Torino, perché un nuovo ospedale nel Parco della Pellerina?


Torino, Parco della Pellerina

Torino ha bisogno di un nuovo ospedale.

E dove si fa? Nella più estesa area di verde pubblico cittadino, il Parco della Pellerina.

Così han deciso Regione Piemonte, Comune di Torino, locale ASL.

Alla faccia del verde pubblico, del consumo di suolo, del rischio idrogeologico e del contenimento della spesa pubblica.

Alla faccia delle alternative (l’area di Via Traves – ex Macello) che permetterebbero una vera rigenerazione urbana del sito, contenuti impatti ambientali, nessun rischio idrogeologico.

Ci sarà un sussulto di buon senso a Torino?

Il GrIG – Piemonte da tempo è impegnato perché arrivi.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Merlo femmina (Turdus merula)

da Salviamo il Paesaggio, 4 dicembre 2025

Nuovo Ospedale Torino Nord nel Parco della Pellerina: una scelta sbagliata, opaca, pericolosa e non condivisa dalla popolazione.

L’area interessata è classificata come esondabile e non idonea a nuovi insediamenti, a rischio alluvione medio ed elevato. I comitati: “È un’assurdità costruire un edificio strategico in un ambito a rischio. I criteri applicati per la scelta del sito non sono corretti, le alternative ci sono”.

L’assemblea pubblica, convocata il 20 novembre dai Comitati Cittadini che da tempo si oppongono alla costruzione a Torino del nuovo ospedale che dovrebbe sostituire il Maria Vittoria e l’Amedeo di Savoia, ha registrato una partecipazione straordinaria. Davanti a un teatro gremito, i comitati hanno presentato alla cittadinanza le Osservazioni al Progetto di Fattibilità Tecnico Economica, trasmesse alle istituzioni nell’ambito della Conferenza di Servizi, che si è conclusa il 14 novembre con parere positivo.

Secondo le osservazioni, l’area attualmente adibita alle giostre, classificata come esondabile e non idonea a nuovi insediamenti, non presenta le caratteristiche né le dimensioni per accogliere il futuro ospedale a sei torri, alte più di 43 metri.

Torino, rendering progetto nuovo ospedale nel Parco della Pellerina

Grazie all’intervento di esperti sono state evidenziate le incoerenze del progetto con il Piano Regolatore, l’errata valutazione delle alternative per la scelta del sito, le criticità geologiche e idrogeologiche dell’area, evidenziando scenari preoccupanti legati al rischio di esondazione della Dora Riparia, l’incapacità del progetto di rispondere alle esigenze cliniche, logistiche e organizzative di un ospedale moderno ed efficiente (mancano reparti cruciali, come l’emoteca e la farmacia), ma anche l’assenza del dibattito pubblico e altre violazioni del Codice degli Appalti, oltre che la violazione delle norme europee sul ripristino della natura.

Qui è possibile accedere alla registrazione dell’assemblea pubblica del 20 novembre.

Consulta le Osservazioni di Assemblea Pellerina No Ospedale nel Parco e Salviamo la Pellerina.

È possibile consultare anche le Osservazioni di Pro Natura Torino.

Riportiamo di seguito il comunicato del 27.11.2025 (elaborato in risposta alla conferenza stampa organizzata all’Ospedale Maria Vittoria il 26 novembre, senza alcun preavviso, da Asl, Regione Piemonte e Comune di Torino), nel quale i comitati ribadiscono le anomalie della procedura e la richiesta agli enti coinvolti di fare un passo indietro per la gravità delle problematiche descritte nelle Osservazioni.

Torino, smog (da http://www.meteoweb.eu). La città ha bisogno di alberi e verde pubblico anche per ragioni sanitarie

Nuovo Ospedale Torino Nord: una scelta sbagliata, opaca e pericolosa. La Pellerina non si tocca

In risposta alla conferenza stampa convocata il 26 novembre 2025, senza preavviso, dal Presidente della Regione Piemonte Cirio e dal Sindaco di Torino Lorusso, da cui sono stati esclusi i rappresentanti eletti nelle Circoscrizioni, nel Consiglio Comunale e in quello Regionale, i comitati “Assemblea Pellerina No Ospedale nel parco” e “Salviamo la Pellerina” denunciano ancora una volta la gravissima forzatura politica e amministrativa in atto ai danni del Parco della Pellerina e della sicurezza dei cittadini.

La narrazione proposta dalla Regione e dal Comune ignora o minimizza elementi tecnici fondamentali già sollevati da urbanisti, geologi, esperti sanitari, giuristi e associazioni ambientaliste. La realtà è che la scelta della Pellerina è viziata sin dall’inizio e rappresenta un caso emblematico di cattiva pianificazione.

Dai documenti ufficiali emerge che:

·         Fin dal 2022, la Regione ha adottato criteri di selezione sbilanciati su aspetti economici, ignorando la valutazione preventiva dei rischi ambientali e idraulici.

·         Lo studio comparativo del Comune (ottobre 2022) ha replicato tali criteri incompleti.

·         La ASL già a dicembre 2022, ha indicato la Pellerina come sito preferito senza alcuna analisi geologica e idraulica preventiva.

Questa sequenza procedurale, troppo rapida e apparentemente orientata a legittimare una decisione già presa, oggi si tenta di presentarla come inevitabile.

L’area è classificata come verde pubblico nel Piano Regolatore vigente: per costruire l’ospedale sarebbe necessaria una variante urbanistica, operazione che, se valutata correttamente nei criteri comparativi, avrebbe penalizzato drasticamente la Pellerina rispetto ad altre aree già urbanizzate, come via Traves – ex Macello, sistematicamente trascurata nelle analisi amministrative.

RISCHIO IDROGEOLOGICO: il sito individuato ricade in Fascia B e Fascia C del PAI, cioè in zone soggette a rischio idraulico medio ed elevato, classificate in Classe IIIa(P) e IIIa1(P). L’alluvione dell’aprile 2025 ha confermato quanto evidenziato dai tecnici: ricorrenti allagamenti, vulnerabilità del suolo, prossimità alla Dora Riparia, incompatibilità con funzioni critiche.

La costruzione di un ospedale da 503 posti letto in un’area esondabile viola l’art. 38 delle Norme PAI, che vieta nuovi insediamenti strategici aumentando il carico insediativo. In caso di piena, l’area sarebbe probabilmente riclassificata come R4 cioè rischio molto elevato.

Considerando i cambiamenti climatici, ignorare queste evidenze non è solo irragionevole, ma altamente pericoloso.

albero in città

IMPATTO AMBIENTALE: il consumo irreversibile di 60.000 m² di suolo permeabile, la perdita di habitat consolidati oltre all’impatto sul reticolo idrografico e sulle dinamiche idrauliche locali, rappresentano uno sfregio al patrimonio ambientale di Torino. Le proposte di compensazione (verde pensile, alberature ornamentali, monetizzazioni) sono in violazione anche dei principi europei sul consumo di suolo e sul ripristino della natura.

Il Parco della Pellerina non è la scelta più efficace né logica.

Durante l’assemblea pubblica del 20 novembre, organizzata dai comitati da tempo contrari alla costruzione nel parco a cui hanno partecipato tanti cittadini, gli esperti hanno evidenziato: incoerenze urbanistiche, impatti devastanti sulla mobilità, criticità idrogeologiche e rischio di esondazione non mitigabile, progettualità sanitaria inadeguata a un ospedale moderno, irregolarità procedurali e lacune nel percorso decisionale, violazioni di principi ambientali e direttive europee sul ripristino della natura. Le osservazioni formali presentate dai comitati in sede di Conferenza dei Servizi sono state ignorate, senza alcuna risposta, costituendo un grave precedente di mancanza di trasparenza e potenziale violazione del diritto di accesso alle informazioni ambientali (Convenzione di Aarhus, Direttiva 2003/4/CE, D.Lgs. 195/2005).

La narrazione emersa dalla conferenza stampa di ieri nella sede dell’Ospedale Maria Vittoria, non rispecchia la complessità del problema.

È doveroso che l’opinione pubblica riceva un’informazione completa e oggettiva.

Esiste un’alternativa concreta e già disponibile: l’area di via Traves – ex Macello, già urbanizzata, non soggetta a rischio esondazione, priva di consumo di suolo, logisticamente idonea e coerente con la pianificazione territoriale.

Resta attuale e inevasa la domanda: perché la Regione e il Comune di Torino continuano a rifiutare soluzioni sicure e sostenibili?  

Cardellino (Carduelis carduelis)

Di fronte ai cambiamenti climatici, alla tutela della sicurezza pubblica e al valore insostituibile del Parco della Pellerina, chiediamo agli amministratori regionali e comunali di:

·       Fermare immediatamente l’iter approvativo del progetto nel parco;

·       Aprire un Dibattito Pubblico, obbligatorio e finora ignorato;

·       Valutare seriamente le alternative già disponibili;

·       Ristabilire trasparenza, legalità e rispetto della cittadinanza.

Il Parco della Pellerina rappresenta un patrimonio naturale imprescindibile per Torino: non può essere sacrificato per decisioni affrettate, rischiose e ingiustificate dal punto di vista tecnico.

I comitati continueranno con determinazione la loro azione a tutela del parco, della sicurezza dei cittadini e del diritto a una pianificazione trasparente, razionale e rispettosa dell’ambiente.

27.11.2025

Assemblea Pellerina No ospedale nel Parco

Comitato Salviamo la Pellerina

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Firma qui la Petizione on line.

Garzetta (Egretta garzetta)

(foto da Wikipedia, da http://www.meteoweb.it, S.D., archivio GrIG)

  1. Avatar di Cristina
    Cristina
    dicembre 15, 2025 alle 7:59 PM

    Bella idea, no? Ampio spazio di verde, decoriamolo con il cemento

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