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Quale sorte per l’ex colonia marina di Funtanazza.


Arbus, Funtanazza, ex Colonia marina “F. Sartori”, rendering progetto riqualificazione (da Il Fatto Quotidiano)

In queste ultime settimane si riparla del progetto immobiliare di ristrutturazione dell’ex colonia marina di Funtanazza, sul litorale di Arbus (SU).

Il prossimo 3 luglio 2020 sarebbe convocata una conferenza di servizi presso il Comune per esaminare il progetto, che avrebbe avuto forti rimaneggiamenti rispetto alle versioni precedenti.

Proviamo a capirne di più, facendo un po’ di “storia” della vicenda.

Fra la fine degli anni ’90 del secolo scorso e gli inizi dell’attuale la Riva di Scivu s.r.l. cercò, con il forte sostegno dell’allora amministrazione comunale di Arbus, di realizzare nella splendida costa di Scivu un grande complesso turistico-ricettivo (60 mila metri cubi) con il solito campo da golf.    

Arbus, dune di Piscinas-Scivu

Soltanto una durissima battaglia condotta con tutti i mezzi possibili (azioni legali, petizioni, campagne stampa) pressoché in solitudine dagli Amici della Terra e dal Gruppo d’Intervento Giuridico onlus scongiurò una vera e propria colata di cemento fra dune, macchia e Cervi sardi: il progetto venne sottoposto a  procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. conclusasi con deliberazione Giunta regionale n. 333 del 6 marzo 2002 con l’obbligo di sottoposizione a successivo procedimento di valutazione di impatto ambientale. E lì si arenò.  

Nel dicembre 2003 la società immobiliare venne acquisita da Renato Soru, già Presidente della Regione autonoma della Sardegna, poi parlamentare europeo, allora nemmeno candidato alla Presidenza della Regione.

Prima e dopo esser divenuto Presidente della Regione, Renato Soru in numerose occasioni aveva dichiarato pubblicamente che l’area di Scivu sarebbe stata preservata definitivamente dalla speculazione edilizia grazie alla donazione all’Agenzia della Conservatoria delle coste della Sardegna per una gestione ambientalmente sostenibile.   Lo stesso Renato Soru ha confermato che la donazione non è stata perfezionata, mentre l’Agenzia è stata a lungo commissariata e attualmente sonnecchia. Le giustificazioni sulla mancata donazione (“nessuno della Regione mi ha cercato in proposito”) non sono certo condivisibili.

Arbus, Colonia marina “Francesco Sartori”, Funtanazza (foto da http://www.sardegnaminiere.it)

L’altra area di proprietà della Riva si Scivu s.r.l. è l’ex colonia marina di Funtanazza, sempre sulla costa di Arbus

La Colonia marina “Francesco Sartori” venne realizzata dalle Società minerarie che operavano nel complesso minerario arburese-guspinese per i figli dei minatori e inaugurata nel 1956.  Oggi è un impattante “blocco di cemento” abbandonato sul mare visibile a parecchi chilometri di distanza: se venisse ristrutturata a fini ricettivi con radicale modifica degli ingombri, riduzione delle volumetrie e rinaturalizzazione delle aree circostanti non sarebbe certo uno scandalo.

Oppure, per qualche finalità pubblica, potrebbe esser acquisita da Regione o Comune, se vi fossero soldi e volontà.  Sembrano tuttavia ambedue assenti.

Arbus, Colonia marina “Francesco Sartori”, Funtanazza (foto Prov. Medio Campidano)

Una cosa è certa.

Il complesso edilizio della Colonia marina “F. Sartori” a Funtanazza ha una volumetria pari a metri cubi 33.126,02 fuori terra + 4.802,31 interrati, complessivamente mc. 37.928,33.

I progetti di “villaggi turistici di superficie superiore a 5 ettari, centri residenziali turistici ed esercizi alberghieri con oltre 300 posti-letto o volume edificato superiore a 25.000 m3 o che occupano una superficie superiore ai 20 ettari, esclusi quelli ricedenti all’interno di centri abitati” devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), ai sensi dell’art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i. (codice dell’ambiente), allegato IV alla parte II, punto 8, lettera a, e normativa regionale vigente (qui per la Sardegna).

Ai sensi del D.M. 30 marzo 2015 (Linee guida per la verifica di assoggettabilità a VIA dei progetti di competenza regionale), art. 1, art. 5 dell’Allegato, in quanto ricadente nella fascia costiera (punto 4.3.2), le soglie dimensionali devono essere decurtate del 50%.

Quindi, il nuovo progetto concernente la dismessa Colonia marina “F. Sartori” dev’essere assoggettato obbligatoriamente a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A., di competenza regionale.  

In tale sede, si vedrà con cognizione di causa di che cosa si tratta.

Allo stato, non è possibile il rilascio del c.d. provvedimento unico previa conferenza di servizi (art. 37 della legge regionale n. 24/2016).

Gruppo d’intervento Giuridico onlus

piano paesaggistico regionale – P.P.R., area Piscinas – Scivu

da Il Fatto Quotidiano, 19 giugno 2020

Sardegna, l’albergo sul mare di Renato Soru bloccato dalla legge Salvacoste (voluta da Soru).

L’Ufficio tutela del paesaggio della Regione ha dichiarato improcedibile la richiesta di autorizzazione paesaggistica presentata da una società che fa capo all’ex presidente. Il progetto prevede la demolizione di una ex colonia marina fatiscente e la ricostruzione dell’edificio principale diminuendo le cubature. Lui: “Legittimo recuperare il patrimonio urbanistico esistente”. E anche il sindaco di Arbus è a favore. (Pablo Sole)

Da presidente della Regione, tra il 2004 e il 2009, Renato Soru ha fatto della tutela ambientale la cifra del suo mandato. E gli effetti delle politiche di salvaguardia adottate quindici anni fa dal suo esecutivo sono ben visibili e incisive ancora oggi. Con un risvolto beffardo, presto detto. Poche settimane dopo l’insediamento, nell’agosto del 2004 Soru firmò il decreto Salvacoste, che di fatto congelava ogni attività edilizia nella fascia dei due chilometri dalla battigia. Ed è proprio a valere sulla Salvacoste che l’Ufficio tutela del paesaggio della Regione Sardegna, pochi giorni fa, ha dichiarato improcedibile la richiesta di autorizzazione paesaggistica presentata dalla Riva di Scivu srl, acquistata da Soru nel lontano 2003, con l’obiettivo di riqualificare la colonia marina Francesco Sartori a Funtanazza, nel litorale di Arbus.

Inaugurata nel 1956, per anni è stata frequentata dai figli dei minatori di Ingurtosu e Montevecchio. Il corpo principale è lungo 90 metri e alto una trentina e dopo anni di abbandono la colonia – sulla quale non insiste alcun vincolo – si è trasformata in un monumento fatiscente a pochi metri dal mare. Il progetto presentato dalla Riva di Scivu prevede la demolizione e ricostruzione dell’edificio principale, la cui struttura è definitivamente compromessa (secondo una perizia di parte, confermata dalla Regione), seguendo le sagome originarie ma abbassando l’altezza complessiva dell’immobile da 30 a 23 metri, con la conseguente diminuzione delle cubature.

“Pensi che il Piano urbanistico comunale a Funtanazza prevedeva circa 100mila metri cubi – commenta oggi Soru – e sono io che ho chiesto di cancellarne 65mila, tanto che il nostro progetto si ferma a circa 35mila metri cubi contro gli attuali 38mila. E saranno completamente demolite diverse strutture che oggi sorgono sulla battigia”.

Nello specifico, come riportano le carte riservate viste dal fattoquotidiano.it, sono previste 68 camere, sei suite con piscina privata, una meeting room da 240 posti, un ristorante con affaccio sulla ‘infinity pool’ e una Spa su due livelli con un percorso di talassoterapia. “La struttura è pericolante, per questo abbiamo deciso di abbattere il corpo principale e ricostruire seguendo comunque i dettami architettonici dell’immobile originario – aggiunge Soru -. Credo sia una legittima volontà di recuperare il patrimonio urbanistico esistente, così come prevede anche il Piano paesaggistico regionale approvato durante il mio mandato. Ricordo che sono io ad aver messo i vincoli ad Arbus, e non solo. A Scivu, poco lontano da Funtanazza, avrei potuto realizzare immobili per 50mila metri cubi e invece li ho cancellati”.

E per la verità nemmeno gli ambientalisti pongono pregiudiziali. “Oggi la colonia Sartori è un cubo di cemento osceno e fatiscente direttamente sulla costa, quindi ben venga un progetto di riqualificazione – dice il responsabile del Gruppo di intervento giuridico Stefano Deliperi -. Vorremmo piuttosto capire cosa si vuole realizzare e quale sarà l’impatto complessivo. Il fatto è che il progetto non si conosce, malgrado debba obbligatoriamente passare per la preventiva e vincolante procedura di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale, di competenza regionale. I documenti devono essere depositati e resi disponibili: solo allora si potrà parlare con cognizione di causa”.

Un ulteriore passaggio, insomma, che rende il percorso ancora più accidentato. Ciò nonostante, se la Regione ha pigiato sul freno, il Comune di Arbus ha dato un’accelerata e convocato, per il 2 luglio prossimo, una conferenza di servizi che coinvolge 37 enti diversi che dovranno esprimersi sulla fattibilità o meno del progetto. Tra questi, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, alle prese con un caso più unico che raro: da un lato c’è un edificio inserito dal ministero nell’elenco delle eccellenze architettoniche del ‘900, dall’altro il progetto di demolizione e ricostruzione a due passi dal mare. Anche per questo, secondo fonti privilegiate, per definire la propria posizione la Soprintendenza regionale lavorerà a stretto contatto con gli uffici romani.

Chi al contrario ha sposato in pieno il progetto della Riva di Scivu è il sindaco di Arbus Antonello Ecca, area centrosinistra. “Siamo assolutamente favorevoli, anche perché non solo si recupera l’esistente, ma si eliminano alcune strutture più vicine alla spiaggia. La differenza tra demolire o ristrutturare? Mi pare una mera questione tecnica. Ritengo che sia un intervento lodevole. Di certo – conclude Ecca – assumeremo ogni iniziativa di legge per portare a compimento il progetto”. Una di queste, peraltro, è stata suggerita dalla stessa Regione: se in base alla Salvacoste l’iter è “improcedibile”, la società potrebbe sfruttare l’istituto dell’Intesa, introdotta dal Piano paesaggistico regionale, che prevede l’apertura di un tavolo di confronto tra imprenditore, Comune e Regione per verificare la possibilità o meno di realizzare l’opera, in linea con le rigide norme di tutela ambientale volute proprio da Renato Soru.

Ginepro sulle dune

(foto Cristiana Verrazza, da http://www.sardegnaminiere.it, Prov. Medio Campidano, Il Fatto Quotidiano, S.D., archivio GrIG)

  1. Srdn
    giugno 21, 2020 alle 9:49 am

    I compagni……… di merenda non cambiano.Prima puntavano sull’industrializzazione della Sardegna e abbiamo visto cosa ci hanno lasciato devastazione ambientali e cattedrali nel deserto, che rimarranno come spettrali presenze testimoni nel tempo, del malaffare che i partiti e i loro complici hanno gestito per decenni. Soru é la forma piú elegante e
    progressista di questa non tanto nuova, ondata di cementificatori. Non so se ho capito bene, quindi nessuna regalia alla conservatoria(fa anche rima) ma ancora cemento.I immagino quanto potrà funzionare dal punto di vista commerciale ed economico un luogo del genere. Una cascata di soldi pubblici, trasformazione dell’ambiente in negativo e abbandono del cadavere, risorto per motivi logici. Un esempio di questo sistema, Lazzaro risorgi é l’hotel baia d’argento a Carloforte,iniziato a, ristrutturare anni oggi fermo. Ennesimo furto ai danni della collettività e dell’ambiente, perché oltre all’aumento di volumetrie, lo sbancamento di una collina per ampliarlo e il conseguente abbandono del materiale prodotto dalla demolizione dell’hotel per le strade dell’isola e nell’ex campeggio e ancora oggi li, senza che nessuno intervenga, nonostante le segnalazioni, foto e filmati inviati a tempo nelle sedi giuste(?)
    In maniera piú massiccia questo sarà un’altra miracolo mancato che arricchirà i soliti noti e renderà la sardegna e noi sempre piú poveri. Grazie grig non sempre mi trovate d’accordo ma a volte mi rendo conto che siete l’unico bene per la nostra terra. Non aggiungo altro sul mutismo delle associazioni ambientaliste sarde oramai conniventi e silenti con questo tipo di manovra futurista ” ma non assai”come diceva totò. A si biri

  2. G.Maiuscolo
    giugno 21, 2020 alle 10:21 am

    La vecchia Colonia: quanti ricordi, specie quello dell’essere stata giovanissima e spensierata.

    La Colonia era molto bella; mi sembrò immensa e ci arrivai da Montevecchio con dei cari e gentilissimi amici che ci accompagnarono e credo anche che pranzammo nella Colonia. Era il 1971; ricordo anche una vecchia piscina, all’interno della Colonia ( o mi sbaglio?) e ricordo il … “clima” che non mi era piaciuto per niente…Allora ero più intransigente di oggi, parecchio di più.

    Sono lieta che possa esserci un futuro per un “bestione di cemento” come quello, magari utilizzando quel che si può e riducendo i danni ( sul piano ambientale).
    Buona domenica a tutti. E’ ormai estate ( deu tengu sempri frius).
    🌞

  3. Tony
    giugno 21, 2020 alle 10:34 am

    Sarò in minoranza, ma a me piacerebbe veder ristrutturata la colonia com’era e basta..se il progetto dovesse andare in porto, Funtanazza sarebbe invasa da orde di persone e non sarebbe più fruibile com’è adesso; anzi penso che dietro tutto questo ci sia il tentativo di trasformarla in spiaggia privata; dico a chi forse non c’è mai stato che si tratta di un fazzoletto di sabbia cortissimo, e 68 stanze vogliono dire almeno 68 automobili; aggiungiamoci i mezzi dei dipendenti, dei visitatori anche per un giorno degli ospiti della struttura.. dove andrebbero tali automezzi? A stento nei mesi estivi c’è spazio per una trentina di mezzi sulle stradine già dissestate.

    Indecente poi quella piscina nel progetto; non so quale mente contorta sia in grado di comsumare terreno a pochissima distanza dal mare per edificare una piscina privata.

    Del resto Soru non è quello che ha una super villa lussuosa con strada con discesa al mare privata?

    La bellezza di quella zona non è tanto la spiaggia; comunque impraticabile già ora da giugno a settembre per quanto è piena, ma per la zona boschiva che la circonda tutt’intorno.

    E poi Il sindaco Ecca, brava persona per carità, si facesse un giro nei mesi autunnali e invernali da quelle parti, troverebbe sacchi di spazzatura un pò ovunque. Possibile che nessuno passi a ritirarla?

  4. Stefano Deidda
    giugno 21, 2020 alle 10:47 am

    DPR 380/2001 Art. 3 comma 1/d) “interventi di ristrutturazione edilizia”, gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente.

  5. Raffaele Secci
    giugno 21, 2020 alle 4:20 pm

    Il problema piu’ che tecnico (volumetrie, impatto ambientale ecc…) sara’ etico. In pratica se il progetto andra’ in porto si realizzera’ l’ennesima enclave per pochi ricchi e un bene naturale verrá di fatto sottratto al godimento dei meno abbienti: la maggior parte
    di noi sardi, abitanti della regione piu’
    bella e povera d’Italia.

    realizzera’ l’ennesima Enclave per ricchi, come in Costa Smeralda( brutto nome, inesistentebnellavtoponomadtics

  6. giugno 21, 2020 alle 7:01 pm

    da Il Manifesto, 11 giugno 2020
    Albergo sul mare, Soru «abbatte» la legge Soru.
    Sardegna. L’ex governatore, padre della legge salva coste vuole trasformare l’ex colonia marina di Arbus in un resort a 5 stellle. L’area è pregiata ma non è nel piano paesaggistico. Il 1° luglio deciderà la Sovrintendenza. (Costantino Cossu): https://ilmanifesto.it/albergo-sul-mare-soru-abbatte-la-legge-soru/

    ————

    13 giugno 2020
    Soru si difende: «Il mio albergo sul mare sarà ecosostenibile».
    L’intervista. L’ex governatore della Sardegna replica alle accuse di voler aggirare la sua stessa legge salva-coste sulla spiaggia di Arbus: “In quel territorio verrebbe applicato un modello di sviluppo turistico non invasivo. Un modello che non soltanto non comporta aumenti di volumetrie ma esattamente il contrario”. (Costantino Cossu): https://ilmanifesto.it/soru-si-difende-il-mio-albergo-sul-mare-sara-ecosostenibile/

    • giugno 21, 2020 alle 7:03 pm

      da Sardinia Post, 21 giugno 2020
      Ex colonia marina, no all’hotel di Soru. Funtanazza tutelata in base al ‘suo’ Ppr: https://www.sardiniapost.it/politica/colonia-marina-bocciato-lhotel-di-soru-funtanazza-tutelata-in-base-al-suo-ppr/

    • Stefano Deidda
      giugno 21, 2020 alle 9:59 pm

      “L’area è pregiata ma non è nel piano paesaggistico”, questo è molto grave.
      Che la cosa sia voluta?

      • giugno 21, 2020 alle 10:03 pm

        ..ma di che sta parlando? Il sito è compreso nel P.P.R., come l’intera fascia costiera della Sardegna.

        Stefano Deliperi

      • Stefano Deidda
        giugno 21, 2020 alle 10:38 pm

        Ho semplicemente riportato un passo di quello che avete pubblicato (vedi articolo del “Il Manifesto”).
        E la cosa è quasi vera, nel senso che quell’area stranamente è stata classificata come area di espansione fino agli anni ’50, come se fosse una normalissima zona “B”, ed inoltre si sono dimenticati di inserirla nel repertorio dei beni identitari.
        Rimane da capire perchè Soru può avvantaggiarsi di una procedura in deroga, eppure ci sono tanti comuni cittadini (vedi ad esempio gli abitanti delle case ex ETFAS) che devono sottostare a queste norme che di fatto gli impediscono di rinnovare la propria abitazione.

      • giugno 21, 2020 alle 10:50 pm

        l’ha pubblicato Il Manifesto, punto. Sta di fatto che è pianamente inserita nel P.P.R.

  7. Mara machtub
    giugno 21, 2020 alle 10:18 pm

    La costruzione era già brutta negli anni ’50, nel rendering odierno è decisamene orribile.
    Possibile che l’italico genio orientato alla bellezza sia ormai estinto?
    Questo a parte tutte le altre considerazioni, delle quali condivido quella di Tony per la parte che riguarda il possibile affollamento su due micro-spiaggie.
    A qualcuno è mai venuto in mente di indagare sull’origine della collina che sta alle spalle del complesso, sulla destra? Se ci fosse un nuraghe sepolto… addio costruzioni orribili! Per sempre 🙂

  8. Srdn
    giugno 22, 2020 alle 7:49 am

    Soru sostenibile……. come le scorie con aria di radioattività che grazie a lui si bruciavano alla portovesme srl o il suo futuro nel Carbonesulcis. Sono quasi commosso per questa apertura verso la sostenibilità…..Compagni……di merenda

  9. giugno 22, 2020 alle 5:34 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 giugno 2020
    No all’hotel sul mare a Funtanazza: contrasta con il Ppr. L’Ufficio del paesaggio blocca il progetto della società di Soru. Il piano paesaggistico approvato quando lui era governatore. (Luciano Onnis): https://www.lanuovasardegna.it/regione/2020/06/21/news/no-all-hotel-sul-mare-a-funtanazza-contrasta-con-il-ppr-1.38996273

  10. Porico
    giugno 22, 2020 alle 7:42 pm

    Chiedo: il cemento progressista , di sinistra è ecologico o no?

  11. Srdn
    giugno 23, 2020 alle 1:08 am

    Al mio paese il cemento é sempre stato di sinistra. Le peggiori speculazioni, le devastazioni storico ambientali venivano fatte da stà gente e ne paghiamo ora le conseguenze. Ciechi fino alla morte, ci hanno fatto sprofondare in un baratro a seguito delle loro azioni, dal quale difficilmente si potrà risalire…….Lupi travestiti da Agnelli, altro che populisti…..

  12. Srdn
    giugno 25, 2020 alle 1:22 am

    MEGLIO SORU…..la sorte di funtanazza era segnata già dall’acquisto e ci avete creduto alla salvaguardia………..

    • giugno 25, 2020 alle 7:03 am

      ..tu che cosa faresti del rudere di Funtanazza?

      • Srdn
        giugno 25, 2020 alle 2:13 pm

        Quello che avrei fatto per l’hotel la baia d’argento nell’isola di Pietro, se la memoria non mi inganna ” isola ecologica del mediterraneo”? Se fossi stato comune, l’ avrei comprata e rasa al suolo, differenziando le macerie e convogliate in regolari discariche. L’isola avrebbe acquisito un nuovo
        spazio comune del quale avrebbero goduto i cittadini. Purtroppo al suo posto é sorta Baia cemento e le sue macerie unite a quelle dell’hotel riviera se non sbaglio stessa CRICCA, sono state disseminate per le strade campestri dell’isola senza differenziarle, con notevole risparmio per l’allegra gestione. L’ex campeggio è le zone limitrofe sono ancora intasati delle pietre fuoriuscite dallo sbancamento della collina che campeggiava l’hotel.Foto e filmati dell’operato sono state consegnate ai tempi al NOE, non in forma anonima ma personalmente, nulla é successo. Ai carabinieri locali stessa storia, stesso insuccesso.È piú facile e piú popolare recintare dove nidifica il fratino(cosa bellissima) Oggi il cantiere hotel baia cemento é fermo da anni, e dei 4oo posti di lavoro che tra indotto e personale si dovevano attivare neanche l’ombra.Chi ha dato a dato, chi ha avuto, ma per piacere non potete pensare che mi dimentichi il passato. Grande colpa la do ai pollitici locali, proiettati verso un modernismo che ha devastato le naturali vocazioni dell’isola con decine di progetti che hanno sottratto alla popolazione le uniche attività che davano lavoro ai carlofortini senza creare nulla ma distruggendo la nostra storia. . Cosí abbiamo perso, campeggio, ostello, saline, tonnare e con essi la dignità di tabarkini grandi lavoratori ed oggi viviamo elemosinando assistenzialismo piaga della Sardegna dei nostri giorni. Oggi ci vestiamo da ballu tabarkini e andiamo a prendere i turisti con le chitarre, i quali pensiamo che viviamo in una dimensione da favola. Questo carissimo grig é quello che avrei fatto e in parte, con grande forza interiore ho cercato di fare. Ma del resto cosa ti sto a raccontare, tu sai meglio di me come funziona in questo piccolo mondo,dove sbatti la testa tutti i giorni con mille baie cemento, ostaggi di poteri forti e servilismo dove pochi si stanno pappando il futuro di molti. Come si dice da tra. noi tabarskin ” u futùu u l’é futtùu”ma dominati mai, soru e i suoi compagni di merenda non li ho mai appoggiati, mi era bastata la sua intervista sul carbone sulcis. Cordialità, buon lavororo e A SI BIRI funtanazza

      • giugno 25, 2020 alle 4:16 pm

        ..tutto questo (non) è molto bello, lo conosco (in parte), ma non cambia nulla. Manda un paio di foto, pure dello stato attuale della cava dismessa di Bricco Patella, e poi vediamo.

        Stefano Deliperi

        P. S. Ma di Funtanazza che ne faresti?

      • Srdn
        giugno 25, 2020 alle 4:37 pm

        Ho scritto prima, però mi é partito un punto interrogativo al posto del punto……Comunque essendomi espresso male te lo ripeto.Lo comprerei come comune, lo raderei al suolo e dopo aver differenziato le macerie le convoglierei in discarica. Ma siccome non sono sindaco e quello che c’é sarà compagno, funtanazza si farà. Sicuramente la vocazione verso un futuro insostenibile farà sì che Solu trasformerà le macerie contaminate da amianto, in materia nobile e saranno ricchezza per i sardi e tutti i conniventi raglieranno al miracolo e un altro pezzo di libertà svanirà Non ho foto del bricco patella e non penso che ne esistano, almeno tra i miei conoscenti. A dire la verità non mi interessa nemmeno,su cazu e serrau grig.

      • giugno 25, 2020 alle 5:13 pm

        W il parroco, allora!

      • Srdn
        giugno 25, 2020 alle 9:19 pm

        Mi dispiace grig ma i parroci sono sempre dalla parte dei poteri forti, Diacono Frost serve le messe ma scarica scorie sotto i manti stradali degli ospedali🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪🤪

    • claudio
      giugno 26, 2020 alle 11:32 am

      Sorte già segnata; prima non pensavo, ma adesso sembra che sarà realtà, ed era tutto premeditato.

      Soru ha comperato la struttura e anzichè restaurarla immediatamente, trasformarla in un museo o metterla in sicurezza, l’ha fatta marcire lasciandola com’era, agevolando la “riqualificazione” come la voleva lui per farci i soldi, come se non bastassero quelli che ha. L’altro giorno su La Nuova c’era un articolo con contenuti che mettono paura; parla di Funtanazza e litorale di Arbus come “nascoste ai più”, cartoline della Sardegna che non sono mai arrivate al grande pubblico e dell’intento di Soru di trasformare l’Arburese nella “Costa d’oro” E’ stato bellissimo finchè queste cartoline non sono mai giunte al grande pubblico, non comprendo l’ostinazione di voler mostrare a tutti a qualunque costo ogni angolo della Sardegna per facilitarne l’inquinamento e sottrarla ai residenti o a chi non vuole giustamente spendere per fruire delle spiagge. Si parla di “turismo sostenibile”..tanto per iniziare, far affluire un gran numero di persone in uno spazio così ridotto, di sostenibile ha ben poco; ogni moto, auto, camper, SUV produrrà inquinamento e rumore; alla faccia degli animali e delle piante che abitano in quei boschi. Poi come ha detto anche qualcun altro, quella non la possiamo neanche definire spiaggia; sono pochi metri di sabbia. E state certi che appena ci sarà l’albergo faraonico con vista mare, quel lembo sarà dato tutto in concessione, con lettini sdraio e ombrelloni, trasformando di fatto quella zona in spiaggia privata. Soru è una delusione, la piantasse con la retorica del “non ci sarà cemento”; per fare quello che ha in mente a Funtanazza, la sola movimentazione delle macerie e l’urbanizzazione della zona (immagino ci saranno da fare scavi per elettricità, gas, reti di comunicazione) richiederà cemento in abbondanza e produrrà una quantità enorme di polveri. E diventerà una nuova tana per ricchi, sottraendo spazio e spiaggia ai cittadini comuni. Grazie Renato.

  13. giugno 25, 2020 alle 12:38 pm

    progetto del 2007 dello Studio Citterio-Viel: https://citterio-viel.com/architecture/projects/former-sartori-colony

    • Mara machtub
      giugno 25, 2020 alle 3:46 pm

      Confermo che il progetto è desolatamente orribile. Questi bravi milanesi dovrebbero limitarsi a fare il loro squisito salame, e far tanti soldi che gli riesce bene.

      Con che coraggio scrivono:
      “Conceived with environmental sustainability in mind, the hospitality complex provides flexible accommodation modalities that merge with the surrounding landscape and natural vegetation.” ?

      To merge significa “fondere, unire”.
      Qualcuno può spiegarmi come si integra questa schifosa colata di cemento, che spunta come un enorme fungo velenoso, con il verde quasi primitivo e intatto della vegetazione? Si potrà ammirare perfino dalle Baleari e farà venire mal di pancia a tutti i velisti di passaggio.
      Sono basita. Bisogna assolutamente fermare questo scempio, farne una pubblicità martellante ovunque, che tutti vedano come questi illuminati intendono “valorizzare” la (nostra) Sardegna. Poi ognuno giudichi secondo i suoi canoni estetici, ma “BELLO” è assolutamente altra cosa.
      Santo G.R.I.G. aiutaci tu! 🙂

      • Donatella
        giugno 28, 2020 alle 1:19 pm

        Io rimango letteralmente basita quando leggo queste cose.
        Cito da
        Il Fatto Quotidiano:
        – “sono previste 68 camere, sei suite con piscina privata, una meeting room da 240 posti, un ristorante con affaccio sulla ‘infinity pool’ e una Spa su due livelli con un percorso di talassoterapia”- E per la verità nemmeno gli ambientalisti pongono pregiudiziali. “Oggi la colonia Sartori è un cubo di cemento osceno e fatiscente direttamente sulla costa, quindi ben venga un progetto di riqualificazione – dice il responsabile del Grig. Vorremmo piuttosto capire cosa si vuole realizzare e quale sarà l’impatto complessivo.”

        Si vuol capire cosa si vuole realizzare e quale sarà l’impatto complessivo,
        e cosa c’è da capire? Io ho aperto il link del progetto, (in inglese ché fa più figo and professional)
        … e nella traduzione in Italiano:
        “La trasformazione architettonica della colonia estiva Sartori in Sardegna rivitalizza il complesso di ospitalità sulla spiaggia che è fallito negli anni ’80. Il villaggio turistico è composto da un edificio principale per gli ospiti dominato dall’elevato volume centrale di 5 piani con 40 camere, 70 camere in strutture appartate vicine ed elementi di supporto, tra cui due piscine. Concepito pensando alla sostenibilità ambientale, il complesso alberghiero offre modalità di alloggio flessibili che si fondono con il paesaggio circostante e la vegetazione naturale.”

        ma che orrore…!!
        ma come si fa a dire “rivitalizza il complesso”
        “Concepito pensando alla sostenibilità ambientale”
        “offre modalità di alloggio flessibili che si fondono con il paesaggio circostante e la vegetazione naturale” …???
        oh My God!

        E aggiunge il sindaco di Arbus:
        “La differenza tra demolire o ristrutturare? Mi pare una mera questione tecnica. Ritengo che sia un intervento lodevole.”
        E Soru si difende: «Il mio albergo sul mare sarà ecosostenibile».
        «In quel territorio verrebbe applicato un modello di sviluppo turistico non invasivo».

        sono d’accordo con Srdn,

        “Se fossi stato Comune, l’avrei comprata e rasa al suolo, differenziando le macerie e convogliate in regolari discariche. L’isola avrebbe acquisito un nuovo spazio comune del quale avrebbero goduto i cittadini.”

        Non voglio entrare nel merito tecnico di norme, strategie di aggiramento, procedure in deroga … etc. etc. non sono un esperta e neanche mi interessa. Ma non basta dire che siccome alcune norme lo consentirebbero, si va avanti comunque, in spregio del rispetto ambientale e della vera Bellezza.
        Facile riempirsi la bocca con parole come “ecosostenibile” o “modello di sviluppo turistico non invasivo”. Non solo si creano danni all’ambiente, ma poi in nome del falso mito della riqualificazione, si creano altri scempi cercando di rimediare ai danni precedenti!
        Spero che non si avveri la profezia negativa di Sdrn : “funtanazza si farà. Sicuramente la vocazione verso un futuro insostenibile farà sì che Soru trasformerà le macerie contaminate da amianto, in materia nobile e saranno ricchezza per i sardi e tutti i conniventi raglieranno al miracolo e un altro pezzo di libertà svanirà”

        La cosa saggia da fare è rimediare al danno fatto permettendo alla Natura di riprendersi il suo spazio, la natura sa come fare. Lasciate stare suite, spa, meeting room, infinity pool … non è di questa ennesima Riserva esclusiva per ricchi che la Sardegna e i sardi hanno bisogno.
        Quello di cui abbiamo bisogno è un radicale cambiamento di paradigma, serve una Ecologia Profonda che ci riconnetta con la Natura e con le sue leggi, ci siamo allontanati dall’Anima del Mondo per rincorrere guadagni economici e speculazioni finanziarie che, anche se in regola con le leggi umane, niente hanno a che vedere con la salvezza ecologica della Terra e dei suoi abitanti. Meditate gente!

      • giugno 28, 2020 alle 7:05 pm

        tutto questo è molto bello: basta espropriare e procedere. Basta che ci sia la volontà di una pubblica amministrazione (Stato? Regione? Comune?) e i soldi necessari. Non c’è nè l’una nè gli altri. E allora che si fa?

        Stefano Deliperi

      • Srdn
        giugno 29, 2020 alle 9:59 am

        Grande Donatella, ci accomuna un pensiero l’ecologia profonda……. Forse al nostro, mi scuso vostro, Solu si dovrebbe consigliare la lettura di chi già negli anni 70 ne parlava. Arne Naess lo avrà letto, ma dovrebbe applicarlo al suo concetto di sostenibilità e con lui tutti i compagni di cemento, comprese le associazioni oramai da like. Ci penseranno i salti dalla natura all’uomo a farci meditare, anche se non credo il virus uomo si stabilizzera.Il suo credo lo ha portato a pensare di essere il centro dell’universo,unico, per questo il cambiamento non sarà indolore.I soldi grig ci sono ma vanno sottratti alle tentazioni soggettive dei gruppi di potere e indirizzati in atri luoghi, altro che Igea, alcoa, eurallumina, Carbo sulcis, furtei, altro che virus, altro che mordi e fuggi. Avete visto i nomi dei gestori della nuova provincia? I gestori della vecchia, quelli che la legge definí un vero e proprio SISTEMA e nonostante i furti rinascono dalle ceneri come la fenice. Potere di chi ha il potere di agire in estrema libertà.. Sarà mica il segreto delle ceneri radioattive della portovesme srl tanto appoggiate dal nostro funtanazza.
        .Dopo 40anni parliamo ancora di Ustica e, come si da da fare lo stato per farvi credere di essere presente, figuriamoci come si può dialogare con questo genere di pollitica…. Quà di ” PROFONDO”c’é solo il pozzo dal quale si attinge da generazioni’di parente in parente, di cricca in cricca,di complice in complice, di silenzio in silenzio. Che pessimista direte, ma fatemi sognare con un’altra realtà che non sia quella che subiamo da decenni.

      • giugno 29, 2020 alle 11:17 am

        …ribadisco concetti semplici, anch’essi elusi: dov’è la volontà di procedere all’esproprio (per demolire, per farne nuovamente una colonia marina, per farne un museo o qualche altra struttura d’interesse pubblico) e dove sono i soldi disponibili (nell’ordine di decine di milioni di euro)?
        Altrimenti si tratta di sogni, belli quanto si vuole, ma solo sogni 🌛

        Stefano Deliperi

      • Srdn
        giugno 29, 2020 alle 2:30 pm

        Arne naess scusate, scrittura auto

      • Srdn
        giugno 29, 2020 alle 2:34 pm

        Stefano, basta togliere i sodi agli indirizzi delle caste tutto lì e puntare su nuove rotte chiare ma poco redditizie per i sistemi.

      • giugno 29, 2020 alle 3:15 pm

        ..e chi lo fa?

        Stefano Deliperi

      • Srdn
        giugno 29, 2020 alle 9:45 pm

        Chi non lo fa vorresti dire,ma lo dovrebbero fare gli organi preposti al controllo. La finanza ad esempio, ultimamente molto presente in italiga, I carabinieri, insomma quelli che sanno come stanno le cose. Non ci vuole molto, ci olli ganna. Dai o grig, vuoi far cantare la cicala….Secondo te questa gente dove ha preso tutti i soldi che ha, non di certo da un lavoro spaccaschiena però unge tanto che tutto gli scivola via, anche la, dignità.Scusami,la lingua batte dove il dente duole. Ma ti sembra normale quello che é successo alla baia cemento alla caletta a San Pietro? È vergognoso, magari fanno chiudere la gelataia un mese per ché in 3 anni la hanno beccata 3 volte che non faceva lo scontrino di 2 euro. Aiò non c’é storia se pensi a quanti soldi pubblici si mangia sta gente per non fare niente e incasinare un luogo e mezza isola con le macerie Altro che ecologia profonda….

      • giugno 29, 2020 alle 9:54 pm

        ..no, chi dovrebbe fare l’esproprio, hai capito bene 😉

        Stefano Deliperi

  14. giugno 26, 2020 alle 6:37 pm

    da L’Unione Sarda, 26 giugno 2020
    FUNTANAZZA. «L’hotel di Soru? Nessun via libera». Il Comune: scaricabarile sul nullaosta: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/medio-campidano/2020/06/26/l-hotel-di-soru-nessun-via-libera-136-1033261.html

    • Srdn
      giugno 27, 2020 alle 1:23 pm

      Credici………

  15. Claudio
    giugno 26, 2020 alle 9:21 pm

    No al via libera? Ottimo; speriamo bene!

  16. Srdn
    agosto 5, 2020 alle 7:06 pm

    No al new funtanazza……… meglio…….

  17. agosto 5, 2020 alle 7:56 pm

    da L’Unione Sarda, 5 agosto 2020
    ARBUS. Funtanazza, no al progetto dell’ex governatore Soru.
    Respinta la richiesta di riqualificazione dell’ex colonia marina: https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/cagliari/2020/08/05/funtanazza-no-al-progetto-dell-ex-governatore-soru-136-1046825.html

  18. settembre 4, 2020 alle 7:40 pm

    Sono stato pochi giorni fa in spiaggia a Funtanazza (funtanatza), bellissimo posto, a parte i pericoli derivanti dalle strutture pericolanti vicino al mare.
    Quella che noi chiamiamo “la colonia del vescovo” (mons. Tedde, vescovo di Ales), ma pare sia invece opera delle società minerarie, è assai bruttina, anche se ha assolto in passato al suo compito sociale… Bene se venisse ridotta a un’altezza massima di tre metri, ma mantenendo i suoi propositi sociali. Via la speculazione dalla Costa Verde (già troppi scempi si vedono a Flumentòrgiu e altrove)! Per questo l’ex colonia dovrà passare alla Regione Autonoma della Sardegna, cioè a tutti i sardi, e non a Soru, che è di sinistra solo quando gli fa comodo… Ita catzu “sei suite con piscina privata”!

  19. settembre 17, 2020 alle 10:37 am

    da L’Unione Sarda, 17 settembre 2020
    ARBUS. Funtanazza, stop della Sovrintendenza: “Bene da tutelare”.
    Bloccato ogni intervento sulla ex colonia marina. (Paolo Carta): https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/medio-campidano/2020/09/17/funtanazza-stop-della-sovrintendenza-bene-da-tutelare-136-1060055.html

    • settembre 22, 2020 alle 4:17 pm

      “Bene da tutelare” è veramente assurdo. Ma chi lo conosce sa che è una bruttissima costruzione, che non ha senso conservarla manco fosse il Colosseo (mentre si lasciano crollare torri costiere e nuraghe).
      Adesso continuerà a degradarsi fino alla prima morte “per disgrazia”, poi lo butteranno finalmente giù. Almeno io spero.

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