Home > acqua, biodiversità, demani civici e diritti di uso civico, difesa del territorio, dissesto idrogeologico, giustizia, Italia, paesaggio, parchi naturali, società, sostenibilità ambientale > La Corte d’Appello di Roma difende gli usi civici dei Piani di Castelluccio di Norcia.

La Corte d’Appello di Roma difende gli usi civici dei Piani di Castelluccio di Norcia.


Norcia, Piani di Castelluccio, traffico veicolare (foto Luca Giorni)

La Corte d’Appello di Roma – Sezione specializzata per gli Usi Civici, con sentenza 3 marzo 2021 (R.G. n. 6474/2018), ha confermato quanto deciso con la sentenza Comm. Usi civici Lazio, Umbria, Toscana n. 19 del 13 marzo 2018 relativa alla illegittima realizzazione di parcheggi per autoveicoli da parte del Comune di Norcia sul Piano Grande di Castelluccio, sui Monti Sibillini.

Il Giudice d’appello, confermando l’operato del Commissario, ha posto alcuni elementi di grande rilievo giurisprudenziale per la corretta gestione delle terre collettive:

* la competenza giurisdizionale del Commissario per gli usi civici si estende a ogni modalità di utilizzo delle terre collettive;

* qualsiasi sia la durata di una concessione di terreni a uso civico, dev’essere legittimamente autorizzata con atto della Giunta regionale (in Umbria), non dirigenziale, e solo per soddisfare gli interessi della collettività locale titolare dei diritti;

* trattandosi di aree tutelate con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), qualsiasi utilizzo dev’essere preventivamente autorizzato con nullaosta paesaggistico e verifica del Ministero della Transizione Ecologica per evitare degrado ambientale.

Norcia, Piani di Castelluccio, parcheggi autoveicoli e chiosco (17 luglio 2016)

Sconfitta, quindi, la Regione Umbria, che aveva proposto appello avverso la sentenza commissariale, ritenendo di poter autorizzare qualsiasi tipologia di fruizione delle terre collettive, e la stessa Comunanza Agraria di Castelluccio, disponibile a cedere l’utilizzo delle terre collettive in contrasto con l’interesse di salvaguardia ambientale e degli stessi cittadini titolari dei diritti di uso civico.  Non costituito il Comune di Norcia.

L’associazione ecologista Gruppo d’intervento Giuridico odv, costituitasi davanti alla Corte d’Appello di Roma – Sezione specializzata usi civici in difesa del demanio civico del Piano Grande e al Pian Perduto di Castelluccio di Norcia e della sentenza n. 19 del 13 marzo 2018 del Commissario per gli Usi Civici di Lazio, Umbria e Toscana grazie al prezioso operato degli Avvocati Rosalia Pacifico, del Foro di Cagliari, e Tommaso Raccuglia, del Foro di Roma, esprime grande soddisfazione per la pronuncia della Corte d’Appello romana.

Norcia, Piani di Castelluccio, fioritura (da Flickr)

Come si ricorderà, La vicenda processuale davanti al Commissario per gli usi civici di Roma rientra nell’ambito del complesso di azioni portate avanti fin dall’istanza dell’estate 2015 (5 agosto 2015)  dalle associazioni ecologiste Mountain Wilderness Italia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per la salvaguardia dei Piani di Castelluccio, notissimi per la famosa fiorita, autentica esplosione di colori.     

Si tratta di un altopiano carsico-alluvionale dell’Appennino Umbro-Marchigiano, sui Monti Sibillini, ai piedi del Monte Vettore, nei Comuni di Norcia (PG) e Castelsantangelo sul Nera (MC), nel Parco nazionale dei Monti Sibillini.  Sono il fondo di un antico lago appenninico, ora prosciugatosi e noto per i suoi fenomeni carsici. 

Norcia, Piani di Castelluccio

Estesi circa 15 kmq., sono a un’altezza media di mt. 1.350 e costituiscono un ambiente unico e straordinario: sono tutelati con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), rientrano nel parco nazionale dei Monti Sibillini (legge n. 394/1991 e s.m.i., D.P.R. 6 agosto 1993) e nel sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Piani di Castelluccio di Norcia (codice IT5210052), ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali.  Gran parte dei Piani (1.136 ettari) sono aree a uso civico (leggi n. 168/2017 e n. 1766/1927 e s.m.i., regio decreto n. 332/1928, legge regionale Umbria n. 1/1984 e s.m.i.), di cui è titolare la Comunanza Agraria di Castelluccio.

Dopo il ricorso ecologista, il Commissario per gli Usi Civici, con ordinanza n. 255 del 28 luglio 2016, aveva disposto il sequestro giudiziario (art. 30 della legge n. 1766/1927 e s.m.i., nonché art. 670, comma 1°, cod. proc. civ.) delle aree a uso civico utilizzate illegittimamente come parcheggio, nominando Custode giudiziario il Comandante del reparto del Corpo forestale dello Stato (oggi Carabinieri Forestale) competente per territorio, mentre gli atti venivano trasmessi alla competente Procura della Repubblica per le ipotesi di reato paesaggistico (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e alla Procura regionale della Corte dei conti per le ipotesi di danno erariale (art. 1 della legge n. 20/1994 e s.m.i.).

Roma, Commissariato per gli Usi Civici per Lazio, Umbria, Toscana

Il Commissario per gli Usi Civici e la Corte d’Appello di Roma hanno affermato chiaramente che i terreni a uso civico non possono “essere adibiti ad aree di sosta temporanee per autoveicoli, respingendo le argomentazioni portate in causa dalla Regione Umbria, dalla Comunanza Agraria di Castelluccio e dal Comune di Norcia.

La sentenze della Corte d’Appello di Roma e del Commissario per gli Usi civici assumono anche grande rilievo per la corretta gestione delle terre collettive.

Difendere quel gioiello naturalistico dal degrado è necessario e crediamo che chiunque non possa che esser d’accordo. 

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

Norcia, Piani di Castelluccio

(foto Luca Giorni, da Flickr, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. marzo 29, 2021 alle 10:48 am

    da La Nazione, 27 marzo 2021
    Appello, confermata l’illegittimità dei parcheggi di Castelluccio.
    La sezione per gli Usi civici della Corte di Roma ha ribadito quanto deciso dalla sentenza del ’Commissariato’ nel 2018. (https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/appello-confermata-l-illegittimit%C3%A0-dei-parcheggi-di-castelluccio-1.6181062)

    La Corte d’Appello di Roma, Sezione specializzata per gli Usi Civici, ha confermato quanto deciso con la sentenza del marzo 2018 del Commissariato Usi civici Lazio, Umbria, Toscana relativa alla illegittima realizzazione di parcheggi per autoveicoli da parte del Comune di Norcia sul Piano Grande di Castelluccio, sui Monti Sibillini. Sconfitta, quindi, la Regione Umbria, che aveva proposto appello avverso la sentenza commissariale, ritenendo di poter autorizzare qualsiasi tipologia di fruizione delle terre collettive, e la stessa Comunanza Agraria di Castelluccio, disponibile a cedere l’utilizzo delle terre collettive in contrasto con l’interesse di salvaguardia ambientale e degli stessi cittadini titolari dei diritti di uso civico. Il Comune di Norcia non si è costituito.

    L’associazione ecologista Gruppo d’intervento Giuridico odv, costituitasi davanti alla Corte d’Appello di Roma in difesa del demanio civico del Piano Grande e al Pian Perduto di Castelluccio di Norcia e della sentenza del Commissario per gli Usi Civici di Lazio, Umbria e Toscana, grazie al prezioso operato degli Avvocati Rosalia Pacifico, del Foro di Cagliari, e Tommaso Raccuglia, del Foro di Roma, esprime grande soddisfazione per la pronuncia della Corte d’Appello romana. La vicenda processuale davanti al Commissario per gli usi civici rientra nel complesso di azioni portate avanti fin dall’istanza dell’estate 2015 dalle associazioni ecologiste Mountain Wilderness Italia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per la salvaguardia dei Piani di Castelluccio, noti per la famosa fiorita. Il Commissario per gli Usi Civici e la Corte d’Appello hanno affermato chiaramente che i terreni a uso civico non possono “essere adibiti ad aree di sosta temporanee per autoveicoli”. Dopo il ricorso ecologista, il Commissario per gli Usi Civici aveva disposto il sequestro giudiziario delle aree a uso civico utilizzate illegittimamente come parcheggio e gli atti sono stati trasmessi alla competente Procura della Repubblica per le ipotesi di reato paesaggistico e alla Procura regionale della Corte dei conti per le ipotesi di danno erariale.

    _______________________

    da TuttOggi, 27 marzo 2021
    Parcheggi sul Pian Grande di Castelluccio, nuova sentenza: https://tuttoggi.info/parcheggi-sul-pian-grande-di-castelluccio-nuova-sentenza/621992/

  2. Donatella
    marzo 29, 2021 alle 3:22 PM

    avrebbero voluto un posto auto per ogni fiore, vero? Immensa sensibilità ed amore per la Natura da…. “fruire”.
    Grazie GrIG!

  3. giugno 28, 2021 alle 2:50 PM

    finalmente istituiti i parcheggi auto fuori dai Piani di Castelluccio e il servizio navetta!

    A.N.S.A., 27 giugno 2021
    Sindaci sisma, Marche escluse dalla fioritura di Castelluccio.
    Chiudere la strada altro colpo per l’economia dopo terremoto e covid. (https://www.ansa.it/marche/notizie/2021/06/27/sindaci-sisma-marche-escluse-da-fioritura-castelluccio_13cbaeca-36fa-4670-926d-e0ef98a0f466.html)

    I varchi marchigiani, che portano alla fioritura di Castelluccio di Norcia, interdetti al traffico nei weekend del 3-4 e 10-11 luglio fanno discutere gli enti istituzionali. I sindaci dei Comuni di Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Montegallo, Montemonaco e Visso non ci stanno e spiegano la loro posizione sul “tavolo” che ha chiamato in causa le due Regioni – Marche e Umbria – i Comuni, le Province e le Prefetture dei relativi territori.

    Il nodo era e resta quello di limitare gli accessi a Castelluccio, con l’Umbria che proponeva di istituire il servizio navetta nei primi due fine settimana di luglio.

    Proposta non accettata dal versante marchigiano, con la conseguenza che la Prefettura di Perugia ha deciso di chiudere gli accessi viari di Castelsantangelo e di Arquata-Pretare. Con la “benedizione” di Legambiente delle due regioni. “Interdire e chiudere al transito l’unica strada di interconnessione tra due Regioni e tra due Province marchigiane, specialmente nel periodo di massima affluenza turistica nelle nostre zone, significa infliggere un ulteriore colpo mortale all’economia dei nostri territori che hanno dovuto subire sofferenze derivanti prima dal sisma 2016, poi dalla pandemia Covid19 e oggi, paradossalmente, anche dalla fioritura di Castelluccio 2021”, scrivono i sindaci.

    Che spiegano i motivi che li hanno spinti a non accogliere la proposta: “Abbiamo più volte ribadito l’impossibilità di individuare aree di parcheggio idonee sia per l’orografia del territorio, sia per i vincoli imposti dalla sentenza che sono pari anche nei nostri territorio”, spiegano facendo riferimento alle decisioni emesse negli anni dal tribunale degli usi civici.

    I sindaci, adesso, auspicano che “possa essere rivista la decisione della chiusura”, permettendo il transito “almeno” alle due ruote. “In attesa delle determinazioni ufficiali che verranno intraprese dagli Enti competenti, nel rinnovare fiducia per un ripensamento ma, laddove non sin dovesse verificare, saremo estremamente attenti far valere i nostri diritti”, concludono. Sulla vicenda aveva preso posizione anche l’assessore alla protezione civile delle Marche Stefano Aguzzi, invocando “una soluzione condivisa”.

  4. donatella
    giugno 28, 2021 alle 5:22 PM

    Bocciata la navetta dai sindaci perchè le persone non sanno fare più nemmeno un passo a piedi? Le due ruote cosa sarebbero, le moto? Non hanno posto per i parcheggi al di fuori dei Piani di Castelluccio? Ma le Api ci saranno quest’anno a visitare la Fioritura?

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