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Rifiuti a Napoli, emergenza e delinquenza.


Il premier Silvio Berlusconi, insieme al suo braccio operativo Guido Bertolaso, avevano annunciato la fine della scandalosa “emergenza rifiuti” a Napoli e in Campania non si sa più quante volte.

“Qualcuno parlava di una missione impossibile da compiere e invece ci siamo riusciti, l’emergenza rifiuti è finita”, così affermava il 18 luglio 2008 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Napoli.  Era un bluff, nemmeno tanto simpatico, vista la marea di soldi pubblici sprecati. E le decisioni impopolari.  Qualche mese fa s’è tentato anche di usare in proposito il parco nazionale del Vesuvio.

La puzzolente e schifosa situazione nasce da lontano, eppure c’è chi cerca di scaricare le responsabilità sul neo-sindaco di Napoli Luigi De Magistris.

E’ un emergenza nazionale, c’è il rischio di epidemie e c’è chi mette fuoco solo per gestire l’emergenza.  Non ci vuole chissà quale sagacia investigativa nel pensare alla camorra e alle sue terminazioni politiche.  In questa contingenza drammatica si distinguono, come al solito, alcuni inguaribili cretini della pretesa padania. Da non dimenticare che alla cattiva gestione del ciclo dei rifiuti campani pare proprio che si sia sommata anche una pesante attività illecita di smaltimento condotta per conto di numerose industrie del nord Italia.  Fra i risultati decine di gravissimi tumori, soprattutto linfomi di Hodgkin.

Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

A.N.S.A., 25 giugno 2011

De Magistris, regia dietro roghi e blocchi. La Legafrena sul decreto. Il Pm: ‘Epidemia colposa, ci sono gia’ alcuni indagati’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2011/06/21/visualizza_new.html_814733544.html

 

Borghezio:ai romani trapianto cervello. Polverini: la volgarita’ e l’arroganza della Lega supera limite:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/06/24/visualizza_new.html_812948966.html

 

 Per ricordare:

Una dura condanna per danno erariale (250 mila euro) da parte della Sezione giurisdizionale per la Campania della Corte dei conti (sentenza n. 918/2008 del 24 aprile 2008) nei confronti del sub – commissario per l’emergenza rifiuti per mancato avvio di un impianto per la gestione dei rifiuti e l’inutilità di quello già realizzato.

La gestione commissariale dell’emergenza rifiuti e depurazione acque del governatore della Campania e già sindaco di Napoli Antonio Bassolino è stata condannata dalla Corte dei conti con la sentenza Sezione giurisdizionale della Campania n. 4174/2007 del 27 dicembre 2007.  Il governatore della Campania è stato condannato a rifondere 3,2 milioni di euro per danno erariale in favore della Regione Campania + 835,08 euro per spese giudiziali.      La sentenza risulta appellata.

L’intera gestione commissariale dell’emergenza rifiuti e depurazione acque risulta fortemente deficitaria, in particolare proprio in Campania, come chiaramente indicato nella deliberazione della Sezione centrale di controllo della Corte dei conti sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato n. 6 del 14 maggio 2007.

Una semplice citazione, a puro titolo di esempio: “E’ da stigmatizzare l’inerzia commissariale nel non affrontare con forza le cause del mancato decollo della raccolta differenziata, con provvedimenti chiari ed inequivoci nei confronti delle autorità competenti. Così, in generale, non si è proceduto all’incentivazione della raccolta differenziata tramite l’introduzione della tariffa sui rifiuti modulata sulla quantità d’indifferenziato conferito al servizio di raccolta cittadino, né ad iniziative di incentivazione per coloro che attuano la raccolta differenziata, il compostaggio ed il conferimento alle isole ecologiche promosse da Comuni e Province. Ciò, a parte i danni di ordine ambientale evidenti, potrebbe avere provocato anche danni finanziari alle casse pubbliche, derivanti sia dai mancati introiti per la vendita del materiale raccolto in maniera differenziata che dai costi di conferimento dei rifiuti indifferenziati agli impianti di smaltimento.  D’altronde, nelle relazioni consuntive sull’attività svolta dai Commissari alle autorità preposte, non vengono quasi mai affrontati i problemi delle basse percentuali di raccolta differenziata, né aggiornati i relativi dati. Ciò risulta particolarmente sintomatico della scarsa considerazione strategica del problema del decollo della raccolta differenziata da parte delle varie strutture commissariali”.

Inoltre e vale per tutta l’Italia:

Gli amministratori comunali sono responsabili dal mancato raggiungimento della quota minima di raccolta differenziata dei rifiuti.   Interessante ed importante sentenza della Corte dei conti, Sezione giurisdizionale per la Campania (sentenza n. 1492 del 9 dicembre 2009) in tema di responsabilità del Sindaco del Comune di Marcianise (Caserta) e dei funzionari preposti al settore, per mancato raggiungimento della percentuale minima di raccolta differenziata dei rifiuti urbani.  La condanna è al pagamento della somma complessiva di € 450.399,48, di cui €405.322,25 in favore del Comune di Marcianise ed €45.077,23 in favore dell’Erario, più spese di giustizia pari a in € 1865,60.

  1. giugno 25, 2011 alle 3:52 PM

    A.N.S.A., 25 giugno 2011
    Sindaco: ‘Regia camorra’. Zaia: ‘No a rifiuti Napoli’.
    Rifiuti, inchiesta procura di Napoli. Pm Lepore: ‘Epidemia colposa, ci sono gia’ alcuni indagati’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2011/06/21/visualizza_new.html_814733544.html

  2. giugno 25, 2011 alle 4:25 PM

    da Il Sole 24 Ore, 24 giugno 2011
    Le trombe leghiste e le campane di Napoli nella disfida della spazzatura. (Stefano Folli)

    Nel paradosso quotidiano che è ormai la politica italiana, c’è anche chi tira in ballo Pier Capponi, il condottiero fiorentino che mise un freno all’esercito francese con la famosa frase: «se voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane». All’epoca, verso la fine del Quattrocento, la minaccia indusse il re di Francia a ritirarsi da Firenze. Oggi a cosa servirebbe?
    A parere di due parlamentari del Pdl, Landolfi e Nespoli, le campane napoletane sono chiamate a contrapporsi alle trombe leghiste. L’argomento è naturalmente la spazzatura che invade le strade e che nessuno riesce a eliminare. Il neosindaco De Magistris è già con le spalle al muro e a Roma non sono pochi quelli che si rallegrano in silenzio per il suo fallimento. Ma, com’era inevitabile, ora il nodo gordiano dovrà tagliarlo il governo Berlusconi attraverso un decreto. È lo stesso Quirinale a chiedere che l’esecutivo faccia in fretta il suo dovere, perché quello che si prospetta è «un lavoro duro». Ma la Lega si è subito messa di traverso in base al principio che i napoletani non possono pretendere di rovesciare su altri, più virtuosi, la loro immondizia.
    E qui si arriva a Pier Capponi, evocato dai due «nazionalisti» napoletani contro i «secessionisti» leghisti. La storia presenta un risvolto grottesco, ma dice molto sulla condizione del paese. Di fatto la demagogia continua a essere il filo conduttore di troppi comportamenti. Il neosindaco ed ex-magistrato è stato eletto in modo trionfale grazie alle promesse populiste, e a quanto pare irrealizzabili, fatte in campagna elettorale. Ed è con una forte inclinazione al populismo che Berlusconi, all’inizio del suo mandato nel 2008, ha usato la vicenda napoletana contro i vecchi amministratori della sinistra: senza per questo risolvere sul serio il rebus della «monnezza».
    Con altrettanta demagogia la Lega alza oggi la voce sull’emergenza rifiuti. Può darsi che in linea generale e astratta Calderoli e i suoi abbiano ragione. Ma in termini politici hanno torto. E si capisce perché: essi sono parte, come leghisti, di un governo di coalizione che non può disinteressarsi di ciò che sta accadendo a Napoli. Compresi i rischi che si scateni qualche epidemia.
    Questa mini-secessione dalla spazzatura del Sud ha tutta l’aria di un espediente per sfuggire sul piano mediatico alle difficoltà che attanagliano il Carroccio. Assomiglia alla grande campagna fallita sul trasloco dei ministeri al Nord. Parole forti per esiti minimi. Difatti è impensabile che il governo di Roma si disinteressi della catastrofe partenopea. Potrà modulare il suo intervento (e quindi il testo del decreto) in modo da caricare una parte degli oneri sulle spalle dei napoletani. Ma è del tutto irrealistico immaginare che Berlusconi non accolga rapidamente l’appello del Quirinale. E a meno di credere che la Lega voglia aprire una crisi di governo sulla spazzatura, c’è una sola soluzione: il partito di Bossi dovrà acconciarsi a un compromesso, come si conviene a una forza di governo.
    Sullo sfondo di questi sussulti maleodoranti, acquista spessore il dramma di Marco Pannella. Il contrasto non potrebbe essere più evidente. La protesta del leader radicale riguarda i problemi delle carceri, ma suona soprattutto come rivendicazione di una nobiltà della politica che coincide con il riscatto delle istituzioni rispetto alle miserie e forse all’impotenza dei partiti. Non è poco nell’ora attuale e il capo dello Stato lo ha capito.

  3. giugno 25, 2011 alle 4:28 PM

    da La Stampa, 24 giugno 2011
    Il lento declino della città-discarica. Non solo «caos monnezza»: il capoluogo campano annaspa mentre la politica non trova soluzioni. Cresce la protesta: i negozianti minacciano la serrata. Disoccupati e abusivi scendono in piazza. (Federico Geremicca)

    Quando l’altra sera, rientrati a casa, migliaia di napoletani si sono inaspettatamente trovati faccia a faccia con il loro sindaco, tanto chi l’aveva votato un paio di settimane fa quanto chi non si era fidato, hanno certamente pensato «questo è uscito pazzo». Dagli schermi delle tv locali e di diversi siti Internet, infatti, Luigi De Magistris – camicia azzurra con coraggiosi risvolti rosa – stava promettendo che non solo in cinque giorni avrebbe ripulito la città (Berlusconi aveva detto sette), ma che ogni quartiere di Napoli avrebbe presto avuto la sua «isola ecologica». Questo stava annunciando il sindaco a chi era appena riuscito – fortunosamente – a rientrare in casa evitando barricate di immondizia, blocchi stradali, roghi e labirinti di cassonetti rovesciati nei pochi tratti di strada lasciati miracolosamente liberi dalla monnezza.
    La verità, naturalmente, è che Napoli non sarà liberata da questo schifo in cinque giorni; e anche che tratteremmo la notizia alla stregua di un miracolo se ogni quartiere della città davvero avesse un giorno – la sua «isola ecologica». Ciò nonostante, Luigi De Magistris non è un pazzo. Più probabilmente, istruito dalle amarissime vicende degli ultimi anni, ha deciso che forse l’unica via da battere è appunto tentare di apparire pazzo: visto che a mediare, a trattare e a rassicurare, qui ci hanno già rimesso le penne un paio di amministrazioni e un’intera classe dirigente. Quindi, le promesse iperboliche. Ma anche le denunce e gli avvertimenti: dobbiamo lottare contro dei «poteri occulti» (intendendo, forse, quanto di più evidente c’è: cioè la camorra) – ha informato il sindaco ma noi reagiremo, cominciando col far scortare i camion incaricati di rimuovere la monnezza dalla strada.
    Quanti anni è che si va avanti così, sulla pelle di una città che nemmeno questo leggero vento di maestrale riesce ormai a liberare dagli effetti venefici dei roghi e dei fumi? I medici napoletani lanciano l’allarme infezioni, visto il caldo in arrivo; mentre il direttore della più grande Asl della città chiede addirittura al sindaco di chiudere gli spazi aperti di ristoranti e bar: «In questa situazione – spiega – non è possibile servire da bere e da mangiare all’aperto». I commercianti minacciano la serrata, stufi di dover liberare ogni mattina l’ingresso dei negozi da mucchi di spazzatura; e il sindaco, con una mossa drammaticamente ad effetto, dispone che i camion-compattatori siano accompagnati da uomini armati nei loro giri di raccolta per la città. Un tempo, per difendere l’immagine della città dalle analisi di detrattori spesso interessati, anche in dotti convegni meridionalisti era d’uso u n ’ e s p r e s s i o n e frutto d’un residuo d’orgoglio: «Napoli non è Calcutta» si esclamava a un certo punto, per dire che era pur sempre una grande città dell’Occidente europeo quella di cui si parlava. Oggi, nessuno ripete quella frase: e i cittadini di Calcutta probabilmente si offenderebbero di fronte a tale, mortificante paragone…
    E mentre Napoli annaspa tra sacchetti nauseabondi e cassonetti in fiamme, la gara di solidarietà cui s’assiste tutt’intorno al destino della vecchia capitale del regno è davvero commovente. A Roma, la Lega – quella di Pontida e dei cori contro i napoletani blocca il decreto che avrebbe permesso il trasferimento in altre regioni di un po’ della monnezza accumulatasi; a Macchia Soprana, nel Salernitano, si preparano le barricate per impedire la riapertura della discarica che potrebbe accogliere parte dei rifiuti che soffocano Napoli; e a Castellammare un comitato di mamme è già in piazza al solo sospetto che un po’ dell’immondizia del capoluogo possa finire da quelle parti. Ci sarebbe da restare senza parole, stupefatti: se non fosse che son già tre anni che la musica è questa qui…
    «La legge che distribuisce territorialmente le competenze in materia di rifiuti è illogica», annota sfiduciato il rettore dell’Università Massimo Marrelli. «Napoli si deve dotare di siti di trasferenza temporanea. E comunque, dove portare la spazzatura, al sindaco di Napoli glielo devono dire la Regione e la Provincia», ammonisce Alessandro Gatto, presidente regionale del Wwf. Ognuno ha la sua diagnosi, ognuno la sua ricetta e tutti – ovviamente – ottimi motivi di polemica, verso la destra o verso la sinistra. Evidente, naturalmente, il tentativo di cavalcare questa drammatica emergenza per cercare una rivincita dopo il naufragio elettorale di due settimane fa. Come se la città non fosse di tutti. O come se liberare Napoli dalla sua monnezza fosse una cosa – così come fu detto per la sicurezza – di destra o di sinistra…
    Di destra o di sinistra – e ad aggravare la situazione di una città che non esplode solo perché non sa più con chi deve prendersela – sono le promesse elettorali rimaste sul terreno a inquinare quel che resta da inquinare. Ieri mattina, per esempio, mentre la città nella parte alta e nel centro antico zigzagava tra la sua immondizia, il palazzo della Regione era preso d’assalto da gruppi di comitati che chiedono sia mantenuta la promessa (fatta da Berlusconi) di bloccare le demolizioni di migliaia e migliaia di case abusive. Vogliono il decreto che fu annunciato in cambio del voto al candidato-sindaco del Pdl. Tensione, scontri e traffico in tilt. Altri cortei naturalmente con blocchi stradali e caos nella circolazione – li hanno inscenati per tutto il giorno gruppi di disoccupati e di operai di fabbriche in crisi. L’impatto, per chi viene da fuori, è terribile. E non solo perché Napoli stessa, ormai, somiglia a una gigantesca discarica: ma anche in ragione del visibile collasso contemporaneo del tessuto sociale, civile e produttivo della città.
    E così, mentre il sindaco «fa il pazzo» e altri il Ponzio Pilato, si attende che qualcuno faccia quel che gli spetta, e cioè evitare l’emergenza sanitaria verso cui galoppa la città. Il tempo sta finendo e Napoli affonda: anche se lentamente, visto che le sue sabbie mobili sono fatte di sacchetti, cassonetti e rabbia solida come un grumo di dispiacere…

  4. giugno 25, 2011 alle 7:38 PM

    A.N.S.A., 25 giugno 2011
    Rifiuti: Indagato Stefano Caldoro. Governatore Campania: ‘Pronto a dimissioni se responsabile’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/speciali/2011/06/21/visualizza_new.html_814733544.html

  5. giugno 25, 2011 alle 9:23 PM

    A.N.S.A., 25 giugno 2011
    Rifiuti, Bossi: decreto e’ un imbroglio. Leader Lega: abbiamo deciso di non votare per non farlo passare: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/06/25/visualizza_new.html_812851687.html

  6. Bio IX
    giugno 25, 2011 alle 10:35 PM

    Torna stranamente in mente il libro “La peste – la mia battaglia contro i rifiuti della politica italiana”, di Tommaso Sodano http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/4454_la_peste_trocchia_sodano.html
    Che Tommaso Sodano, già membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connessi ( http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Attsen/00017646.htm ) sia vice sindaco, con delega all’ambiente, rifiuti, sviluppo sostenibile etc. della Giunta De Magistris, è un fatto puramente casuale.

  7. Bio IX
    giugno 27, 2011 alle 1:30 PM

    Questi leghisti proprio non li capisco: loro che, in quel di Brescia, cuore della padania, hanno un bijoux di inceneritore (o “termovalorizzatore”, secondo gli usi nostrani), vero fiore all’occhiello del trattamento dei rifiuti all’italiana, quello che trasforma i rifiuti in aria di montagna (ed energia, dimenticavo), si “rifiutano” non solo di purificare l’aria che respirano con un poco di “monnezza napoletana, peraltro rinunciando ai conseguenti vantaggi economici, ma addirittura vogliono negare questa opera meritoria alle altre Regioni che scalpitano per avere un po’ dell’oro di Napoli.
    Che egoisti questi leghisti.

  8. Bio IX
  9. Bio IX
    giugno 29, 2011 alle 4:54 PM

    Trovato l’inganno, fatta la legge …
    Zaia, il paladino dell’ambiente, cambia la legge regionale per far costruire la centrale di Porto Tolle nell’area protetta
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/29/zaia-cambia-la-legge-regionale-per-far-costruirela-centrale-di-porto-tolle-nellarea-protetta/129966/#Scene_1

  10. Bio IX
    luglio 2, 2011 alle 12:49 PM

    Per non essere da meno il ministro Calderoli ha somministrato la sua dose giornaliera di ca..ate:
    “L’unico intervento risolutivo puo’ essere quello di stampo europeo secondo il quale ognuno risolve i problemi a casa propria. Che scavino i buchi e facciano le discariche e i termovalorizzatori come nel resto del mondo. Napoli non puo’ rappresentare un’eccezione alle regole”. Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, In un’intervista a La Repubblica, parla dell’emergenza rifiuti e del no della Lega al decreto. “Se comune, provincia, regione e Stato me lo chiedono – aggiunge Calderoli – sono disponibile ad andare a fare il commissario per l’immondizia a Napoli. Tanto tutto quello che dovevo fare nella vita l’ho fatto e anche se mi ammazzano non ho problemi. Pero’ sappiano che io a Napoli ci vado armato e non porgo l’altra guancia. Vado li’ e faccio i buchi, faccio i termovalorizzatori. Punto. Se poi arriva la camorra e spara, sparo anch’io. Vediamo chi resta in piedi. E se non riesco a fare i termovalorizzatori tito fuori i lanciafiamme cosi’ libero le strade”. “Non ho tutelato solo gli interessi del nord – conclude il ministro – ma anche quelli dei napoletani che altrimenti avrebbero dovuto pagare in bolletta lo smaltimento dei rifiuti resi speciali nell’interesse della camorra e della ‘ndrangheta. IL nostro obiettivo era non solo impedire che nelle nostre regioni arrivasse la spazzatura altrui, ma anche evitare che i napoletani venissero fregati”.
    http://www.agi.it/napoli/notizie/201107020945-cro-rna1001-rifiuti_calderoli_io_commissario_si_ma_con_il_lanciafiamme
    Se non fosse che, oltre al danno ambientale, ne farebbero le spese anche tanti innocenti, consiglierei al ministro di puntare il lanciafiamme verso nord: il mondo intero gliene sarebbe grato.
    Passando a cose più serie, linko l’anteprima del video del film documentario “Sporchi da morire” sul tema degli inceneritori, i pericoli per la salute e le possibili alternative sostenibili legate al riciclo dei rifiuti (regia di marco carlucci).

  11. Bio IX
  12. ottobre 25, 2012 alle 2:55 PM

    A.N.S.A., 25 ottobre 2012
    Danno all’erario da 43 mln: citati Bordon e Bassolino: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/10/25/Ambiente-citazione-Bordon-Morese-Bassolino-_7688117.html

  13. dicembre 11, 2012 alle 2:51 PM

    A.N.S.A., 11 dicembre 2012
    Rifiuti tossici, il boss di Gomorra accusato di disastro ambientale.
    Custodia in carcere per Francesco Bidognetti: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/12/10/Camorra-Bidognetti-accusato-disastro-ambientale-_7931271.html

  14. marzo 24, 2015 alle 3:00 PM

    condanna anche in appello della getsione commissariale per l’emergenza rifiuti in Campania con la sentenzaCorte dei conti, Sez. II, giurisdizionale appello, 10 marzo 2015, n. 85: http://www.lexambiente.it/materie/rifiuti/347-corte-dei-conti347/11383-rifiuti-gestione-del-commissario-straordinario.html

  15. giugno 29, 2016 alle 9:24 PM

    da l’Huffington Post, 29 giugno 2016
    Rifiuti: inviti a dedurre per Antonio Bassolino e Stefano Caldoro. Corte Conti: 27 milioni di danni per omessa bonifica in Campania: http://www.huffingtonpost.it/2016/06/29/rifiuti-campania-bassolino-caldoro_n_10729496.html?utm_hp_ref=italy&ir=Italy&ref=hfnscabeh-2

  16. luglio 8, 2016 alle 2:46 PM

    ecco dove vanno (in parte) a finire.

    da La Stampa, 8 luglio 2016
    Il Marocco si ribella ai rifiuti: “Non siamo la discarica d’Italia”.
    Petizioni e interrogazioni contro l’import della nostra spazzatura. Al porto di El Jadida bloccate 2500 tonnellate di ecoballe. (Karima Moual): http://www.lastampa.it/2016/07/08/esteri/il-marocco-si-ribella-ai-rifiuti-non-siamo-la-discarica-ditalia-yoPKcAAVTn9oa9wurmqquL/pagina.html

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