Roma, il GrIG chiede conto di una gestione del verde pubblico nel centro storico piuttosto sconcertante.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), raccogliendo svariate segnalazioni da parte di cittadini allarmati e preoccupati, ha inoltrato (31 marzo 2026) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo la gestione del verde pubblico nel centro storico di Roma Capitale.
Coinvolti il Ministero della Cultura, la Regione Lazio, il Comune di Roma Capitale, i Municipi interessati, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, la Soprintendenza Capitolina, l’Agenzia Roma Natura, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e i Carabinieri Forestale, informata per quanto di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.
Sono numerosi, infatti, i tagli di alberi ad alto fusto nel centro storico nel corso dei primi mesi del 2026, attualmente nel pieno periodo di riproduzione dell’avifauna selvatica.
In particolare, si tratta di alberi oggetto di
* Comunicazione n.1 relativa alle prove di trazione statiche e dinamiche eseguite sui pini di Via dei Fori Imperiali(12 febbraio 2026);
* avviso abbattimenti alberi presso Castel S. Angelo, Villa Borghese, ecc. (23 marzo 2026).
In numerosi altri casi si tratta di alberi formalmente rimossi per essere ricollocati in altri siti a causa dei lavori della Metropolitana di Roma, linea “C” (tratto T2) nel Rione Prati.
Tuttavia, ben più di qualche dubbio sulla piena legittimità delle operazioni è lecito nutrirlo, viste le recenti azioni legali svolte dal GrIG che hanno condotto a verificare una non corretta gestione del verde pubblico a Roma Capitale, in particolare
* i tagli arborei lungo il Viale dei Quattro Venti (primavera 2025), riguardo cui la Soprintendenza speciale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma (nota prot. n. 30404 del 28 maggio 2025) ha reso nota l’assenza di parere, pur essendo il sito tutelato con vincolo culturale (art. 10, comma 4, lettera g, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e ne ha informato per quanto di competenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e i Carabinieri Forestale.
La Soprintendenza aveva, inoltre, richiesto l’invio immediato di
“– una relazione dello stato fitosanitario delle piante presenti lungo il viale;
– VTA, documentazione fotografica e la data di eventuali interventi endoterapici già effettuati, per singola pianta;
– una planimetria aggiornata del viale con le alberature presenti e relative condizioni;
– un intervento di numerazione delle piante, affinché siano individuabili univocamente sul terreno, per le opportune verifiche;
– il Progetto relativo agli abbattimenti, potature e/o capitozzature previsti;
– il Progetto di riqualificazione del viale a seguito degli interventi già eseguiti e da eseguire.”
Infine, si era riservata di prescrivere come “adeguare l’intervento al miglior mantenimento possibile del viale nel suo complesso, per quanto di competenza nella tutela dei beni storici, culturali e paesaggistici, garantendo al contempo una comunicazione trasparente e aggiornata rivolta alla cittadinanza, che condivida la qualità e l’importanza dell’azione messa in campo da codesto Dipartimento e della volontà di recupero e cura del patrimonio paesaggistico.”.
Non si ha notizia degli ulteriori sviluppi della vicenda;
* i disinvoltitagli di Pini (Pinus pinea) nello storico parco pubblico del Pincio e di decine di grandi Ippocastani (Aesculus hippocastanum) lungo il Viale del Casino Algardi, nel parco della Villa Doria – Pamphilj, sono risultati effettuati (2024) senza aver svolto le necessarie e vincolanti procedure di valutazione d’incidenza ambientale (VincA), sia il Pincio che la Villa Doria – Pamphilj entrano nella zona speciale di conservazione (ZSC) “Villa Borghese e Villa Pamphili” (IT66030052) ai sensi delle direttive n. 92/43/CEE (tutela habitat naturali e seminaturali, fauna, flora) e n. 09/147/CE (salvaguardia avifauna selvatica), con specifiche misure di conservazione (deliberazione Giunta regionale n. 159 del 14 aprile 2016), per cui ogni intervento di modifica dev’essere preceduto dalle vincolanti procedure di valutazione d’incidenza ambientale (art. 5 del D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.) per verificare se vi sia eventuale danno/degrado delle caratteristiche naturalistiche che han portato all’inclusione del sito protetto nella Rete Natura 2000.
L’assenza di procedura di V.Inc.A. è stata comunicata da Regione Lazio – D.R. Ambiente, Cambiamenti Climatici, Transizione Energetica e Sostenibilità, Parchi con nota prot. n. 562624 del 29 aprile 2024 (Pincio) e dall’Agenzia Roma Natura, titolare della competenza in materia, con nota prot. n. 3885 del 18 novembre 2024 (Villa Doria – Pamphilj).
Finora non è mai emersa alcuna ordinanza contingibile e urgente per ragioni di sanità e/o sicurezza pubblica (art. 54 del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i.), ma spesso soltanto solo l’ordinaria esecuzione di un contratto di manutenzione del verde verticale.
E i tagli e le drastiche potature avvengono anche nel periodo marzo-luglio, quando è in corso la stagione riproduttiva dell’avifauna selvatica, con conseguente divieto di disturbo (direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.).
Si ricorda che, ai sensi dell’art. 33, comma 4°, del Regolamento del Verde Pubblico e Privato e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale (deliberazione Assemblea Capitolina n. 17 del 12 marzo 2021 e s.m.i.), “le potature devono essere eseguite a regola d’arte, secondo le più corrette ed aggiornate tecniche arboricolturali e in relazione alle specifiche esigenze del caso; devono essere realizzate nel periodo di stasi vegetativa o nel periodo di maggiore idoneità tecnico-vegetativa proprio di ciascuna specie, tenendo conto sia del microclima della zona d’impianto sia di specifici aspetti fitopatologici e nel rispetto della nidificazione dell’avifauna, escludendo di norma il periodo che va da aprile a luglio, fatti salvi gli interventi urgenti dettati da ragioni di sicurezza ed incolumità pubblica. Nei mesi di marzo e agosto, escludendo condizioni di accertata pericolosità delle piante, la potatura non può essere effettuata su alberi in cui siano presenti nidi di uccelli o tane abitate da piccoli mammiferi o che siano utilizzati come dormitorio o posatoio da specie rare o di pregio”, mentre “la pratica dellacapitozzatura è vietata” (art. 33, commi 4° e 5°, del Regolamento del Verde Pubblico e Privato e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale, deliberazione Assemblea Capitolina n. 17 del 12 marzo 2021 e s.m.i.).
Inoltre, “gli alberi singoli, in gruppi o in filari, recanti un tronco di circonferenza complessiva superiore a 78,5 cm (Ø > 25 cm), misurata all’altezza di 1,30 m dal colletto, ubicati nel territorio di Roma Capitale sono considerati beni giuridici di interesse ambientale e paesaggistico”, mentre gli alberi abbattuti per qualsiasi motivo devono essere sostituiti entro un anno (artt. 29, comma 1°, e 41 del Regolamento del Verde Pubblico e Privato e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale (deliberazione Assemblea Capitolina n. 17 del 12 marzo 2021 e s.m.i.).
In ogni caso, gli interventi su beni tutelati con il vincolo culturale e paesaggistico in assenza della prescritta autorizzazione (artt. 21 e 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) o dell’immediata comunicazione in presenza di pericolo imminente per la sicurezza pubblica (art. 27 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), costituiscono ipotesi di reato (artt. 169 e 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), nonchè fonte degli obblighi di ripristino (artt. 160 e 167 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).
Vediamo una buona volta di garantire anche una protezione concreta e non solo sulla carta agli alberi della Città Eterna?
Da un lato Roma è la capitale europea con il più esteso patrimonio di verde pubblico (oltre 400 chilometri quadrati di verde pubblico tra giardini, parchi, ville storiche e riserve naturali e circa 350 mila alberi), tuttavia l’adozione di opportune Linee strategiche sul verde urbano di Roma (2023) non pare si sia tradotta ancora in efficaci e riconosciute attività di gestione del verde pubblico con particolare riferimento ai valori paesaggistici e storico-culturali che contribuiscono fondamentalmente a rendere l’Urbe quella Città unica che tutto il mondo ammira.
Secondo i dati recentemente pubblicizzati (marzo 2025) dall’Assessora all’agricoltura e ambiente di Roma Capitale Sabrina Alfonsi, fra il novembre 2021 e il febbraio 2025 sono stati piantati 29.665 alberi, ne sono stati abbattuti 13.281, sono state rimosse 10.365 ceppaie ed effettuate 120.000 potature.
Che cosa si aspetta a rispettar leggi e il Regolamento del Verde Pubblico e Privato e del Paesaggio Urbano di Roma Capitale?
Si può migliorare, parecchio. E sarebbe ora che tutte le amministrazioni pubbliche competenti siano richiamate a una corretta gestione del patrimonio naturalistico e del verde pubblico romani.
Ora è, però, necessario l’intervento urgente del Ministero della Cultura, dei Carabinieri e della Procura della Repubblica, nonchè una dignitosa presa d’atto della pesante situazione della gestione del verde pubblico romano che porti anche alla rimozione non degli alberi, ma di chi non è in grado di dare l’opportuno indirizzo politico-amministrativo al fondamentale ambito dell’amministrazione pubblica capitolina.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto per conto GrIG, D.S., S.D., archivio GrIG)








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