Occhi aperti sui cantieri del gasdotto “Rete Adriatica”.


gasdotto Rete Adriatica, lavori in corso (genn. 2026)

Sei associazioni ambientaliste  – Gruppo di Intervento Giuridico, Lupus in Fabula, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Comitato No Tubo, Pro Natura – ha scritto una lettera al Consiglio Comunale di Apecchio (PU) chiedendo l’istituzione della “commissione strategica”, ipotizzata dal Sindaco in una recente assemblea pubblica.

La commissione avrebbe il compito di vigilare sugli immani cantieri aperti dalla Snam in ben dieci km di territorio comunale, per la realizzazione del contestatissimo gasdotto “Rete Adriatica”

La commissione dovrebbe cercare di coadiuvare il comune nel tentare di ridurre, per quanto possibile, l’impatto di questa “opera” mastodontica, verificando che vengano seguite in modo corretto e completo le prescrizioni emanate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dai vari altri organismi competenti.

Appennino Romagnolo Marchigiano, interferenze fra centrale eolica e cantiere del gasdotto (2025)

Soprattutto, vi sono timori per l’interferenza dei cantieri con la circolazione delle acque, profonde e superficiali.

La Snam, attraverso le ditte appaltatrici, sta bucherellando tutto il territorio con i suoi microtunnel e nessuno, all’esterno, sa cosa succede là dentro. La popolazione osserva come il tracciato ha impattato con l’attraversamento dei corsi d’acqua e c’è diffusa preoccupazione. Sono cinque i corsi d’acqua principali della provincia attraversati dal tracciato, più altri minori.

gasdotto Rete Adriatica, lavori in corso (genn. 2026)

Dove il tracciato li ha intersecati l’ambiente è stato letteralmente eliminato.

Il timore che la prossima estate si vada in emergenza idrica è forte: e si parla di corsi d’acqua che non si sono mai asciugati, neppure con le siccità peggiori degli ultimi anni. 

Apecchio, torrente in ambito appenninico

Così, ad esempio, se tra qualche mese la cascata della Gorgaccia, meta di trekking e gite, dovesse perdere la sua alimentazione, non sarebbe difficile individuarne le cause e, di conseguenza, le responsabilità.

E chiederne conto.

I ruscelli interessati dai lavori, peraltro, sono alimentati da sorgenti che riforniscono d’acqua anche gli acquedotti comunali. Un calo nelle portate e / o l’inquinamento delle acque idropotabili a causa dello sversamento accidentale di sostanze nocive sarebbe inaccettabile.  

Di più, le associazioni hanno chiesto al Comune di formalizzare un incarico, mediante apposita convenzione, alle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie). Si tratta di agenti volontari, competenti e riconosciuti dalla Regione marche (i volontari sono di varia estrazione, provenienti sia da ass.ni venatorie che ambientaliste).

Gli agenti possono accedere ai cantieri per controllare che le prescrizioni imposte dal Ministero e dagli altri organi competenti vengano rispettate.

Cosa che invece è preclusa agli altri cittadini.

Una tale sorveglianza potrebbe garantire delle garanzie minime di tutela dell’ambiente e dei cittadini.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) – Marche

Roma, Ministero dell’Ambiente

(foto A.L.C., S.D., archivio GrIG)

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