Il DASPO ambientale.


Volpe uccisa dagli incendi sul Montiferru (luglio 2021)

Il Daspo (da D.A.SPO.,acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) è una misura prevista dalla legge italiana al fine di impedire aggressioni violente nei luoghi degli avvenimenti sportivi.

E’ nato in Italia per contrastare la violenza in occasione di manifestazioni sportive, nasce in particolare per le partite di calcio, con la legge n. 401/1989 e si evolve con numerosi altri passaggi normativi fino alla legge n. 41/2007.

Il provvedimento amministrativo viene emesso dal Questore competente per territorio e inibisce l’accesso ai luoghi dove si svolgono determinate manifestazioni sportive.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 512/2002, ha incluso il Daspo fra le misure di prevenzione, irrogabili, quindi, anche in assenza di commissione di reati.

Misure analoghe sono state emanate con il c.d. Daspo urbano, introdotto con in decreto-legge n. 113/2018, convertito nella legge n. 132/2018, che impone l’allontanamento da luoghi pubblici frequentati (stazioni, aeroporti, mercati, monumenti, ecc.) di soggetti autori di fatti ritenuti di degrado urbano.

Oniferi, innesco incendio (da pagina FB Stefania Piras, 27 luglio 2021)

Gli attentati all’ambiente potrebbero e dovrebbero essere un nuovo campo privilegiato per l’adozione di simili misure di prevenzione.

Il XX Rapporto annuale sugli incendi boschivi in Europa, Nord Africa e Medio Oriente (Joint Research Centre, Commissione europea, 2020) afferma, in sostanza, che il 57% degli incendi sono stati causati dall’azione dolosa umana. Le altre cause (14%) sono riconducibili per lo più alle pratiche agricole e/o forestali. Circa il 2% degli incendi sono dovuti a cause naturali fondamentalmente fulmini). Per il restante 27% non è stato possibile individuare una causa certa. 

La causa umana è di gran lunga prevalente in Italia e la legge n. 353/2000 e s.m.i. non basta, così come – pur importanti – non bastano le nuove disposizioni del decreto-legge n. 120 dell’8 settembre 2021, con inasprimento delle pene e misure accessorie come la perdita del posto di lavoro per il dipendente pubblico individuato quale responsabile dell’incendio.

Non bastano, perché prima di giungere alla sentenza definitiva e al passaggio in giudicato trascorrono anni, quando non arriva prima la prescrizione oppure il sospettato incendiario continua ad appiccare incendi senza che venga raggiunta la prova per giungere al giudizio.

Certamente vale la presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva passata in giudicato, ma Giuseppe Fenu, 53 anni, algherese, è stato arrestato il 2 agosto 2021 su disposizione della magistratura sassarese con l’accusa di aver tentato di appiccare il fuoco per ben otto volte nell’ultimo anno nella Pineta dunale di Maria Pia, sul litorale di Alghero, proprio mentre la relativa spiaggia era piena di bagnanti.

Magari il Daspo ambientale l’avrebbe allontanato ai primi tentativi da Alghero e dall’incendiario oggetto del desiderio.

Luciano Loi, allora 44enne muratore di Villacidro, venne trovato con il cerino in mano nei boschi del Linas dagli agenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Arrestato, venne condannato a 4 anni di reclusione dal Tribunale di Cagliari l’8 luglio 2009.

Era sospettato di esser l’autore di ben 63 incendi.

Magari il Daspo ambientale l’avrebbe allontanato dalla ben conosciuta zona del Linas dove non avrebbe potuto appiccare ulteriori incendi.

Vogliamo, poi, parlare dei bracconieri, spesso e volentieri volti ben noti alle Forze dell’ordine?

Il Daspo ambientale potrebbe allontanarli definitivamente dalle zone frequentate.

Il Daspo ambientale è una possibile nuova misura di prevenzione su cui è necessario riflettere seriamente.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

CFVA, sequestro bracconieri

(foto da mailing list ambientalista, da pagina FB Stefania Piras, CFVA)

  1. donatella
  2. Dario
    ottobre 17, 2021 alle 8:04 PM

    Alcuni non saranno d’accordo, anzi lascio a voi la definizione più offensiva che volete.
    A me questa foto ricorda un bambino su una spiaggia, sono due cuccioli uccisi dall’egoismo della mia specie bestiale che nulla ha da invidiare agli inferi più profondi.
    Sono parte di questo mondo non il mondo finché non riusciremo a capire questo saremo destinati all’oblio. Grazie.

  3. Mara machtub
    ottobre 18, 2021 alle 8:13 am

    Ottima idea, ma credo di difficile applicazione: chi sorveglia questi pregiudicati?

  4. capitonegatto
    ottobre 18, 2021 alle 3:58 PM

    Per una vera prevenzione incendi occorre che il corpo forestale funzioni con le migliori tecnologie , e che sia scorporato da altri servizi dello stato. Quanti sono quelli che davvero operano nei territori e con quali mezzi ? Quali i risultati ?

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