale Giovanni D’Amico, allo scopo di ottenere un pronunciamento da parte dell’organismo regionale di garanzia sulla legittimità della convocazione della Conferenza dei Servizi.
    D’Amico, nel motivare la sua richiesta, ha evidenziato diversi aspetti dai quali risulta un aperto contrasto con normative e scelte regionali: in particolare la legge n.28 del 19 giugno 2012 che non consente la realizzazione di grandi metanodotti ed annesse centrali di compressione in zone sismiche 1; il Piano regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria che stabilisce il divieto di insediamento di nuove attività industriali, con emissioni in atmosfera, al di fuori delle aree industriali specificamente attrezzate. A ciò si aggiungono le decisioni assunte dal Consiglio Regionale che, con voto unanime, ha approvato due risoluzioni di contrarietà al metanodotto Sulmona-Foligno e alla centrale Snam di Sulmona; la risoluzione del 14 febbraio scorso prevede, tra l’altro, di “sospendere ogni procedimento in atto, relativo all’opera in oggetto, da parte di organi o strutture della Regione Abruzzo in merito al rilascio di pareri o autorizzazioni”.
    Per la richiesta di rinvio della Conferenza dei Servizi si sono mobilitati non solo i Comitati, ma anche l’assessore del Comune dell’Aquila, Dott. Alfredo Moroni, portavoce del Coordinamento Interregionale antigasdotto, il WWF, i Medici per l’Ambiente (ISDE), la LIPU, Orsa Pro Natura Peligna e Cittadinanzattiva. Inoltre, l’avvocato Chiara Maiorano, in nome e per conto del WWF Abruzzo e dei Comitati cittadini per l’ambiente aveva inviato alla Dirigente del Servizio Politica Energetica e Qualità dell’Aria, Dott.ssa Iris Flacco, un seconda diffida con la richiesta di fermare il procedimento in corso per il rilascio dell’A.I.A. perchè “mancano i presupposti normativi e di fatto” ed aveva preannunciato che, diversamente, si sarebbe proceduto al fine di “tutelare i propri diritti presso tutte le sedi competenti”.

    Sulmona, 19 dicembre 2012

    Comitati cittadini per l’ambiente

    Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
    Email: giomargi54@gmail.com –www.sulmonambiente.it – http://sulmonambiente.wordpress.com

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