Sardistàn, periferia di Doha.


Arzachena, Costa Smeralda, lavori suites Hotel Romazzino

anche su La Nuova Sardegna (“Siamo un Sardistàn, vassallo dell’Emiro“), 24 novembre 2012    

 

 

Doha è la capitale del Qatar.         Tenetelo a mente, visto che, a sentire il Presidente della Regione Cappellacci, quello è il posto dove si prendono le “decisioni che contano” per la Sardegna.

Indipendentisti e sovranisti tacciono e si trastullano con velleitarie mozioni d’indipendenza, mentre il Presidente Cappellacci e i sindaci di Olbia Giovannelli e di Arzachena Ragnedda vanno in Qatar a fare shopping di sogni.

Al ritorno raccontano quanto di mirabolante, luccicante, straordinario verrà investito in Sardegna: un miliardo di euro per realizzare 400-550 mila metri cubi di nuove ville e alberghi fra Porto Cervo (Arzachena) e Razza de Juncu (Olbia), il restyling (l’ennesimo) dei quattro resort di lusso “storici” della Costa Smeralda, tre parchi attrezzati per complessivi 2.192 ettari in Costa Smeralda, un allevamento di cavalli con 500 purosangue anglo-arabi nel sud Sardegna (forse a Pula), pure una pista per go-kart (in Costa Smeralda). 

Il sindaco Ragnedda è semplicemente raggiante: “con questo intervento, con volumi irrisori rispetto all’investimento, non andiamo a intaccare l’ambiente”. Mezzo milione di metri cubi di cemento, evidentemente, sono poca cosa per la mentalità corrente sui litorali galluresi.

Sardegna, macchia mediterranea sul mare

Arzachena era già divenuta Arzakhan, sta per divenire Arzaqatar e sono tutti felici e contenti. Domani non sapranno nemmeno chi sono, come ha ben scritto sulla progressiva perdita di identità l’attento giornalista gallurese Francesco Giorgioni sul suo blog .

Non finisce qui.   Mentre si parlava di un interessamento per Malfatano e Tuerredda (il progetto turistico-edilizio della Sitas, attualmente bloccato) e per la gestione del Forte Village di S. Margherita di Pula, in questi mesi i politici regionali hanno fatto la “lista della spesa” per l’emiro del Qatar: il sindaco di Sassari Ganau (P.D.) è pronto a trattare per l’Argentiera, l’on. Sisinnio Piras (PdL) propone la costa arburese e il sindaco (ora dimesso) di Iglesias Perseu (UdC) i litorali di Masua e Nebida, l’on. Diana (PdL) pretende l’allevamento di cavalli nell’Oristanese, mentre il pasdaran istituzionale degli abusivi d’Ogliastra, l’on. Stochino, sbaraglia tutti: “tre nuovi porticcioli turistici a Tertenia, fra Cardedu e Barisardo, uno ad Arabatax, più un campo da golf fra Talana e Triei.        Senza alcun limite, in tutti i sensi.

Crisi economica e disoccupazione starebbero per diventare pallido ricordo. Eppure la memoria del recente passato dovrebbe indurre a un minimo di prudenza.      Quando la Colony Capital di Tom Barrack acquistò la Costa Smeralda dalla Starwood agli inizi del nuovo millennio, l’allora Giunta regionale dell’on. Mauro Pili (stranamente oggi silenzioso) annunciò mille nuove iniziative imprenditoriali del finanziere libanese-americano, in particolare nelle aree minerarie dell’Iglesiente.

Arbus, Naracàuli, ruderi della Laveria Brassey

Risultato?         Dopo aver incassato il restyling degli alberghi “storici”, ha rivenduto (aprile 2012) alla Qatar Holding la Costa Smeralda per 600 milioni di euro, con un indubbio guadagno speculativo.

Nessun investitore, per quanto ricchissimo, regala niente e non lo farà nemmeno l’emiro del Qatar.

E’ un concetto semplice in tutto il mondo. Lo capiscono tutti, tranne la classe politica dirigente di una Sardegna sempre più Sardistàn, oscura isola del Mediterraneo centrale abbacinata da promessi investimenti stranieri per un miliardo di euro, quando beneficia più o meno dello stesso importo ogni anno – e da parecchi anni – grazie ai fondi comunitari e, in piena autonomia di programmazione e di spendita, non è riuscita a innescare un’equilibrata e diffusa crescita economico-sociale.

Noi ecologisti non ci facciamo abbagliare da perline e cammelli colorati e difenderemo territorio e identità con ogni mezzo disponibile.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Cavalieri d’Italia (Himantopus himantopus)

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 24, 2012 alle 10:33 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Giovanni
    novembre 24, 2012 alle 10:37 am

    MA I SINDACI SON DEFICIENTI O COSA?
    Spero blocchino tutto, che vadano in malora tutte le ville che costruiranno e che crepino tutti quelli che ci andranno a stare. Che rabbia infinita

    • novembre 24, 2012 alle 10:41 am

      “che crepino tutti”, dài…mi pare un po’ troppo, al massimo un bel mal di pancia al giorno 😛

      Stefano Deliperi

      • Giovanni
        novembre 24, 2012 alle 7:39 pm

        sinceramente a me pare troppo poco, rispetto al danno che potrebbero fare all’ambiente.

  3. Giovanni
    novembre 24, 2012 alle 10:38 am

    Avessi solo un decimo dei soldi dell’emiro li spenderei in tritolo per far saltare tutto.

  4. novembre 24, 2012 alle 11:24 am

    il sindaco di Arzachena-Arzaqatar Ragnedda conferma che si tratta di “pochi metri cubi”, infatti sono solo mezzo milione circa. Un’inezia per le ruspe galluresi.

    da La Nuova Sardegna, 24 novembre 2012
    La Costa Smeralda aspetta il nuovo Ppr.
    Arzachena, il progetto di investimenti del Qatar è legato all’approvazione del nuovo strumento di pianificazione regionale. (Serena Lullia)

    ARZACHENA. Il futuro della nuova Costa Smeralda passa dalle stanze del palazzo regionale. Il governo del Qatar ha già deliberato 1 miliardo di euro per gli investimenti in Sardegna. Nel pacchetto con i quattro mori non c’è solo il rilancio di Porto Cervo con la ristrutturazione dei quattro alberghi storici, la costruzione di due nuovi hotel nel comune di Arzachena e due eventuali a Olbia, impianti sportivi e parchi attrezzati. C’è anche un interesse dei qatarini per i trasporti e la filiera agroalimentare. Ma perché il piano su cui scommettono il presidente Ugo Cappellacci e il sindaco Alberto Ragnedda passi dalla fase virtuale a quella reale, serve una modifica al ppr. Il presidente della Regione ha rassicurato il primo cittadino nella conferenza stampa di presentazione del piano Gallura a Palazzo Ruzittu. «Tutto il piano Costa Smeralda si fonda sull’articolo 12 della legge 4 del 2009 – ha spiegato il presidente –. È altrettanto vero che questi progetti devono essere recepiti dal ppr e che è in corso un processo di revisione. Sono state presentate le linee guida del nuovo ppr al consiglio regionale. Il passo successivo è l’adozione provvisoria da parte della giunta del nuovo strumento revisionato. Il motivo per cui non è stato ancora adottato è che è in corso l’attività di lavoro con il ministero. È evidente che si sono tutte le condizioni per arrivare all’obiettivo». Nel piano di investimenti di lungo periodo è prevista anche la costruzione di ville, la ristrutturazione di alcuni vecchi stazzi in chiave turistica, la creazione di impianti sportivi e di tre parchi con percorsi attrezzati. la nascita di una scuola di formazione per manager del turismo. Poco il cemento rispetto all’estensione della Costa Smeralda, fra i 400mila e i 550mila metri cubi su una superficie smeralda di 2mila 400 ettari. La stessa quantità di cemento pensata per la sola Razza di Juncu ai tempi del master plan dell’Aga Khan degli anni Novanta. Il primo cittadino affronta di petto il tema del nuovo cemento, una risposta diretta a chi vorrebbe far passare l’idea che il piano dell’emiro sia uno stupro ambientale. «Parliamo di una grande opportunità a fronte di pochi metri cubi – spiega Ragnedda –. Non stiamo sacrificando nulla, come potrebbe essere successo in altre occasioni o in altri pezzi di territorio alla speculazione. Stiamo consentendo la ripartenza di un settore fondamentale in Sardegna come il turismo ricettivo, che è sì il passato, ma anche il presente e deve essere il futuro. E poi diciamocela tutta. Porto Cervo va completata, è incompiuta. Ci sono aree che è necessario collegare fra di loro. Solo così potremo avere un villaggio che vive tutto l’anno. Lo sviluppo si è interrotto. Per riprenderlo si devono pianificare nuove volumetrie, in modo intelligente e rispetto della natura. E lo si fa all’interno di un villaggio già esistente. Non stiamo rubando nulla all’ambiente, sia ben chiaro. Ora serve uno sforzo importante e una visione lungimirante da parte della politica regionale per capire che questa non è una speculazione, ma una grande opportunità non solo per la Gallura ma per la Sardegna». Interessanti anche le ipotesi occupazioni collegate agli investimenti. In fase di realizzazione degli interventi si calcola un incremento di 1600 persone di occupazione diretta, più l’indotto. In fase di gestione un raddoppio dell’attuale numero di addetti del settore alberghiero che passerebbe dagli attuali 1200 a 2500.

    450MILA METRI CUBI SU 2.400 ETTARI. I numeri.

    Il piano di investimenti della Qatar Holding, seppur soggetta a modifiche, indica con precisione l’intervento da realizzare con 1 miliardo di euro. 4 gli alberghi, due nel comune di Arzachena: a Liscia Ruja l’Harrods da 150 stanze; al Pevero la struttura per le famiglie al Pevero da 200 stanze; 2 nel comune di Olbia, nei terreni di Razza di Juncu da massimo 100 stanze. 3 i parchi attrezzati: uno a che abbraccia t erritori di Pevero, Cala di Volpe e Romazzino per un totale di 582ettari; uno a Multa Longa da 164 ettari; uno fra Razza di Juncu e Liscia Ruja da 1466 ettari. Una la scuola di formazione per manager del turismo. Una la pista di go cart che sorgerà ad Abbiadori.

  5. novembre 24, 2012 alle 11:37 am

    ecco qui, un tocco di classe.

    da L’Unione Sarda on line, 24 novembre 2012
    Flavio Briatore sta con l’emiro Al Thani. Al Cala di Volpe la ‘sua’ pista per go kart. L’ex manager della F1 gestirà il circuito per go kart che la Qatar Holding realizzerà nell’ambito del piano strategico esposto nei giorni scorsi alla Regione: http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/295913

  6. novembre 24, 2012 alle 12:49 pm

    Se il governo italiano se ne frega delle isole : famiglie senza lavoro, imprese chiuse, idem ospedali, lavoro per pochi e solo stagionali ecc. ecc. almeno c’è qualcuno che darà lavoro a un esercito di disoccupati e alimenterà vacanze che porteranno altro benessere a questa isola che NON dimentichiamo è stata valutata e offerta al mondo con una ” costa smeralda ” che nel pieno rispetto della sua meravigliosa natura è diventata un altro gioiello della nostra Italia per merito ahime’ non di un italiano ……

    • novembre 24, 2012 alle 2:35 pm

      Anna, prima di parlare, leggi.
      Il tanto bistrattato “governo italiano” ha permesso alla Sardegna, direttamente e grazie ai fondi comunitari, di usufruire di un vero e proprio “fiume” di denaro per programmare e gestire in proprio la crescita dell’Isola.
      I risultati deludenti sono sotto gli occhi di tutti e non è certo “colpa” del “governo italiano”: è ora di finirla con questo vittimismo autolesionista.
      Il “successo” della Costa Smeralda? Se così fosse, come mai disoccupati e crisi abbondano pure lì?

      Stefano Deliperi

    • Giovanni
      novembre 24, 2012 alle 7:48 pm

      e dove sarebbe il gioiello? a me sinceramente, mi vien da vomitare guardando la costa smeralda. Tutto finto, niente a che vedere con la Sardegna. Per carità, meglio così che il modello Rimini. Tutto molto bello esteticamente (grazie ad Aga Khan che non ha permesso di deturpare il paesaggio con palazzi etc…, e poi?
      Adesso ci ritroviamo con un cumulo di gentaglia che in estate va a fare cagnara in giro con i suv in costa smeralda…..che bello…..io per gioiello intendo ben altro. Cala Domestica per esempio….(eliminando magari quell’orribile parcheggio di camper), Cala Goloritzé, Cala Coticcio….

      Mi faccio venire il sangue acido per ste cose.

    • teresa
      novembre 26, 2012 alle 1:33 pm

      Mi scusi,prima di parlare di” pieno rispetto” (il che significherebbe come minimo non prevaricare il territorio e soprattutto il paesaggio della NOSTRA isola)rifletta sul significato di queste due parole e venga a vedere il rispetto che le amministrazioni regionali,anche quella attuale,(esclusa quella di R.Soru che ha perlomeno cercato di dare delle regole al consumo del territorio)hanno dimostrato fino ad oggi.Squallide seconde case lungo le coste,senza nemmeno il buon senso di lasciare libera la fascia costiera .Ma a parte la qualità architettonica esistente mi sembra di capire che anche questo “meraviglioso investimento “con i suoi parchi attrezzati(ma attrezzati di che e a che scopo!)non sia diverso dalle solite volgari speculazioni che portano benessere solo alle imprese costruttrici (e finchè durano i lavori)e forse a qualche amministratore(a pensar male si azzecca sempre)

      • Giovanni
        novembre 26, 2012 alle 7:55 pm

        teresa :
        Mi scusi,prima di parlare di” pieno rispetto” (il che significherebbe come minimo non prevaricare il territorio e soprattutto il paesaggio della NOSTRA isola)rifletta sul significato di queste due parole …..

        niente di più vero

  7. Nikki
    novembre 24, 2012 alle 2:22 pm

    un quadretto niente male, ma è la verità

  8. Juri
    novembre 24, 2012 alle 2:25 pm

    Sempre i soliti incontentabili! Ma non l’avete letto che si chiameranno “I parchi della Costa Smeralda”?
    Come hanno giustamente spiegato e conculcato a Cappellacci, ciò che conta è dare un nome accattivante alle cose e in questo modo anche le peggiori nefandezze si tramutano in meraviglie. E noi invece, autentici disfattisti, ancora qui a fargli le pulci, a contestare il fatto che anziché “naturali” saranno i parchi delle speculazioni immobiliari? Ma dai!
    Pensate che anche Razza de Juncu potrà finalmente dimenticare l’ignobile stato di abbandono in cui versa da decine di millenni, tra ginepri sempre uguali, olivastri tutti storti e lentischi invadenti, per essere finalmente valorizzato da amorevoli colate di cemento, persino deposte dalla mano dell’indigeno,finalmente emancipato dall’atavica arretratezza.

    • novembre 30, 2012 alle 7:55 pm

      Ma comeeeeeeee???? già dimenticato il ” il master plain ”??????? e chi non lo volle ??????? e adesso tenetevi lo stato di abbandono di Razza di Juncu. 8 anni ha aspettò l’ Aga Khan………

  9. novembre 24, 2012 alle 4:36 pm

    da Il Fatto Quotidiano, 24 novembre 2012
    Calcio, tv e gas: Al Thani nuovo referente politico tra Occidente e Medio Oriente.
    La strategia dell’emiro del Qatar è chiara: l’acquisto di grandi squadre europee (Psg, Malaga e Manchester City), gli affari in Inghilterra, Italia, Francia e Usa, la visita a Gaza (unico capo di stato) e l’ottimo rapporto con gli States hanno l’obiettivo di accreditarlo come il mediatore nella questione mediorientale. In modo da isolare l’Iran. (Luca Pisapia): http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/24/calcio-tv-e-gas-sceicco-al-thani-nuovo-referente-politico-tra-occidente-e-medio/424272/

  10. Giovanni
    novembre 24, 2012 alle 7:43 pm

    MA CHI LA VUOLE UNA PISTA DI GOKART A CALA DI VOLPE????? Vorrei conoscere di persona codeste facce di c….o. Io forse sono estremista ed esagero ma qui l’unico modo per far capire che costruire ancora invece che valorizzare non serve a nulla se non a peggiorare le cose, sono le fucilate.

  11. novembre 24, 2012 alle 7:45 pm

    da L’Unione Sarda, 24 novembre 2012
    PULA. Il sindaco Cabasino: a disposizione di chi vuole investire nel territorio. «Porte aperte agli arabi». Tra le ipotesi una scuderia dell’emiro del Qatar. L’entourage di Ugo Cappellacci smentisce categoricamente che il presidente della Regione abbia parlato di questi argomenti durante la recente visita in Qatar. (Andrea Artizzu)

    Il maxi allevamento di cavalli arabi a Pula per il momento è solo un’ipotesi. Il fatto che l’emiro del Qatar abbia deciso di realizzare una filiale della sua prestigiosa scuderia ha scatenato la fantasia e gli entusiasmi. Non c’è dubbio che un investimento così ingente darebbe una boccata d’ossigeno alle attività della zona, creando un mercato indotto e rimpinguando gli asfittici bilanci dei Comuni interessati dall’investimento.
    LA MISSIONE. La missione in Qatar del presidente della Regione Ugo Cappellacci sta alimentando speranze e aspettative, ma anche polemiche sulla possibilità di investimento dell’emiro in Sardegna, in particolare sul fronte turistico in Costa Smeralda e nei trasporti aerei. A Doha Cappellaci ha incontrato i responsabili della Qatar Holding. Proprio in uno dei tanti vertici, ai quali avrebbe partecipato anche il primo ministro Mario Monti, si sarebbero gettate le basi su trattative per acquisire la proprietà di un centinaio di ettari nel sud della Sardegna nel quale poter realizzare un maxi allevamento di cavalli arabi, curato dalla scuderia reale del Qatar e autentica passione, ereditata dai suoi avi, dall’Emiro Al Thani. Visto l’interessamento degli arabi per la gestione del Forte Village, è stato quasi naturale affiancare l’ipotesi a Pula. L’obiettivo dell’emiro sarebbe quello di potenziare la razza del cavallo anglo-arabo sardo. Una tipologia di animali usata soprattutto per le corse di velocità e salto ostacoli, ma anche per il cross country e l’equiturismo.
    A BRACCIA APERTE. Il sindaco di Pula Walter Cabasino è entusiasta dell’idea. La crisi economica non permette di andare tanto per il sottile. «Se l’emiro vuole venire a Pula non si preoccupi: avrà tutte le porte aperte. L’amministrazione comunale è a disposizione di chi vuole investire nel nostro territorio. Un’iniziativa del genere creerebbe senza dubbio sviluppo e nuovi posti di lavoro». E dilaterebbe ulteriormente la stagione turistica. Per il momento, però, non ci sono riscontri sulla probabile iniziativa dell’emiro del Qatar. «Ho letto la notizia sui giornali. Nessuno ci ha ancora convocato o chiesto niente. È possibile – aggiunge Cabasino – che la trattativa sia ancora in una fase embrionale. Non è escluso che i rappresentanti degli arabi stiano stringendo contatti con i proprietari dei terreni. Certo è che prima o poi dovranno interpellarci». Quale zona sarebbe ideale per la realizzazione della scuderia? «Secondo me al confine tra Pula e Villa San Pietro, ci sono vaste aree, ottime per realizzare strutture per l’allevamento di cavalli».
    LA REGIONE. Cavalli, scuderie, ippodromi: l’entourage di Ugo Cappellacci smentisce categoricamente che il presidente abbia parlato di questi argomenti durante la visita in Qatar. «La notizia è stata messa in circolazione da un politico dello stesso schieramento di Cappellacci per motivi non limpidi».

  12. arpia
    novembre 24, 2012 alle 8:50 pm

    E’ da decenni che siamo in svendita. Da un lato la cupidgia degli immobiliaristi e di chi gli sta’ intorno, dall’altra l’inerzia e i paraocchi non aiutano questa terra ad evolversi mantenendo la propria identita’.

  13. Andrea
    novembre 24, 2012 alle 10:22 pm
    • novembre 24, 2012 alle 10:38 pm

      bene, coraggio, pubblicizzatela!

      • novembre 26, 2012 alle 2:46 pm

        da La Nuova Sardegna, 26 novembre 2012
        ARZACHENA. Dagli indipendentisti dell’Irs il primo freno agli entusiasmi per il piano del Qatar.

        ARZACHENA. I progetti del Qatar per ridisegnare a suon di miliardi la Costa Smeralda non convincono il fronte indipendentista sardo. Molte critiche dall’Irs che pone interrogativi sulle reali ricadute economiche sul territorio, ma anche sui parametri ancora incerti che l’investimento dovrà rispettare per essere approvato. Più in generale, gli indipendentisti pongono un problema politico, cioè la necessità di stabilire una linea coerente tra la Sardegna (il suo impianto normativo, ma anche il suo patrimonio culturale) e un simile investimento da parte di uno Stato sovrano. «Storicamente – argomenta l’Irs – in Sardegna progetti simili sono quasi sempre falliti o comunque hanno trasferito solo limitati frammenti di ricchezza laddove sono stati impiantati, peraltro con forti danni ambientali. Esempi classici sono il Piano di rinascita e la Saras. In questo caso sappiamo che le eventuali ricadute economiche precipiteranno sulla Gallura e non su tutta l’isola, come invece si tende a dire per giustificare globalmente l’operazione». Nel dettaglio, l’Irs si interroga sulla sostanza dell’investimento e, soprattutto, su quali e quanti posti di lavoro saranno realizzati per i residenti. «La Gallura rischia di divenire una specie di enclave del Golfo Persico in Sardegna – è la risposta – mettendo a repentaglio l’esistenza di superfici di inestimabile valore ambientale come Razza di Juncu e Liscia Ruia. Questo piano di sviluppo è politicamente e giuridicamente inammissibile in quanto il Ppr attualmente operante respingerebbe la costruzione in queste aree. Si dovrà quindi modificare una norma per autorizzare un tale investimento, quando invece dovrebbe essere il contrario». «Un fondo sovrano non investe, acquisisce beni – aggiunge l’Irs non senza preoccupazione- e quando acquista diventa proprietario del suddetto bene. Dubitiamo che l’emiro Al Thani abbia a cuore le sorti dell’isola. Il problema di conseguenza è politico. Risulta del tutto evidente che in una congiuntura complicata come questa, un miliardo di euro di investimento può essere decodificato come la manna dal cielo. Queste dinamiche rappresentano l’altra faccia della grande crisi, ovvero la crescita economica viene stimolata da grandi strumenti finanziari come i fondi sovrani. L’opinione pubblica può essere facilmente incline a percepire in modo positivo questo sviluppo. Ma bisogna aver chiaro che il fondo sovrano del Qatar è lo stato del Qatar, perciò si tratterebbe di un investimento statale eseguito in Sardegna, con tutte le ricadute geopolitiche del caso. Qui non si tratta di acquistare una squadra di calcio o finanziare un ospedale, qui si tratta di delegare a uno soggetto terzo, cioè il Qatar, il compito di sviluppare una data regione geografica». Inevitabile la conclusione degli indipendentisti: «Ma non sarebbe più logico portare fino in fondo la battaglia sulle entrate e reperire investimenti attraverso la modulazione della fiscalità? Tutto ciò nel tentativo di plasmare uno sviluppo partendo dalle nostre risorse, per poi capire come e con chi creare sinergie economiche. Compreso il caso di investimenti esteri e sovrani supportati però da chiari criteri di ricezione. Non vorrei ritrovarmi in una Sardegna in cui è impossibile costruire una moschea, ma è facile vendere la Gallura a un emiro».(red.ol.)

  14. Occhio nudo
    novembre 24, 2012 alle 11:32 pm

    Ceeee, ma dobbiamo comprare uno stock di turbanti e burqa, al posto di berritta e fardetta?

  15. novembre 25, 2012 alle 2:09 pm

    dal blog di Vito Biolchini, 23 novembre 2012
    Ecco come l’emiro del Qatar vuole comprarsi la Sardegna: con appena un miliardo. Come ai tempi del Duce…: http://vitobiolchini.wordpress.com/2012/11/23/ecco-come-lemiro-del-qatar-vuole-comprarsi-la-sardegna-con-appena-un-miliardo-come-ai-tempi-del-duce/#comment-45155

    dal blog di Francesco Giorgioni, 24 novembre 2012
    PROTEGGETE LISCIA RUJA: http://francescogiorgioni.blogspot.it/2012/11/proteggete-liscia-ruja.html

    21 novembre 2012
    L’emiro bancomat e la Sardegna che non impara mai: http://francescogiorgioni.blogspot.it/2012/11/lemiro-bancomat-e-la-sardegna-che-non.html

  16. novembre 25, 2012 alle 4:54 pm

    da La Nuova Sardegna, 25 novembre 2012
    Gli stazzi diventano residence, spuntano trenta ville extralusso.
    Dal cilindro del Qatar ecco i progetti di riqualificazione. Nuovi alberghi con il marchio internazionale Harrods. (Serena Lullia): http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2012/11/25/news/gli-stazzi-diventano-residence-spuntano-trenta-ville-extralusso-1.6088749

  17. Andrea
  18. teresa
    novembre 26, 2012 alle 7:14 pm

    La foto della “villetta” è forse un’esempio delle “meraviglie edilizie”che arriveranno in Costa Smeralda?(giusto un pollo sardo ci può cascare)

  19. novembre 27, 2012 alle 3:05 pm

    da Eddyburg, 26 novembre 2012
    per la “crescita” la Sardegna non è in vendita: è già venduta.
    Una regione in meno, un emirato in più Un’intera regione d’Italia svenduta ai padroni del petrolio. Sponsors Monti e Cappellacci Ma lo sanno solo in Sardegna (e chi legge eddyburg). Articoli di Serena Lullia e commenti di Stefano Deliperi, Sandro Roggio e Giorgio Todde, La Nuova Sardegna, 20 – 25 novembre 2012: http://www.eddyburg.it/2012/11/per-la-crescita-la-sardegna-non-e-in.html

  20. gennaio 2, 2013 alle 10:47 pm

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  21. Pietro
    febbraio 6, 2013 alle 1:43 pm

    AAA.Volevo ricordare che in” sardegna”oltre 80 Comuni sono a rischio ecologico tanto per non dimenticare!!Ricordate la strage del Vajont,9 Ottobre 1968!!!

  1. novembre 30, 2012 alle 2:42 pm
  2. giugno 16, 2013 alle 2:35 pm

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